La festa dei nonni

La loro saggezza e la loro esperienza sono un tesoro…….
Nell’ esempio e nelle cure affettuose dei nonni,
i nipoti trovano un compenso alle assenze,
oggi tanto frequenti, per vari motivi dei genitori
                                          (GIOVANNI PAOLO II)
  
  
  
  
Per il nonno
  
Se la mamma dice:” Non si fa!”
tu mi fai sempre l’ occhilino
Secondo me tu alla mia età
eri davvero ” un peperino”
Viva nonno….
più discolo di un bambino
viva nonno….
per me sei come un cioccolatino!
  
PER LA NONNAChe gioia che c’è stamattina,

è la tua festa mia cara nonnina!
tu mi racconti tante favole belle
e mi regali sempre tante caramelle,
mi consoli se piango,
ridi con me se rido!
anche tu torni bambina
quando è la tua festa…….. nonnina
  
 
 
 
Auguri ai nonni
 
Con i nonni in poltrona
ogni cosa è dolce e buona
tra un biscotto e una caramella
la vita con voi è proprio bella
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Nonni
Cari nonni,dove non arrivano mamma e papà arrivate voi
per quello che distrattamente
si dimenticano, ci siete voi
Avete riempito d’ amore la nostra vita,
e di tutto questo amore
di questa pazienza, vi ringraziamo,
vi diciamo vi vogliamo bene
Grazie nonni
 
L’AMICA DI NONNA SPERANZA
Guido Gozzano
 
Loreto impagliato e il busto d’Alfieri, di Napoleone,
i fiori in cornice (le buone cose di pessimo gusto!)

il caminetto un po’ tetro, le scatole senza confetti,
i frutti di marmo protetti dalle campane di vetro,

un qualche raro balocco, gli scrigni fatti di valve,
gli oggetti con monito, salve, ricordo, le noci di cocco,

Venezia ritratta a musaici, gli acquerelli un po’ scialbi,
le stampe, i cofani, gli albi dipinti di anemoni arcaici,

le tele di Massimo d’Azeglio, le miniature,
i dagherottipi: figure sognanti in perplessità,

il gran lampadario vetusto che pende a mezzo il salone
e immilla nel quarto le buone cose di pessimo gusto,

il cùcu dell’ore che canta, le sedie parate a damasco
chèrmisi… rinasco, rinasco del mille ottocento cinquanta!

I fratellini alla sala quest’oggi non possono accedere
che cauti (hanno tolte le federe ai mobili: E’ giorno di gala)

Ma quelli v’irrompono in frotta. È giunta è giunta in vacanza
la grande sorella Speranza con la compagna Carlotta!

Ha diciassette anni la Nonna! Carlotta quasi lo stesso:
da poco hanno avuto il permesso d’aggiungere un cerchio alla gonna;

il cerchio ampissimo increspa la gonna a rose turchine:
Più snella da la crinoline emerge la vita di vespa.

Entrambe hanno uno scialle ad arance, a fiori, a uccelli, a ghirlande:
divisi i capelli in due bande scendenti a mezzo le guance.

Son giunte da Mantova senza stanchezza al Lago Maggiore
sebbene quattordici ore viaggiassero in diligenza.

Han fatto l’esame più egregio di tutta la classe. Che affanno
passato terribile! Hanno lasciato per sempre il collegio.

O Belgirate tranquilla! La sala dà sul giardino:
fra i tronchi diritti scintilla lo specchio del Lago turchino.

Silenzio, bambini! Le amiche – bambini, fate pian piano! -
le amiche provano al piano un fascio di musiche antiche.

Motivi un poco artefatti nel secentismo fronzuto
di Arcangelo del Leùto e di Alessandro Scarlatti;

Innamorati dispersi, gementi il core e l’augello.
languori del Giordanello in dolci bruttissimi versi:
……………
…caro mio ben
credimi almen!
senza di te
languisce il cor!
Il tuo fedel
sospira ognor,
cessa crudel
tanto rigor!
……………….

Carlotta canta, Speranza suona. Dolce e fiorita
si schiude alla breve romanza di mille promesse la vita.

O musica! Lieve sussurro! E già nell’animo ascoso
d’ognuna sorride lo sposo promesso: il Principe Azzurro,

lo sposo dei sogni sognati… O margherite in collegio
sfogliate per sortilegio sui teneri versi del Prati.

Giungeva lo Zio, signore virtuoso di molto riguardo,
ligio al Passato al Lombardo-Veneto e all’Imperatore.

giungeva la Zia, ben degna consorte, molto dabbene,
ligia al passato sebbene amante del Re di Sardegna…

Baciate la mano alli Zii! – dicevano il Babbo e la Mamma
e alzavano il volto di fiamma ai piccolini restii.

E questa è l’amica in vacanza: madamigella Carlotta
Capenna: l’alunna più dotta, l’amica più cara a Speranza.

Ma bene… ma bene… ma bene… – diceva gesuitico e tardo
lo Zio di molto riguardo – ma bene… ma bene… ma bene…

Capenna? Conobbi un Arturo Capenna… Capenna… Capenna…
Sicuro! Alla Corte di Vienna! Sicuro… sicuro… sicuro…”

Gradiscono un po’ di marsala? Signora Sorella: magari.
E con un sorriso pacato sedevano in bei conversari.

…ma la Brambilla non seppe… – È pingue già perl ‘Ernani;
la Scala non ha più soprani… – Che vena quel Verdi… Giuseppe!…

..nel marzo avremo un lavoro – alla Fenice, m’han detto -
nuovissimo: il Rigoletto; si parla d’un capolavoro. -

..Azzurri si portano o grigi? – E questi orecchini! Che bei
rubini! E questi cammei?… La gran novità di Parigi…
…Radetzky? Ma che! L’armistizio… la pace, la pace che regna…
quel giovine Re di Sardegna è uomo di molto giudizio! -

È certo uno spirito insonne… – …è forte e vigile e scaltro.
È bello? – Non bello: tutt’altro… – Gli piacciono molto le donne…

Speranza! (chinavansi piano, in tono un po’ sibillino)
Carlotta! Scendete in giardino: andate a giuocare al volano!

Allora le amiche serene lasciavano con un perfetto
inchino di molto rispetto gli Zii molto dabbene.

 
POESIA ALLA NONNA
Giacomo Leopardi
 
 
Di fiori un serto vivido, che Apollo a noi presenti
In Elicona è solito destar vaghi concenti.
E quei Poeti miseri che non san fare un corno
Fiori a raccor divertonsi per tutto il santo giorno.
A questo io stesso m’occupo, che sono un di costoro,
E stanco poi distendomi sotto un opaco alloro.
Or dunque il frutto nobile della fatica mia
Umil presento, e inchinomi a Vostra Signoria.
Spero che in volto placido accetterete il dono
E dell’ardir, che presimi darete a me perdono.
Prendetelo di grazia , e quindi se mai fia,
Che in un vasetto pongasi, o in quello che si sia,
Quell’acqua sì odorifera, quell’acqua istessa,
Al Precettor buonissima per celebrar la Messa.
Se dopo tante prediche che far non ne sapete
Nel cacator buttatelo, o dove mai volete.
Basta, che di riceverlo non isdegniate almeno,
Del resto cosa importami? Sarò contento appieno
 
O’ nonno
 
 Avisse arapì ll’uocchie, oj mamma mia!
Vita passata mia …. pare nu suonno!
Aiere cu”e guagliune ‘nmiez’a via,
oggie nu viecchio e otto vote nonno Io quanno parlo ‘e Te mamma mia cara
ritorno n’ata vota piccerillo
e dint’o suonno quanno Tu m’appare
veco ca Tu faie ‘a nonna all’angiulille

Io quanno stongo ‘nmiez’ a sti nepute
oj mamma t”e vulesso fà vedè
so accussì belle e nu’ ll’he cunusciute,
comme vurrio ca stisse ‘nziem’a mmè

P”a casa songhe otto palummielle!
Pe n’attimo nun trovene arricietto
ll’urdimo nato me fà o’ cianciusiello
quann’o pàzzeo ruciulea p”o lietto

Pe mmè so comm’a tante pazzielle
e spisso tutte ‘nzieme pazziamme
m’ha ditto aiere ‘o chiù strappuliatielle:
O no’, ma pure tu tenive ‘a mamma?

Io nun l’aggiu risposto, m’ha guardato
e tale e quale comm’ ‘ a dduje cumpagne
cu’ ‘e ddoje braccelle forte m’abbracciato
e pò m’ha ditto: O no’, ma pecchè chiagne !?

 

Vincenzo Giandomenico
 
Nonno,pupo e l’ aquilone
 
Un vecchio s’aranchella cor bastone
in mezzo a un prato, accosto a un innocente
che fissa l’occhi ar celo e allegramente
slonga un filo che regge un aquilone.
Nonno, che cià ner còre ‘n’affrizzione,
lo segue co tutt’antro ne la mente.
E pupo che te fa? Improvvisamente
molla la presa, poi co convinzione,

scansannose dall’occhi un riccio biondo
inzegna l’aquilone e a bruciapelo
dice, guardanno co un soriso er nonno:

“Quello l’ho usato come cartolina.
Ciò scritto sopra: a l’Angeli der cèlo,
tanti bacioni a nonna Carolina”.
Anna Maria Strina

Filastrocca dedicata ai nonni
Nonni… nonni… nonni…
e’ una parola che ti fa pensare
a ricordi immensi come il mare.
A un abbraccio che ti scalda
come la cioccolata calda.
Con la gioia e l’affetto che mi danno
mi sento felice e coccolata tutto l’anno.
Alcune volte nei loro occhi
scopro tanta tristezza,
ma per me non finisce mai la tenerezza.
Per colpa loro sono viziata
ma non sono maleducata.
I rimproveri li fanno con saggezza
senza per questo farmi mancare la dolcezza.
Con loro non smetto di imparare
cosi’ cresce sempre piu’ la voglia di aiutare.
Giocando con me sono pieni di vitalita’
e sempre disposti a soddisfare ogni mia curiosita’.
Con interesse vengo aiutata in ogni momento
“Vi voglio bene!”
E’ con questa poesia esprimo per voi il mio
sentimento!

I nonni

Filastrocca dedicata ai nonni
Ci sono delle cose
che solo i nonni sanno,
son storie piu’ lontane
di quelle di quest’anno.
Ci sono delle coccole
che solo i nonni fanno,
per loro tutti i giorni
sono il tuo compleanno.
Ci sono nonni e nonne
che fretta mai non hanno:
nonni e nipoti piano
nel tempo insieme stanno
 
 
 
 
 
 
DIPLOMA PER I NONNI
 

 

 
 
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