Commemorazione defunti

TRASFORMAZIONE
di Germana Bruno

“Che bella la vita insieme nel prato,
è proprio un bel dono che ci viene dato! ”
dicevano i bruchi ed eran felici
di vivere insieme, di essere amici.
“Che strano, però, ne manca uno,
dite, l’ha visto per caso qualcuno?”
“Stamane l’ho visto, saliva uno stelo,
magari voleva toccare il cielo!”
Son tristi i bruchini, han perso un amico,
ma voi ascoltate quel che ora vi dico:
è tutto normale, così deve andare,
c’è una farfalla che ha preso a volare!

Fantasmino sull’ altalena

Chi c’è alla finestra?

Un simpatico fantasmino sull’ altalena! fantasmino altalena

Crisantemi per la commemorazione dei defunti

Ricordiamoci dei nostri defunti con questo crisantemo realizzato con carta riciclata!crisantemi preparazione crisantemo finito

Impariamo ad usare le forbici e ad esercitare la motricità fine!

COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI

maestra maria:

Ripropongo questa leggenda del crisantemo per ricordare i nostri cari defunti!

Originally posted on °°°FILASTROCCHE,CANTI,POESIE PER L'INFANZIA °°° Giocoliereitaly °°°:

Per far comprendere ai bambini il significato di  questa ricorrenza , molto sentita  nel nostro territorio ,siamo ricorse alla LEGGENDA DEL CRISANTEMO (www.maestrarosasergi.wordpress.com)

In una casetta del bosco vivevano una mamma e una bambina. Intorno alla casetta sbocciavano bellissimi fiori; quando giunse la brutta stagione, tutti i fiori appassirono.

Solo uno era rimasto alla bimba, perché ella lo aveva conservato in casa.

Un giorno la mamma della bimba si ammalò gravemente; allora colse il fiore e l’offrì alla Madonna, perché facesse guarire la sua mamma.

Mentre pregava sentì una voce: << La tua mamma vivrà tanti anni quanti sono i

petali del fiore che mi hai donato!>>. La bimba contò i petali del fiore e vide che erano pochi; allora per amore della mamma, ridusse i pochi petali in tante striscioline. Così i petali divennero molti e la mamma visse per tanti  e tanti anni.

Nacque così il…

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Festa dell’ albero

paesaggio con stuzzicadenti- lavoretto scuola
L’albero
C’è un grande albero spoglio
in mezzo all’orto: pare
che soffra e non si possa
coprire e riscaldare.
Vola sui nudi rami
un passero sperduto,
e cinguetta più forte
in segno di saluto.
Geme l’albero: Un tempo
fui giovane e fui bello:
candidi fiorellini
erano il mio mantello.
Il passero cinguetta:
Oh vecchio albero, spera!
Si scioglieran le nevi:
verrà la primavera.
di Milly Dandolo
——————————————-
Come un albero
Vorrei essere una fronda
di magnolia
che sfiorisce nel sole.
Non betulla che spoglia
si consegna
alle nebbie d’autunno.
Non abete, che uguale
nel suo verde
non conosce il mutar
della stagione.
Emma Bernacchi
————————————–
Poesia di F. Davini -
Nel mio cortile -
Nel mezzo del mio cortile
c’è un grazioso alberello.
E’ fiorito in aprile;
ma d’inverno, che stecco
sulla neve nero e secco!
Gli sorrisi e dissi: tu,
quel meschino alberello
che di neve aveva il mantello?
Non ti riconosco più!
Ma ecco, a un po’ di vento,
i petali, in un momento,
tutti giù.
Oh! Dura poco il fiore;
ma il frutto viene poi.
Così è pure di noi.
——————————————-
Nella foresta
Nella foresta, in mezzo alla radura,
nocchieruta, ruvida, frondosa,
invecchiava placida una quercia,
considerata un gigante.
E nascondeva il cielo con le foglie
ad una giovane betulla, C’era
umido, come dentro a una prigione,
sotto la sua rigida corona.
In un’afosa notte di tempesta
piombò sulla foresta ammutolita,
come una scure di tagliente acciaio,
il luccichio azzurrognolo d’un fulmine.
Breve, secco, imbroccato,
fu come un tiro preciso.
E si anneriscono i rami,
presero il volo le foglie.
Trasali la quercia. Troppo tardi.
Mandò un gemito e cadde tramortita.
I pini al mattino la piansero,
con lacrime Piene di sole.
Ma la sottile giovane betulla
si spolverò dai rami la rugiada
e, rompendo in un riso squillante,
si tese verso la luce.
V. Solouchin
————————————————————-
Gli alberi
Dove sono gli alberi qui la vita trova
cento beatitudini: fiori, frutti, ombre,
profumi, canti, colori, ricchezze, salute…
Sui pendii montani ove si torce, battuto
dai venti e ferito dalle folgori, l’albero
ghermisce con le radici la terra e l’aiuta
dalle frane; rompe col tronco tenace il peso
sdrucciolevole delle nevi ed evita le valanghe;
contende le prode al ruinoso torrente; fiacca
i venti, protegge dalle piogge improvvise e
dal sole meridiano i pastori e i greggi.
A valle, vive sui margini dei poderi e delle
colture. Segue le strade; si sporge dal muro
degli orti; stormisce lungo argini e canali; si
lascia abbattere, spartire in ceppi e fascine,
in tavole bianche che il falegname sega,
incide, inchioda per la vita e per la morte.
(Di Renzo Pezzani)
————————————————
Nel bosco
Nel bosco ogni vecchio gigante
sia abete, sia quercia, sia pino,
ha intorno, ai suoi piedi, un giardino
di piccole piante.
Son muschi, son felci, son fiori,
e fragole rosse e lichene
cui l’albero antico vuol bene
suoi teneri amori.
E mentre le fronde superbe
protende più su verso i cieli
ai pensa a quegli umili steli
nell’ombra, fra l’erbe.
(L. Schwarz)
———————————————
Gli alberi
Non hanno voce, ma li senti a volte
cantare: son gli uccelli che hanno il nido
fra ramo e ramo, in un angolo fido
ove è dolce sostare. Nella folta
chioma s’impiglia il vento e anch’esso suona
a lungo e geme e ride e narra fole
meravigliose. Se li indora il sole
gli alberi sono una presenza buona.
A notte offrono asilo agli sperduti
abitanti del bosco, hanno le braccia
aperte a tutti. Un giorno, se a Dio piaccia,
saranno legna e fuoco: i benvenuti.
(Di Massimo Grillandi )
—————————————————-
L’albero
Se non ricordi, io ti dono
la fresca ombra d’estate,
chiamo le dolci piogge
sulle sementi che han sete,
ti porgo resine e balsami
per ritemprarti in salute.
E quando il vento d’autunno
senza pietà mi dispoglia,
giungendo foglia su foglia
preparo il letto agli armenti
che ti dan cibo e vestito;
e quando il gelido inverno
col tramontano è alle porte,
mi struggo senza un lamento,
in fiamma per darti calore.
E a prrmavera, coi nidi
risorgo, e porgo alla terra
profumi e canti …
Vincenzo Bosari
—————————————————-
.
Il Pioppo
Sotto la brina il pioppo è di cristallo:
se lo tocchi l’infrangi; e piomba al suolo
con tintinnio di frantumate lastre.
Lo diresti un altissimo zampillo
che un incanto invetrò; ma dentro è vivo,
e lo strazia desìo di primavera.
« Oh, mai più tornerà la primavera,
pensa. – Mai più. Son vecchio.
Non mi resta foglia sui rami,
uccello che mi canti
in vetta, linfa nelle vene, strido
di cicala sul tronco. E ciascun giorno
che passa, accresce il gelo; e già mi sento
vicino a morte ».
Ma un mattino, il sole
rompe l’algore: scioglie in molle pianto
sugli stecchiti rami il vel di ghiaccio:
torna la linfa e il verde: giovinezza
ritorna, e n’ha sì gran sorpresa il pioppo
ch’ogni sua foglia, anche se tace il vento,
trema di gioia: anche la notte, in sogno,
trema di gioia in ogni foglia il pioppo.
Ada Negri
————————————————–
L’albero nel cortile
Un albero era nato, non si sa come,
in un angusto cortile presso una brutta
via affollata di vecchie case.
Quel povero albero s’era levato dritto dritto
sul magro stelo cinereo, con evidente sforzo,
con evidente pena, quasi angosciato nel
desiderio di vedere il sole e l’aria libera, dalla
paura di non avere in sé tanto rigoglio e
arrivare oltre i tetti delle case che lo
circondavano. E c’era arrivato!
Luigi Pirandello
—————————————————–
Festa degli alberi
Mamma, ho pensato a te mentre piantavo
l’alberello pel bosco che verrà.
Ti piace l’ombra sull’erbetta morbida?
Quell’alberello, mamma, crescerà. …
Crescerà come cresce il tuo bambino:
avrà forza, salute, gioventù.
E noi passeggeremo sotto gli alberi
che abbiamo visto, piccoli, laggiù.
M’hanno detto che gli alberi ed i boschi
sono un tesoro della patria mia.
E’ vero, mamma? – E’ vero, sì mio piccolo:
ma sono anche bellezza e poesia.
Milly Dandolo
————————————

Canzoncina per la festa dell’ albero

Parodia su musica di
“O surdato nammurato”

1) Stai fermo nel terreno,
tocchi il cielo con le foglie,
io ti guardo e mi consolo
e ti vedo sempre attorno a me,
il più bello di tutti i belli
non è mai più bello di te…

Rit. 2 v.) Oh albero, albero bello,
sei grande e mio fratello,
sei sempre maltrattato
dal primo all’ultimo sempre così.

2) Quando l’uomo ti abbatte,
quando il fuoco ti distrugge
io mi sento un perdente
e mi stringo forte attorno a te.
il più bello di tutti i belli
non è mai più bello di te…

Rit. 2 v.) Oh albero, albero bello,
sei forte e buono,
guardando sta meraviglia
vicino a te mi sento consolar.

3) Si scrive sempre che dai tutto…
la vita e l’aria buona
il terreno sempre fermo
e la frutta per mangiar
il più buono di tutti i buoni
non è mai più buono di te…

Rit. 2 v.) Ohi vita, ohi vita mia,
ohi albero, albero mio
sei tutta la mia vita
senza di te non posso star.

La maestra Eva
e i suoi alunni
5B Via dell’Arte
a.s. 2008.09

Per la festa dell’ albero i nostri bambini stanno imparando  tante poesie e   anche questa canzoncina, ideata dalla maestra Eva e i suoi alunni, sulle note del ‘O surdato ‘Nnammurato di Massimo Ranieri…….naturalmente tradotta in napoletano

Il progetto completo degli alunni della 5B di Mirto ,ricco di disegni, poesie e notizie utili, lo potete trovare a questo indirizzo

Addobbo per aule :zucca

come fare la zucca

zucca2

zucca1

zucca

Per addobbare l’ aula abbiamo realizzato queste simpatiche zucche(da un’idea del web) con cartoncino arancione e verde.

Possono ,a seconda della lunghezza delle 4 strisce , essere grandicelle o piccoline come le nostre.

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