Alberello autunnale

Alberello autunnale realizzato  con pasta (linguine) e con carta riciclata.

linguine linguine e giornali ancora linguinealberi

Attività utile per  esercitare la motricità fine, l’ attenzione e per riflettere su uno degli aspetti tipici di questa stagione.

Arrivano i primi raffreddori.

Filastrocca del raffreddore
Ma che noia, che fastidio,
mi è venuto il raffreddore,
sto col naso sempre chiuso,
starnutisco a tutte le ore.
Se mi stendo poi nel letto,
non si riesce a respirare ,
soffio dentro il fazzoletto,
ma non c’è niente da fare.
Oh che rabbia, il raffreddore,
che malanno fastidioso,
non c’è cura dal dottore
per quel moccio appiccicoso!
Nella pentola ora metto
acqua timo e un po’ di sale,
quando l’acqua bolle bene
vo il vapore ad aspirare,
e respiro lentamente
finchè il naso, pian pianino
si apre un poco e finalmente
io respiro un momentino.
Spero che in questo modo
il malanno passerà,
finirà sto raffreddore… etcì etci….etciààà.

La filastrocchiera ammalata (A. Turchetti)
Ill. Brian Patterson

HALLOWEEN Lavoretti

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La festa di Halloween
Questa tradizione è iniziata in Irlanda Tremila anni fa.In questo paese abitavano i Celti ed erano principalmente pastori.
Alla fine dell’ estate celebravano la festa di OI’CHE SHAMHNA cioè la fine dell’estate.
I festeggiamenti iniziavano il 31 ottobre ed era una delle feste più importante per questo popolo perchè li aiutava ad affrontare le paure legate all’inverno e perchè univa tutta la comunità.
Il tema principale di questa festa era la morte infatti, si credeva che in questo giorno il il dio della morte(SAMHAIN)permettesse a tutti gli spiriti di vagare e confondersi con i vivi.
I Celti ,per non ricevere visite poco gradite,  si travestivano da mostri per spaventare i visitatori  e quando in seguito alla carestia del 1845 si trasferirono in America  continuarono a festeggiare questo giorno .

DOLCETTO O SCHERZETTO?

Dolcetto o scherzetto? è la frase di rito che i bambini americani recitanodopo…

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Halloween:POESIE E FILASTROCCHE

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Ghiga e Ghega sono maghe

 

Ghiga e Ghega sono maghe
son megere con le rughe
o, la gente dice, streghe.
Fanno gesti, pappe grigie,
purghe, gemiti e magie,
piogge gelide o roghi,
velenosi sughi ed aghi:
basta solo che le paghi.

di Roberto Piumini.

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FILASTROCCA DELLA STREGHETTA

Sul prato pieno di fiori
c’è una casetta di tre colori
con tanti vasi alla finestra
e buoni dolci in bella mostra.

Lì ci vive una streghetta
armata solo di bacchetta
che prepara senza sosta
filtri pozioni e…buona pasta.

E’ una vera golosona
mangia solo roba buona
che cucina con gran cura
stando attenta alla misura:

cinque chicchi di caffè
due scodelle di buon tè
un cucchiaio di farina
una fetta di fontina.

Pesa mescola ed annusa
e il suo gatto fa le fusa.

(Cristina Ansuini)

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      HALLOWEEN

Ma guardate: son bambini ! Sono mostri mascherati:
chiedono dolci e…

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Autunno sulla porta

La nostra porta si tinge di colori autunnali.

Inizia a fare freddo e gli uccellini cercano ripari, spuntano i primi funghetti , il riccio si avvia verso la sua casetta mentre lo scoiattolino riempie la sua tana di provviste.

Il cielo è colorato da tante foglie e da una leggera pioggiorellina!

autunno3 autunno1 autunno

POESIE PER SAN FRANCESCO

SAN FRANCESCO
Parlava alle cicale, predicava agli uccelli,
e l’albero e l’arbusto erano suoi fratelli.
A la Vergine Santa, con l’anima amorosa :
volgendo la preghiera dicea: «Mistica rosa »,
poi levava la voce in gloria del Signore;
dove posava il piede, ivi nasceva un fiore.
Le agnelle al suo passar accorrevano liete,
le tortore selvagge rendeva mansuete,
ai lupi furiosi donava la dolcezza:
tanta virtù gentile avea nella carezza!
Amava con l’esempio ornare le parole,
e gli umili diceva simili alle viole,
chè germoglian fra’ l verde modeste ed ignorate
ma d’un sottile aroma nel calice beate;
Il Santo aveva lacrime per tutte le sventure,
lieto benediceva tutte le creature:
aveva l’anima pura come il fiore del giglio,
la carità splendeva soave nel suo ciglio:
la carità che i poveri e i dolenti consola;
come una fonte limpida era la sua parola.

Fausto Salvadori

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Lodato Sii, Mio Signore

Lodato sii, Signore,
da tutti noi bambini,
per la terra ed il so!e,
per l’acqua e i fiorellini,
per ogni tua creatura,
nostra buona sorella,
e per il cuor che canta
la tua lode più bella.

Luisa Nason

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San Francesco
A quei che avean sol cenci, ai poverelli
parlava come a teneri fratelli:
Dicea: “Se fame vi rimorde e sete,
vostro è il mio pan, vostro è il mio vin, prendete”.
E il bianco pan, l’alfore colme, i vari
panni, le fibbie, i nitidi calzoni,
la morbida e sottil giubba di seta,
tutto ei donava con faccia lieta,
fin la cintura pallida d’argento…
E più donava e più vivea contento!
(A. S. Novaro)

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San Francesco
Parlava alle cicale,
predicava agli uccelli,
e l’albero e l’arbusto
erano suoi fratelli.
Le agnelle al suo passare
accorrevano liete,
le tortore selvagge
rendeva mansuete.
Ai lupi furiosi
donava la dolcezza,
tanta virtù gentile
avea nella carezza.
(G. Salvatori)

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La predica agli uccelli
Francesco, andando con la compagnia,
alberi vide ai lati della via
ed una moltitudine di uccelli
che piegavano col peso i ramoscelli.
“Fratelli miei, voi grati esser dovete
a chi vi fece creature liete”.
Mentre Francesco così stava a dire,
loro battevan l’ali quasi ad applaudire,
e abbassavano le brune testoline
e allegrezza mostravan senza fine.
Poi disse loro “Andate!”
e a quella dolce voce
in aria si levarono festanti
e si sentivano meravigliosi canti.
(F. Salvatori)
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San Francesco e le creature

Francesco diceva: “Noi siamo tutti figli dello stesso padre, del buon Dio che è in cielo, e che è il Creatore di tutte le cose: il sole, la luna, i fiori del prato, gli uomini e tutti gli animali! “.
Così dunque egli chiamava il bianco bue: «Fratello bue!
E il piccolo asino: « Fratello asino!..
E la gallinella nera: «Sorella gallina!
E l’anitra chiacchierona: «La mia sorella anitra che parla troppo! “.
Così era il poverello, sempre lieto e felice.
Tutto il giorno cantava come un uccello ed era il migliore amico di tutte le creature.
Pietro Worms

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SAN FRANCESCO

Francesco disse a Gesù:
voglio bene al sole,
voglio bene al cielo,
voglio bene al mare,
voglio bene al cuore,
che gode e che si duole,
ed a Suor Chiara ‘l’
e a tutte le piccole sorelle,
pure alle rondinelle
ed a tutte le cose,
alle piccole ghirlande di rose …
e dovrei voler bene solamente a Dio grande …
Perdonami Gesù! …
Gesù rise con gli angeli
e rispose piano:
Voglio bene al sole,
voglio bene al cielo,
voglio bene al mare,
voglio bene al cuore,
che gode e che si duole,
ed a Suor Chiara
e a tutte le piccole sorelle,
pure alle rondinelle
ed a tutte le cose,
alle piccole ghirlande di rose …
e voglio bene al Santo,
a quel piccolo Santo
che mi somiglia tanto.

Auguri a tutti i nonni!

i nonni

I NONNI, UN GRANDE DONO

Se mamma non ha tempo di darvi sempre retta,
se anche il vostro babbo è sempre un po’ di fretta…
Sappiate, ciò succede in tutte le famiglie:
son tante le incombenze e il tempo spesso stringe.

Il lavoro, la famiglia, pulire e cucinare…
E il compito difficile di accudire e di educare.
E’ scomodo punire ed essere severi,
ma a loro tocca oggi… A noi nonni è toccato “ieri”.

Adesso i nostri compiti son molto differenti:
saremo disponibili, amorevoli e accoglienti.
Dedicheremo tempo ad ascoltarvi e consolarvi,
se avrete un dì un problema noi potremo anche aiutarvi.

Con noi voi scoprirete il meccanismo delle cose,
insieme le giornate non saranno mai noiose.
Saremo in vostro aiuto con saggezza ed esperienza
ed ogni spiegazione vi daremo con pazienza.

Potremo anche insegnarvi i tanti nomi delle piante,
di storie ne sappiamo e ne inventeremo tante.
Faremo insieme l’orto, pianterem delle verdure,
potremo anche raccogliere le fragole mature.

Faremo un bell’impasto e inforneremo un grande pane,
ne mangeremo tanto, finché passerà la fame.
Poi canteremo insieme, imparerete antichi balli
e ci scateneremo in un frenetico alligalli.

Con voi ci sentiremo meno adulti e più bambini
e costruiremo case con coperte e con cuscini.
Potremo organizzare se volete anche una gita,
vi insegneremo inoltre anche i valori della vita.

Andremo ad osservare in uno stagno dei girini,
avremo tanto tempo anche per coccole e bacini.
Se il cuore avrete in pena, venite senza indugio,
il nostro grande abbraccio potrà essere un rifugio.

Se squillerà il telefono e ci direte “Ti voglio bene”,
saremo meno soli anche quando non siamo insieme.

Serena Riffaldi

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