Pasqua poesie

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E’ FESTA, E’ PASQUA

E’ festa, è Pasqua!

Svegliatevi amici!

Una viola fa capolino

dal folto del giardino

E’ Pasqua, è festa!

Ripetono in coro

gli amici del bosco.

Ovunue germogli,

fioi sbocciati,

prati assolati.

E’ festa, è Pasqua!

Ed è bella l vita,

che non è finita,

è appena primavera

Gesù risorge.

Ed è per Lui

che il mondo gioisce.

A. Sforna

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Pasqua

I cieli sono in festa,

la Pasqua si ridesta,

canta felice il cuore:

è risorto il Signore!

L. Schwartz

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PASQUA E’…….

un ramo di pesco fiorito nel vento.

Pasqua è…..

una rondine posata sul monumento.

Pasqua è…..

un fiore sbocciato sul balcone.

Pasqua è…..

un sorriso per tutte le persone.

Pasqua è…..

un raggio di sole sulla fronte.

Pasqua è…..

una campana che suona sul monte.

Pasqua è…..

un dolce fragrante  e mandorlato.

Pasqua è…..

un uovo grande di dolce cioccolato.

Pasqua è…..

la…

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Marzo: poesia di Salvatore Di Giacomo

Marzo: nu poco chiove

e n’ato ppoco stracqua

torna a chiòvere, schiove;

ride ‘o sole cu ll’acqua.

Mo nu cielo celeste,

mo n’aria cupa e nera,

mo d’ ‘o vierno ‘e ‘tempeste,

mo n’aria ‘e Primmavera.

N’auciello freddigliuso

aspetta ch’esce o sole,

ncopp’ ‘o tterreno nfuso

suspirano ‘e viole…

Catarì, che vuò cchiù?

Ntienneme, core mio,

Marzo, tu ‘o ssaje, si’ tu,

e st’auciello song’ io.

E’ FEBBRAIO

E’ febbraio monellaccio
molto allegro e un po’ pagliaccio;
ride, salta, balla, impazza,
per le vie forte schiamazza;
per le vie e per le sale
accompagna il Carnevale.
Se fra i mesi suoi fratelli
ve ne sono di più belli,
il più allegro e birichino,
sempre è lui, ch’è il più piccino.
(M. Vanni)
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FEBBRAIO
Vengo subito dopo la merla,
il mio freddo è come una sberla,
sono il mese dei travestimenti,
balli, canti e divertimenti.
Colombina ed Arlecchino
Balanzone e Meneghino,
Pantalone e Pulcinella,
scegli la maschera quella più bella.
Sono il più piccolo dei miei fratelli,
per arrivare faccio balzelli.
Ogni quattr’anni, mi allungo di un giorno,
ma l’anno dopo piccino ritorno.
Non sono un sarto, non son calzolaio
non sono dottore e non porto il saio,
ma delle chiacchiere son buongustaio
è stato un piacere, io sono Febbraio.
 
http://www.educabimbi.it/filastrocca-di-febbraio/

L’ anno nuovo

Indovinami, indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?
Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo il lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno
G. Rodari

Poesie sull’ inverno

NEVE CHE INNAMORA

I fiocchi scendono
Lentamente,
questa
è l’unica cosa
che sorge nella mente,
ma se ci metti il tuo cuore
vedrai la neve che scende con amore,
vedrai neve sulle montagne,
ma anche nelle campagne,
vedrai bimbi e persone
liberi, incantati
liberi e innamorati.

Tommaso Bragazza
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FELICITA’ DI NEVE

Fiocchi di neve scendono dal cielo
E coprono di bianco il mondo intero
Tanti bambini dai volti felici
Giocano insieme,
giocan come amici

Ecco la neve che cosa fa,
porta tanta felicità.

Rebecca Pisani
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Il gatto inverno
Ai vetri della scuola, stamattina
L’ inverno strofina la sua schiena nuvolosa
Come un vecchio gatto grigio:
Con la nebbia fa i giochi di prestigio,
e le case fa sparire e ricomparire;
con le zampe di neve imbiancail suolo
e per coda h un ghiacciolo….
Si signora maestra,
mi sono un po’ distratto:
ma per forza,con quel gatto
con l’ inverno alla finestra
che mi ruba i pensieri
e se li porta in slitta
per allegri sentieri
Gianni Rodari
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Bella è la neve bianca
Meraviglioso gioco:
ma non se il tetto manca,
ma non se manca il fuoco.
Avventuroso è il vento,
per vele ed aquiloni:
ma non se il fuoco è spento,
o rotto gli scarponi.
Le stelle su nel cielo
Che visione stupenda:
ma non se sei nel gelo
e dormi in tenda
Pimini,Castelli,Caviezel
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Nevica
A larghi fiocchi
Cade la neve
Dal cielo in terra
Candida e lieve.
Bianco tappeto
Fa per le strade,
sui rossi tetti
morbida cade.
Tutto arrotonda,
tutto ammodella,
agguaglia tutto
la neve bella….
Silenzio e pace!
Cade la neve,
sui rossi tetti,
morbida e lieve
Olindo Grossi mercanti

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Pastello del tedio
Dal grigio della nebbia
Fitta fitta
Traspaiono cipressi
Ombre nere
Spugne di nebbia.
E di lontano dondolando lento
Ne viene un suono
Di campana quasi spento.
Più lontano lontano
Passa un treno
mugghiando
Aldo Palazzeschi
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La neve
Viveva in una nuvola
Come una gatta in soffitta:
stanotte, zitta zitta
la neve è caduta giù.
Cosa diranno i bambini
A vederla già morta
Sui gradini della porta.
Come un povero caduto lì?
Aveva freddo e nessuno l’ aprì
Renzo Pezzani
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Comignoli freddolosi
Or che la neve ha coperto
d’ un manto i campi e i prati,
i comignoli sul tetto deserto
sono contenti di stare aggruppati:
L’ uno all’ altro vicini,
si sussurrano parole di attea;
aspettano che giù nei camini
un po’ di legna venga accesa.
E, quando una nuvoletta
Di fumo s’ alza e si accinge a volare,
sospirano:”Va’!
cerca in fretta la primavera,
e falla tornare !”
Luigi Ruber
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Canzonetta del freddo
Stasera pure il vento
Si vorrebbe scaldare
Implora il suo lamento
Ad ogni casolare:
non ho più fiato
per proseguire
sono freddo gelato,
mi par di morire;
Svegliate il fuoco
che mi riscaldi un poco.
La fontanella che è rimasta sola
a recitare la filastrocca
in mezzo alla piazzola
si sente la parola
gelare sulla bocca.
Se il fuoco è spento
e pure il vento
di freddo geme,
la fontanella teme
per quella cosa viva
ch’è la sua acqua sorgiva.
Balbetta
dalla paura stretta
con voce piana
più piana,
lontana,
e poi rimane zitta e sola
con un zipolo di ghiaccio in gola
Ignazio Drago
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L’ omino di neve
Guardate che caso,
non ha più naso:
Vorrei imitare
Questo paese adagiato
Nel suo camice
Di neve.
E ha solo un orecchio:
in un giorno di sole
è diventato vecchio!
Chi gli ha rubato un piede?
E’ stato il gatto,
bestia senza tatto.
Per un chicco di
Gallina gli becca una mano.
Infine, per far festa,
bambini gli tagliano la testa.
Gianni Rodari

Altre poesie

Il giuramento dei bambini di Madre Teresa di Calcutta

 

Il giorno più bello? OGGI

L’ostacolo più grande? LA PAURA

La cosa più facile? SBAGLIARSI

L’errore più grande? RINUNCIARE

La radice di tutti i mali? L’EGOISMO

La distrazione migliore? IL LAVORO

La sconfitta peggiore? LO SCORAGGIAMENTO
I migliori professionisti? I BAMBINI

Il primo bisogno? COMUNICARE

La felicità più grande? ESSERE UTILI AGLI ALTRI

Il mistero più grande? LA VITA

Il difetto peggiore? IL MALUMORE
La persona più pericolosa? QUELLA CHE MENTE
 
 

Il sentimento più brutto? IL RANCORE

Il regalo più bello? IL PERDONO

Quello indispensabile? LA FAMIGLIA

La rotta migliore? LA VIA GIUSTA

La sensazione più piacevole? LA PACE INTERIORE

L’accoglienza migliore? IL SORRISO

La miglior medicina? L’OTTIMISMO

La soddisfazione più grande? IL DOVERE COMPIUTO
La forza più grande? LA FEDE

La cosa più bella del mondo? L’AMORE
Madre Teresa di Calcutta
Altre poesie sulla pace e i diritti dei bambini:http://126maestramaria.wordpress.com/2010/10/25/364/

Filastrocche e poesie per il primo giorno di scuola

maestra maria:

Accoglienza scuola dell’ infanzia:Poesie e unita’ didattica

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A scuola

 

A scuola siamo in tanti,

si fanno giochi e canti,

racconti  e burattini:

la scuola è dei bambini.

Nel parco c’è chi corre,

chi va sopra la torre,

chi fa lo scivolone,

chi mangia torrone.

Nel gioco del mercato

io compro e dopo vendo;

quello che ho guadagnato

di nuovo me lo spendo.

Con il mio corpo-palla

rotolo e poi rimbalzo

affondo e torno a galla

mi abbasso e poi mi alzo.

Da qui, da lì, da là

uscite un pò di casa!

A scuola ci si sta!

A scuola è un’ altra cosa!

L’ albero azzurro

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Di nuovo insieme

 

Vado a scuola

come a una festa

con tante idee

dentro la testa:

idee nuove

da pionieri

per tracciare

grandi sentieri

idee forti

da guerriero

per conquistare il mondo intero.

E se una cosa

oggi va storta

a me che importa?

Proverò domani

con…

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Dedicato alle donnePoesia di Madre Teresa di Calcutta

Dedicato alle donne

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni.

Però ciò che è importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito e` la colla di qualsiasi tela di ragno.

Dietro ogni linea di arrivo c’è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c`e` un`altra delusione.

Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca cio` che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.

Non lasciare che si arruginisca il ferro che c’è in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.

Quando a causa degli anni
non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Pero` non trattenerti mai!

Madre Teresa di Calcutta

POESIE SUI NONNI

La loro saggezza e la loro esperienza sono un tesoro…….

Nell’ esempio e nelle cure affettuose dei nonni,

i nipoti trovano un compenso alle assenze,

oggi tanto frequenti, per vari motivi dei genitori

(GIOVANNI PAOLO II)
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La nonna
La nonna è come un albero d’ argento
che la neve ricopre e muove il vento.
Dice no con la testa e si col cuore
sta presso il fuoco e prega a tutte le ore.
Quando la mamma sgrida , lei perdona
chissa’ perchè la nonna è così buona!

Scuola arcobaleno
Coordinamento di Angelo Latini e Valentina Veronesi
La spiga infanzia

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Il nonno
C’è un amico assai speciale
con cui gioco niente male;
con lui scherzo, parlo, rido,
e felice a lui m’affido.
Se ho i compiti da fare
o se invece vo’ a giocare,
non importa, sai perché?
Lui è sempre accanto a me!
Che sia giorno, notte o sera,
alba, inverno o primavera,
che sia estate oppure autunno
io sto bene con il nonno!

Jolanda Restano
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I nonni

Ci sono delle cose
che solo i nonni sanno,
son storie più lontane
di quelle di quest’anno.
Ci sono delle coccole
che solo i nonni fanno,
per loro tutti i giorni
sono il tuo compleanno.
Ci sono nonni e nonne
che fretta mai non hanno:
nonni e nipoti piano nel tempo insieme stanno.

Bruno Tognolini
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Per i nonni,

voi siete degli amici eccezionali,

indispensabili come gli stivali

durante i temporali.

Con tanta pazienza e infinito amore

ritornate bambini

e state con me per ore.

Con la vostra saggezza

mi sapete aiutare

e le vostre bellissime fiabe

mi fanno  sognare.

In questo giorno, avoi dedicato

sono anch’ io unpò emozionato,

proprio come voi,

miei cari nonnini,

ai quali mando un mare di bacini

Raffaello editrice ( A scuola)

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Auguri ai nonni

Con i nonni in poltrona
ogni cosa è dolce e buona
tra un biscotto e una caramella
la vita con voi è proprio bella

http://www.lafestadeinonni.it/index2.htm

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C’è un Nonno

C’è un nonno in disparte
che gioca alle carte,
le gioca da solo:
nessuno lo vuole.

C’è un nonno in giardino
che beve del vino,
lo beve da solo:
nessuno Io vuole.

C’è un nonno per strada
non so dove vada,
cammina da solo:
nessuno lo vuole.

C’è un nonno che dorme
speriamo che in sogno
qualcuno ci sia in sua compagnia.

R.Piumini

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Il nonno

 

Un vecchietto assai felice

senti senti che mi dice:

” Non mi piace far feste,

Ma accudire te, la peste”

Quanto è buono questo nonno,

quasi quasi mi ha commosso.

io gli compro un bel gelato,

panna, cacao e cioccolato!

Scuola arcobaleno
Coordinamento di Angelo Latini e Valentina Veronesi
La spiga infanzia

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La Nonna

Tra tutti quei riccioli al vento,
tra tutti quei biondi corimbi,
sembrava, quel capo d’argento,
dicesse col tremito, bimbi,
sì… piccoli, sì…
E i bimbi cercavano in festa,
talora, con grido giulivo,
le tremule mani e la testa
che avevano solo di vivo
quel povero sì.
Sì, solo; sì, sempre, dal canto
del fuoco, dall’umile trono;
sì, per ogni scoppio di pianto,
per ogni preghiera: perdono,
sì… voglio, sì… sì!
Sì, pure al lettino del bimbo
malato… La Morte guardava,
La Morte presente in un nimbo…
La tremula testa dell’ava
diceva sì! sì!
Sì, sempre; sì, solo; le notti
lunghissime, altissime! Nera
moveva, ai lamenti interrotti,
la Morte da un angolo… C’era
quel tremulo sì,
quel sì, presso il letto… E sì, prese
la nonna, la prese, lasciandole
vivere il bimbo. Si tese
quel capo in un brivido blando,
nell’ultimo sì.

Giovanni Pascoli
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Io e il Nonno

lo e il nonno
parliamo.
Il nonno canta
io danzo.
Il nonno insegna
io imparo.
Il nonno muore
io piango.
Aspetto
pazientemente
di vedere il nonno
nel mondo dell’oscurità.
L’attesa paziente
è resa gravosa
dalla solitudine.
lo piango e piango e piango.
Quando
lo vedrò?

J. Concha
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POESIA ALLA NONNA

Giacomo Leopardi

Di fiori un serto vivido, che Apollo a noi presenti
In Elicona è solito destar vaghi concenti.
E quei Poeti miseri che non san fare un corno
Fiori a raccor divertonsi per tutto il santo giorno.
A questo io stesso m’occupo, che sono un di costoro,
E stanco poi distendomi sotto un opaco alloro.
Or dunque il frutto nobile della fatica mia
Umil presento, e inchinomi a Vostra Signoria.
Spero che in volto placido accetterete il dono
E dell’ardir, che presimi darete a me perdono.
Prendetelo di grazia , e quindi se mai fia,
Che in un vasetto pongasi, o in quello che si sia,
Quell’acqua sì odorifera, quell’acqua istessa,
Al Precettor buonissima per celebrar la Messa.
Se dopo tante prediche che far non ne sapete
Nel cacator buttatelo, o dove mai volete.
Basta, che di riceverlo non isdegniate almeno,
Del resto cosa importami? Sarò contento appieno
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O’ nonno

Avisse arapì ll’uocchie, oj mamma mia!
Vita passata mia …. pare nu suonno!
Aiere cu”e guagliune ‘nmiez’a via,
oggie nu viecchio e otto vote nonno Io quanno parlo ‘e Te mamma mia cara
ritorno n’ata vota piccerillo
e dint’o suonno quanno Tu m’appare
veco ca Tu faie ‘a nonna all’angiulille

Io quanno stongo ‘nmiez’ a sti nepute
oj mamma t”e vulesso fà vedè
so accussì belle e nu’ ll’he cunusciute,
comme vurrio ca stisse ‘nziem’a mmè

P”a casa songhe otto palummielle!
Pe n’attimo nun trovene arricietto
ll’urdimo nato me fà o’ cianciusiello
quann’o pàzzeo ruciulea p”o lietto

Pe mmè so comm’a tante pazzielle
e spisso tutte ‘nzieme pazziamme
m’ha ditto aiere ‘o chiù strappuliatielle:
O no’, ma pure tu tenive ‘a mamma?

Io nun l’aggiu risposto, m’ha guardato
e tale e quale comm’ ‘ a dduje cumpagne
cu’ ‘e ddoje braccelle forte m’abbracciato
e pò m’ha ditto: O no’, ma pecchè chiagne !?

Vincenzo Giandomenic

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Nonno,pupo e l’ aquilone

Un vecchio s’aranchella cor bastone
in mezzo a un prato, accosto a un innocente
che fissa l’occhi ar celo e allegramente
slonga un filo che regge un aquilone.
Nonno, che cià ner còre ‘n’affrizzione,
lo segue co tutt’antro ne la mente.
E pupo che te fa? Improvvisamente
molla la presa, poi co convinzione,

scansannose dall’occhi un riccio biondo
inzegna l’aquilone e a bruciapelo
dice, guardanno co un soriso er nonno:

“Quello l’ho usato come cartolina.
Ciò scritto sopra: a l’Angeli der cèlo,
tanti bacioni a nonna Carolina”.
Anna Maria Strina
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Filastrocca dedicata ai nonni

Nonni… nonni… nonni…
e’ una parola che ti fa pensare
a ricordi immensi come il mare.
A un abbraccio che ti scalda
come la cioccolata calda.
Con la gioia e l’affetto che mi danno
mi sento felice e coccolata tutto l’anno.
Alcune volte nei loro occhi
scopro tanta tristezza,
ma per me non finisce mai la tenerezza.
Per colpa loro sono viziata
ma non sono maleducata.
I rimproveri li fanno con saggezza
senza per questo farmi mancare la dolcezza.
Con loro non smetto di imparare
cosi’ cresce sempre piu’ la voglia di aiutare.
Giocando con me sono pieni di vitalita’
e sempre disposti a soddisfare ogni mia curiosita’.
Con interesse vengo aiutata in ogni momento
“Vi voglio bene!”
E’ con questa poesia esprimo per voi il mio
sentimento!

WWW.filastrocche.it

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I nonni
Filastrocca dedicata ai nonni
Ci sono delle cose
che solo i nonni sanno,
son storie piu’ lontane
di quelle di quest’anno.
Ci sono delle coccole
che solo i nonni fanno,
per loro tutti i giorni
sono il tuo compleanno.
Ci sono nonni e nonne
che fretta mai non hanno:
nonni e nipoti piano
nel tempo insieme stanno
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DIPLOMA PER I NONNI

Invito festa fine anno

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Vieni alla festa di fine anno

In vacanza è ora di andare,

prima però vi dobbiamo salutare.

La festa di fine anno

è il giorno più bello: tutti lo sanno

Con le maestre festeggeremo

e tutti quanti promossi saremo.

Mirò editori( Emma Valli)

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Pensiero per la maestra

 

Ciao maestra

Che allegria,che festa

niente compiti da fare,

cara maestra ti voglio salutare,

l’anno prossimo poi, rincontrare.

Baci e saluti ti voglio donare

e per le vacanze mi vado a preparare!

saluti alla maestra

STAMPA “Saluto alla maestra

DIPLOMA  FINE ANNO SCOLASTICO

diploma laurea

Stampa Diploma 

diploma  fine anno 2

STAMPA Diploma1

diploma colorato

 Stampa Diploma colorato

diplomando

 Stampa  Diploma con cuori

pergamna

 Invito manifestazione fine anno scolastico

Cari genitori ,

cari parenti,

un invito sorprendente vi voglio fare:

“Alla festa di fine anno vi voglio invitare,

con tutti gli amici vi voglio salutare ,

e quello che ho imparato vi voglio mostrare”.

 

 

A TE MAESTRA MIA

IN UN PRATO PIENO DI COLORI

OGGI HO COLTO DEI BELLISSIMI FIORI

A TE MAESTRA MIA, LI VOGLIO DONARE

 PER AVERMI SAPUTO TANTO TANTO AMARE.

 

IN UN BOSCO TUTTO INCANTATO

OGGI HO COLTO  LE MAGIE DEL CREATO

A TE MAESTRA MIA LE VOGLIO DONARE

PER AVERMI SEMPRE INSEGNATO A SOGNARE.

 

IN UN CAMPO TUTTO FIORITO

OGGI HO COLTO LA GIOIA DI UN SORRISO

A TE MAESTRA MIA LO VOGLIO DONARE

PER AVERMI SAPUTO SOPPORTARE.

 

NELLA FAVOLA DELLA NATURA

OGGI HO SMARRITO LA MIA PAURA

A TE MASETRA MIA VOGLIO RINGRAZIARE

PER AVERMI SAPUTO INSEGNARE A VOLARE.

 

NELLA FIABA CHE MI HAI RACCONTATO

NON MI AVEVI DETTO CHE TI AVREI LASCIATO

NEL MONDO OGNI COSA HA UN SUO PERCHE’

ED IO COME FARO’ SENZA UNA  MAESTRA COME TE.

 

ALLORA , DOPO LE FAVOLE VIENE LA VITA VERA

DA TE VOLERO’ VIA IN MONGOLFIERA

NEL CUORICINO MIO SEMPRE TU SARAI

MAESTRA MIA DI ME NON TI SCORDARE MAI.

             Giusy Staropoli Calafati

 

 FILASTROCCA DELLE BUONE MAESTRE

 

Maestra,insegnami il fiore ed il frutto

“Col tempo, ti insegnerò tutto!”

Insegnami fino al profondo dei mari

“Ti insegno fin dove tu impari”:

Insegnami il cielo, più su che si può

“Ti insegno fin dove io so”.

E dove non sai?

“Da lì andiamo insieme

Maestra e scolaro, dall’ albero al seme.

Insegno ed imparo, insieme perchè

Io insegno se imparo con te!”.

Bruno Tognolini

 

POESIE SUI CINQUE SENSI

I cinque sensi

Con gli occhi tutto vedo;
fiuto col naso odori.
L’orecchio mi fa intendere
i suoni e i rumori,
col gusto posso i cibi assaporare
e col tatto ogni cosa
sentire oppure toccare.

(da “Noi e loro”, Anna Maria Parisi, ed. Emmerre libri)

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Filastrocca dei cinque sensi

Occhio che vedi le luci e i colori
Dimmi se anch’io sono fatto di fiori
Orecchio che senti i rumori e i suoni
Quando io grido, la voce ha dei tuoni?
Naso che senti le puzze e i profumi
Dimmi se anch’io faccio odore di fumi
Lingua che senti il dolce e il salato
Il mio sapore lo hai mai asaggiato?
Mano che tocchi la forma e il colore
Questo tamburo che senti è il mio cuore
(http://www.melavisione.rai.it/)

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 LA TORTA

Con gli occhietti la guardò.

con le dita la toccò,

col nasino l’annusò.

con la bocca la gustò:

con le orecchie poi sentì

che la mamma lo sgridò.

(V. Gaiba)

NEL MIO VISO

Nel mio viso

c’è un nasetto

birichino

e un po’ all’ insù.

lui respira

lui annusa

il profumo

d’ ogni fior

RESPIRARE

ANNUSARE

col nasetto

io potrò.(bis)

Nel mio viso

ci son gli occhi

vispi e belli

come me.

Loro guardano

curiosi

tutto quel

che intorno c’è:

GUARDARE

CURIOSARE

con gli occhietti

ip potrò.(bis)

Nel mio viso

c’è la bocca

rossa,rossa

fatta a cuor.

Lei sorride

manda baci

mangia zucchero e torron.

MANGIARE

BACIARE

con la bocca

io potrò.(Bis)

(I quaderni di Margherita, Il sè corporeo) di V.Dorigo Orio, Orio editrice

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Cinque tesori da scoprire

Cinque tesori noi abbiamo

cinque tesori da scoprire

sono utili in verità

per scoprire la realtà
Due occhietti spalancati

mi permetton di guardare

vedo i fiori nei giardini

e sui rami gli uccellini.
Sul viso guarda caso

ho un bellissimo nasino

tra gli odori sempre stà

Curiosando qua e là
Rit: Cinque tesori noi abbiamo

cinque tesori da scoprire

sono utili in verità

per scoprire la realtà.
Tutto sento sai perchè?

ho due orecchie e son per me

pronte sempre ad ascoltare

ogni tipo di rumore.
Con il gusto io so dire

questo è dolce questo no

e distinguere io so

se è buono oppure no.
Rit: Cinque tesori noi abbiamo

cinque tesori da scoprire

sono utili in verità

per scoprire la realtà.
Con le piccole manine

mille cose posso fare

conoscere, salutare

ed anche accarezzare
Rit: Cinque tesori noi abbiamo

cinque tesori da scoprire

sono utili in verità

per scoprire la realtà.

http://www.maestrasabry.it/forum/viewtopic.php?f=20&t=176

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I cinque sensi

Amaro, acido, salato, dolce chi lo sà?
La mia bocca lo dirà,
indovina il sapore giusto
la lingua è il senso del gusto.
Due tonde finestre aperte sul mondo
è rosso, verde, grande, piccolo, quadrato o rotondo?
Usa i tuoi occhi con curiosità
il senso della vista te lo illustrerà.
Liscio, ruvido, caldo, freddo, morbido o duro?
Con le mani e la pelle uso il tatto e son sicuro.
Profumato, puzzolente o inodore?
Col mio fiuto scopro ogni odore;
uso il naso come un matto
mi presento son l’olfatto!
Suoni e rumori in quantità
le mie orecchie senton già.
Io tra i sensi son il più … sentito
vi saluto son l’udito!

http://www.filastrocche.it

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I cinque sensi

Occhio che vede
del prato i colori,

Naso che sente
il profumo dei fiori.

Lingua che assaggia
la cioccolata

Mano che tocca
la dolce crostata.

Orecchio che senti
soavi canzoni
ascolta del ciel il rumore dei tuoni

http://www.filatrocche.it

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I CINQUE  SENSI

Copro gli occhi,

non vedo più il sole ( 2 volte)

chiudo la bocca,

non escon parole ( 2 volte)

tappo le orecchie,

non sento i rumori ( 2 volte)

stringo il naso,

non sento gli odori ( 2 volte)

lego le mani,

non tocco più niente ( 2 volte)

ma il cuore batte

continuamente

http://www.maestrasabry.it/forum/viewtopic.php?f=20&t=176)

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CON IL NASINO

Ho un naso tondo e birichino

lo guardo e penso: “Com’è carino|!”

Questo nasino mi permette di annusare

i biscotti che la mamma sa preparare

Mentre salgo gli scalini

annuso i profumini:

“Che bello, ci sono i pasticcini!”

ALBERO AZZURRO 5

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A che serve?

A che serve quel nasino? A odorare per benino

E gli orecchi che san fare? Tutti e due sanno ascoltare.

E con gli occhi puoi cantare? No di certo sol guardare!

Pur la bocca sa guardare? Ma che dici? Sa gustare le vivande che in cucina mi prepara la mammina.

(da “Ed.Linguistica nella scuola Materna”Raffaello editrice)

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FILASTROCCA DEL  NASO

Stanne certo, non è caso

in ogni testa c’è un bel naso,

sul viso di un nanetto

di sicuro c’è un nasetto,

sulla faccia di un omone

certamente c’è un nasone.

Sul volto di un bambino

si vede un bel nasino.

E sul viso di un pagliaccio?

Stanne certo c’è un nasaccio!

?????????

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NASO TOMMASO

Filastrocca del naso Tommaso
che non si sa se apposta o per caso,
decise senza permesso o biglietto
di andare a zonzo per il visetto.
– Orecchio mi fai posto?
L’orecchietto: “ Ci penserò”
– Boccuccia mi fai posto?
– Io posto non ne ho.
S’arrampicò, allora, sui capelli
ma tutti insieme quelli
gli fecero un solletico noioso.
E quel naso Tommaso curioso
che, senza permesso o biglietto,
era andato a zonzo nel visetto,
ritornò al suo posto contento
di sembrare un bel monumento:
e, se lo cerchi, sta lì,
da novecentonovantanove giovedì.

(P.L.Albertini)

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IL NASO DI TOMMASO

Ieri, proprio pe caso,

ho incontrato il mio amico Tommaso.

Aveva un gran raffreddore,

il suo naso era un….frullatore.

Gli ho detto: Non devi sudare più!

Mi ha risposto solo: ETCIU’!

Chicco e Milly ( Stefanelli, Graziani)

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I MIEI OCCHI

I miei occhi sono vispetti,

e anche furbetti.

Loro mi fanno vedere

tutto quello che devo

sapere.

I miei occhi sono blu,

di che colore ce li hai tu?

A. MONTALI

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GLI OCCHI

Due finestre sul nostro viso,

che si illuminano col sorriso,

di tanti colori,tutti brillanti,

son belli davvero come diamanti.

E quando per scherzo, ne strizzi uno,

vuol dire che sei d’ accordo con qualcuno.

Chicco e Milly ( Stefanelli, Graziani)

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GLI OCCHI

 

Con gli occhi posso guardare:

lontano, vicino di lato;

posso leggere un libro,

vedere un cartone animato.

Posso ancora:

incantarmi a guardare le stelle,

un fiore appena sbocciato

o un bruco che corre nel prato.

 Quante cose posso fare,

con il semplice guardare!

Anche l’occhietto,

uno sguardo furbetto.

Fare gli occhiacci,

a chi  fa un dispetto,

e, sotto le feste di Natale,

strabuzzare gli occhi per un dono regale.

E quando la mamma mi grida un po’ arrabbiata:

“ non fare questo, zitto! e mangia l’insalata!”

io chiudo gli occhi per non sentire

poi comincio anche a starnutire.

E proprio quando non ne posso più,

anche una lacrima mi viene giù.

(Di Vincenzo Riccio)

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LA MIA BOCCA

Mangio e parlo con la bocca

una parola e un’ albicocca,

una canzone ed un panino

un saluto ed uno spuntino.

E’ una rima un poco sciocca

questa simpatica filastrocca!

Chicco e Milly ( Stefanelli, Graziani)

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Le orecchie

Ai lati della testa

l’ attenzione è sempre desta.

Ogni orecchio è molto attento,

grazie a lui il suono sento.

Se il rumore è troppo forte….

Noi chiudiamo bene le porte

Chicco e Milly ( Stefanelli, Graziani)

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LE ORECCHIE

Zitte,zitte sotto i capelli stanno

eppure tutto sentono.

Sentono ogni suono,

ogni rumore riconoscono

e la maestra ascoltano.

A memoria hanno imparato

la voce del papà se è arrabbiato,

e il tono dolce della mamma,

quando è ora della nanna.

A.Montali

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LE MANI

Le mie manine

sono paffute e birichine,

giocano con le macchinine,

si divertono con le bamboline.

Mimano le canzoncine,

e colorano con le matite tutte le mattine.

Le mie manine sono due,

e sono come le tue

Sono tante le cose  che possono fare

basta aver vogliasolo di imparare

ALBERO AZZURRO 5

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Ho soltanto due manine

HO SOLTANTO DUE MANINE

ma tante cose mi fan fare:

mi fanno salutare,

accarezzare

e disegnare

Le mie picoole manine,

mi fanno colorare

tagliare e giocare

e tante altre cose

che ancora dovrò imparare!

Maria

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TUTTO DI ME

Con la testa so pensare, fare cenni e salutare

e con gli occhi so vedere,ammonire o ammiccare.

Con le orecchie posso udire cose belle e cose rare,

con il naso so annusare, starnutire e respirare.

Con la bocca so parlare, masticare e spezzettare.

Con le braccia so nuotare,stringere forte e abbracciare.

Con le mani posso battere,aiutare e accarezzare

e poi gomiti e ginocchia posso stendere e piegare

con le gambe correre forte, passeggiare e saltellare.

Per finire dei miei piedi qualche cosa vi dirò:

san ballare strane danze africane, pop e rock.

WWW.trool.it

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Il trenino

Quando sento il trenino: tu, tu, tu
Si che c’è un bel rumore: tu, tu, tu
Sarà elettrico o a vapore: tu, tu, tu
Ciuffe, ciuffe va lontano: tu, tu, tu

Rit.
Quando sento il trenino: tu, tu ,tu
Quando sento la campana: din don dan
Quando sento la sirena: uah, uah, uah

E domenica è festa: din don dan
Però passa lesta lesta: din don dan
Lascia il posto al lunedì: din don dan

Rit.
Quando sento il trenino: tu, tu ,tu
Quando sento la campana: din don dan
Quando sento la sirena: uah, uah, uah

Ecco è la polizia: uah, uah, uah
Prende i ladri e porta via: uah, uah uah
In prigione li porteranno: uah, uah, uah

Rit.
Quando sento il trenino: tu, tu ,tu
Quando sento la campana: din don dan
Quando sento la sirena: uah, uah, uah

Quando sento il cannone: boom, boom, boom
Spara piombo oppure paglia: boom, boom, boom
Per combattere la battaglia: boom, boom, boom
Chissà quando finirà: boom, boom, boom

Rit.
Quando sento il trenino: tu, tu ,tu
Quando sento la campana: din don dan
Quando sento la sirena: uah, uah, uah

Quando sento il silenzio: sst, sst, sst
Da Milano a Palermo: sst, sst, sst
Tutto quanto è più che fermo: sst, sst sst
Dormon tutte le città: sst, sst, sst

Rit.
Quando sento il trenino: tu, tu ,tu
Quando sento la campana: din don dan
Quando sento la sirena: uah, uah, uah

Quando sento il battimano: clap, clap, clap
Grido viva il campione: clap, clap, clap
È un divo del pallone: clap, clap, clap
La sua squadra vincerà: clap, clap, clap

Rit.
Quando sento il trenino: tu, tu ,tu
Quando sento la campana: din don dan
Quando sento la sirena: uah, uah, uah
È proprio un bel baccano

http://www.filastrocche.it

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Poesie sull’ inverno

 La canzone della neve

Sotto il morbido mantello

della neve immacolato

dorme l’ erba scolorta,

dorme nudo l’ alberello:

Dorme il ghiro, dorme il tasso,

la lucertola si stira,

lo scoiattolo sospira

con un suon di contrabbasso:

Ma nel solco che lo serra

veglia il seme del frumento;

lo vedremo al sole, al vento

rinverdire tutta la terra:

Lo vedremo al tempo bello

d’oro il campo rivestire;

finge intanto di dormire

sotto il candid mantello.

D.Valeri

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Prima neve

Scendono piccoli

fiocchi leggeri

sopra le tegole

sopra i senteri,

volano e danzano

come per gioco

poi tutto imbiancano

a poco a poco:

Ormai nell’ aria

fiorita d’ ale

s’ annuncia lieto

il Santo Natale

Filippo Falsina

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Pioggia

Pioggia cadi e balzi,

come un gattino birichino,

sui tetti delle case,

sulle auto colorate,

sui grandi prati,

nella terra e dappertutto,

la pioggia di zampette

fa figre rotondette

(Augusta Sforna)

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Fior di neve

 

 Dal cielo tutti gli Angeli
videro i campi brulli
senza fronde né fiori
e lessero nel cuore dei fanciulli
che amano le cose bianche.
Scossero le ali stanche di volare
e allora discese lieve lieve
la fiorita neve.

 (U. Saba)

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LA NEVE

  

I leggeri fiocchetti

discendono dal cielo

e coprono di un velo

alberi,strade tetti.

La neve immacolata

sembra panna montata

A. Cuman Pertile

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Il pupazzo di neve

 

Un bel gioco emozionante

coi compagni inventerò:

andrò a scuotere le piante

e un pupazzo poi farò

 

( da 36 storie della buona notte)

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Bene al caldo

 

 Per i piedini caldi stivali

e muffolette per le mani.

Sciarpona rossa,berretto di lana

conto bufera e tramontana.

E i pantaloni e calzettoni

per evitare freddo e geloni.

Poi metto un maglione ben lavorato,

e un giaccone tuto imbottito

così il calduccio è garantito

Corinne albaut,Filastrocche di Natale, Motta junior,1998

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Pupazzo di neve

Son gigante oppure nano

Ho una scopa alla mano.

Son bianco appena fatto

Poi divento un bel mulatto.

Se fa freddo, son ciccione

ma col caldo addio pancione

Salvatore Lastella

 

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CHE  FREDDO
Neve
Neve che turbini in alto e avvolgi
le cose di un tacito manto.
neve che cadi dall’alto e noi copri
coprici ancora,all’infinito:Imbianca
la città con le case,con le chiese,
il porto con le navi,
le distese dei prati…..
(U. Saba)

Fior di neve
Dal cielo tutti gli Angeli
videro i campi brulli
senza fronde né fiori
e lessero nel cuore dei fanciulli
che amano le cose bianche.
Scossero le ali stanche di volare
e allora discese lieve lieve
la fiorita neve.
(U. Saba)

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LA NEVE

L’ Italia sottozero

lo stivale è ghiaccato:

Sta la neve sui monti

come panna sul gelato.

Gianni Rodari 

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Inverno

In uno splendore di fuoco,

rosse, gialle, bruciacchiate

le foglie se ne sono andate.

L’ albero ora tende

le braccia nodose e nere

verso un cielo grigio e greve

L’ inverno è arrivato

Corinne Albaut

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Primo gelo

Filastrocca del primo gelo

gela la neve caduta dal cielo,

gela l’acqua nel rubinetto

gela il fiore nel suo vasetto,

gela la coda del cavallo

gela la statua sul piedistallo

Nella vetrina il manichino

trema di freddo poverino,

mettetegli addosso un cappotto

di quelli che costano un terno al lotto:

finchè qualcuno lo comprerà

per un bel pezzo si scalderà

Gianni Rodari

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NELLA NOTTE
“Sulla neve,

nella notte,

chi è passato

solo o a frotte?

Qui c’è un’orma,

qui un’ impronta:

che racconta?

che racconta?”

“Mentre stavi

nel lettino,

qui passava

un topolino.

Mentre stavi

caldo e chiotto,

qui danzava

un bel leprotto.

Le bestiole

più affamate,

tutta notte

son  passate?

Son passate,

 silenziose,

le bestiole

timorose

M. COMASSI

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 NEVE CHE INNAMORA
I fiocchi scendono
Lentamente,
questa
è l’unica cosa
che sorge nella mente,
ma se ci metti il tuo cuore
vedrai la neve che scende con amore,
vedrai neve sulle montagne,
ma anche nelle campagne,
vedrai bimbi e persone
liberi, incantati
liberi e innamorati.

Tommaso Bragazza

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FELICITA’ DI NEVE

Fiocchi di neve scendono dal cielo
E coprono di bianco il mondo intero
Tanti bambini dai volti felici
Giocano insieme,
giocan come amici

Ecco la neve che cosa fa,
porta tanta felicità.

Rebecca Pisani

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Il gatto inverno

Ai vetri della scuola, stamattina

L’ inverno strofina la sua schiena nuvolosa

Come un vecchio gatto grigio:

Con la nebbia fa i giochi di prestigio,

e le case fa sparire e ricomparire;

con le zampe di neve imbiancail suolo

e per coda h un ghiacciolo….

Si signora maestra,

mi sono un po’ distratto:

ma per forza,con quel gatto

con l’ inverno alla finestra

che mi ruba i pensieri

e se li porta in slitta

per allegri sentieri

Gianni Rodari

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Bella è la neve  bianca

Meraviglioso gioco:

ma non se il tetto manca,

ma non se manca  il fuoco.

Avventuroso è il vento,

per vele ed aquiloni:

ma non se il fuoco è spento,

o rotto gli scarponi.

Le stelle su nel cielo

Che visione stupenda:

ma non se sei nel gelo

e dormi in tenda

Pimini,Castelli,Caviezel

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Nevica

A larghi fiocchi

Cade la neve

Dal cielo in terra

Candida e lieve.

Bianco tappeto

Fa per le strade,

sui rossi tetti

morbida cade.

Tutto arrotonda,

tutto ammodella,

agguaglia tutto

la neve bella….

Silenzio e pace!

Cade la neve,

sui rossi tetti,

morbida e lieve

Olindo Grossi mercanti

 

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Pastello del tedio

Dal grigio della nebbia

Fitta fitta

Traspaiono cipressi

Ombre nere

Spugne di nebbia.

E di lontano dondolando lento

Ne viene un suono

Di campana quasi spento.

Più lontano lontano

Passa un treno

mugghiando

Aldo Palazzeschi

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La neve

Viveva in una nuvola

Come una gatta in soffitta:

stanotte, zitta zitta

la neve è caduta giù.

Cosa diranno i bambini

A vederla già morta

Sui gradini della porta.

Come un povero caduto lì?

Aveva freddo e nessuno l’ aprì

Renzo Pezzani

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Comignoli freddolosi

Or che la neve ha coperto

d’ un manto i campi e i prati,

i comignoli sul tetto deserto

sono contenti di stare aggruppati:

L’ uno  all’ altro vicini,

si sussurrano parole di attea;

aspettano che giù nei camini

un po’ di legna venga accesa.

E, quando una nuvoletta

Di fumo s’ alza e si accinge a volare,

sospirano:”Va’!

cerca in fretta la primavera,

e falla tornare !”

Luigi Ruber

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Canzonetta del freddo

Stasera pure il vento

Si vorrebbe scaldare

Implora il suo lamento

Ad ogni casolare:

non ho più fiato

per proseguire

sono freddo gelato,

mi par di morire;

Svegliate il fuoco

che mi riscaldi un poco.

La fontanella che è rimasta sola

a  recitare la filastrocca

in mezzo alla piazzola

si sente la parola

gelare sulla bocca.

Se il fuoco è spento

e pure il vento

di freddo geme,

la fontanella teme

per quella cosa viva

ch’è la sua acqua sorgiva.

Balbetta

dalla paura stretta

con voce piana

più piana,

lontana,

e poi rimane zitta e sola

con un zipolo di ghiaccio in gola

Ignazio Drago

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L’ omino di neve

Guardate che caso,

non ha più naso:

Vorrei imitare

Questo paese adagiato

Nel suo camice

Di neve.

E ha solo un orecchio:

in un giorno di sole

è diventato vecchio!

Chi gli ha rubato un piede?

E’ stato il gatto,

bestia senza tatto.

Per un chicco di

Gallina gli becca una mano.

Infine, per far festa,

bambini gli tagliano la testa.

Gianni Rodari

Pioggia di primavera

Ho visto la primavera.

E’ verde come una mela selvatica,

è allegra come la coda di uno scoiattolo

Parla con le parole del vento

Sorride con il rosa delle rose

Quando credi che pianga

è solo una goccia di pioggia

(Anonimo Finlandese)

CANZONE PRIMAVERILE
Escono allgri i bambini

dalla scuola,

lasciando nell’aria tiepida

d’ aprile tenere canzoni.

Quanta allegria nel profondo

silenzio della stradina!

Un silenzio fatto a pezzi

da risa d’argento nuovo.

Federico Garcìa Lorca 

                                                                                             La primavera arriva fiorita

Come una piuma leggera leggera

è arrivata la primavera

port sui prati migliaia di fiori

per farli brillare di mille colori

Ridona la vita agli alberelli

che diventano ancora più belli

Quando poiha finito il lavoro

gli uccellini cantano in coro

e col vento portano via

tutta la malinconia

(Marchegiani Agnese- Segui il filo)

Poesie di ringraziamento per le maestre

 Carissime maestre 

IN UN PRATO PIENO DI COLORI 

OGGI HO COLTO DEI BELLISSIMI FIORI 

A TE MAESTRA MIA, LI VOGLIO DONARE

 PER AVERMI SAPUTO TANTO TANTO AMARE.

 

IN UN BOSCO TUTTO INCANTATO

OGGI HO COLTO  LE MAGIE DEL CREATO

A TE MAESTRA MIA LE VOGLIO DONARE

PER AVERMI SEMPRE INSEGNATO A SOGNARE.

 IN UN CAMPO TUTTO FIORITO

OGGI HO COLTO LA GIOIA DI UN SORRISO

A TE MAESTRA MIA LO VOGLIO DONARE

PER AVERMI SAPUTO SOPPORTARE.

 NELLA FAVOLA DELLA NATURA

OGGI HO SMARRITO LA MIA PAURA

A TE MAESTRA MIA VOGLIO RINGRAZIARE

PER AVERMI SAPUTO INSEGNARE A VOLARE.

 NELLA FIABA CHE MI HAI RACCONTATO

NON MI AVEVI DETTO CHE TI AVREI LASCIATO

NEL MONDO OGNI COSA HA UN SUO PERCHE’

ED IO COME FARO’ SENZA UNA  MAESTRA COME TE.

 ALLORA , DOPO LE FAVOLE VIENE LA VITA VERA

DA TE VOLERO’ VIA IN MONGOLFIERA

NEL CUORICINO MIO SENPRE TU SARAI

Giusy Straropoli

 

  

Grazie

Tra le pagine del mio quaderno

scritto con il pensiero,

c’è l’inchiostro più indelebile e sincero,

ha scritto Grazie per la pazienza,

per la costanza,

per la tua silenziosa vicinanza,

per il sostegno e la perseveranza.

Durante questi anni

ricchi di affanni ed emozioni,

non ho imparato solo la lezione,

tu hai saputo colorare ogni stagione.

(Rosalba)

 

Poesie del Natale

In punta di piedi
In punta di piedi la mia sorellina

vuol l’albero decorare.
Allunga piano le sue braccine
la mamma e il babbo vuole aiutare.
Appende un angioletto dorato
sotto una bella stellina,
lo copre col filo dorato
e gli fa ciao con la manina.
In punta di piedi il mio fratellino
vuol l’albero decorare.
Un bastoncino di zucchero appende
pero’ io so che lo vuol mangiare.
Con un bel fiocco, legato alla porta,
appende poi una campanella
accanto al cavallino di legno
che tira la carrozzella.
In punta di piedi il babbo
vuol l’albero decorare
un festone di luci appende
che tutto quanto lo fa brillare.
Prende poi il mio ornamento,
la cosa piu’ bella
in braccio mi solleva e mi fa appendere
lassu’ in cima la lucente stella.

 Charles e Debra Ghigna

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E’ NATALE

E’ Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.
E’ Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.
E’ Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.
E’ Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
E’ Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
E’ Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.

Madre Teresa di Calcutta

 ——————————————

Bambino Gesù, asciuga ogni lacrima

Asciuga, Bambino Gesù, le lacrime dei fanciulli!
Accarezza il malato e l’anziano!
Spingi gli uomini
a deporre le armi
e a stringersi in un universale abbraccio di pace!
Invita i popoli,
misericordioso Gesù,
ad abbattere i muri
creati dalla miseria
e dalla disoccupazione,
dall’ignoranza
e dall’indifferenza,
dalla discriminazione e dall’intolleranza.
Sei tu,
Divino Bambino di Betlemme,
che ci salvi,
liberandoci dal peccato.
Sei tu il vero e unico Salvatore,
che l’umanità spesso cerca a tentoni.
Dio della pace,
dono di pace
per l’intera umanità, vieni a vivere
nel cuore di ogni uomo e di ogni famiglia.
Sii tu la nostra pace
e la nostra gioia!

Giovanni Paolo II

——————————————–

Ho nel cuore unpresepe

 

 Ho nel cuore un presepe

senza angeli a volo

con solo…

con solo

un vagito di Bimbo

 

Non voglio pastori

nè greggi sui monti,

ma un mazzo di cuori

e pupille…

di volti africani

di cinesi di indiani

 

Ho nel cuore un presepe

una culla

un Bimbo sconsolato

un pellerossa a lato

che lo scalda col fiato:

e poi

con aria tranquilla

un moretto lo ninna.

E il Bambino Gesù

non piange più.

   M.Riccò, Voci d’oltremare.  

……………………………………………………………………………………….

Un abete speciale

Quest’anno mi voglio

fare un albero di Natale

di tipo speciale,

ma bello veramente.

Non lo farò in tinello,

lo farò nella mente,

con centomila rami

 e un miliardo di lampadine,

e tutti i doni che non stanno

nelle vetrine.

Un raggio di sole

per il passero che trema,

un ciuffo di viole

per il prato gelato,

un aumento di pensione

per il vecchio pensionato.

E poi giochi, giocattoli,

balocchi quanti ne puoi contare

a spalancare gli occhi:

un milione,

cento milioni di bellissimi doni

per quei bambini

che non ebbero mai un regalo di Natale,

e per loro ogni giorno all’altro è uguale,

e non è mai festa.

Perché se un bimbo

resta senza niente,

anche uno solo, piccolo,

che piangere non si sente,

Natale è tutto sbagliato.

(Gianni Rodari)

………………………………………….

L’albero dei poveri

Filastrocca di Natale,
la neve è bianca come il sale,
la neve è fredda, la notte è nera
ma per i bimbi è primavera:
soltanto per loro, ai piedi del letto
è fiorito un alberetto.

Che strani fiori, che frutti buoni
oggi sull’albero dei doni:
bambole d’oro, treni di latta,
orsi dal pelo come d’ovatta,
e in cima, proprio sul ramo più alto,
un cavallo che spicca il salto.
Quasi lo tocco…

Ma no, ho sognato,
ed ecco, adesso, mi sono destato:
nella mia casa, accanto al mio letto
non è fiorito l’alberetto.
Ci sono soltanto i fiori del gelo
sui vetri che mi nascondono il cielo.
L’albero dei poveri sul vetro è fiorito:
io lo cancello con un dito.

(Filastrocca di Natale di Gianni Rodari “ Filastrocche in cielo e in terra”)

……………………………………..

Al Bambinello di nome Redentore

Ogni anno a Natale
nel giardino della terra
nasce il Bambinello Gesu’,
biondo e ricciolino,
con due occhi sprazzi di cielo,
la boccuccia bocciolo di rosa,
il nasino batuffolo di neve,
e due piccole orecchie
per dolci ninna nanne
cantate dalla mamma.
Ogni di’ dell’anno
nel giardino della terra
nascono bimbi bianchi, gialli, mori
che aspettano da ogni cuore
gioia, pace ed amore.
Tutte le mamme e tutti i papa’
offrono coccole, baci e carezze,
ma dal giardino della terra
con le braccine tese,
quel Bambinello biondo e ricciolino,
di nome Redentore
continua a chiedere
ancora uno sguardo d’amore.

www.filastrocche.it

 

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E’ NATALE

E brilla la cometa

Che ha segnato il cammino.

Sono davanti al re, Santo Bambino,

Tu, re dell’universo,

Ci hai insegnatostyle

Che tutte le creature

Sono uguali,

Che le distingue

Solo la bontà

 Il desiderio di solidarietà

Gesù fa che il mio mondo

Sia più buono ,

che nel mio cuore

vive a dolcezza.

Fa che il tuo dono

In me si accresce sempre

E il male ormai
sconfitto,scompaia!

U.SABA

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 FILASTROCCA DI CAPODANNO

 

Filastrocca di Capodanno

fammi gli auguri per tutto l’ anno:

voglio un gennaio con un sole d’ aprile,

un luglio fresco,un marzo gentile,

voglio un giorno senza sera,

voglio un mare senza bufera,

voglio un pane sempre fresco,

sul cipresso il fiore del pesco,

che siano amici il gatto e il cane,

che diano latte le fontane.

Se voglio troppo non darmi niente,

dammi una faccia allegra solamente.

(Riccardo Davico)  

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UN BIGLIETTO A GESU’ BAMBINO

 Ho legato a un palloncino

un biglietto con l’ invito

verso il cielo l’ho spedito

al Signor Gesù Bambino.

<<Qui le cose vanno male,

vieni solo per Natale

con le bambole e i trenini

per la gioia dei bambini

Vedi solo cose belle,

poi ritorni fra le stelle.

Spicca un volo sulla Terra,

resta almeno un anno intero,

Vieni presto per favore

C’E’ bisogno del tuo amore!>

Pilat-Taddei
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 Aria ‘Natale

 Già venneno ‘e bengale….

E torna ‘o zampognaro pè sta via…

Tornano e bancarelle sù ‘e pasture,

for’ ‘e puteche tornano a sorridere

(cu chistu freddo!) ‘e Bamminielle annure.

Torna Natale!

I’ pure, io pure torna a credere

A tutto chello ca nun credo cchiù!

Da “Poeti Napoletani”

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A Babbo Natale
Babbo Natale, che scendi sul tetto,
nella mia lettera oggi ti ho scritto
che un bel regalo e’ un mio diritto.
Un gioco magico che mi diverta,
che ogni giorno sia una scoperta.
Voglio trascorrere in sua compagnia
tante giornate in allegria.
Ridere, correre, poter giocare
e se son stanco, poi chiacchierare…
Ma se ci penso per questo non c’e’
meglio di un bimbo come me…
Babbo Natale sai che ti dico?
Io per regalo voglio un amico!

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LO SCIOPERO DI BABBO NATALE

Da novembre poi, pian piano,
pensan a me che son lontano.
Più che a me, ad un regalo.
La mia fama ormai è in calo!
Chi pensa al Babbo sol soletto
brontolone e un po’ vecchietto?
Non passa mai qui il tempo al Polo
ed io resto sempre solo.
Vorrei almeno una cartolina
dal Giappone o dalla Cina,
dall’Italia o dal Perù,
ma che arrivi fin quassù;
che mi faccia compagnia.
e nel cuor metta allegria.”
“Dai babbino, non far capricci!
Abbiamo già dei grossi impicci:
ci son pacchi da incartare
e i dolciumi da glassare.”
“Rudolph, renna, amica cara,”
dice poi con voce amara,
“M’è venuto un gran sospetto
che ti racconto ora di getto:
Sono amato dai bambini
per i doni e i regalini.
Per loro sono un gran panzone,
potrei andare anche in pensione.
E le loro letterine?
Non son più tanto carine.
Voglio questo e voglio quello,
anche se sono un po’ monello.
Non esiste il “per piacere”:
pare quasi sia un dovere
portar loro tanti doni
anche se non sono stati buoni.
Sono stanco, sono anziano;
me ne sto sul mio divano,
sorseggiando un the bollente,
assaporando il non far niente.
Vediamo un po’ cosa succede
se quest’anno resto in sede.
Sarà strano un po’ il Natale
di sicuro assai speciale.”
“Ma babbino stai scherzando?
Il Natale sta arrivando.
Metti giubba e pantaloni,
carichiamo i pacchi e i doni.
Questo altr’anno ti prometto,
i bambini, è presto detto,
ti scriveranno letterine
dalle spiagge e le colline,
dai monti o la riviera,
dal safari o la crociera.
Penseranno un po’ più a te
e, magari, un po’ anche a me.
Egoisti non saranno:
t’ameranno tutto l’anno.”
“E va bene, amica mia:
m’hai convinto e così sia.
Partiamo in giro per il mondo
Sono buono, lo sai, in fondo.
Ma ai bambini voglio dire,
e tu non mi puoi zittire,
una giusta verità
che forse un po’ li annoierà:
Ogni tanto, a noi anziani,
bisogna tendere le mani.
Un sorriso od un pensiero
ci fan felici per davvero.
Ora andiamo presto su,
scioperar non voglio più.”
Filastrocca tutta matta
con i bimbi è pace fatta.
Babbo Natale è già partito
e lo sciopero è finito.

www.filastrocche.it

  ————————————–

 

Contro i botti di Natale

 

 

Piccerille,che ghiagnite a’ scola,

piccerilli,che nun ce jate,

si tenite chi ve consola

o site sule e abbandonate…..

Se tenite tutte vicine

o tenite tutte luntane…

si sperite,nnanz ‘e vetrine

o’ ridenno sbattite e mmane

Piccerille pe’ stu Natale

nu’ sparate tracche ne botte….

appiciate sulo ‘ bbengale

comme sono” la mezzanotte”

Nu sapite Gesù c’a detto

Primme’ e scennere a cielo’nterra?

“Nu sparate! stateve zitto…..

ca già se spara nguerra!!!!!”

  fonte dal Web

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Poesia napoletana

PECCHE’ SULO A NATALE?

‘O suono ‘e na zampogna

na smania ‘e vulè bbene,

N’albero chino ‘e luce

nu desiderio ‘e pace.

Se stenne ‘a mano pure

a n’antico rivale

se sprecano l’augurie,

è ggià, pecch’è Natale.

Sarrà p’ ‘o clima ‘e festa

che porta ‘a ricurrenza,

‘o core cagna veste

ritrova na cuscienza.

‘Sta vita, pe’ nu juorno

diventa na livella

e ‘a ggente tutt’attuorno

chisà, pare cchiù bella!

Pure n’ommo ‘ nfamone

carezza n’animale

nun fà cchiù ‘o fetendone

le pare narurale.

‘O popolo ‘e stu munno,

arravugliato ‘e male,

diventa bbuono ‘nfunno…..

Pecchè sulo a Natale?

 Luciano Somma

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Babbo Natale

Lo conoscete il vecchio barbuto
rosso il vestito di spesso velluto
rosso il cappuccio, la grossa cintura
fatta di lucida pelle assai scura?
Bianca la barba, lieto bonario
solo per un giorno del calendario
gira portando fiori e balocchi
sotto la neve che scende a fiocchi
voi lo sapete chi è quel tale
col sacco in spalla?… Babbo Natale!

Sorelle De Benedetti

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GESU’ BAMBINO

Mettiti in un angolino,
e sussurra a Gesù bambino.
Chiedi aiuto,chiedi perdono,
chiedi la benedizione.
Promettendo di fare il buono,
aspettando il suo dono.
Guarda il cielo,aspetta la stella,
in questa notte magica,
tutto quello che gli chiederai,
da lui sicuramente otterrai!
(Jana Styriakova)

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E’ Natale

E’ Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.

E’ Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.

E’ Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.

Madre Teresa Di Calcutta

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A Gesù Bambino

di Umberto Saba

 

 La notte è scesa

e brilla la cometa

che ha segnato il cammino.

Sono davanti a Te, Santo Bambino!

Tu, Re dell’universo,

ci hai insegnato

che tutte le creature sono uguali,

che le distingue solo la bontà,

tesoro immenso,

dato al povero e al ricco.

Gesù, fa’ ch’io sia buono,

che in cuore non abbia che dolcezza.

Fa’ che il tuo dono

s’accresca in me ogni giorno

e intorno lo diffonda,

nel Tuo nome.

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E’ nato Gesù

Ettore Bogno

 

 Il gregge stanco ansando riposava

sotto le stelle nella notte fonda.

Dormivano i pastori. Il tempo andava.

Qund’ecco una gran luce il cielo inonda.

E’ mezzanotte. Ed ecco un dolce canto

suona per l’aria, in armonia gioconda.

Si destano i pastori, al gregge accanto,

e ascoltano: “Sia gloria a Dio nei cieli

e pace in terra all’uomo!”. O dolce incanto!

E’ nato un bimbo tutto luce e amore.

In una stalla, avvolto in pochi veli,

povero è nato e pure é il Re dei cieli.

E dice a tutti: “State cuore a cuore,

come fratelli! Non odiate mai!

L’anima che perdona è come un fiore.

Chi crede in me non perirà mai”.

 

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Il mago di Natale

Gianni Rodari

 

S’io fossi il mago di Natale

farei spuntare un albero di Natale

in ogni casa, in ogni appartamento

dalle piastrelle del pavimento,

ma non l’alberello finto,

di plastica, dipinto

che vendono adesso all’Upim:

un vero abete, un pino di montagna,

con un po’ di vento vero

impigliato tra i rami,

che mandi profumo di resina

in tutte le camere,

e sui rami i magici frutti: regali per tutti.

 

Poi con la mia bacchetta me ne andrei

a fare magie

per tutte le vie.

 

In via Nazionale

farei crescere un albero di Natale

carico di bambole

d’ogni qualità,

che chiudono gli occhi

e chiamano papà,

camminano da sole,

ballano il rock an’roll

e fanno le capriole.

Chi le vuole, le prende:

gratis, s’intende.

 

In piazza San Cosimato

faccio crescere l’albero

del cioccolato;

in via del Tritone

l’albero del panettone

in viale Buozzi

l’albero dei maritozzi,

e in largo di Santa Susanna

quello dei maritozzi con la panna.

 

Continuiamo la passeggiata?

La magia è appena cominciata:

dobbiamo scegliere il posto

all’albero dei trenini:

va bene piazza Mazzini?

 

Quello degli aeroplani

lo faccio in via dei Campani.

 

Ogni strada avrà un albero speciale

e il giorno di Natale

i bimbi faranno

il giro di Roma

a prendersi quel che vorranno.

 

Per ogni giocattolo

colto dal suo ramo

ne spunterà un altro

dello stesso modello

o anche più bello.

 

Per i grandi invece ci sarà

magari in via Condotti

l’albero delle scarpe e dei cappotti.

Tutto questo farei se fossi un mago.

 

Però non lo sono

che posso fare?

 

Non ho che auguri da regalare:

di auguri ne ho tanti,

scegliete quelli che volete,

prendeteli tutti quanti.

 ——————————

 La Befana

Giovanni Pascoli (1855-1912)

 

 Viene viene la Befana

vien dai monti a notte fonda.

Come è stanca! La circonda

neve, gelo e tramontana.

Viene viene la Befana.

Ha le mani al petto in croce,

e la neve è il suo mantello

ed il gelo il suo pannello

ed il vento la sua voce.

Ha le mani al petto in croce.

E s’accosta piano piano

alla villa, al casolare,

a guardare, ad ascoltare

or più presso or più lontano.

Piano piano, piano piano.

Che c’è dentro questa villa?

Uno stropiccìo leggero.

Tutto è cheto, tutto è nero.

Un lumino passa e brilla.

Che c’è dentro questa villa?

Guarda e guarda…tre lettini

con tre bimbi a nanna, buoni.

guarda e guarda…ai capitoni

c’è tre calze lunghe e fini.

Oh! tre calze e tre lettini.

Il lumino brilla e scende,

e ne scricchiolan le scale;

il lumino brilla e sale,

e ne palpitan le tende.

Chi mai sale? Chi mai scende?

Co’ suoi doni mamma è scesa,

sale con il suo sorriso.

Il lumino le arde in viso

come lampada di chiesa.

Co’ suoi doni mamma è scesa.

La Befana alla finestra

sente e vede, e s’allontana.

Passa con la tramontana,

passa per la via maestra,

trema ogni uscio, ogni finestra.

E che c’è nel casolare?

Un sospiro lungo e fioco.

Qualche lucciola di fuoco

brilla ancor nel focolare.

Ma che c’è nel casolare?

Guarda e guarda… tre strapunti

con tre bimbi a nanna, buoni.

Tra la cenere e i carboni

c’è tre zoccoli consunti.

Oh! tre scarpe e tre strapunti…

E la mamma veglia e fila

sospirando e singhiozzando,

e rimira a quando a quando

oh! quei tre zoccoli in fila…

Veglia e piange, piange e fila.

La Befana vede e sente;

fugge al monte, ch’è l’aurora.

Quella mamma piange ancora

su quei bimbi senza niente.

La Befana vede e sente.

La Befana sta sul monte.

Ciò che vede è ciò che vide:

c’è chi piange e c’è chi ride;

essa ha nuvoli alla fronte,

mentre sta sull’aspro monte.

 ——————————–

Lettera a Gesù

Caro Gesù,

 

dà la salute a Mamma e Papà

un pò di soldi ai poverelli,

porta la pace a tutta la terra,

una casetta a chi non ce l’ha

e ai cattivi un pò di bontà.

E se per me niente ci resta

sarà lo stesso una bella festa.

M. Lodi

———————————————–

 

E’ Natale ! 

 

E’ Natale ogni volta 
che sorridi a un fratello 
e gli tendi la mano.
E’ Natale ogni volta 
che rimani in silenzio 
per ascoltare l’altro.
E’ Natale ogni volta 
che non accetti quei principi 
che relegano gli oppressi 
ai margini della società.
E’ Natale ogni volta 
che speri con quelli che disperano 
nella povertà fisica e spirituale.
E’ Natale ogni volta 
che riconosci con umiltà 
i tuoi limiti e la tua debolezza.
E’ Natale ogni volta 
che permetti al Signore 
di rinascere per donarlo agli altri.

di Madre Teresa di Calcutta

 

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Lo zampognaro  

 

Se comandasse lo zampognaro
Che scende per il viale,
sai che cosa direbbe
il giorno di Natale?

“Voglio che in ogni casa
spunti dal pavimento
un albero fiorito
di stelle d’oro e d’argento”.

Se comandasse il passero
Che sulla neve zampetta,
sai che cosa direbbe
con la voce che cinguetta?
“Voglio che i bimbi trovino,
quando il lume sarà acceso
tutti i doni sognati
più uno, per buon peso”.

Se comandasse il pastore
Del presepe di cartone
Sai che legge farebbe
Firmandola col lungo bastone?

” Voglio che oggi non pianga
nel mondo un solo bambino,
che abbiano lo stesso sorriso
il bianco, il moro, il giallino”.

Sapete che cosa vi dico
Io che non comando niente?
Tutte queste belle cose
Accadranno facilmente;

se ci diamo la mano
i miracoli si faranno
e il giorno di Natale
durerà tutto l’anno.

di Gianni Rodari

———————————————

 

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Il pellerossa nel presepe
Il pellerossa con le piume in testa
e con l’ascia di guerra in pugno stretta,
come è finito tra le statuine
del presepe, pastori e pecorine,
e l’asinello, e i Magi sul cammello,
e le stelle ben disposte,
e la vecchina delle caldarroste?
Non è il tuo posto, via, Toro Seduto:
torna presto da dove sei venuto.
Ma l’indiano non sente.
O fa l’indiano.
Ce lo lasciamo, dite, fa lo stesso?
O darà noia agli angeli di gesso?
Forse è venuto fin qua
ha fatto tanto viaggio,
perché ha sentito il messaggio:
pace agli uomini di buona volontà

 di Gianni Rodari

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Filastrocca di Capodanno

Filastrocca di Capodanno
fammi gli auguri per tutto l’anno:
voglio un gennaio col sole d’aprile,
un luglio fresco, un marzo gentile,
voglio un pane sempre fresco,
sul cipresso il fiore del pesco,
che siano amici il gatto e il cane,
che diano latte le fontane.
Se voglio troppo non darmi niente,
dammi una faccia allegra solamente.

 di Gianni Rodari

——————————————-

L’Abete di Natale di Gianni Rodari

Chi abita sull’abete

tra i doni e le comete?

C’ è un Babbo Natale

alto quanto un ditale.

Ci sono i sette nani,

gli indiani, i marziani.

Ci ha fatto il suo nido

perfino Mignolino.

C’è posto per tutti,

per tutti c’è un lumino

e tanta pace per chi la vuole

per chi da che la pace

scalda anche più del sole

——————————————–

 

Luce, Pace, Amore 

La pace guardò in basso
e vide la guerra,
“Là voglio andare” disse la pace.

L’amore guardò in basso
e vide l’odio,
“Là voglio andare” disse l’amore.

La luce guardò in basso
e vide il buio,
“Là voglio andare” disse la luce.

Così apparve la luce
e risplendette.

Così apparve la pace
e offrì riposo.

Così apparve l’amore
e portò vita.

di L. Housman

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Natale, un giorno 

Perché

dappertutto ci sono cosi tanti recinti?
In fondo tutto il mondo e un grande recinto.

Perché
la gente parla lingue diverse?
In fondo tutti diciamo le stesse cose.

Perché
il colore della pelle non e indifferente?
In fondo siamo tutti diversi. 

Perché
gli adulti fanno la guerra?
Dio certamente non lo vuole.

Perché
avvelenano la terra?
Abbiamo solo quella.

A Natale – un giorno – gli uomini andranno d’accordo in tutto il mondo.
Allora ci sarà un enorme albero di Natale con milioni di candele.
Ognuno ne terrà una in mano, e nessuno riuscirà a vedere l’enorme albero fino alla punta.

Allora tutti si diranno “Buon Natale!” a Natale, un giorno.

di Hirokazu Ogura

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A  NATALE  PUOI

A Natale… Puoi portare un sorriso tra la gente

a chi non dorme dentro a un letto e vive senza il tetto

a chi la pace fa sperare tra le bombe da evitare

a chi non ha più denti da mostrare e nessuno a cui parlare

a chi non mangia mai abbastanza e ha perso la fiducia e la speranza

a chi restano poche ore e agonizza all’ospedale

a chi è solo senza i figli

a chi cerca il suo papà e una mamma non ce l’ha

a chi non sogna più a Natale un bel dono puoi portare

dal negozio del tuo cuore che regala tanto amore.

Pabela

http://www.raccontioltre.it/1739/a-natale-puoi/

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Cos’ è il Natale

Cos’  è il natale senza:

un albero da guardare,

le luci da ammirare,

gli addobbi da osservare?

Cos ’ è il natale senza:

un dolce da spiluccare,

 un torroncino da scartare,

 un cenone da gustare?

 Cos’  è il natale senza:

un canto da intonare,

le campane da ascoltare,

un augurio da scambiare?

Cos’è il natale senza:

il profumo delle pizze,

l’ odor de baccalà

e il cenone da preparare?

Cos’è il natale senza:

una guancia da accarezzare,

un dono da scartare

una stretta di mano

per augurare BUON NATALE?

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NATALE DI  BONTA’

In questo giorno speciale

voglio spiegare cosa vuol dire Natale.

Natale significa donare:

donare ai poverelli

e a chi non ha niente !

Natale significa amare:

amare tutte le genti,

poveri, ricchi e poteni

Natale significa ringraziare:

ringraziare Gesù 

per l’ amor che ci ha donato! 

…………………………………………………………..

Lettera a Gesù Bambino

Ho chiesto a Gesù Bambino

di farmi un regalino,

un dono piccolino ,

da dare a tutti i bambini

con dentro pace, bontà e allegria,

 per fare una magia

“Un girotondo di pace intorno 

al mondo” 

 

 MARIA G.

………………………………………………………………….

 

E’ nato Gesù

Ettore Bogno

Il gregge stanco ansando riposava

sotto le stelle nella notte fonda.

Dormivano i pastori. Il tempo andava.

Qund’ecco una gran luce il cielo inonda.

E’ mezzanotte. Ed ecco un dolce canto

suona per l’aria, in armonia gioconda.

Si destano i pastori, al gregge accanto,

e ascoltano: “Sia gloria a Dio nei cieli

e pace in terra all’uomo!”. O dolce incanto!

E’ nato un bimbo tutto luce e amore.

In una stalla, avvolto in pochi veli,

povero è nato e pure é il Re dei cieli.

E dice a tutti: “State cuore a cuore,

come fratelli! Non odiate mai!

L’anima che perdona è come un fiore.

Chi crede in me non perirà mai”.

Il gregge stanco ansando riposava

sotto le stelle nella notte fonda.

Dormivano i pastori. Il tempo andava.

Qund’ecco una gran luce il cielo inonda.

E’ mezzanotte. Ed ecco un dolce canto

suona per l’aria, in armonia gioconda.

Si destano i pastori, al gregge accanto,

e ascoltano: “Sia gloria a Dio nei cieli

e pace in terra all’uomo!”. O dolce incanto!

E’ nato un bimbo tutto luce e amore.

In una stalla, avvolto in pochi veli,

povero è nato e pure é il Re dei cieli.

E dice a tutti: “State cuore a cuore,

come fratelli! Non odiate mai!

L’anima che perdona è come un fiore.

Chi crede in me non perirà mai”.

…………………………………………………………….

Nasce Gesù

di Luisa Nason

 

Campana piccina

che attandi lassù

intona il tuo canto

che nasce Gesù.

O stella, stellina

che brilli lassù,

ravviva il tuo lume

che passa Gesù

O cuore piccino

che attendi quaggiù

prepara i tuoi doni

che nasce Gesù.

……………………………………………

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