LA PASTIERA

Un’antica leggenda racconta che sulla spiaggia le mogli dei pescatori lasciarono nella

notte delle ceste con ricotta, frutta candita, grano e uova e fiori d’arancio come

offerte per il “Mare”, affinché questo lasciasse tornare i loro mariti sani e salvi a terra

e con una rete colma di pesci. Al mattino ritornate in spiaggia per accogliere i loro

consorti notarono che durante la notte i flutti avevano mischiato gli ingredienti ed

insieme agli uomini di ritorno, nelle loro ceste c’era una torta: la Pastiera. Un’altra

leggenda narra invece che la pastiera accompagnasse le antiche feste pagane per il

ritorno della primavera; difatti gli ingredienti conservano una forte valenza

simbolica. Ecco allora la ricotta, addolcita dallo zucchero: trasfigurazione delle

offerte votive di latte e miele tipiche delle prime cerimonie cristiane. Il grano:

augurio di ricchezza e fecondità. Le uova: simbolo di vita nascente. L’acqua di fiori

d’arancio: presagio di primavera. La versione odierna, probabilmente fu messa a

punto in un antico monastero napoletano rimasto ignoto: anche questa, tuttavia, è

una supposizione. Comunque sia andata, ancor oggi sulla tavola pasquale dei

napoletani questo dolce non può mancare.

http://www.unplinapoli.it/info.asp?id=13

One thought on “LA PASTIERA

  1. ciao maria, bel racconto la pastiera credo che sia nata cosi, e ancora oggi e in uso tra napoli e dintorno , anche mia mamma la fa e di origine napoletana mi piace un sacco porta la primavera in casa,,, complimenti passa da me te ti va ciao e buona serata

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