La befana

La befana di Gesù

Anche Gesù, come tutti voi, da piccolo ebbe i suoi doni; anzi dal gesto dei Magi prese l’avvio la festa che per molti anni forse vi è stata più cara e tuttora suscita nei più piccini una struggente attesa.
Anche voi a quell’ età avete aspettato il mattino con trepidazione, e adesso, anche se con minor poesia e ingenuità, amate la festa della Befana per i ricordi piacevoli ad essa legati e per la speranza di ricevere generosi doni dai vostri genitori.
Nel passo evangelico che state per leggere l’interesse è attratto soprattutto dalla perfidia di Erode, dalla fede dei Magi, e dalla novità e dalla naturalezza dei prodigi.
Così una stella solca lentamente il cielo e finalmente si posa sull’umile grotta: un angelo discende dal cielo e invita i Magi a non ripassare presso Erode.
Il linguaggio semplice, limpido e schietto colpisce direttamente il sentimento.
In quel tono incantato e dolce dai suoni ovattati come la voce delle fate, avvertite una perenne freschezza e una commozione spontanea.
Il divino e l’umano, l’arcano e il terrestre trovano una limpida e compiuta espressione in quelle parole che arrivano direttamente al cuore, lo affascinano e lo invadono con la stessa intensità con cui la gioia per i bei doni della Befana esalta i fanciulli.

Nato Gesù a Betlemme di Giuda, al tempo del re Erode, ecco dei Magi,! dall’Oriente, arrivarono a Gerusalemme dicendo: – Dov’è il nato Re dei Giudei? Ché vedemmo la sua stella nell’Oriente e siam venuti per adorar lo. – Sentite tali cose, il re Erode si turbò e con lui tutta Gerusalemme.
E adunati tutti i gran sacerdoti e gli scribi del popolo, ricercava da loro dove fosse per nascere il Cristo. Essi li risposero: « In Betlemme di Giuda; perché così fu scritto dal Profeta.
E tu, Betlemme terra di Giuda, non sei la minima tra i capi di Giuda, poiché da te uscirà il duce che regge il mio popolo d’Israele». Allora Erode, chiamati a sé di nascosto i Magi, s’informò minutamente da loro circa il tempo dell’apparizione della stella, e, mandandoli a Betlemme, disse: Andate e fate diligenti ricerche del fanciullo, e, quando l’abbiate trovato, fatemelo sapere, affinché io pure venga ad adorarlo.
Quelli, udito ciò, si partirono. Ed ecco la stella che avevano visto in Oriente, li precedeva, finché, arrivata sopra il luogo dov’era il bambino, si fermò.
Vedendo essi la stella, gioirono di grandissima gioia e, entrati nella casa, trovarono il bambino con Maria, sua madre; prostratisi lo adorarono e, aperti i loro tesori, gli offrirono in dono, oro, incenso e mirra.
Avvertiti poi in sogno di non ripassare da Erode, per altra strada tornarono al loro paese.

dal Vangelo di San Matteo –fonte

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La scopa e… la Befana

Quando la Befana di Roma ha finito il suo giro, torna nel paese delle Befane dove, per prima cosa, sgrida sua sorella perché non ha lavato i pavimenti, non ha spolverato i mobili e non è andata dal parrucchiere.
Alla sorella della Befana non va di viaggiare sta sempre in casa a mangiucchiare cioccolatini e a succhiare caramelle all’anice. È più pigra di ventiquattro mucche.
Le due sorelle hanno un negozio di scope.
Lì si servono tutte le Befane del paese.
Le Befane sono migliaia e consumano un monte di scope. Gli affari vanno benone.
Quando le vendite diminuiscono si pensa a lanciare una nuova moda.
La moda della miniscopa, ad esempio, fa furore.
In principio le Befane più anziane protestano.
Poi i cominciano anche loro a fare delle prove di nascosto in casa, con le tende ben tirate.
E un bel giorno escono anche loro con la miniscopa.
Dopo un po’ di tempo le vendite tornano a diminuire.
E allora viene lanciata la moda della maxiscopa: una scopa lunghissima.
Due volte più del necessario.
Il giorno che una Befana giovane giovane, molto graziosa, si fa vedere in giro con la maxiscopa, tutte le altre diventano matte per l’invidia.
L’anno dopo la sorella della Befana inventa la scopa midi e diventa ricca.
Mette su un negozio di aspirapolvere.
E qui cominciano i guai. Perché le Befane viaggiando con l’aspirapolvere, aspirano nuvole, comete, uccellini, paracadutisti, satelliti naturali e artificiali, pipistrelli, professori di latino.
Già, per i viaggi è più pratica la vecchia scopa.

di Gianni Rodari

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La bottega della Befana
Se ci fosse davvero un negozio della Befana lo frugheresti da cima a fondo. Purtroppo il negozio della Befana non esiste, devi aspettare

che i regali arrivano il 6 gennaio consegnati direttamente dalla Befana.
Era la mattina dell’Epifania.
Per tutta la notte la Befana e la sua serva Teresa erano state in giro per tetti e per camini a portare i doni ai clienti. I loro vestiti erano ancora coperti di neve e di ghiaccioli.fffffffffff dddddddddAccendi la stufa – disse la Befana – così ci asciugheremo.
E riponi la scopa: per un annetto buono non ci servirà.
Teresa rimise la scopa nel solito angolo, borbottando.
Sarà bello volare con la scopa. Ma adesso che ci sono fior di aeroplani e di razzi non ne vedo proprio l’utilità.
Intanto il raffreddore me lo sono preso e me lo tengo.
Preparami una buona camomilla – ordinò la Befana, inforcando gli occhiali e sedendosi nella vecchia poltrona di pelle nera davanti alla scrivania.
Cominciò a sfogliare le lettere che aveva trovato nella cassetta della posta, di ritorno dal suo giro.
Ecco qua – borbottò – me l’aspettavo: io sfido la tramontana, io rischio l’osso del collo sulle tegole gelate e loro non sono mai contenti.
Comunque, i giocattoli che avevo in negozio li ho dati via tutti, e oggi bisognerà portarne su degli altri dal magazzino…
Teresa, prepara la chiave del magazzino e la candela.
Vuol lavorare anche oggi che è la sua festa?
Ormai la notte della Befana è passata.
Già, ma alla Befana nuova mancano solamente trecentosessantacinque notti!

Gianni Rodari

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LA VERA STORIA DELLA BEFANA

La Befana è una vecchia brutta e gobba, con il naso adunco e il mento aguzzo, vestita di stracci e coperta di fuliggine, perchè entra nelle case attraverso la cappa del camino.

Infatti la notte tra il 5 e il 6 gennaio, mentre tutti dormono infila doni e dolcetti nelle calze dei bambini appese al caminetto.

Ai bambini buoni lascia caramelle e dolcetti, a quelli cattivi lascia pezzi di carbone.

La Befana si festeggia nel giorno dell’Epifania, che di solito chiude le vacanze natalizie.

Il termine “Befana” deriva dal greco “Epifania” che significa “apparizione, manifestazione”.

Avvenne nella notte tra il 5 ed il 6 gennaio che i Re Magi fecero visita a Gesù per offrirgli oro, incenso e mirra.

Anche la Befana apparve nei cieli, a cavallo della sua scopa, ad elargire doni o carbone, a seconda che i bambini siano stati buoni o cattivi.

Una leggenda spiega la coincidenza così:

una sera di un inverno freddissimo, bussarono alla porticina della casa della Befana tre personaggi elegantemente vestiti: erano i Re Magi che, da molto lontano, si erano messi in cammino per rendere omaggio al bambino Gesù.

Le chiesero dov’era la strada per Betlemme e la vecchietta indicò loro il cammino ma, nonostante le loro insistenze lei non si unì a loro perché aveva troppe faccende da sbrigare.

Dopo che i Re Magi se ne furono andati sentì che aveva sbagliato a rifiutare il loro invito e decise di raggiungerli.

Uscì a cercarli ma non riusciva a trovarli.

Così bussò ad ogni porta lasciando un dono ad ogni bambino nella speranza che uno di loro fosse Gesù.

Così, da allora ha continuato per millenni, nella notte tra il 5 ed il 6 gennaio a cavallo della sua scopa…

da Carabefana

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