Accoglienza a scuola:lavoretti e cartelli per aula

ACCOGLIENZA

Tanti piccoli e graziosi elefantini, realizzati con cartoncino e con gli stecchi dei gelati, daranno il benvenuto a scuola ai nostri bambini e…elefantini

elefantino rosa

cartelli colorati e ricchi di palloncini rallegreranno le porte delle aule.

Clicca sulle immagini per il pdf e qui per la sagoma dell’elefante

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Advertisements

ACCOGLIENZA: Cartelli e scritte di benvenuti a scuola

Quest’anno ci daranno il benvenuto le signorine “MARGHERITE” insieme alle amiche”FARFALLINE”

margherite benvenuto colorato

benvenuto margherite bianco nero

Cartelli per la porta delle aule della scuola dell’infanzie e della scuola primaria in bianco e nero e colorati.

cartello per infanzia da colorarecartello infanzia colorato

Cartello primaria

Altri lavoretti per l’accoglienza qui
Canti qui 
Poesie qui

Attività per l’ inverno

Continuano le attività per la stagione invernale.

Il nostro paesaggio è stato completato con tante casette (rotoli di carta colorati dai bambini),con il tetto tutto bianco,paesaggio-invernale

gli alberelli spogli sono stati ricoperti di neve con l’aiuto di un cotton fioc e colori a tempera

coloriamo-con-il-cotton-fioccocoloriamo-con-il-cotton-fiocco

e con le manine sono stati realizzati tanti merli dopo aver ascoltato la leggenda “I tre giorni della merla“.

manine-merli merli merlo

Ecco dei piccoli pupazzi di neve che fanno compagnia a…

pupazzi-di-neve

 una simpatica famigliola di pinguini che decorano la porta della nostra aula.decorazione-per-porte

Inverno:fiocchi di neve per addobbare l’aula

Si sta avvicinando l’inverno e il nostro murale autunnale Ombrello per riparare i fiori in autunnodeve adeguarsi alla stagione.

Il freddo aumenta e i nostri fiorellini devono ripararsi, indosseranno perciò un cappellino  e una sciarpa di lana.

Considerata la stagione, l’ombrellino servira’ non per ripararsi dalla pioggia, ma dalla candida  neve che scende lieve, lieve  e dolce,dolce

fiocchi-di-neve-completi

Come fare i fiocchi è semplice ,basta seguire le istruzioni.

Procurarsi un cartoncino bristol bianco

Ritagliare tanti quadrati con il lato di 20 cm,(le misure variano a seconda della grandezza dei fiocchi).

Proseguire come indicato…

istruzioni-per-stella

Si otterrà un quadrato con tante piegature come nella foto…

fiocco-di-neve

Incollare ……

Ripetere il procedimento per ottenere due elementi come in foto

due-quadrati-per-fiocco

che dovranno essere sovrapposti .

fiocco-di-neve-doppio

Al centro del fiocco abbiamo messo una stellina ma si potrà completare con glitter,con bottoncini o come più vi piace.

1481144181358

Buona nevicata!

lavoretto natale

Racconto di Natale

L’alberello poverello

La fiaba

C’era una volta in un villaggio lontano lontano, un povero falegname. Questo falegname era tanto buono, sempre disponibile ad aiutare coloro che ne avevano bisogno, ma ahimè era anche tanto povero e viveva di stenti. L’unico modo che aveva per sopravvivere, era avventurarsi nei boschi e cercare legna pregiata e robusta per i ricchi signori. Il falegname avrebbe tanto voluto cercare un altro lavoro, e guadagnare tantissimi soldi, ma non per arricchirsi. Non aveva nessuna intenzione di diventare arrogante e vanesio come i nobili, con cui era costretto a trattare per potersi assicurare un piatto di minestra calda sulla sua misera tavola. Assolutamente no, il suo progetto era quello di racimolare il denaro necessario per comprare cibo e balocchi alle famiglie, che non potevano permetterseli. Il buon falegname era fatto così, i bisogni e le necessità degli altri (soprattutto dei bambini) venivano prima delle sue, e ciò che lo preoccupava maggiormente, era che il giorno di natale si faceva sempre più vicino.

Quella sera, mentre il falegname si trovava nel bosco, alla ricerca di torba profumata per il caminetto del sindaco, una voce forte e sicura riecheggiò fino al suo orecchio.

“Falegname, falegname!”

L’uomo si voltò spaventato, ravvivò la luce della sua lanterna e si guardò bene attorno. Era buio, il cielo era appena illuminato da una timida mezzaluna e da qualche puntina di stella. Forse qualcuno, approfittandosi dell’oscurità della notte, si era nascosto dietro ad un albero e aveva deciso di fargli uno scherzo. Si, doveva essere sicuramente così. Aveva già immaginato quel burlone sghignazzare dal suo nascondiglio, e lui come uno sciocco, era cascato in quello stupido scherzo. Scosse la testa e decise di non ricambiare la burla. L’ora era tarda, ed il freddo e l’umidità avevano cominciato a penetrargli nelle ossa. Gli ci mancava solamente un malanno! Prima terminava il suo lavoro e prima sarebbe ritornato alla sua casetta a godersi il calduccio del letto. Pose la lanterna su una roccia e continuò a caricare la sua carretta di torba. Ma nuovamente quella strana voce si fece risentire.“Hey tu, falegname. Lascia perdere la torba e ascoltami.”

“Ora basta!” gridò l’uomo “non ho tempo per questi stupidi scherzi. Ho del lavoro da sbrigare, ho un’importantissima consegna domani mattina. E se non porto a termine ciò che ho iniziato, domani non mangio!”

“Non è uno scherzo” replicò la voce sconosciuta “sono proprio qui, vicino a te. Ho bisogno del tuo aiuto.”

“Ma si può sapere chi è che parla?” urlò nuovamente il falegname.

Riprese la lanterna e si riguardò attorno, ma non c’era nessuno. Camminò in tondo per un po’ tenendo il braccio alzando e cercando di fare luce in ogni angolo buio della boscaglia, ma con insuccesso. Non riusciva proprio a capire chi gli avesse rivolto la parola.

“Ma insomma, possibile che non capisci? Sono davanti a te!”

Il falegname stupito, tese il braccio di fronte a sé, e alla luce della lanterna vide un piccolo albero dai rami rinsecchiti, ricoperto da un fogliame piuttosto spoglio e senza colore.

“Ah finalmente.” Rispose l’albero.

“M … ma com … come è possibile? Sei stato proprio tu a parlarmi?”

“Si, si. Sono stato io. So che ti sembra strano, ma non sono un albero come tutti gli altri, io sono molto speciale. Mi chiamano L’alberello poverello. Ma ora non c’è tempo per le spiegazioni. Io so tutto su di te, carissimo falegname. So che sei una persona onesta e leale, e che aiuti sempre chi è in difficoltà. So anche che vuoi cercare un altro lavoro per avere una vita un po’ più dignitosa. Ebbene, questa è la tua notte fortunata. Il caso ha voluto che io passassi proprio di qui per le feste natalizie. So che i bambini di questo posto vogliono un grandissimo albero di natale al centro della piazza, ma nessuno, nemmeno il sindaco può permettersi di acquistarlo. Se tu ora mi abbattessi e mi ripiantassi nella pubblica piazza, saprò come rendere felici tutti quanti.”

“Ma” rispose il falegname “ sei piccolo e secco, i tuoi rami sono a malapena ricoperti dalle foglioline, come puoi pensare che il mio aiuto possa esserti favorevole?”

“Basta chiacchiere” replicò l’albero “faresti meglio a non sottovalutarmi. Abbattimi e ripiantami nel luogo che ti ho indicato. Saprò come ricompensarti.”

Il falegname sempre più incredulo, afferrò la scure e accontentò la richiesta del bizzarro alberello.

I giorni passarono in fretta ed arrivò il sospirato 25 dicembre. Il falegname, ricordandosi della sua buffa vicenda, si incamminò verso la piazza del paese. Fece molta fatica a raggiungere il centro del piazzale poiché era affollato. Da ogni parte c’erano uomini, donne e bambini festanti, con dei pacchi nelle loro mani e urlavano felici tra di loro Che bello! Che bello!

Arrivato a destinazione, il falegname rimase stupefatto. Un grandissimo albero di natale si presentava imponente e maestoso davanti agli occhi di tutti. Ai suoi piedi, c’era un cartello con una scritta a caratteri cubitali Questo regalo proviene da chi ha sempre provveduto a riscaldare le vostre fredde giornate, cercando legna per i vostri camini.

“Carissimo” intervenne il sindaco, dando una pacca sulla robusta spalla del buon uomo. “Hai avuto davvero un’idea geniale, i paesani sono felicissimi e come primo cittadino, ho il diritto e il dovere di premiarti. D’ora in poi sarai al mio servizio, avrai una casa nuova e il tuo stipendio sarà triplicato. Buon natale amico mio.” Detto questo, si allontanò trotterellando e fischiettando allegramente.

“Buon natale” rispose il falegname con voce flebile. Di colpo riguardò l’albero, e il birichino ricambiò il suo sguardo agitando lievemente la sua folta chioma. Pieno di gratitudine, il falegname si allontanò lasciando libero spazio ai bimbi, che gioiosi, scartavano i loro pacchi. Ebbene si, L’alberello poverello così minuscolo e insignificante, aveva mantenuto le sue promesse diventando grandissimo e generosissimo per gli altri.

Licia Calderaro
Fonte

Lavoretto di Natale

Albero di Natale con rotoli di carta

Il periodo dell’ Avvento si avvicina,fervono i preparativi per addobbare le aule e per  trovare qualche idea per un lavoretto natalizio semplice e realizzato dai bambini .
I bambini amano pitturare ,più si sporcano e più sono felici e allora perché non realizzare un alberello con rotoli di carta tutti ridipinti con tempera  bianca?
Preparare  l’alberello ci offre anche l’occasione per ricordare il vero senso del Natale.Allora perché non addobbarlo di cuori rossi simbolo universale dell’ amore?

albero-con-rotoli-damore

Altri argomenti che potrebbero interessarti:

lavoretti 

poesie

la calza della befana 

pregrafismoLa nascita di Gesù-“Il Natale e i suoi elementi“-ripassa il tratteggio

racconti

canti

copioni per recite

diploma di miglior befana

libricino dei Numeri natalizi

precalcolo di Natale

striscioni

Ombrello per riparare i fiori in autunno

Addobbi e lavoretti per l’ autunno

Quest’ anno il nostro autunno è arrivato con la pioggia , i fiori  si sono riparati con un simpatico ombrellino a pois bianchi e per ripararsi dal primo venticello hanno indossato dei  simpatici cappellini .

Ombrello per riparare i fiori in autunno

muralescon porta autunnale

Il nostro alberello invece, si è adornato con foglie animate e spiritose, riciclo dello scorso anno, mentre dei piccoli funghetti  fanno compagnia alla scimmietta e ai gufetti che hanno fatto dell’albero la loro casettaAlbero autunnale addobbato con foglie animate

Ad accogliere i bimbi ogni mattina ci sono dei piccoli ombrellini con una pioggerellina  delicata

Per realizzare questi alberelli abbiamo seguito questo tutorial , e detto tra noi,non son così belli come nel video

Ombrellino per addobbare l' aula in autunno

Per l’aula abbiamo usato addobbi realizzati lo sorso anno e che troverete  qui.

Piove piove dappertutto

Cielo grigio. Tempo brutto.
Piove, piove dappertutto.
Fan la doccia i fiorellini
nelle aiuole dei giardini
e, nell’orto, il seminato
beve l’acqua d’un sol fiato.
Io, se piove, non mi cruccio
vado a spasso col cappuccio.

http://www.filastrocche.it

LA PRIMA PIOGGIA

Scendono le gocce della prima pioggia
che sui selciati ancor timida batte,
mentre settembre lietamente sfoggia
l’ardire delle sue bacche scarlatte.
E’ dolce il chiacchierìo di tante foglie
in capannelli sugli alberi spessi
come quello che fan sopra le soglie
le comari che parlan di interessi.
E invece tante foglie chiacchierine
parlano dell’autunno che ritorna
e che, sotto la pioggia fin fine,
di pampini e di bacche agile s’orna.

Marino Moretti

Ti potrebbe interessare:

poesie autunnali

disegni vari

Striscioni sull’autunno

pregrafismo :le parole dell’ autunno

la vendemmia da colorare 

Le farfalle

Disegni, striscione , poesie sulla primavera  e sulle dolci, colorate, allegre farfalle.

striscione primavera 2016

Stampa pdf

striscione primavera 2016 da colorare

Stampa PDF

……………………………………………….

La farfalle sono

 

volano

 

giocano

Farfallina spensierata

 Farfallina spensierata
lo sai tu dove sei nata?
Eri bruco in una cella,
senza sole e senza stella.
Poi nel sole sei uscita,
come un fiore sei fiorita;
come un fiore senza stelo
che il buon Dio gettò dal cielo.

Renzo Pezzani

———–

 

Farfalla ballerina

 Vola farfalla,

volteggi sinuosa

tra un fiore e una calla,

cogli il profumo soave

spandi nel vento

il tuo canto libero

eco nel firmamento

di suoni lontani

di una melodia

senza tempo.

Vola farfalla,

mostri i colori più belli

in armonia con il creato

che a te si presta

nell’alma gratificato,

nelle tue esplorazioni donatrice di linfa

nelle diverse migrazioni.

Vola farfalla,

la metamorfosi è compiuta,

il sole della vitati

ha resa ballerina

piccolo mimo

di figure in movimento

fantasia di danze

spettacolo per la mente.

Adele Belviso

——————————

Le farfalle

Le farfalle sono
dolci come nuvolette,
volano come piume,
incerte nel volo,
sono allegre come bambini
e i loro colori sono
incantevoli e sfumati.

(Alberto Secco)

—————————–

Una farfalla

In una stalla
vola una farfalla
rossa verde e gialla .
La rincorre un bel bambino
bianco rosa e birichino.
La saluta il vitellino
perché si posa sul suo musino.

(Giuliana Berra)

Ti potrebbero interessare:

Poesie

Lavoretti

Striscioni per la primavera

Disegni vari

Pregrafismo di “Bentornata primavera”

 

Leggende e racconti di Carnevale

La leggenda di Re Carnevale
Secondo la leggenda, Carnevale era un Re, forte e potente, ma soprattutto generoso.
Le porte del suo palazzo erano sempre aperte e chiunque poteva entrare nelle cucine della reggia, fornite di cibi prelibati, e saziarsi a volontà.
Ma i sudditi,invece di rallegrarsi di avere un sovrano così generoso, approfittarono del suo buon cuore e a poco a poco si presero tanta confidenza,
da costringere il povero re a non uscire più dal suo palazzo per non essere fatto oggetto di beffe ed insulti.
Egli allora si ritirò in cucina e lì rimase nascosto, mangiando e bevendo in continuazione.
Ma un brutto giorno,era sabato, dopo essersi abbuffato più del solito,cominciò a sentirsi male.
Grasso come un pallone,il volto paonazzo ed il ventre gonfio, capì che stava per morire; la sua ingordigia lo aveva rovinato.
Tutto sommato era felice per la vita allegra che aveva condotto, ma non voleva andarsene così, solo, abbandonato da tutti, proprio lui, il potente Re Carnevale.
Si ricordò allora di avere una sorella, una donnina fragile, snella e un pò delicata, di nome Quaresima, che lui, un giorno, aveva cacciato di corte.
La mandò a chiamare e lei, generosa, accorse; gli promise di assisterlo e farlo vivere altri tre giorni, domenica, lunedì e martedì, ma in cambio pretese di essere l’erede del regno.
Re Carnevale accettò e passò gli ultimi tre giorni della sua vita divertendosi il più possibile.
Morì la sera del martedì e sul trono, come precedentemente avevano stabilito, salì Quaresima.
Per risollevare l’economia del regno, lavoro duro e grosse penitenze furono le caratteristiche del suo governo.
da Favoleefantasia

—————————————–

In una città del regno di Feltro

– Feltro, c’era una volta un cappello senza testa che passeggiava per le strade. Oltre che senza testa, il cappello era anche senza pancia, senza piedi e senza mani. Insomma, era senza niente. La gente diceva: E’ scappato dalla bottega del cappellaio. E’ un cappello pericoloso, portatelo in prigione. Calma disse il cappello oggi è la festa di Carnevale e, come tutti sanno, a Carnevale ogni scherzo vale. Proprio così. Il cappello aveva scherzato e aveva voluto spaventare la gente. Alla fine della festa, infatti, tornò sulla testa del re. Da allora, nel regno di Feltro – Feltro, nel giorno di Carnevale i cappelli vanno a passeggio da soli.

G. Rodari

—————————————-

La storia di Arlecchino
arlecchino
C’era una volta un bimbo tanto carino e buono, di nome Arlecchino, al quale tutti volevano un gran bene.
Era il tempo di Carnevale e tutti i bambini pensavano alle loro mascherine. Le mamme cucivano e misuravano le belle stoffe lucide per preparare i costumi più belli ai loro figlioletti. Anche nella classe di Arlecchino tutti i compagni parlavano della loro prossima festa.
-E tu, come ti mascheri?- chiese uno di essi ad Arlecchino.
-Io?…Io non non mi maschererò – rispose il bimbo piegando la testa con tristezza. – I miei genitori sono poveri e non posso spendere.-
Il giorno dopo ogni bambino portò un pezzetto di stoffa per aiutare a fare il vestito al bimbo più povero. Ma i pezzi erano di tanti colori perchè ognuno aveva portato pezzi diversi.
-Non fa niente!- disse Arlecchino. -La mia mamma è così brava che saprà farmi lo stesso un bel vestitino, vedrete! E io sarò contento che sia di tanti colori, perchè ogni colore mi ricorderà un amico.-
Il giorno di martedì grasso, infatti, Arlecchino indossò il suo strano costumino che piacque moltissimo a tutti. Essendo formato di tanti vivaci colori, fu il più allegro e il più ammirato dagli scolari.
—————————————-
La fuga di Pulcinella
 carnevale 011

Pulcinella era la marionetta piú irrequieta di tutto il vecchio teatrino. Aveva sempre da protestare, o perché all’ora della recita avrebbe preferito andare a spasso, o perché il burattinaio gli assegnava una parte buffa, mentre lui avrebbe preferito una parte drammatica. «Un giorno o l’altro,- egli confidava ad Arlecchino, – taglio la corda». E cosí fece, ma non fu di giorno. Una notte egli riuscí a impadronirsi di un paio di forbici dimenticate dal burattinaio, tagliò uno dopo l’altro i fili che gli legavano la testa, le mani e i piedi, e propose ad Arlecchino: «Vieni con me».Arlecchino non voleva saperne di separarsi da Colombina, ma Pulcinella non aveva intenzione di portarsi dietro anche quella smorfiosa, che in teatro gli aveva giocato centomila tiri. «Andrò da solo» decise. Si gettò coraggiosamente a terra e via, gambe in spalla. «Che bellezza, – pensava correndo, – non sentirsi piú tirare da tutte le parti da quei maledetti fili. Che bellezza mettere il piede proprio nel punto dove si vuole».Il mondo, per una marionetta solitaria, è grande e terribile, e abitato, specialmente di notte, da gatti feroci, pronti a scambiare qualsiasi cosa che fugge per un topo cui dare la caccia. Pulcinella riuscí a convincere i gatti che avevano a che fare con un vero artista, ma ad ogni buon conto si rifugiò in un giardino, si acquattò contro un muricciolo e si addormentò. Allo spuntare del sole si destò e aveva fame. Ma intorno a lui, a perdita d’occhio, non c’erano che garofani, tulipani, zinnie e ortensie. «Pazienza»  si disse Pulcinella e colto un garofano cominciò a mordicchiarne i petali con una certa diffidenza. Non era come mangiare una bistecca ai ferri o un filetto di pesce persico: i fiori hanno molto profumo e poco sapore. Ma a Pulcinella quello parve il sapore della libertà, e al secondo boccone era sicuro di non aver mai gustato cibo piú delizioso. Decise di rimanere per sempre in quel giardino, e cosí fece. Dormiva al riparo di una grande magnolia le cui dure foglie non temevano pioggia né grandine e si nutriva di fiori: oggi un garofano, domani una rosa. Pulcinella sognava montagne di spaghetti e pianure di mozzarella, ma non si arrendeva. Era diventato secco secco, ma cosí profumato che qualche volta le api si posavano su di lui per suggere il nettare, e si allontanavano deluse solo dopo aver tentato invano di affondare il pungiglione nella sua testa di legno. Venne l’inverno, il giardino sfiorito aspettava la prima neve e la povera marionetta non aveva piú nulla da mangiare. Non dite che avrebbe potuto riprendere il viaggio: le sue povere gambe di legno non lo avrebbero portato lontano. «Pazienza – si disse Pulcinella- morirò qui. Non è un brutto posto per morire. Inoltre, morirò libero: nessuno potrà piú legare un filo alla mia testa, per farmi dire di sì o di no». La prima neve lo seppellí sotto una morbida coperta bianca. In primavera, proprio in quel punto, crebbe un garofano. Sottoterra, calmo e felice, Pulcinella pensava: «Ecco, sulla mia testa è cresciuto un fiore. C’è qualcuno piú felice di me? » . Ma non era morto, perché le marionette di legno non possono morire. E’ ancora là sotto e nessuno lo sa. Se sarete voi a trovarlo, non attaccategli un filo in testa: ai re e alle regine del teatrino quel filo non dà fastidio, ma lui non lo può proprio soffrire.

Di: G.Rodari

———————————————

 E così fu Carnevale
leon

Nel cuore della savana, in un tempo molto lontano tutti gli animali che oggi riconosciamo per le loro caratteristiche, avevano un aspetto ben diverso a quello attuale. In particolare la giraffa non aveva un collo diverso da tutti gli altri, e l’elefante aveva la stessa statura degli altri animali. Ma accaddero due episodi assai curiosi. La giraffa era sempre stata impicciona, e si nascondeva tra i cespugli per ascoltare i discorsi delle bestie della foresta. Ovviamente la giraffa non riusciva mai a mantenere un segreto, e per questo non era molto amata dagli altri animali. Nonostante ciò, il goffo animale continuava ad origliare e ad allungare la testolina per spiare tutti quanti. La sua curiosità, però, ben presto fu motivo di uno strano incidente: infatti, mentre un giorno la giraffa era nascosta dietro una roccia ad aspettare qualcuno da spiare, non vedendo arrivare nessuno allungò il collo, e rimanendo in quella posizione per ben tre ore alla fine si accorse che il suo corpo era cambiato.

Tanto era rimasta affacciata che il suo collo si era allungato, e non sarebbe più tornato come prima! Così da quel momento la giraffa diventò un animale molto riservato, e non si impicciò mai più degli affari altrui. Nello stesso periodo avvenne un episodio molto simile a quello della giraffa. Infatti anche l’elefante, che era un animaletto piccolo ed esile, aveva un brutto vizio: era molto ingordo, e voleva essere pasciuto, servito e riverito dagli altri animali. Per di più, ogni volta che nessuno faceva la guardia alle provviste, l’elefante divorava ogni cosa fino all’ultima briciola.

Tutte le creature, stanche delle sue prepotenze, si riunirono di nascosto e decisero di porre fine alle angherie dell’elefante. Fino a quel momento, ogni ragionamento non era servito a niente, così si arrivò ad adottare rimedi estremi. Gli animali, avviliti per la situazione, discussero a lungo fino a che, di comune accordo, decisero di dargli una bella lezione. Anche la giraffa, che aveva già imparato ad avere rispetto per gli altri, fu pienamente d’accordo con gli altri animali, e tutti insieme invitarono l’elefante prepotente in un prato dove avevano preparato un ricco banchetto. L’elefante aveva accettato ben volentieri, tutto contento di essere venerato dagli altri. Ma dopo aver mangiato come solo un elefante può fare, gli furono servite altre pietanze, ed altre ancora. Sdraiato sull’erba, si sentì gonfio come un pallone. Non riuscì ad alzarsi per tre giorni, tanto si era abbuffato. L’elefante, alquanto malandato a causa di quel gonfiore, andò ad immergersi nello stagno per darsi una rinfrescata. Fu lì che specchiandosi nell’acqua dello stagno, vide che il suo corpo era rimasto tutto gonfio, enorme, pesante!

La sua ingordigia lo aveva trasformato per sempre. Quando la giraffa lo vide conciato a quel modo, lo consolò raccontando la sua esperienza. Di lì a poco, toccò alla scimmia, che a quel tempo era l’animale più vanitoso della foresta. Il motivo di tanta vanità era il suo meraviglioso pelo, molto simile a quello di uno scoiattolo. È difficile da credere, ma anche la sua coda era folta e vaporosa! La scimmia, piena di sé, guardava tutti gli altri con aria di sufficienza, perché riteneva che nessuno fosse tanto grazioso da meritare di stare accanto a lei. Anche stavolta, gli animali, sconfortati per la circostanza, discussero a lungo, e sempre di comune accordo, decisero di dare una lezione memorabile anche alla scimmia vanitosa. Dopo aver costruito una specie di passerella, ognuno di loro si procurò una torcia. Tutti insieme invitarono la scimmia a fare una sfilata per loro, e spiegarono a quella sciocca bestiola che le torce servivano a creare le luci adatte allo spettacolo. La scimmia colse subito l’occasione di sfoggiare la sua meravigliosa pelliccia, ma l’aspettava una brutta sorpresa. Infatti, mentre al scimmia si pavoneggiava, tutti gli animali lanciarono le torce addosso alla sciagurata, che per non bruciare viva corse verso lo stagno.

Quando uscì dall’acqua, la scimmia aveva il pelo così rovinato che divenne la creatura più brutta e malridotta del genere animale. In quell’istante passò da quelle parti il Leone, il Re di tutti gli animali, e si meravigliò di fronte a quella trasformazione! La giraffa, l’elefante e la scimmia, avevano cambiato aspetto, e si disperavano al pensiero di non tornare più come prima……Il saggio leone, allora, cercò di trovare una soluzione, e così decise di dare una festa in maschera per tutti gli animali, così che i tre stolti amici non si sentissero fuori luogo. Tutti gli animali furono felici, e la festa fu chiamata Carnevale. Tutti erano travestiti, e nessuno poteva riconoscere nessun altro. La giraffa, la scimmia e l’elefante, per quel giorno di festa, dimenticarono la loro disavventura, ma dopo il Carnevale, nulla tornò come prima!/div>
Rossana Costantino da ilpaesedeibambinichesorridono

Preparativi per Carnevale: Leon il leoncino con palloncini

leon
palloncini.png

 

Palloncini leoneSchema leone

Maglietta e pantalone leone
Schema pagliaccio-leone

Base leone

 

 

 

 

 

 

 

 

Ti potrebbe interessare anche:
Poesie di carnevale
Lavoretti per carnevale
Striscione “Viva Carnevale”
Bandierine da colorare
Canti di Carnevale
Pregrafismo carnevale 2013

Pregrafismo di carnevale 2012

Tante schede nella sezione Disegni da colorare

Lavoretti di Natale

albero di Natale con cucchiai

Simpatico  alberello di Natale realizzato con riciclo di cucchiai di plastica.
Abbiamo seguito le indicazioni di questo link e   personalizzato con :glitter argentato,   perline blu di una una vecchia collana e un fiocchetto di nastro dello stesso colore.
Sempre all’ insegna del recupero e del  riciclo, ecco delle stelline realizzate  con cannucce di carta (volantini) .

Graziose per addobbare gli alberi e utili per sviluppare nei bambini la concentrazione, la volontà e la motricità fine
Per chi si volesse provare può seguire questo tutorial

Cartelli per aula e striscione di Benvenuti

Settembre si avvicina portandoci un nuovo anno scolastico, per l’ occasione potremmo  utilizzare questo simpatico striscione di “Benvenuti” e cartelli per porta,  colorato e in versione bianco e nero,per rendere l’ accoglienza più allegra e ricca di colori.
Stampa   Benvenuti 2015 colorato

striscione colorato 2015

Stampa Benvenuti 2015 da colorare

Striscione Benvenuti colorato dal nostro plesso
Benvenuti 2015

SEZ

cartello per porta

Stampa   Cartello per la sez.

Stampa  Cartello per la classe

E’ FEBBRAIO

E’ febbraio monellaccio molto allegro e un po’ pagliaccio;
ride, salta, balla, impazza,
per le vie forte schiamazza;
per le vie e per le sale
accompagna il Carnevale.
Se fra i mesi suoi fratelli
ve ne sono di più belli,
il più allegro e birichino,
sempre è lui, ch’è il più piccino.
(M. Vanni)
………………………………………………………………………………………..
 
FEBBRAIO
Vengo subito dopo la merla,
il mio freddo è come una sberla,
sono il mese dei travestimenti,
balli, canti e divertimenti.
Colombina ed Arlecchino
Balanzone e Meneghino,
Pantalone e Pulcinella,
scegli la maschera quella più bella.
Sono il più piccolo dei miei fratelli,
per arrivare faccio balzelli.
Ogni quattr’anni, mi allungo di un giorno,
ma l’anno dopo piccino ritorno.
Non sono un sarto, non son calzolaio
non sono dottore e non porto il saio,
ma delle chiacchiere son buongustaio
è stato un piacere, io sono Febbraio.
 
http://www.educabimbi.it/filastrocca-di-febbraio/
—————————————————-
 
mimosa
Disegno mimosa
frutto autunnale con stelle filanti

SPECIALE AUTUNNO

Lavoretto:uva con palloni 

Uva ricoperta con farina di mais

Uva con farina

Alcuni cartelloni , disegni, addobbi e lavoretti fatti per la stagione autunnale

autunno3 autunno2 autunno1 autunno

autunno2013 004gufetti alla finestra.jpg1

vendemmia halloween 008     frutto autunnale con stelle filanti

uva da appendere festa mamma


vendemmia h 001
vendemmia h 002


autunno

autunno alberello

autunno1

Castagna con sacchetto del pane

NATAle pupazzi 011

zucca1

 
lavoretti addobbi 003
lavoretti addobbi 002
lavoretti addobbi 001

autunno2013 003

Prato ricoperto da foglie secche

Cestino ricoperto di foglie per addobbare l’ aula.

cestino

Festa delle castagne 012

Ricicliamo le bucce di caldarroste

 Schema 

decorazione autunnale alla finestra ghirlanda autunnale mele addobbo albero di mele bambina con ombrello bambino con ombrello folletto autunnale folletto autunnale1 addobbo autunnale con foglie animate autunno addobbo per porta autunnale scoiattolo addobbo autunnale uva addobbo

Consulta altri link

Schede di pregrafismo:autunno

DISEGNI DA COLORARE

La castagna

Orso da colorare

Laboratori e poesie

IL RICCIO

Occorrente: PATATA

                 SPAGHETTI

CARTONCINO NERO

CARTONCINO ROSSO

PRATICARE TANTI FORI SULLA PATATA(INSEGNANTE)

SPEZZARE GLI SPAGHETTI

DISEGNARE E RITAGLIARE SUL CARTONCINO OCCHI E BOCCA E INCOLLARLI SULLA PATATA

IL RICCIO E’ PRONTO

L’alberello autunnale

Occorrente:

Cartoncino bristol bianco

Pastelli a cera marrone

Foglie raccolte in giardino

Pinzatrice

nastro adesivo

Spieghiamo ai bambini che in autunno cadono le foglie

Portiamoli in giardino a raccogliere rametti e foglie

Disegniamo su un cartoncino un tronco di albero

Invitiamo i bimbi a colorarlo

Attacchiamo i rami e le foglie con la pinzatrice o il nastro adesivo

Ed ecco che in aula avremo un bellissimo albero autunnale

scuola 002

Semplice da realizzare con materiale da riciclo

Make a Paper Bag Fall Tree

http://shar.es/E3YLH

Risorse per l’accoglienza degli alunni della scuola dell’ infanzia:Striscioni di benvenuto,poesie,filastrocche,lavoretti, cartelli,canti e altro

Tante manine allegre e colorate per un dolce Benvenuto o Bentornato a scuola.

manine per l' accoglienza (6)

manine per l' accoglienza (5) manina benvenuti

E per rimanere in tema di “manine”, ecco un lavoro da mettere in aula per accogliere tuuttiii i bambini.

Allegro, colorato, multietnico e semplice da realizzare !

manina5 manine0_n manina6

————————————————————-

AQUILONI DI BENVENUTO/BENTORNATO

aquilone arancionegruppo aquilonitris aquiloni

 

Spiegazione qui

 

Poesia/biglietto per i primi giorni di scuola

biglietto primo giorno di scuola


elefantinielefantino rosa

 

Tutti a bordo con questo lavoretto per i primi giorni di scuola

elico.lavoretti

Istruzioni qui


Cartelli per le porte dell’aula e per un “Benvenuti a scuola”cartello primaria da colorarecartello infanzia coloratocartello per infanzia da colorareCartellone aula scuola primariamargherite benvenuto coloratobenvenuto margherite bianco nero

 

 

Apette di Benvenuti

apett BenvenutoApe Benvenuti

 

 

 

 

 

 

Stampa schema APE

 ————————————–

Scritta per porta

scrutta gufi

Stampa il gufetto

———————————————————-

Scatolina a forma di fiore piena di caramelle

scatolina Bentornatofiore bentornato

Pdf scatolina fiore 

———————————————————

Striscioni per l’ accoglienza:

Benvenuti colorato con corredo scolastico

striscione matite colorato

 –Benvenuti-da-colorare   con corredo scolastico

-Striscione di Benvenuti a scuola con mongolfiera, macchinina e aereo

W LA SCUOLA BANDIERINE CON PALLONCINO

WA

Benvenuti 2015 colorato

striscione colorato 2015

– Benvenuti 2015 da colorare

Benvenuti 2015

 

 


 

Bentornati 2016

Striscione con palloncini da colorare qui

Benvenuti 2016 colorato

Striscione colorato con palloncini qui

—————————————-

tartarughetartarughe2 tartarughe3

 –Striscione tartarughine

—————————————————————————

SEZ

cartello per porta

Stampa   Cartello per la sez.

Stampa  Cartello per la classe

 

 

 


Orsetto per l’ accoglienza

orsettoorsetto aperto

 

 

 

 

 

 

———————————————————–

routines2

Tanti palloncini per salutare il nuovo giorno e rendere i bambini partecipe di uno dei momenti che scandiscono la giornata scolastica.

routines4

Ogni mattina i piccoli alzano il cappellino al proprio palloncino e salutano amici e routines

compagni .Al termine i bambini conteranno i palloncini coperti per sapere il numero  degli assenti.

contrassegni 2014 contrassegni 3 contrassegni 1 contrassegni 2

STAMPA i Contrassegni 2014

—————————————————————

Matitone  per augurare un dolce Bentornato ai bambini

matitone

———————————————————————————–

Ecco un   semplice striscione, pronto per l’ accoglienza, creato con Power Point.
(stampa le lettere e colora)

Utilizzando le forme offerte da questa applicazione, è  possibile creare immagini carine per abbellire e personalizzare,tempo permettendo, il materiale scolastico

ED ECCO IL    LAVORO COMPLETATO

———————————————————————————–

Striscione arcobaleno di BENTORNATI!

arcobalenobentornati a scuola (3)

Coccarda di Bentornato a scuola.

coccarda bentornati a scuola (1) coccarda bentornati a scuola (2)

STAMPA


Coccarda semplice e veloce per un dolce Benvenuto a scuola

Nuvoletta benvenuto a scuola

Apetta   di buongiorno da attaccare alla porta

Copertina quaderno

Copertina2

Copertina bruchetto

Mare

Clicca sull’ immagine

Disegno per ricordare l’ estate e il mare

Altri disegni nella sezione Pregrafismo estivo

L’ angolino dei colori

Dolce benvenuto

 L ‘ angolo delle poesie

L ‘angolo degli avvisi

palloncini a fiori Palloncici a fiori

Link utili

Sito utilissimo per creare diplomini di fine anno scolastico o benvenuti per il primo giorno di scuola.

http://www.diplomamaker.nl/

Mamma e bambini
Maestra Gemma

 Maestramery
MIDISEGNI

Lavoretti e decorazioni

Contrassegni

 GIOCHIDIELIO.

  Sezione canti

 Giochi per i primi giorni di scuola

 Rosalbacorallo

Poesie e filastrocche sulla primavera

Farfallina spensierata

 Farfallina spensierata
lo sai tu dove sei nata?
Eri bruco in una cella,
senza sole e senza stella.
Poi nel sole sei uscita,
come un fiore sei fiorita;
come un fiore senza stelo
che il buon Dio gettò dal cielo.

Renzo Pezzani

 

Farfalla ballerina

 Vola farfalla,

volteggi sinuosa

tra un fiore e una calla,

cogli il profumo soave

spandi nel vento

il tuo canto libero

eco nel firmamento

di suoni lontani

di una melodia

senza tempo.

Vola farfalla,

mostri i colori più belli

in armonia con il creato

che a te si presta

nell’alma gratificato,

nelle tue esplorazioni donatrice di linfa

nelle diverse migrazioni.

Vola farfalla,

la metamorfosi è compiuta,

il sole della vitati

ha resa ballerina

piccolo mimo

di figure in movimento

fantasia di danze

spettacolo per la mente.

Adele Belviso

 

Le farfalle

Le farfalle sono
dolci come nuvolette,
volano come piume,
incerte nel volo,
sono allegre come bambini
e i loro colori sono
incantevoli e sfumati.

(Alberto Secco)

Una farfalla

In una stalla
vola una farfalla
rossa verde e gialla .
La rincorre un bel bambino
bianco rosa e birichino.
La saluta il vitellino
perché si posa sul suo musino.

(Giuliana Berra)

Con le dita d’ oro

Il sole batte con le dita d’oro
alle finestre. Uno squittìo sottile
è sui tetti. Nell’orto la fontana
ricomincia a cantare. È primavera.
Le chiese, in alto, con le croci accese,
i monti immensi, con le cime rosa,
le strade bianche, con gli sfondi blu
È primavera. È primavera. Il cielo
spiega gli arazzi delle nubi al vento.
L’albero gemma. Verzica la terra.
Nel cortile la pergola è fiorita.
Ai balconi: le donne in veste chiara.
È primavera. È primavera. E il mare
ha un riso azzurro e un brivido di seta.
(Giuseppe Villaroel)

L’ albero primaverile

Sempre fermi,

sempre ritti

sempre zitti,

come impavidi soldati,

stanno i buoni alberi,

armati sol di foglie e fiori e frutti,

di cui fanno doni a tutti.

Tutti danno quel che hanno

e per sè tengono solo

un gorgheggio d’ usignolo

un fischiettio di fringuello

un sussurro di ruscello

D. Valeri

La coccinella

Filastrocca della coccinella

che sembra finta da tanto è bella,

che a primavera, dovunque va,

indossa solo vestiti a pois,

che se sul braccio ne trovi una

puoi stare sicuro che avrai fortuna:

N. Codignola

Vieni con me

E’ primavera

vieni con me!

vieni a vedere

freddo non è!

il faggio è in fiore

il faggio rosso;

ci ha fatto il nido il pettirosso.

Le querce nude

fiori non hanno,

ma le lor gemme

si schiuderanno!

E’ primavera

vieni con me!

Vieni a vedere,

freddo non è.

K.Jackon

Il bruco

Il bruco si svegliò,

sentì fuori dal buco

un odore di fiori

e si mise a volare

nell’ aria molle e fresca

verso i fiori di pesco.

Non era più un bruco

chiuso nel suo buco

ma una farfalla

libera e gialla

con due pallini uguali

nel centro delle ali.

Roberto Piumini

I colori della primavera

Il tempo trascorre e cambia stagione,

ecco primavera è di questo colore:

rosso, violetto,giallo e arancione

e tutt’ intorno è un grande bagliore!

Senti l’ aria profumata,

primavera è arrivata

con le sue gemme preziose

e le piante odorose.

Campi e giardini sono fioriti,

i cieli azzurri e puliti.

Cantan gli uccelli sui rami,

ronzan le api a sciami.

Le rondinelle lassù

sembran puntini nel blu,

i bimbi osservan curiosi

i loro voli armoniosi.

Il tempo trascorre e cambia stagione,

ecco primavera è di questo colore.

rosso, violetto, giallo e arancione

e tutt’ intorno è un grande baglioe!

Marta Fratepietro

Marzo

Marzo: nu poco chiove

e n’ato   ppoco  stracqua

torna a chiòvere, schiove;

ride ‘o sole cu ll’acqua.

 Mo nu cielo celeste,

mo n’aria cupa e nera,

mo d’ ‘o vierno ‘e ‘tempeste,

mo n’aria ‘e Primmavera.

 N’auciello freddigliuso

aspetta ch’esce o sole,

ncopp’ ‘o tterreno nfuso

suspirano ‘e viole…

 Catarì, che vuò cchiù?

Ntienneme, core mio,

Marzo, tu ‘o ssaje, si’ tu,

e st’auciello song’ io.

PRIMAVERA

Oh, quanto è bella

la Primavera: danza festosa

sulla Riviera:

Corre sui prati e li ridesta,

rende splendente

pur la foresta:

Guarda il giardino, lo fa rifiorire,

e il boschetto fa inverdire:

Si posa sui rami

di un pesco in fiore

e spunta un frutto

di un bel colore.

Canta sul mandorlo

un gran uccello:

vestito a nuovo,

tutto è più bello.

F.Cardenti

 

PRIMULA

E’ la prima a sbocciare:

non fa che guardare

con occhi ammirati

il cielo ed i prati:

poi dice:”Son sola!”

e chiama la viola.

A.Bertolini

 

PRIMAVERA

Due farfalle colorate

correvano sui prati:

Allora io ho capito

che arrivava la primavera:

mentre le guardavo fuggire

ho sentito:splacc!

Erano le rane

che uscivano dalle tane.

E ho pensato:

la primavera

ha fatto un altro passo.

R. PIUMINI

 

Filastrocca di primavera

Filastrocca di primavera

più lungo è il giorno,

più dolce la sera.

Domani forse tra l’ erbetta

spunterà la prima violetta.

O prima viola fresca e nuova,

beato il primo che ti trova,

il tuo profumo gli dirà

la primavera è giunta, è qua.

Gli altri signori non lo sanno

e ancora in inverno si crederanno,

magari persone di riguardo,

ma il loro calendario è in ritardo:

G. Rodari

 

Pioggia di primavera

Ho visto la primavera.

E’ verde come una mela selvatica,

è allegra come la coda di uno scoiattolo

Parla con le parole del vento

Sorride con il rosa delle rose

Quando credi che pianga

è solo una goccia di pioggia

(Anonimo Finlandese)

 

CANZONE PRIMAVERILE

Escono allegri i bambini

dalla scuola,

lasciando nell’ aria tiepida

d’ aprile tenere canzoni.

Quanta allegria nel profondo

silenzio della stradina!

Un silenzio fatto a pezzi

da risa d’argento nuovo.

Federico Garcìa Lorca

 

 La primavera arriva fiorita

Come una piuma leggera leggera

è arrivata la primavera

port sui prati migliaia di fiori

per farli brillare di mille colori

Ridona la vita agli alberelli

che diventano ancora più belli

Quando poi ha finito il lavoro

gli uccellini cantano in coro

e col vento portano via

tutta la malinconia

(Marchegiani Agnese- Segui il filO)

 

Arriva primavera

Biancospino nudo ai venti
sveglia, sveglia non mi senti?
Son la dolce Primavera,
voglio fiori avanti sera
– Pratoline intirizzite
sveglia, sveglia!
Non sentite?
Son la bella Primavera
voglio bocci avanti sera.
– Rondinelle che tornate,
svelte, svelte,
lavorate!
Sono mamma primavera
voglio nidi avanti sera
Tra le rive fiorite va il ruscello
Primavera è tornata:

il mondo è bello!

(da “Raccogli idee” ed.Tresei scuola)

 

La primavera

La primavera si desta, si veste,

corre leggera per prati e foreste.

Guarda un giardino:

ci nasce un fioretto.

Guarda un boschetto:

c’è già l’uccellino.

Guarda la neve:

già scorre un ruscello;

viene l’agnello,

si china e ne beve.

Guarda il campetto:

già il grano germoglia.

Tocca un rametto:

ci spunta una foglia.

(R.Pezzani)

 

La stagione più bella

Ecco ecco ch’è arrivata
primavera colorata
con il sole
con le viole
con i gridi
con i canti dentro i nidi.
Son fioriti i biancospini.
Poi verranno i maggiolini
con le rose rosse e gialle.
Son tornate le farfalle:
sono bianche
sono stanche:
or nei prati di velluto
il leprotto muto muto
va a cercare fra il trifoglio
pian pianino “l’erba voglio”.
Là nel bosco profumato
canta il merlo innamorato.

Mentre cento e più ranocchi
solo pancia solo occhi
fanno in coro: “cre, cre, cre”.
Nel cortile le galline
fanno tutte: “co-co-dè”.
Deponendo i bianchi ovini
per la Pasqua dei bambini.

(L.Galli)

 

Dopo la pioggia

Dopo la pioggia viene il sereno,
brilla in cielo l’arcobaleno:
è come un ponte imbandierato
e il sole vi passa, festeggiato.
E’ bello guardare a naso in su
la sua bandiera rossa e blu.

Però lo si vede -questo è il male-
soltanto dopo il temporale.
Non sarebbe più conveniente

il temporale non farlo per niente?
Un arcobaleno senza tempesta,
questa sì che sarebbe una festa.
Sarebbe una festa per tutta la terra
fare la pace prima della guerra.

(G.Rodari)

 

Le farfalle

Ho visto due petali di un fiore volare uniti,

rapidi e leggeri

sull’ aiuola fiorita

ricca di colori profumati.

Erano due petali di un fiore senza stelo

senza profumo

senza peso:

due ali di farfalla

che stuzzicavano

i miei sogni ad occhi aperti

D.Ravaglia.Una luce di gocce di luce

 

E’  arrivata
Primavera sui monti è arrivata
dalla piana già tutta fiorita.
Un fringuello quassù l’ha portata
da canto di gioia infinita.
portata un bel raggio di sole
per dar vita alle belle viole.
È arrivata, arrivata, arrivata!
Era attesa da tanto quassù;
e la cuffia di neve han gettata
stanchi i monti nel mare laggiù,
all’arrivo del dolce tepore
che risveglia alla vita e all’amore.

F. BOVA

 

LA RONDINE

Son qui sulla gronda,
che canto, gioconda,
gli occasi e i mattini
di porpora e d’or;
che  tesso  ai piccini
la c.asa superba
con muschi,  con erba,
con larve di fior.
Su prore  ed antenne
posando le penne,
fra il marzo ed il maggio
mi reco dal mar;
e scordo il viaggio,
pensando al mio nido
se un portico  fido,
se un embrice  appar.
Gran Dio, se ti piacque
recarmi sull’acque, .
se l’esca segreta
trovar mi fai tu,
deh! rendimi  lieta
d’un raggio di sole:
pel nido e la prole
non  cerco di più.
Da raffiche alpine,
da venti e da brine
mi guardi la Santa
che in sen ti portò;
e, quando a lei canta
la turba devota,
anch’io la mia nota
salir le farò.
Giovanni Prati

 

Filastrocca di primavera 

Filastrocca di primavera
più lungo è il giorno,
più dolce la sera.
Domani forse tra l’erbetta
spunterà qualche violetta:
Oh prima viola fresca e nuova
beato i l primo che ti trova,
il tuo produmo gli dirà,
la primavera è giunta,è qua.
Gli altri signori non lo sanno
e ancora in inverno si crederanno,
magari persone di riguardo,
ma il loro calendario va in ritardo.

di Gianni Rodari

 

L’accenno di un canto primaverile

Il vento portò da lontano
l’accenno di un canto primaverile,
chissà dove,lucido e profondo
si aprì un pezzetto di cielo.
In questo azzurro smisurato,
fra barlumi della vicina primavera
piangevano burrasche invernali,
si libravano sogni stellati.
Timide,cupe e profonde
piangevano le mie corde.
Il vento portò da lontano
le sue squillanti canzoni.

 di Aleksandr Blok

Arriva primavera

Gli alberi germogliano,

i ruscelli gorgogliano,

arriva la primavera!

Gli uccelli cinguettano,

le foglioline sbocciano,

arriva la primavera!

I bambini ora escono,

stanno fuori nel prato

dal mattino alla sera:

arriva primavera!

da “101 Filastrocche per 4 stagioni”

Farfallina spensierata

 Farfallina spensierata
lo sai tu dove sei nata?
Eri bruco in una cella,
senza sole e senza stella.
Poi nel sole sei uscita,
come un fiore sei fiorita;
come un fiore senza stelo
che il buon Dio gettò dal cielo.

Renzo Pezzani

Farfalla ballerina

 Vola farfalla,

volteggi sinuosa

tra un fiore e una calla,

cogli il profumo soave

spandi nel vento

il tuo canto libero

eco nel firmamento

di suoni lontani

di una melodia

senza tempo.

Vola farfalla,

mostri i colori più belli

in armonia con il creato

che a te si presta

nell’alma gratificato,

nelle tue esplorazioni donatrice di linfa

nelle diverse migrazioni.

Vola farfalla,

la metamorfosi è compiuta,

il sole della vitati

ha resa ballerina

piccolo mimo

di figure in movimento

fantasia di danze

spettacolo per la mente.

Adele Belviso

Le farfalle

Le farfalle sono
dolci come nuvolette,
volano come piume,
incerte nel volo,
sono allegre come bambini
e i loro colori sono
incantevoli e sfumati.

(Alberto Secco)

Una farfalla

In una stalla
vola una farfalla
rossa verde e gialla .
La rincorre un bel bambino
bianco rosa e birichino.
La saluta il vitellino
perché si posa sul suo musino.

(Giuliana Berra)

La terra si sveglia
La terra s’ era addormentata.
Una lunga pioggia leggera è scesa
a cullare la fine del suo sonno.
Lei sentiva, ma ancora non si svegliava.
Dolce dormire.
Sorrideva dietro le palpebre chiuse,
a sentirsi frugare tra l’erba,
a sentirsi toccare le violette nascoste.
Picchiettandola con le lunghe dita leggere,
la pioggia le faceva il solletico
e le diceva piano piano: “Svegliati”.
E mormorava: “Svegliati”.
E poi: “Su, su, è l’ora, vestiti”.
E la terra fingeva ancora di dormire,
perchè nulla era più dolce di quella carezza leggera
e di quel dormiveglia.
Alla fine ha aperto gli occhi delle margheritine,
ed è rimasto un odore di terra bagnata nei giardini.

(A. Campanile)

Risveglio dello scoiattolo

Al’ alba lo scoiattolo

non riusciva più a dormire.

nella brezza del mattino

che continuava a cullarlo

lassù nel cavo più alto del faggio,

sotto il cumulo delle foglie,

si sentiva pungere gli occhi

da uno spino d’ oro

che invano cercava

di togliere con una zampina.

Schiuse le palpebre,

fece capolino da sotto la gran coda

in cui era  avvolto,

sbirciò da uno spiraglio del tettuccio.

Il sole lo guardava.

Presto,presto si strofinò gli occhietti,

una scrollatina al pelliccione,

arruffò il letto,

afferrò una noce 

e si mise a sedere

F. Tombari

Farfalla

Come un bimbo in vacanza

vola, si ferma, danza.

tutta alucce e porporina,

golosa di primavera,

la portò il vento sul prato,

come un foglio staccato

da un libretto di preghiere.

R. Pezzani

 

Unità didattica

  • INTERIORIZZARE CARATTERISTICHE STAGIONALI
    IL CICLO DELLA VITA
  • RISPETTO DI ELEMENTI FONDAMENTALI PER LA VITA:ACQUA-TERRA-NATURA.
    RISPETTO PER L’AMBIENTE
  • AL TERMINE I BAMBINI HANNO INIZIATO A MEMORIZZARE LA POESIA

:

Chiccolino dove stai?
-Sotto terra, non lo sai?
Ma là sotto non fai nulla?
-Dormo dentro alla mia culla.
Dormi sempre, ma perchè?
-Voglio crescer come te.
Ma se tanto crescerai, chiccolino, che farai?
-Una spiga metterò e tanti chicchi ti darò!! 

Immagine 022

ED ECCO LE PIANTINE DOPO UNA SETTIMANA DI ATTESA E DI CURE

Immagine 023

Lavoretti per Pasqua

cestino con conigliocestinocestini con coniglio copiaconiglio

Schema del coniglio e del cestino qui

 

 

Simpatici coniglietti per addobbare l’ aula.

 

coniglietto con pantaloncini a righe

Stampa lo schema dei coniglietti

 

biglietto pasqua

Sagoma qui

Campane e ovetto di polistirolo rivestite con coda di topo (merceria) celeste e rosa e rifinite con fiorellini e nastrino. Lavoro adatto ai bambini più grandi e con tanta pazienza

campane1 campana Ovetto di Pasqua rivestito con cordoncinobiglietto Pasqua1 biglietto Pasqua 2

Biglietto  all ‘ insegna del riciclo facile e veloce da preparare.

Per questo biglietto ho utilizzato   un cartoncino interno dei

biscotti , del nastrino e fiori di bomboniere.

La campanella può essere utilizzata per realizzare un simpatico

lavoro da appendere o semplicemente come scheda da colorare

 primavera 001

campana schema

Uovo decorato con la tecnica del decoupage

uovo con decoupage

primavera 003

Pulcino per addobbare l’ aula

Lavoretto per Pasqua semplice e carino realizzato con pochissimo materiale occorre infatti:un fiorellino , una striscia di cartoncino per il manico, della paglietta colorata, dei piccoli ovetti (i bimbi saranno più felici se sono di cioccolato) e per finire un pirottino di carta

cestino3cestino2

pulcini con le uova

Ti potrebbero interessare

Letterine per Pasqua

Biglietti

LINK UTILI: 

http://crafts.kaboose.com/holidays/easter/

http://www.enchantedlearning.com/crafts/easter/ http://www.daniellesplace.com/html/easter. http://www.dltk-holidays.com/easter/crafts.html

Lavoretti e biglietti per lafesta del papà

 

Vogliamo regalare al nostro papà un  vestito nuovo e bellissimo?

Occorre:

  •  un cucchiaio di legno
  •  cartoncino colorato
  • colla

Riportiamo  le Sagome del vestito per papa’ sul cartoncino, ritagliamo e incolliamo

cucchiaio papà elegante

Il vestito è pronto!

BIGLIETTO PER LA FESTA DEL PAPA’
biglietto papà 2015biglietto 2015 papa'1 biglietto aperto 2015)

SCHEMA BIGLIETTO

Un treno pieno di amore per papà

biglietto treno per la festa del papà1

biglietto treno per la festa del papà2

 

 

 

Filastrocca pregrafismo festa del papà

papà

 

Per i più piccoli sono state preparate una coppa e una coccarda da colorare

 

coppa papa' coppa pa

coccarda papà coccarda papà

 

Biglietto festa del papà

biglietto papà Sei sempre nel mio cuore1 biglietto papà Sei sempre nel mio cuore2

 

 

 

Regaliamo al nostro papà un abbraccio grande grande……

lavoretto papa'

lavoretto papa'

lavoretto papa'

lavoretto papa'

lavoretto papa'

Vari lavoretti

Schema gilet
Schema cravatta

Per la festa del papà simpatiche barchette con i gusci delle noci

Link utili:
Vitadamamme lavoretti realizzati da bambini
MaestrasabryLavoretti

rosalbacorallo
Sottocoperta biglietti per papà

Poesie : ESTATE

albero estivo

 

ESTATE
 
Viva l’ estate, i fiori, le farfalle,
le ciliege rosse, le zucche gialle!
Viva la rondine che in ciel vola,
viva la fine della scuola!
Care vacanze siete arrivate
al cuor di tutti gioia portate
(M. ARGILLI) 
 
 

LUGLIO

 
 
 
LUGLIO SI TUFFA IN UNA PISCINA
NUOTA FELICE E POI SIEDE IN POLTRONA
RIPOSA AL SOLE POI LEGGE UN PO’
“CHE PACCHIA ” GLI DICE IL SUO AMICO TOTO’
FINCHE’, DURA LA VACANZA
NON CHIUDERTI IN UNA STANZA
AI COMPITI PENSERAI TRA UN POCHINO
ASCOLTA ME E FATTI UN PISOLINO
 
freschi di luce
 

(Rosa Dattolico)

 
 
FILASTROCCA DELLE VACANZE
 
Lunedì vado al mare
perchè mi piace nuotare
Martedì corro in piscina
con Francesca e Martina.
Mercoledì gioco a palla
con mia sorella Carla.
Giovedì corro in bicicletta
con Sandro e Nicoletta.
Venerdì mangio un gelato
con Roberto e Renato.
Sabato vado in pizzeria
con zio Franco e Zia Lucia.
Domenica mi riposo un pò
ma Lunedì ricomincerò
 
(Fuori rotta Rosa Dattolico)
  

 

 

ESTATE

Estate viene il tempo

degli alberi

alti nel cielo azzurro

viene il tempo dei fiori

alti nell’ erba verde.

E il cielo acchiappa nuvole

bianche come vele.

ELISABETH BORCHRS

 

NEL VENTO IN ESTATE

Quando le stelle

discorrono piano nel cielo,

nel vento di estate,

carico di profumi,

un filo sottile va su e giù

lievemente

e nessuno lo sa.

Yin Fu

Le Lucciole

Misteriose e timide

scoppiano le lucciole

mille luci piccole su e giù.

Pulci che scintillano

cimici che brillano

ride il cielo nella barba blu.

Solo chi le ha viste sa com’è

briciole del sole che non c’è

luminose lucciole

friggono le nuvole

mille fuocherelli in libertà.

Torce che si spengono

e poi si riaccendono

chi le accende e spegne non si sa

solo chi le ha viste sa com’è

briciole del sole che non c’è

fiamme nanerottele

cometive frivole

pizziche di luce nella sera

stelle che punzecchiano

raggiche ridacchiano

fiaba forse finta invece vera.

R.Piumini

Vai alla raccolta completa di poesie sull’ estate  https://126maestramaria.wordpress.com/2011/05/30/estate-2/

Educazione stradale

L’ educazione stradale, prescritta dall’ articolo 230 del Nuovo Codice e del D.M. 5 agosto 1994 della stradale, rientra nell’ azione formativa primaria della scuola di ogni ordine e grado, ed è finalizzata allo sviluppo nei giovani del rispetto della tolleranza nei confronti del diverso, allo sviluppo integrale dell’ uomo e del cittadino e alla responsabilità e consapevolezza della strada

La scuola dell’Infanzia, intesa come ambiente educativo, è il primo gradino del sistema scolastico ed ha il compito di partire dal vissuto del bambino e dalle esperienze che compie nella strada,per arrivare, in maniera gioiosa, al rispetto delle principali regole di circolazione e sensibilizzarli ai problemi legati ai rischi che incontrano nella vita di tutti i giorni.

Attraverso il dialogo, la discussione collettiva, il gioco, l’ esplorazione i bambini scoprono le regole civiche che svilupperanno nei successivi cicli

Le attività sono svariate e molteplici :

Giochi motori-percorsi

Lavori di gruppo-inventiamo una strada-i segnali stradali…

Lavori individuali-costruisco la paletta del vigile-realizzo il semaforo……

Verbalizzazione- a cosa serve la strada- a cosa servono i segnali….-a cosa servono i marciapiedi…

Racconti

Cartelloni

La strada che faccio-i pericoli della strada….

 

 ,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,

 

I colori del semaforo

 

Alto là

bambino mio

perchè rosso sono io,

verde poi diventerò

e passare ti lascierò

quando giallo mi vedrai

aspettare un pò dovrai….

S.W.Cartesi

 

,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,

Il vigile

Se non riesco ad attraversare,

solo il vigile mi può aiutare!

Al suon del suo fischietto

sembra faccia un bel balletto

e se fa un gesto con la mano

devo fermarmi o andare piano

Valeria Forconi

Da Piccola Peste Mirò

——————————————–

Il vigile urbano

Chi è più forte del vigile urbano?

Ferma i tram con una mano,

con un dito calmo e sereno,

tiene indietro un autotreno.

Cento motori scalpitanti

li mette a cuccia alzando i guanti.

Sempre in croce in mezzo al baccano.

chi è più paziente del vigile urbano?

G. RODARI

 

…………………………………..

E’ bella la strada

E’ bella la strada – nel dolce mattino
all’ora che il sole – si mette in cammino.
Nel gaio meriggio – fra mille rumori
le belle vetrine – rifletton bagliori.
Ma  poi piena d’ombre – discende la sera
spargendo le stelle – leggera leggera.
La strada ormai scura – si fa silenziosa
risplende la luna – e tace ogni cosa.

P. BAITELLI

____________________________

Per la strada

Cicli, vetture, carri
d’ogni forma e colore
vengono e vanno: rombano
veicoli a motore,
s’ odon grida, stridori,
squilli, rullii, risate
e fischi e scampanate.
Gente, carri, quadrupedi
s’incrociano veloci,
nel frastuono confuso
di rumori e di voci,
nel moto, nella vita
febbrile, senza posa,
della città operosa.
Ma quando vien la sera
la gente si dirada;
la vita si rallenta
e la deserta strada
si tace a poco a poco,
per riposar silente
fino al mattin seguente.

F. CASALE

 ———————————————-  

 IL SEMAFORO FORTUNATO
C’era una volta un semaforo chiamato Prudenzio,
era tanto vecchio che le sue luci erano ormai fioche per poter regolare il traffico della città.
Gudicato un pericolo per la circolazione, venne tolto dal suo angolo, portato in un vecchio magazzino, e lì abbandonato.
Il poverino, sentendosi inutile, si lamentava a gran voce: “Oh!Povero me, sono ormai un pezzo di pezzo arrugginito e senza alcuna utilità, che nessuno vuole più! Oh! Se avessi ancora le mie luci!”
Fortunatamente quella notte, il guardiano del magazzino, dimenticò di chiudere una finestra e i lamenti del povero Prudenzio, giunsero a Luminella, una piccola lucciola che, commossa, cercò il modo di soccorrerlo.
Pensa e ripensa, finalmente ebbe una grande idea: “Io so come fare ad aiutare quel povero semaforo, andrò a chiamare le mie amiche.”
Dopo pochi minuti moltissime lucciole arrivarono nel vecchio magazzino, formando una nube luminosa, mai vista prima.
Entrate nel semaforo, esse lo resero luminoso più che mai. Lo splendente semaforo, tolto dal magazzino e ricollegato nel pieno del traffico urbano, divenne il più amato della città
(da ” Un mondo di scoperte” ed. Ardea)

,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,

IL SEMAFORO

 

Una volta, a Milano, in Piazza del Duomo, un semaforo fece una stranezza.
Tutte le sue luci, a un tratto, si tinsero di blu, e la gente non sapeva più come regolarsi.
Attraversiamo o non attraversiamo? Ci fermiamo o non ci fermiamo?
Da tutti i suoi occhi, in tutte le direzioni, il semaforo diffondeva l’insolito segnale blu.
In attesa di capirci qualcosa, gli automobilisti urlavano e strombettavano, i motociclisti facevano ruggire lo scappamento.Finalmente arrivò un vigile e si mise lui in mezzo all’ incrocio a regolare il traffico.
Un altro vigile cercò la cassetta coi comandi per riparare il guasto, e tolse la corrente.
Prima di spegnersi, il semaforo blu fece in tempo a pensare: «Poveretti!
Io avevo dato il segnale di via libera per il cielo. Se mi avessero capito, ora
tutti saprebbero volare. Ma forse gli è mancato il coraggio».
Gianni Rodari

IL LAVORO DEI BIMBI

Le strisce pedonali

Le strisce pedonali

 sono segnali stradali,

non sono banali,

ma sono speciali

per le persone

che la strada

vogliono attraversare e

il codice stradale rispettare

,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,

Il Semaforo Nerino

Il semaforo Nerino

ogni tanto fa l’ occhiolino.

Il bambino che è furbetto

lo guarda e lo rispetta.

Se rosso è l’ occhietto:

il bambino aspetta aspetta.

Per avviarsi alla sua casetta

l’ occhio verde invece aspetta

Se giallo è l’ occhietto

la sua attenzione invece

è ……all’erta

,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,

STATE ATTENTI BAMBINI

Zero a te che sei distratto

e a chi corre come un matto;

a chi scherza con il fuoco

e a chi rischia per un gioco;

a chi sempre non è attento,

a chi tira sassi al vento.

Zero al bimbo sventatello

che non usa il suo cervello,

alla bimba scriteriata

che attraversa da sbandata,

Ma i bambini intelligenti,

che sa essere prudenti

per la strada sempre attenti,

delle regole obbedienti

prendon dieci nella vita

G.Rodari

,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,

MI CHIAMO SABRINA

mi chiamo Sabrina

e sono una bella bambina,

a volte un pò birichina.

Sapete,vado a scuola ogni mattina

e per mano tengo la mammina mia.

Cammino sul marciapiede contento,

sempre vispo e contento.

Per attraversare aspettiamo il segnale

dell’ agente di Polizia Municipale

Anna Russo

 ,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,

I COLORI DEL SEMAFORO

Semafori imponenti

son tanti qui in città:

bisogna stare attenti

con la grande velocità.

Son come grandi fiori

che sbocciati al crocevia,

coi loro tre colori

ti diranno stop e via.

E’ verde: c’è via libera,

passare tu potrai.

E’ giallo: fai attenzione

tra un po’ ti fermerai.

E’ rosso: adesso stop,

fermarti tu dovrai

e quando scatta il verde

allora si,ripartirai

D. Cologgi, Attenti al semaforo,E.P.

 ,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,

IL SEMAFORO

Quando arriva al crocevia

che trambusto mamma mia!

Un aggeggio di metallo

scatta verde,rosso e giallo.

Quando è rosso,

proseguire ma non posso

debbo attendere che il giallo

segni prima l’ intervallo.

Guai però a chi tempo perde

quando finisce e scatta il verde!

Passo in fretta tra  la mischia

se no il vigile mi fischia

rid. ed adat. M. Musso

 ,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,

CRONACA DELLA NOTTI

Non avendo smorzato

le luci abbaglianti

due lucciole vaganti

si sono scontrate.

Riportiamo il verbale

del grave incidente:”

La lucciola investita

vien condotta all’ ospedale

con un’ ala indolenzita.

Alla lucciola imprudente

quale pena esemplare

viene tolta la patente

la patente di volare.”

E. Ottaviani , Storielle così,L’ Ariete

,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,

Filastrocca di chi viaggia sulla strada

Dei cartelli devi sapere il significato,
il pericolo è sempre in agguato.
Se un buon pedone vuoi diventare
le regole della strada devi rispettare.
Dalle bici noi scendiamo
e le strisce attraversiamo.
La cintura in auto devi allacciare
perché la tua vita puoi salvare.
Automobilista fermati, lasciami passare
perché le strisce devo attraversare.
Se in auto vuoi telefonare,
l’auricolare devi usare.
Le regole di sicurezza sulla strada rispetta
per non diventare una sottiletta.

Dal web

,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,

I SEGNALI STRADALI

Di sicuro hai già guardato per le strade della città,
nei paesi, nelle campagne ed in molte località,
dei cartelli da osservare con attenzione particolare,
sono rossi, gialli e blu e li puoi vedere col naso all’insù.
Possono essere formati da cerchi, triangoli o quadrati
e ti vogliono dire come ti devi comportare.
– Stai attento! – dicono i segnali triangolari rossi
– ci possono essere dei pericoli anche molto grossi!
– Puoi andare dicono i segnali blu e sei sicuro di far giusto anche tu!

Dal web

,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,

Soliloquio del semaforo

Tre occhi ho in fronte di tre colori,
sto sugli incroci a vigilare.
Mi osservan tutti, e a lor permetto,
con l’occhio verde, d’attraversare.
Ma quando rosso li guardo in volto,
si ferman tosto, a me ossequenti,
e come godo, quando col giallo
li scorgo pronti e già impazienti!
Talora acuto sento il fischietto
e spesso vedo multe fioccare:
– Disobbedientl! – trascolorando
esclamo. – Dunque, che ci sto a fare?!?
Agli imprudenti regolo il passo,
ad affrettarsi stimolo i lenti,
Ma chi dei cenni miei non si cura
paghi i suoi errori senza lamenti.

G. Consolaro

,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,

Davanti al semaforo

Il semaforo: oh disdetta!
È un disastro, se si ha fretta,
tutto il tempo che si perde
con quel rosso e con quel verde…
Vedi curve sui volanti
facce livide e furenti;
sono lì da pochi istanti
e già fremono impazienti:
gli uni agli altri quasi addosso
mal sopportano quel rosso.
Odi un clacson che protesta
gli altri l’imitano…Ohibò!
Una bolgia come questa
neppur Dante immaginò
(il poeta detto eterno
che discese nell’inferno).
Alla folle baraonda
par che l’eco ora risponda:
“Tanto strepito a che scopo?
Passar prima, passar dopo…”.

A. Cavaliere

,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,

Il bimbo e la strada

Dice il bimbo:
– Quando per la strada cammino a piedi
tengo la destra del marciapiede.
Se marciapiede però non c’è,
vado a sinistra;
è meglio per me.
Se attraverso, mi guardo intorno.
Non gioco in piazza durante il giorno.
In bicicletta vado pianino,
sempre alla destra come un omino.
Le norme io so di circolazione
ed ai segnali faccio attenzione.
Or che son grande, e vado a scuola,
so che di vita ce n’è una sola.
Perciò la voglio ben conservare
e dai pericoli allontanar.

G. F. Mussoni

,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,

Per la strada

Filastrocca filastrocca

del bambino per la strada
non si annoia, perché impara
tante cose, ovunque vada.
C’è la targa della via
ed il numero al portone;
sui negozi c’è l’insegna,
c’è il semaforo e il lampione.
C’è anche il vigile che fischia,
che dirige e che controlla,
che ti aiuta sulle strisce,
ti ritrova tra la folla.
Quante cose da osservare,
per un bimbo sempre attento:
lui le guarda, le ripete
e le impara in un momento!

D. Ranieri

,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,

Filastrocca della sicurezza stradale

Per una guida più sicura
niente è meglio della cintura.

Sera e mattina
sul marciapiede si cammina.

Per attraversare senza rischiare
non bisogna fantasticare.

Chi vuol giocare,
dalla strada si deve allontanare.
Non andare mai di fretta
e attraversa in linea retta.

Mantieni l’attenzione sempre desta
tra le nubi non puoi lasciar la testa.

Dopo una curva non attraversare
perché non riusciresti ad evitare
chi arriva molto svelto e chi non vede
quando tu sulla strada metti il piede.

S. Girardet P. Rosado, Vivailpedone e le mostromobili