Educazione stradale

L’ educazione stradale, prescritta dall’ articolo 230 del Nuovo Codice e del D.M. 5 agosto 1994 della stradale, rientra nell’ azione formativa primaria della scuola di ogni ordine e grado, ed è finalizzata allo sviluppo nei giovani del rispetto della tolleranza nei confronti del diverso, allo sviluppo integrale dell’ uomo e del cittadino e alla responsabilità e consapevolezza della strada

La scuola dell’Infanzia, intesa come ambiente educativo, è il primo gradino del sistema scolastico ed ha il compito di partire dal vissuto del bambino e dalle esperienze che compie nella strada,per arrivare, in maniera gioiosa, al rispetto delle principali regole di circolazione e sensibilizzarli ai problemi legati ai rischi che incontrano nella vita di tutti i giorni.

Attraverso il dialogo, la discussione collettiva, il gioco, l’ esplorazione i bambini scoprono le regole civiche che svilupperanno nei successivi cicli

Le attività sono svariate e molteplici :

Giochi motori-percorsi

Lavori di gruppo-inventiamo una strada-i segnali stradali…

Lavori individuali-costruisco la paletta del vigile-realizzo il semaforo……

Verbalizzazione- a cosa serve la strada- a cosa servono i segnali….-a cosa servono i marciapiedi…

Racconti

Cartelloni

La strada che faccio-i pericoli della strada….

 

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I colori del semaforo

 

Alto là

bambino mio

perchè rosso sono io,

verde poi diventerò

e passare ti lascierò

quando giallo mi vedrai

aspettare un pò dovrai….

S.W.Cartesi

 

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Il vigile urbano

Chi è più forte del vigile urbano?

Ferma i tram con una mano,

con un dito calmo e sereno,

tiene indietro un autotreno.

Cento motori scalpitanti

li mette a cuccia alzando i guanti.

Sempre in croce in mezzo al baccano.

chi è più paziente del vigile urbano?

G. RODARI

 

 

 

 

 

 

 

 

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E’ bella la strada

E’ bella la strada – nel dolce mattino
all’ora che il sole – si mette in cammino.
Nel gaio meriggio – fra mille rumori
le belle vetrine – rifletton bagliori.
Ma  poi piena d’ombre – discende la sera
spargendo le stelle – leggera leggera.
La strada ormai scura – si fa silenziosa
risplende la luna – e tace ogni cosa.

P. BAITELLI

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Per la strada

Cicli, vetture, carri
d’ogni forma e colore
vengono e vanno: rombano
veicoli a motore,
s’ odon grida, stridori,
squilli, rullii, risate
e fischi e scampanate.
Gente, carri, quadrupedi
s’incrociano veloci,
nel frastuono confuso
di rumori e di voci,
nel moto, nella vita
febbrile, senza posa,
della città operosa.
Ma quando vien la sera
la gente si dirada;
la vita si rallenta
e la deserta strada
si tace a poco a poco,
per riposar silente
fino al mattin seguente.

F. CASALE

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 IL SEMAFORO FORTUNATO
C’era una volta un semaforo chiamato Prudenzio,
era tanto vecchio che le sue luci erano ormai fioche per poter regolare il traffico della città.
Gudicato un pericolo per la circolazione, venne tolto dal suo angolo, portato in un vecchio magazzino, e lì abbandonato.
Il poverino, sentendosi inutile, si lamentava a gran voce: “Oh!Povero me, sono ormai un pezzo di pezzo arrugginito e senza alcuna utilità, che nessuno vuole più! Oh! Se avessi ancora le mie luci!”
Fortunatamente quella notte, il guardiano del magazzino, dimenticò di chiudere una finestra e i lamenti del povero Prudenzio, giunsero a Luminella, una piccola lucciola che, commossa, cercò il modo di soccorrerlo.
Pensa e ripensa, finalmente ebbe una grande idea: “Io so come fare ad aiutare quel povero semaforo, andrò a chiamare le mie amiche.”
Dopo pochi minuti moltissime lucciole arrivarono nel vecchio magazzino, formando una nube luminosa, mai vista prima.
Entrate nel semaforo, esse lo resero luminoso più che mai. Lo splendente semaforo, tolto dal magazzino e ricollegato nel pieno del traffico urbano, divenne il più amato della città
(da ” Un mondo di scoperte” ed. Ardea)

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IL SEMAFORO

 

Una volta, a Milano, in Piazza del Duomo, un semaforo fece una stranezza.
Tutte le sue luci, a un tratto, si tinsero di blu, e la gente non sapeva più come regolarsi.
Attraversiamo o non attraversiamo? Ci fermiamo o non ci fermiamo?
Da tutti i suoi occhi, in tutte le direzioni, il semaforo diffondeva l’insolito segnale blu.
In attesa di capirci qualcosa, gli automobilisti urlavano e strombettavano, i motociclisti facevano ruggire lo scappamento.Finalmente arrivò un vigile e si mise lui in mezzo all’ incrocio a regolare il traffico.
Un altro vigile cercò la cassetta coi comandi per riparare il guasto, e tolse la corrente.
Prima di spegnersi, il semaforo blu fece in tempo a pensare: «Poveretti!
Io avevo dato il segnale di via libera per il cielo. Se mi avessero capito, ora
tutti saprebbero volare. Ma forse gli è mancato il coraggio».
Gianni Rodari

IL LAVORO DEI BIMBI

Le strisce pedonali

 

Le strisce pedonali

 sono segnali stradali,

non sono banali,

ma sono speciali

per le persone

che la strada

vogliono attraversare e

il codice stradale rispettare

Maria

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Il Semaforo Nerino

 

Il semaforo Nerino

ogni tanto fa l’ occhiolino.

Il bambino che è furbetto

lo guarda e lo rispetta.

Se rosso è l’ occhietto:

il bambino aspetta aspetta.

Per avviarsi alla sua casetta

l’ occhio verde invece aspetta

Se giallo è l’ occhietto

la sua attenzione invece

è all’erta

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STATE ATTENTI BAMBINI

 

Zero a te che sei distratto

e a chi corre come un matto;

a chi scherza con il fuoco

e a chi rischia per un gioco;

a chi sempre non è attento,

a chi tira sassi al vento.

Zero al bimbo sventatello

che non usa il suo cervello,

alla bimba scriteriata

che attraversa da sbandata,

Ma i bambini intelligenti,

che sa essere prudenti

per la strada sempre attenti,

delle regole obbedienti

prendon dieci nella vita

G.Rodari

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MI CHIAMO SABRINA

mi chiamo Sabrina

e sono una bella bambina,

a volte un pò birichina.

Sapete,vado a scuola ogni mattina

e per mano tengo la mammina mia.

Cammino sul marciapiede contento,

sempre vispo e contento.

Per attraversare aspettiamo il segnale

dell’ agente di Polizia Municipale

Anna Russo

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I COLORI DEL SEMAFORO

 

Semafori imponenti

son tanti qui in città:

bisogna stare attenti

con la grande velocità.

Son come grandi fiori

che sbocciati al crocevia,

coi loro tre colori

ti diranno stop e via.

E’ verde: c’è via libera,

passare tu potrai.

E’ giallo: fai attenzione

tra un po’ ti fermerai.

E’ rosso: adesso stop,

fermarti tu dovrai

e quando scatta il verde

allora si,ripartirai

D. Cologgi, Attenti al semaforo,E.P.

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IL SEMAFORO

Quando arriva al crocevia

che trambusto mamma mia!

Un aggeggio di metallo

scatta verde,rosso e giallo.

Quando è rosso,

proseguire ma non posso

debbo attendere che il giallo

segni prima l’ intervallo.

Guai però a chi tempo perde

quando finisce e scatta il verde!

Passo in fretta tra  la mischia

se no il vigile mi fischia

rid. ed adat. M. Musso

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CRONACA DELLA NOTTI

 

Non avendo smorzato

le luci abbaglianti

due lucciole vaganti

si sono scontrate.

Riportiamo il verbale

del grave incidente:”

La lucciola investita

vien condotta all’ ospedale

con un’ ala indolenzita.

Alla lucciola imprudente

quale pena esemplare

viene tolta la patente

la patente di volare.”

E. Ottaviani , Storielle così,L’ Ariete

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Filastrocca di chi viaggia sulla strada

Dei cartelli devi sapere il significato,
il pericolo è sempre in agguato.
Se un buon pedone vuoi diventare
le regole della strada devi rispettare.
Dalle bici noi scendiamo
e le strisce attraversiamo.
La cintura in auto devi allacciare
perché la tua vita puoi salvare.
Automobilista fermati, lasciami passare
perché le strisce devo attraversare.
Se in auto vuoi telefonare,
l’auricolare devi usare.
Le regole di sicurezza sulla strada rispetta
per non diventare una sottiletta.

Dal web

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I SEGNALI STRADALI

 

Di sicuro hai già guardato per le strade della città,
nei paesi, nelle campagne ed in molte località,
dei cartelli da osservare con attenzione particolare,
sono rossi, gialli e blu e li puoi vedere col naso all’insù.
Possono essere formati da cerchi, triangoli o quadrati
e ti vogliono dire come ti devi comportare.
– Stai attento! – dicono i segnali triangolari rossi
– ci possono essere dei pericoli anche molto grossi!
– Puoi andare dicono i segnali blu e sei sicuro di far giusto anche tu!

Dal web

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Soliloquio del semaforo

 

Tre occhi ho in fronte di tre colori,
sto sugli incroci a vigilare.
Mi osservan tutti, e a lor permetto,
con l’occhio verde, d’attraversare.
Ma quando rosso li guardo in volto,
si ferman tosto, a me ossequenti,
e come godo, quando col giallo
li scorgo pronti e già impazienti!
Talora acuto sento il fischietto
e spesso vedo multe fioccare:
– Disobbedientl! – trascolorando
esclamo. – Dunque, che ci sto a fare?!?
Agli imprudenti regolo il passo,
ad affrettarsi stimolo i lenti,
Ma chi dei cenni miei non si cura
paghi i suoi errori senza lamenti.

G. Consolaro

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Davanti al semaforo

 

Il semaforo: oh disdetta!
È un disastro, se si ha fretta,
tutto il tempo che si perde
con quel rosso e con quel verde…
Vedi curve sui volanti
facce livide e furenti;
sono lì da pochi istanti
e già fremono impazienti:
gli uni agli altri quasi addosso
mal sopportano quel rosso.
Odi un clacson che protesta
gli altri l’imitano…Ohibò!
Una bolgia come questa
neppur Dante immaginò
(il poeta detto eterno
che discese nell’inferno).
Alla folle baraonda
par che l’eco ora risponda:
“Tanto strepito a che scopo?
Passar prima, passar dopo…”.

A. Cavaliere

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Il bimbo e la strada

 

Dice il bimbo:
– Quando per la strada cammino a piedi
tengo la destra del marciapiede.
Se marciapiede però non c’è,
vado a sinistra;
è meglio per me.
Se attraverso, mi guardo intorno.
Non gioco in piazza durante il giorno.
In bicicletta vado pianino,
sempre alla destra come un omino.
Le norme io so di circolazione
ed ai segnali faccio attenzione.
Or che son grande, e vado a scuola,
so che di vita ce n’è una sola.
Perciò la voglio ben conservare
e dai pericoli allontanar.

G. F. Mussoni

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Per la strada

Filastrocca filastrocca

del bambino per la strada
non si annoia, perché impara
tante cose, ovunque vada.
C’è la targa della via
ed il numero al portone;
sui negozi c’è l’insegna,
c’è il semaforo e il lampione.
C’è anche il vigile che fischia,
che dirige e che controlla,
che ti aiuta sulle strisce,
ti ritrova tra la folla.
Quante cose da osservare,
per un bimbo sempre attento:
lui le guarda, le ripete
e le impara in un momento!

D. Ranieri

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Filastrocca della sicurezza stradale

 

Per una guida più sicura
niente è meglio della cintura.

Sera e mattina
sul marciapiede si cammina.

Per attraversare senza rischiare
non bisogna fantasticare.

Chi vuol giocare,
dalla strada si deve allontanare.
Non andare mai di fretta
e attraversa in linea retta.

Mantieni l’attenzione sempre desta
tra le nubi non puoi lasciar la testa.

Dopo una curva non attraversare
perché non riusciresti ad evitare
chi arriva molto svelto e chi non vede
quando tu sulla strada metti il piede.

S. Girardet P. Rosado, Vivailpedone e le mostromobili

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