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Poesie e filastrocche sulle emozioni

La settimana delle emozioni

Siamo in sette e siam carini ma anche parecchio birichini.
LUNEDÌ: son triste perché quel che volevo non ho avuto e il sorriso ho perduto.
MARTEDÌ: son contento perché mi consoli un pochino con un bacino e a me viene un sorrisino.
MERCOLEDÌ: mi fan un dispetto, mi arrabbio e perdo il rispetto.
GIOVEDÌ: ho paura allora chiudo gli occhi fin che dura.
VENERDÌ: perdo la gioia e rimane solo la noia.
SABATO: mi batte il cuore quante emozioni mi son venute le palpitazioni.
DOMENICA: spalanco gli occhi se sono sorpreso mi sento e poi gioco con gli amici allegro e contento.
E per concludere la filastrocca, fare un saluto ora mi tocca. Batto le mani mando un bacino e qui concludo con un inchino.

Fonte

 

Filastrocca della felicità

Basta poco per esser felici
un gattino, un gioco, gli amici
un gelato, o un giro in bici.

La merenda nello zainetto
i nonni, i colori nel cassetto
la TV, la palla sotto il letto.

Anche quando non è tutto bello
per esser contenti basta volerlo
e col sorriso di mamma e papà
subito torna la felicità!
Fonte
Le emozioni
Maria Ruggi

Le emozioni sono infinite
puoi trovarle anche fiorite.
Le emozioni sono colorate
puoi scoprirle anche profumate.
Le emozioni sono vellutate
puoi toccarle anche d’estate.
Le emozioni sono parole
puoi viverle anche al sole.
Rabbia e tristezza sono pungenti
gioia e allegria le più divertenti.
Le emozioni sono un respiro profondo
palpitano nei cuori di tutto il mondo.

Filastrocca delle emozioni
Giuseppe Bordi

Filastrocca delle emozioni,
dei coraggiosi e dei fifoni,

del bambino che si stupisce
ogni volta che il giorno finisce.

Filastrocca di chi ha paura
quando la notte diventa scura,
del bambino che scoppia di rabbia
e la vorrebbe chiudere in gabbia.

Filastrocca di chi è contento
e con gli amici corre nel vento,
del bambino che è sempre triste
e chiede tutto l’amore che esiste.

Filastrocca della paura
Maria Ruggi

Nel bel mezzo della notte scura scura
ecco senti arrivare la paura.
Nel cielo della tua camera ora il silenzio è sceso
e il più piccolo rumore ti giunge inatteso.
Le ombre sulle pareti si trasformano in mostri terribili
e sotto le coperte quelle figure diventano orribili.
Alla porta del tuo cuore lei comincia a bussare
forza, concentrati, chiudi gli occhi e lasciala andare.
Con calma fai un respiro profondo
gonfia la tua pancia come un pallone intorno al mondo.
Lasciati guidare dai pensieri vellutati
fatti cullare dai sogni zucccherati.
Inclina poi la testa di qua e di là
Vedrai che la paura presto svanirà.

Fonte

Rabbia Birabbia
Giuseppe Pontremoli

Ho conosciuto un tale
ch’era sempre arrabbiato
per il caldo del fuoco
il freddo del gelato

perché c’era silenzio
perché c’era rumore
per il troppo profumo
per il cattivo odore

in inverno in estate
d’autunno a primavera
pomeriggio e mattino
a notte fonda a sera.

Un giorno s’arrabbiò
anche con la sua rabbia
e senza alcun rimorso
la chiuse in una gabbia

però ne tenne un mucchio
che mise in certe buste
per fame largo uso
contro le cose ingiuste.

Girotondo della paura
Paola Parazzoli

Paura gigantesca
paura appiccicosa
paura più assillante
di una mosca noiosa.

Paure che hai dentro
paure che hai fuori
paure che ti tengono
come i raffreddori.

Ce l’hanno proprio tutti,
non è escluso nessuno,
un po’ di tremarella
se la porta dietro ognuno.

Ce l’hanno i calciatori,
bagnini ed avvocati,
ce l’hanno i genitori,
bambini e fidanzati.

Allora come fare
come si fa a scocciare
la chiudi dentro un sacco
e poi la butti in mare?

Non esiste una ricetta
e neppure una magia
un poco di paura
ti tiene compagnia.

Filastrocca del sorriso
Bruno Tognolini

Il tuo vero sorriso
sul teatro del viso
non lo fanno i tuoi denti
ma la gioia che senti.

Ha un colore preciso
un suo muto clamore
il tuo vero sorriso
è un applauso del cuore.

La Filastrocca della Tristezza

Che terribile magone
sento qui un gran groppone,
piangerei a più non posso
ben nascosto dentro un fosso.
Il mio cuore ha un gran fradello
e niente sembra tanto bello:
né giocar o disegnar
né cantar o raccontar.
Solo e triste e disperato
io mi sento abbandonato.
Dagli occhietti scendon giù
lacrimoni sempre più.
Col nasin tutto colante
è un tirar su ogni istante.
Ma che brutta la tristezza!
Che se ne vada via in fretta!
Ho bisogno di un abbraccio,
e sapere che io piaccio,
un bacione sulla guancia
e tante coccole sulla pancia.
Chi mi dà una carezza
per mandar via la tristezza?
Il magone se ne va
e il mio sorriso tornerà!

Filastrocca delle emozioni

Filastrocca delle emozioni
per bambini allegri o musoni.
Se son triste una lacrima scende,
ma se esce il sole il sorriso splende.
Braccia conserte se sono arrabbiato,
ma se ho paura trattengo il fiato.
Spalanco gli occhi sorpreso mi sento,
poi con gli amici gioco contento.
Le provan tutti queste emozioni,
adulti, bambini, allegri o musoni.
E per finire la filastrocca
fare un giro ora mi tocca
Batto le mani,
faccio un saltino
e qui concludo con un inchino.

La Filastrocca della Rabbia

Maria Loretta Giraldo (da Le filastrocche della Rabbia, Giunti)

Sono tutto arrabbiato,
Cosa mai mi è capitato?
Ho il faccin tutto rosso.
e mi sento un po’ scosso.
Pesto i piedi per terra
e vorrei far la guerra.
Sento tutti nemici
anche i miei cari amici:
non ci voglio parlare
e nemmeno giocare.
Il pancino mi duole
e mangiar lui non vuole,
neppure un boccone
neanche per colazione.
Son tutto nervoso
e mi sento furioso,
una bomba che scoppia
un tornado che soffia,
un vulcano che erutta
un’ onda che spruzza.
Come faccio a calmarmi?
Io vorrei rilassarmi!
Ho bisogno di urlare,
di correr e saltare,
di una parola d’amore,
di un abbraccio dal cuore.
Questo è quello che mi aiuta
e la rabbia tramuta
in una pace tranquilla
in una calma che brilla!

Rima della rabbia da niente
Bruno Tognolini

Mi sento arrabbiato, furioso, cattivo
Eppure non trovo nemmeno un motivo.
Nessuno mi picchia, nessuno mi offende
Le cose che amo nessuno mi prende.
Non trova ragioni la stupida mente,
io sono arrabbiato per niente.
Niente, hai puzza di niente.
Mi graffi con unghie a forma di niente
Gli schiaffi che dai sono fatti di niente
Mi dici parole con suono di niente
Io quindi non posso rispondere niente
Non posso dar calci al sedere di niente
E cresce la rabbia, bollisce bollente
Niente, la pianti?
Ritorna laggiù nel Paese dei Nienti
Perchè mi fai diventar matto?
Mi dici cosa ti ho fatto?
E niente risponde
Niente…

Che buffa l’allegria
Roberto Piumini

Che buffa l’allegria, che ti fa ridere,
allarga la tua bocca in un sorriso,
riscalda la tua pelle, ti fa muovere,
ti pizzica le labbra e infrizza il naso.

Che buona l’allegria, che ti fa lieto,
ti illumina lo sguardo e il pensiero,
ti rende più leggero e dolce il fiato,
ti mette voglia di cantare in coro.

Che bella l’allegria che grida il grido,
getta la voce a ridere nel vento,
nella tua gola chiusa scioglie il nodo,
e con le tue parole forma il canto.

La filastrocca della gioia

Sono felice e contento
e ora so che cosa sento:
la mia bocca è all’insù,
il mio cuor batte di più
Salto, corro e sgambetto
e quasi quasi scoppia il petto.
Ho un sorriso a mezza luna
ed è proprio una fortuna.
La mia mamma e gli amici
vorrei far tanto felici,
perché niente è più gioioso
di un dì così festoso.
Rido e canto, ma cos’è?
Son contento, ma perché?
Di motivi ne ho un milione
e il mio cuore è in confusione.
Son felice e son contento
e di questo non mi pento.
“Devi stare un po’ tranquillo
e non saltare come un grillo!”
mi ripete la mia mamma
proprio prima della nanna.
Io so che lei ha ragione
ma son tutto un’emozione
“Un bel respiro devi fare
e la tua gioia raccontare”
Così mi dice la mia mamma
e ben presto torna la calma.

Filastrocca della felicità

Basta poco per esser felici
un gattino, un gioco, gli amici
un gelato, o un giro in bici.

La merenda nello zainetto
i nonni, i colori nel cassetto
la TV, la palla sotto il letto.

Anche quando non è tutto bello
per esser contenti basta volerlo
e col sorriso di mamma e papà
subito torna la felicità!

Umori del cuore
Roberto Piumini

Sono contento, di buonumore,
sette risate mi ballano in cuore.
Sono felice, voglio scoppiare.
Come un vulcano che scende nel mare!
Son come un cielo normale, sereno:
non sono felice, ma triste nemmeno.
Uffa che noia, ma come sarà?
Vorrei far tutto, ma niente mi va.
Io sono triste, però non piango:
vorrei andarmene, però rimango.
Che mondo nero, che brutta giornata!
Ho il cuore come una spugna strizzata!

La pigrizia si svegliò
M. L. Giraldo

La pigrizia si svegliò
che era quasi mezzodì,
pigramente sbadigliò
ed un solo occhio aprì.
– I lavori li farò,
tanto – disse – restan lì.
Pigramente sbadigliò,
chiuse l’occhio e ridormì.

La Noia borbotta
M. L. Giraldo

La Noia borbotta
con la voce bassa:
– Che noia! Quest’oggi
il tempo non passa.
Restare qui in ozio
a non fare niente
io, ve lo assicuro,
non è divertente.
Però poi ogni volta
che c’è un po’ da fare
la Noia, sta certo,
d’incanto scompare.

Che cosa ha visto il triste?
Roberto Piumini

Che cosa ha visto il triste
che tanto lo rattrista?
Che cose tristi ha visto,
che visi tanto mesti?
Che posti tanto muti,
che musi così pesti?
Che teste così vuote,
che vite così in pianto?
Che cosa ha visto il triste
che lo rattrista tanto?

Quanto dura la paura?
M. L. Giraldo

Quanto dura
la paura?
Un istante
raggelante,
un secondo
tremobondo,
un minuto
tutto muto,
un respiro
trattenuto,
una notte
scura scura…
Tanto dura
la paura.

Gioia
M. Bartolini

C’è gioia nell’acqua che scorre
nel vento che corre
nel fuoco che brilla
nel canto che trilla.

C’è gioia nel fiore che sboccia
in tutto è la gioia,
la vita
che freme infinita
che ride, che chiama
che palpita ed ama.

La preoccupazione
M. L. Giraldo

Tutti i giorni
lei va in giro
trasportando
un gran sospiro.
Va dicendo:
“Chi lo sa,
cosa mi succederà?”.
Le succedon
fatti strani,
ma oggi no,
solo domani.
Oggi non
succede niente,
perché lei
non ha il presente.

Le emozioni

Se mi arrabbio e pesto i piedi
il mio viso tu lo vedi.
Se sono solo ed ho paura
chiudo gli occhi finchè dura.
Se sono allegro e son felice
la mia bocca te lo dice.
Quando piango e sono triste
le lacrime le hai viste

 

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Auguri di buon 2020

Auguri a tutti di BUON ANNO!

Anno vecchio anno nuovo

L’anno vecchio se ne va
e mai più ritornerà.
lo gli ho dato una valigia
di capricci e impertinenze,
di lezioni fatte male,
di bugie, disobbedienze,
e gli ho detto: – Porta via,
questa è tutta roba mia.
Anno nuovo, avanti avanti, avanti!
Ti fan festa tutti quanti.
Tu la gioia e la salute
porta ai cari genitori,
ai parenti ed agli amici,
rendi lieti tutti i cuori.
D’esser buono ti prometto,
anno nuovo, benedettodi
Anna Curman Pertile
Fonte

Angelo celesteAngelo giallo

                       

 PICCOLI ANGELI

Piccoli angeli
dalle ali bianche,
chissà come sarete stanchi
di volare
nella notte blu,
per portare ai bimbi
i doni di Gesù.
Fermatevi un pochino
accanto al mio lettino;
vi faccio posto sul mio guanciale
perchè possiate un poco riposare;
parleremo insieme pian pianino :
mi narrerete di Gesù Bambino…

(da “Cose nuove” Ed F.lli Fabbri)

————————————-

Filastrocca di Natale

faccio un albero speciale

di palline e caramelle

con la polvere di stelle.

Faccio un albero a colori

che rallegri tutti i cuori

e poi scrivo tra i regali

“Siamo tutti quanti uguali”

Giuseppe Bordi

——————————-

Buon Natale

E’ la musica del cuore

che ci riempie di colori

coni canti di Natale

e la festa generale.

Vi auguriamo tanta gioia

ed un anno senza noia.

tanti auguri e sono tanti

BUON Natale

a tutti quanti

da  Storilandia -Ed. L’ arcobaleno -Lucia Caselli

—————————

MAGICHE SFERE DI NATALE

Dal mio albero pendono magiche sfere
e hanno dentro le cose più vere.
C’è la sfera dell’amicizia
che è un po’ come la liquirizia:
tiene dentro il dolce e l’amaro
ma è davvero un bene assai raro.
C’è la sfera dell’uguaglianza
e ci sta dentro la differenza
che nel mondo esiste ed è bello:
pur chi è diverso è mio fratello.
C’è la sfera della pace
che diffonde la più grande luce
colpisce gli occhi, entra nel cuore
ed esce fuori sotto forma di amore.
C’è la sfera della libertà,
povero l’essere che non ce l’ha;
la libertà di vivere a modo mio
senza mai offendere né uomo, né Dio.
Dal mio albero pendono magiche sfere
che scintillando rendono calde le sere,
magiche sfere di Natale
tengono dentro tutto ciò che vale!

di Germana Bruno

————————————-

E’ nato Gesù
Il gregge stanco ansando riposava
sotto le stelle nella notte fonda.
Dormivano i pastori. Il tempo andava.
Qund’ecco una gran luce il cielo inonda.
E’ mezzanotte. Ed ecco un dolce canto
suona per l’aria, in armonia gioconda.
Si destano i pastori, al gregge accanto,
e ascoltano: “Sia gloria a Dio nei cieli
e pace in terra all’uomo!”. O dolce incanto!
E’ nato un bimbo tutto luce e amore.
In una stalla, avvolto in pochi veli,
povero è nato e pure é il Re dei cieli.
E dice a tutti: “State cuore a cuore,
come fratelli! Non odiate mai!
L’anima che perdona è come un fiore.
Chi crede in me non perirà mai”.
Ettore Bogno
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L’albero di Natale

C’è un misterioso alberello
venuto chissà da quali foreste,
Che tutti gli anni sotto le feste
spunta in un angolo del tinello.
E’ inverno, e gli alberi fuori dormono tutti
ma questo, al caldo di casa, dà fiori e dà frutti:
son mele lucenti, cristalli di neve, stelline d’ottone
rimaste sepolte un anno dentro una scatola di cartone.
L’albero adesso è come un re vestito da festa
che ha per corona una stella cometa in cima alla testa.
Nel bosco dei rami, tra dolci e dolcetti, svolazzano senza fine
uccelli angioletti e lucciole di mille minuscole lampadine.
Quando poi viene la notte delle notti, lustrini, mele stelle d’argento,
nell’albero che fa da cielo formano un piccolo firmamento….
sopra un presepio disperso dove un bambino, giocando,
nel gran silenzio dell’universo torna a venire al mondo.
Mario Faustinelli

…………………………………..

C’era un silenzio

C’era un silenzio
come d’attesa
lungo la strada
che andava in chiesa;
e fredda l’aria
di notte, in quell’ombra
là solitaria.

C’eran le stelle
nel cielo invernale;
e un verginale candore di neve,
ma rado e lieve.

C’era una siepe,
nera stecchita;
parea fiorita
di biancospino.

E mi teneva
– oh mio sogno lontano! –
mia madre per mano.

E nella tiepida
chiesa, che incanto!

Fra lumi e un denso
profumo d’incenso
e suono d’organo
e voci di canto,
ecco il Presepe
con te, Bambino…

PIETRO MASTRI
————————————-
Preghiera di Natale

Questa notte nel mio lettino,
pregherò Te, Gesù Bambino.
Dona, Ti prego, il tuo perdono
a tutti quelli che buoni non sono.
Alla mia mamma e al mio papà
dona, Ti prego, felicità.
A tutti quelli cui voglio bene,
fa’ che leggere siano le pene.
Fa’ che gli uomini d’ogni color
trovino sempre soltanto amore
dal web
————————————

I colori del Natale

A Natale c’è il verde degli abeti luccicanti
che rallegra i cuori a tutti quanti.
A Natale c’è Babbo Natale vestito di rosso
che porta regali a più non posso.
A Natale c’è il manto della neve bianca
che a toccarla mai ti stanca.
A Natale c’è l’arancione delle clementine
su ogni tavola tutte le mattine.
A Natale c’è il marrone dei dolci squisiti
che vorresti non fossero mai finiti.
A Natale c’è il blu del cielo stellato
che copre il bambino appena nato .
A Natale c’è nero delle notte più bella
illuminata dal fulgore della stella.
C’è poi un qualcosa che non ha colore
ma ti fa batter forte il cuore
E’ il sentimento che si chiama AMORE.
Se c’è intingerai il pennello
e farai ogni tuo giorno più bello.
Alessandro Malaguti
Fonte

………………..
Un mondo di auguri
Stingi le mie mani,
io stringo le tue:
se prendiamo molte mani
non saremo più in due.
Uniamole con gioia,
formiamo un girotondo e questo
sarà il Natale più felice del mondo.
Scambiamoci un sorriso,chiamiamoci fratelli
saranno questi i doni più magici e più belli.
dal web

………………………………………..

Buon Natale
A Natale non si fanno cattivi
pensieri ma chi è solo
lo vorrebbe saltare
questo giorno.
A tutti loro auguro di
vivere un Natale
in compagnia.
Un pensiero lo rivolgo a
tutti quelli che soffrono
per una malattia.
A coloro auguro un
Natale di speranza e di letizia.
Ma quelli che in questo giorno
hanno un posto privilegiato
nel mio cuore
sono i piccoli mocciosi
che vedono il Natale
attraverso le confezioni dei regali.
Agli adulti auguro di esaudire
tutte le loro aspettative.
Per i bambini poveri
che non vivono nel paese dei balocchi
auguro che il Natale
porti una famiglia che li adotti
per farli uscire dalla loro condizione
fatta di miseria e disperazione.
A tutti voi
auguro un Natale con pochi regali
ma con tutti gli ideali realizzati.

Alda Merini

…………………………..

Gesù Bambino

Gesù Bambino vestito di bianco
Gesù Bambino vestito di bianco
porta i tuoi doni a chi è forte
e a chi è stanco,
porta i tuoi doni a grandi e piccini
Gesù Bambino che ami i bambini.

Gesù Bambino vestito di blu
porta i tuoi doni a chi vuoi tu,
porta i tuoi doni che son sempre veri,
Gesù Bambino di oggi e di ieri.
Tanti Auguri con un girotondo.
Tanti Auguri a tutto il mondo.
da :Filastrocche.it
——————————-
In punta di piedi

In punta di piedi la mia sorellina
vuol l’albero decorare.
Allunga piano le sue braccine
la mamma e il babbo vuole aiutare.
Appende un angioletto dorato
sotto una bella stellina,
lo copre col filo dorato
e gli fa ciao con la manina.
In punta di piedi il mio fratellino
vuol l’albero decorare.
Un bastoncino di zucchero appende
pero’ io so che lo vuol mangiare.
Con un bel fiocco, legato alla porta,
appende poi una campanella
accanto al cavallino di legno
che tira la carrozzella.
In punta di piedi il babbo
vuol l’albero decorare
un festone di luci appende
che tutto quanto lo fa brillare.
Prende poi il mio ornamento,
la cosa piu’ bella
in braccio mi solleva e mi fa appendere
lassu’ in cima la lucente stella.

Charles e Debra Ghigna
————————————–
Er presepio

Ve ringrazio de core, brava gente,
pé ‘sti presepi che me preparate,
ma che li fate a fa? Si poi v’odiate,
si de st’amore non capite gnente…

Pé st’amore sò nato e ce sò morto,
da secoli lo spargo dalla croce,
ma la parola mia pare ‘na voce
sperduta ner deserto, senza ascolto.
La gente fa er presepe e nun me sente;
cerca sempre de fallo più sfarzoso,
però cià er core freddo e indifferente
e nun capisce che senza l’amore
è cianfrusaja che nun cià valore.
Trilussa – Le migliori poesie
——————————————

E’ NATALE

E’ Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.
E’ Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.
E’ Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.
E’ Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
E’ Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
E’ Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.

Madre Teresa di Calcutta

——————————————

Bambino Gesù, asciuga ogni lacrima

Asciuga, Bambino Gesù, le lacrime dei fanciulli!
Accarezza il malato e l’anziano!
Spingi gli uomini
a deporre le armi
e a stringersi in un universale abbraccio di pace!
Invita i popoli,
misericordioso Gesù,
ad abbattere i muri
creati dalla miseria
e dalla disoccupazione,
dall’ignoranza
e dall’indifferenza,
dalla discriminazione e dall’intolleranza.
Sei tu,
Divino Bambino di Betlemme,
che ci salvi,
liberandoci dal peccato.
Sei tu il vero e unico Salvatore,
che l’umanità spesso cerca a tentoni.
Dio della pace,
dono di pace
per l’intera umanità, vieni a vivere
nel cuore di ogni uomo e di ogni famiglia.
Sii tu la nostra pace
e la nostra gioia!

Giovanni Paolo II

——————————————–

 

Biglietto pop up per la festa della mamma

BIGLIETTO PER LA MAMMAPer la festa della mamma prepariamo un biglietto pop up per farle gli auguri in modo originale ,colorato  e con tanti fiorellini delicati.

 

biglietto

Occorrente

  • 1 foglio A4 rosa
  • 1foglio A4 bianco
  • cartoncino celeste, verde,giallo,viola.
  • forbici,
  • colla

Esecuzione

  • Ritagliare il cartoncino rosa seguendo le indicazioni
  • Stampare e riportare le sagome degli elementi interni del biglietto sul cartoncino
  • Ritagliare i vari elementi
  • Assemblare i fiori
  • Incollare il tutto sul cartoncino rosa A4 precedentemente accorciato di 1/2 cm rispetto a quello bianco
  • Piegare il foglio bianco e rosa a metà
  • Incollare i margini del foglio bianco con quelli del rosa assicurandoci che  le pieghe centrali combacino.
  • Decorare a piacere

I fiori gialli e le farfalline bianche sono stati realizzati con delle fustelle piccoline.

SAGOMA DEL BIGLIETTO E DEI SUOI ELEMENTI

Festa della Mamma

Per la tua festa dolce mamma

ho raccolto i fiori più belli del nostro giardino

ho colorato il disegno più speciale

ho cercato tra i ricordi la storia più bella.

Tutto questo per fartene dono,

anche se, il fiore più bello, i colori più accesi,

e la storia più speciale nella mia vita,

sei tu, mamma!

Auguri, è la tua festa!

Stephen Littleword

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Canti per la festa del papà

Sei forte papà!

Mannaggia!
Possibile che tutte le volte che andiamo in campagna con la roulotte

comincia a piovere, e i miei figli mi dicono:

Gli animali non hanno ombrello

e non portano mai il cappello

piove tanto e si sono bagnati

sono già tutti raffreddati

che si fa? Chi li aiuterà?

Quel gufo con gli occhiali che sguardo che ha

Lo prendi papà? Si!

La lepre in tuta rossa che corse che fa!

La prendi papà? Si!

Quel canarino si è ferito e non lo lascio qua!

Lo prendi papà? Lo prendo se vuoi così guarirà

Quel ghiro dormiglione sbadiglia di già!

Lo prendi papà? Si!

Quel topo campagnolo trasloca in città!

Lo prendi papà? Si

Ma questa mia roulotte mi sembra l’Arca di Noè però ci si sta

stringendosi un po’!

Sei forte papà!

E questi poveri animali

ora che piove

non ho il coraggio

di abbandonarli così…

Quel picchio col martello che buchi che fa!

Lo prendi papà? Si!

Quel grillo chiacchierone che chiasso che fa!

Lo prendi papà? Si!

Ma questa mia roulotte mi sembra l’arca di Noè però ci si sta

stringendosi un po’!

Sei forte papà! Stringendosi un po’!
G.Morandi
Ascolta

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La festa di papà

Testo e musica Carlo Rossetti

La mamma è indaffarata

è un giorno un po’ speciale

dobbiamo festeggiare

la festa di papà

Tra me e mio fratello

il trambusto è assicurato

la gara è iniziata

ma vincerà papà

Lo osservo ogni mattina

provando a far la barba

vorrei diventare

come il mio papà

Io penso tutti i giorni

al suo abbigliamento

fiori e perline

io gli regalerò

Rit.

Perché sei un bravo papà

giochiamo ancora insieme

perché sei un bravo papà

e poi mi porti a judo

perché sei un bravo papà

e mi accompagni a scuola

perché sei un bravo papà

che ci vuol tanto bene

(2 volte)

AscoltaLa Festa del Papà – Canzoni per bambini di Coccole Sonore
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Testo Per Sempre

Mio padre che mi spinge a mangiare
e guai se non finisco
mio padre che vuol farmi guidare
mi frena con il fischio
il bambino più grande mi mena

davanti a tutti gli altri
lui che passa per caso mi salva
e mi condanna per sempre
mio padre di spalle sul piatto
si mangia la vita
e poi sulla pista da ballo
fa un valzer dentro il suo nuovo vestito

Per sempre
solo per sempre
cosa sarà mai portarvi dentro solo tutto il tempo
per sempre
solo per sempre
c’è un istante che rimane lì piantato eternamente

E lei che non si lascia afferrare
si piega indietro e ride
e lei che dice quanto mi ama
e io che mi fido
e lei che mi toccava per prima
la sua mano bambina
vuole che le giuri qualcosa
le si gonfia una vena
e lei che era troppo più forte
sicura di tutto
e prima di andarsene mi dà il profilo
con un movimento perfetto

Per sempre
solo per sempre
cosa sarà mai portarvi dentro solo tutto il tempo
per sempre
solo per sempre
c’è un istante che rimane lì piantato eternamente
per sempre
solo per sempre

Mia madre che prepara la cena
cantando sanremo
carezza la testa a mio padre
gli dice vedrai che ce la faremo

Per sempre
solo per sempre
cosa sarà mai portarvi dentro solo tutto il tempo
per sempre
solo per sempre
c’è un istante che rimane lì piantato eternamente
per sempre
solo per sempre
LIGABUE L.
Fonte
Ascolta

Festa del papà:poesia con disegni

Filastrocca illustrata e da colorare per regalare al papà un delizioso libretto per la sua festa.

Filastrocca per il papà 

Per la festa del Papà
ho pensato là per là
come fare un grande dono
al mio babbo tanto buono.
Ho pensato ad una torta
tonda o quadrata, poco importa!
Poi ad un cane o ad un castello
grande, grosso, molto bello…
Poi a un viaggio favoloso,
straordinario e avventuroso…
Ma son piccolo e perciò
tanti soldi non ne ho!
Bhe’, pazienza, sai che faccio?
Gli do solo un grande abbraccio!

Jolanda Restano

copertina festa del papà

torta

castello

soldi

abbraccio

Scarica gratuitamente il pdf del libricino della Filastrocca per il papà.

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La grandine: filastrocche, disegni, racconti.

“GRANDINE”

 Grandine era una bellissima ragazza. Passava i giorni a rispecchiarsi nelle acque del lago e ad arricciarsi i capelli con il dito .

Grandine aveva una coperta. Era un regalo dei suoi genitori; era azzurra, e quando sua mamma gliela portava le diceva: “ Tieni Grandine, il mantello azzurro di Ermes”. A Grandine quella coperta stava troppo a cuore, e quando aveva freddo, se la buttava sulle spalle e stava al calduccio; certe volte, per non fare brutta figura, si metteva sopra un altro mantello, oppure, quando aveva caldo, la appallottolava e se la metteva in tasca, senza farla vedere.

Ma Grandine aveva un difetto, era presuntuosa e credeva di essere la più bella fra le tutte le fanciulle…

Un giorno, giunse in paese Aftea, figlia di Noctus e Afrite; tutti cadevano ai suoi piedi, lei era davvero la più bella fra tutte le fanciulle. Grandine, vedendo tutti i ragazzi più belli che appena la vedevano se ne innamoravano, venne colta dalla gelosia per la figlia prediletta di Ares e, quando si fece sera, entrò nella sua stanza e le puntò un pugnale diritto al cuore poi, scappò e non si fece più vedere.

Zeus, vedendo tutto dall’alto, pensò di punire Grandine, la portò con sé sull’Olimpo e le tolse la sua amata coperta.

Senza la coperta Grandine si sente al freddo e, nei giorni gelati, quando la temperatura cala di tanti gradi, Grandine è così gelata che piange a pezzettini di ghiaccio che paiono cristalli, belli e maestosi come lei…

Agnese Daffara 

 

………….

La grandine

Passarono alcuni giorni molto caldi e molto asciutti, senza una nube, che fecero ricercare l’ombra, il mangiare leggero e la fresca acqua dei fiumi’ per il nuoto pomeridiano. Poi una sera si videro verso i monti alte nubi formarsi e avanzare. I galli cantarono in ore che non erano quelle dell’alba mentre le bestie nelle stalle stralunavano gli occhi inquiete tra il fastidioso volteggiare delle mosche. Si erano intese le campane del villaggio sonare mezzogiorno, vicinissime, come quando minaccia il cattivo tempo, e poco dopo schioccarono le prime gocce grossissime sulle foglie, sollevando la polvere del cortile. .

Le nere nubi mutarono il loro colore in un tono verdastro, scuro, quasi giallo, e per un pò di tempo non si intese che sbattere la pioggia sulla terra, sulle tegole e sulla verzura sovrabbondante. Poi un tuono e un fulmine nello stesso istante squarciarono il cielo e raddoppiò la pioggia per qualche istante; ma allo scoppiare di un altro fulmine, fragoroso come fosse crollata una montagna, la pioggia cessò di colpo. Vi fu un a.ttimo di tregua, un attimo caldo. umido, sufficiente per intendere l’odore della terra che si impregnava d’acqua e subito dopo la grandine biancheggiò saltellante per terra, risonando sulle tegole. G. Comisso
……………..
La grandine

Si erano intese le campagne del villaggio suonare mezzogiorno, vicinissime come erano solite quando minacciava il cattivo tempo
e poco dopo schioccarono 1 le prime gocce grossissime sulle foglie, sollevando la polvere del cortile. Le nere nubi si erano fuse con
quelle grigie soprastanti, tramutandosi in un colore verdastro, scuro, quasi giallo, e per un po’ di tempo non si intese che sbattere la
pioggia sulla terra, sulle tegole e sulla verzura sovrabbondante, poi un tuono e un fulmine nello stesso istante squarciarono il cielo,
raddoppiando la pioggia per qualche momento, ma allo scoppiare d’un altro fulmine fragoroso, la pioggia cessò di colpo. Vi fu un
attimo di tregua, un attimo caldo, umido, sufficiente per sentire l’odore della terra che si intrideva 3 d’acqua e subito dopo la
grandine biancheggiò saltellante per terra, risuonando come sassi sulle tegole, tambureggiando e forando le foglie, formando strati sull’erba e sul cortile. Tutti gli alberi, le viti, le piante dell’orto, le acacie della strada si tenevano fermi, spauriti, oppressi dalla martellante caduta. I contadini avevano interrotto il mangiare e si erano radunati sotto il portico con le spalle coperte dalle loro
giacche d’inverno, una donna s’era messa a bruciare olivo su un mucchio di brace, il fumo azzurrognolo veniva portato via a strappi, il cielo annerito dava vigore ai lampi, che si ‘succedevano continui tra il fuso brontolìo dei tuoni e il trepestìo della grandine dovunque. I contadini guardavano e non fiatavano, gli occhi dilatati, inebetiti, stringendosi le braccia con le mani, guardavano e sembrava non volessero credere. Le viti perdevano le foglie sotto i loro occhi, lo strato bianco U cresceva; passò una decina di minuti e poi la pioggia prese a mischiarsi alla grandine e questa a scemare, ancora qualche chicco rimbalzò fino sotto al portico come una pallottola perduta, e poi non scese che pioggia, fitta, una cascata di pioggia che travolse nel cortile la grandine verso il
displuvìo,” che colmò i fossi lungo la strada, che portò via galleggianti foglie, foglie innumerevoli.
-Santa Madonna, – disse il capo di casa – quella che è venuta è bastata per distruggere tutte le nostre speranze.
Si susseguivano i lampi ai tuoni, il cupo giallore del cielo si fece interrotto, il vento turbinò nell’aria fatta gelida, gli alberi si
agitarono come in un estro di liberarsi dalla terra e partire via per il cielo. Rallentò la violenza della pioggia, non venne che a
intermittenza fino a cessare del tutto e non si intese che lo scorrere dell’acqua, il gorgogliare delle grondaie, il gocciolare degli
alberi disfatti. Si dischiuse il cielo tra tuoni lontani, riapparve il sole e dalla parte opposta si dipinse l’arcobaleno sullo sfondo
grigio delle nubi.
G. Comisso
…………..
LA GRANDINE

Gocce , gocce goccioline…
cadon giù
come stelline…
quando a terra
sono arrivate…
sono piccole palline.
Sono fredde e son gelate…
io le prendo per giocare
ma mi ghiacciano le manine.
Mamma dice non toccare…
son le biglie di Gesù e…
solo Lui ci può giocar !
Maria Antonietta Di Falco

……………

Grandine

Strano, tutto è così strano
tu non ci sei più, ma io ti sento continuamente
Dentro, forte e dritto al centro
dove la ragione non risolve le mie incertezze
Dove sei
come stai
con chi sei… avevi detto
“ti amerò
non lo so”
un’inquietudine sei. E resto a…
terra, solo sulla terra
dopo una tempesta di asteroidi dal mio passato
Neve, scende come miele
sopra questi occhi che guardandoti
ho consumato
Dove sei
come mai
perché lui…avevi detto
“non lo so
lo amo? No!”
e adesso non sei più qui. Sei come…

Grandine, sei solo grandine
continua a scendere, continua a scendere
dove cammini tu, dove cammini tu
ma io non ti amo più, io non ti amo più
Sei solo grandine, sei solo grandine
fredda da sciogliere, fredda da sciogliere
e non cammino più, io non cammino più
se poi non ci sei tu, sei poi non ci sei tu

Piano lasci la mai mano
e restano confusi i tuoi profumi nel mio salotto
“sento poco sentimento”
firmi il tuo riscatto
con parole che mi hai rubato

lui chi è
sta con te
dimmi questo è vero amore
non lo sai
mi odierai
se poi ritorni da me… sei come

Grandine, sei solo grandine
continua a scendere, continua a scendere
dove cammini tu, dove cammini tu
ma io non ti amo più, io non ti amo più
Sei solo grandine, sei solo grandine
fredda da sciogliere, fredda da sciogliere
e non cammino più, e non cammino più
se poi non ci sei tu, se poi non ci sei tu

Grandine, sei solo grandine
continua a scendere, continua a scendere
dove cammini tu, dove cammini tu
ma io non ti amo più, io non ti amo più

Max De Angelis

………….

Grandinata

L’aria s’affredda, il sole si nasconde,
Radon la terra i passeri sgomenti,
Fuggon nel polverío, preda dei venti,
Le inaridite foglie vagabonde;

Fra le voci del ciel cupe e profonde
Sonano risa e passi di fuggenti,
E strilli acuti, e colpi vïolenti
D’imposte, e un lamentío lungo di fronde.

Poi tace la città trista e soletta
E dietro ogni finestra ansiosamente
S’affaccia un volto attonito che aspetta.

Casca e salta ad un tratto al piede mio
Un granellino bianco e rilucente….
Eccola, viene che la manda Iddio.

Strepitando vien giù candida e bella,

Batte il suol, tronca i rami, il cielo oscura,
E nelle grigie vie sonante e dura
Picchia, rimbalza, rotola, saltella;

Squassa le gronde, i tetti alti flagella,
Sbriciola sibilando la verzura,
Ricasca dai terrazzi e nelle mura
S’infrange, e vasi e vetri urta e sfracella;

E per tutto s’ammonta e tutto imbianca;
Ma lentamente l’ira sua declina
E solca l’aria diradata e stanca;

Poi di repente più maligna stride,
Poi tutto tace, e sulla gran ruina
Perfidamente il ciel limpido ride.

(E.De Amicis)

Disegni  “Ciclo dell’acqua”

Disegni da colorare sui giorni della settimana

Come trascorre la settimana la nostra amica formichina?

Leggi la filastrocca e lo scoprirai!

 

LA SETTIMANA DELLA FORMICA

LUNEDI’ LA FORMICHINA

SI ALZA DI BUON MATTINO

MARTEDI’ CON ALLEGRIA

SI RECA DALLA ZIA

MERCOLEDI’ AL MERCATINO

COMPRA UN BUON PANINO

GIOVEDI’ ALLA SORELLA

LEGGE UNA STORIELLA

VENERDI’ VA NEL PRATO

E INCONTRA IL SUO AMATO

SABATO MATTINA PREPARA

TANTI DOLCINI

DOMENICA CHE E’ FESTA

SI METTE UN FIOCCO IN TESTA

Maestramaria

Divertiti a stampare e colorare la storiella della settimana della formica come preferisci!

 

 

Stampa il pdf della settimana da colorare

Stampa il pdf della ruota della settimana

da ingrandire e utilizzare per la routine scolastica

Schede di pregrafismo e precalcolo

 

 

Alla scoperta del corpo

 Conosciamo il nostro corpo con una simpatica filastrocca tutta da mimare!

Si parteeeee!

Filastrocca TOCCA TOCCA

TOCCA LA TESTA, TOCCA LA BOCCA,
TOCCA IL NASO, TOCCA L’OCCHIO,
TOCCA LA GAMBA, TOCCA IL GINOCCHIO.
filastrocca vecchia vecchia,
TOCCA LA SCHIENA, TOCCA L’ORECCHIA
tocca il pollice, il mignolino,
TOCCA LE SPALLE, TOCCA IL PIEDINO,
TOCCA LA PANCIA, TOCCA IL PETTO,
TOCCA LA COSCIA, TOCCA IL CULETTO,
PER GUADAGNARE UN ALTRO CONFETTO!

http://www.wikitesti.com/index.php/Filastrocca_tocca_tocca

scopriamo il corpo umano (1) scopriamo il corpo umano (2)

 

alla scoperta del corpo (2)

 

Laboratorio : Il corpo umano

 scopriamo il corpo umano (4)

scopriamo il corpo umano (5)

 

Ed ecco il  il nostro nuovo amico  Jazz ( nome scelto dai bimbi)

scopriamo il corpo umano (6)

Divertiamoci a ricomporre

 scopriamo il corpo umano (8) scopriamo il corpo umano (9) scopriamo il corpo umano (10) scopriamo il corpo umano (11) scopriamo il corpo umano (15)   scopriamo il corpo umano (12) scopriamo il corpo umano (13) scopriamo il corpo umano (14)

 Il corpo umano al computer

 

scopriamo il corpo umano

Sono fatto così!

scopriamo il corpo umano (7)

Manifestazione di fine anno sui cinque sensi:storiella ,copione,filastrocche,poesie e lavoretti

Immagine 025

Grande soddisfazione  per la buona riuscita della manifestazione organizzata per i bambini di 5 anni che lasciano la scuola dell’ infanzia.

I piccoli erano emozionati e hanno dimostrato tutto il loro impegno facendo commuovere genitori e parenti.

Le esigenze organizzative prefissate sono state due:

  • coinvolgere tutti i bambini
  •  rispecchiare il progetto sui cinque sensi che li ha impegnati  per quasi tutto l’ anno scolastico.

La manifestazione   si è aperta con una piccola panoramica su questi tesori, dando poi, risalto ad ognuno separatamente.

I dialoghi hanno preso spunto dalle poesie e filastrocche che i bambini hanno memorizzato nel corso dell’anno scolastico e dalle possibilità offerte dai sensi di scoprire il mondo e la realtà che ci circonda.

Al termine hanno ricevuto un attestato di partecipazione al progetto, i libricini sui sensi  tutto il lavoro da loro realizzato

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La manifestazione è iniziata così:

BAMBINO:Buonasera a tutti! Finalmente siamo arrivati alla fine di questo progetto ,tanto interessante e divertente. In questi lunghi mesi, abbiamo imparato tante cose sul nostro corpo... segue

Il progetto ha avuto carattere operativo e  ha dato ai bambini la possibilità di scoprire, attraverso esperienze di manipolazione,di giochi, attività grafico –pittoriche , l’ ambiente circostante  nei suoi molteplici aspetti. I bambini,infatti ,hanno riconosciuto,discriminato,selezionato, classificato e interiorizzato tutti i dati percepiti attraverso i sensi.
Il lavoro si è aperto con la lettura dei “Cinque servitori”ed è proseguito ,di volta in volta, con storie, conte,conversazioni ,giochi e filastrocche che richiamavano l’ organo di senso considerato .

 

 

Cinque servitori tesori

Mammina, chiese una volta una bambina, perché mai non abbiamo la domestica?

Perché non siamo ricchi, rispose la mamma, Però abbiamo cinque servitori ciascuno.

La bambina si mise a ridere; Non ho mai visto un servitore a casa nostra.

Eppure ci sono, replicò la mamma. Quando prendi una mela ti servi di qualcosa che sceglie la più rossa, la più bella, più matura. Sai che cos’e?

La vista!, gridò la bambina.

Ed ecco che dopo la vista, arriva un altro servitore; prende la mela, ne sente la buccia liscia, la polpa per sentire se è veramente matura . . .

Ho capito; disse la bambina, sono le mani, dove c’e il tatto. Me l’ha detto a scuola la maestra.

La mela è dolce, zuccherina, squisita. Chi ti fa sentire questi sapori?

Il gusto, rispose la bambina

E sono già tre servitori. Ma prima del gusto c’è stato qualcuno che ha voluto ficcare il naso nelle tue faccende e ti ha detto se quella mela mandava un buon profumo di mela matura o no.

Lo so: disse la bambina, è l’olfatto..

Poi c’è un altro servitore . . . E serve per sentire le mie sgridate, se tu hai preso la mela senza il mio permesso.

La bambina si mise a ridere. Essa sapeva chi era il quinto servitore. E voi lo sapete?

Programmare come ( Cameli  Rosaria – Maurizi Patrizia) Nuova scuola Italia

Libricino- schede sui Cinque Sensi

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La vista

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Abbiamo iniziato questo percorso spiegando che la vista è uno dei cinque tesori posseduti dai bambini e che grazie agli occhi, organi fondamentali di tale senso,possiamo vedere e scoprire tante cose………..

Progetto e laboratorio cinque sensi vista gusto udito olfatto tatto

 

IL GUSTO

Immagine 022

Cosa ci fa distinguere i sapori?
Cosa ci fa dire: “questo mi piace e questo no’?
siamo partite da queste domande per spiegare ai bambini che sulla lingua,organo fondamentale del gusto ,  esistono dei piccolissimi puntini(papille gustative) che ci permettono di distinguere i vari sapori facendoci scegliere quelli che più ci piace

L’ UDITO

 Immagine 018

ATTIVITA ’-Perché sentiamo?
-Lettura testo:Un dolce suono nella notte -conversazione
-Rappresentazione del testo-
Ascolto di musica-

Giochi vari – Attivita ‘ di routine
Laboratorio fonologico
Giochi
-Gioco dei suoni e dei rumori: riconoscere vari suoni e rumori e riprodurli

-Gioco del silenzio(classico)….. 

 L’ OLFATTO

libricino dell' olfatto

CON IL NASINO
Ho un naso tondo e birichino


lo guardo e penso: “Com’è carino|!”

Questo nasino mi permette di annusare

i biscotti che la mamma sa preparare


Mentre   salgo gli scalini


annuso i profumini:


“Che bello, ci sono i pasticcini!”


ALBERO AZZURRO 

Laboratori:

Alla scoperta dei CINQUE TESORI 

LA VISTA

IL GUSTO

 L’udito

L’0lfatto

Tatto

da mettere tatto

Immagine 019

I diritti dei bambini

rispettate i miei diritti

DIAMOCI LA MANO
di Germana Bruno

Ti do la mia mano, tu dammi la tua,
così, come siamo, prendiamo la sua,
uniti per mano andiamo poi in giro
e più noi saremo, piu siamo al sicuro.
Restiamo per mano in ogni momento,
andremo lontano se piove o c’è vento
e per mano stretti, saremo grandiosi,
d’un tratto più forti, sicuri e radiosi.
Fa bene alla mente, al cuore, al respiro,
se mano si prende, non c’è capogiro,
si è stabili e saldi, non cadi mai a terra
perché se traballi , una mano ti afferra.
È un gesto affettuoso, è semplice e bello,
può farlo lo sposo ed anche il fratello,
può farlo chiunque e con tutti quanti,
fa bene comunque tra risa o nei pianti.


I nostri Diritti

Questo è un giorno speciale,

è una festa particolare:

è la festa dei bambini di tutto il mondo

che si stringono in un girotondo.

Oggi i loro Diritti vogliono ricordare

e a tutto il mondo raccontare

che ogni bambino deve poter giocare

ed avere da mangiare,

che a scuola deve poter andare

e poi dalla sua famiglia tornare.

Perché per i bambini di tutta la Terra

non deve esserci più la guerra,

ma tanta pace e serenità

per poter costruire il mondo che verrà.

Chiara Magnoli


Tanti diritti

Tanti diritti,
dei bei diritti dritti,
non dei diritti storti,
però,
però,
però:
quando mangi, perché
hai il diritto di essere nutrito,
ricorda chi non mangia
perché ha il diritto, e non il cibo.
E quando giochi,
perché hai il diritto di giocare,
ricorda chi non gioca,
perché non ha il posto per giocare.
Quando vai a scuola, perché
hai il diritto di essere educato
ricorda chi ha il diritto e non la scuola.
Quando riposi, perché
tu hai il diritto di riposare,
ricordati di chi ne ha il diritto
ma non può riposare.
Ricorda il tuo diritto,
ma anche il suo rovescio,
perché c’è un diritto che non hai:
dimenticare.

di Roberto Piumini
(dal libro “Siamo nati tutti liberi” edizione San Paolo)

…………………………….

Filastrocca del piccolo gesto importante

Un piccolo gesto è una pietra preziosa

Cela un segreto che è molto potente

Qualcosa accade, se tu fai qualcosa

E niente accade, se tu non fai niente

Basta un secchiello a vuotare il mare?

Basta una scopa a pulir la città?

Forse non basta, ma devi provare

Se provi, forse, qualcosa accadrà

È un gesto inutile, ma non importa

Piccoli gesti hanno forza infinita

Se ognuno spazza davanti alla porta

La città intera sarà pulita .

Bruno Tognolini

…………….

Promemoria

Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola,
a mezzogiorno.

Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per non sentire.

Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra

G. Rodari

………………………………………………………

Due domande per ridere e una sul serio

Chissà, chissà se la luna di Milano

è la stessa che c’è a Bolzano

e a Santa Marinella

o è soltanto……sua sorella?

E il sole di Torino

è lo stesso di Pechino

o è un sole…cugino?

Siamo tutti sulla stessa terra,

marinai dello stesso bastimento:

perché farci la guerra

invece di filare

avanti sempre con le vele al vento?

G. Rodari

………………………………..

Integrazione

Dammi la mano

amico d’ altra terra,

tiepida e nera

mano di un bambino,identica alla mia.

sento il battito del polso

la mia stessa emozione.

Ci arricchiremo insieme,

ci scambieremo i doni

delle virtù, dei sentimenti,

nostri e della terra tua,

così lontana e bella,

sotto quel sole,

oppressa dalla fame.

Non è diverso il color

dei nostri cuori:

d’ entrambi è rosso,

color dell’ amore

Filippo Falsina

…………………………………

INSIEME

E’ tanto bello

quando si è amici,

giocare insieme ,

sentirsi felici.

Col mio amico 

è bello parlare,

avere mille segreti

da raccontare,

e ridere insieme,

ridere assai:

i motivi per ridere

non mancano mai.

G. Fujikawa

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L’ AMICIZIA

Siam bambini siam piccini

ci vogliamo tanto bene

e anche quando litighiamo

noi scherziamo e poi giochiamo.

Se qualcuno u po’ furbetto

vuole farci un dispetto,

gli chiediamo di provare

per un po’ con noi a giocare

e di certo lui vorrà

far dei giochi in società

da Filastrocche per un anno,Antonella Cozzo

————————————–

Filastrocca dell’amicizia

 Dice un proverbio dei tempi andati:

“Meglio soli che male accompagnati”.

Io ne so uno più bello assai:

“In compagnia lontano vai”.

Dice un proverbio, chissà perchè,

“Chi fa da sè, fa per tre”.

Da questo orecchio io non ci sento:

“Chi ha cento amici, fa per cento”.

Dice un proverbio con la muffa:

“Chi sta da solo non fa baruffa”.

Questa io dico, è una bugia:

“Se siamo in tanti, si fa allegria”.

(Gianni Rodari)

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LI’ C’ E’ PACE

In un sorriso sereno,

nei colori dell’ arcobaleno.

Nella mano che si tende,

in chi non s arrende:

In un gesto di umiltà

per chi dona felicità:

In chi sa perdonare

e non smette mai di amare.

Nelle parole sincere,

in un cuore senza barriere.

Negli occhi tuoi, bambino,

in chi ti sta vicino.

Lì c’è pace

da Scuola Materna

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Girotondo dell’ amicizia

Girotondo di bambini

furbi, allegri, birichini,

tutti intorno al vecchio mondo…..

girotondo, girotondo.

c’è un biondino

c’ è un negretto,

un bambino giapponese,

c’è un allegro pellirossa.

un cinese col codino,

e perfino un esquimese,

che sgambettano felici,

tutti in pace, tutti amici.

Girotondo della pace,

girotondo dell’ amore,

tutti intorno al vecchio mondo….

girotondo, girotondo.

Ed.  TRESEI

Loschi- Coppola

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Aprimi fratello

di René Philombé

Ho bussato alla tua porta
ho bussato al tuo cuore
per avere un letto
per avere del fuoco
perché mai respingermi ?
Aprimi fratello !

Perché domandarmi
se sono dell’Africa
se sono dell’America
se sono dell’Asia
se sono dell’Europa ?
Aprimi fratello !

Perché domandarmi 
quant’è lungo il mio naso
quant’è spessa la mia bocca
di che colore ho la pelle
che nome hanno i miei dèi ?
Aprimi fratello !

Io non sono nero
io non sono rosso
io non sono giallo
io non sono bianco
non sono altro che un uomo.
Aprimi fratello !

Aprimi la porta 
aprimi il tuo cuore
perché sono un uomo
l’uomo di tutti i tempi
l’uomo di tutti i cieli
l’uomo che ti somiglia 


Il trenino dei diritti

Un lungo trenino nella nostra sezione

sta a ricordare di una bella lezione,

quando intorno ad un mappamondo

abbiamo fatto un girotondo.

Ognuno di noi era un vagoncino,

ci tenevamo per mano come un trenino.

Su ogni vagoncino, così per giocare,

facevamo salire chi voleva girare,

chi voleva con noi in un Paese arrivare

dove c’erano bambini che stavano a guardare.

La cosa più bella che abbiamo notato,

con la fantasia di cui ognuno è dotato,

che tutti i bambini sono tutti uguali

siano essi cinesi, africani o italiani.

Abbiamo girato con grande baldanza

imparando che nel mondo

ci deve essere uguaglianza.

(Giovanna Corsi)

 

——————————————————————-

Casette nel mondo

Nella capanna di creta, il negretto,

dorme alla mamma stretto stretto.

I bambini esquimesi dormono buoni

nella loro casa di freddi mattoni.

In un triangolo tutto colorato

il piccolo indiano dalla mamma è coccolato.

In una casa alta fino al cielo

il bimbo americano dorme sereno.

Il bambino italiano, nella sua casetta,

tiene la mano della mamma stretta stretta.

In ogni casa ci sono i lettini

dove sognare fate e trenini,

nel grattacielo o nella capanna

ci sono bimbi che fanno la nanna.

(Giovanna Corsi)

—————————————————————————Al centro dell’attenzione

Sono un bambino ma sono importante

sono protetto da molta gente.

A casa la mamma e con lei il papà

i nonni, le zie, il perché, chi lo sa?

Forse a scuola sarò libero un po’.

Ma che dico! Anche lì non si può.

Ci sono  le maestre, la collaboratrice,

insieme a loro la direttrice.

Ad un lungo suono di campanella

dobbiamo uscire come una catenella.

Andiamo in cortile  tutti quanti in fila

la maestra ci conta dal capofila.

Poi fa l’appello e scrive qualcosa

che poi dà al bidello che raccoglie ogni cosa.

Torniamo in sezione e ci dà spiegazione

abbiamo diritto alla protezione.

Tutti devono essere vigili e attenti

che ai bambini non capiti niente.

(Giovanna Corsi)

http://www.confantasia.it/le_filastrocche_dei_diritti.htm

———————————————————–

IL GIURAMENTO DEI BAMBINI

Il giorno più bello? OGGI

L’ostacolo più grande? LA PAURA

 La cosa più facile? SBAGLIARSI

 L’errore più grande? RINUNCIARE

La radice di tutti i mali? L’EGOISMO

 La distrazione migliore? IL LAVORO

 La sconfitta peggiore? LO SCORAGGIAMENTO

 I migliori professionisti? I BAMBINI

 Il primo bisogno? COMUNICARE

 La felicità più grande? ESSERE UTILI AGLI ALTRI

 Il mistero più grande? LA VITA

 Il difetto peggiore? IL MALUMORE

 La persona più pericolosa? QUELLA CHE MENTE

 Il sentimento più brutto? IL RANCORE

 Il regalo più bello? IL PERDONO

 Quello indispensabile? LA FAMIGLIA

 La rotta migliore? LA VIA GIUSTA

 La sensazione più piacevole? LA PACE INTERIORE

 L’accoglienza migliore? IL SORRISO

 La miglior medicina? L’OTTIMISMO

 La soddisfazione più grande? IL DOVERE COMPIUTO

 La forza più grande? LA FEDE

 La cosa più bella del mondo? L’AMORE

Madre Teresa di Calcutta

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IL GELATO A COLORI

Dice la mamma bianca:

“Arriva l’ uomo vucumprà:

ti mangia e se ne va”.

Dice la mamma nera:

“Arriva l’ uomo bianco col cappotto:

Ti mangia crudo e cotto”.

E io che sono bianco,

ho amici colorati:

ci sediamo di fianco,

e mangiamo gelati.

( Da Rimelandia)

 ———————————————————–

TUTTI  FRATELLI

E’ vero che di fuori

gli uomini sono di tanti colori:

neri,bianchi,gialli così così.

Ma dentro siamo uguali

come tanti gemelli,

da Pechino a Canicattì

siamo tutti fratelli

(G. Rodari )

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DOPO LA NOTTE

Dopo la notte c’è il mattino,

dopo il sonno c’è il risveglio,

dopo il bene c’è anche il meglio.

Dopo il nuvolo c’è la pioggia,

dopo la pioggia c’è il sereno,

dopo la tempesta l’ arcobaleno.

Dopo il fuoco c’è la cenere,

c’è la semina dopo l’ aratura,

la guarigione dopo la cura.

Dopo il girino c’è la rana,

dopo la sorgente c’è la foce,

si sente l’ eco dopo la voce.

Dopo il primo c’è il secondo, 

c’è settembre dopo agosto,

dopo l’ uva viene il mosto.

Dopo la via c’è la partenza,

c’è la caduta dopo il salto,

dopo un piede c’ è quell’ altro.

Dopo il dolore c’è la speranza;

ci sia pace dopo la guerra

senza mai un “dopo” su tutta la Terra

N. Vicini, Un nuovo mondo, La Sorgente

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Girotondo

 Otto bambini si tengono per mano:

saltano, giocano, fanno baccano;

Corrono in fila stretti in catena,

volano insieme sull ‘ altalena

nessuno la mano dell’ altro molla,

appiccicati son con la cola;

se cade uno, cadon di sotto

insieme tutti dall ‘ uno all’ otto.

Ma ogni bambino rimane sano:

porta fortuna tenersi per mano.

L.Martini, Amico di scuola,

La vita Scolastica

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Guardate noi

Guardate noi, siamo felici,

guardate noi, siamo contenti:

tornate tutti un pò bambini

e il mondo intero cambierà.

A tutti gli uomini vogliamo parlare,

a tutto il mondo un messaggio portare:

pace, giustizia ci sia qui interra,

pace e amor in tutti i cuori

da Fanciulli in festa

———————————————————–

Vorrei

Vorrei fare un girotondo

con tutti i bambini del mondo.

Vorrei che il bambino giallo come un limone

desse la mano al bambino arancine.

Vorrei che il bambino nero come la sera

desse la mano alla bambina più sincera.

Vorrei che il bambino bianco come la neve

stesse insieme al bambino albanese.

Vorrei che il bambino un pò arrabbiato

fosse contento col bambino croato.

vorrei…vorrei insomma…

vorrei

che il mondo fosse un gran giardino

dove tutti i bambini giocano a nascondino

perché un bambino mi ha detto che in fondo

al cuore

c’è un solo calore… quello dell’ amore.

da Viaggio tra poesie e immagini,

Direzione didattica statale di  Chiampo (VI),

alunni di IV

———————————————————–

Giuramento dell’amicizia

 Tutti per uno, uno per tutti
È questo il patto che noi giuriamo nei giorni belli,
negli anni brutti
Tutte le foglie da un unico ramo
E tutti i fiumi in un solo mare
Tutte le forze in un solo braccio
E questo braccio ce la può fare
Voi ce la fate se io ce la faccio
Perché non resti più indietro nessuno:
Uno per tutti, tutti per uno.
(Bruno Togliolini)


——————————

La pace è una conquista

La pace incomincia da te,

il suo conseguimento richiede addestramento,

richiede educazione,

richiede formazione,

richiede impegno,

richiede prevenzione,

richiede cooperazione,

richiede molte altre qualità

mirate alla non violenza.

la pace è conquista,

ma prima la conquista

deve avvenire nella mente,

poi nel cuore e nella coscienza.

la pace è cosa ragionevole,

è cultura, non è utopia,

ma una via praticabile.

(Renato Caldon)

———————————————————–

 

Diritto di essere bambino

Chiedo un luogo sicuro dove posso giocare

chiedo un sorriso di chi sa amare

chiedo un papà che mi abbracci forte

chiedo un bacio e una carezza di mamma.

Io chiedo il diritto di essere bambino

di essere speranza di un mondo migliore

chiedo di poter crescere come persona

Sarà che posso contare su di te?

chiedo una scuola dove posso imparare

chiedo il diritto di avere la mia famiglia

chiedo di poter vivere felice,

chiedo la gioia che nasce dalla pace

Chiedo il diritto di avere un pane,

chiedo una mano

Che m’ indichi il cammino

NON SAPREMO MAI QUANTO BENE  PUO’ FARE

UN SEMPLICE SORRISO

(MADRE TERESA DI CALCUTTA)

———————————————————–

IL MONDO SIAMO NOI

Siamo diversi e questo a noi piace

Speriamo che nel mondo ci sia la pace.

Di tanti colori noi siamo,

anche se lontani, ci aiutiamo.

Alcuni sono gialli come il limone

altri neri come il carbone.

Siamo diversi nel modo di vestire,

siamo diversi nel modo di capire,

siamo diversi nel modo di parlare,

siamo diversi nel modo di amare.

Tutti fratelli diventeremo

se il nostro cuore apreiremo,

al ricco, al povero e allo sfortunato

auguriamo un mondo d’ amore smisurato.

Teniamoci per mano

tutti insieme cammineremo piano piano.

voglio cambiare il mondo

formare un bel girotodo

eliminare la guerra e la povertà

regalare a tutti la felicità.

Rid:”da Viaggio tra poesia e immagine.Direzione didattica di Chiampo(VI)

———————————————————–

Il mondo

Voglio parlarvi del nostro 

meraviglioso, grande rotondo

mondo abitato da grandi e piccini

mondo di mamme, papà e bambini.

Un mondo fatto di tanti paesi

Piccoli o molto estesi,

diversi per lingue e usanze.

Ogni Paese ha le proprie danze

E piatti tipici,giochi e canti,

per questo sono proprio tanti

i giochi e i canti di tutto il mondo

meraviglioso, grande e rotondo.

Giochi cantati diversi e bellissimi

arebbe bello scoprirne tantissimi!

Perciò da che terra possiamo partire

Se canti e giochi vogliamo scoprire?

Africa, America, Asia, Australia?

O dall’ Europa con dentro l’ Itaia?

Si| dall’ Europa che è più vicina

per poi spostarci…..fino alla Cina

Paola Lovisolo

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 La filastrocca del vero amico

Lo sai cosa vuol dire essere amici?

Vuol dire che non mi tradisci mai

Che io ci credo, a tutto ciò che dici

Che io mi fido, di tutto ciò che fai

Vuol dire fare insieme tanta strada

Vuol dire che qualunque cosa accada

Io da te non m’aspetto nessun male.

È questo, amico mio: mai nessun male.

(Bruno Togliolini)

—————————– 

 

I colori dei diritti dei bambini

 

Il diritto all’uguaglianza
è giallo sole
che illumina la mia stanza.
Per imparare le parole
ho il diritto di studiare.
I bambini di tutto il mondo
hanno il diritto di mangiare
e di fare un girotondo
tutti uniti, senza litigare.
Se ogni bambino ha la sua famiglia
vive come perla nella conchiglia.
(Classi I e II, Scuole elementari di Dormelletto)

http://www.filastrocche.it/contempo/bellini/rime/diritti_it.asp

 

Diritto al gioco I

C’è un diritto elementare
che è quello di giocare:
ogni bambino deve trovare
il suo spazio per giocare.
Può divertirsi con gli amici,
stare insieme allegri e felici.
Ma c’è un paese sbagliato
dove il gioco è vietato,
qualche bambino deve lavorare
degli altri il fratellino devono curare.
Alcuni i palloni devono cucire
e non si possono mai divertire.
Quando i bambini vogliono giocare
i grandi il loro diritto devono rispettare.
(Classi I e II, Scuole elementari di Dormelletto)

http://www.filastrocche.it/contempo/bellini/rime/diritti_it.asp

 

Diritto al gioco II

C’è un diritto elementare
che è quello di giocare.
E’ bello stare al mare
dove si può anche nuotare.
E se avete una palla
potete stare a galla.
Con due amici a nascondino
puoi andare dietro a un pino
e poi fare un riposino
bevendo il cappuccino.
Ogni giorno all’intervallo
noi facciamo un bel ballo,
ogni sera con mia sorella
io gioco a fare la bidella.
La filastrocca qui tace
e a noi molto piace.
(Classe II B, Scuola elementare “Dante Alighieri”)

http://www.filastrocche.it/contempo/bellini/rime/diritti_it.asp

 

Diritto al gioco – Acrostico

Ditemi voi gente del mondo
I diritti di bambini e bambine,
Ripeteteli alle terre lontane e vicine.
Impariamo un bel gioco:
Tutti insieme
Teniamoci per mano
Oppure
Alleniamoci a tirare
Lentamente solo
Gessetti leggerissimi,
Indistruttibili,
O palline
Colorate a chi non ci ascolta
O non rispetta i nostri diritti.
(Nicola e Kevin)

http://www.filastrocche.it/contempo/bellini/rime/diritti_it.asp

Diritto alla dignità
1.
Ogni giorno vado di là
dalla mamma e dal papà,
dico al caro paparino:
sai, papino…
E lui risponde:
va’ in giardino!
Allora vado dalla mamma
e dico: sai, mammina…
Lasciami stare,
che devo andare
a prendere la tua sorellina!
Ogni giorno è sempre così,
allora taccio tutto il dì!
(Luana)

http://www.filastrocche.it/contempo/bellini/rime/diritti_it.asp

Papà, paparino…
Sta’ zitto, devo innaffiare
i fiori in giardino!
Mamma, mammina…
Va’ via, devo andare dalla zia Pina!
Nessuno mi ascolta. Basta!
Mai più io parlerò!
Mamma, papà, mai più vi ascolterò!
(Claudio)
I bambini che lavorano

1.
Alcuni bambini del mondo
non possono fare il girotondo,
lo sapete perché?
Perché devono lavorare,
non si possono fermare.
Devono lavorare,
altrimenti il padrone li può bastonare.
(Jessica e Luana, classe V)

http://www.filastrocche.it/contempo/bellini/rime/diritti_it.asp

2.
I bambini che sono schiavi:
non è proprio giusto!
Al telegiornale ho visto qualcosa
di brutto: un mare
impetuoso, un cielo grigio,
e dei bambini sopra un gommone
per sbarcare
al mercato degli schiavi!
Forse un bimbo ha scoperto tutto
e gli è sceso un lacrimone.
Questo mi dispiace
e vorrei un rimedio efficace.
Forse la cura è la volontà del cuore,
cioè l’amore.
(Maria Pia, classe III)

http://www.filastrocche.it/contempo/bellini/rime/diritti_it.asp

 

Diritto alla libertà e alla pace

Di diritti ce ne sono tanti
Importanti ma diversi.
Recitiamoli insieme,
Impariamoli bene
Tutti quanti,
Teniamoli a mente,
Ordiniamo di rispettarli.
Alla libertà c’è il diritto,
La libertà è importante,
La libertà del mondo intero,
A lei chiediamo di non lasciarci.
Liberi,
Insieme
Balliamo felici
E diventiamo amici.
Raramente ciò succede:
Tanti sono costretti
Ad andare in guerra.
E c’è anche chi l’elemosina chiede.
Alla pace c’è il diritto:
La pace è per tutti.
La pace è lì che ci aspetta.
A lei chiediamo la speranza.
Per tutti la chiediamo,
A grandi e piccini.
Ce n’è per tutti se vogliamo
E insieme la chiediamo.
Diritto all’uguaglianza
Io sono italiano
tu sei africano,
lui è francese
lei è inglese.
Io mi chiamo Antonella
tu t’appelles Gabrielle,
her name is Isabel.
Io sono cristiana
tu sei musulmana,
lui è buddista
lei è induista.
Siamo tutti diversi
e siamo tutti uguali.
(Classe V, Scuola elementare di Dormelletto)

http://www.filastrocche.it/contempo/bellini/rime/diritti_it.asp

Diritto alla vita e allo sviluppo
1.
Molti bambini sono sfruttati
a causa dei soldati
nei loro Paesi inviati.
Sono costretti a lavorare,
non possono mai giocare.
Questi bambini maltrattati
devono essere liberati!
A casa i soldati
devono essere inviati.
Abbasso la guerra,
eliminiamola dalla terra!

http://www.filastrocche.it/contempo/bellini/rime/diritti_it.asp

2.
Ogni bimbo deve essere amato,
rispettato, adorato!
Tutti i loro genitori
devono essere buoni educatori,
per difenderli dalla violenza,
donare loro salute ed assistenza.
Tutti i bambini hanno diritto
all’istruzione,
all’informazione,
alla propria opinione.
Ogni bambino ha diritto
al gioco e al riposo,
alla pace e al cibo.
(Sara e Valentina)

http://www.filastrocche.it/contempo/bellini/rime/diritti_it.asp

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LA VIOLA DELL’ AMORE

Nel prato spunta una viola alza la testa e chiede amore.

Ma cosa vede?

Guerra,Distruzione,egoismo

e rancore.

Si volge al sole

e chiede

<Dove è andato a finire il candore?>

E il sole risponde,

<Cerca ancora che lo trovi,

Guarda bene dentro ai cuori,

e vedrai fiorire l’ amore>

 

Maria

…………………………………………………… 

PACE

Senza egoismo,

senza cattiveria e rancore

senza distinzione nè di razza nè di colore.

Ma stare insieme

con complicità, sincerità, lealtà,

amicizia e amore

Maria

…………………………………………………..

Diverso

Parola che scotta la lingua: egoismo.

Parola che brucia la bocca: razzismo.

Tra tante parole simpatiche e belle

razzismo e egoismo son certo sorelle.

Due brevi parole, due squallidi mali:

voler che i diversi diventino uguali.

“Diversa cultura, diverso colore,

diversa la razza, diverso l’odore…

 Mi danno fastidio, cacciateli via:

la terra che pestano, in fondo, è la mia

e se c’è qualcuno che stare qui osa

deve essere uguale!” – Ma uguale a che cosa?

Diverso è ricchezza, non certo un delitto:

la terra è di tutti, l’ho detto e l’ho scritto.

“Non ho mai sentito una cosa più sciocca:

non dire scemenze e chiudi la bocca!”

L’assurda pretesa che tutto sia uguale

vi rende la vita noiosa e banale.

Aprite le porte, aprite la mente:

diverso è più allegro, è più divertente!

Volete che il mondo sia senza colori,

sia grigio di dentro e grigio di fuori,

perciò io concludo con l’ultimo verso:

evviva i colori, evviva il diverso!

 Elio Giacone

———————————————————–

LETTERA AI BAMBINI

” E’ difficile fare le cose difficili:

parlare al sordo,mostrare la rosa al cieco.

bambini,imparate a fare le cose difficili:

dare la mano al cieco, cantare per il sordo,

liberate gli schiavi che si credono liberi”

           G.Rodari

 

———————————————————–

Le voci dei bimbi

Le voci dei bimbi il vento raccoglie

e poi le sparpaglia tra i rami e le foglie

di alberi antichi, con grosse radici

che sanno ascoltare le cose che dici

per poi raccontarle, giù… giù… nel profondo

al Cuore che batte al centro del mondo.

 

Se un bimbo sorride, sorride anche il Cuore

ed ecco spuntare in un prato un bel fiore.

Se un bimbo è felice, il Cuore è contento

e nascon farfalle che danzan col vento.

 

Ma, a volte, le risa diventano pianti:

le lacrime scendono, calde e pesanti,

colpiscon la Terra che trema, impaurita,

vedendo la morte mischiarsi alla vita.

Ossezia, Israele, Iraq, Palestina…

tra bombe e fucili la morte cammina,

portando con sé ceceni, afghani

e tanti, tantissimi bimbi africani!

 

Bombardano, sparano e parlan di pace,

al Cuore del mondo ‘sta cosa non piace:

“Se di odio e violenza riempite la Terra,

non siate bugiardi: chiamatela guerra!

La pace è sorridere, darsi la mano,

dormire tranquilli, guardare lontano

e in fondo vedere, nel cielo sereno,

i sette colori dell’arcobaleno.

 

 Soltanto se spargi la voglia di amare

il vento sorride e può allora portare

agli alberi antichi e alle loro radici

le voci ed i sogni di bimbi felici!”  

                                              Elio Giacone

———————————————————–

Inno alla vita

La vita è un’opportunità, coglila.

La vita è bellezza, ammirala.

La vita è beatitudine, assaporala.

La vita è un sogno, fanne realtà.

La vita è una sfida, affrontala.

La vita è un dovere, compilo.

La vita è un gioco, giocalo.

La vita è preziosa, abbine cura.

 

La vita è ricchezza, valorizzala.

La vita è amore, vivilo.

La vita è un mistero, scoprilo.

La vita è promessa, adempila.

 

La vita è tristezza, superala.

La via è un inno, cantalo.

La vita è una lotta, accettala.

La vita è un’avventura, rischiala. La vita è la vita, difendila.

Madre Teresa di Calcutta

———————————————————–

I diritti dei bambini

I bambini giocano con la sabbia

e qualcuno si arrabbia.

I bambini gocano con il sole

e qualcuno non vuole.

I bambini giocano con la voce

e qualcuno si fa feroce.

i bambini giocano con la festa

e qualcuno protesta.

(R.Piumini)

———————————————————–

PER UN AMICO

 Un vero amico chi è?

E’ quello che non lascia mai,

Un vero amico ha qualcosa che poi

Gli manca se tu te ne vai.

Un vero amico si sa

Aiuta e non chiede perché

Ma se per caso si mette nei guai

Tu lascia tutto e corri da lui.

S: Per un amico metti su il sorriso più grande che hai

C: Più grande che hai

Prova a fare sempre tutto quello che puoi,

Quello che puoi

Un amico vero non lo scorderai mai

C: Se pensi che sia giusto non far caso a tutto il resto.

S: Un amico è il bene più prezioso che hai

C: Il bene che hai

Ogni cosa è meno bella senza lui

Senza lui

Un amico vero non ti lascerà mai

Non fare caso al resto

C: Per un amico questo ed altro.

S: Con un amico però

A volte si litiga, sai

Ma una parola, una stretta di mano

Non può partire sempre da lui.

Per un amico metti su il sorriso più grande che hai

C: Più grande che hai

Tiri sempre il cuore in ballo, fra di voi

Fra di voi

Un amico vero non lo perderai mai

Tu lascia stare il resto

C: Per un amico questo ed altro.

S: E’ un’ avventura che se vuoi,

Può non finire mai

C: Quando incontri un altro bambino

S+C: Hai un amico vicino e così…

S: Per quell’ amico

C: Metti su il sorriso più grande che hai

S: Più grande che hai

Prova a fare sempre tutto quello che puoi,

Quello che puoi

E’ un amico vero e non lo scorderai mai

S+C: Se pensi che sia giusto non far caso a tutto il resto

C: Na na na

S+C: Un amico vero non lo perderai mai

S: Tu lascia stare il resto

Perché un amico è tutto questo.

C: Na na na na na

S: Perché un amico è tutto questo.

(M. Iardella – C. Farina)

———————————————————————

La marcia dei diritti

 

Un-due, un-due, un-due, un-due.

È la marcia dei diritti dei bambini.

Della Carta dei Diritti dei bambini… Marsch!

Ho aperto un libricino

e ho letto che un bambino

da mangiare non ce l’ha.

E c’è chi non ha da bere

con il rischio di morire:

senza acqua come fa?

Ma come fanno, io non ci credo.

Non si può fare, io non ci credo.

Ho sfogliato bene bene

quelle foto di bambine

invecchiate dal lavoro.

E di quelli senza un tetto

e di quelli senza affetto

senza un poco di decoro.

Ma come fanno, io non ci credo.

Non si può fare, io non ci credo. Non si può.

I diritti sono di tutti,

l’ha spiegato la maestra

c’è una carta scritta apposta

per difendere i bambini.

Tutti i capi delle nazioni

hanno fatto le riunioni:

hanno detto e hanno scritto

sui diritti dei bambini

Allora perché? Allora perché?

Quando gioco al girotondo,

penso che su questo mondo

c’è qualcosa che non va.

Che ci sono dei bambini,

sulle strade abbandonati

senza mamma né papà.

Ma come fanno, io non ci credo.

Non si può fare, io non ci credo.

Poi da un’altra parte ancora

c’è chi non può andare a scuola.

Chi giocattoli non ha.

E c’è pure chi si ammala

e gli manca quella cura

che il suo medico non ha.

Ma come fanno, io non ci credo.

Non si può fare, io non ci credo. Non si può.

I diritti sono di tutti,

l’ha spiegato la maestra

c’è una carta scritta apposta

per difendere i bambini.

Tutti i capi delle nazioni

hanno fatto le riunioni:

hanno detto e hanno scritto

sui diritti dei bambini.

Allora perché? Allora perché?

Allora perché?

C’è un bambino che lavora,

chi subisce una tortura.

Chi è venduto come schiavo.

Chi è costretta per le strade

già per vendere l’amore

da qualcuno assai cattivo.

Ma come fanno, io non ci credo.

Non si può fare, io non ci credo.

C’è chi muore appena nato:

non è stato vaccinato.

C’è chi cresce malnutrito.

C’è chi viene emarginato,

c’è chi un handicap ha avuto.

C’è chi viene malmenato.

Ma come fanno, io non ci credo.

Non si può fare, io non ci credo. Non si può.

I diritti sono di tutti,

l’ha spiegato la maestra

c’è una Carta scritta apposta

per difendere i bambini.

Tutti i capi delle nazioni

hanno fatto le riunioni:

hanno detto e hanno scritto

sui diritti dei bambini

Con la Carta, il futuro migliore sarà.

Un-due, un-due, un-due, un-due.

È la marcia dei diritti dei bambini.

Della Carta dei Diritti dei bambini.

Dallo spettacolo “Hanno ragione i bambini” – Testo e musiche di Francesco Rinaldi – Paoline Editoriale Audiovisivi, Roma, 2000

———————————————————–

FACCIAMO  LA  PACE

In italiano si dice “sì,”

in francese si dice” ouì,”

i tedeschi dicono” ia,”

mentre i russi dicono”da”,

e in tutte le lingue significa questo:

“Facciamo la pace , facciamola presto!”

G. Rodari

………………………………………………………….

Girotondo intorno al mondo

Se tutte le bimbe del mondo,

volessero darsi una mano,

potrebbero intorno ai mari,

fare un bel girotondo.

Se tutti i ragazzi del mondo

fossero bravi marnai,

con le barche farebbero

un bel ponte sulle onde.

Allora si potrebbe fare un girotondo

intorno al mondo,

se tutte le genti del mondo

volessero darsi una mano

P. Fort

………………………………….

La pelle

Pelle bianca come la cera,

Pelle nera come la sera,

pelle arancione come il sole,

pelle gialla come il limone

tanti colori come i fiori.

Di nessuno puoi fare a meno

per disegnare l’ arcobaleno.

chi un solo colore amerà

un cuore grigio sempre avrà.

M. Argilli, Fiabe di cento colori,

Editori riuniti

………………………………………………………………

PREGHIERA

Fa’ che io ami

gli animal, le piante.

Fa’ che io possa 

dividere il mio pane

con chi ha fame, che possa

dividere la mia acqua

con chi ha sete, che posa

far sorridere chi piange;

che possa ospitare

chi non ha casa.

Fa’ che io possa

fare tutto questo,

o Signore,  perchè  solo così

mi sentirò vicino a te

Preghiera indiana

———————-
Quante ragioni per fare le guerra
inventano gli uomini di tutta la terra
un oro nero, un Dio, una vendetta
la torta intera o solo una fetta.
A questi uomini in cerca di gloria
io direi sempre la stessa storia
Non c’è torta per quanto ambita
che valga più di una singola vita.

Giuseppe Bordi

…………………….

Una scuola grande come il mondo.

C’è una scuola grande come il mondo.
Ci insegnano maestri e professori,
avvocati, muratori,
televisori, giornali,
cartelli stradali,
il sole, i temporali, le stelle.
Ci sono lezioni facili
e lezioni difficili,
brutte, belle e così così…
Si impara a parlare, a giocare,
a dormire, a svegliarsi,
a voler bene e perfino
ad arrabbiarsi.

Ci sono esami tutti i momenti,
ma non ci sono ripetenti:
nessuno puo’ fermarsi a dieci anni,
a quindici, a venti,
e riposare un pochino.
Di imparare non si finisce mai,
e quel che non si sa
è sempre più importante
di quel che si sa già.

Questa scuola è il mondo intero
quanto è grosso:
apri gli occhi e anche tu sarai promosso!

G. Rodari


SOTTO LO STESSO TETTO

Mi guardo in giro e rimango stupito,
che meraviglia è l’intero Creato!
La terra, i monti, il mare, il cielo
sembra sia un sogno, ma è tutto vero.
Bisogna soltanto averne cura
e dare amore ad ogni creatura
dalla formica più piccola e nera,
allo scoiattolo e alla pantera,
dall’erba verde, umida e fresca
alla selvaggia ed immensa foresta.
Tutto sta lì, ogni cosa al suo posto
e, anche nell’angolo più buio e nascosto,
si può trovare una meraviglia,
strana, diversa, ma ti assomiglia,
insieme a te sotto lo stesso tetto
ed ha il diritto di cure e rispetto.
Se mal non vuoi, male non fare,
c’è sempre un conto se no da pagare.

Germana Bruno


I bambini

Sono loro che hanno l’arma più potente:
uno sguardo,un’espressione,una parola,
una carezza, un abbraccio o un sorriso.
Una giornata storta
o fortemente incupita,
la stanchezza sulle spalle
e i pensieri della mente.
Sono loro i veri maestri.
Quelli che ti indicano la via.
Quelli che al momento giusto,con poco,
sono capaci di regalarti tutto.
Un loro piccolo gesto fa la differenza.
Lo straordinario fa irruzione
nella tua ordinaria quotidianità,
ti travolge con tutta la sua potenza,
e capovolge lo sguardo tuo
sul mondo e sulla realtà.
Musica per le tue orecchie,
luce per i tuoi occhi
e calore per il tuo cuore.
Loro, i bambini, la gioia della vita
che con estrema semplicità e naturalezza
raccontano di tutto
senza neanche aprire bocca.
E tu cresci insieme a loro
col bagliore di quel sole
che ti invita a gioire
per quelle inenarrabili emozioni
che solo loro sono capaci di donare.

Rosetta Cavallo

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PACE

 

LA VIOLA DELL’ AMORE

Nel prato spunta una viola alza la testa e chiede amore.

Ma cosa vede?

Guerra,Distruzione,egoismo

e rancore.

Si volge al sole

e chiede

<Dove è andato a finire il candore?>

E il sole risponde,

<Cerca ancora che lo trovi,

Guarda bene dentro ai cuori,

e vedrai fiorire l’ amore>

 
PACE
Senza egoismo,
senza cattiveria e rancore
senza distinzione nè di razza nè di colore.
Ma stare insieme
con complicità, sincerità, lealtà,
amicizia e amore
M.G.

Poesie per la festa della mamma

Lavoretto per la festa della mamma 002

Mamma

Mamma, che a noi sempre

pensi,

Come una trottolina 

Sempre in movimento,

Fermati un momento!

Ti offro tè e pasticcini,

Così insieme saremo un

pochettino.

Giocoliereitaly

Auguri mamma

Se io fossi, mamma, un uccellino
che vola nel cielo profondo
vorrei offrirti il mio canto
più dolce, soave, giocondo.
Se io fossi, mamma, una stella
che brilla nel bruno firmamento
donerei a te la luce più bella
con amore e baci a cento a cento.
Ma essendo solo un bambino
e non avendo che il cuore,
ti voglio stare vicino
per dirti tutto il mio amore.
E.Ottaviani

Voglio le rose

Voglio le rose
sbocciate in tutti i giardini del mondo,
io voglio le rose
di un tenero giallo
e quelle di un rosso profondo;
e voglio le rose
che vincon con loro candore
la neve dei monti.
Le voglio sfogliare
davanti ai tuoi passi;
mammina,
perchè con un ritmo di danza
tu possa avanzare,
e possa sognare,
sul soffice vario tappeto,
di avere una bimba
così tenera e buona
che mai ti darà anche solo una spina.

(B. Battistella)

Mamma nastrino

Tutte le mamme del mondo hanno i nastrini.
Tanti nastrini lunghi e colorati
che legano i loro cuori a quelli dei loro bambini. 
Nastrini invisibili, di stoffa molto elastica,
che possono allungarsi, allungarsi, allungarsi…
Accorciarsi, accorciarsi, accorciarsi……..
Se la mamma lavora lavora lavora
e al bambino vengono i puntini delle coccinelle,
il raffreddore degli elefanti, la tosse degli asini. 
Se la mamma resta a casa e il bambino va a scuola, il primo giorno, otto ore che sembrano otto anni. 
Il tamburo del cuore batte:
«tu-tum, tu-tum, pronto-pronto». 
L’altro tamburo risponde:
«tu-tum, tu-tum, eccomi, un po’ di pazienza!». 
Mamma e bambino si parlano. Da cuore a cuore. In una lingua misteriosa che solo loro capiscono.”

Tratto da “Mamma nastrino e papà luna” di E. Nava-Ed Piemme Franca

fonte

Il mio bene

Ti voglio bene mamma…come il mare!
Non basta: come il cielo! No, più ancora.
Mamma, ci penso già quasi da un’ora,
eppur quel nome non so trovare.
Il nome di una cosa grande grande
che ci sta dentro il bene che ti voglio.
Una balena, forse, o un capodoglio.
Oh, mamma, non mi far tante domande.
So che quando ritorno dalla scuola
i gradini li faccio a rompicollo
per l’impazienza di saltarti al collo,
e il cuoricino, puf, mi balza in gola.
Ti voglio bene quando sei vicina
e quando non ci sei: quando mi abbracci:
ti voglio bene anche se mi sculacci.
Sei soddisfatta, adesso, o no, mammina?

Di Lina Schwarz

Ti voglio tanto bene

Ho pregato un poeta
di farmi una poesia
con molti auguri per te,
mammina mia;
ma il poeta ha risposto
che il verso non gli viene;
così ti dico solo:
ti voglio bene!

Lina Schwarz

Grazie mamma

Grazie mamma
perché mi hai dato
la tenerezza delle tue carezze,
il bacio della buona notte,
il tuo sorriso premuroso,
la dolce tua mano che mi dà sicurezza.
Hai asciugato in segreto le mie lacrime,
hai incoraggiato i miei passi,
hai corretto i miei errori,
hai protetto il mio cammino,
hai educato il mio spirito,
con saggezza e con amore
mi hai introdotto alla vita.
E mentre vegliavi con cura su di me
trovavi il tempo
per i mille lavori di casa.
Tu non hai mai pensato
di chiedere un grazie.
Grazie mamma!

Judith Bond

ALLA MIA MAMMA

Quando apro i miei occhi al mattino
la mia mamma mi viene vicino,
mi accarezza pian piano la testa
poi sorride e i suoi occhi fan festa.
Non ci sono, lo so, mamme brutte,
ma la mia è la più bella di tutte.
Se son triste sa sempre che fare,
sa cantare, ballare e giocare.
Se, correndo, mi faccio un po’ male,
la mia mamma ha un rimedio speciale:
mi dà un bacio e così, per magia,
tutto il male che avevo va via.
Voglio dirle tantissime cose,
regalarle bellissime rose
e una casa che sembra un castello,
col giardino, ma senza il cancello.
Chiamo tutti i bambini del mondo
e facciamo un bel girotondo
con la mamma che ride e poi dice:
“Son contenta se tu sei felice!”

Elio Giacone

 Festa della mamma

La fata più bella

Non ha , sui capelli, una stella

né, in mano, la bacchetta fatata,

eppure ogni mamma è una fata,

la fata più buona e più bella!

Perché vive solo d’ amore;

è così grande il suo cuore

che tutto, ai suoi figlioli, perdona.

La mamma è la fata più bella

perché pieno di luce il suo viso;

così, quando va in paradiso,

diventa del ciel una stella!

E. Ottaviani

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Prima di nascere

” Prima di nascere dov’ ero?”

” Tu eri già dentro ogni mio pensiero,

dentro i miei sogni di felicità

nei pensieri di mamma e papà!”

” Dai mamma, adesso non m’ imbrogliare

lo sai di cosa volevo parlare!

Prima di nascere stavo benone,

sicuro e comodo nel tuo pancione!”

Rid. da Prima di nascere, di Gianni Rodari

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Per la tua festa dolce Mamma

ho raccolto i fiori più belli del nostro giardino.
Ho colorato il disegno più speciale,
ho cercato tra i ricordi la storia più bella.

Tutto questo per fartene dono,

anche se, il fiore più bello, i colori più accesi,

e la storia più speciale nella mia vita,
sei tu Mamma!

Auguri, è la tua festa!

Stephen Littieuord

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Mamma

La casa senza mamma
è un fuoco senza fiamma,
un prato senza viole,
un cielo senza sole.
Dove la mamma c’è
il bimbo è un piccolo re,
la bimba reginella,
la casa è tanto bella.

di Renzo Pezzani

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Grazie mamma
perché mi hai dato
la tenerezza delle tue carezze,
il bacio della buona notte,
il tuo sorriso premuroso,
la dolce tua mano che mi dà sicurezza.
Hai asciugato in segreto le mie lacrime,
hai incoraggiato i miei passi,
hai corretto i miei errori,
hai protetto il mio cammino,
hai educato il mio spirito,
con saggezza e con amore
mi hai introdotto alla vita.
E mentre vegliavi con cura su di me
trovavi il tempo
per i mille lavori di casa.
Tu non hai mai pensato
di chiedere un grazie.
Grazie mamma.

di Judith Bond

………………………………………………………..

L’angelo della famiglia

Vuoi sapere, bambino mio, quale fu per
la tua mamma il più bel giorno della sua vita?
Fu quello in cui, una mattina, ella si avvicinò
dolcemente alla tua culla e sollevò
piano piano i veli che ti coprivano.
Tu le tendesti i tuoi braccini rosa e per
la prima volta balbettasti: Mamma

di C. Juranville

in inglese
The angel of the family

Do you want to know , my child , who was to
your mom the best day of his life ?
That was when, one morning , she came
your crib and gently lifted
slowly the veils that you covered .
Thou tendesti your braccini pink and
the first time balbettasti : Mom
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La parola più bella

Mamma. Nessuna parola è più bella.
La prima che si impara,
la prima che si capisce e che s’ama.
La prima di una lunga serie di parole
con cui s’è risposto alle infinite,
alle amorose, timorose domande
della maternità.
E anche se diventassimo vecchi,
come chiameremmo la mamma
più vecchia di noi?
Mamma.
Non c’è un altro nome.

di Marino Moretti

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Una mamma moderna

La mia mamma è tanto bella,

si prepara come una stella:

si tinge i capelli, si mette il trucco,

e il mio papà…..rimane di stucco!

Pulisce la casa in continuazione,

con i prodotti in promozione,

tira i panni dalla lavatrice

e, se sono bianchi, è strafelice

Prepara pranzetti prelibati

con i cibi surgelati.

Al supermercato riempie il carrello

di detersivi, bibite e girelle.

Fa la tassista per la palestra,

i compleanni e altre feste.

Guida la panda o anche la SKoda

senza curarsi se è fuori moda.

Ha il computer e non lo usa:

non è portata si sente confusa!

Usa tanto il telefonino,

anche per parlare con la vicina:

Conosce tutte le canzoni

di D’ Alessio e di Baglioni,

di Renato Zero e di Pausini,

tutti suoi beniamini.

Io sono contento

che la mia mamma sia così

e pagherei per vederla ogni dì.

Vorrei vederla mattina e sera,

non per un giorno, per la vita intera!

Per coprirla di infinite carezze,

di tanti bacini e gentilezze,

per ringraziarla

per quel che ha fatto

per questo figlio un pò distratto

e non ha colto  in tempo reale

d’ avere….una mamma davvero speciale!

Adele Sibilio

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Che cos’ è una mamma

Una mamma è come un albero grande

che tutti i suoi frutti dà:

per quanti gliene domandi

sempre uno ne troverà.

Ti dà il frutto, il fiore e la foglia,

per te di tutto si spoglia,

anche i rami si toglierà.

Una mamma è come un albero grande.

Una mamma è come una sorgente.

Più ne toglie acqua e più ne getta.

Nel suo fondo non vedi belletta:

sempre fresca, sempre lucente,

nell’ombra e nel sole è corrente.

Non sgorga che per dissetarti,

se arrivi ride, piange se parti.

Una mamma è come una sorgente.

Una mamma è come il mare.

Non c’è tesori che non nasconda,

continuamente con l’onda ti culla

e ti viene a baciare.

Con la ferita più profonda

non potrai farlo sanguinare,

subito ritorna ad azzurreggiare.

Una mamma è come il mare.

Una mamma è questo mistero:

tutto comprende, tutto perdona,

tutto soffre, tutto dona,

non coglie fiore per la sua corona.

Puoi passare da lei come straniero,

puoi farle male in tutta la persona.

Ti dirà: <Una mamma è questo mistero>

Francesco Pastonchi

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Dincello, mamma mia
Oggi mamma m’ha ditto:
guardeme ‘nfaccia e dimme ‘a verità,
te veco triste e afflitto
figlio mio bello dimme c’aggia fà?
Parla sinceramente
io te sò mamma e nun me puo ngannà,
rispunne onestamente
si vuo fà pace nce vaco io a parlà.
Dincello mamma mia
c’ ‘a voglio sempe bene,
c’ ‘a porto dint’ ‘o core,
c’ ‘a tengo dint’ ‘e vene,
è tutta ‘a vita mia
nun m’ ‘a pozzo scurdà,
sta femmena è d’ ‘a mia
essa ha da riturnà.

Mammema nci ha parlato
ll’a ditto piccerè tu che vuò fà?
Pecchè ll’he abbandonato,
figlieme senz’ ‘e te nun pò campà.
Povera mamma mia
comme na santa ll’he ghiuta a prià,
ritorna figlia mia
songo na mamma e nun m’ ‘o può annià.

Dincello mamma mia
c’ ‘a voglio sempe bene,
c a porto dint’ ‘o core,
c’ ‘a tengo dint’ ‘e vene,
è tutta ‘a vita mia
nun m’ ‘a pozzo scurdà,
sta femmena è d’ ‘a mia
essa ha da ritumà.

Antonio De Curtis (Totò)

…………………………………………….

‘A MAMMA

Chi tene ‘a mamma si che furtunato,
pecché na mamma vale nu tesoro
nun ‘mborta ca tenesse pate é ssore
à mamma é n’ata cosa,
na cosa eccezzionale difficele a spiegá.
Essa ca sempe veglia, essa ca spia sempe,
essa ca sape tutto, senza l’addumanná .
‘A mamma è na gendarma ca patria nun pó dá,
e quanne sta’ in pericolo a primma che si chiamme
é sempe chella llá.
‘A mamma é na putenza a nun puté emitá,
a mamma na sapienza ca l’arte nun pó fá.

Armando Torre

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Canta canta per la mamma

Canta canta per la mamma

una bella ninna nanna

fai un bella dormitina

fino a domattina

anche se nel giorno della tua festa

tutto il mondo si desta

Scuola Arcobleno Coordinamento diAngela Latini

La spiga infanzia

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Conosco una cosa

La pietra si consuma,

la stoffa si consuma

è naturale,

ma conosco una cosa 

che non si sciupa mai:

è la guancia della mamma

sempre pronta

a prendere i bacini che le dò

e che non si consuma neanche un pò

Scuola Arcobleno Coordinamento di Angela Latini

La spiga infanzia

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MADONNINA

T’ ho portato un fiorellino

che trovai lungo il cammino;

lo raccolsi solo per te.

E’ un fioretto appena aperto

che ti piaccia sono certo,

così umile com’è

Or ti prego, Madonnina,

per il babbo e la mammina

per chi vive intorno a me.

La mia casa benedici,

la mia scuola e i miei amici,

e chi affida il cuore a te

(R. PEZZANI)

……………………………………………………………………………………………………

LA MADONNA

La Madonna bella e buona

sotto i piedi tieni la luna;

La Madonna buona e bella

sopra il capo ha una stella;

una stella di splendore

che sorella par del sole.

(ANONIMO)

  ………………………………………………………………………………………..

MADONNA DI MAGGIO

Se batti alla porta del Cielo
con la tua preghiera,
subito t’apre la Madonna
con mano leggera.

E dice: ” Ti son mamma anch’io;
che cosa vuoi, piccino?
T’ascolto, sai; ti voglio bene
come al mio Bambino”.

Poi reca i tuoi pensieri buoni
ai piedi del Signore,
mentre sale l’odor di rose
dai giardini in fiore.

http://www.mammaebambini.it/poesie-preghiere-e-testi/festa-della-mamma-2/

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Maggio di Teresah

« Viva maggio, mese d’oro! »
Canta il coro
degli uccelli
pazzerelli
sulle gronde
tra le fronde;
« Viva maggio, mese d’oro! »
« Viva maggio, mese bello! »
Canta il bimbo
ridarello,
con le rose più odorose,
le ciliegie
saporose…
« Viva maggio, mese bello!»

………………………………………………………………………………………….

La mamma
di Martina da http://www.filastrocche.it

 

La mamma è la persona
Che ti vuole bene sempre,
che tutto da’, senza nulla chiedere.
Ti coccola e ti rimprovera,
ti sprona e ti consola nella tristezza.
Ti da’ i baci prima di dormire
Ti ascolta e sorveglia il tuo sonno.
Mamma per me sei tutto,
appaghi ogni mio desiderio.
Voglio stare con te sempre

   ………………………………………………………………………………………..

Alla Mamma
di Eleonora da www.filastrocche.it

Mamma, sei una persona speciale.
Severa, ma affettuosa,
pronta a perdonare e lodare.
IL tuo cuore è grande
grande come il mare;
come il cielo sereno
è il tuo sorriso;
il tuo cuore è un porto sicuro
contro i mali della vita.

  ………………………………………………………………………………………..

 AVE

Nella valle piccolina

sta una dolce Madonnina;

la salutano gli uccellini,

le campane e i bambini.

la saluta anche il mio cuore:

“Ave, o mamma del Signore,

benedici la mia vita,

fammi buona e così sia”:

(HEDDA)

  ………………………………………………………………………………………..

LA MADONNA

La Madonna bella e buona

sotto i piedi tiene la luna;

La Madonna buona e bella

sopra il capo ha una stella;

una stella di splendore

che sorella par del sole.

(ANONIMO)

  ………………………………………………………………………………………..

 

MAMMA

 GIACOMO PARILLO

 

Tu che me mbarat a camminà
Mo’, m taggia scurdà.
Tu t preoccupav si m riv nu cucchiariell cucente
Mo’ t s’affligge u core sul si teng nu mal e dente,
Mo’ me fatt ruosso cu tanta stient
So passat sti iuorni comm’a nient
Ce simm spartut e stamm luntani
Ma i te penso sul guardenno i mani.
I me risollevo pur cu i muorzi chiù amar
Pecchè “mamma” è a parola chiù car,
Ne puonn esse cient e te tarttano cu bianchi guant
Ma e mamma ce ne sta una sultant.
Si a mamma e una sola!
Curva, Storta o comm sia
A mamma chiù bella e chiù cara è a mamma mia!

    ………………………………………………………………………………………..

 PER LA MIA MAMMINA

 di  TOTO’

Si fosse n’auciello

Si fosse n’auciello

ogni matina vurria cantà

ncoppa ‘ fenesta  toia:

“Buon giorno mamma mia,

bungiorno, ammore!!!..

Pò vurria zumpà

ncoppe ‘e capille

e,chianu chianu,

comme na’ carezza

  stu beccuccio

accussì piccirillo

  mme te mangiasse

‘e vase a pezzechillo…

si fosse nu canario

o nu cardillo

                 TOTO’

  ………………………………………………………………………………………..

A cchiù sincera

Tengo na ‘nnammurata

ca è tutt’ ‘a vita mia.

Mo tene sittant’anne, povera mamma mia!
Cu chella faccia ‘e cera,
sotto ‘e capille janche,
me pare na sant’Anna
cu ll’uocchie triste e stanche.
Me legge dint’ ‘o penziero,
me guarda e m’anduvina
si tengo nu dulore
si tengo q
uacche spina.

TOTO’

 ………………………………………………………………………………………………….

 

‘A mamma

 Nun è maj fredda a casa addò stà ‘a mamma
che cu nà carezza te scarfa e te cunsola
e cò calor suoje te scarfe pure ‘o core.
Quanne te sient triste, sule e abbandunato
te piglia cù na mano
e mentre te guarda dint a l’uocchie suje
mille raggi ‘e sole
che te danno a forza pè putè campà.
‘A mamma…
comme sone bell ‘mmocca stà parola…
‘a tengo e ‘a facio intussecà!

pecche’ l’amore e mamm’ e na’ ricchezz

E’ com o mar nun fernesce mai.

Pur l’omm chiù trist e malament.

Semp’ buon’ si vuo ben a’ mamm’

A’ mamm’ tutt da e nient cerch.

Ma si te vede chiagnere…

senza sapè ò pecché

t’abbracc’ e dice figlio:

ie chiangne ‘nziem à te.

 -Dal web-

 ………………………………………………………………………………………..

 Mamma 

Mamma mia tu dice semp:

“Fa o’ brav, famm cuntent!”

Allor je pens’ eddic:

“Si tenesse tanta sold

t’ accattass oro e brillant,

int’ ana villa co’ ciardin

te facess fa a’ riggina.

Ma mo so piccirill

e sold nu’ ne teng

te done nu vasill

e te facc’ cuntent,

e po te dic, mamma mia

tu si a riggina da vita mia!”

 

  dal web

………………………………………………………………………………………..


Persone male informate
O più bugiarde del diavolo
Dicono che tu sei nato
Sotto a una foglia di cavolo!

Persone male informate
O più bugiarde del diavolo
Dicono che sono nato
Sotto a una foglia di cavolo!

Altri maligni invece
Sostengono senza vergogna
Che sei venuto al mondo
A bordo di una cicogna!

Altri maligni invece
Sostengono senza vergogna
Che sono venuto al mondo
A bordo di una cicogna!

Se mamma ti ha comperato
Come taluni pretendono
Dimmi: dov’è il negozio
Dove i bambini si vendono?

Se mamma mi ha comperato
Come taluni pretendono
Diteci: dov’è il negozio
Dove i bambini si vendono?

Tali notizie sono
Prive di fondamento:
Ti ha fatto la tua mamma
E devi essere contento!

Tali notizie sono
Prive di fondamento:
Mi ha fatto la mia mamma
E sono molto contento!
Tali notizie sono
Prive di fondamento:
Mi ha fatto la mia mamma
E sono molto contento!
E sono molto contento!

Gianni Rodari

………………………………………………………………………………………..

Auguri mamma

Se io fossi, mamma, un uccellino

che vola nel cielo profondo vorrei

offrirti il mio canto più dolce, soave, giocondo.

 Se io fossi, mamma, una stella

che brilla nel bruno firmamento

 con more e baci a cento a cento.

Ma essendo solo un bambino

 e non avendo che il cuore,

 ti voglio stare vicino

per dirti tutto il mio amore

 (da “Raccogli idee” ed.Tresei scuola)

………………………………………………………………………………………..

Ho fatto un mazzolino

Ho fatto un mazzolino,

coi fiori del giardino,

li ho colti stamattina,

insieme al mio papà.

Sono i fiori per la tua festa,

 cara mamma eccoli qua.

 Una rosa perchè ti voglio bene,

 una viola perchè sarò ubbidiente, 

un papavero, non so perchè,

un non ti scordar di me.

 Un mughetto insieme ad un gelsomino,

da quest’oggi sarò sempre più buono,

una primula vuol dire che,

il primo pensiero sei per me.

Qualche ciclamino,

perchè dimentichi che sono biricchino

 un girasole, una margherita,

perchè tu sei il fiore della vita.

(dal Web)

………………………………………………………………………………………..

Il mio bene

 Ti voglio bene mamma…come il mare!

 Non basta: come il cielo!

No, più ancora.

Mamma, ci penso già quasi da un’ora

 eppur quel nome non so trovare.

Il nome di una cosa grande grande

che ci sta dentro il bene che ti voglio.

 Una balena, forse, o un capodoglio.

 Oh, mamma, non mi far tante domande.

 So che quando ritorno dalla scuola

 i gradini li faccio a rompicollo

 per l’impazienza di saltarti al collo,

 e il cuoricino, puf,

 mi balza in gola.

Ti voglio bene quando sei vicina

 e quando non ci sei:

quando mi abbracci:

ti voglio bene anche se mi sculacci.

 Sei soddisfatta,

adesso, o no, mammina?

(Lina Schwarz)

————————————————-

L’isola sicura

 Se di notte hai un po’ di paura

 c’è sempre un’isola che è sicura.

 Se il male ti tiene sveglio

vai nell’isola e stai già meglio.

 Se  al mattino presto

 ti desti a ruzzolar nell’isola resti.

 Se nel cielo balena un lampo,

 vai nell’ isola e trovi scampo.

Per tutti i bimbi alti una spanna

isola grande è il lettone della mamma.

 (da “Raccogli idee” ed. Tresei scuola)

——————————————

Una telefonata

 

Mamma amata,

 mamma adorata

ho per te una telefonata.

Quante parole avevo trovate,

le avevo in mente se ne sono andate!

 Ora le sento nel mio cuoricino,

 se vuoi udirle, fatti vicino!

 Son grandi, son troppe

 e non le so ridire.

Poggia l’orecchio al petto

e stai a sentire… Senti?

Lo senti quanto bene ti voglio?

 Allora tieni bene la cornetta

 e…non fare imbroglio.

(da “Raccogli idee” ed.Tresei scuola)

———————————————-

Alla mamma

Oh, mamma scusami

se mi confondo perché è da poco

 che sono al mondo!

Accetta questi fiori che oggi

 ti dono con la promessa

 di essere buono.

(da “Raccogli idee” ed.Tresei scuola)

——————————————————

Son tutte belle

Son tutte belle le mamme del mondo…

Belle quando vegliano

il loro tesoro

e quando lo sollevano

 sulle loro candide braccia.

Belle quando lo reggono forti

sul fronte della vita.

Belle le mamme

quando leniscono ferite profonde

e consolano amare delusioni.

Belle nel loro cuore

pieno di sogni e di carezze,

e di ninne nanne d’amore.

(S.Lawrence)

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FILASTROCCA DELLA MAMMA IMPERFETTA

C’era una mamma, una madre madrona,
la mano a saetta, la voce che tuona.
Più che un bambino voleva un soldato
Ma poi crebbe un hippie tutto arruffato.

C’era una mamma, un po’ mamma e un po’ chioccia,
di libertà ne lasciava una goccia,
le nacque una bimba paracadutista
adesso è una stuntman professionista.

C’era una mamma vegana e pittrice,
viveva di tofu col figlio, felice.
“quanti bei posti dipingerai?”
Ma invece il suo Adolfo guidò il Terzo Reich.
Filastrocca del figlio perfetto
Scolpito, pensato come un angioletto
Tu lo volevi un po’ simile a te
e invece “sorpresa!” decide da sé.

C’era una mamma, femminista di razza,
mutande bruciate e tette giù in piazza,
ma ebbe una figlia, un clone di barbie
che va da Intimissimi e spende i miliardi.

C’era una mamma ingessata e ingegnera
sinapsi a quadretti, compita ed austera,
ma il figlio non legge ogni giorno i listini
compila gli oroscopi, descrive destini.

C’era una mamma Bocca di Rosa,
si dice puttana, io dico sciantosa,
il figlio giurò per la castità,
un frate trappista, in povertà.

C’era una mamma, una santa, una suora,
conosce l’amore, ma il piacere lo ignora,
crebbe un bambino, un chierichetto,
fa il pornoattore, un artista del letto.
Filastrocca del figlio perfetto
Scolpito, pensato come un angioletto
Tu lo volevi un po’ simile a te
e invece “sorpresa!” decide da sé.

Filastrocca della mamma imperfetta.
La mamma perfetta un figlio lo accetta.

Enrica Tesio, scrittrice


La parola più bella

sulle labbra del genere umano è “Madre”,

e la più bella invocazione è “Madre mia”.

E’ la fonte dell’amore, della misericordia,

della comprensione, del perdono.

Ogni cosa in natura parla della madre.

(Kahlil Gibran)


Ti regalo mamma…

Ciò che so fare con le mie mani

che duri sempre, non solo domani.

Ciò che nasce dal mio pensiero,

frutto d’amore e d’affetto vero.

E’ più prezioso del diamante,

perchè nulla al mondo è più importante,

per me che non son grande abbastanza,

di te mamma e della tua vicinanza.

(Rosalba – Aprile 2011)


Mamma mia

Mamma mia, te tengo attuorno
d’ ‘a matina nfin’ a sera;
vierno pare Primmavera
mò ca staje sempre cu me.

Si fa viento tu me parle,
mmiez’ ‘o mare sento: “Figlio!”.
Si me serve nu cunziglio,
dint’ ‘o scuro viene tu.

Mamma mia, mamma mia bella…
Quanta vote penzo a quanno
se pò dì ca dint’ a n’anno
ce vedevemo sì e no!

Giuvinotto me sentevo
capuzziello, preputente…
Te sò figlio overamente
mò ca nun te tengo cchiù.

Eduardo De Filippo (1945)

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