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Attività per l’ inverno

Continuano le attività per la stagione invernale.

Il nostro paesaggio è stato completato con tante casette (rotoli di carta colorati dai bambini),con il tetto tutto bianco,paesaggio-invernale

gli alberelli spogli sono stati ricoperti di neve con l’aiuto di un cotton fioc e colori a tempera

coloriamo-con-il-cotton-fioccocoloriamo-con-il-cotton-fiocco

e con le manine sono stati realizzati tanti merli dopo aver ascoltato la leggenda “I tre giorni della merla“.

manine-merli merli merlo

Ecco dei piccoli pupazzi di neve che fanno compagnia a…

pupazzi-di-neve

 una simpatica famigliola di pinguini che decorano la porta della nostra aula.decorazione-per-porte

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Racconti e leggende:Inverno

C’era una volta un omino di neve

C’era una volta un omino di neve. Era venuto su panciuto e candido con un taralluccio per naso, due bottoni per occhi e una pipa in bocca. Quando poi gli misero un cappello tutto sbertucciato in testa, il pupazzo si guardò intorno con arroganza come se fosse il padrone del quartiere. I ragazzi ci giocarono intorno fino a sera e questo lo insuperbì ancora di più, tanto che quando se ne furono andati via, si rivolse al monumento di marmo che sorgeva in mezzo alla piazza e gli disse: “Non crederai mica di essere più bello di me. Io ho perfino la pipa!” La statua, che era quella di un grand’uomo, rise silenziosamente senza provare nemmeno a discutere le sciocchezze che l’omino di neve diceva; ma un passero che, si sa, è un uccellino impertinente, andò a posarsi proprio sul cappello dell’omino e gli pizzicò il naso. “Non mancarmi di rispetto!” strillò il pupazzo “e vattene subito di qui!” Ma il passero non l’ascoltò neppure e invece si accomodò meglio sul cappello dove aveva deciso di passare la notte che si annunciava fredda e rigida. Intanto si era levata la luna e l’omino, per consolarsi, le rivolse la parola dicendo: “Non pare anche a te che io sia una persona importante?” La luna rise col suo faccione largo e splendente e l’omino, imbronciato, decise di non parlare più con nessuno. La notte passò gelida e silenziosa, e poichè la neve a quel freddo rassodava, la superbia dell’omino cresceva. Ma venne la mattina, e con la mattina il bel sole tiepido che usciva fuori dopo tante giornate di cattivo tempo, e voleva rifarsi delle ore perdute. Avvolse il pupazzo di neve con la sua luce d’oro e gli fece scintillare i bottoni degli occhi. In principio, l’omino ebbe quasi piacere di sentirsi invadere da quel bel calore, ma poi si accorse che si indeboliva sempre più: grossi rigagnoli gli corsero per tutto il corpo e capì che si sarebbe infine sciolto. L’ultimo sguardo fu per il monumento che se ne stava immobile in mezzo alla piazza, illuminato dal sole che con lui non ce la faceva. Quando i ragazzi tornarono, non trovarono più l’omino di neve. Della sua superbia era rimasta soltanto una pozza d’acqua sporca nella quale galleggiava una vecchia pipa.
Mimì Menicucci : fonte

Nonno inverno

Questo è nonno Inverno,tutto bianco sotto il manto di neve e di gelo.
Passa piano e dice alla terra:-Non posso darti i bei fiori di primavera,ma con la neve terrò lontano il gelo dalle piccole piante di grano.
Piano piano voi,comignoli con quel fumo!
Mi fate venire la tosse.
E tu,attenta alla stufa!
Non si scherza con il fuoco.
-E nemmeno col gelo,nonno Inverno!

Fonte

IL FIOCCO DI NEVE

Il piccolo Alim stava guardando dalla finestra la neve che scendeva, i fiocchi ballavano un dolce ritmo e si appoggiavano su tutte le cose. Sugli alberi, sopra i fili del bucato, sulle grondaie; il bambino fissò un grande fiocco che sembrava venisse proprio verso la sua casa, aprì la finestra e allungò la mano.
Come per incanto il fiocco si adagiò sopra il suo palmo e il bambino pensava quanto sarebbe stato bello se il fiocco avesse potuto parlare e raccontare la sua avventura; era così bello, bianco e pulito, e che forma tonda aveva…

«E così vorresti conoscere la mia storia?»
Alim annuì.
«Qualche mese fa ero una goccia d’acqua e insieme ad altri miliardi di gocce vivevamo nel Mar Caspio, arrivò l’estate e io volli starmene un po’ sdraiato al sole, così mi addormentai ed evaporai».
«Quando mi risvegliai mi sentii leggero, il vento mi stava trasportando su nel cielo, finché non vidi più gli uomini; c’erano con me altri vapori e tutti insieme spinti dal vento ci appiccicavamo gli uni agli altri. Non so per quanto tempo vagammo nel cielo, eravamo saliti molto in alto, l’aria era fredda e perciò ci stringemmo tutti senza più poter muovere mani e piedi».
«Non sapevamo dove andavamo, eravamo così grandi, grossi e lunghi da aver coperto il sole. Qualcuno disse che saremmo divenuti pioggia per tornare sulla terra. Ero felice di rivedere la terra, poi cominciai a trasformarmi in acqua e pian piano diventammo pioggia. Brrr… all’improvviso il clima divenne freddo e tutti insieme cominciammo a tremare, qualcuno vicino a me più vecchio e saggio mi tranquillizzò, ma non poté finire il discorsoperché si trasformò in neve e anch’io mi trasformai in questo fiocco che ora è nelle tue mani!».
Mentre Fiocco di Neve prendeva fiato, Alim incantato lo pregò di continuare a parlare.
«Bene amico mio – proseguì Fiocco di Neve – io e mille altri incominciammo a danzare nell’aria e volteggiando scendevamo lenti sulla terra, ero diventato leggero, come una piuma nel cielo, non sentivo più freddo perché il freddo era diventato parte di me. Ballando scendevo sulla terra».
«Quando fui abbastanza vicino vidi la città di Tabriz, ero molto distante dal Mar Caspio. Un ragazzo giocava col suo cane che, abbaiando, ingoiava fiocchi di neve, ebbi paura e chiesi al vento di esaudire il mio desiderio di non finire nella sua bocca! E così fu. Il vento mi spostò poco più in là e vidi te, sperando col tuo aiuto di poter tornare acq…».
Fiocco di Neve non poté finire la frase perché si era sciolto ed era tornato acqua.
Allora Alim soddisfatto pose le sue mani nell’acqua e lo fece ricongiungere con altri milioni di gocce.
Poi il bambino si addormentò e sognò di essere una goccia di acqua fredda.

Fonte

Il bucaneve

Era inverno, l’aria era fredda, il vento tagliente, ma in casa si stava bene e faceva caldo; e il fiore stava in casa, nel suo bulbo sotto la terra e sotto la neve.

Un giorno cadde la pioggia, le gocce penetrarono oltre la coltre di neve fino alla terra, toccarono il bulbo del fiore, gli annunciarono il mondo luminoso di sopra; presto il raggio di sole, sottile e penetrante, passò attraverso la neve fino al bulbo e busso. “Avanti!” disse il fiore. Non posso” rispose il raggio “non sono abbastanza forte per aprire, diventerò più forte in estate.” “Quando verrà l’estate?” chiese il fiore, e lo chiese di nuovo ogni volta che un raggio di sole arrivava laggiù. Ma c’era ancora tanto tempo prima dell’estate, la neve era ancora lì e ogni notte l’acqua gelava. “Quanto dura!” disse il fiore. “Io mi sento solleticare, devo stendermi, allungarmi, aprirmi, devo uscire! Voglio dire buongiorno all’estate; sarà un tempo meraviglioso!” Il fiore si allungò e si stirò contro la scorza sottile che l’acqua aveva ammorbidito, la neve e la terra avevano riscaldato, il raggio di sole aveva punzecchiato; così sotto la neve spuntò una gemma verde chiaro, su uno stelo verde, con foglioline grosse che sembravano volerla proteggere. La neve era fredda, ma tutta illuminata, e era così facile attraversarla, e sopraggiunse un raggio di sole che aveva più forza di prima. “Benvenuto, benvenuto!” cantavano e risuonavano tutti i raggi, e il fiore si sollevò oltre la neve nel mondo luminoso. I raggi lo accarezzarono e lo baciarono, così si aprì tutto, bianco come la neve e adorno di striscioline verdi. Piegava il capo per la gioia e l’umiltà. “Bel fiore” cantavano i raggi “come sei fresco e puro! Tu sei il primo, l’unico, sei il nostro amore. Tu annunci l’estate, la bella estate in campagna e nelle città. Tutta la neve si scioglierà; i freddi venti se ne andranno. Noi domineremo. Tutto rinverdirà, e tu avrai compagnia, il lillà, il glicine e alla fine le rose; ma tu sei il primo, così delicato e puro!” Era proprio divertente. Era come se l’aria cantasse e risuonasse, come se i raggi di sole penetrassero nei suoi petali e nel suo stelo, lui era lì, così sottile e delicato e facile a spezzarsi, eppure così forte, nella sua giovanile bellezza; era lì in mantello bianco e nastri verdi, e lodava l’estate. Ma c’era ancora tempo prima dell’estate; nuvole nascosero il sole, e venti taglienti soffiarono sul fiorellino. “Sei arrivato troppo presto!” dissero il vento e l’aria. “Noi abbiamo ancora il potere, dovrai adattarti! Saresti dovuto rimanere chiuso in casa, non dovevi correre fuori per farti ammirare, non è ancora tempo.” C’era un freddo pungente! I giorni che vennero non portarono un solo raggio di sole, c’era un tale freddo che ci si poteva spezzare, soprattutto un fiorellino così delicato. Ma in lui c’era molta più forza di quanto lui stesso sospettasse, era la forza della gioia e della fede per l’estate che doveva giungere, che gli era stata annunciata da una profonda nostalgia e confermata dalla calda luce del sole; quindi resistette con la sua speranza, nel suo abito bianco sulla bianca neve, piegando il capo quando i fiocchi cadevano pesanti e fitti, quando i venti gelati soffiavano su di lui. “Ti spezzerai!” gli dicevano. “Appassirai, gelerai! Perché hai voluto uscire? perché non sei rimasto chiuso in casa? Il raggio di sole ti ha ingannato. E adesso ti sta bene, fiorellino che hai voluto bucare la neve!” “Bucaneve!” ripeté quello nel freddo mattino. “Bucaneve!” gridarono alcuni bambini che erano giunti nel giardino “ce n’è uno, così grazioso, così carino, è il primo, l’unico!”

Quelle parole fecero bene al fiore, erano come caldi raggi di sole. Il fiore, preso dalla sua gioia, non si accorse neppure d’essere stato colto; si trovò nella mano di un bambino, venne baciato dalle labbra di un bambino, poi fu portato in una stanza riscaldata, osservato da occhi affettuosi, e messo nell’acqua: era così rinfrescante, così ristoratrice, e il fiore credette improvvisamente d’essere entrato nell’estate. La fanciulla della casa, una ragazza graziosa che era già stata cresimata, aveva un caro amico che pure era stato cresimato e che ora studiava per trovarsi una sistemazione. “Sarà lui il mio fiorellino beffato dall’estate!” esclamò la fanciulla, prese quel fiore sottile e lo mise in un foglio di carta profumato su cui erano scritti dei versi, versi su un fiore che cominciavano con «fiorellino beffato dall’estate» e terminavano con «beffato dall’estate». «Caro amico, beffato dall’estate!» Lei lo aveva beffato d’estate. Tutto questo fu scritto in versi e spedito come una lettera; il fiore era là dentro e c’era proprio buio intorno a lui, buio come quando era nel bulbo. Il fiore viaggiò, si trovò nei sacco della posta, venne schiacciato, premuto; non era affatto piacevole, ma finì.

Il viaggio terminò, la lettera fu aperta e letta dal caro amico lui era molto contento, baciò il fiore che fu messo insieme ai versi in un cassetto, insieme a tante altre belle lettere che però non avevano un fiore; lui era il primo, l’unico, proprio come i raggi del sole lo avevano chiamato: com’era bello pensarlo! Ebbe la possibilità di pensarlo a lungo, e pensò mentre l’estate finiva, e poi finiva il lungo inverno, e venne estate di nuovo, e allora fu tirato fuori. Ma il giovane non era affatto felice; afferrò i fogli con violenza, gettò via i versi, e il fiore cadde sul pavimento, piatto e appassito; non per questo doveva essere gettato sul pavimento! Comunque meglio lì che nel fuoco, dove tutti i versi e le lettere finirono. Cosa era successo? Quello che succede spesso. Il fiore lo aveva beffato, ma quello era uno scherzo; la fanciulla lo aveva beffato, e quello non era uno scherzo; lei si era trovato un altro amico nel mezzo dell’estate. Al mattino il sole brillò su quel piccolo bucaneve schiacciato che sembrava dipinto sul pavimento. La ragazza che faceva le pulizie lo raccolse e lo mise in uno dei libri appoggiati sul tavolo, perché credeva ne fosse caduto mentre lei faceva le pulizie e metteva in ordine. Il fiore si trovò di nuovo tra versi stampati, e questi sono più distinti di quelli scritti a mano, per lo meno costano di più.

Così passarono gli anni e il libro rimase nello scaffale; poi venne preso, aperto e letto; era un bel libro: erano versi e canti del poeta danese Ambrosius Stub, che vale certo la pena di conoscere. L’uomo che leggeva quel libro girò la pagina. “Oh, c’è un fiore!” esclamò “un bucaneve! È stato messo qui certamente con un preciso significato; povero Ambrosius Stub! Anche lui era un fiore beffato, una vittima della poesia. Era giunto troppo in anticipo sul suo tempo, per questo subì tempeste e venti pungenti, passò da un signore della Fionia all’altro, come un fiore in un vaso d’acqua, come un fiore in una lettera di versi! Fiorellino, beffato dall’estate, zimbello dell’inverno, vittima di scherzi e di giochi, eppure il primo, l’unico poeta danese pieno di gioventù. Ora sei un segnalibro, piccolo bucaneve! Certo non sei stato messo qui a caso!” Così il bucaneve fu rimesso nel libro e si sentì onorato e felice sapendo di essere il segnalibro di quel meraviglioso libro di canti e apprendendo che chi per primo aveva cantato e scritto di lui, era pure stato un bucaneve, beffato dall’estate e vittima dell’inverno. Il fiore capì naturalmente tutto a modo suo, proprio come anche noi capiamo le cose a modo nostro.
H.C.Andersen

La neve

La neve da molti giorni nevica. Vicino ai vetri della finestra,un bimbo osserva la danza dei petali bianchi e pensa che su,in cielo,oltre le nuvole,ci sia un giardino immenso pieno di rose,di camelie,di garofani candidi e di gelsomini e che gli angeli si divertono a scuotere leali fra le corolle e a far cadere i petali sopra la terra.
La terra,con l’abito bianco e luminoso,ha un aspetto nuovo.I palazzi sembrano enormi torte di panna montata;i campanili,giganti col cappuccio;e gli alberi,con la gelida bambagia che ne ricopre i rami,hanno la festosità di alberi natalizi.
Tutte le forme sono alterate,non esistono più contorni nitidi.Anche la strada,col soffice tappeto che la ricopre,è diversa.
I bimbi si divertono un mondo a percorrerla, ad affondare i piedi nella neve fresca.
In campagna,sotto la coltre candida,si svolge,intensa,la fatica creativa del grano.
quando il sole tiepido di primavera dissolverà la morbida coperta,appariranno,verdissimi,lucidi e freschi,i piccoli steli del frumento,i piccoli steli che permettono agli uomini pane,gioia e sicurezza.

Marina Spano fonte

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Neve fai da te

E’ arrivato l’inverno

Approfittiamo del freddo gelido che sta investendo le nostre regioni e di qualche fiocchetto di neve caduta anche da noi, per riproporre il tema dell’ inverno.

Abbiamo iniziato chiedendo ai bambini:- Avete visto i fiocchetti di neve? vi piacerebbe averne  in abbondanza per fare un bel pupazzo? La vogliamo fare con le nostre manine?-

Alla loro risposta affermativa ci siamo date da fare  con una ricetta facile  ed economica e unendo bicarbonato e shampoo  abbiamo preparato un bellissimo vassoio pieno di soffice e candida neve.

impasto-di-bicarbonato-e

La ricetta base per la preparazione del composto prevede una confezione da 500 gr. di bicarbonato e 1/2 bottiglia di shampoo,da ricordare però che la quantità degli ingredienti  varia in relazione al numero dei bambini, più ne sono e maggiore sarà la quantità da unire.

manualita

 giochiamo-con-la-neve

 

 

Dopo averli fatto giocare e manipolare la neve ottenuta,hanno ascoltato la poesia “Sono l’ inverno”, il cui protagonista è un pupazzo di neve che i piccoli hanno ricreato  riflettendo sul fatto che, l’omino bianco ha mani,occhi,naso e bocca proprio come loro.

pupazzetto-di-nevei-pupazzi-di-neve

 

I cuccioli  hanno cosi potuto consolidare la conoscenza degli elementi corporei, esercitare la manualità e interiorizzare alcuni aspetti della stagione invernale.

Sono l’ inverno

Buongiorno signori e signori
sono l’ inverno con pochi colori.
Non ho capelli sono pelato
in testa ho un cappello colorato
Le mie mani? Cinque rametti innevati.
La mia bocca? Cinque spicchi allineati.
Sono coperto da un manto delicato
ogni occhio e’ un cristallo ricamato.
Come naso ho la carota d un mio amico.
Come sono i miei piedi? Non te lo dico!

Fonte

 

In un momento successivo i bambini con la digitopittura hanno completato un paesaggio invernale ricoprendo gli alberelli con un delicato manto biancodigitopittura-per-la-neve

e hanno partecipato all’allestimento dell’aula con fiocchi di neve fatti con cartoncino.

 fiocco-di-nevebianca-neveaddobbo-aula-neve

 

Per consolidare la conoscenza di alcuni elementi fondamentali del corpo,i piccoli, sono stati invitati ad osservare e a disegnare gli elementi mancanti a un pupazzo di neve,

 nasofacciamo-gli-occhi

a colorare cappello e sciarpa con il loro colore preferito e a incollare tanta farina sul corpo precedentemente cosparso di colla.

farina-neve

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Inverno:fiocchi di neve per addobbare l’aula

Si sta avvicinando l’inverno e il nostro murale autunnale Ombrello per riparare i fiori in autunnodeve adeguarsi alla stagione.

Il freddo aumenta e i nostri fiorellini devono ripararsi, indosseranno perciò un cappellino  e una sciarpa di lana.

Considerata la stagione, l’ombrellino servira’ non per ripararsi dalla pioggia, ma dalla candida  neve che scende lieve, lieve  e dolce,dolce

fiocchi-di-neve-completi

Come fare i fiocchi è semplice ,basta seguire le istruzioni.

Procurarsi un cartoncino bristol bianco

Ritagliare tanti quadrati con il lato di 20 cm,(le misure variano a seconda della grandezza dei fiocchi).

Proseguire come indicato…

istruzioni-per-stella

Si otterrà un quadrato con tante piegature come nella foto…

fiocco-di-neve

Incollare ……

Ripetere il procedimento per ottenere due elementi come in foto

due-quadrati-per-fiocco

che dovranno essere sovrapposti .

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Al centro del fiocco abbiamo messo una stellina ma si potrà completare con glitter,con bottoncini o come più vi piace.

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Buona nevicata!

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Striscione per l’ inverno

striscione colorato 2016

Striscione invernale per addobbare le aule

Clicca qui  per stamparlo in formato pdf.

I di striscione 2016N di striscione 2016V di striscione 2016E di striscione 2016R di striscione 2016N di striscione 2016

O di striscione 2016

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Poesie sull’ inverno

pupazzi-di-neve

 La canzone della neve

Sotto il morbido mantello

della neve immacolato

dorme l’ erba scolorta,

dorme nudo l’ alberello:

Dorme il ghiro, dorme il tasso,

la lucertola si stira,

lo scoiattolo sospira

con un suon di contrabbasso:

Ma nel solco che lo serra

veglia il seme del frumento;

lo vedremo al sole, al vento

rinverdire tutta la terra:

Lo vedremo al tempo bello

d’oro il campo rivestire;

finge intanto di dormire

sotto il candid mantello.

D.Valeri

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Prima neve

Scendono piccoli

fiocchi leggeri

sopra le tegole

sopra i senteri,

volano e danzano

come per gioco

poi tutto imbiancano

a poco a poco:

Ormai nell’ aria

fiorita d’ ale

s’ annuncia lieto

il Santo Natale

Filippo Falsina

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Pioggia

Pioggia cadi e balzi,

come un gattino birichino,

sui tetti delle case,

sulle auto colorate,

sui grandi prati,

nella terra e dappertutto,

la pioggia di zampette

fa figure rotondette

(Augusta Sforna)

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Fior di neve

 

 Dal cielo tutti gli Angeli
videro i campi brulli
senza fronde né fiori
e lessero nel cuore dei fanciulli
che amano le cose bianche.
Scossero le ali stanche di volare
e allora discese lieve lieve
la fiorita neve.

 (U. Saba)

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LA NEVE

  

I leggeri fiocchetti

discendono dal cielo

e coprono di un velo

alberi,strade tetti.

La neve immacolata

sembra panna montata

A. Cuman Pertile

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Il pupazzo di neve

 

Un bel gioco emozionante

coi compagni inventerò:

andrò a scuotere le piante

e un pupazzo poi farò

 

( da 36 storie della buona notte)

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Bene al caldo

 

 Per i piedini caldi stivali

e muffolette per le mani.

Sciarpona rossa,berretto di lana

conto bufera e tramontana.

E i pantaloni e calzettoni

per evitare freddo e geloni.

Poi metto un maglione ben lavorato,

e un giaccone tutto imbottito

così il calduccio è garantito

Corinne albaut,Filastrocche di Natale, Motta junior,1998

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Pupazzo di neve

Son gigante oppure nano

Ho una scopa alla mano.

Son bianco appena fatto

Poi divento un bel mulatto.

Se fa freddo, son ciccione

ma col caldo addio pancione

Salvatore Lastella

 

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CHE  FREDDO
Neve
Neve che turbini in alto e avvolgi
le cose di un tacito manto.
neve che cadi dall’alto e noi copri
coprici ancora,all’infinito:Imbianca
la città con le case,con le chiese,
il porto con le navi,
le distese dei prati…..
(U. Saba)

Fior di neve
Dal cielo tutti gli Angeli
videro i campi brulli
senza fronde né fiori
e lessero nel cuore dei fanciulli
che amano le cose bianche.
Scossero le ali stanche di volare
e allora discese lieve lieve
la fiorita neve.
(U. Saba)

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LA NEVE

L’ Italia sottozero

lo stivale è ghiaccato:

Sta la neve sui monti

come panna sul gelato.

Gianni Rodari 

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Inverno

In uno splendore di fuoco,

rosse, gialle, bruciacchiate

le foglie se ne sono andate.

L’ albero ora tende

le braccia nodose e nere

verso un cielo grigio e greve

L’ inverno è arrivato

Corinne Albaut

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Primo gelo

Filastrocca del primo gelo

gela la neve caduta dal cielo,

gela l’acqua nel rubinetto

gela il fiore nel suo vasetto,

gela la coda del cavallo

gela la statua sul piedistallo

Nella vetrina il manichino

trema di freddo poverino,

mettetegli addosso un cappotto

di quelli che costano un terno al lotto:

finchè qualcuno lo comprerà

per un bel pezzo si scalderà

Gianni Rodari

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NELLA NOTTE
“Sulla neve,

nella notte,

chi è passato

solo o a frotte?

Qui c’è un’orma,

qui un’ impronta:

che racconta?

che racconta?”

“Mentre stavi

nel lettino,

qui passava

un topolino.

Mentre stavi

caldo e chiotto,

qui danzava

un bel leprotto.

Le bestiole

più affamate,

tutta notte

son  passate?

Son passate,

 silenziose,

le bestiole

timorose

M. COMASSI

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 NEVE CHE INNAMORA
I fiocchi scendono
Lentamente,
questa
è l’unica cosa
che sorge nella mente,
ma se ci metti il tuo cuore
vedrai la neve che scende con amore,
vedrai neve sulle montagne,
ma anche nelle campagne,
vedrai bimbi e persone
liberi, incantati
liberi e innamorati.

Tommaso Bragazza

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FELICITA’ DI NEVE

Fiocchi di neve scendono dal cielo
E coprono di bianco il mondo intero
Tanti bambini dai volti felici
Giocano insieme,
giocan come amici

Ecco la neve che cosa fa,
porta tanta felicità.

Rebecca Pisani

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Il gatto inverno

Ai vetri della scuola, stamattina

L’ inverno strofina la sua schiena nuvolosa

Come un vecchio gatto grigio:

Con la nebbia fa i giochi di prestigio,

e le case fa sparire e ricomparire;

con le zampe di neve imbiancail suolo

e per coda h un ghiacciolo….

Si signora maestra,

mi sono un po’ distratto:

ma per forza,con quel gatto

con l’ inverno alla finestra

che mi ruba i pensieri

e se li porta in slitta

per allegri sentieri

Gianni Rodari

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Bella è la neve  bianca

Meraviglioso gioco:

ma non se il tetto manca,

ma non se manca  il fuoco.

Avventuroso è il vento,

per vele ed aquiloni:

ma non se il fuoco è spento,

o rotto gli scarponi.

Le stelle su nel cielo

Che visione stupenda:

ma non se sei nel gelo

e dormi in tenda

Pimini,Castelli,Caviezel

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Nevica

A larghi fiocchi

Cade la neve

Dal cielo in terra

Candida e lieve.

Bianco tappeto

Fa per le strade,

sui rossi tetti

morbida cade.

Tutto arrotonda,

tutto ammodella,

agguaglia tutto

la neve bella….

Silenzio e pace!

Cade la neve,

sui rossi tetti,

morbida e lieve

Olindo Grossi mercanti

 

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Pastello del tedio

Dal grigio della nebbia

Fitta fitta

Traspaiono cipressi

Ombre nere

Spugne di nebbia.

E di lontano dondolando lento

Ne viene un suono

Di campana quasi spento.

Più lontano lontano

Passa un treno

mugghiando

Aldo Palazzeschi

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La neve

Viveva in una nuvola

Come una gatta in soffitta:

stanotte, zitta zitta

la neve è caduta giù.

Cosa diranno i bambini

A vederla già morta

Sui gradini della porta.

Come un povero caduto lì?

Aveva freddo e nessuno l’ aprì

Renzo Pezzani

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Comignoli freddolosi

Or che la neve ha coperto

d’ un manto i campi e i prati,

i comignoli sul tetto deserto

sono contenti di stare aggruppati:

L’ uno  all’ altro vicini,

si sussurrano parole di attea;

aspettano che giù nei camini

un po’ di legna venga accesa.

E, quando una nuvoletta

Di fumo s’ alza e si accinge a volare,

sospirano:”Va’!

cerca in fretta la primavera,

e falla tornare !”

Luigi Ruber

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Canzonetta del freddo

Stasera pure il vento

Si vorrebbe scaldare

Implora il suo lamento

Ad ogni casolare:

non ho più fiato

per proseguire

sono freddo gelato,

mi par di morire;

Svegliate il fuoco

che mi riscaldi un poco.

La fontanella che è rimasta sola

a  recitare la filastrocca

in mezzo alla piazzola

si sente la parola

gelare sulla bocca.

Se il fuoco è spento

e pure il vento

di freddo geme,

la fontanella teme

per quella cosa viva

ch’è la sua acqua sorgiva.

Balbetta

dalla paura stretta

con voce piana

più piana,

lontana,

e poi rimane zitta e sola

con un zipolo di ghiaccio in gola

Ignazio Drago

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L’ omino di neve

Guardate che caso,

non ha più naso:

Vorrei imitare

Questo paese adagiato

Nel suo camice

Di neve.

E ha solo un orecchio:

in un giorno di sole

è diventato vecchio!

Chi gli ha rubato un piede?

E’ stato il gatto,

bestia senza tatto.

Per un chicco di

Gallina gli becca una mano.

Infine, per far festa,

bambini gli tagliano la testa.

———————————————-

L’inverno

Cappello e sciarpa,
cappotto e guantini,
vestiamoci bene
o battiamo i dentini.
Con il freddo e con la neve
viene l’inverno, eccolo qua
ma regala a tutti quanti
frutta e feste in quantità:
mandarini e clementini,
per la gioia dei bambini,
belle arance, gialli limoni,
quante spremute per i bimbi buoni!
Per la festa di Natale
un Bambino nascerà.
E l’allegro Carnevale
tanti scherzi ci farà.

(Rosa Marra)

————————-

Inverno
Le nuvole sono nere,
Quanta pioggia vien dal cielo!
Ecco adesso viene l’inverno
con la neve e con il gelo.
Brr! che freddo ci sarà!
Che altro mai ci porterà?
Con le buone e dolci arance,
mandarini e mandarance.
Poi la festa di Natale
e alla fine il Carnevale.
Spogli ha i rami l’alberello
e il nonnino infreddolito

resta accanto al fuocherello.

Gli animali della terra
dormon tutti nella tana ,
ma io corro sulla neve
chè i vestiti son di lana!

(Rosa Marra)

———————

Inverno

Questa è la filastrocca
dell’inverno che è arrivato:
ogni cosa, se la tocchi,
assomiglia ad un gelato.
Dove vai bimbo bello?
Metti il cappotto, i guanti, il cappello.
Il sole nel cielo non c’è più
e piove forte, sempre di più.
E se tocchi il tuo nasino
quando esci e freddo fa
non ti sembra un ghiacciolino?
Ma nessun lo leccherà

(Rosa Marra)

————————-
Neve

Un fiocco di neve
scende dal cielo
un altro pian piano
lo segue leggero
e…come per magia!
Una coperta bianca
ricopre la terra
che ormai è stanca.
Sui rami degli alberi
non c’è più una foglia,
non c’è più erba,
la terra è spoglia!
Gli uccelli sono partiti
per terre lontane,
orsi e scoiattoli
dormono nelle tane.
(Rosa Marra)
———————————

CADE LA NEVE

Cade la neve sulla campagna
palline di gesso sulla lavagna
Cade la neve dentro i cortili
pupazzi di neve dai visi gentili
Cade la neve sopra la strada
qualcuno spera che se ne vada
Cade la neve su tutti i tetti
acqua ghiacciata nei rubinetti
Cade la neve sopra i fienili
niente più cibo dentro gli ovili
Cade la neve su tutta la gente
non c’è la forza di fare niente
Cade la neve sopra ogni cosa
resta sepolta l’ultima rosa.

di Giuseppe Bordi

2

Adesso ci prepariamo per l’ inverno:addobbi per aule e lavoretti

decorazione-per-porte

merlo

pupazzi-di-neve

paesaggio-invernale

bosco ricoperto di neve

Alberelli ricoperti di neve per completare il nostro paesaggio

invernale

paesaggo invernale

La famiglia ORSETTI ci accoglie ogni mattina

orsi

Giochiamo con le forme per creare un bellissimo paesaggio

paesaggo invernale completo

Paesaggio invernale

 

inverno cipì 006

Pupazzi di neve

Inverno 005

Neve con popcorn

fiocchi-di-neve

pupazzo di neve1

pupazzo di neve

uccellini invernali

Porta invernale

porta invernale

casettttt

pupazzi sciatori

addobbo inveno 2015

 

 

 

pinguini

Addobbi e decorazioni invernali.

casetta uccelli

Ripari per uccellini

2014-01-04 21.09.46

2014-01-06 12.48.01

nuova casetta per uccelli

rotoli Natale 005

Un piccolo cono , un cerchietto, un cappellino e una piccola sciarpa per il pupazzo di neve da appendere alla porta

Ricicliamo piatti

NATAle pupazzi 010

NATAle pupazzi 006

NATAle pupazzi 005

 

Schema Fiocchi di neve

        

  

fiocchi di neve (5) fiocchi di neve (4) fiocchi di neve (3) fiocchi di neve (6)

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L'albero invernale: addobbo per aula

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