Canti per la festa del papà

Sei forte papà!

Mannaggia!
Possibile che tutte le volte che andiamo in campagna con la roulotte

comincia a piovere, e i miei figli mi dicono:

Gli animali non hanno ombrello

e non portano mai il cappello

piove tanto e si sono bagnati

sono già tutti raffreddati

che si fa? Chi li aiuterà?

Quel gufo con gli occhiali che sguardo che ha

Lo prendi papà? Si!

La lepre in tuta rossa che corse che fa!

La prendi papà? Si!

Quel canarino si è ferito e non lo lascio qua!

Lo prendi papà? Lo prendo se vuoi così guarirà

Quel ghiro dormiglione sbadiglia di già!

Lo prendi papà? Si!

Quel topo campagnolo trasloca in città!

Lo prendi papà? Si

Ma questa mia roulotte mi sembra l’Arca di Noè però ci si sta

stringendosi un po’!

Sei forte papà!

E questi poveri animali

ora che piove

non ho il coraggio

di abbandonarli così…

Quel picchio col martello che buchi che fa!

Lo prendi papà? Si!

Quel grillo chiacchierone che chiasso che fa!

Lo prendi papà? Si!

Ma questa mia roulotte mi sembra l’arca di Noè però ci si sta

stringendosi un po’!

Sei forte papà! Stringendosi un po’!
G.Morandi
Ascolta

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La festa di papà

Testo e musica Carlo Rossetti

La mamma è indaffarata

è un giorno un po’ speciale

dobbiamo festeggiare

la festa di papà

Tra me e mio fratello

il trambusto è assicurato

la gara è iniziata

ma vincerà papà

Lo osservo ogni mattina

provando a far la barba

vorrei diventare

come il mio papà

Io penso tutti i giorni

al suo abbigliamento

fiori e perline

io gli regalerò

Rit.

Perché sei un bravo papà

giochiamo ancora insieme

perché sei un bravo papà

e poi mi porti a judo

perché sei un bravo papà

e mi accompagni a scuola

perché sei un bravo papà

che ci vuol tanto bene

(2 volte)

AscoltaLa Festa del Papà – Canzoni per bambini di Coccole Sonore
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Testo Per Sempre

Mio padre che mi spinge a mangiare
e guai se non finisco
mio padre che vuol farmi guidare
mi frena con il fischio
il bambino più grande mi mena

davanti a tutti gli altri
lui che passa per caso mi salva
e mi condanna per sempre
mio padre di spalle sul piatto
si mangia la vita
e poi sulla pista da ballo
fa un valzer dentro il suo nuovo vestito

Per sempre
solo per sempre
cosa sarà mai portarvi dentro solo tutto il tempo
per sempre
solo per sempre
c’è un istante che rimane lì piantato eternamente

E lei che non si lascia afferrare
si piega indietro e ride
e lei che dice quanto mi ama
e io che mi fido
e lei che mi toccava per prima
la sua mano bambina
vuole che le giuri qualcosa
le si gonfia una vena
e lei che era troppo più forte
sicura di tutto
e prima di andarsene mi dà il profilo
con un movimento perfetto

Per sempre
solo per sempre
cosa sarà mai portarvi dentro solo tutto il tempo
per sempre
solo per sempre
c’è un istante che rimane lì piantato eternamente
per sempre
solo per sempre

Mia madre che prepara la cena
cantando sanremo
carezza la testa a mio padre
gli dice vedrai che ce la faremo

Per sempre
solo per sempre
cosa sarà mai portarvi dentro solo tutto il tempo
per sempre
solo per sempre
c’è un istante che rimane lì piantato eternamente
per sempre
solo per sempre
LIGABUE L.
Fonte
Ascolta

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Canti natalizi

coro

La Madonna è andata al mercato

La Madonna è andata al mercato
ha lasciato Gesù addormentato,
l’ha lasciato all’angelo rosa
che pensa sempre ad ogni cosa.
Tutto ad un tratto si sveglia il bambino,
grida, forse gli cresce un dentino….
L’angelo rosa non sa cosa fare
e gli altri angeli manda a chiamare
la la la la la la
Pronto prontissimo l’angelo lilla
gli da una tazza di camomilla,
l’angelo verde tace e riflette,
forse le fasce son troppo strette,
di corsa arriva poi l’angelo d’oro,
prova a cantar con tutti un bel coro
ma il bimbo strilla a perdifiato,
la Madonna è sempre al mercato
la la la la la
L’angelo bianco con l’alto parlante
va in giro e informa ogni passante,
l’angelo giallo gli fa le smorfiette,
ma il bimbo piange e non la smette,
l’angelo azzurro gli suona il violino,
l’angelo blu gli massaggia il pancino,
ma il bimbo piange è disperato,
la Madonna è sempre al mercato
la la la la la
Torna la Madonna lo guarda ed esclama:
“Il mio bambino ha solo un po’ fame!”.
Volano gli angeli vanno al mercato,
ma quando tornano è già addormentato:
son tutti uguali i bimbi del mondo
frignano, strillano, gridano, piangono,
cadono, s’alzano, ricadono giù
anche se il bimbo si chiama Gesù.
Fonte

Ascolta


L’alfabeto del Natale

Tutti possono cantar l’alfabeto del Natale
Prendo lettere e parole e ne faccio una canzone.
Tutti possono imparar l’alfabeto del Natale
basta un po’ di fantasia, siete pronti allora via.
A come abete,

B come bianco,

C come canto,

D come dono,

E come elfo,

F come fuoco,

G come grotta,

H di happy Christmas,

I come idea per un regalo,

L di luci,

M di magi,

N la neve scende giù lenta,

O come ora della Festa di
Natale.
Tutti possono cantar l’alfabeto del Natale
Prendo lettere e parole e ne faccio una canzone
Tutti possono imparar l’alfabeto del Natale
Basta un po’ di fantasia, siete pronti allora via.
P come paglia e palle di neve,

Q come questa notte speciale,

R di renna,

S di stella,

T è il torrone dolce buono che sapore,

U come uno il bimbo che nasce,
V come vischio di buon augurio,

Z zampogne sento suonare
è l’alfabeto della Festa di Natale
Tutti possono cantare l’alfabeto del Natale
Prendo lettere e parole e ne faccio una canzone
Tutti possono imparare l’alfabeto del Natale
Basta un po’ di fantasia, siete pronti allora via.

Fonte

Ascolta


Batti le ali

Una scala verso il cielo

questa musica sarà

giù dal mondo fino in cima

all’universo arriverà

Una festa, un’emozione,

tra gli amici in compagnia

per cantare tutti insieme

cielo e terra in sintonia.

Rit.

Se sei un bambino

batti le mani

Se sei un angelo batti le ali.

Batti le ali e canta con me:

è la festa più bella che c’è.

Batti le mani e sorridi anche tu:

è Natale, è nato Gesù.

Batti le ali e canta con me:

è la festa più bella che c’è.

Batti le mani e sorridi anche tu:

è Natale, è nato Gesù.

Per la pace, per l’amore

un accordo nascerà

e puntando dritto al cuore

la speranza chiamerà.

Una nota dopo l’altra,

mille voci in armonia

per volare tra le stelle

sopra questa melodia.

Rit.

Se sei un bambino

batti le mani

Se tu  sei un angelo batti le ali.

Batti le ali e canta con me:

è la festa più bella che c’è.

Batti le mani e sorridi anche tu:

è Natale, è nato Gesù.

Batti le ali e canta con me:

è la festa più bella che c’è.

Batti le mani e sorridi anche tu:

è Natale, è nato Gesù.

E’ Natale, è nato Gesù.

E’ nato Gesù. E’ nato Gesù.

Fonte

Ascolta

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Filastrocca di Natale

C’è un bambino un po’ impaurito
che non dorme e succhia un dito:
guarda il buio tutto intorno,
sta nel letto e aspetta il giorno.

Ma una stella luminosa
vede il bimbo che riposa:
la sua luce nella stanza
sul cuscino salta e danza.

Venite, Din Don Dan
campane Din Don Dan
vicine, Din Don Dan
lontane, Din Don Dan:
“Allegre suoniamo,
Natale annunciamo!”
Din Don Din Don
Din Don Dan

«Se la notte è fredda e scura,
non avere più paura,
una storia ti racconto!»
«Parla pure, sono pronto.»

«C’è una piccola capanna:
dentro un bimbo fa la nanna,
poi c’è un bue, un asinello…
quel bambino è proprio bello!»

RIT.

«Il papà gli sta vicino,
sta guardando il suo bambino.
La sua mamma gli fa festa,
lo accarezza sulla testa.

Quel bambino appena nato
pace e amore ci ha portato,
così tutti sulla Terra
più non vogliono la guerra!»

RIT.

«Questa storia un po’ speciale
è la storia di Natale.
Ora dormi, bimbo mio,
così dormo un poco anch’io!»

«Questa storia è proprio bella,
grazie tante amica stella!»
Con la testa sul cuscino
si addormenta ogni bambino.

Fonte

Ascolta

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Ginge Rock

Jingle bell, jingle bell, jingle bell rock,
jingle bell swing and jingle bell ring.
Cantate tutti, cantate con me
e risplenderà il sole.

Jingle bell, jingle bell, jingle bell rock,
jingle bell swing and jingle bell ring.
Tornar bambino ognuno potrà
se cantar saprà.

Hippi hippi ye, hippi hippi ya!
Oh che felicità.
Lo dovrà saper
tutto il mondo che
cantare è bello ad ogni età!

Jingle bell, jingle bell, jingle bell rock,
jingle around the clock.
Con un ritmo ed una frase d’amor
torna giovane il cuor!

Hippi hippi ye, hippi hippi ya!
Oh che felicità.
Lo dovrà saper
tutto il mondo che
cantare è bello ad ogni età,
ad ogni età!

Jingle bell, jingle bell, jingle bell rock,
jingle bell swing and jingle bell ring.
Cantate tutti, cantate con me
e risplenderà il sole.

Jingle bell, jingle bell, jingle bell rock,
jingle around the clock.
Con un ritmo ed una frase d’amor
torna giovane, torna giovane,
torna giovane il cuor!

Torna giovane il cuor!

Fonte

Ascolta


Girotondo ballerino

GIRO, GIROTONDO E’ NATALE,
GIRO, GIROTONDO MENO MALE,
GIRO, GIROTONDO BALLERINO,
GIROTONDO UN PO’ BAMBINO.

Din don, din don è Natale
Din don, din don vi voglio bene,
Natale in tutto il mondo,
per mano un girotondo,
Natale per te e per me.

GIRO,GIROTONDO E’ NATALE,
GIRO, GIROTONDO MENO MALE
GIRO, GIROTONDO BALLERINO,
GIROTONDO UN PO’ BAMBINO.

Din don, din don c’è una grotta,
din don, din don una stellina,
e là sull’alberello
si accendono le luci
che brillano nel cielo blu.

GIRO, GIROTONDO E’ NATALE,
GIRO,GIROTONDO MENO MALE
GIRO,GIROTONDO BALLERINO,
GIROTONDO UN PO’ BAMBINO.

Din don, din don c’è un bambino
din don, din don tanti doni,
è un giorno felice,
il giorno più bello,
stiamo insieme io e te.

GIRO, GIROTONDO E’ NATALE
GIRO, GIROTONDO MENO MALE
GIRO,GIROTONDO BALLERINO,
GIROTONDO UN PO’ BAMBINO.

Din don, din don è Natale
din don, din don meno male,
danziamo tutti insieme,
prendiamoci per mano
Buon Natale a te.

Fonte

Ascolta

Lavoretto,canzoncina e poesie per halloween

Segnalibro di halloween
A portarci una caramella per Halloween arriva un piccolo e birichino ragnetto.
Lo spunto per la realizzazione di questo lavoretto ci viene dato dalla canzoncina di Whiskey il ragnetto che i piccoli amano cantare e mimare tutti insieme in un clima di gran festa.

Per realizzare questo lavoretto occorre:

  • Cartoncino nero;
  • Pastello a cera nero;
  • Pastello a cera bianco;
  • Pastello a cera rosso;
  • Stecche di gelato;
  • Una caramella.

Con il pastello nero coloriamo la stecca di legno,riportiamo le sagome del ragnetto sul cartoncino nero,ritagliamole e assembliamole

Disegniamo la bocca,il nasino e le gote con il pastello rosso.

Incolliamo il ragnetto e la caramella sulla stecca di legno colorata.

Testo

Whiskey il ragnetto

Whiskey il ragnetto

sale la montagna

la pioggia lo bagna

e Whiskey cade giù giù giù

Ma ecco esce il sole

e Whiskey si è asciugato

risale la montagna

e va sempre più su su su

Sulla montagna

c’è una casetta

con una streghetta

che se lo vuol mangiar

gnam gnam

Ma Whiskey

è molto furbo

riscende la montagna

e va dalla sua mamma

e non la lascia più più più

Whiskey il ragnetto

sale la montagna

la pioggia lo bagna

e Whiskey

cade giù giù giù

Ma ecco esce il sole

e Whiskey si è asciugato

risale la montagna

e va sempre più su su su

Sulla montagna

c’è una casetta

con una streghetta

che se lo vuol mangiar

gnam gnam

Ma Whiskey

è molto furbo r

iscende la montagna

e va dalla sua mamma

e non la lascia più più più.

Ascolta

……………………………….

Il ragno

Tiene il ragno un gomitolo d’argento…

Tìene ìl ragno un gomìtolo d’argento
Con due manì ìnvìsìbìlì
E ìn una danza dolce e solìtarìa ..
Sdipana il filo di perla.
Dì nulla ìn nulla avanza
Col suo lavoro immaterìale.
Rìcopre ì nostrì arazzì con ì suoì
Nella metà deltempo.
Glì basta un’ora ad ìnnalzare estreme
Teorie di luce
Pende poì dalla cìma dì una scopa,
Dìmenticando ognì sua sottìglìezza.

Emily Dickinson

Fonte

……………………………….

Il ragno

Col lucido fil, di bava sottil
un nido d’argento, che oscilla nel vento
si fabbrica il ragno, fra il bosco e lo stagno.
Sussurra il ragnetto “D’impegno mi metto
con questa mia rete, bambini sapete
da sol mi procuro, ne sono sicuro
il letto e la cena: non vale la pena?”.

L. Santucci

……………………………….

Il ragno birichino

Un ragno biricchino
stava chiuso in un buchino
vide il sole uscì da lì
vide un ramo, vi salì.
E piano piano
senza mano
senza filo
senza ago
una tela si cucì
e tranquillo, vi dormì.

C.  Bresadola

Altre risorse:

Festa dei nonni

Raccolta di link utili per la festa dei nonni

Tante idee da realizzare e regalare ai nonni :Lavoretti creativi

Lavoretti.striscioni.letterine e tantissime altre risorse: maestramery

Un simpatico diploma per i nonni :filastrocche.it

Simpatici e semplici lavoretti : maestra Renata

Lavoretti spiegati e illustrati:Cosepercrescere

e su questo sito: poesie  canti,biglietti.disegni  

 

 

POESIE PER LA FESTA DEI NONNI

Raccolta di poesie per la festa dei nonni!

……………………………

lI profumo della nonna

Sa di colla il tappezziere,

di salame il salumiere,

di vernice sa il pittore,

ogni persona ha un odore;

le signore per civetteria

se lo comprano in profumeria.

Ma c’è un profumo in particolare

che non hanno tutte le donne,

perché non si può comprare:

è il profumo delle nonne.

san di violette messe a seccare

fra le pagine di un libro di fate,

e di fotografie un po’ slavate.

sanno di amido, di biancheria

con lo spigo messo li;

sanno di orzo e di cotognata,

di biscotto alla noce moscata.

Filippo Falsina

…………………………………………..

I NONNI, UN GRANDE DONO
Se mamma non ha tempo di darvi sempre retta,
se anche il vostro babbo è sempre un po’ di fretta…
Sappiate, ciò succede in tutte le famiglie:
son tante le incombenze e il tempo spesso stringe.

Il lavoro, la famiglia, pulire e cucinare…
E il compito difficile di accudire e di educare.
E’ scomodo punire ed essere severi,
ma a loro tocca oggi… A noi nonni è toccato “ieri”.

Adesso i nostri compiti son molto differenti:
saremo disponibili, amorevoli e accoglienti.
Dedicheremo tempo ad ascoltarvi e consolarvi,
se avrete un dì un problema noi potremo anche aiutarvi.

Con noi voi scoprirete il meccanismo delle cose,
insieme le giornate non saranno mai noiose.
Saremo in vostro aiuto con saggezza ed esperienza
ed ogni spiegazione vi daremo con pazienza.

Potremo anche insegnarvi i tanti nomi delle piante,
di storie ne sappiamo e ne inventeremo tante.
Faremo insieme l’orto, pianterem delle verdure,
potremo anche raccogliere le fragole mature.

Faremo un bell’impasto e inforneremo un grande pane,
ne mangeremo tanto, finché passerà la fame.
Poi canteremo insieme, imparerete antichi balli
e ci scateneremo in un frenetico alligalli.

Con voi ci sentiremo meno adulti e più bambini
e costruiremo case con coperte e con cuscini.
Potremo organizzare se volete anche una gita,
vi insegneremo inoltre anche i valori della vita.

Andremo ad osservare in uno stagno dei girini,
avremo tanto tempo anche per coccole e bacini.
Se il cuore avrete in pena, venite senza indugio,
il nostro grande abbraccio potrà essere un rifugio.

Se squillerà il telefono e ci direte “Ti voglio bene”,
saremo meno soli anche quando non siamo insieme.

Serena Riffaldi

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Facciamo festa ai nonni! Il sorriso di un nonno: un tesoro da custodire tra le più grandi ricchezze della memoria. Anton Vanligt. —————————R…

Sorgente: POESIE SUI NONNI

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Lavoretto per l’accoglienza a scuola

La scuola è appena finiti ma già si pensa al nuovo anno scolastico e a come accogliere i bambini a settembre.
Inizierà un nuovo viaggio ricco di emozioni e di esperienze nuove da affrontare.
E i bambini?
I bambini saranno pronti  per nuove ed entusiasmanti avventure e il nostro augurio sarà quello di salire a bordo e partire insieme!

elico.lavoretti

Elicotteri pronti a decollare!

elico.lavoretti

elicottero

Istruzioni:

  • Cliccare  sull’immagine in bianco e nero.
  • Stampare.
  • Riportare le sagome dei vari elementi sul cartoncino.
  • Ritagliare le sagome.
  • Assemblare i vari elementi.

 

in alternativa:

  • Stampare il disegno.
  • Colorare a piacere.

 

Che sia un anno meraviglioso per tutti!

Altri lavoretti per l’accoglienza qui

Canti qui 

Poesie qui

 

Lavoretto di Natale

Albero di Natale con rotoli di carta

Il periodo dell’ Avvento si avvicina,fervono i preparativi per addobbare le aule e per  trovare qualche idea per un lavoretto natalizio semplice e realizzato dai bambini .
I bambini amano pitturare ,più si sporcano e più sono felici e allora perché non realizzare un alberello con rotoli di carta tutti ridipinti con tempera  bianca?
Preparare  l’alberello ci offre anche l’occasione per ricordare il vero senso del Natale.Allora perché non addobbarlo di cuori rossi simbolo universale dell’ amore?

albero-con-rotoli-damore

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precalcolo di Natale

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Canti per Halloween

Il fantasma Geremia

Ascolta


L’ amico mio fantasma

CORO:
In questa casa non si riesce a dormire
È tutto uno sferragliare di catene.

SOLISTA:
C’è la sedia che borbotta,
perché ha una gamba rotta
col ritratto di Zio Piero canta sempre
“Và pensiero”
La maniglia che sbadiglia
mentre il piano non fa piano
e perfino il lavandino.

CORO + SOLISTA:
quando beve, fa il ruttino

CORO:
No che in questa casa non c’è un po’ di pace.
Anche il mio cuscino parla ed è loquace.

SOLISTA:
E il vestito nell’armadio
spara forte la sua radio
Mentre in sala la credenza
guarda i film di fantascienza
Come giocano le porte
a chi sbatte un po’ più forte \
ed i fiori nell’aiuola.

CORO + SOLISTA:
Fino a sera, fan la “ola”!

CORO:
Si può sapere come mai non scappi via?
Perché non molli tutto e non vieni a casa mia?

CORO + SOLISTA:
Perché qui c’è l’amico mio fantasma
che dal ‘700 soffre d’asma
Si nasconde sulle scale perché vuole farti bù
ma respira così forte che lo senti prima tu.
Ma che forza quest’amico mio fantasma,
è un fantasmagorico ectoplasma
Lui adora i tortellini, può mangiarne un chilo e più,
e per questo il suo lenzuolo è sempre sporco di ragù.

CORO:
Ma non posso riferirvi quel che dice,
quando mamma poi lo mette in lavatrice.
(MUAHAHAHAHA)
Lo metto nello zaino e andiamo a scuola insieme,
così se vengo interrogato prendo “bene”

SOLISTA:
Perché è bravo a suggerire, senza farsi mai scoprire
Ed il compito di storia è il momento suo di gloria
Lui li ha conosciuti tutti, da Leonardo ai mammalucchi
mentre ad Alessandro il grande

CORO + SOLISTA:
Nascondeva le mutande!

CORO:
Ma tu lo sai che hai un amico eccezionale?
Me lo presti ad Halloween e a carnevale?

SOLISTA: No

CORO: perché?

SOLISTA: No

CORO: perché?

SOLISTA: Ho detto no
CORO: Perché, perché, perché?

CORO + SOLISTA:
Perché è mio quest’amico mio fantasma.
che dal ‘700 soffre d’asma
Si nasconde sulle scale perché vuole farti bù
ma respira così forte che lo senti prima tu.
Ma che forza quest’amico, Ma che forza quest’amico mio fantasma,
è un fantasmagorico ectoplasma
Lui adora i tortellini, può mangiarne un chilo e più,
e per questo il suo lenzuolo è sempre sporco di ragù.

CORO:
Ma non posso riferirvi quel che dice,
quando mamma poi lo mette in lavatrice.

SOLISTA:
Ma non posso riferirvi quel che dice,

SOLISTA + CORO:
quando mamma poi lo mette in lavatrice.

(MUAHAHAHAHAHAHAHA)

Testo: Mario Gardini – Musica: Giovanni Paolo Fontana – Roberto De Luca – Interpretata da: Erika Terragni

http://www.filastrocche.it

Ascolta


Le streghe

E le streghe ballano
La danza per i maghi
Con un filtro magico
Per spaventare i draghi

Rit.
Gira, gira il mestolo
Tira su il coperchio
Fuoco, fuoco notte e dì
Le streghe fan così

Svuotano i barili
Bevendo a più non posso
Quando si ubriacano
Finiscono nel fosso

Rit.
Gira, gira il mestolo
Tira su il coperchio
Fuoco, fuoco notte e dì
Le streghe fan così

Due zampe di topo
Una coda di serpente
Quattro pipistrelli
Un ragno senza un dente
Quatto pipistrelli
Un ragno senza un dente
Questo filtro magico
è ancora più potente

http://www.filastrocche.it

Ascolta


NON HO PAURA DEL BUIO

Pietro Diambrini

Non ho paura del buio perché
tengo sempre una stellina con me,
non ho paura del buio che c’è,
tengo sempre la mia stellina con me.

Non ho paura del buio
se tu mi stringi la mano,
non ho paura perché
la mia stellina è accanto a me…

Non ho paura del buio perché
tengo sempre una stellina con me,
non ho paura del buio che c’è,
tengo sempre la mia stellina con me.

Con te, mia dolce stellina,
sarà ben presto mattina,
non c’è pericolo che
possa temere accanto a te…

Non ho paura del buio perché
tengo sempre una stellina con me,
non ho paura del buio che c’è,
tengo sempre la mia stellina con me.

È tua la luce che brilla
di più di ogni altra stella
e sai chiarire per me
la via tranquilla per crescere…

Non ho paura del buio perché
tengo sempre una stellina con me,
non ho paura del buio che c’è,
tengo sempre la mia stellina con me.

Ascolta

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La canzone della paura
Testo e musica di Mauro Becattini
Ero un bambino un po’ piccino.

E non dormivo nel mio lettino.

Perché la notte, che bimbo caro,

avevo paura del lupo mannaro!

E c’era sempre un vampiretto

che stava lì, vicino al letto:

oppure anche una strega nera

che andava a trovarmi quasi ogni sera!

 Ahum, Ahum, cosa si muove nel buio laggiù?

Ahum, Ahum, mi batte il cuore, mi fa bum bum!

 Ed una sera, vicino al letto,

s’era seduto un diavoletto:

accompagnato da un diavolino…

appollaiato sul tavolino.

Vicino al lume, per niente bello,

stava volando un pipistrello:

di quelli brutti, coi denti aguzzi,

che succhiano il sangue ai bambinuzzi…

 Ahum, Ahum, cosa si muove nel buio laggiù…

 Ma ancor più brutta e paurosa,

la strega Malefica è disgustosa:

col corvo nero abbarbicato,

ha fatto un urlo e m’ha svegliato!

Ma ecco che, in un angolino,

s’era nascosto Capitan Uncino:

e con un grido molto bestiale,

mi fa sentire ancor più male!

 

Ahum, Ahum, cosa si muove nel buio laggiù…

 

Rincantucciato nel mio lettino

chiamo la mamma e il mio babbino:

chiamo i fratelli e la sorella:

presto leggetemi una storiella!

 

E finalmente… non son più solo

e tutti i mostri prendono il volo.

Ora che sono in compagnia…

la mia paura la butto via !

La canzone della paura

Testo e musica di Mauro Becattini

Ero un bambino un po’ piccino.
E non dormivo nel mio lettino.
Perché la notte, che bimbo caro,
avevo paura del lupo mannaro!

E c’era sempre un vampiretto
che stava lì, vicino al letto:
oppure anche una strega nera
che andava a trovarmi quasi ogni sera!

Ahum, Ahum, cosa si muove nel buio laggiù?
Ahum, Ahum, mi batte il cuore, mi fa bum bum!

Ed una sera, vicino al letto,
s’era seduto un diavoletto:
accompagnato da un diavolino…
appollaiato sul tavolino.

Vicino al lume, per niente bello,
stava volando un pipistrello:
di quelli brutti, coi denti aguzzi,
che succhiano il sangue ai bambinuzzi…

Ahum, Ahum, cosa si muove nel buio laggiù…

Ma ancor più brutta e paurosa,
la strega Malefica è disgustosa:
col corvo nero abbarbicato,
ha fatto un urlo e m’ha svegliato!

Ma ecco che, in un angolino,
s’era nascosto Capitan Uncino:
e con un grido molto bestiale,
mi fa sentire ancor più male!

Ahum, Ahum, cosa si muove nel buio laggiù…

Rincantucciato nel mio lettino
chiamo la mamma e il mio babbino:
chiamo i fratelli e la sorella:
presto leggetemi una storiella!

E finalmente… non son più solo
e tutti i mostri prendono il volo.
Ora che sono in compagnia…
la mia paura la butto via !

Fonte

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Canti per l’ accoglienza

Rap

Rap…rap…rap…rap…
Alla mia maestra piace tanto Jovannotti,
viene a scuola tutti i giorni per interrogarci,
sì, però, non fa mica come gli altri,
che, si sa, danno voti bassi o alti.
Bassi o alti…
Bassi o alti…
Lei pretende invece che rispondiamo a tempo “yea”
e si dica la lezione con bravura e precisione
con il fare stravagante che distingue quel cantante
Con quel passo snoccolato e quel ritmo sincopato
Che fa Tum-cha tum-tum-cha
Tum-cha tum-tum-cha
Rap scuola rap…
È proprio tanto bello imparare con il rap…
Rap… maestra rap
Sei forte, sei un mito, sei il meglio che c’è.
Se tu rappi geografia, storia, scienze e geometria
Saprai bene le lezioni, non avrai preoccupazioni!
Rap scuola rap…
Mi piace andare a scuola
Se la scuola è così rap!
Sei per tre diciotto, sei per quattro ventiquattro,
sei per cinque fanno trenta, sei per sei trentasei,
sì, però, tu sai dirmi esattamente
come mai il sole nasce sempre a oriente.
Con l’armata a Waterloo fu sconfitto Bonaparte,
il pianeta più vicino alla nostra terra è Marte.
Se qualcuno chiede a me cosa mai è l’erre tre
lo collego col pi greco, con la sfera e poi ti dico
Che fa Tum-cha tum-tum-cha
Tum-cha tum-tum-cha
Rap scuola rap…
È proprio tanto bello imparare con il rap…
Rap… maestra rap
Sei forte, sei un mito, sei il meglio che c’è.
Se tu rappi geografia, storia, scienze e geometria
Saprai bene le lezioni,
non avrai preoccupazioni!
Rap scuola rap…
Mi piace andare a scuola
Se la scuola è così rap!
Fotosintesi si dice quel processo strano
con la luce e con le foglie, è il clorofilliano
E, se vuoi, ti rispondo alla domanda
guarda che solo in Cina vive il panda.
Stanno in Africa i leoni, dappertutto gli scimmioni
per cui Cesare, si sa, non fu per fatalità
che in quel marzo sfortunato cadde a terra pugnalato!
E ora che ti ho dimostrato che col rap ho ben studiato,
tutti a Tum-cha tum-tum-cha
Tum-cha tum-tum-cha
Rap scuola rap…
È proprio tanto belo imparare con il rap…
Rap… maestra rap
Sei forte, sei un mito, sei il meglio che c’è.
Se tu rappi geografia, storia, scienze e geometria
Saprai bene le lezioni,
non avrai preoccupazioni!
http://www.filastrocche .it
———————-
L’ alfabeto della scuola
A come AMICI che si trovano insieme
B come BANCHI in file serene
oppure BISCOTTI scambiati a merenda
quando c’è pausa e non reprimenda
C come CORTILE per andare a giocare
oppure COMPITI che si devon fare
D come DIECI DOZZINE DI DENTI
oppure DISCORSI DELUDENTI
E come ENTUSIASMO per cose nuove
o ESPERIMENTI per fare le prove
F come FAVOLE e FILASTROCCHE
purché divertenti ed anche un po’ sciocche
G come GIOCHI con le parole
sia con i numeri che da sole
H come HO VOGLIA di uscire a giocare
oppure di leggere e di imparare
I come INCHIOSTRO verde ed azzurro
per scrivere anche su pane e burro
L come LAVAGNA nera e gessosa
oppure LITRI di coca e gassosa
M come MAESTRA gentile e cordiale
oppure MATEMATICA che non è MALE
N come NUMERI scritti di rosso
O come OPERAZIONI a più non posso
P come PAGINE di libri e quaderni
Q come QUADRETTI antichi e moderni
R come RIME RISATE RACCONTI
ad ascoltarli siam tutti pronti
S come STUDIO di bruchi e lombrichi
o come STORIE di popoli antichi
T come TABELLE TAVOLE TESTI TEATRO
che ci diverte e non è mai TETRO
U come UNO per tutti tutti per UNO
fuori del gruppo non c’è nessuno
V come VOGLIA di fare e disfare
o solamente di andare a mangiare
Z come ZERO paure e dispetti
perché della scuola siamo contenti
teso dal web
Ascolta

 


La canzone della scuola

Il tempo si allunga se sei a scuola

quando si gioca si accorcia e vola

Ascolto parole e conto i quadretti

faccio disegni dai bordi perfetti

Ma c’è una scuola che parla ai bambini

come la rondine ai rondinini,

li fa volare aprendo le ali

e sa che i voli non sono mai uguali

E via la polvere dalle parole dentro

la scuola può esserci il sole

apri le porte spalanca finestre

ridono i bimbi con le maestre..

ridono i bimbi con le maestre

Quanto pesa stare ferma nel banco

con un compagno seduto al mio fianco

la testa corre scavalca i muretti

w i disegni che non sono perfetti

La scuola è bella se accoglie i pensieri

così ogni giorno ne sai più di ieri

è viva e allegra se sa navigare

insegna ai bambini a conoscere il mare

E via la polvere dalle parole

dentro la scuola può esserci il sole

apri le porte spalanca finestre

ridono i bimbi con le maestre…

ridono i bimbi con le maestre

E via la polvere dalle parole

dentro la scuola può esserci il sole

apri le porte spalanca finestre

ridono i bimbi con le maestre…

ridono i bimbi con le maestre

http://www.rosalbacorallo.it/l’alfabeto-della-scuola.html

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Benvenuto

 Benvenuto benvenuto, questo è il mio saluto
Benvenuto benvenuto, questo è il mio saluto
Benvenuto benvenuto, questo è il mio saluto
Benvenuto benvenuto, questo è il mio saluto

Sulla porta la maestra
un saluto alla finestra
è una cosa delicata
incomincia la giornata

Benvenuto benvenuto, questo è il mio saluto
Benvenuto benvenuto, questo è il mio saluto
Benvenuto benvenuto, questo è il mio saluto
Benvenuto benvenuto, questo è il mio saluto

Si saluta con il sorriso
è più dolce ogni viso
si saluto ogni bambino
con la mano ed un bacino

Benvenuto benvenuto, questo è il mio saluto
Benvenuto benvenuto, questo è il mio saluto
Benvenuto benvenuto, questo è il mio saluto
Benvenuto benvenuto, questo è il mio saluto

C’è chi arriva e chi va via
si saluta in allegria

Ascolta


La scuola è dei bambini

Andrea Lama

A scuola siamo in tanti si fanno giochi e canti

racconti e burattini la scuola è dei bambini

Nel parco c’è chi corre chi va sopra la torre

chi fa uno scivolone chi gioca col pallone

Da qui, da lì, di là, uscite un pò di casa

a scuola ci si sta a scuola è un’altra cosa

Da qui, da lì, di là, uscite un pò di casa

a scuola ci si sta a scuola è un’altra cosa

Da qui, da lì, di là, uscite un pò di casa

a scuola ci si sta a scuola è un’altra cosa

Da qui, da lì, di là, uscite un pò di casa

a scuola ci si sta a scuola è un’altra cosa

Nel gioco del mercato io compro

e dopo vendo quello che ho guadagnato

di nuovo me lo spendo

Con il mio corpo a palla salto

e poi rimbalzo affondo

e torno a gallo affondo e

mi abbasso e mi rialzo

La scuola è dei bambini

lasciateci sognare se noi restiam vicini

c’è sempre da imparare

La scuola è dei bambini lasciateci sognare

se noi restiam vicini c’è sempre da imparare

Dai dai dai resta a scuola e poi vedrai

Dai dai dai resta a scuola qui con noi

Ascolta

—————————————————-

Palloncino blu
Palloncino blu su, su, su,
Nel cielo se ne va su, su, su,
E canticchiando fa trallero lero là
Incontra una farfalla, le dice buona sera
Incontra una cornacchia
Mamma quant’è nera
Incontra un passerotto
Che non sa volare attaccati al mio filo
Se da mamma vuoi tornare
Palloncino blu su, su, su,
Nel cielo se ne va su, su, su,
E canticchiando fa trallero lero là
Palloncino blu giù, giù, giù
Nel mare se ne va giù, giù, giù
E canticchiando fa trallero lero là

Incontra un pesciolino gli dice buona sera
Incontra una balena, mamma com’è nera
Incontra un polipetto che non sa nuotare
Attaccati al mio filo se da mamma vuoi tornare

Palloncino blu giù, giù, giù
Nel mare se ne va giù, giù, giù
E canticchiando fa trallero lero là
Dal web
——————————————
Volta la carta
La donnina che semina il grano
volta la carta e si vede il villano.
Il villano che zappa la terra
volta la carta e si vede la guerra.
La guerra con tanti soldati
volta la carta e si vede i malati.
I malati con tanto dolore
volta la carta e si vede il dottore.
Il dottore che fa la ricetta
volta la carta e si vede Concetta.
La Concetta che fa i brigidini
volta la carta e ci sono i bambini.
I bambini che van per i campi
volta la carta e si vedono i lampi.
I lampi che fanno spavento
volta la carta e si vede il convento.
Il convento coi frati in preghiera
volta la carta e si vede la fiera.
La fiera con burle e con lazzi,
volta la carta e si vedono i pazzi.
I pazzi che cantano a letto
volta la carta e si vede lo spettro.
Uno spettro che appare e va via
volta la carta e si vede Lucia.
Lucia che fa un vestitino
volta la carta e si vede Arlecchino.
Arlecchino che fa gli sgambetti
volta la carta e ci sono i galletti.
I galletti che cantano forte
volta la carta e si vede la Morte.
La Morte che falcia la gente
volta la carta e non si vede più niente.
filastrocche.it


L’elefante con le ghette
L’elefante, l’elefante
con le ghette-ette
se le leva, se le leva,
e se le mette
se le leva, e se le mette
per potersi, per potersi divertir.
Una signora,una signora,
un poco grassa-assa
cade giù, cade giù
dal quinto piano
per fortuna c’era un ramo che la prese,
che la prese e la salvò.
La balena la balena poverina
sa che l’acqua sa che l’acqua le fa male
quando viene il temporale
si nasconde si nasconde in fondo al mar
Tre formiche,tre formiche,
in bicicletta-etta
fanno a gara, fanno a gara,
col diretto
ma la mosca per dispetto il diretto,
il diretto rovesciò
pom!pom!
———————————-
Whisky il ragnetto
Whisky ,il ragnetto che sale la montagna
la pioggia lo bagna
e Whisky cade giù, giù, giù!
Ma ecco esce il sole
e Whisky si è asciugato
risale la montagna e va sempre più sù, sù, sù!
Sulla montagna c’è una casetta
con una streghetta
che se lo vuol mangiar, gnam, gnam!
Ma Whisky è molto furbo
riscende la montagna
e va dalla sua mamma
e non la lascia più, più, più!
—————————
La mucca Carolina
La mucca Carolina
si sveglia la mattina
si mette le ciabatte
e beve tanto latte,
poi con la bicicletta
pedala in fretta in fretta
e va da sua cugina
la mucca teresina.
brucano l’erbetta
la mangiano in fretta in fretta
perchè hanno tanta fame
ma voglion le…banane!!
da Infanziaweb


La canzone della felicità

Se sei triste
e ti manca l’allegria
scaccia fuori la malinconia
vieni con me, ti insegnerò
la canzone della felicità!
Bom bom bom

Batti le ali
muovi le antenne
dammi le tue zampine
vola di quà
e vola di là
la canzone della felicità!


La canzone della scuola

Il tempo si allunga se sei a scuola
quando si gioca si accorcia e vola
Ascolto parole e conto i quadretti
faccio disegni dai bordi perfetti
Ma c’è una scuola che parla ai bambini
come la rondine ai rondinini,
li fa volare aprendo le ali
e sa che i voli non sono mai uguali
E via la polvere dalle parole
dentro la scuola può esserci il sole
apri le porte spalanca finestre
ridono i bimbi con le maestre..
ridono i bimbi con le maestre
Quanto pesa stare ferma nel banco
con un compagno seduto al mio fianco
la testa corre scavalca i muretti
w i disegni che non sono perfetti
La scuola è bella se accoglie i pensieri
così ogni giorno ne sai più di ieri
è viva e allegra se sa navigare
insegna ai bambini a conoscere il mare
E via la polvere dalle parole
dentro la scuola può esserci
il sole apri le porte spalanca finestre
ridono i bimbi con le maestre…
ridono i bimbi con le maestre
E via la polvere dalle parole
dentro la scuola può esserci il sole
apri le porte spalanca finestre
ridono i bimbi con le maestre…
ridono i bimbi con le maestre
Fonte

 

Altro materiale per l’accoglienza:

Poesie 

Lavoretti e addobbi

Striscioni, addobbi e altro

Canti per la festa di fine anno scolastico

Ecco alcune canzoncine utili per salutare la scuola .

 

 

Sulle Ali Del Mondo 

Volerò sulle ali del mondo,
nel cielo infinito volerò,
resterò per sempre bambino,
è questo il destino che incontrerò.
Volerò sulle ali del mondo,
nel cielo infinito volerò,
resterò per sempre bambino,
è questo il destino che incontrerò,
volerò tra sogno e reale
e mi farò male quando cadrò,
ma tu, poi, mi resterai accanto,
nel riso e nel pianto, e mi rialzerò.
Volerò sulle ali del mondo,
nel cielo infinito volerò,
resterò per sempre bambino,
è questo il destino che incontrerò,
volerò… volerò… volerò

di Pierdavide Carone
———————-

Viva i remigini

Uno dietro l’altro
segnando bene il passo
In ordine perfetto
arrivano i remigini
Salutano gli amici
si sentono importanti
ormai sono grandi
la scuola lasceranno.

Ritornello:
Hanno imparato tante cose
a cantare, a disegnare
a contare fino a cento
tante cose si…un bastimento!

Uno in fianco all’altro
si prendono per mano
Non sbagliano il passo
e bravi i remigini
fanno un inchino
salutano gli amici
che battono le mani
a chi se ne va.

Ritornello:
Hanno imparato tante cose
a cantare, a disegnare
a contare fino a cento
tante cose si…un bastimento!

Segnando bene il passo
fanno il girotondo
intorno alle maestre
evviva e remigini
Cantano in coro
per salutare tutti
Sono pronti ad andare
in prima elementare.

Ritornello:
Hanno imparato tante cose
a cantare, a disegnare
a contare fino a cento
tante cose si… un bastimento!

http://www.filastrocche.it

——————————

Come un pittore

Modà

Ciao, semplicemente ciao

difficile trovar parole molto serie, tenterò di disegnare come un pittore

e farò in modo di arrivare fino al cuore con la forza del colore

guarda, senza parlare

Azzurro come te, come il cielo e il mare

giallo come luce del sole

rosso come le cose che mi fai provare.

Ciao, semplicemente ciao,

disegno l’erba, verde come la speranza, come frutta ancora acerba

e adesso un po’ di blu, come la notte

bianco come le sue stelle, con le sfumature gialle

l’aria puoi solo respirarla

Azzurro come te, come il cielo e il mare

giallo come luce del sole

rosso come le cose che mi fai provare.

Per le tempeste non ho il colore

con quel che resta disegno un fiore

ora che è estate, ora che è amore

Azzurro come te, come il cielo e il mare

giallo come luce del sole

rosso come le cose che mi fai provare.

Dal web


Ci parliamo da grandi

Ramazzotti

Prendi ora il più lungo respiro
punta gli occhi nei miei
ci parliamo da grandi davvero
se vuoi

C’è un dolore che è un viaggio da fare
che come viene andrà
ci soffio ma non può bastare
per ora resta qua…con me

C’è una cura che è fatta di bene
ma il bene cos’è?
e’ la fatica di un passo indietro
per fare spazio a te

Vale una vita quest’istante segreto
che piega tutti e due
che di un silenzio fa un saluto
e da una fa due vie

Tu vai
tu corri io sto
tu chiedi io do
siamo grandi o no?!

Perchè tutto l’amore che prendi
un giorno lo ridai
quel giorno si diventa grandi
o grandi non si è mai

Tu vai
tu corri io sto
tu hai chiesto io do
siamo grandi o no?!

Tu corri io sto
se la vita lo chiede
siamo grandi o no?!

C’è un cammino che è l’unica scelta
che domani farai
ci parliamo da grandi stavolta
sei pronta allora vai…se vuoi

Fonte


A modo tuo

Ligabue

Sarà difficile diventar grande
prima che lo diventi anche tu
tu che farai tutte quelle domande
io fingerò di saperne di più
sarà difficile
ma sarà come deve essere
metterò via i giochi
proverò a crescere

Sarà difficile chiederti scusa
per un mondo che è quel che è
io nel mio piccolo tento qualcosa
ma cambiarlo è difficile
sarà difficile
dire tanti auguri a te
a ogni compleanno
vai un po’ più via da me

A modo tuo
andrai
a modo tuo
camminerai e cadrai, ti alzerai
sempre a modo tuo
A modo tuo
vedrai
a modo tuo
dondolerai, salterai, cambierai
sempre a modo tuo

Sarà difficile vederti da dietro
sulla strada che imboccherai
tutti i semafori
tutti i divieti
e le code che eviterai
sarà difficile
mentre piano ti allontanerai
a cercar da sola
quella che sarai

A modo tuo
andrai
a modo tuo
camminerai e cadrai, ti alzerai
sempre a modo tuo
A modo tuo
vedrai
a modo tuo
dondolerai, salterai, cambierai
sempre a modo tuo

Sarà difficile
lasciarti al mondo
e tenere un pezzetto per me
e nel bel mezzo del
tuo girotondo
non poterti proteggere
sarà difficile
ma sarà fin troppo semplice
mentre tu ti giri
e continui a ridere

A modo tuo
andrai
a modo tuo
camminerai e cadrai, ti alzerai
sempre a modo tuo
A modo tuo
vedrai
a modo tuo
dondolerai, salterai, cambierai
sempre a modo tuo

Fonte


Buon viaggio

Cesare Cremonini

Che sia un’andata o un ritorno

Che sia una vita o solo un giorno

Che sia per sempre o un secondo

L’incanto sarà godersi un po’ la strada

Amore mio comunque vada

Fai le valigie e chiudi le luci di casa

Coraggio lasciare tutto indietro e andare

Partire per ricominciare

Che non c’è niente di più vero

Di un miraggio

E per quanta strada ancora c’è da fare

Amerai il finale

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Chi ha detto

Che tutto quello che cerchiamo

Non è sul palmo di una mano

E che le stelle puoi guardarle

Solo da lontano

Ti aspetto

Dove la mia città scompare

E l’orizzonte è verticale

Ma nelle foto hai gli occhi rossi

E vieni male

Coraggio lasciare tutto indietro e andare

Partire per ricominciare

Che se ci pensi siamo solo di passaggio

E per quanta strada ancora c’è da fare

Amerai il finale

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FONTE


QUANDO
Quando saremo grandi
e capiremo un po’ di più
tutti saremo vicini e mai
mai, nemici
quando saremo ricchi
di sentimenti e di umanità
tutti sapremo vincere
o perdere ma con umiltà

Quando saremo più saggi
e questo millennio passato sarà
tutti fratelli nell’anima, liberi
e vedrai così sarà

Giorni che gira male (gira male)
e c’è poco da pregare (uh, uh)
ma c’è ancora da sperare
che domani cambierà…
quando…
saremo grandi (Un po’ più grandi)
e capiremo (E capiremo)
un po’ di più (Sì, un po’ di più)
tutti, saremo vicini… vicini, vicini, vicini, sì!!
mai nemici mai
quando (uh)
saremo più saggi (Quando)
e questo millennio (E questo millennio)
passato sarà (No, no, no)
tutti, fratelli nell’anima

Liberi, e vedrai
così sarà !!
e così… sarà!!
quando…
quando…
sarà

Fonte


Crescerai

Cantata dai Nomadi

Per giocare un aquilone un gesso bianco,

il vecchio muro bastava un niente

per sorridere una bugia

per esser grande.

Crescerai, imparerai

crescerai, arriverai

crescerai, tu amerai.

Bastava un niente un campo verde

una corsa e poi a pescar sul fiume

bastava un niente per sorridere

una bugia per esser grande.

Crescerai, imparerai

crescerai, arriverai

crescerai, tu amerai

il rimpianto rimarrà

di quell’età, di quell’età.

Crescerai, imparerai,

crescerai, arriverai

crescerai, tu amerai

Crescerai, imparerai,

crescerai, tu arriverai

crescerai, amerai

crescerai, tu imparerai.

Dal web


Non mollare mai
Ero ancora ragazzino
E con mio padre litigavo
Per i brutti voti a scuola e un solo sei
Ma di musica lo giuro
Ne facevo indigestione
Preferivo un pianoforte che due calci ad un pallone.
Quanto tempo ci passavo
Sopra quei tasti che sfioravo
Era tutto bianco e nero intorno a me
Mi ascoltavano gli amici
Sorridevano felici
Quella voglia di arrivare era forte dentro me. RIT
Mai non mollare mai
Se non ce la fai
Tieni duro e aspetta quel momento prima o poi
Fincha vita avrai
Non mollare mai
Manda avanti il cuore che domani vincerai. Non ho mai dimenticato
Le porte in faccia ricevute
La risposta era la solita per me
Ci faremo risentire le faremo poi sapere
Ma il telefono non mi squillava mai. RIT
Mai non mollare mai
Se non ce la fai
Tieni duro e aspetta quel momento prima o poi
Fincha vita avrai
Non mollare mai
Manda avanti il cuore che domani vincerai. Arriveranno gli eroi
Un contratto per scrivere i sogni
Finalmente l’avrai.
Ma la strada sara in salita
Non a semplice questa vita
Da una torre cadere non a difficile. Mai non mollare mai
Fincha vita avrai
Manda avanti il cuore che domani vincerai
Gigi D’ Alessio
Dal web
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Come l’ acqua dentro il mare
 
 

Meglio cominciare da quello che mi viene

Più semplice da poterti raccontare

La vita ci consegna le chiavi di una porta

E prati verdi sopra i quali camminare

Puoi correre o fermarti

Puoi scegliere tra i frutti

Quali cogliere o lasciare maturare

Vietato abbandonare il sogno di volare

Ma per quello c’èogno dell’amore

Io posso solo dirti

Non temere di sbagliare

Perché aiuta le persone ad imparare

E sappi che tra il bene e il male

Alla fine vince il bene

Amore fai tesoro di ogni tuo respiro

E difendi la bellezza del perdono

Ricorda che un sorriso è il gesto più prezioso

Per piacere e farsi ricordare

Ricorda che l’amore a volte può far male

Ma del mio tu non ti devi preoccupare

Perché non può finire

Come l’acqua dentro il mare

Amore ascolta bene, non smetter di sognare

Perché i sogni sono le ali per volare

Se vuoi porta qualcuno in viaggio

Ma a nessuno dai modo di potertele spezzare

Accetta le sconfitte, l’invidia e l’impotenza

Di chi osserva e perde il tempo a giudicare

E abbi sempre la coscienza, la pazienza, la prudenza

E ricordati che è sempre meglio dare

Ma non dimenticare, anche se l’ho già detto

Se avrai un dubbio, che tra il bene e il male

Vince sempre il bene

Te lo posso giurare

Amore fai tesoro di ogni tuo respiro

E difendi la bellezza del perdono

Ricorda che un sorriso è il gesto più prezioso

Per piacere e farsi ricordare

Ricorda che l’amore a volte può far male

Ma del mio tu non ti devi preoccupare

Perché non può finire come l’acqua dentro il mare

Amore fai tesoro di ogni tuo respiro

E difendi la bellezza del perdono

Ricorda che un sorriso è il gesto più prezioso

Per piacere e farsi ricordare

Ricorda che l’amore a volte può far male

Ma del mio tu non ti devi preoccupare

Perché non può finire

Come l’acqua dentro il mare

Cantata dai Moda

dal web


 
Mollare proprio mai.
Seguo con gli occhi un camion
che passa tra pioggia
e una corsia di un autostrada
che mi porta via di qua.
Seguo con gli occhi la sua scia
quasi perfetta è l’armonia del tuo viso
che mi porto via con me.
Calci in bocca,
parole secche come foglie
ma la vita è tutta qua:
ricordare, amare e poi partire…
mai mollare proprio mai…
cantare fino a che la mia voce si confonda con la pioggia
e i giorni che ho diviso insieme a te
ho sognato insieme a te…
Ora mi fermo a un autogrill
meglio un panino e poesia,
mastico piano versi e poi bevo nostalgia.
Gli anni e i giorni belli,
il sapore amaro dei ricordi nella gola
vanno giù come amori , errori e coca cola.
Mai mollare proprio mai,
cantare fino a che la mia voce
si confonda con la pioggia e i giorni che…
ho diviso insieme a te
ho sognato insieme a te…
controcorrente nuoto e nuoterò…
con tutta la dolcezza che io ho,
perchè io non mollo mai
perchè io non mi arrendo mai.
Ho adottato una farfalla…
ho rincorso anche una stella…
ho rubato il mare e adesso il mare è mio.
Ho ubriacato un pianoforte,
ho sognato di sognare,
ho volato così in alto che il cielo…
adesso è mio..
mai mollare proprio mai,
cantare fino a che la mia voce si confonda con la pioggia
e i giorni che ho diviso insieme a te
ho sognato insieme a te…..
.mollare proprio mai…
mollare proprio mai…

Cantata  da Alex Lunati

Dal web

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L’AMORE ESISTE

Può nascere dovunque
Anche dove non ti aspetti
Dove non lo avresti detto
Dove non lo cercheresti
Può crescere dal nulla
Sbocciare in un secondo

Può bastagli un solo sguardo per capirti fino in fondo
Può invadere i pensieri
Andare dritto al cuore
Sederti alle scale
E lasciarti senza parole
L’amore mille steli
L’amore un solo fiore
Può crescere da solo
E svanire come niente
Perché nulla lo trattiene
O lo lega a te per sempre
Può nascere su terre dove non arriva il sole
Apre il pugno di una mano
Cambia il senso alle parole
L’amore non ha un senso
L’amore non ha un nome
L’amore bagna gli occhi
L’amore scalda il cuore
L’amore batte i denti
L’amore non ha ragione
Grande da sembrarti indefinito
Può lasciarti senza fiato
E il suo braccio ti allontanerà per sempre dal passato
L’amore mio sei tu
L’amore mio sei
L’amore non ha senso
L’amore non ha un nome
L’amore non ha torto
L’amore non ha ragione
L’amore batte i denti
L’amore scalda il cuore
Può renderti migliore
Cambiarti lentamente
Ti da tutto ciò che vuole
E in cambio non ti chiede niente
Può nascere da un gesto
Da un accenno di sorriso
Da un saluto o da uno sbaglio
Da un percorso condiviso
L’amore non ha un senso
L’amore non ha un nome
L’amore bagna gli occhi
L’amore scalda il cuore
L’amore batte i denti
L’amore non ha ragione
L’amore non ha un senso
L’amore non ha un nome
L’amore bagna gli occhi
L’amore scalda il cuore
L’amore batte i denti
L’amore non ha ragione
L’amore mio sei tu
L’amore mio sei
L’amore mio sei tu
L’amore mio sei

FRANCESCA MICHIELIN 

Dal web


Aereoplano

Aeroplano che te ne vai lontano da qui chissà cosa vedrai
le luci immense di quelle città quanto grandi non si sa
Aeroplano raccontano che ci sono delle macchine più grandi di te
e delle strade che se sveglio non sei mai più le attraverserai
Ma non so se crederci o no
non ci sono stata mai
tante cose io non vedrò
ma tu me le racconterai
Se capirà che passerai per questo grigio cielo
tu lasciami un po’ di tutta quell’imensità
Se capiterà che passerai ancora in questo cielo
regalerai almeno un po’ di libertà
Aeroplano dimmi un po’ se ci sono dei laghi tanto grandi che
se da una riva io guarderò l’altra sponda non vedrò
E dei boschi che chiunque ci va deve stare attento perchè incontrerà
un orso che come per magia in un attimo lo porta via
Ma non so se crederci o no
non ci sono stata mai
tante cose io non vedrò
ma tu me le racconterai
Se capirà che passerai per questo grigio cielo
tu lasciami un po’ di tutta quell’imensità
Se capiterà che passerai ancora in questo cielo
regalerai almeno un po’ di libertà
Aeroplano che te ne vai lontano da qui chissà cosa vedrai
le luci della sua città
forse lui mi penserà
ma non so se crederci o no
forse non l’ho avuto mai e chissà se lo rivedrò ma tu me lo racconterai
Se capiterà che passerai per questo grigio cielo tu
riportami lui se non vorrà gli parlerai
Se capiterà tu gli dirai
lo rivvorei accanto
seduti qui sognando di volare via
volare via
volare via
via via via via
volare via

Max Pezzali

dal web


 Il maestro

Il maestro è qua ti benedirà puoi esibirti

Sbizzarrirti

È il momento tuo

Lanciati così

Butta fuori il meglio adesso sì

L’anima ce l’hai

Conta su di lei

Puoi sfidare il mondo adesso, o mai!

La mia vita scorre mentre guardo te

Quella voglia di riscatto so cos’è

E nessuno può comprenderti di più

Nessun’altro prova ciò che provi tu

Io ti guardo e sento che puoi farcela…

Maledetta sorte puoi sconfiggerla

Non ti lascerò

Senz’alibi io no

Punta in alto credi a me… guarda avanti!

Ti trasformerai

Tu ti evolverai

Sulla scena il segno lascerai

Mentre io vivrò silenziosa scia

Tu seme della mia pazzia

Prenditi i segreti questa eredità

Altrimenti il mio lavoro sfumerà

C’è bisogno di talenti come te

Troppa volontà che resta lì dov’è… muta

Nuovi stimoli si aspettano da noi

Non possiamo né dobbiamo indietreggiare mai

Ascolta il tuo maestro il mondo è questo

Prima l’arte, la passione e dopo il resto…

Premiami se puoi

Un bel saggio e poi

Un applauso a tutti noi

Che impariamo…

Renato Zero

dal web

 

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Ascolta:

Viva la scuola

La mia scuola insieme a te

E’ la mia scuola

Grazie scuola

La befana

Lavoretti di Natale

albero di Natale con cucchiai

Simpatico  alberello di Natale realizzato con riciclo di cucchiai di plastica.
Abbiamo seguito le indicazioni di questo link e   personalizzato con :glitter argentato,   perline blu di una una vecchia collana e un fiocchetto di nastro dello stesso colore.
Sempre all’ insegna del recupero e del  riciclo, ecco delle stelline realizzate  con cannucce di carta (volantini) .

Graziose per addobbare gli alberi e utili per sviluppare nei bambini la concentrazione, la volontà e la motricità fine
Per chi si volesse provare può seguire questo tutorial

Canti per i nonni

Nonno Superman di Bambini

(di Depsa)
La la la la la la,

la la la la la.

La la la la la la,

la la la la la.

La la la la la.

Fra noi non c’è la stessa età,

ma è bello se mi stai vicino,

io sono alta la metà

ma sembri tu il mio fratellino…

Se mamma dice: “Non si fa!”

Tu mi fai sempre l’occhiolino.

Secondo me tu alla mia età

eri davvero un peperino…

Che meraviglia aver trovato

un tipo giusto come te…

Nonno, non sembri mica un nonno!

Fin quando non ti stanchi

tu sei un bambino coi capelli bianchi.

Dici che io ti rassomiglio,

son figlia di tuo figlio,

ma il piccolo sei tu!

Nonno, facciamo una drittata!

Andiamo in discoteca

stasera faccio la tua fidanzata…

Nonno, io scherzo e invece tu

accendi il motorino e salti su!

Nonno, nonno, no non crescere mai.

Nonno prima o poi ti metti nei guai.

Nonno, non poteva avere di piu’.

Nonno, il mio migliore amico sei tu.

Se mamma dice: “Non si fa!”

Tu mi fai sempre l’occhiolino.

Secondo me tu alla mia età

eri davvero un “peperino”!

Che meraviglia aver trovato

un tipo giusto come te…

Nonno, non sembri mica un nonno!

Fin quando non ti stanchi

tu sei un bambino coi capelli bianchi.

Dici che io ti rassomiglio,

son figlia di tuo figlio,

ma il piccolo sei tu!

Nonno, facciamo una drittata!

Andiamo in discoteca

stasera faccio la tua fidanzata

Nonno, c’è un patto fra di noi:

il bene che ti voglio e tu mi vuoi,

il bene che ti voglio e tu mi vuoi.

Nonno, il mio migliore amico sei tu.

Ascolta
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Tu sarai
I nonni giocano con i bambini
che si entusiasmano al passaggio dei treni
guardano il cielo e in uno sguardo sicuro
sanno se il tempo cambierà
I nonni sono dei giardinieri
e sanno tutto sui pomodori
passano il tempo coltivando fiori
pregano dentro per quel mondo fuori
I nonni insegnano senza parlare
che senza amore questo mondo muore
I nonni cercano di farci capire
qual è la strada per non soffrire
I nonni viaggiano in bicicletta
e si ritrovano per un caffé
fanno la spesa senza tanta fretta
nel seggiolino ci sei proprio te
Tu sarai un uomo migliore
se porterai quei nonni nel cuore
perché lo sai, lo sai
che l’amore non muore mai lo sai, lo sai
che quegli occhi sinceri sono i bambini di ieri
I nonni giocano come bambini
e si entusiasmano se i figli van bene
I nonni prendono per mano il futuro
I nonni aiutano davvero
I nonni insegnano senza parlare
che senza amore questo mondo muore
I nonni cercano di farci capire
qual è la strada per non soffrire
Tu sarai un uomo migliore
se porterai quei nonni nel cuore
perché lo sai, lo sai
che l’amore non muore mai lo sai, lo sai
che quegli occhi sinceri sono i bambini di ieri…
perché lo sai, lo sai
che l’amore non muore mai lo sai, lo sai
che quegli occhi sinceri sono i bambini di ieri…
e che i nostri bambini sono i nonni di ieri

Musica e testo: Walter Bassani e Andrea Bassani

Ascolta

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I nonni son felici

Quando splende il sole
i nonni son felici
Basta un sorriso i nonni son felici
Nel cielo un aquilone va i nonni son felici
Se tutto il mondo canterà i nonni son felici
E giochiamo insieme
I nonni son felici
E mi dà felicità
Il papà di mio papà
Siamo come amici
I nonni son felici
Ma che gioia che mi dà
Il papà di mio papà
Hip hip urrà
Quando siamo al mare C: i nonni son felici
Se diamo una carezza i nonni son felici
Cantano i grilli in coro i nonni son felici
E balliamo insieme se… i nonni son felici
W i nonni
Sono peggio dei bambini
W i nonni
Son come cioccolatini
W i nonni
Paradiso dei bambini
W i nonni
Siamo i vostri nipotini
Când soste dimineata vara la bunici
Parca-i mai frumoasa viata vara la bunici
Pasarile-n zbor se-avânta vara la bunici
Si toata natura cânta vara la bunici
Ce frumos e-aici
Vara la bunici
Toata viata eu as sta
Si n-as mai pleca.
Siamo come amici
I nonni son felici
Ma che gioia che mi dà
Il papà di mio papà
W i nonni
Sono peggio dei bambini
W i nonni
Son come cioccolatini
W i nonni
Paradiso dei bambini
W i nonni
Siamo i vostri nipotini
E giochiamo insieme
I nonni son felici
E mi dà felicità
Il papà di mio papà
Siamo come amici
I nonni son felici
Ma che gioia che mi dà
Il papà di mio papà
W i nonni
Sono peggio dei bambini
W i nonni
Son come cioccolatini
W i nonni
Paradiso dei bambini
W i nonni
S: Siamo i vostri nipotini
C: Na na na na na na
Na na na na na na
Ciao nonni!

(Titolo originale: “Vara la bunici”)

(M. Stere – M. Galasso – G. Cicone)

Ascolta
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Nonni nonni
Lucio Dalla-Angelo Messini

Mangia mangia
Mangia mangia Uuuh!
Nonni nonni, ciao come va?
Certo son felice di essere qua
Ma quando vengo a casa da voi
Mi tocca di mangiare come non faccio mai
Mi sento già
Una mongolfiera che poi si sgonfierà
Zio stai con me
E quello che non mangio io lo passerò a te.
Mangia mangia Uuuh!
Nonni nonni non datemi il bis
Nemmeno una balena mangerebbe cosi’…
Non vorrete davvero che
Diventi un “ciccio bombo” anche senza i bigné
Zio prendi qua
Mangia un po’ più in fretta i nonni sono di là
Dammi il piatto che
Tutta questa pasta io la verso da te
Nonno guarda che appetito
Guarda il piatto è bello vuoto
Gli spaghetti li ho divorati
I bastoncini li ho già finiti.
La verdura, era squisita
Il prosciutto, una cannonata
Il formaggio, che delicato
Un sapore prelibato
Nonni nonni non voglio più niente
Non sono un elefante che ha una fame gigante
Se la frutta non mi va giù
Vuol dir che nella pancia non ci sta più
Nonno sembra che
Suoni il campanello vai a vedere chi è
Zio prendi qua
Questa macedonia che a me proprio non va.
Lo so che tu lo fai per il mio bene
E dirti una bugia a me non piace
Ma son già tondo come un pesce.
Nonno guarda che appetito
Guarda il piatto è bello vuoto
Gli spaghetti li ho divorati
I bastoncini li ho già finiti.
E la frutta sì l’ho gradita
La macedonia, era squisita
Mi dispiace solo una cosa
Che peccato, era un po’poca
Mangia mangia
Mangia mangia Uuuuhh!
Nonno nonno bevi tu il vino
Io voglio solamente starti vicino
Nonna nonna, no le banane
Mi basta unicamente volervi bene
Nonni nonni eh…
Nonni nonni eh…
Nonni nonni eh…
Nonni nonni eh…
Nonni!!!

Ascolta

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Viva i nonni
Dedico a nonna questa canzone,
certo mi ascolta con emozione.
So che per me farebbe ogni cosa,
se io l’abbraccio diventa radiosa.

Lei mi prepara ciò che mi piace,
non si lamenta se sono vivace;
è disponibile in ogni momento,
chiunque con lei è sempre contento.

Viva i nonni, nonni cari,
nonni preziosi, nonni giovani.
Viva i nonni, nonni cari,
nonni premurosi, nonni pieni di bontà.

Ascolta

—————————————-

I nonni ascoltano
Accanto a voi sento sempre tutta la magia
della vostra compagnia
siete per me il sole di ogni giorno
ma che gioia avervi intorno
con la luminosità degli anni e delle fiabe
pronti ad ascoltare
ma senza giudicare

I nonni ascoltano, non ci mandano via
e sanno consolarci con la fantasia
I nonni parlano con semplicità
e sanno regalarci la serenità
I nonni ascoltano, non ci mandano via
e sanno consolarci con la fantasia
I nonni ci parlano con semplicità
e sanno regalarci la serenità
Ogni nonno è così

Accanto a voi sento sempre un groppo d’allegria
misto a un pò di nostalgia
accanto a voi torniamo un pò bambini
ci sentiamo cristallini
pieni di fraternità e sempre più vicini
pronti ad ascoltare ma senza giudicare

I nonni parlano con semplicità
e sanno regalarci la serenità
I nonni ascoltano, non ci mandano via
e sanno consolarci con la fantasia
I nonni ci parlano con semplicità
e sanno regalarci la serenità
Ogni nonno è così

Cristina D’Avena

Ascolta

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I NONNI RACCONTANO

(El Canfin)

Ascolta 

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Le tagliatelle di nonna Pina

SOLISTA:
La sveglia sta suonando
Ma fatela tacere
Perché di andare a scuola
Proprio voglia non ne ho.
Alzarsi così presto
Non è poi salutare
Ragazzi prima o poi mi ammalerò.

Invece oltre la scuola
Cento cose devo far
Inglese, pallavolo e perfino latin-dance
E a fine settimana
Non ne posso proprio più
Mi serve una ricarica per tirarmi su.
Ma un sistema rapido, infallibile e geniale
Fortunatamente io ce l’ho.
Se me lo chiedete per favore
Il segreto io vi svelerò

CORO:
Ma sì, ma dai! E diccelo anche a noi

SOLISTA + CORO
Sono le tagliatelle di nonna Pina

SOLISTA
Un pieno di energia, effetto vitamina
Mangiate calde col ragù

CORO
Col ragù!

SOLISTA
Ti fanno il pieno per sei giorni ed anche più
Wo wo wo wo

CORO
Perché le tagliatelle di nonna Pina

SOLISTA
Son molto più efficaci di ogni medicina

CORO
Sensazionali a pranzo, a cena e credi a me
Son buone anche al mattino al posto del caffè!
Yeah!

SOLISTA
La situazione è grave
Ed anche i miei amici
Son tutti un po’ stressati
Per il troppo lavorar.
Il tempo pieno a scuola
Non lo vogliamo fare
Vogliamo star con mamma e papà

Ma intanto mi hanno iscritto
Anche a un corso di kung-fu
Sfruttando l’ora buca fra chitarra e ciclo-cross
È veramente troppo
Io non ce la faccio più
Mi serve una ricarica per tirarmi su
Ma un sistema rapido, infallibile e geniale
Fortunatamente io ce l’ho
Se me lo chiedete per favore
Il segreto io vi svelerò

CORO
Ma sì, ma dai! E diccelo anche a noi
Sono le tagliatelle di nonna Pina

SOLISTA
Un pieno di energia, effetto vitamina
Mangiate calde col ragù

CORO
Col ragù!

SOLISTA
Ti fanno il pieno per sei giorni ed anche più
Wo wo wo wo
Perché le tagliatelle di nonna Pina

SOLISTA
Son molto più efficaci di ogni medicina
Sensazionali a pranzo, a cena e credi a me
Son buone anche al mattino al posto del caffè

Viva le tagliatelle di nonna Pina
Un pieno di energia, effetto vitamina
Sensazionali a pranzo, a cena e credi a me
Son buone anche al mattino al posto del caffè
E allora forza, dai! Ma che problema c’è
Ci pensa nonna Pina a toglierti lo stress!

CORO
Yeah!

G. M. Gualandi – Cantata da O. Dorrucci

Ascolta

I MESI DELL’ ANNO

mesi

Inauguriamo questa nuova raccolta di poesie sui mesi con una bellissima leggenda!

LA LEGGENDA DEI MESI

C’erano una volta due fratelli, uno povero e l’altro ricco. Un giorno, quello povero venne invitato nella casa dei mesi, che vollero sapere che cosa si diceva di loro nel mondo.

Si dice bene! – rispose l’ospite. E di ogni mese disse ciò che ha di buono. Per esempio che gennaio nasconde il pane sotto la neve, che febbraio fa divertire, che marzo porta la primavera, che aprile fa godere dolci sonni, che maggio dona le rose…

I mesi, soddisfatti, gli regalarono una tovaglia che aveva la proprietà di far comparire qualsiasi cibo ogni volta che veniva distesa.


Quando il fratello ricco lo venne a sapere, andò subito alla casa dei mesi. E questi anche a lui chiesero:

Che cosa si dice di noi nel mondo?

Si dice male! – rispose l’ospite. E di ogni mese disse ciò che ha di cattivo. Per esempio che gennaio regala i geloni, che febbraio dà la febbre, che marzo è pazzo…

I mesi gli regalarono allora una scopa dicendo che, per avere qualche cosa bastava dirle : – Dà!

Ritornò a casa con la scopa in spalla.

Una scopa? – domandò la moglie. Per tutta risposta, il marito disse: – Dà! – e la scopa si mise a battere l’uno e l’altra, che se non si riparavano presto dentro un armadio, chissà quante botte avrebbero preso.
Quando furono ben sicuri che la scopa si era quietata, uscirono dall’armadio e, guardandosi le lividure, capirono la lezione.

– I mesi dell’anno sono pur buonidisse il maritoMoglie mia, siamo già ricchi, non cerchiamo altre ricchezze!

Da “Favole e fantasia



I mesi dell’anno
C’erano una volta due fratelli, uno ricco e l’altro povero.
Il primo faceva il mercante e guadagnava fior di quattrini; il secondo non faceva nulla e non possedeva nemmeno un centesimo. Disse questi un giorno: -Voglio andare in giro a cercare fortuna.
Cammina cammina, vide una sera su un monte un lumicino. Quando arrivò alla casa, la porta era aperta; si affacciò e vide dodici persone sedute a mensa.
Bussò. – Avanti!
Il povero entrò.
Chi sei?
Sono un poverello in cerca di fortuna. E voi chi siete?
Siamo i dodici mesi dell’anno. Hai fame?
Ho fame e sete.
Bevi e mangia, perché ce n’è abbastanza.
Il poverino mangiò e bevve a crepapelle.
Quando ebbe finito: – Beh! – gli domandò Gennaio – Che si dice di noi, compare, nel mondo degli uomini?
Si dice bene.
Di me che si dice?
Che sei un bel mese. Un po’ freddo, ma il freddo giova agli uomini, li rinvigorisce e giova anche alle bestie e alle piante. Porti la neve, è vero, ma sotto la neve c’è il pane,
E di me che si dice? – domandò Febbraio.
Anche di te si dice bene. Porti la pioggia, ma riempi d’acqua i pozzi e le cisterne. Allaghi anche i campi, ma fai sparire le nevi. Se non altro, sei un mese che passa presto.
E di me? – saltò su Marzo.
Oh, con te vengono i primi fiori. Sei ventoso, ma il vento asciuga, sgombra le nuvole e sparge i semi.
E di me? – chiese Aprile.
Tu di fiori incoroni tutta la campagna; tessi i nidi e fai cantare gli uccelli. Maggio, poi! E Giugno, che indora il grano! e Luglio, e Agosto…
Insomma, quel poveretto fece gli elogi di tutti i mesi dell’anno, fino a Dicembre; tanto che decisero di ricompensarlo con un regalo.
Eccoti una tovaglia – dissero – stendila quando hai bisogno e chiedile quello che vuoi.
E il poveraccio se ne tornò a casa sua:
Moglie mia! Moglie mia!
Che! – gridò dalla soglia la moglie inviperita, col mestolo in mano. -l o sono qui che muoio dalla fame, e tu mi porti da mangiare una tovaglia vuota?
Sta’ zitta e prepara le mandibole.
Stese la tovaglia e ordinò: – Antipasto!
E giu sardine e filetti d’alice, panini ripieni, imburrati, imbottiti… Giù minestra, arrosto, vini, frutta, dolci… Mangiarono tutt’e due a piu non posso.
Ma il fratello ricco lo venne a sapere.
Voglio andare anch’io – disse.
Si travesti da poverello. Arrivò alla casa dei dodici mesi, mangiò e bevve alla loro mensa.
Poi Gennaio gli domandò: – Beh, amico! Cosa si dice di me nel. mondo?
Ohibò! Che si deve dire? Che sei un mese terribile, con geloni e con valanghe; beato chi si salva.
Gennaio si trasse da parte. Venne avanti, pieno di speranza, Febbraio, e chiese: – E di me che cosa dicono gli uomini?
Di te si dice peggio. Fortuna che sei corto.
E di me? – disse Marzo.
Tu non saresti né bello né brutto, ma non si sa come la pensi. Oggi freddo, oggi caldo…
E di me? – azzardò Aprile.
Tu, e anche Maggio, avete i fiori e avete i canti; ma è forse con i canti e con i fiori che si saziano
E lo sciocco mercante seguitò a dire peste e corna di tutti.
Toh – gli dissero indignatissimi tutti i mesi non vogliamo che tu parta da qui a mani vuote.
Eccoti una scopa, e quando vuoi qualche cosa, dille: «Da’!».
Moglie mia! Moglie mia! – tornò a casa allegro il mercante. – Apparecchia subito la tavola!
Che cosa hai avuto?
Vedrai!
Fu apparecchiata una gran tavola, con piatti, scodelle, padelle… Quando tutto fu pronto:
Da’! – intimò alla scopa il mercante.
Non l’avesse mai detto! La scopa gli sfuggì di mano, volò per la cucina, e giu botte da orbi.
Ahi, ahi, ahi! – strillavano i due infelici.
Da allora, non parlarono male di nessuno e si accontentarono di quello che avevano.

A. Farini

Fonte

Poesia sui mesi dell’anno

Gennaio ci copre di neve.
Febbraio è il mese più breve.
Marzo s’avanza col vento;
ed ecco, in april, fiori a cento
Maggio di canti risuona.
Giugno le messi ci dona.
In luglio il grano è riposto.
Al mar ce ne andiamo in agosto.
Settembre ci fa vendemmiare.
Ottobre ci chiama a studiare.
Un mese per chi non c’è più.
Ma ecco, festoso, dicembre,,
che porta il Bambino Gesù.

(De Colò)

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I mesi dell’anno

Gennaio fiocchetti di neve,
febbraio gioioso ma breve,
marzo un pò d’acqua, un pò di sole
aprile cestini di viola,
maggio la rosa fiorisce,
giugno la scuola finisce,
luglio ci son nuovi frutti,
agosto vacanze per tutti,
settembre bei grappoli d’oro,
ottobre bambini a lavoro,
novembre si prega di più,
dicembre si aspetta Gesù.

Da: infanziaweb

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“I mesi dell’anno”

Gennaio porta gelo e nevicate,
Febbraio grandi balli e mascherate,
Marzo vento e delicate viole,
Aprile l’erba per le capriole,
Maggio ci dà rose profumate,
Giugno spighe secche e ben dorate,
Luglio ha la trebbia e sempre gran lavoro,
Agosto buona frutta e rami d’oro,
Settembre mette l’uva giù nel tino,
Ottobre cambia il mosto in un buon vino,
Novembre butta giù tutte le foglie,
Dicembre per il fuoco le raccoglie.

(di O. Turchetti)

————————–

I mesi dell’anno
I bimbi lo sanno
che i mesi dell’anno
tra grandi e piccini
son dodici in tutto.
Se ognuno ha il suo fiore
se ognuno ha il suo frutto
nessuno è tra loro
più bello o più brutto.
Son tutti fratelli
ognuno ha un mestiere
chi cura i piselli
chi porta un paniere
chi pota, chi innesta,
chi ara, chi miete,
chi porta una brocca
di acqua a chi ha sete;
chi versa uno scroscio
di pioggia lucente.
Nessuno sta in ozio
guardando la gente.
Più bella famiglia
nessun vedrà mai.
Son dodici mesi,
e tutti operai.

(R. Pezzani)

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Le stagioni

Prima viene Primavera
con i fiori sulla pianta,
poi Estate calda e chiara
quando la cicala canta,
poi Autunno bruno e quieto
con castagne e foglie rosse,
poi Inverno infreddolito
con starnuti, gelo e tosse.

(di R. Piumini)

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I dodici fratelli
Gennaio vien tremando
col cappotto e lo scaldino
vien febbraio schiamazzando
in costume d’Arlecchino
marzo porta vento a iosa,
una rondine e due viole
porta aprile un pesco rosa
che ti desta al nuovo sole
maggio canta e da lontano,
tre usignoli fanno coro
giugno tiene nella mano
una spiga tutta d’oro
luglio porta ceste piene
di susine e pesche bionde
porta agosto due sirene
che si specchiano nell’onde
se settembre si fa bello
con tre pampini di vite
reca ottobre un gran fardello
di castagne abbrustolite
poi novembre viene stanco
per la nebbia che l’assale
vien dicembre tutto bianco
con l’abete di Natale.
Sono dodici fratelli
che si tengono per mano
tutti buoni tutti belli,
anno nuovo ti aspettiamo.

(G. Noseda)

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I mesi dell’anno
Gennaio porta epifania,
febbraio sciala in maschera per via,
marzo per mano tien la primavera,
aprile d’ogni verde s’imbandiera.
Maggio i giardini sogna delle fate,
giugno dispensa l’oro dell’estate,
luglio ed agosto nella gran calura
godon beati la villeggiatura.
Settembre s’affaccenda per il vino,
ottobre rompe ricci di castagne,
novembre fa canute le montagne,
dicembre esulta davanti al Bambino.

(I. Drago)

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I mesi dell’anno
Gennaio mette ai monti la parrucca,
febbraio grandi e piccoli imbacucca;
marzo libera il sol di prigionia.
April di bei color gli orna la via;
maggio vive tra musiche d’uccelli,
giugno ama i frutti appesi ai ramoscelli;
luglio falcia le messi al solleone,
agosto, avaro, ansando le ripone;
settembre i dolci grappoli arrubina,
ottobre di vendemmia empie la tina;
novembre ammucchia aride foglie in terra,
dicembre ammazza l’anno e lo sotterra.

(A. S. Novaro)

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I mesi dell’anno
Gennaio porta gelo e nevicate,
febbraio grandi balli e mascherate,
marzo arriva col vento e le viole,
aprile ha l’erba per le capriole.
Maggio ci dà le rose profumate,
giugno le spighe dal bel sol dorate,
luglio ha le trebbie e sempre gran lavoro,
agosto buone frutta rosse e d’oro.
Settembre mette l’uva giù nel tino,
ottobre cambia il mosto in un buon vino,
novembre butta giù tutte le foglie,
dicembre per il fuoco le raccoglie.

(O. Turchetti)

———————————–

I mesi
Aprendo la sua porta
gennaio tira tira.
Febbraio gamba corta,
lo segue e gira gira.
Va marzo pazzerello
col vento nel cestello.
E sparge i fiori aprile,
sì gaio e sì gentile.
Il maggio par che voli
fra rondin e usignoli.
Poi giugno va beato
di spighe inghirlandato.
E luglio porta il sacco
di candida farina.
Agosto ha la sua sporta
di frutta sopraffina.
S’aggirano settembre
e ottobre dentro il tino.
E mesto va novembre
coi fiori e il lumicino.
Dicembre chiude l’anno
in una stanza oscura.
Ma, furbo, capodanno,
vi scopre una fessura.
Gennaio fa passare
per poi ricominciare
il giro giro tondo
che dura quanto il mondo.

(F. Manisco)

Febbraio

Nè amato nè inviso
tu giungi, o febbraio:
ci mostri il tuo viso
più triste che gaio.
Sorridi talvolta,
ma è un riso di scherno
nell’aria sconvolta
dal rigido inverno.
E il timido sole
che splende non piace:
c’è sempre chi vuole
scaldarsi alla brace.

(L. Ruber)

……………………………………………………

Solicello di febbraio

Solicello di febbraio
che sorridi lieve lieve,
sulle siepi e sulle case
già si liquefa la neve.
Dopo i giorni cupi e tetri
il tuo raggio com’è gaio
com’è dolce il tuo tepore
solicello di febbraio!
Tu, riscaldi i poverelli
solicello chiaro e mite
più non tremano gli uccelli
sulle piante intirizzite
e i vecchietti freddolosi
siedon già sulle panchine
mentre sciamano s’intorno
variopinte mascherine.
Solicello di febbraio
già la livida bufera
si allontana e cede il passo
alla rosea primavera;
già si schiudono le gemme
canta il passero sul tetto
solicello di febbraio
solicello benedetto!

(P. Ruocco)

…………………………………………..

Speranza

C’è un grande albero spoglio
in mezzo all’orto; pare
che soffra e non si possa
coprire e riscaldare.
Vola sui rami nudi
un passero sperduto
e cinguetta più forte
in segno di saluto.
Geme l’albero: “Un tempo
fui giovane e fui bello;
candidi fiorellini
erano il mio mantello…
Il passero cinguetta:
“O vecchio albero, spera…
Si sciolgono le nevi;
verrà la primavera.

(M. Dandolo)

………………………………………………………………………..

Febbraio
Questo è febbraio: tipo di mese
corto e amaro, spesso scortese.
Folate fredde taglian la faccia,
Agli usci aperti danno la caccia;
van brontolando dentro i camini,
fermano il volo degli uccellini,
e, se furiose soffian sul mare,
lo fan di spume tutto arricciare.
Neanche un fiore sopra la terra…
E quelle rose? Sono di serra.
Forse lontano, sotto i bei cieli
del mezzogiorno, gemmano i meli,
ma a tramontana con l’aria greve
neppure l’ombra di un bucaneve.
E’ meglio quindi stare al riparo…
Questo è febbraio corto ed amaro.

(G. Folgore)

………………………………………..

Febbraio
Nuvoli, vento, neve, acqua, tempesta!
E’ arrivato febbraio, febbraietto!
“Ah, febbraietto, corto e maledetto”
gli gridan tutti: “Vattene alla lesta!”
Corre via febbraietto e sembra dire:
“Allegri, chè l’inverno è per finire!”
E allegro per il colle e per il piano,
ora pota le viti il buon villano,
mentre le vie, le piazze cittadine,
empie un gaio vociar di mascherine.

.(U. Ghiron)

…………………………………………….

Febbraio
Ecco qua il più piccino,
gaio, breve, mingherlino,
tutto trilli e sonatine,
canti, balli, mascherine,
tutto frizzi ed allegria
che spumeggia e corre via.
Ecco, appena cominciato
già è passato…
In un soffio se ne va
e di tutto quel frastuono,
nulla, nulla resterà.

(Hedda)

………………………………………………..

Febbraio
Se ridi, o febbraio piccino,
col sole sia pure d’un dì,
è un riso che dura pochino,
pochino pochino così.
Appena quel tanto che basta
a fare cantare le gronde
dell’acqua mutevole e casta
che lascia la neve che fonde.
Ma basta quel primo turchino,
quel po’ d’intravvista speranza
a dare una nuova fragranza
al cuore e al destino.

(R. Pezzani)

……………………………………………………………

La prima viola
E’ nata la prima violetta
tra la fresca erbetta
del prato
e ha detto facendo l’inchino:
“Cantate,
il bel tempo è vicino!”

(B. Marini)

…………………………………………………..

Vien febbraio
Vien febbraio
mese gaio
che folleggia
che passeggia
con la maschera sul viso,
con la celia, col sorriso
che fa il chiasso per le strade
mentre ancor la neve cade.

(Malfatti Petrini)

……………………………………………..

Febbraio
Oh febbraio piccolino,
non è vero che tu sia
proprio un mese malandrino.
Fra i tuoi giorni di bufera
e di freddo, tu ci porti
un pochin di primavera.
Se nel cielo ride il sole,
spuntan subito, sul greppo,
una primula e due viole.
Poi tu allunghi la giornata
più di un’ora e ci regali
qualche bella mascherata.
Non sei dunque malandrino,
o febbraio piccolino.

(T. R. Correggi)

…………………………………………..

Febbraio
Se ti dicon, febbraietto,
che sei corto e maledetto,
non avertene per male:
è un proverbio che non vale.
Il tuo gelido rovaio,
un ricordo di gennaio,
presto viene e presto va
e paura non ci fa.
Oh, nemmen quella tua neve
ci sgomenta, così lieve
che un respiro di tepore
basta a scioglierne il rigore.
E se ancor ti coglie il gelo
e s’addensan nubi in cielo,
basta un raggio del tuo sole
a dar vita alle viole.
Poco dura la bufera
se alle porte è primavera;
non è vero, febbraietto,
che sei corto e maledetto.

(F. Castellino)

………………………………………………..

Febbraio
Febbraio, bizzoso,
cattivo, cattivo,
perchè tante nubi?
Perchè tanto gelo?
Eppure nel cuore
tu sogni e racchiudi
il tenero azzurro
d’un lembo di cielo
e porti negli occhi
un raggio di sole
ch’è più luminoso
più bello che mai.
Febbraio bizzoso,
dov’è primavera?
Oh, dimmelo piano!
Tu ridi: lo sai.

(G. Aimone)

…………………………………………

Febbraio
Oh febbraio piccolino,
non è vero che tu sia
proprio un mese malandrino.
Fra i tuoi giorni di bufera
e di freddo, tu ci porti
un pochin di primavera.
Se nel cielo ride il sole,
spuntan subito, sul greppo,
una primula e due viole.
Poi tu allunghi la giornata
più di un’ora e ci regali
qualche bella mascherata.
Non sei dunque malandrino,
o febbraio piccolino.

(T. R. Correggi)

…………………………………………..

Febbraio
Se ti dicon, febbraietto,
che sei corto e maledetto,
non avertene per male:
è un proverbio che non vale.
Il tuo gelido rovaio,
un ricordo di gennaio,
presto viene e presto va
e paura non ci fa.
Oh, nemmen quella tua neve
ci sgomenta, così lieve
che un respiro di tepore
basta a scioglierne il rigore.
E se ancor ti coglie il gelo
e s’addensan nubi in cielo,
basta un raggio del tuo sole
a dar vita alle viole.
Poco dura la bufera
se alle porte è primavera;
non è vero, febbraietto,
che sei corto e maledetto.

(F. Castellino)

……………………………………

I doni

Primavera vien danzando,
vien danzando alla tua porta.
Sai tu dirmi che ti porta?
Ghirlandette di farfalle,
campanelle di vilucchi,
quali azzurre, quali gialli;
e poi rose, a fasci e a mucchi.

E l’estate vien cantando,
vien cantando alla tua porta.
Sai tu dirmi che ti porta?
Un cestel di bionde pesche
vellutate, appena tocche,
e ciliegie lustre e fresche,
ben divise a mazzi e a ciocche.

Vien l’autunno sospirando,
sospirando alla tua porta.
Sai tu dirmi che ti porta?
Qualche bacca porporina,
nidi vuoti, rame spoglie,
e tre gocciole di brina,
e un pugnel di morte foglie.

E l’inverno vien tremando,
vien tremando alla tua porta.
Sai tu dirmi che ti porta?
Un fastel d’aridi ciocchi,
un fringuello irrigidito;
e poi neve, neve a fiocchi
e ghiacciuoli grossi un dito.

La tua mamma vien ridendo.
vien ridendo alla tua porta,
sai tu dirmi che ti porta?
Il suo vivo e rosso cuore,
e lo colloca ai tuoi piedi,
con in mezzo, ritto, un fiore:
Ma tu dormi e non lo vedi…

(di Angelo Silvio Novaro)

Le stagioni, i mesi, le settimane, i giorni

Ebbe la primavera coi bei fiori.
Ebbe l’estate con i suoi colori.
Ebbe l’autunno coi grappoli d’oro.
Ebbe l’inverno, con il suo lavoro
di trine e di merletti: erano i bianchi
ghiaccioli e neve, a fiocchi lenti e stanchi.
Fu un anno come gli altri, coi suoi mesi,
con le stagioni e con le settimane:
una fila di giorni che rimane
nel ricordo di chi li ha bene spesi

(di Gioia Vanni)

————————————

Le stagioni

Prima viene Primavera
con i fiori sulla pianta,
poi Estate calda e chiara
quando la cicala canta,
poi Autunno bruno e quieto
con castagne e foglie rosse,
poi Inverno infreddolito
con starnuti, gelo e tosse.

(di R. Piumini)

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Febbraio

E’ febbraio monellaccio molto allegro e un po’ pagliaccio;
ride, salta, balla, impazza,
per le vie forte schiamazza;
per le vie e per le sale
accompagna il Carnevale.
Se fra i mesi suoi fratelli
ve ne sono di più belli,
il più allegro e birichino,
sempre è lui, ch’è il più piccino.
(M. Vanni)
………………………………………………………………………………………..
 
FEBBRAIO
Vengo subito dopo la merla,
il mio freddo è come una sberla,
sono il mese dei travestimenti,
balli, canti e divertimenti.
Colombina ed Arlecchino
Balanzone e Meneghino,
Pantalone e Pulcinella,
scegli la maschera quella più bella.
Sono il più piccolo dei miei fratelli,
per arrivare faccio balzelli.
Ogni quattr’anni, mi allungo di un giorno,
ma l’anno dopo piccino ritorno.
Non sono un sarto, non son calzolaio
non sono dottore e non porto il saio,
ma delle chiacchiere son buongustaio
è stato un piacere, io sono Febbraio.
 
http://www.educabimbi.it/filastrocca-di-febbraio/

FELICE NAVIDAD

A tutti i miei amici auguro:

Feliz Navidad
Feliz Navidad
Feliz Navidad
Prospero Ano y Felicidad.

Feliz Navidad
Feliz Navidad
Feliz Navidad
Prospero Ano y Felicidad.

Voglio augurarvi un buon Natale
Voglio augurarvi un buon Natale
Voglio augurarvi un buon Natale
Dal profondo del mio cuore.

Voglio augurarvi un buon Natale
Voglio augurarvi un buon Natale
Voglio augurarvi un buon Natale
Dal fondo del nostro cuore.

Feliz Navidad
Feliz Navidad
Feliz Navidad
Prospero Ano y Felicidad.

Feliz Navidad
Feliz Navidad
Feliz Navidad
Prospero Ano y Felicidad.

Voglio augurarvi un buon Natale
Voglio augurarvi un buon Natale
Voglio augurarvi un buon Natale
Dal profondo del mio cuore.

Voglio augurarvi un buon Natale
Voglio augurarvi un buon Natale
Voglio augurarvi un buon Natale
Dal profondo del mio cuore.

Feliz Navidad
Feliz Navidad
Feliz Navidad

Feliz Navidad
Feliz Navidad
Feliz Navidad
Prospero Ano y Felicidad.

Prospero Ano y Felicidad.

ATTENZIONE!

E’ bello festeggiare l’ arrivo del nostro amato Gesù, ma fate attenzione,e se proprio dovete, limitatevi a qualche piccolo bengala!

Contro i botti di Natale

Piccerille,che ghiagnite a’ scola,
piccerilli,che nun ce jate,
si tenite chi ve consola
o site sule e abbandonate…..
Se tenite tutte vicine
o tenite tutte luntane…
si sperite,nnanz ‘e vetrine
o’ ridenno sbattite e mmane
Piccerille pe’ stu Natale
nu’ sparate tracche ne botte….
appiciate sulo ‘ bbengale
comme sono” la mezzanotte”
Nu sapite Gesù c’a detto
Primme’ e scennere a cielo’nterra?
“Nu sparate! stateve zitto…..
ca già se spara nguerra!!!!!”
 dal Web

Festa dell’ albero

Amico albero

Se guardo in su

tra i rami e il cielo blu

mi sento di sognare…

mi sento di volare

Ho un albero

un albero amico

Ho un albero

un albero amico

Ho un albero

un albero amico

ho un amico solo per me!

Se sento il vento

conto le foglie fino a cento

mi sento di cantare…

mi sento di ballare…

Ho un albero

un albero amico

Ho un albero

un albero amico

Ho un albero

un albero amico

ho un amico solo per me!

Marta Bartolucci

———————————

Parodia della musica
“O surdato nammurato”

1) Stai fermo nel terreno,
tocchi il cielo con le foglie,
io ti guardo e mi consolo
e ti vedo sempre attorno a me,
il più bello di tutti i belli
non è mai più bello di te…

Rit. 2 v.) Oh albero, albero bello,
sei grande e mio fratello,
sei sempre maltrattato
dal primo all’ultimo sempre così.

2) Quando l’uomo ti abbatte,
quando il fuoco ti distrugge
io mi sento un perdente
e mi stringo forte attorno a te.
il più bello di tutti i belli
non è mai più bello di te…

Rit. 2 v.) Oh albero, albero bello,
sei forte e buono,
guardando sta meraviglia
vicino a te mi sento consolar.

3) Si scrive sempre che dai tutto…
la vita e l’aria buona
il terreno sempre fermo
e la frutta per mangiar
il più buono di tutti i buoni
non è mai più buono di te…

Rit. 2 v.) Ohi vita, ohi vita mia,
ohi albero, albero mio
sei tutta la mia vita
senza di te non posso star.

La maestra Eva
e i suoi alunni
5B Via dell’Arte
a.s. 2008.09

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Testo
I bambini stanno in mezzo al bosco.
Le piantine han visto festeggiare;
poi le han sistemate al loro posto,
dicendosi: “Cresceranno come noi”.
Alberi, tra i vostri rami cantano,
e i nidi si preparano, a mille gli uccellini.
Alberi, all’ombra vostra posino,
e in pace si ristorino a mille i bimbi belli,
a mille i bimbi belli.
Lapappadolce

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C’é un albero piantato in mezzo al prato
C’é un albero piantato in mezzo al prato

e sopra l’albero indovina cosa c’è? (2v)
ci sono i rami, i rami sopra l’albero

C’é un albero…

e sopra i rami indovina cosa c’è? (2v)
ci sono le foglie, le foglie sopra i rami, i rami sopra l’albero

C’é un albero…

e sopra le foglie indovina cosa c’è?
c’è un nido, un nido fra le foglie, le foglie sopra i rami, i rami sopra l’albero

C’é un albero…

e dentro il nido indovina cosa c’è?
c’è un uccellino, un uccellino dentro il nido, un nido fra le foglie, le foglie sopra i rami, i rami sopra l’albero

C’é un albero…

e dentro l’uccellino indovina cosa c’è?
c’è un cuore, un cuore d’uccellino, un uccellino dentro il nido, un nido fra le foglie, le foglie sopra i rami, i rami sopra l’albero

C’é un albero…

e dentro il cuore sapete cosa c’è?
c’è l’amore, l’amore dentro il cuore, un cuore d’uccellino, un uccellino dentro il nido, un nido fra le foglie, le foglie sopra i rami, i rami sopra l’albero

C’é un albero…

e nell’amore indovina cosa c’è?
c’è il Signore, il Signore nell’amore, l’amore dentro il cuore, un cuore d’uccellino, un uccellino dentro il nido, un nido fra le foglie, le foglie sopra i rami, i rami sopra l’albero.

In mezzo al prato indovina cosa c’è?
in mezzo al prato indovina cosa c’è?
c’è un albero, un albero nel prato

dal web

 

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Io sono come un albero

 

Io sono come un albero

sto con i piedi per terra

cerco la luce del sole

e così cresco di più

i piedi…  radici

le gambe… il tronco

le braccia… i rami

i capelli… le foglie

la pelle… corteccia

il sangue.. la linfa

il cuore della terra batte dentro la mia pancia!
Giorgio Minardi

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Ci vuole un fiore
Le cose di ogni giorno raccontano segreti
a chi le sa guardare ed ascoltare.

Per fare un tavolo ci vuole il legno
per fare il legno ci vuole l’albero
per fare l’albero ci vuole il seme
per fare il seme ci vuole il frutto
per fare il frutto ci vuole un fiore
ci vuole un fiore, ci vuole un fiore,
per fare un tavolo ci vuole un fio-o-re.

Per fare un fiore ci vuole un ramo
per fare il ramo ci vuole l’albero
per fare l’albero ci vuole il bosco
per fare il bosco ci vuole il monte
per fare il monte ci vuol la terra
per far la terra vi Vuole un fiore
per fare tutto ci vuole un fio-r-e

Per fare un tavolo ci vuole il legno
per fare il legno ci vuole l’albero
per fare l’albero ci vuole il seme
per fare il seme ci vuole il frutto
per fare il frutto ci vuole il fiore
ci vuole il fiore, ci vuole il fiore,
per fare tutto ci vuole un fio-o-re.

Le cose di ogni giorno raccontano segreti
a chi le sa guardare ed ascoltare…

Musica di L.Bacalov S.Endrigo – Edizioni BMG Ricordi

dal web

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Siamo tutti alberelli

D. Cologgi – P. Serafino – Paoline Editoriale Audiovisivi

Siamo tanti, siamo belli,
siamo tutti alberelli.
Siam diversi, siam fratelli
e per questo siamo belli.

Io sono la quercia tanto tanto grande,
siediti qui se vuoi riposare.
Ho tanti anni ma sono molto verde,
mi piace far sognare i bambini come te.

Io sono il castagno bello e generoso
quando è autunno ti sorprenderò.
Prendi le castagne che sono dentro al riccio,
poi la tua mamma le cucinerà.

Siamo tanti, siamo belli,
siamo tutti alberelli.
Siam diversi, siam fratelli
e per questo siamo belli.

Io sono l’abete con le foglie a punta,
quando è dicembre mi sento importante.
Mi vesto di stelline per il Natale
e tutti quanti felici io farò.

Io sono il pino fresco e profumato,
stai vicino a me, la tosse passerà.
Sono amico, amico del cedro
forte e resistente più di me.

Siamo tanti, siamo belli,
siamo tutti alberelli.
Siam diversi, siam fratelli
e per questo siamo belli.

Io sono la betulla, sono assai carina.
Quando il sole brilla, il mio tronco è d’argento.
Tocco il faggio che fa lo smorfioso
perché il suo legno è il più bello che c’è.

Io sono il cipresso, ma non sono triste,
sto sempre dritto come un soldatino.
Ho tante foglioline, non le puoi contare,
sono sincero proprio come te!

Siamo tanti, siamo belli,
siamo tutti alberelli.
Siam diversi, siam fratelli
e per questo siamo belli.

Da Direzione Didattica 5 Circolo 

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L’ albero

Proprio come un albero che vive in mezzo agli alberi

mi sento quando giro per il mondo

cerco di far si che il vento non mi butti giù

e di affondar le mie radici nel profondo,

prendo il sole in faccia per far si che le mie foglie

stiano bene appiccicate lungo questi rami

ospito tra le mie braccia nidi di uccellini

e do rifugio nel mio fusto a molti sciami.

Proprio come un albero mi spoglio e mi rivesto

a seconda se c’è freddo o c’è calore

dentro la genetica la mappa delle cellule

descrive a quale genere appartengo

se sono una quercia oppure un salice piangente

oppure un baobab od un saggio di pianura

quello che è importante è che al mondo ci sia spazio

per qualsiasi espressione di natura.

Prendo il sole in faccia

bevo molta pioggia

Prendo il sole in faccia

bevo molta pioggia

io non ho problemi a convivere con gli altri

sono pronto ad accettare la mia sorte

sono consapevole del fatto che più o meno

presto o tardi ci sarà per me la morte

quella che Totò ha definito la livella

e che alla fine ci livella tutti uguali

alberi bestiole re profeti presidenti

calciatori poveretti ed animali.

Quello che io penso come albero parlante

è che la vita sia questione di radici

più sono profonde più ti puoi portar lontano

incontrando gente conquistando amici

perché io ho scoperto che le mie radici in fondo

sono lì per procurarmi le risorse

cosicché con le mie foglie io possa affrontare

venti forti e possa farmi delle corse.

Prendo il sole in faccia

bevo molta pioggia

Prendo il sole in faccia

bevo molta pioggia

Prendo il sole in faccia

bevo molta pioggia

Prendo il sole in faccia

bevo molta pioggia

Andare di qua e di là sconfinare allegramente

farmi un po’ ogni tipo di esperienza

incontrare gente allargare le vedute

e allenare pure un po’ l’intelligenza

senza mai scordare cosa sono da dove vengo

e pure dove voglio andare

con le mie radici belle salde nel terreno

io coi rami io mi posso allontanare

perché c’ho bisogno della terra sotto i piedi

dove dare fondamenta alla speranza

proprio come un albero mi adatto un poco a tutto

basta solo un po’ di clima di accoglienza

no no no alla violenza

non rivendico nessuna appartenenza

tranne quella al mondo degli esseri viventi

col diritto di affondare le radici

sogno un universo dove ogni differenza

sia la base per poter essere amici

prendo il sole in faccia

bevo molta pioggia

proprio come un albero mi colloco nel mezzo

tra la terra e il cielo proprio a metà via

opero una sintesi tra luce e clorofilla

equilibrio di sostanza ed energia.

Saturnino Celani, Lorenzo Cherubini

—————————

L’ amico albero

Il giorno in cui son nata il mio papà
sembrava pazzo di felicità
con tutto l’entusiasmo di un bambino
piantò un bell’albero in mezzo al giardino.
Passaron gli anni e all’improvviso un dì
l’amico albero parlò così:

Sono l’aria che respiri,
sono nave in mezzo al mare.
Sono trave del tuo tetto
sono legno del tuo letto.

Sono bosco che protegge
da una grande nevicata
la valanga è mia nemica
tante volte l’ho fermata.
Ricordate, ricordatevi bambini:
Rispettate gli alberelli,
li dovete sempre amare
come fossero fratelli
Sono carta del tuo libro
sono fiamma del camino.
Il mio legno dà la voce
allo corde del violino.
Sono frutta nel tuo piatto
nella chiesa sono fiore.
Son radice nella terra
che non deve più franare
Ricordate, ricordatevi bambini:
Rispettate gli alberelli,
li dovete sempre amare
come fossero fratelli.
Sono arpa per le dita
della pioggia delicata
sono magico strumento
del concerto che fa il vento.
Son maestro per il coro
di cicale e raganelle.
E sto zitto ad ascoltare
le parole delle stelle
Ricordate, ricordatevi bambini:
Rispettate gli alberelli,
li dovete sempre amare
come fossero fratelli

Ricordate, ricordatevi bambini:
Rispettate gli alberelli,
li dovete sempre amare
come fossero fratelli

M. Maretti Soldi – N. Aprile

 

Testi di canzoni sugli animali

Animali

Tricarico

U…u…u c’è la scimmia nel deserto che fa
gr…gr…gr c’è la tigre nella giungla che fa
io…i…i…l’elefante in un laghetto che fa
o…

a…a…a… la pantera nel deserto che fa
cru cru cru il fenicottero sta su una gamba
ps…ps…ps…il serpente sopra a un ramo che fa
iu…

au…au…au la gazzella nel deserto che fa
gr…gr…gr…il leone nella giungla che fa
i…i…i…il gorilla sull a palma che fa
u…
e…e…e…stan cantando il loro canto di felicita’
che selvaggio come il vento se ne va va va va
e nessuno mai fermarlo mai potrà

e il mare è blu…e il cielo è blu
e lei è bella…sempre di più
qui c’è un segreto…la vita eterna
e chi lo vuole deve pagare…money!
u…u…u…tutti quanti gli uomini stan cantando
il loro verso d’amore e di felicità

e…e…e…ma nascosti nella giungla ci sono
con le reti degli uomini che voglion catturarli
per portarli via lontano via da qua
gli han catturati già e gridano

u…u…u…c’è la scimmia nella gabbia che fa
gr….gr….gr…c’è la tigre nella gabbia che fa
i…i…i…l’elefante nella gabbia che fa

a…a…a…la pantera nella gabbia che fa
crucru…cru il pappagallo nella gabbia che fa
ps…ps…ps il serpente nella gabbia che fa

ma…ma…ma…una tribù d’indigeni selvaggi
ma…ma…ma…una tribù d’indigeni guerrieri
ma…ma…ma…una tribù d’indigeni corre lì per liberarli

liberano tutti gli animali nella notte…notte
poi dal cielo un fulmine che brucia brucia tutto quanto
e solo al mattino della notte non si ricorderan più…

restera’ un ricordo che pian piano e’ diventato un sogno
io ero un selvaggio che correva col leone nel vento
ma cosa sono ora io non lo so

e il mare è blu…e il cielo è blu
e lei è bella…sempre di più
qui c’è un segreto…la vita eterna
e chi lo vuole deve pagare…money!

il cielo blu…il mare blu…con un assegno…si lo dia pure a me
thank you thank you e ora è suo…il cielo blu

……………………………………………………………….

 

Il Miglior Amico Degli Animali

Roberto Vecchioni

 

Il migliore amico sempre, di tutti gli animali,
del coniglietto senza tana è lui!.
Il migliore amico sempre, di tutti gli animali
dei cervi, degli angeli e dei cinghiali.
Il migliore amico sempre, in terra, in mare,
lassù quaggiù si chiama barbidu.
il gufo dice uhuh ,il cucculo cucu,
e le rane cantano cra cra
e la talpa cosa fa?… barbidu

il migliore amico sempre, ormai chi non lo sa ,
se c’è bisogno è il primo ad esser là.

Il migliore amico sempre, di tutti gli animali,
di pesci uccelli, e cobra con gli occhiali.
In terra, in mare, lassu quaggiu si chiama barbidu..

è lui che fa tane, li nutre se hanno fame, lupi e pecore con lui per via sono tutti in armonia.
Il migliore amico sempre, di tutti gli animali del gallo delle vespe e dei maiali

Il migliore amico sempre… barbidu
Il migliore amico sempre… barbidu
Il migliore amico sempre… barbidu
Il migliore amico sempre… barbidu

………………………………………………………………

 

I TRE PORCELLINI

(Daniela Goggi)

In un tiepido mattin
se ne vanno i porcellin
dimenando al sole il loro codin
spensierati e birricchin

Il piu’ piccolo dei tre
ad un’tratto grida:”ahimè!
Da lontano vedo il lupo arrivar
non facciamoci pigliar”

Prima chiudono il porton
poi si affaciano al balcon
Or che’ il lupo non puo’ prenderli piu’
tutti e tre gli fan:”Cucu’!!”

Siam tre piccoli porcellin
siamo tre fratellin
mai nessun ci dividera’
Tralalalala!!!

Siam tre piccoli porcellin
siamo tre fratellin
mai nessun ci dividera’
Tralalalala!!!

Siam tre piccoli porcellin
siamo tre fratellin
mai nessun ci dividera’
Tralalalala!!!

Marcia indietro fanno allor
filando a gran velocita’
mentre il lupo corre ancora
a casa sono gia’
“AH! AH! AH! “
…che bell’affare
il lupo non potra’ cenar

Prima chiudono il porton
poi si affacciano al balcon
Or che’ il lupo non puo’ prenderli piu’
tutti e tre gli fan:”Cucu’!!”

Siam tre piccoli porcellin
siamo tre fratellin
mai nessun ci dividera’
Tralalalala!!!

Siam tre piccoli porcellin
siamo tre fratellin
mai nessun ci dividera’
Tralalalala!!!

Siam tre piccoli porcellin
siamo tre fratellin
mai nessun ci dividera’
Tralalalala!!!

…………………………………………………….

 

Il maggiolino Cicciaboccia

Testo: G. Bonaveri e G. Mandreoli

Nel bel mezzo del giardino su una foglia se ne sta
un grassoccio maggiolino vuoi sapere cosa fa
prende shampoo e spazzolone ed in fretta se ne va
nella goccia di rugiada che ha lasciato l’acquazzone

Insapona le sue alette scivolando qua e là
poi risciacqua le zampette e un saltino adesso fa
una gira giravolta, poi un’altra ne farà,
ma che buffo poi ripete tutto quanto un’altra volta

Il maggiolino Cicciaboccia sulla foglia fa la doccia
scrolla il suo pancino e finisce a testa in giù;
il maggiolino Cicciaboccia saltellando fa la doccia
scopre un ballettino che puoi fare pure tu

Il maggiolino Cicciaboccia sulla foglia fa la doccia
scrolla il suo pancino e finisce a testa in giù;
il maggiolino Cicciaboccia saltellando fa la doccia
scopre un ballettino che puoi fare pure tu

maggiolino
Cicciaboccia
maggiolino
Cicciaboccia

Ha bagnato un millepiedi che passava per di là
tanta schiuma come neve col sapone poi farà
soffia sulle bollicine che van verso il cielo blu
tante piccole stelline che risplendono lassù

E’ contento il maggiolino mentre fermo se ne sta
sotto il sole del mattino ad asciugarsi sogna già
tante bolle di sapone dai riflessi rosa e blu
mentre dorme russa un poco sembra canti una canzone

Il maggiolino Cicciaboccia sulla foglia fa la doccia
scrolla il suo pancino e finisce a testa in giù;
il maggiolino Cicciaboccia saltellando fa la doccia
scopre un ballettino che puoi fare pure tu

il maggiolino Cicciaboccia sulla foglia fa la doccia
scrolla il suo pancino e finisce a testa in giù;
il maggiolino Cicciaboccia saltellando fa la doccia
inventa un ballettino che puoi fare pure tu

mentre fai la doccia lo puoi fare pure tu
mentre fai la doccia lo puoi fare pure tu

…………………………………………………………

 

Io e il mio cane Sebastiano

Io e il mio cane addormentati,
da un nascondiglio rasserenati
Nessuna impresa
Nessuna attesa
Così…
Io e il mio cane
lo stesso passo
In fondo a un fosso
cercare il mare
Poi camminare,
si può toccare laggiù…
Scende in strada
corre e vola
È il suo modo di ridere,
di cantare a squarciagola
e non c’è giorno che non sia così
Io e il mio cane
caduti in piedi
Se non ci vedi mai più tornare
sappiamo di un posto
che non si vede da qui
Scende in strada
corre e vola
È il suo modo di ridere,
di cantare a squarciagola
e non c’è giorno che non sia così

———————————————–

 

Pesciolino rosso

A. Bigarelli – U. Zini – A. Bigarelli

Solista:
Pesciolino rosso che nuoti nel mio coccio
Forse sogni un fosso, certo sogni un fosso
Pesciolino rosso scusami se
Non esiste un fosso pulito per te

Coro:
BAM BAM – BAM BAM BA DA DA
BOM BOM – BOM BOM BO DO EH !OH!
BAM BAM – BAM BAM BA DA DA
BOM BOM – BOM BOM BO DO

Solista:
Pesciolino rosso che nuoti nel mio coccio
Forse sogni un fiume, certo sogni un fiume
Pesciolino rosso credi a me
Oggi non c’è un fiume pulito per te

Io con te mi ci tufferei
Dentro al fiume poi nuoterei
Fino al mare ci arriverei
Quanti amici che mi farei!

Coro:
Sai, purtroppo oggi non si può
E’ proibito, già lo so
C’è un cartello scritto in grande là:
”Acqua sporca ed inquinata qua!”

Solista:
Pesciolino rosso che nuoti nel mio coccio
Forse sogni un fosso, certo sogni un fosso
Pesciolino rosso scusami se
Non esiste un fosso pulito per te

Coro:
BAM BAM – BAM BAM BA DA DA
BOM BOM – BOM BOM BO DO EH !OH!
BAM BAM – BAM BAM BA DA DA
BOM BOM – BOM BOM BO DO

Solista:
Pesciolino rosso che nuoti nel mio coccio
Forse sogni un fiume, certo sogni un fiume
Pesciolino rosso credi a me
Oggi non c’è un fiume pulito per te

Coro:
Pesciolino ma cosa vuoi?
Dentro al fiume avrai dei guai
Pesci grossi non troverai
Ma detersivi e schiuma, sai!
Sai, purtroppo oggi non si può
E’ inquinato tutto qui
C’è un cartello scritto in grande là:
”Acqua sporca ed inquinata qua!”

Solista:
Pesciolino rosso che nuoti nel mio coccio
Forse sogni un fosso, certo sogni un fosso
Pesciolino rosso scusami se
Non esiste un fosso pulito per te

Solista:
Pesciolino rosso che nuoti nel mio coccio
Forse sogni un fiume, certo sogni un fiume
Pesciolino rosso credi a me
Domani avrai il tuo fiume pulito che c’è

BAM BAM – BAM BAM BA DA DA
BOM BOM – BOM BOM BO DO EH !OH!
BAM BAM – BAM BAM BA DA DA
BOM BOM – BOM BOM BO DO

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Il topo Zorro

L. Chiosso – M. Venturi – A. Amadesi

Il Gatto Gonzales
laggiù in California
di giorno è cattivo
e di notte poi si sbornia.
Il mondo dei topi
per lui si dispera
e deve pagargli
tante tasse col groviera.
Ma un fiero ribelle
ha detto di no
e ieri la guerra
a Gonzales dichiarò.

Zic zac zic zac è il Topo Zorro
zic zac zic zac tutto coraggio
zic zac zic zac per un assaggio
con la spada fa la zeta sul formaggio.

Zic zac zic zac il Topo Zorro
zic zac zic zac che spadaccino
zic zac zic zac dopo un inchino
fa la zeta sul formaggio pecorino.

Il Gatto Gonzales
cattura Maria
che per Topo Zorro
è la meglio che ci sia.
E il nostro campione
salito a cavallo
il bieco Gonzales
sfida a singolar duello.
Un paio di finte
poi uno, due e tre!
gli taglia i baffoni
e lo stende sul pavè.

Zic zac zic zac è il Topo Zorro
zic zac zic zac tutto coraggio
zic zac zic zac per un assaggio
con la spada fa la zeta sul formaggio.

Zic zac zic zac il Topo Zorro
zic zac zic zac la sua Maria
zic zac zic zac si porta via
a mangiar la panna in una latteria.

E la gente dice che la sposerà.

Zic zac.

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“La bella tartaruga”

Bruno Lauzi – P.Caruso

La bella tartaruga che cosa mangerà
chi lo sa
chi lo sa
due foglie di lattuga e poi si riposerà
ah ah ah
ah ah ah

La tartaruga
un tempo fu
un animale che correva a testa in giù
come un siluro filava via
che mi sembrava un treno sulla ferrovia
ma avvenne un incidente
un muro la fermò
si ruppe qualche dente
e allora rallentò

La tartaruga
dall’ora in poi lascia
che a correre pensiamo solo noi
perché quel giorno poco più in là
andando piano lei trovò
la felicità
un bosco di carote
un mare di gelato
che lei correndo troppo
non aveva mai notato
e un biondo tartarugo corazzato
che ha sposato un mese fa!

La bella tartaruga nel mare va perché
ma perché
ma perché
fa il bagno e poi si asciuga dai tempi di Noè
eh eh eh
eh eh eh

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“Furia cavallo del West”

Albertelli – De Angelis

Furia a cavallo del west
che va piu’ forte di un jet
quando fa il pieno di fieno
se no non sta in pie’

Furia a cavallo del west
che beve solo caffe’
per mantenere il suo pelo
il piu’ nero che c’e’
io vorrei salire con te
e con te mezz’ora sarei
il capo dei banditi
prima io son piccolo io
tocca a me giocare con te
sono lo sceriffo io
tu sta zitto sono il capo dei banditi
sono lo sceriffo io
ma su Furia si sta anche in tre

Furia a cavallo del west
che lava i denti col seltz
per poi sorridere bene in fondo e’ sul set
viva la Furia del west
cintura di karate’
per sgominare la banda
piu’ in gamba che c’e’
io vorrei salire con te
e con te mezz’ora sarei
il capo dei Moicani
prima io son piccolo io
tocca a me giocare con te
sono Davy Crockett io
tu sta zitto sono il capo dei Moicani
sono davy crockett io
ma su Furia si sta anche in tre

Furia a cavallo del west
che va piu’ forte di un jet
quando fa il pieno di fieno
se no non sta in pie’

Furia a cavallo del west
che beve solo caffe’
per mantenere il suo pelo
il piu’ nero che c’e’

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Volevo un gatto nero

Franco Maresca, Armando Soncillo, Framario

Un coccodrillo vero,
un vero alligatore
ti ho detto che l’avevo
e l’avrei dato a te.
Ma i patti erano chiari:
il coccodrillo a te
e tu dovevi dare
un gatto nero a me.
Volevo un gatto nero, nero, nero,
mi hai dato un gatto bianco
ed io non ci sto più.
Volevo un gatto nero, nero, nero,
siccome sei un bugiardo
con te non gioco più.
Non era una giraffa
di plastica o di stoffa:
ma una in carne ed ossa
e l’avrei data a te.
Ma i patti erano chiari:
una giraffa a te
e tu dovevi dare
un gatto nero a me.
Volevo un gatto nero, nero, nero,
mi hai dato un gatto bianco
ed io non ci sto più.
Volevo un gatto nero, nero, nero,
siccome sei un bugiardo
con te non gioco più.
Un elefante indiano
con tutto il baldacchino:
l’avevo nel giardino
e l’avrei dato e te.
Ma i patti erano chiari:
un elefante a te
e tu dovevi dare
un gatto nero a me.
Volevo un gatto nero, nero, nero,
mi hai dato un gatto bianco
ed io non ci sto più.
Volevo un gatto nero, nero, nero,
siccome sei un bugiardo
con te non gioco più.
I patti erano chiari:
l’intero zoo per te
e tu dovevi dare
un gatto nero a me.
Volevo un gatto nero, nero, nero,
invece è un gatto bianco
quello che hai dato a me.
Volevo un gatto nero,
ma insomma nero o bianco
il gatto me lo tengo
e non do niente a te.

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I Colori del Vento

Tu credi che ogni cosa ti appartenga
la terra ogni paese dove vai
ma sappi che invece ogni cosa al mondo
come te ha uno spirito e un perchè
tu credi che sia giusto in questo mondo
pensare e comportarsi come te
ma solo se difenderai la vita
scoprirai le tante cose che non sai!
Hai sentito il lupo che ulula la luna blu
che sai dovè la lince che ne sai
sai cantare come cantan le montagne
pitturare con il vento i suoi color
riscoprendo un po’ d’amore nel tuo cuor!
Dai corri insieme a me nella foresta
fai entrare un po’ di sole dentro te
saprai che non c’è bene più prezioso
e così la ricchezza scoprirai
i fiumi e i lampi sono miei fratelli
e gli animali sono amici miei
insieme nel segreto della vita
in un cerchio che per sempre esisterà
chi sa la vita cos’è
se la fermerai neanche tu saprai
e non sentirai quel lupo il suo cagnare mai
almeno fino a che non lo vorrai
non distinguerne il colore della pelle
nella vita ogni cosa scoprirai
e la terra sembrerà
solo terra finche’ tu non dipingerai
di amore dentro te!

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Passeggiando con il mio cane

B-Nario

Chiudi quella finestra ho la luce negli occhi mi fa stare male (ti prego)
è una cosa che non sopporto quante volte te lo devo dire
in questa casa è cosi dal lunedì al venerdì
è da più di vent’anni che mi sveglio così
ma che bella giornata da passare all’aperto porto fuori il cane (andiamo)
basta che non tiri che non scappi e ti comporti bene
ma che bella sorpresa c’è l’azzurro così sulla città
è da un sacco di tempo che non si vedeva

RIT : passeggiando col mio cane in una via
In una zona di Milano in periferia
Camminando senza fretta in compagnia
Mi sembra una città diversa un po più mia (x2)

Lascio a casa l’auto e niente motorino oggi si va a piedi
C’è il sole
Ti ricordi il grande prato e le partite di pallone (insieme)
Cosa ne dici se lasciamo stare tutto e ci vediamo la
A riscoprire se ancora è tutto come prima
Saranno quasi sei anni dall’ultima volta che ci ho messo piede (si vede)
Dove c’era l’erba e il prato adesso c’è un supermercato
Ogni volta che cambia è un ricordo che passa e se ne va
Quando ti ho incontrata eri li seduta

RIT: x2
Passeggiando passeggiando col mio cane

RIT: x2

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La gatta

Gino Paoli

C’era una volta una gatta
che aveva una macchia nera sul muso
e una vecchia soffitta vicino al mare
con una finestra a un passo dal cielo blu

Se la chitarra suonavo
la gatta faceva le fusa
ed una stellina scendeva vicina
poi mi sorrideva e se ne tornava su.

Ora non abito più là
tutto è cambiato, non abito più là
ho una casa bellissima
bellissima come vuoi tu.

Ma ho ripensato a una gatta
che aveva una macchia nera sul muso
a una vecchia soffitta vicino al mare
con una stellina che ora non vedo più.

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Gli Uccelli

Battiato

Volano gli uccelli volano
nello spazio tra le nuvole
con le regole assegnate
a questa parte di universo
al nostro sistema solare.
Aprono le ali
scendono in picchiata atterrano meglio di aeroplani
cambiano le prospettive al mondo
voli imprevedibili ed ascese velocissime
traiettorie impercettibili
codici di geometria esistenziale.
Migrano gli uccelli emigrano
con il cambio di stagione
giochi di aperture alari
che nascondono segreti
di questo sistema solare.
Aprono le ali ecc.
Volano gli uccelli volano
nello spazio tra le nuvole
con le regole assegnate
a questa parte di universo
al nostro sistema solare.

Altri testi di Franco Battiato
La Cura
E Ti Vengo A Cercare
Insieme A Te Non Ci Sto Più
Bandiera Bianca
La Canzone Dei Vecchi Amanti
Centro Di Gravità Permanente
Voglio Vederti Danzare
Tutto L’universo Obbedisce All’amore
La Stagione Dell’Amore
Cuccurucucu

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Il valzer del moscherino

Cristina D’Avena

Beppone russava
Nel grande giardino
E sul suo nasone
Volò un moscerino
Il vento suonava
Un bel valzerino
Così il moscerino
Si mise a ballar.
Rit.
Un lalla un lalla un lallalà
Questo è il valzer
Del Moscerino
un lalla un lalla un lallalà
questo è il valzer
Che fa lallalà
Nel sonno Beppone
Che più non russava
Il naso arricciava
Rideva sognava
Sognava una piuma
Un fiocco di neve
Un petalo di rosa
Caduto dal ciel.
Rit.
Ma un gatto birbone
E pazzerellone
Colpì il moscerino
Graffiò il suo nasone
E il valzer finiva
E il gatto fuggiva
Così per Beppone
L’incanto svanì.
Rit.

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Il coccodrillo come fà

Pino Massara

Oggi tutti insieme
cercheremo di imparare
come fanno per parlare
fra di loro gli animali.
come fa il cane? bau bau
e il gatto? miao
l’ asinello? hi hoo hi hoo
la mucca? muuuuu…!!!
la rana? cra cra
la pecora? beee…!!!
e il coccodrillo?…
e il coccodrillo?…

boh..!!!

il coccodrillo come fa
non c’è nessuno che lo sa
si dice mangi troppo
non metta mai il cappotto
che con i denti punga
che molto spesso pianga

però quand’ è tranquillo come fa sto coccodrillo?…

il coccodrillo come fa
non c’è nessuno che lo sa
si arrabbia ma non strilla
sorseggia camomilla
e mezzo addormentato se ne va.

guardo sui giornali
non c’è scritto niente
sembra che il problema non importi… A chi?
alla gente
ma se per caso al mondo
c’è qualcuno che lo sa
la mia domanda è ancora questa qua!

il coccodrillo come fa
non c’è nessuno che lo sa
si dice mangi troppo
non metta mai il cappotto
che con i denti punga
che molto spesso pianga

però quand’ è tranquillo come fa sto coccodrillo?…

il coccodrillo come fa
non c’è nessuno che lo sa
si arrabbia ma non strilla
sorseggia camomilla
e mezzo addormentato se ne va.

adesso ripetiamo se vogliamo ricordare
come fanno per parlare
tra di loro gli animali
come fa il cane? bau bau
e il gatto? miao
l’ asinello? hi hoo hi hoo
la mucca? muuuuu…!!!
la rana? cra cra
la pecora? beee…!!!
e il coccodrillo?…
e il coccodrillo?…

boh..!!!

il coccodrillo come fa
non c’è nessuno che lo sa
si dice mangi troppo
non metta mai il cappotto
che con i denti punga
che molto spesso pianga

però quand’ è tranquillo come fa sto coccodrillo?…

il coccodrillo come fa
non c’è nessuno che lo sa
si arrabbia ma non strilla
sorseggia camomilla
e mezzo addormentato se ne va.

allora, avete capito come fa il coccodrillo?

lui mezzo addormentato se ne va!

Caro Gesù ti scrivo

Caro Gesù ti scrivo
(“Zecchino d’oro” 1997 - musica e testo: M. Piccoli)
 
Caro Gesù ti scrivo per chi non ti scrive mai,
per chi ha il cuore sordo bruciato dalla vanità,
per chi ti tradisce per quei sogni che non portano a niente,
per chi non capisce questa gioia di sentirti sempre amico e vicino.

Caro Gesù ti scrivo per chi una casa non ce l'ha,
per chi ha lasciato l'Africa lontana e cerca un po' di solidarietà,
per chi non sa riempire questa vita con l'amore e i fiori del perdono,
per chi crede che sia finita, per chi ha paura del mondo che c'è
e più non crede nell'uomo.

Gesù ti prego ancora:
vieni a illuminare i nostri cuori soli,
a dare un senso a questi giorni duri,
a camminare insieme a noi.
Vieni a colorare il cielo di ogni giorno,
a fare il vento più felice intorno,
ad aiutare chi non ce la fa...

Caro Gesù ti scrivo perché non ne posso più
di quelli che sanno tutto e in questo tutto non ci sei tu,
perché voglio che ci sia più amore per quei fratelli che non hanno niente,
e che la pace, come il grano al sole, cresca e poi diventi pane d'oro
di tutta la gente.

Gesù ti prego ancora:
vieni a illuminare i nostri cuori soli,
a dare un senso ai giorni vuoti e amari,
a camminare insieme a noi.
Vieni a colorare il cielo di ogni giorno,
a fare il vento più felice intorno,
ad aiutare chi non ce la fa...

Signore vieni! Signore vieni!

La marcia dei diritti

La marcia dei diritti

Un-due, un-due, un-due, un-due.
È la marcia dei diritti dei bambini.
Della Carta dei Diritti dei bambini… Marsch!

Ho aperto un libricino
e ho letto che un bambino
da mangiare non ce l’ha.
E c’è chi non ha da bere
con il rischio di morire:
senza acqua come fa?
Ma come fanno, io non ci credo.
Non si può fare, io non ci credo.

Ho sfogliato bene bene
quelle foto di bambine
invecchiate dal lavoro.
E di quelli senza un tetto
e di quelli senza affetto
senza un poco di decoro.
Ma come fanno, io non ci credo.
Non si può fare, io non ci credo. Non si può.

I diritti sono di tutti,
l’ha spiegato la maestra
c’è una carta scritta apposta
per difendere i bambini.
Tutti i capi delle nazioni
hanno fatto le riunioni:
hanno detto e hanno scritto
sui diritti dei bambini
Allora perché? Allora perché?

Quando gioco al girotondo,
penso che su questo mondo
c’è qualcosa che non va.
Che ci sono dei bambini,
sulle strade abbandonati
senza mamma né papà.
Ma come fanno, io non ci credo.
Non si può fare, io non ci credo.

Poi da un’altra parte ancora
c’è chi non può andare a scuola.
Chi giocattoli non ha.
E c’è pure chi si ammala
e gli manca quella cura
che il suo medico non ha.
Ma come fanno, io non ci credo.
Non si può fare, io non ci credo. Non si può.

I diritti sono di tutti,
l’ha spiegato la maestra
c’è una carta scritta apposta
per difendere i bambini.
Tutti i capi delle nazioni
hanno fatto le riunioni:
hanno detto e hanno scritto
sui diritti dei bambini.
Allora perché? Allora perché?
Allora perché?

C’è un bambino che lavora,
chi subisce una tortura.
Chi è venduto come schiavo.
Chi è costretta per le strade
già per vendere l’amore
da qualcuno assai cattivo.
Ma come fanno, io non ci credo.
Non si può fare, io non ci credo.

C’è chi muore appena nato:
non è stato vaccinato.
C’è chi cresce malnutrito.
C’è chi viene emarginato,
c’è chi un handicap ha avuto.
C’è chi viene malmenato.
Ma come fanno, io non ci credo.
Non si può fare, io non ci credo. Non si può.

I diritti sono di tutti,
l’ha spiegato la maestra
c’è una Carta scritta apposta
per difendere i bambini.
Tutti i capi delle nazioni
hanno fatto le riunioni:
hanno detto e hanno scritto
sui diritti dei bambini
Con la Carta, il futuro migliore sarà.

Un-due, un-due, un-due, un-due.
È la marcia dei diritti dei bambini.
Della Carta dei Diritti dei bambini.

Dallo spettacolo “Hanno ragione i bambini” – Testo e musiche di Francesco Rinaldi – Paoline Editoriale Audiovisivi, Roma, 2000

 

Altre poesie e filastrocche sui Diritti dell’ infanzia e sulla pace al seguente indirizzo :https://126maestramaria.wordpress.com/2010/10/25/364/

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Halloween:poesie e filastrocche

halloween

 

DOLCETTO o SCHERZETTO?

O mi dai un buon dolcetto,
o ti becchi uno scherzetto!
Devi fare questa scelta
muoviti, su, fai alla svelta!
Non hai tempo di pensare
sono qui per spaventare
chi i dolcetti non mi dà
prima o poi si pentirà!
J.Restano

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Il mostro Barbanano

Ho sognato un mostro strano,

si chiamava Barbanano:
aveva gli occhiacci

di neve e di ghiaccio ,

aveva un nasone come un peperone,
aveva una pancia

da spaccabilancia,
aveva due gambe

stortissime e strambe,
aveva due piedi

dagli alluci nudi.

Roberto Piumini

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La dentiera del vampiro

Che tragedia per un vampiro
Essere privo del canino!

La sua vita va in fumo
Non lo teme più nessuno!
La gente, anzi, lungo il viale
Passa, ride e lo guarda male.

Il fido lupo e il ragno nero
Non lo prendon più sul serio.
Nel castello il pipistrello
Ne ha fatto il suo zimbello.

Quando esce a notte fonda
Sul collo bianco le labbra affonda.
Ma per l’ignaro malcapitato
É un pericolo scampato!

Che tragedia per un vampiro
Essere privo del canino!

Da tempo, ormai, il pover uomo
Non mette in bocca nulla di buono.
Solo brodo e minestrine
Mele cotte e pappine.

Il vampiro triste e affamato
Seriamente si è stancato
Di mangiare questa brodaglia
Ormai da giorni non ha più voglia.

Decide, così, d’improvviso una sera
Di farsi fare una nuova dentiera
E recatosi dal dentista
Incisivi, molari e canini acquista.

E, finalmente, dopo la lunga tortura
Il vampiro torna a far paura.
Alle bimbe e ai bambini
Ora che ha di nuovo i canini!

Che paura per un uomo
Ora che il vampiro ha il dente nuovo.

R.Piumini, B.Tognolini

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Le streghe
Nel paese delle streghe
è sempre il tempo delle spighe,
spighe di grano,
spighe al sole,
spighe, spighe,
per chi ne vuole!

Con i chicchi delle spighe
le streghe preparano
filtri d’amore,
li pestano bene,
li seccano al sole,
li uniscono poi a petali di viole,
di girasole,di ciliegio,
di genziana, di margherita,
di biancospino,di ciclamino
e a questo impasto
aggiungono tosto
sangue di rospo,
cuor di cerbiatto,
lingua di gatto,
ali di pipistrello,
dente di drago
ed infine acqua di lago.

Macinano bene coi loro frantoi,
e i filtri son pronti,
son pronti per noi!
La pozione non ha scadenza,
potrai farla bere anche a distanza,
anzi, più tardi lei si berrà
più l’effetto ci sarà.

Le streghe non hanno bacchette,
non sono graziose come le fate,
son d’aspetto assai curiose,
naso lungo, bocca stretta,
occhi vicini, da civetta.
Cavalcan le scope,
da mattina a sera,
si ferman nel bosco
nella notte nera
e con le loro colleghe fino all’alba
danzano il sabba,
il ballo delle streghe.

Maria Rosaria Longobardi

tratta dal libro Favole… in fiore, La Mongolfiera, 2002

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Danzan le streghe

Danzan le streghe
la danza con i maghi,
fanno i filtri magici
per spaventare i draghi.
Gira, gira il pentolon
tira su il coperchio;
fuoco, fuoco notte e dì
le streghe fan così!

Zampe di rana,

occhi di serpente,
quattro pipistrelli e
un ragno senza un dente.
Gira, gira il pentolon
tira su il coperchio;
fuoco, fuoco notte e dì
le streghe fan così!

http://www.pianetamamma.it/foto_gallery/bambino/poesie-e-filastrocche-di-halloween/danzan-le-streghe.html

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Streghe

Streghe di notte

arrivano a frotte.

Maghi sbadati

non li abbiamo chiamati

Vampiri coi denti

state attenti

M. Bartolucci

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Ghiga e Ghega sono maghe

 

Ghiga e Ghega sono maghe
son megere con le rughe
o, la gente dice, streghe.
Fanno gesti, pappe grigie,
purghe, gemiti e magie,
piogge gelide o roghi,
velenosi sughi ed aghi:
basta solo che le paghi.

di Roberto Piumini.

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FILASTROCCA DELLA STREGHETTA

Sul prato pieno di fiori
c’è una casetta di tre colori
con tanti vasi alla finestra
e buoni dolci in bella mostra.

Lì ci vive una streghetta
armata solo di bacchetta
che prepara senza sosta
filtri pozioni e…buona pasta.

E’ una vera golosona
mangia solo roba buona
che cucina con gran cura
stando attenta alla misura:

cinque chicchi di caffè
due scodelle di buon tè
un cucchiaio di farina
una fetta di fontina.

Pesa mescola ed annusa
e il suo gatto fa le fusa.

(Cristina Ansuini)

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      HALLOWEEN

Ma guardate: son bambini ! Sono mostri mascherati:
chiedono dolci e pasticcini ai vicini un po’ allarmati.
Van bussando ad ogni porta e ridendo a crepapelle
fan scherzetti di ogni sorta per avere caramelle.
Halloween, festa pagana è però una buona cura :
i timori li allontana e fa scappare la paura!

Simona Maiozzi http://www.letturacheavventura.it

………………………………………………………………………….

 

Halloween festa stregata!

Halloween festa stregata!
Ci spaventa la nottata!
Tutti fuori a notte fonda
festeggiam con baraonda.
Streghe, maghi e fantasmini…
Dolci, frittelle, cioccolatini!
Che ricetta eccezionale!
Che nottata micidiale!
Tante maschere stregate;
tante facce spaventate;
tanti dolci nei pancini;
tante zucche in lumicini.
E’ una festa un po’ paurosa,
con fantasmi e streghe a iosa!
E con maghi e mostri a frotte
trascorriamo questa notte!

 Jolanda Restano

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IL DISPETTO

Bussa alla porta…..

ma cos’è un dispetto?

una voce parlotta:

Dolcetto o Scherzetto?

Oddio che paura,

è entrato un fantasma!

cos’è una sciagura?

mi ha tirato del plasma

Mamma mia per carità

questa non è una notte bella…

per mandarlo via di qua

diamogli dei dolci e una caramella!

ILARIA LUCARONI

 

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UN FANTASMA GOLOSONE

C’è un fantasma golosone
mangia dolci a colazione,
e poi torte e cioccolata,
caramelle e marmellata,
pranza con mille pasticcini,
divora cento biscottini,
e alla sera per non sbagliare,
un panettone vuole mangiare.
Se continua a esagerare
presto potrà anche scoppiare.
Caro fantasma basta dolcetti…
è meglio se fai solo scherzetti!

http://www.maestragemma.com/Poesie%20Halloween%20.htm

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Halloween per i bambini

E’ una notte scura scura di fantasmi e pipistrelli,
una notte di paura da far torcere i budelli.

E’ una notte di terrore che risveglia ogni vampiro,
una notte di rumore da far togliere il respiro.

Ma chi avanza da lontano con in mano il suo cestino?
E’ una mummia, un brutto nano, è una strega o un assassino?

Ma guardate: son bambini ! Sono mostri mascherati:
chiedono dolci e pasticcini ai vicini un po’ allarmati.

Van bussando ad ogni porta e ridendo a crepapelle
fan scherzetti di ogni sorta per avere caramelle.

Halloween, festa pagana è però una buona cura :
i timori li allontana e fa scappare la paura!

di Simona Maiozzi http://www.letturacheavventura.it

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Halloween Halloween

Halloween Halloween stregato
coi tuoi fantasmi dal passato,
con le tue streghe impertinenti
ed i tuoi mostri stravaganti.
In questa notte di paura
fantasmagorica avventura
facciamo festa mascherati,
mangiamo dolci prelibati!
di Jolanda Restano (filastrocche.it)

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Storia di streghe

Una strega un pò pirata

con la scopa sua a motore

investì, di gran carriera,

un piccione viaggiatore.

Venne un merlo poliziotto:

-Mi esibisca la patente,

non so proprio come faccia

a girare certa gente…

-Non ce l’ ho- la strega disse

-ma ho da offrirle una pozione.

tirò fuori una boccetta.

-oh , ma questa è corruzione!

fece il merlo poliziotto

con un’ aria un pò stravolta:

-Le vecchiette d’ oggigiorno

non son quelle di una volta.

Le darò, seduta stante,

una pena da scontare,

con la scopa, d’ ora innanzi,

dovrà solo ramazzare.

E così, per incidente,

in quel rione cittadino

hanno assunto a tempo pieno

una strega per spazzino.

M.L. Giraldo, Rime per tutto l’ anno,

Giunti Junior, 2008

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Il fantasma vanitoso

Un fantasma vanitoso

che abitava in Cornovaglia

si comprò, con sconti e saldi,

un lenzuolo e una tovaglia.

Ben vestito e ben truccato

nella notte fredda e scura

per le stanze del castello

andò in giro a far paura

-Uuu, uuu, uuu!- gridava cupo

nel suo andare svolazzante,

ma arrivò un pò orba e sorda,

una vecchia governante,

Quanti stracci da lavare!

disse.E in un colpo solo

lo svestì della tovaglia

e gli tolse anche il lenzuolo.

Vaga ancora quel fantasma

nella notte fredda e scura,

ma se vede governanti

scappa pieno di paura.

M.L. Giraldo, Rime per tutto l’ anno,

Giunti Junior, 2008