Pagliaccio:bandierine,lavoretti,disegni,cartellone

Basta un piccolo disegno di  pagliaccio da colorare liberamente e delle simpatiche bandierine con la scritta “Viva Carnevale ” per addobbare l’aula e vivere il Carnevale in un clima gioioso e di festa.

Per un lavoretto semplice basta invece: stampare  le sagome ,ingrandirle a proprio piacimento ,riportarle su cartoncino, ritagliarle ,assemblarle e  ricreare  un pagliaccio che vi accoglie a braccia aperte.

Con un unico disegno tante sono le cosa che si possono fare…a voi la scelta!

 

 

schermata 2018-12-27 alle 16.36.47

 

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sagoma pagliaccio.png

Precalcolo:schede e libricini

Schede didattiche per l’ ultimo anno della scuola dell’ infanzia e prime classi primaria

 

Lavoretto di carnevale: il pagliaccio

Carnevale si avvicina  e noi lo aspettiamo con il nostro pagliaccio colorato.

E’ un simpatico lavoro che richiama una festa molto amata e aspettata dai bambini e che ci permette di lavorare con allegria e con gioia.

Per realizzare questo simpatico pagliaccio basta cliccare sull’immagine per  stamparla pagliaccio 

e colorarla seguendo le indicazioni indicate.

I bambini eserciteranno la motricità fine, la coordinazione oculo manuale

la discriminazione visiva e l’ organizzazione spaziale. 

I bambini piccolini ,invece,potranno colorare il pagliaccio liberamente lasciando libera la fantasia.

I pagliacci una volta colorati si possono ritagliare e incollare sulle stecche dei gelati e diventare così dei simpatici segnalibri da portare a casa ed esibire ai genitori.

il pagliacciopagliaccipagliaccio colorato

Altre risorse di Carnevale:

 

 

Pagliacci decorazioni per carnevale.

Ed ecco terminati anche gli addobbi di carnevale!
Tre pagliacci con il corpo di carta crespa adornano l’aula insieme a pagliaccetti con il vestito a pois e a una coppietta con il vestito blu. 
In attesa della festa che si terrà a scuola i bambini stanno imparando…

Siamo i tre pagliacci: Ciccio, Ciocci e Ciacci
Con le scarpe rotte e coi vestiti a stracci,
Se volete ridere venite qua,
Siam Ciccio, Ciocci e Ciacci i tre pagliacci, Oplà!

Segue

pagliaccio-con-fiocco-celestepagliaccio-con-fiocco-arancione

pagliacci-con-stecche-di-gelatopagliacco-con-fiocco-arancio

modello-pagliacci

pagliaccio-grande-e-piccolopagliacci

Carnevale: disegni e bandierine

Disegni per la festa di Carnevale per i bambini più piccoli e …

trombettail-conglio

le-mascherinecappello

papillon

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vivaci bandierine da stampare  per una festa in allegria.

bandierina-2-coloratabandierina2-da-colorare

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bandierina-per-carnevalebandierina-da-colorare1

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Libricino di Carnevale

Arriva il carnevale , prepariamoci ad accoglierlo con un libricino di 6 schede colorate e da completare ripassando il tratteggio,ritagliando e ricomponendo elementi del viso,esercitando la direzionalità,ad esprimere preferenze,a seguire le indicazioni date e a conoscere elementi tipici di questa festa tanto attesa dai bambini.

Clicca sulle immagini o stampa il pdf  completo.

la-copertina

 

la-principessa

 

il-pagliaccio

 

il-giullare

il-pagliaccio-tondo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

la-maschera

 

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Frutta invernale mascherata

La frutta invernale si traveste per la festa di Carnevale

Maestramaria

La mela e l’ arancia

L’arancia  saporita

ha indossato un vestitino

un cappello da pagliaccio

per divertire anche il ghiaccio

un nasone tondo tondo

per far ridere tutto il mondo.

La mela tanto carina

vuole  assomigliare ad Arlecchino

e ricordare a tutti i bambini

che anche l’ inverno porta allegria!

arancia clown

l' arancia pagliaccio

LA   MELA   ARLECCHINO

scheda mela Arlecchino

mela arlecchinoarancia pagliaccio

arancia pagliaccio1frutta

arancia clownschema mela

schema arancia clownschema arancia pagliaccioschema arancia

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Frutta invernale mascherata

La mela e l’ arancia

L’arancia  saporita

ha indossato un vestitino

un cappello da pagliaccio

per divertire anche il ghiaccio

un nasone tondo tondo

per far ridere tutto il mondo.

La mela tanto carina

vuole  assomigliare ad Arlecchino

e ricordare a tutti i bambini

che anche l’ inverno porta allegria!

 

 

arancia clown

l' arancia pagliaccio

LA   MELA   ARLECCHINO

scheda mela Arlecchino

 

mela arlecchinoarancia pagliaccio

arancia pagliaccio1 frutta

arancia clownschema mela

schema arancia clownschema arancia pagliaccioschema arancia

Leggende e racconti di Carnevale

La leggenda di Re Carnevale
Secondo la leggenda, Carnevale era un Re, forte e potente, ma soprattutto generoso.
Le porte del suo palazzo erano sempre aperte e chiunque poteva entrare nelle cucine della reggia, fornite di cibi prelibati, e saziarsi a volontà.
Ma i sudditi,invece di rallegrarsi di avere un sovrano così generoso, approfittarono del suo buon cuore e a poco a poco si presero tanta confidenza,
da costringere il povero re a non uscire più dal suo palazzo per non essere fatto oggetto di beffe ed insulti.
Egli allora si ritirò in cucina e lì rimase nascosto, mangiando e bevendo in continuazione.
Ma un brutto giorno,era sabato, dopo essersi abbuffato più del solito,cominciò a sentirsi male.
Grasso come un pallone,il volto paonazzo ed il ventre gonfio, capì che stava per morire; la sua ingordigia lo aveva rovinato.
Tutto sommato era felice per la vita allegra che aveva condotto, ma non voleva andarsene così, solo, abbandonato da tutti, proprio lui, il potente Re Carnevale.
Si ricordò allora di avere una sorella, una donnina fragile, snella e un pò delicata, di nome Quaresima, che lui, un giorno, aveva cacciato di corte.
La mandò a chiamare e lei, generosa, accorse; gli promise di assisterlo e farlo vivere altri tre giorni, domenica, lunedì e martedì, ma in cambio pretese di essere l’erede del regno.
Re Carnevale accettò e passò gli ultimi tre giorni della sua vita divertendosi il più possibile.
Morì la sera del martedì e sul trono, come precedentemente avevano stabilito, salì Quaresima.
Per risollevare l’economia del regno, lavoro duro e grosse penitenze furono le caratteristiche del suo governo.
da Favoleefantasia

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In una città del regno di Feltro

– Feltro, c’era una volta un cappello senza testa che passeggiava per le strade. Oltre che senza testa, il cappello era anche senza pancia, senza piedi e senza mani. Insomma, era senza niente. La gente diceva: E’ scappato dalla bottega del cappellaio. E’ un cappello pericoloso, portatelo in prigione. Calma disse il cappello oggi è la festa di Carnevale e, come tutti sanno, a Carnevale ogni scherzo vale. Proprio così. Il cappello aveva scherzato e aveva voluto spaventare la gente. Alla fine della festa, infatti, tornò sulla testa del re. Da allora, nel regno di Feltro – Feltro, nel giorno di Carnevale i cappelli vanno a passeggio da soli.

G. Rodari

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La storia di Arlecchino
arlecchino
C’era una volta un bimbo tanto carino e buono, di nome Arlecchino, al quale tutti volevano un gran bene.
Era il tempo di Carnevale e tutti i bambini pensavano alle loro mascherine. Le mamme cucivano e misuravano le belle stoffe lucide per preparare i costumi più belli ai loro figlioletti. Anche nella classe di Arlecchino tutti i compagni parlavano della loro prossima festa.
-E tu, come ti mascheri?- chiese uno di essi ad Arlecchino.
-Io?…Io non non mi maschererò – rispose il bimbo piegando la testa con tristezza. – I miei genitori sono poveri e non posso spendere.-
Il giorno dopo ogni bambino portò un pezzetto di stoffa per aiutare a fare il vestito al bimbo più povero. Ma i pezzi erano di tanti colori perchè ognuno aveva portato pezzi diversi.
-Non fa niente!- disse Arlecchino. -La mia mamma è così brava che saprà farmi lo stesso un bel vestitino, vedrete! E io sarò contento che sia di tanti colori, perchè ogni colore mi ricorderà un amico.-
Il giorno di martedì grasso, infatti, Arlecchino indossò il suo strano costumino che piacque moltissimo a tutti. Essendo formato di tanti vivaci colori, fu il più allegro e il più ammirato dagli scolari.
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La fuga di Pulcinella
 carnevale 011

Pulcinella era la marionetta piú irrequieta di tutto il vecchio teatrino. Aveva sempre da protestare, o perché all’ora della recita avrebbe preferito andare a spasso, o perché il burattinaio gli assegnava una parte buffa, mentre lui avrebbe preferito una parte drammatica. «Un giorno o l’altro,- egli confidava ad Arlecchino, – taglio la corda». E cosí fece, ma non fu di giorno. Una notte egli riuscí a impadronirsi di un paio di forbici dimenticate dal burattinaio, tagliò uno dopo l’altro i fili che gli legavano la testa, le mani e i piedi, e propose ad Arlecchino: «Vieni con me».Arlecchino non voleva saperne di separarsi da Colombina, ma Pulcinella non aveva intenzione di portarsi dietro anche quella smorfiosa, che in teatro gli aveva giocato centomila tiri. «Andrò da solo» decise. Si gettò coraggiosamente a terra e via, gambe in spalla. «Che bellezza, – pensava correndo, – non sentirsi piú tirare da tutte le parti da quei maledetti fili. Che bellezza mettere il piede proprio nel punto dove si vuole».Il mondo, per una marionetta solitaria, è grande e terribile, e abitato, specialmente di notte, da gatti feroci, pronti a scambiare qualsiasi cosa che fugge per un topo cui dare la caccia. Pulcinella riuscí a convincere i gatti che avevano a che fare con un vero artista, ma ad ogni buon conto si rifugiò in un giardino, si acquattò contro un muricciolo e si addormentò. Allo spuntare del sole si destò e aveva fame. Ma intorno a lui, a perdita d’occhio, non c’erano che garofani, tulipani, zinnie e ortensie. «Pazienza»  si disse Pulcinella e colto un garofano cominciò a mordicchiarne i petali con una certa diffidenza. Non era come mangiare una bistecca ai ferri o un filetto di pesce persico: i fiori hanno molto profumo e poco sapore. Ma a Pulcinella quello parve il sapore della libertà, e al secondo boccone era sicuro di non aver mai gustato cibo piú delizioso. Decise di rimanere per sempre in quel giardino, e cosí fece. Dormiva al riparo di una grande magnolia le cui dure foglie non temevano pioggia né grandine e si nutriva di fiori: oggi un garofano, domani una rosa. Pulcinella sognava montagne di spaghetti e pianure di mozzarella, ma non si arrendeva. Era diventato secco secco, ma cosí profumato che qualche volta le api si posavano su di lui per suggere il nettare, e si allontanavano deluse solo dopo aver tentato invano di affondare il pungiglione nella sua testa di legno. Venne l’inverno, il giardino sfiorito aspettava la prima neve e la povera marionetta non aveva piú nulla da mangiare. Non dite che avrebbe potuto riprendere il viaggio: le sue povere gambe di legno non lo avrebbero portato lontano. «Pazienza – si disse Pulcinella- morirò qui. Non è un brutto posto per morire. Inoltre, morirò libero: nessuno potrà piú legare un filo alla mia testa, per farmi dire di sì o di no». La prima neve lo seppellí sotto una morbida coperta bianca. In primavera, proprio in quel punto, crebbe un garofano. Sottoterra, calmo e felice, Pulcinella pensava: «Ecco, sulla mia testa è cresciuto un fiore. C’è qualcuno piú felice di me? » . Ma non era morto, perché le marionette di legno non possono morire. E’ ancora là sotto e nessuno lo sa. Se sarete voi a trovarlo, non attaccategli un filo in testa: ai re e alle regine del teatrino quel filo non dà fastidio, ma lui non lo può proprio soffrire.

Di: G.Rodari

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 E così fu Carnevale
leon

Nel cuore della savana, in un tempo molto lontano tutti gli animali che oggi riconosciamo per le loro caratteristiche, avevano un aspetto ben diverso a quello attuale. In particolare la giraffa non aveva un collo diverso da tutti gli altri, e l’elefante aveva la stessa statura degli altri animali. Ma accaddero due episodi assai curiosi. La giraffa era sempre stata impicciona, e si nascondeva tra i cespugli per ascoltare i discorsi delle bestie della foresta. Ovviamente la giraffa non riusciva mai a mantenere un segreto, e per questo non era molto amata dagli altri animali. Nonostante ciò, il goffo animale continuava ad origliare e ad allungare la testolina per spiare tutti quanti. La sua curiosità, però, ben presto fu motivo di uno strano incidente: infatti, mentre un giorno la giraffa era nascosta dietro una roccia ad aspettare qualcuno da spiare, non vedendo arrivare nessuno allungò il collo, e rimanendo in quella posizione per ben tre ore alla fine si accorse che il suo corpo era cambiato.

Tanto era rimasta affacciata che il suo collo si era allungato, e non sarebbe più tornato come prima! Così da quel momento la giraffa diventò un animale molto riservato, e non si impicciò mai più degli affari altrui. Nello stesso periodo avvenne un episodio molto simile a quello della giraffa. Infatti anche l’elefante, che era un animaletto piccolo ed esile, aveva un brutto vizio: era molto ingordo, e voleva essere pasciuto, servito e riverito dagli altri animali. Per di più, ogni volta che nessuno faceva la guardia alle provviste, l’elefante divorava ogni cosa fino all’ultima briciola.

Tutte le creature, stanche delle sue prepotenze, si riunirono di nascosto e decisero di porre fine alle angherie dell’elefante. Fino a quel momento, ogni ragionamento non era servito a niente, così si arrivò ad adottare rimedi estremi. Gli animali, avviliti per la situazione, discussero a lungo fino a che, di comune accordo, decisero di dargli una bella lezione. Anche la giraffa, che aveva già imparato ad avere rispetto per gli altri, fu pienamente d’accordo con gli altri animali, e tutti insieme invitarono l’elefante prepotente in un prato dove avevano preparato un ricco banchetto. L’elefante aveva accettato ben volentieri, tutto contento di essere venerato dagli altri. Ma dopo aver mangiato come solo un elefante può fare, gli furono servite altre pietanze, ed altre ancora. Sdraiato sull’erba, si sentì gonfio come un pallone. Non riuscì ad alzarsi per tre giorni, tanto si era abbuffato. L’elefante, alquanto malandato a causa di quel gonfiore, andò ad immergersi nello stagno per darsi una rinfrescata. Fu lì che specchiandosi nell’acqua dello stagno, vide che il suo corpo era rimasto tutto gonfio, enorme, pesante!

La sua ingordigia lo aveva trasformato per sempre. Quando la giraffa lo vide conciato a quel modo, lo consolò raccontando la sua esperienza. Di lì a poco, toccò alla scimmia, che a quel tempo era l’animale più vanitoso della foresta. Il motivo di tanta vanità era il suo meraviglioso pelo, molto simile a quello di uno scoiattolo. È difficile da credere, ma anche la sua coda era folta e vaporosa! La scimmia, piena di sé, guardava tutti gli altri con aria di sufficienza, perché riteneva che nessuno fosse tanto grazioso da meritare di stare accanto a lei. Anche stavolta, gli animali, sconfortati per la circostanza, discussero a lungo, e sempre di comune accordo, decisero di dare una lezione memorabile anche alla scimmia vanitosa. Dopo aver costruito una specie di passerella, ognuno di loro si procurò una torcia. Tutti insieme invitarono la scimmia a fare una sfilata per loro, e spiegarono a quella sciocca bestiola che le torce servivano a creare le luci adatte allo spettacolo. La scimmia colse subito l’occasione di sfoggiare la sua meravigliosa pelliccia, ma l’aspettava una brutta sorpresa. Infatti, mentre al scimmia si pavoneggiava, tutti gli animali lanciarono le torce addosso alla sciagurata, che per non bruciare viva corse verso lo stagno.

Quando uscì dall’acqua, la scimmia aveva il pelo così rovinato che divenne la creatura più brutta e malridotta del genere animale. In quell’istante passò da quelle parti il Leone, il Re di tutti gli animali, e si meravigliò di fronte a quella trasformazione! La giraffa, l’elefante e la scimmia, avevano cambiato aspetto, e si disperavano al pensiero di non tornare più come prima……Il saggio leone, allora, cercò di trovare una soluzione, e così decise di dare una festa in maschera per tutti gli animali, così che i tre stolti amici non si sentissero fuori luogo. Tutti gli animali furono felici, e la festa fu chiamata Carnevale. Tutti erano travestiti, e nessuno poteva riconoscere nessun altro. La giraffa, la scimmia e l’elefante, per quel giorno di festa, dimenticarono la loro disavventura, ma dopo il Carnevale, nulla tornò come prima!/div>
Rossana Costantino da ilpaesedeibambinichesorridono

Canti per carnevale

Il pagliaccio tutto matto

Prima vedi un gran pancione
poi le scarpe che son scarpone
e poi spunta un bei nasone
tondo tondo arancione.
Sai chi è? Sai eh è? Sai chi è è è è è?
Ha una faccia sorridente
ma gli manca forse un dente
la parrucca appariscente
ma non gliene importa niente.
Sai chi è? Sai chi è? Sai chi è è è è è?

Ritornello
È un pagliaccio tutto matto
che cammina come un gatto
e si alza su di scatto
e poi cade giù disfatto
offre fiori d’insalata
e si tuffa nell’aranciata
mangia solo la frittata
e si fa una gran risata:
ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah.

Dal capello spunta un fiore
che non ha nessun odore
ha un ombrello da signore
bianco e rosso è il suo colore.
Sai chi è? Sai chi è? Sai chi è è è è è?
Sa suonare la trombetta
e sa far la piroletta.
Quando ha voglia lui sgambetta
o fa un giro in bicicletta.
Sai chi è? Sai chi è? Sai chi è è è è è?


I tre pagliacci

 

Siamo i tre pagliacci: Ciccio, Ciocci e Ciacci
Con le scarpe rotte e coi vestiti a stracci,
Se volete ridere venite qua,
Siam Ciccio, Ciocci e Ciacci i tre pagliacci, Oplà!

Ciccio basso e grasso sul trapezio vuole andare,
Ma traballa, cade, e incomincia a rotolare:
Ciocci magro e alto un grande salto vuole fare,
Ma i suoi piedi lunghi ahimè lo fanno scivolare;
Ciacci non ha i lacci, inciampa e cade giù
Noi con modi spicci lo tiriamo sempre sù!

Siamo i tre pagliacci: Ciccio, Ciocci e Ciacci
Con le scarpe rotte e coi vestiti a stracci,
Se volete ridere venite qua,
Siam Ciccio, Ciocci e Ciacci i tre pagliacci, Oplà!

Ciccio vuol salire sul tamburo per suonare,
Ma si sfonda la grancassa e a terra va a cascare,
Ciocci con la tromba vuole fare un grande acuto,
Ma stonando si spaventa e a terra va seduto;
Ciacci senza i lacci attacca una canzon,
Alza su le braccia e gli cadono i calzon!

Viva Ciccio…!
Viva Ciocci…!
Viva Ciacci…!

Viva i tre pagliacci: Ciccio, Ciocci e Ciacci
Con le scarpe rotte e coi vestiti a stracci,
Se volete ridere venite qua,
Siam Ciccio, Ciocci e Ciacci i tre pagliacci, Oplà!

Ciccio vuol salire sul tamburo per suonare,
Ma si sfonda la grancassa e a terra va a cascare,
Ciocci con la tromba vuole fare un grande acuto,
Ma stonando si spaventa e a terra va seduto;
Ciacci senza i lacci attacca una canzon,
Alza su le braccia e gli cadono i calzon!

Viva i tre pagliacci: Ciccio, Ciocci e Ciacci
Con le scarpe rotte e coi vestiti a stracci,
Se volete ridere venite qua,
Siamo Ciccio, Ciocci e Ciacci i tre pagliacci, Oplà!

Viva Ciccio…!
Viva Ciocci…!
Viva Ciacci…!

Se volete ridere venite qua,
Siam Ciccio, Ciocci e Ciacci, i tre pagliacci. Oplà!

S. Tuminelli – Musica: J. Perrotin

Ascolta

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L’elefante stravagante

Un grosso elefante
molto stravagante
vaga fra la gente
con passo elegante.

Mangia pesche agre,
balla nelle sagre
tante danze allegre
con giraffe magre.

E non lo spaventa
il color che ostenta
anzi, se ne vanta:
tinta verde menta!

Non è mica finto
l’elefante tinto;
ora ti racconto
come s’è dipinto:
una danza ardente
sotto il sol cocente
ed un ballo giunto
la notte seguente
causano il difetto,
creano l’effetto,
il blu della notte
ed il sol gialletto
fanno un elegante,
molto attraente
color verde menta
che tanto incanta!

Il blu della notte
ed il sol gialletto
causano il difetto,
creano l’effetto,
fanno un elegante,
molto attraente
color verde menta
che tanto incanta!

Non è mica finto
l’elefante tinto;
ora sei convinto:
s’è proprio dipinto!

 

Testo e Musica di Pietro Diambrini
(inserito nella raccolta: Fantasia di Carnevale)
………………………………………………
 

IL BALLO DI PENNARELLO

Testo e Musica di Pietro Diambrini

FANTASIA DI CARNEVALE

Balla, balla pennarello
e colora tutto il ballo
d’arancione, blu e giallo
e di un bel verde pastello;
d’arancione, blu e giallo
e di un bel verde pastello.

Danza, danza sopra il tetto
proprio come un grosso gatto,
ma ti sei certo distratto:
l’hai macchiato di violetto!
Ma ti sei certo distratto:
l’hai macchiato di violetto!

Danza intorno a uno stambecco
e rinchiudilo in un sacco,
ne uscirà color tabacco,
resterà di princisbecco!
Ne uscirà color tabacco,
resterà di princisbecco!

Danza in cima ad un cipresso
dove trovi un grande tesso
e in silenzio, senza chiasso,
lo colori proprio adesso!
E in silenzio, senza chiasso,
lo colori proprio adesso!

Balla, balla pennarello
e colora tutto il ballo
d’arancione, blu e giallo
e di un bel verde pastello;
d’arancione, blu e giallo
e di un bel verde pastello.

Ed infine sei nel mezzo
d’un immenso, grande spiazzo
dove c’è un pittore pazzo
che colora con disprezzo;
dove c’è un pittore pazzo
che colora con disprezzo.

http://www.suonolandia.it/component/content/article/didattica-materiali/107-il-ballo-di-pennarello.html

…………………………………………………………

Carnevale allo zoo

Non ho mai visto tanta gente e tanta
allegria…
Tutti corrono allo zoo, e il perché ve lo dirò.

Si festeggia il carnevale
Allo zoo del mio paese.
Tutti corrono a vedere
Questa grande novità.

C’è un leone che passeggia
Col cilindro e un vecchio frac.
C’è una scimmia che gorgheggia
Mentre balla un cha cha cha.

Quattro struzzi e un pappagallo
Travestiti da cow boys,
Con il laccio e la pistola
Tigri e pulci fan tremar.

Si festeggia il carnevale
Allo zoo del mio paese.
Tutti corrono a vedere
Questa grande novità.

C’è una foca con I’ombrello
Che ad un pesce fa… “cucù”
E a cavallo d’un cammello
Va a galoppo un orso blu.

Tre pavoni col ventaglio
Fanno vento a un marajà:
Un grossissimo gorilla…
Ma il turbante non ce I’ha.

Si festeggia il carnevale
Allo zoo del mio paese.
Tutti corrono a vedere
Questa grande novità.

C’è un cavallo su due zampe
Che un violino fa vibrar,
Mentre languida e sognante
La giraffa vuol danzar.

Gli elefanti in fila indiana,
La proboscide all’insù,
Fanno un giro su se stessi
Poi si piegano all’ingiù.

Si festeggia il carnevale
Allo zoo del mio paese.
Tutti corrono a vedere
Questa grande novità…!

Marcello Altimari
(Mocchi – Zanin – Rossi Oldrati)

…………………………………………….

IL MAGGIOLINO CICCIABOCCIA

Nel bel mezzo del giardino su una foglia se ne sta
un grassoccio maggiolino vuoi sapere cosa fa
prende shampoo e spazzolone ed in fretta se ne va
nella goccia di rugiada che ha lasciato l’acquazzone

Insapona le sue alette scivolando qua e là
poi risciacqua le zampette e un saltino adesso fa
una gira giravolta, poi un’altra ne farà,
ma che buffo poi ripete tutto quanto un’altra volta

Il maggiolino Cicciaboccia sulla foglia fa la doccia
scrolla il suo pancino e finisce a testa in giù;
il maggiolino Cicciaboccia saltellando fa la doccia
scopre un ballettino che puoi fare pure tu

Il maggiolino Cicciaboccia sulla foglia fa la doccia
scrolla il suo pancino e finisce a testa in giù;
il maggiolino Cicciaboccia saltellando fa la doccia
scopre un ballettino che puoi fare pure tu

maggiolino
Cicciaboccia
maggiolino
Cicciaboccia

Ha bagnato un millepiedi che passava per di là
tanta schiuma come neve col sapone poi farà
soffia sulle bollicine che van verso il cielo blu
tante piccole stelline che risplendono lassù

E’ contento il maggiolino mentre fermo se ne sta
sotto il sole del mattino ad asciugarsi sogna già
tante bolle di sapone dai riflessi rosa e blu
mentre dorme russa un poco sembra canti una canzone

Il maggiolino Cicciaboccia sulla foglia fa la doccia
scrolla il suo pancino e finisce a testa in giù;
il maggiolino Cicciaboccia saltellando fa la doccia
scopre un ballettino che puoi fare pure tu

il maggiolino Cicciaboccia sulla foglia fa la doccia
scrolla il suo pancino e finisce a testa in giù;
il maggiolino Cicciaboccia saltellando fa la doccia
inventa un ballettino che puoi fare pure tu

mentre fai la doccia lo puoi fare pure tu
mentre fai la doccia lo puoi fare pure tu

Musica: A. Margozzi – Testo: G. Bonaveri e G. Mandreoli – Cantanta da Liudmila Loglisci e Fidalma Intini

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Carnevalito carnevalà

 

Coro
Mandala via la tristezza mandala via.
È Carnevale con un poco di fantasia.
Ah ah, ah ah

Solista
Carnevalito Carnevalà
Guarda il millepiedi il ballo che fa.
Muovi le zampe fa come lui
destra e sinistra di qua e di là

Ha stivaletti di vernice
che la lumaca gli donò,
dentro l’occhiello il porcospino
un gelsomino gli infilo

Coro
Carnevalito carnevalà.
Guarda il millepiedi il ballo che fa.
Muovi le zampe fa come lui
destra e sinistra di qua e di là

Solista
Ha le calzine di cotone
che il moscone gli comprò.
È troppo grande il pantalone
che il leone gli prestò.

Testo in lingua

Coro
Carnevalito Carnevalà.
Guarda il millepiedi il ballo che fa.
Muovi le zampe fa come lui
destra e sinistra di qua e di là

Solista
Ha una giacchetta color del cielo
che la pernice confezionò.
Ma la cravatta dell’usignolo
lui l’ha perduta dove non so.

Coro
Mandala via la tristezza mandala via.
Guarda un amico
E la vita sorriderà
sorriderà

C. Lavanchy Bolsien – A. Testa – C. Lavanchy Bolsien

……………………………………………………..

I testi contenuti in questa pagina sono  di Proprietà degli autori

E’ FEBBRAIO

E’ febbraio monellaccio molto allegro e un po’ pagliaccio;
ride, salta, balla, impazza,
per le vie forte schiamazza;
per le vie e per le sale
accompagna il Carnevale.
Se fra i mesi suoi fratelli
ve ne sono di più belli,
il più allegro e birichino,
sempre è lui, ch’è il più piccino.
(M. Vanni)
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FEBBRAIO
Vengo subito dopo la merla,
il mio freddo è come una sberla,
sono il mese dei travestimenti,
balli, canti e divertimenti.
Colombina ed Arlecchino
Balanzone e Meneghino,
Pantalone e Pulcinella,
scegli la maschera quella più bella.
Sono il più piccolo dei miei fratelli,
per arrivare faccio balzelli.
Ogni quattr’anni, mi allungo di un giorno,
ma l’anno dopo piccino ritorno.
Non sono un sarto, non son calzolaio
non sono dottore e non porto il saio,
ma delle chiacchiere son buongustaio
è stato un piacere, io sono Febbraio.
 
http://www.educabimbi.it/filastrocca-di-febbraio/
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mimosa
Disegno mimosa

Disegni , pregrafismo e lavoretti di carnevale

Pregrafismo carnevale 2013

Pregrafismo di carnevale 2012

Disegni di pagliacci da colorare e se volete addobbare

l’ aula basta :stampare, ingrandire , colorare e  ritagliare .

Pagliaccio calvopagliaccio calvo

pagliaccio a testa in giùIl pagliaccio  a testa in giù

pagliaccio da appenderePagliaccio da appendere

                                                        Buon lavoro

Pregrafismo scuola dell’ infanzia

Schede di pregrafismo per la scuola dell’infanzia

 

LAVORETTI CARNEVALE

Pregrafismo carnevale 2014

Pregrafismo di carnevale

Bandierine carnevale

Striscione Viva Carnevale

il pagliaccio

pagliaccio-verde-e1390936940434

pagliaccio-rosso-e1390809745858

maestramaria pagliaccio affacciato alla finestra

maestramaria pagliaccio rotondo

pag

Ed ecco la nostra finestra sul carnevale 2014

finestrapagliacci

pagliaccio decorazione aulapagliacci 2015

addobbi e decorazioni per aula per Canevale

schema pagliaccio 2015

 

 

 

 

 

 

 

Teatrino della maestra Pina

 

Teatrino della maestra Pina

carnevale scenetta

piedini

coniglio

Mascherina coniglietto schema

Scheda coniglio da colorare

LA BANDA MUSICALE

Carnevle20131 pulcino variopinto coniglio che suona la tromba galletto chitarrista

E IL SUO TEATRINO

teatrino)

Due cucchiai di legno, carta crespa ,un triangolino di stoffa, pochi fili di lana e poco cartoncino per realizzare il pagliaccio e la contadinella

pagliaccio con cucchiaio

Soggetti vari con rotoli riciclati

caramelline  carta crespaCaramelle
Il re tubinoRe
La ballerina cneseCinesina
La farfalla reginaFarfalla regina
pinguino Con il cucchiaioPinguino con cucchiaio di plastica
Gatto cucchiaio con il cappelloGatto con cucchiaio di plastica
L' allegra tribù

ADDOBBO MURALE

      

Palloncini pagliacci

     

Pagliacci con buste per lA SPESA

Schema viso                                                                                          

Schema tronco       Schema arti

Pagliaccio con busta per la spesa

Schema viso e cravatta                                Piedino con i baffi

                      

Arlecchino decorato con palline di carta crespa  preparate dai    bambini

   Manina simpatica

Il pagliaccio Formino

Mascherine e      coroncine

        

Primavera                                                        Coniglio

SCHEMA                                                               SCHEMA

ORSO

SCHEMACaramella

   

SCHEMA  Corona

 

 

 

                       

 

 

PULCINELLA CHE BALLA  LA TARANTELLA

Classici festoni

 

Procedimento

 

   

COME FARE IL CAPPELLO DI ARLECCHINO

 

 Materiali

Cartoncino bristol nero

Carta velina o crespa colorata

Procedimento

Tagliare a forma di rettangolo il bristol, piegarlo a metà .

Rrivoltare come si fa per le barchette di carta.

Al termine i bambini incolleranno  i pezzett i di carta  tagliati in precedenza

 La maschera del pagliaccio per abbellire l’aula

I bambini dipingono con la tempera il volto di un pagliaccio.

Con la punta della matita bucare il naso e sostituirlo con un palloncino gonfio

 

Il vestito di Dalmata

Calzamaglia bianca

Lupetto bianco

Scarpette nere

Cerchietto nero

Cartoncin bristol nero

Tempera nera

Intingere una spugnetta nella tempera e macchiare le calzamaglie e il lupetto.

Applicare al cerco due orecchie nere precedentemente ritagliate e   ……il vestito da dalmata è pronto.

Maestra Gemma Bandierine di carnevale

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