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Racconto di Natale

OTTIMA IDEA BABBO NATALE
Babbo Natale scende in cantina occhiali sul naso e una vecchia cartina.
Studia le strade,le case e i camini per arrivare da tutti i bambini.
Passa alla stalla per controllare:è tutto pronto Si deve partire!
Le renne,ahimè,sono ammalate col naso che cola e affaticate … ma la Befana lo può aiutare!
“Ti presto la scopa Babbo,se vuoi basta che poi non mi combini guai!”
Io per la scopa non ho la patente,grazie Befana,mi arrangio,fa niente!”.
Le renne curate con sciarpa e sciroppo guariscono in fretta, e via al galoppo.
Eccole in volo nel cielo di Natale:ci sono i doni da consegnare!
Silvia Nalon,”Focus Pico”,94,dicembre2015,

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Racconto di Natale

L’alberello poverello

La fiaba

C’era una volta in un villaggio lontano lontano, un povero falegname. Questo falegname era tanto buono, sempre disponibile ad aiutare coloro che ne avevano bisogno, ma ahimè era anche tanto povero e viveva di stenti. L’unico modo che aveva per sopravvivere, era avventurarsi nei boschi e cercare legna pregiata e robusta per i ricchi signori. Il falegname avrebbe tanto voluto cercare un altro lavoro, e guadagnare tantissimi soldi, ma non per arricchirsi. Non aveva nessuna intenzione di diventare arrogante e vanesio come i nobili, con cui era costretto a trattare per potersi assicurare un piatto di minestra calda sulla sua misera tavola. Assolutamente no, il suo progetto era quello di racimolare il denaro necessario per comprare cibo e balocchi alle famiglie, che non potevano permetterseli. Il buon falegname era fatto così, i bisogni e le necessità degli altri (soprattutto dei bambini) venivano prima delle sue, e ciò che lo preoccupava maggiormente, era che il giorno di natale si faceva sempre più vicino.

Quella sera, mentre il falegname si trovava nel bosco, alla ricerca di torba profumata per il caminetto del sindaco, una voce forte e sicura riecheggiò fino al suo orecchio.

“Falegname, falegname!”

L’uomo si voltò spaventato, ravvivò la luce della sua lanterna e si guardò bene attorno. Era buio, il cielo era appena illuminato da una timida mezzaluna e da qualche puntina di stella. Forse qualcuno, approfittandosi dell’oscurità della notte, si era nascosto dietro ad un albero e aveva deciso di fargli uno scherzo. Si, doveva essere sicuramente così. Aveva già immaginato quel burlone sghignazzare dal suo nascondiglio, e lui come uno sciocco, era cascato in quello stupido scherzo. Scosse la testa e decise di non ricambiare la burla. L’ora era tarda, ed il freddo e l’umidità avevano cominciato a penetrargli nelle ossa. Gli ci mancava solamente un malanno! Prima terminava il suo lavoro e prima sarebbe ritornato alla sua casetta a godersi il calduccio del letto. Pose la lanterna su una roccia e continuò a caricare la sua carretta di torba. Ma nuovamente quella strana voce si fece risentire.“Hey tu, falegname. Lascia perdere la torba e ascoltami.”

“Ora basta!” gridò l’uomo “non ho tempo per questi stupidi scherzi. Ho del lavoro da sbrigare, ho un’importantissima consegna domani mattina. E se non porto a termine ciò che ho iniziato, domani non mangio!”

“Non è uno scherzo” replicò la voce sconosciuta “sono proprio qui, vicino a te. Ho bisogno del tuo aiuto.”

“Ma si può sapere chi è che parla?” urlò nuovamente il falegname.

Riprese la lanterna e si riguardò attorno, ma non c’era nessuno. Camminò in tondo per un po’ tenendo il braccio alzando e cercando di fare luce in ogni angolo buio della boscaglia, ma con insuccesso. Non riusciva proprio a capire chi gli avesse rivolto la parola.

“Ma insomma, possibile che non capisci? Sono davanti a te!”

Il falegname stupito, tese il braccio di fronte a sé, e alla luce della lanterna vide un piccolo albero dai rami rinsecchiti, ricoperto da un fogliame piuttosto spoglio e senza colore.

“Ah finalmente.” Rispose l’albero.

“M … ma com … come è possibile? Sei stato proprio tu a parlarmi?”

“Si, si. Sono stato io. So che ti sembra strano, ma non sono un albero come tutti gli altri, io sono molto speciale. Mi chiamano L’alberello poverello. Ma ora non c’è tempo per le spiegazioni. Io so tutto su di te, carissimo falegname. So che sei una persona onesta e leale, e che aiuti sempre chi è in difficoltà. So anche che vuoi cercare un altro lavoro per avere una vita un po’ più dignitosa. Ebbene, questa è la tua notte fortunata. Il caso ha voluto che io passassi proprio di qui per le feste natalizie. So che i bambini di questo posto vogliono un grandissimo albero di natale al centro della piazza, ma nessuno, nemmeno il sindaco può permettersi di acquistarlo. Se tu ora mi abbattessi e mi ripiantassi nella pubblica piazza, saprò come rendere felici tutti quanti.”

“Ma” rispose il falegname “ sei piccolo e secco, i tuoi rami sono a malapena ricoperti dalle foglioline, come puoi pensare che il mio aiuto possa esserti favorevole?”

“Basta chiacchiere” replicò l’albero “faresti meglio a non sottovalutarmi. Abbattimi e ripiantami nel luogo che ti ho indicato. Saprò come ricompensarti.”

Il falegname sempre più incredulo, afferrò la scure e accontentò la richiesta del bizzarro alberello.

I giorni passarono in fretta ed arrivò il sospirato 25 dicembre. Il falegname, ricordandosi della sua buffa vicenda, si incamminò verso la piazza del paese. Fece molta fatica a raggiungere il centro del piazzale poiché era affollato. Da ogni parte c’erano uomini, donne e bambini festanti, con dei pacchi nelle loro mani e urlavano felici tra di loro Che bello! Che bello!

Arrivato a destinazione, il falegname rimase stupefatto. Un grandissimo albero di natale si presentava imponente e maestoso davanti agli occhi di tutti. Ai suoi piedi, c’era un cartello con una scritta a caratteri cubitali Questo regalo proviene da chi ha sempre provveduto a riscaldare le vostre fredde giornate, cercando legna per i vostri camini.

“Carissimo” intervenne il sindaco, dando una pacca sulla robusta spalla del buon uomo. “Hai avuto davvero un’idea geniale, i paesani sono felicissimi e come primo cittadino, ho il diritto e il dovere di premiarti. D’ora in poi sarai al mio servizio, avrai una casa nuova e il tuo stipendio sarà triplicato. Buon natale amico mio.” Detto questo, si allontanò trotterellando e fischiettando allegramente.

“Buon natale” rispose il falegname con voce flebile. Di colpo riguardò l’albero, e il birichino ricambiò il suo sguardo agitando lievemente la sua folta chioma. Pieno di gratitudine, il falegname si allontanò lasciando libero spazio ai bimbi, che gioiosi, scartavano i loro pacchi. Ebbene si, L’alberello poverello così minuscolo e insignificante, aveva mantenuto le sue promesse diventando grandissimo e generosissimo per gli altri.

Licia Calderaro
Fonte

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I tre giorni della merla

merla

Dal web

La leggenda dei tre giorni della merla si perde nell’onda del tempo. Sappiamo solo che erano gli ultimi tre giorni di gennaio, il 29, 30 e 31, e in quei dì capitò a Milano un inverno molto rigido. La neve aveva steso un candido tappeto su tutte le strade e i tetti della città.I protagonisti di questa storia sono un merlo, una merla e i loro tre figlioletti. Erano venuti in città sul finire dell’estate e avevano sistemato il loro rifugio su un alto albero nel cortile di un palazzo situato in Porta Nuova. Poi, per l’inverno, avevano trovato casa sotto una gronda al riparo dalla neve che in quell’anno era particolarmente abbondante. Il gelo rendeva difficile trovare le provvigioni per sfamarsi; il merlo volava da mattina a sera in cerca di becchime per la sua famiglia e perlustrava invano tutti i giardini, i cortili e i balconi dei dintorni. La neve copriva ogni briciola…………Segue

I tre giorni della merla da colorare su Midisegni

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Recita di fine anno scolastico:I cinque tesori .Storia ,Copione ,progetti e laboratori

Grande soddisfazione  per la buona riuscita della manifestazione organizzata per i bambini di 5 anni che lasciano la scuola dell’ infanzia.

I piccoli erano emozionati ,ma hanno dimostrato tutto il loro impegno ,facendo commuovere genitori e parenti

Le esigenze organizzative prefissate erano   due: coinvolgere tutti i bambini e rispecchiare il progetto sui cinque sensi che li ha impegnato  per quasi tutto l’ anno scolastico.

La manifestazione   si è aperta con una piccola panoramica su questi tesori, dando poi, risalto ad ognuno separatamente.

I dialoghi hanno preso spunto dalle poesie e filastrocche che i bambini hanno memorizzato nel corso dell’anno scolastico e dalle possibilità offerte dai sensi di scoprire il mondo e la realtà che ci circonda.

Al termine hanno ricevuto un attestato di partecipazione al progetto, i libricini  dei sensi e tutto il lavoro da loro realizzato

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BAMBINO:Buonasera a tutti! Finalmente siamo arrivati alla fine di questo progetto ,tanto interessante e divertente. In questi lunghi mesi, abbiamo imparato tante cose sul nostro corpo... segue

Il progetto ha avuto carattere operativo e  ha dato ai bambini la possibilità di scoprire, attraverso esperienze di manipolazione,di giochi, attività grafico –pittoriche , l’ ambiente circostante  nei suoi molteplici aspetti. I bambini,infatti ,hanno riconosciuto,discriminato,selezionato, classificato e interiorizzato tutti i dati percepiti attraverso i sensi.
Il lavoro si è aperto con la lettura dei “Cinque servitori”ed è proseguito ,di volta in volta, con storie, conte,conversazioni ,giochi e filastrocche che richiamavano l’ organo di senso considerato .

 

 

Cinque servitori tesori

Mammina, chiese una volta una bambina, perché mai non abbiamo la domestica?

Perché non siamo ricchi, rispose la mamma, Però abbiamo cinque servitori ciascuno.

La bambina si mise a ridere; Non ho mai visto un servitore a casa nostra.

Eppure ci sono, replicò la mamma. Quando prendi una mela ti servi di qualcosa che sceglie la più rossa, la più bella, più matura. Sai che cos’e?

La vista!, gridò la bambina.

Ed ecco che dopo la vista, arriva un altro servitore; prende la mela, ne sente la buccia liscia, la polpa per sentire se è veramente matura . . .

Ho capito; disse la bambina, sono le mani, dove c’e il tatto. Me l’ha detto a scuola la maestra.

La mela è dolce, zuccherina, squisita. Chi ti fa sentire questi sapori?

Il gusto, rispose la bambina

E sono già tre servitori. Ma prima del gusto c’è stato qualcuno che ha voluto ficcare il naso nelle tue faccende e ti ha detto se quella mela mandava un buon profumo di mela matura o no.

Lo so: disse la bambina, è l’olfatto..

Poi c’è un altro servitore . . . E serve per sentire le mie sgridate, se tu hai preso la mela senza il mio permesso.

La bambina si mise a ridere. Essa sapeva chi era il quinto servitore. E voi lo sapete?

Programmare come ( Cameli  Rosaria – Maurizi Patrizia) Nuova scuola Italia

Libricino- schede sui Cinque Sensi

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La vista

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Abbiamo iniziato questo percorso spiegando che la vista è uno dei cinque tesori posseduti dai bambini e che grazie agli occhi, organi fondamentali di tale senso,possiamo vedere e scoprire tante cose………..

Progetto e laboratorio cinque sensi vista gusto udito olfatto tatto

IL GUSTO

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Cosa ci fa distinguere i sapori?
Cosa ci fa dire: “questo mi piace e questo no’?
siamo partite da queste domande per spiegare ai bambini che sulla lingua,organo fondamentale del gusto ,  esistono dei piccolissimi puntini(papille gustative) che ci permettono di distinguere i vari sapori facendoci scegliere quelli che più ci piace

L’ UDITO

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ATTIVITA ’-Perché sentiamo?
-Lettura testo:Un dolce suono nella notte -conversazione
-Rappresentazione del testo-
Ascolto di musica-

Giochi vari – Attivita ‘ di routine
Laboratorio fonologico
Giochi
-Gioco dei suoni e dei rumori: riconoscere vari suoni e rumori e riprodurli

-Gioco del silenzio(classico)….. 

   L’ OLFATTO

libricino dell' olfatto

CON IL NASINO
Ho un naso tondo e birichino


lo guardo e penso: “Com’è carino|!”

Questo nasino mi permette di annusare

i biscotti che la mamma sa preparare


Mentre   salgo gli scalini


annuso i profumini:


“Che bello, ci sono i pasticcini!”


ALBERO AZZURRO 

Laboratori:

Alla scoperta dei CINQUE TESORI 

LA VISTA

IL GUSTO

 L’udito

L’0lfatto

da mettere tatto

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