Poesie per l’autunno

Autunno Saporito

Ecco, è arrivato l’autunno,

tanti bei regali

ci ha donato.

 Tanti funghi con un bel cappello

e castagne saporite  in ricci spinosi.

Uva e vino a volontà,

 foglie variopinte

che volano di qua e di là,

tante zucche e frutta a volonta’,

ecco l’autunno che gran bontà!

Maestramaria

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AUTUNNO

 Il cielo ride un suo riso turchino

benché senta l’inverno ormai vicino.

Il bosco scherza con le foglie gialle

benché l’inverno senta ormai alle spalle.

Ciancia il ruscel col rispecchiato cielo,

benché senta nell’onda il primo gelo.

é sorto a piè di un pioppo ossuto e lungo

un fiore strano, un fiore a ombrello, un fungo

Marino Moretti


Piove piove dappertutto

Cielo grigio. Tempo brutto.
Piove, piove dappertutto.
Fan la doccia i fiorellini
nelle aiuole dei giardini
e, nell’orto, il seminato
beve l’acqua d’un sol fiato.
Io, se piove, non mi cruccio
vado a spasso col cappuccio.

http://www.filastrocche.it


Autunno

Il gatto rincorre le foglie
secche sul marciapiede.
Le contende (vive le crede)
alla scopa che le raccoglie.

Quelle che da rami alti
scendono rosse e gialle
sono certo farfalle
che sfidano i suoi salti.

La lenta morte dell’anno
non è per lui che un bel gioco,
e per gli uomini che ne fanno
al tramonto un lieto fuoco.

G. Rodari

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AUTUNNO

Quando la terra
comincia a dormire
sotto una coperta
di foglie leggere,
quando gli uccelli
non cantano niente.
Quando di ombrelli
fiorisce la gente,
quando si sente
tossire qualcuno,
quando un bambino
diventa un alunno.
Ecco l’autunno!

di Roberto Piumini

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L’uva e il vino

Mangia l’uva caro bambino
ma, dammi retta, non bere il vino!
Solo gli adulti ne posson bere
e, se han giudizio, solo un bicchiere.
-Sai?- dice l’uva- L’uom mi calpesta,
ma gli faccio girar la testa.
G.Terenzi

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Uva bianca, uva nera

 Questa è la tiritera
dell’uva bianca e nera
dell’uva sopraffina
che fa venire l’acquolina.
Questa è la filastrocca
dell’uva prelibata
che si scioglie in bocca
come una marmellata.
Questa è la cantilena
dell’uva saporita
che fa la pancia piena
e più dolce la vita.

(da”Enciclopedia deiRagazzi”,Mondadori) 

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FUNGO

Dentro al grande bosco c’è un fungo modello

quando piove funziona da ombrello

quando c’è il sole che brucia le piante

dà un frescolino così riposante

Dicono i grilli e le formiche tra loro:

“Compare fungo sei proprio un tesoro!”

E lui risponde modesto:”MA no, no,

ognuno a questo mondo fa quello che può!”

C.Kubler “Giorni d’autunno”, Bergamo, Atlas

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La filastrocca del vino

Dalla pergola nasce l’ uva:

prima è acerba,poi matura.

La raccoglie il contadino

E la schiaccia dentro al tino

Bolle il mosto giorno e notte,

Poi finisce nella botte.

Nella botte si riposa

Finche’  è un vino e color rosa

Dopo tante settimane va riempire la damigiana

Fonte  WEB

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Cadon le foglie

Cadon le foglie, come farfalle:

ve n’è di rosse, ve n’è di gialle,

volteggiano un momento

e partono col vento.

E la povera pianta, là, nell’aria,

rabbrividisce nuda e solitaria

 da “Raccogli idee” ed. Tresei scuola

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AUTUNNO

E’ l’ autunno su in montagna,

già matura è la castagna,

esce fuori dal suo riccio per vedere

chi ci sta. Chi ci sta?

“Sono il fungo,eccomi quà!

Proprio dietro a quel castagno

dove fa la tela il ragno

la marmotta impellicciata

è già mezza addormentata,

c’è un cartello…

Non voglio essere disturbata!

E’ proprio l’ autunno che vien nel bosco,

tra tutte le cose io la riconosco.

Scuola infanzia “Musile di Piave

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IL TEMPORALE

Che succede?Or è un momento

calma e gaia era la terra;

e di colpo….pioggia, vento,

lampi e tuoni in ciel fan guerra….

Son scomparsi gli uccellini,

treman l’erbe e i fiorellini,

e le piante….oh, che pietà,

par si spezzino a metà.

A Pozzi

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DOPO LA PIOGGIA

Dopo la pioggia vien il sereno,

brilla in cielo l’ arcobaleno:

è come un ponte imbandierato

e il sole vi passa, festeggiato.

E’ bello guardare a naso in su

le sue bandiere rosse e blu.

Però lo si vede- questo è male-

soltanto dopo il temporale.

Non sarebbe più conveniente

il temporale non farlo per niente?

un arcobaleno senza tempesta,

questa sì che sarebbe una festa.

Sarebbe una festa per tutta la tera

fare la pace prima della guerra

G.Rodari

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L’RCOBALENO

 

Finito è il temporale.

E’ venuto il sereno,

e, lungo il cielo, sale

gai l’ arcobaeno,

Nitid, belli e nuovi

sette coor vi trovi

Ci trovi, senza fallo,rosso, arancione, e giallo.

, sol che guardi in su,

ci trovi il verde e il blu.

C’E’ l’ indaco, e in fondo,

la tinta delle viole,

Oh, come bello il mondo,

quando rsplende il sole

(da IL TESORO,Utel)

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Autunno

L’autunno e’ arrivato
e tutto quantoha trasformato:
prati,foglie, frutti e fiori
hanno cambiato i colori.
Mentre cadono le foglie
lo scoiattolo raccoglie
con le zampe piccoline
ghiande, noci e noccoline.
Poi prepara,un po’ curioso,
il giaciglio del riposo
e aspetterà da mattino a sera
 che ritorni la primavera……
(Segui il filo…Agnese Marchegiani)

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La castagna

La castagna rotondetta

nella teglia buchettata

danza, salta, piroetta,

con la bocca spalancata.

Fa versacci a più non posso

perché il fuoco ch’è vicino,

che le arriva quasi addosso,

la solletica un pochino.

Le s’inchina la testina,

ed il cuore le si dora

come un cuor di pratolina.

L’aria, intorno, odora, odora.

 E. Gerin

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La castagna
 
C’è un frutto rotondetto
di farina ne ha un sacchetto,
se la mangi non si lagna
questo frutto è la castagna.
La castagna in acqua cotta,
prende il nome di ballotta.
Arrostita e profumata,
prende il nome di bruciata.
Se la macino è farina:
dolce,fine,leggerina;
se la impasto che ne faccio?
un fragante castegnaccio
(Anonimo)
 
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LA CASTAGNA
 
E’ bella la castagna;
è liscia e ben vestita;
è un frutto di montagna,
è dolce e saporita
Se vien dalla pignatta
col nome di ballotta,
se vien dal paiolo
col nome di mondina,
se vien dalla padella col nome di bruciata,
la castagna bella
è subito mangiata
(Renato Colleri)
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La castagna

di Rosalia Calleri

È bella lo castagna,

è liscia e ben vestita,.

è un frutto di montagna,

è dolce e saporita.

Se vien dalla padella

col nome di bruciata,

lo castagnetta bella

è subito sbucciata.

Se vien dalla pignatta

col nome di ballotta,

per tutti i denti è fatta,

perché nell’acqua è cotta.

Se vien dal paiolo

col nome di mondina,

va giù come di volo,

ché tutta si sfarina.

Se vien dal seccatoio,

si serba per l’annata:

e con piacer l’ingoio

che sembra zuccherata.

Insomma in cento modi

si mangia lo castagna,

cantiamo pur le lodi

del frutto di montagna.

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LE FOGLIE

ma dove andate,

povere foglie gialle,

come tante farfalle spensierate?

Venite da lontano o da vicino?

da un bosco o daun giardino?

E non sentite la malinconia

del vento stesso che vi porta via?

(Trilussa)

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Albero autunnale

Già matura

la foglia pel sereno suo distacco

discende

nel cielo sempre verde dello stagno.

Nel calmolanguore della fine, l’autunno s’immedesima.

Dolcissima

la foglia s’abbandona al puro gelo.

Sott’acqua

con incessanti foglie va l’albero al suo dio.

(J. Guillen Orfeo)

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 IL fungo

Il cielo ride un suo riso turchino,

benchè senta l’inverno ormai vicino;

il bosco scherza con le foglie gialle,

benchè l’inverno senta già alle spalle;

ciancia il ruscel col rispecchiato cielo

benchè senta nell’onda il primo gelo

e sorto è appiè d’un pioppo ossuto e lungo

un fiore strano, un fiore a ombrello: un fungo

Marino Moretti

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L’autunno

Biondo autunno, che ci porti?

Uva, fichi, noci a staia,

e granturco in mezzo all’aia.

Pioggia e vento alle montagne

mucchi, al fuoco, di castagne.

(Romana Rompato)

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  Foglie rosse, foglie gialle

Foglie rosse, foglie gialle,

volan via come farfalle:

resta nudo l’alberello,

piange un poco e si dispera.

“Ma verrà la primavera!”

lo conforta l’uccellino.

“Fiori e nidi tu riavrai

e in letizia canterai!”

 (G. Gasparini)

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Autunno

L’autunno comincia il suo gioco

dipinge le foglie di croco,

le indora;

se sbaglia le strappa,

le dona al vento che scappa.

Accende l’ultimo lampo,

saluta chi semina il campo,

la rondine che trasvola,

i bimbi che tornano a scuola.

Ma, a un tratto… dov’è la sua gioia?

L’autunno fa il broncio,

si annoia,

piagnuco la pioggerellina

monotona e fina fina.

(D. Rebucci)

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La filastrocca delle frutta

Gira, gira,

s’arrivasse

nel paese delle frutta che,

si dice, ha una stagione!

E ci fosse proprio tutta,pera, fragola, popone,

quella bella frutta sana,

melarancia, melagrana,

quella bella frutta fina,

l’albicocca, la susina,

quella bella frutta aspretta,

uva spina, nespoletta,

giuggioletta di montagna;

e il marrone, e la castagna;

e, tra i pampini a corona,

l’uva buona!

E ci fosser le nocciole

e le mele lazzerole

con le noci tutte quante

tutte insieme sulle piante,

tutte insieme nel corbello;

ce ne fossero mai tante

da giocarci a rimbalzello,

da poterne regalare,

da poterne dare a tutti

da poterne (che allegria!)

far razzia!

(Térésah)

——————————————————————

Le castagne

Le castagne, sgusciate

fuori dagli acuti ricci,

son dagli alberi arsicci

quasi tutte cascate.

Son cascate di quando

in quando al suolo nero

con un tonfo leggero,

con un murmure blando;

son tornate monde

alla lor terra bruna

e liete, perchè ognuna

il suo bene nasconde.

Ognuna sa che un giorno

sarà, per una cena,

quello che è il pane, appena

vien levato dal forno,

e mammine e figlioli

sogna affamati e chini,

ed ombre di camini

e fumo di paioli.

(M. Moretti)

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L’ estate se ne va

senza fare rumore

e impigliati tra i rami

lascia pezzi di sole.

Foglie rosse,gialle,brune

foglie d’ oro e di fuoco.

Poi l’ albero

ha un brivido di freddo.

Ha sentito l’ autunno

(Francoise Bobe)

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Autunno

Guardo fuori e sei arrivato,

come ogni anno sei tornato

il tempo passa passa il tempo,

sole, pioggia in un momento,

ma rimane un assaggino

dell’ estate…… a San Martino

A SANTI 2010 ED. del Borgo

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Mazzolino di foglie

Foglie secche lungo la via

sotto le scarpe far melodia,

volan leggere se l vento le toglie

mille coriandoli fatti di foglie

Un mazzolino ne ho conservate

per colorare le fredde giornate

A SANTI 2010 ED. del Borgo

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Poesie in bottiglie

Vola vola  fogliolina

io ti prendo cara piccina,corro corro e tu scappi via

fatti prendere amica mia,

ora ti porto nella bottiglia

dormirai con la tua famiglia

A SANTI 2010 ED. del Borgo

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L’autunno

Quando la terra
comincia a dormire
sotto una coperta di foglie leggere,
quando gli uccelli non cantano niente.
Quando di ombrelli fiorisce la gente,
quando si sente tossire qualcuno,
quando un bambino diventa un alunno.

Ecco l’autunno.

R. PIUMINI

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Autunno

Cosa succede in questo bosco?
lì c’è un cappello , lo riconosco,
ora è sparito ma sono sicura,
c’era un omino in miniatura.
Eccolo, ascolta ,lo senti scappare,
ridere, correre e ruzzolare.
“Gnomo ti ho visto,non fare il furbino,
vieni e giochiamo insieme un pochino…”
Niente da fare, non mi risponde,
sotto i funghetti ,lo so si nasconde
e da quel ramo, sotto una foglia
un altro gnomo di ridere ha voglia.
Ecco, sul capo mi cadon due ghiande
poi una pigna e una castagna.
e da quel buco sull’albero grande
un altro gnomo lancia acqua e mi bagna.
Oh, che tipetti svelti e curiosi
sono sti gnomi così dispettosi!
Da dietro un sasso , sbuca piccino
un altro gnomo e mi fa l’occhiolino.
“Vieni ti prego, fatti guardare “.
ma quello ride e si mette a scappare.
Aghi di pino mi cadono addosso,
schizzi di fango dall’orlo di un fosso,
corteccia d’albero appena staccata
sulla mia testa già tutta arruffata.
Senti che ridono, i birichini
sembrano proprio tanti bambini.
Ora su un tronco mi fanno trovare
frutti di bosco, per farsi perdonare,
fragole , more, mirtilli ,lamponi ,
ma che carini, sti gnomi birboni!

Testo A. Turchetti la Filastrocchiera Ill. James Browne


Motivo autunnale

Soffia sui campi la tramontana;

gli alberi scuote.

e dai rami inariditi

stacca le morte foglie.

Il vento le sparge,

lontano per i campi:

restan sol i neri fusti

che tristi agitano i rami spogli.

(P. Javorov)


Nebbia

Che nebbione,stamattina!

E’ sparito il campanile

che saliva verso il cielo.

Stan sugli orli delle strade

case grigie,senza forma:

la città sembra che dorma.

Ombre frettolose e rade

se ne vanno imbacuccate

lungo i muri rattristati,

perché il sole non li scalda.

Poche macchine per via

romban piano, i fari accesi.

Vanno i tram,scampanellando

tra quei veli cinerini

che nell’aria stan sospesi.

E le piante mute e spoglie

sono ancora in doppia fila

lungo i viali? O son fuggite

a riprendersi le foglie

in gran mucchi rastrellate?

E l’antenne sopra i tetti

si son forse distaccate

dai legami con la terra

per poter dormire un poco?

Nel nebbione, stamattina,

tutto può sembrare un gioco

misterioso.

(B. Paltrinieri)


 La prima pioggia

Scendon le gocce della prima pioggia

che sui selciati ancor timida batte,

mentre settembre lietamente sfoggia

l’ardore delle sue bacche scarlatte.

E le foglie chiacchierine

parlano dell’autunno che ritorna

e che sotto la pioggia fine fine

di pampini e di bacche agile s’adorna.

(M. Moretti)


Bosco d’autunno

Ha messo chiome il bosco d’autunno.

Vi dominano buio, sogno e quiete.

Né scoiattoli, né civette o picchi

lo destano dal sogno.

E il sole pei sentieri dell’autunno

entrando dentro quando cala il giorno

si guarda intorno bieco con timore

cercando in esso trappole nascoste.

(B. Pasternak)


L’autunno
L’autunno ha bussato,
che cosa ha portato?
Un cesto di mele,
un cucchiaio di miele,
le pere mature,
le noci un po’ dure,
dei grappoli d’oro,
cornacchie nel coro,
il profumo dei funghi,
pomeriggi un po’ lunghi,
la nebbia fitta fitta,
una scolaretta zitta zitta,
la zucca tonda e gialla,
una stanca farfalla,
un tappeto di foglie accartocciate,
le strade lunghe, grigie e bagnate,
tanti quaderni da riempire,
tante castagne da abbrustolire.
Ciao autunno, sei arrivato,
quante cose ci hai portato!
Marzia Cabano

Lavoretti,striscioni e altro per l’accoglienza a scuola

Lavoretto-Aquilone per il primo giorno di scuola.

Anche se le vacanze sono appena iniziate,  già pensiamo a come accogliere i bambini a settembre e a come fare per rendere allegro e speciale il loro primo giorno di scuola.
Quest’anno propongo questo simpatico lavoretto che da un lato ricorda le vacanze appena  trascorse e dall’altro augura ai bimbi di prepararsi a volare per i sentieri della vita
Per poter  realizzare questo lavoretto basta pochissimo materiale:

  • Cartoncino
  • Stecche di gelato
  • Pennarello nero
  • Nastro bianco

aquilone arancionetris aquilonigruppo aquiloni

 

Per rimanere in tema , ecco un simpatico striscione colorato e da colorare, per addobbare l’ aula o l’ atrio della scuola

B Benvenuti 2016 colorato

PDF STRISCIONE ” BENVENUTI “

b da

PDF STRISCIONE ” BENVENUTI DA COLORARE”

Altro lavoretto: orsetto per l’accoglienza da donare ai bambini il primo giorno di scuola,

orsettoorsetto aperto

insieme a tanta tenerezza,sorrisi e rassicurazioni.

Featured Image -- 13966

 

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striscione primavera 2016

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striscione primavera 2016 da colorare

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……………………………………………….

La farfalle sono

 

volano

 

giocano

Farfallina spensierata

 Farfallina spensierata
lo sai tu dove sei nata?
Eri bruco in una cella,
senza sole e senza stella.
Poi nel sole sei uscita,
come un fiore sei fiorita;
come un fiore senza stelo
che il buon Dio gettò dal cielo.

Renzo Pezzani

———–

 

Farfalla ballerina

 Vola farfalla,

volteggi sinuosa

tra un fiore e una calla,

cogli il profumo soave

spandi nel vento

il tuo canto libero

eco nel firmamento

di suoni lontani

di una melodia

senza tempo.

Vola farfalla,

mostri i colori più belli

in armonia con il creato

che a te si presta

nell’alma gratificato,

nelle tue esplorazioni donatrice di linfa

nelle diverse migrazioni.

Vola farfalla,

la metamorfosi è compiuta,

il sole della vitati

ha resa ballerina

piccolo mimo

di figure in movimento

fantasia di danze

spettacolo per la mente.

Adele Belviso

——————————

Le farfalle

Le farfalle sono
dolci come nuvolette,
volano come piume,
incerte nel volo,
sono allegre come bambini
e i loro colori sono
incantevoli e sfumati.

(Alberto Secco)

—————————–

Una farfalla

In una stalla
vola una farfalla
rossa verde e gialla .
La rincorre un bel bambino
bianco rosa e birichino.
La saluta il vitellino
perché si posa sul suo musino.

(Giuliana Berra)

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Colorato dai bambini offre la possibilità di cooperare per un fine comune ,a capire e rispettare le scelte comuni ,a conversare, ridere, scherzare e gioire per il risultato ottenuto.

 

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Stampa il disegno del coniglio da colorare cliccando sull’ immagine

disegno coniglio.png

 

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C’era il giallo

C’era il giallo del sole a mezzogiorno.
C’era l’azzurro del cielo e del mare,
che insieme al giallo del sole
formava il verde del prato.
C’era il rosso del fuoco
che si univa al cielo delle viole
e al sole fino al colore del tramonto.
C’era il nero della notte
che scuriva il giallo, l’azzurro e il rosso
e scriveva tante parole
per raccontare tante novelle
anche alle stelle.

(da “Il rosso va dal gallo” Mondadori)

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Schede per il colore giallo
La luna e le stelle
Schede per il colore giallo
Cavallucci gialli
Schede per il colore giallo

ALCUNE  ATTIVITA’:

Cavalluccio marino colorato con tempera e ricoperto di sabbia.cavalluccio

Incolliamo tanti pezzettini di carta colorata.incolliamo pezzi di carta giallastella gialla

Striscione per l’autunno

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    e di autunno A di Autunno U di autunno T di autunno U di autunno 1 N di autunno n di autunno2 O di autunno

autunno striscione da colorare

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E' colorata striscione per l' autunno A colorata striscione per l' autunno U colorato striscione per l' autunno T colorato striscione per l' autunno U colorata striscione per l' autunno N colorata striscione per l' autunno N -colorata striscione per l' autunno O colorato striscione per l' autunno

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La nostra versione.

striscione autunno

striscione autunno 1

I MESI DELL’ ANNO

mesi

Inauguriamo questa nuova raccolta di poesie sui mesi con una bellissima leggenda!

LA LEGGENDA DEI MESI

C’erano una volta due fratelli, uno povero e l’altro ricco. Un giorno, quello povero venne invitato nella casa dei mesi, che vollero sapere che cosa si diceva di loro nel mondo.

Si dice bene! – rispose l’ospite. E di ogni mese disse ciò che ha di buono. Per esempio che gennaio nasconde il pane sotto la neve, che febbraio fa divertire, che marzo porta la primavera, che aprile fa godere dolci sonni, che maggio dona le rose…

I mesi, soddisfatti, gli regalarono una tovaglia che aveva la proprietà di far comparire qualsiasi cibo ogni volta che veniva distesa.


Quando il fratello ricco lo venne a sapere, andò subito alla casa dei mesi. E questi anche a lui chiesero:

Che cosa si dice di noi nel mondo?

Si dice male! – rispose l’ospite. E di ogni mese disse ciò che ha di cattivo. Per esempio che gennaio regala i geloni, che febbraio dà la febbre, che marzo è pazzo…

I mesi gli regalarono allora una scopa dicendo che, per avere qualche cosa bastava dirle : – Dà!

Ritornò a casa con la scopa in spalla.

Una scopa? – domandò la moglie. Per tutta risposta, il marito disse: – Dà! – e la scopa si mise a battere l’uno e l’altra, che se non si riparavano presto dentro un armadio, chissà quante botte avrebbero preso.
Quando furono ben sicuri che la scopa si era quietata, uscirono dall’armadio e, guardandosi le lividure, capirono la lezione.

– I mesi dell’anno sono pur buonidisse il maritoMoglie mia, siamo già ricchi, non cerchiamo altre ricchezze!

Da “Favole e fantasia



I mesi dell’anno
C’erano una volta due fratelli, uno ricco e l’altro povero.
Il primo faceva il mercante e guadagnava fior di quattrini; il secondo non faceva nulla e non possedeva nemmeno un centesimo. Disse questi un giorno: -Voglio andare in giro a cercare fortuna.
Cammina cammina, vide una sera su un monte un lumicino. Quando arrivò alla casa, la porta era aperta; si affacciò e vide dodici persone sedute a mensa.
Bussò. – Avanti!
Il povero entrò.
Chi sei?
Sono un poverello in cerca di fortuna. E voi chi siete?
Siamo i dodici mesi dell’anno. Hai fame?
Ho fame e sete.
Bevi e mangia, perché ce n’è abbastanza.
Il poverino mangiò e bevve a crepapelle.
Quando ebbe finito: – Beh! – gli domandò Gennaio – Che si dice di noi, compare, nel mondo degli uomini?
Si dice bene.
Di me che si dice?
Che sei un bel mese. Un po’ freddo, ma il freddo giova agli uomini, li rinvigorisce e giova anche alle bestie e alle piante. Porti la neve, è vero, ma sotto la neve c’è il pane,
E di me che si dice? – domandò Febbraio.
Anche di te si dice bene. Porti la pioggia, ma riempi d’acqua i pozzi e le cisterne. Allaghi anche i campi, ma fai sparire le nevi. Se non altro, sei un mese che passa presto.
E di me? – saltò su Marzo.
Oh, con te vengono i primi fiori. Sei ventoso, ma il vento asciuga, sgombra le nuvole e sparge i semi.
E di me? – chiese Aprile.
Tu di fiori incoroni tutta la campagna; tessi i nidi e fai cantare gli uccelli. Maggio, poi! E Giugno, che indora il grano! e Luglio, e Agosto…
Insomma, quel poveretto fece gli elogi di tutti i mesi dell’anno, fino a Dicembre; tanto che decisero di ricompensarlo con un regalo.
Eccoti una tovaglia – dissero – stendila quando hai bisogno e chiedile quello che vuoi.
E il poveraccio se ne tornò a casa sua:
Moglie mia! Moglie mia!
Che! – gridò dalla soglia la moglie inviperita, col mestolo in mano. -l o sono qui che muoio dalla fame, e tu mi porti da mangiare una tovaglia vuota?
Sta’ zitta e prepara le mandibole.
Stese la tovaglia e ordinò: – Antipasto!
E giu sardine e filetti d’alice, panini ripieni, imburrati, imbottiti… Giù minestra, arrosto, vini, frutta, dolci… Mangiarono tutt’e due a piu non posso.
Ma il fratello ricco lo venne a sapere.
Voglio andare anch’io – disse.
Si travesti da poverello. Arrivò alla casa dei dodici mesi, mangiò e bevve alla loro mensa.
Poi Gennaio gli domandò: – Beh, amico! Cosa si dice di me nel. mondo?
Ohibò! Che si deve dire? Che sei un mese terribile, con geloni e con valanghe; beato chi si salva.
Gennaio si trasse da parte. Venne avanti, pieno di speranza, Febbraio, e chiese: – E di me che cosa dicono gli uomini?
Di te si dice peggio. Fortuna che sei corto.
E di me? – disse Marzo.
Tu non saresti né bello né brutto, ma non si sa come la pensi. Oggi freddo, oggi caldo…
E di me? – azzardò Aprile.
Tu, e anche Maggio, avete i fiori e avete i canti; ma è forse con i canti e con i fiori che si saziano
E lo sciocco mercante seguitò a dire peste e corna di tutti.
Toh – gli dissero indignatissimi tutti i mesi non vogliamo che tu parta da qui a mani vuote.
Eccoti una scopa, e quando vuoi qualche cosa, dille: «Da’!».
Moglie mia! Moglie mia! – tornò a casa allegro il mercante. – Apparecchia subito la tavola!
Che cosa hai avuto?
Vedrai!
Fu apparecchiata una gran tavola, con piatti, scodelle, padelle… Quando tutto fu pronto:
Da’! – intimò alla scopa il mercante.
Non l’avesse mai detto! La scopa gli sfuggì di mano, volò per la cucina, e giu botte da orbi.
Ahi, ahi, ahi! – strillavano i due infelici.
Da allora, non parlarono male di nessuno e si accontentarono di quello che avevano.

A. Farini

Fonte

La favola dei mesi
C’era una volta una povera vecchietta che viveva sola. Una notte la luna era splendente, così la vecchietta decise di fare una passeggiata. Si diresse verso la campagna e la passeggiata le piacque così tanto che non si rese conto di essere entrata nella foresta. Dopo un po’, si rese conto di essersi persa.
“Oh no! Ora dove mi fermerò a riposare per la notte?” si disse. Ma, d’improvviso, la vecchietta vide una minuscola luce in lontananza. Si sentì sollevata quando la vide e cominciò a camminare verso di essa. Presto, si rese conto che la luce che aveva visto veniva dalla finestra di una piccola casetta tra gli alberi. La vecchietta non impiegò molto ad arrivare alla porta dell’abitazione. Bussò e un giovane vivace aprì la porta. “Di cosa hai bisogno, nonnina?” chiese il giovane appena la vide … e la vecchietta gli disse immediatamente come aveva perso la strada nella foresta e che non aveva un posto dove trascorrere la notte.
“Non preoccuparti,” disse il giovane. “Puoi passare la notte qui con noi … con me e i miei fratelli”.
La vecchietta entrò in casa e vide dodici ragazzi.
“Buona sera, nonnina,” dissero i giovani.
“Buona sera a voi, figlioli,”, rispose la vecchietta. Uno di loro le portò un po’ di cibo e qualcosa da bere, e quando ebbe mangiato, la vecchietta si sedette su una poltrona tra di loro.
“Nonnina, cosa ne pensi di gennaio?” chiese il giovane che aveva aperto la porta. “Be’, gennaio è pieno di benedizioni e di pace,” rispose la vecchietta. “Porta la pioggia e fa crescere le nostre verdure. E non c’è niente di più bello del sole di gennaio. Gli anziani una volta dicevano ‘quando il sole splende a gennaio, avrai estate in abbondanza!’”
Il giovane sembrava soddisfatto delle parole della vecchietta. Tutt’a un tratto, un altro giovane intervenne e le chiese:
“Cosa puoi dirci di febbraio?”
“Febbraio riempie i pozzi!” disse la vecchietta. “E nel mese di febbraio sugli alberi iniziano a crescere le foglie e i fiori per prepararsi ai frutti. Febbraio è un mese molto utile.”
“E marzo? Cosa ne pensi di marzo?” chiese un altro giovane.
“Marzo è il mese della primavera,” sorrise la vecchietta, “la natura è piena di vita. Si iniziano a vedere le farfalle e gli uccelli costruiscono i loro nidi.” Uno dopo l’altro, ogni giovane le chiese dei mesi dell’anno e la vecchietta trovava qualcosa di bello in ogni mese. Disse che aprile è il mese dei giorni pieni di sole quando diventa chiaro che le giornate si stanno allungando. Chiamò maggio il mese delle rose e dei fiori, e giugno il mese dell’abbondanza quando i contadini mietono il grano nei loro campi. Disse loro che luglio è il mese del mare e dei pesci. Agosto è il mese più bello perché ci dà tanti frutti. Disse che settembre è il mese della vendemmia, dei melograni e di San Martino. Ottobre e novembre sono i mesi in cui le famiglie si riuniscono mentre dicembre è il mese delizioso del Natale. Tutti i giovani si divertivano a sentire queste parole quando all’improvviso la vecchietta si rese conto che l’alba stava nascendo.
“Ti accompagnerò fino ai margini della foresta,” disse il giovane più grande, “ma prima che tu vada, vorremmo darti questo!” E con queste parole il giovane le diede un bastone da passeggio.
“Quando arrivi a casa, tieni il bastone da passeggio in mano e digli: ‘Fai ciò che devi’. E quando vuoi che smetta, basta dire: ‘Vai a posto!’”
Continua a leggere

 

Poesia sui mesi dell’anno

Gennaio ci copre di neve.
Febbraio è il mese più breve.
Marzo s’avanza col vento;
ed ecco, in april, fiori a cento
Maggio di canti risuona.
Giugno le messi ci dona.
In luglio il grano è riposto.
Al mar ce ne andiamo in agosto.
Settembre ci fa vendemmiare.
Ottobre ci chiama a studiare.
Un mese per chi non c’è più.
Ma ecco, festoso, dicembre,,
che porta il Bambino Gesù.

(De Colò)

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I mesi dell’anno

Gennaio fiocchetti di neve,
febbraio gioioso ma breve,
marzo un pò d’acqua, un pò di sole
aprile cestini di viola,
maggio la rosa fiorisce,
giugno la scuola finisce,
luglio ci son nuovi frutti,
agosto vacanze per tutti,
settembre bei grappoli d’oro,
ottobre bambini a lavoro,
novembre si prega di più,
dicembre si aspetta Gesù.

Da: infanziaweb

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“I mesi dell’anno”

Gennaio porta gelo e nevicate,
Febbraio grandi balli e mascherate,
Marzo vento e delicate viole,
Aprile l’erba per le capriole,
Maggio ci dà rose profumate,
Giugno spighe secche e ben dorate,
Luglio ha la trebbia e sempre gran lavoro,
Agosto buona frutta e rami d’oro,
Settembre mette l’uva giù nel tino,
Ottobre cambia il mosto in un buon vino,
Novembre butta giù tutte le foglie,
Dicembre per il fuoco le raccoglie.

(di O. Turchetti)

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I mesi dell’anno
I bimbi lo sanno
che i mesi dell’anno
tra grandi e piccini
son dodici in tutto.
Se ognuno ha il suo fiore
se ognuno ha il suo frutto
nessuno è tra loro
più bello o più brutto.
Son tutti fratelli
ognuno ha un mestiere
chi cura i piselli
chi porta un paniere
chi pota, chi innesta,
chi ara, chi miete,
chi porta una brocca
di acqua a chi ha sete;
chi versa uno scroscio
di pioggia lucente.
Nessuno sta in ozio
guardando la gente.
Più bella famiglia
nessun vedrà mai.
Son dodici mesi,
e tutti operai.

(R. Pezzani)

———————————————
Le stagioni

Prima viene Primavera
con i fiori sulla pianta,
poi Estate calda e chiara
quando la cicala canta,
poi Autunno bruno e quieto
con castagne e foglie rosse,
poi Inverno infreddolito
con starnuti, gelo e tosse.

(di R. Piumini)

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I dodici fratelli
Gennaio vien tremando
col cappotto e lo scaldino
vien febbraio schiamazzando
in costume d’Arlecchino
marzo porta vento a iosa,
una rondine e due viole
porta aprile un pesco rosa
che ti desta al nuovo sole
maggio canta e da lontano,
tre usignoli fanno coro
giugno tiene nella mano
una spiga tutta d’oro
luglio porta ceste piene
di susine e pesche bionde
porta agosto due sirene
che si specchiano nell’onde
se settembre si fa bello
con tre pampini di vite
reca ottobre un gran fardello
di castagne abbrustolite
poi novembre viene stanco
per la nebbia che l’assale
vien dicembre tutto bianco
con l’abete di Natale.
Sono dodici fratelli
che si tengono per mano
tutti buoni tutti belli,
anno nuovo ti aspettiamo.

(G. Noseda)

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I mesi dell’anno
Gennaio porta epifania,
febbraio sciala in maschera per via,
marzo per mano tien la primavera,
aprile d’ogni verde s’imbandiera.
Maggio i giardini sogna delle fate,
giugno dispensa l’oro dell’estate,
luglio ed agosto nella gran calura
godon beati la villeggiatura.
Settembre s’affaccenda per il vino,
ottobre rompe ricci di castagne,
novembre fa canute le montagne,
dicembre esulta davanti al Bambino.

(I. Drago)

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I mesi dell’anno
Gennaio mette ai monti la parrucca,
febbraio grandi e piccoli imbacucca;
marzo libera il sol di prigionia.
April di bei color gli orna la via;
maggio vive tra musiche d’uccelli,
giugno ama i frutti appesi ai ramoscelli;
luglio falcia le messi al solleone,
agosto, avaro, ansando le ripone;
settembre i dolci grappoli arrubina,
ottobre di vendemmia empie la tina;
novembre ammucchia aride foglie in terra,
dicembre ammazza l’anno e lo sotterra.

(A. S. Novaro)

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I mesi dell’anno
Gennaio porta gelo e nevicate,
febbraio grandi balli e mascherate,
marzo arriva col vento e le viole,
aprile ha l’erba per le capriole.
Maggio ci dà le rose profumate,
giugno le spighe dal bel sol dorate,
luglio ha le trebbie e sempre gran lavoro,
agosto buone frutta rosse e d’oro.
Settembre mette l’uva giù nel tino,
ottobre cambia il mosto in un buon vino,
novembre butta giù tutte le foglie,
dicembre per il fuoco le raccoglie.

(O. Turchetti)

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I mesi
Aprendo la sua porta
gennaio tira tira.
Febbraio gamba corta,
lo segue e gira gira.
Va marzo pazzerello
col vento nel cestello.
E sparge i fiori aprile,
sì gaio e sì gentile.
Il maggio par che voli
fra rondin e usignoli.
Poi giugno va beato
di spighe inghirlandato.
E luglio porta il sacco
di candida farina.
Agosto ha la sua sporta
di frutta sopraffina.
S’aggirano settembre
e ottobre dentro il tino.
E mesto va novembre
coi fiori e il lumicino.
Dicembre chiude l’anno
in una stanza oscura.
Ma, furbo, capodanno,
vi scopre una fessura.
Gennaio fa passare
per poi ricominciare
il giro giro tondo
che dura quanto il mondo.

(F. Manisco)

Febbraio

Nè amato nè inviso
tu giungi, o febbraio:
ci mostri il tuo viso
più triste che gaio.
Sorridi talvolta,
ma è un riso di scherno
nell’aria sconvolta
dal rigido inverno.
E il timido sole
che splende non piace:
c’è sempre chi vuole
scaldarsi alla brace.

(L. Ruber)

……………………………………………………

Solicello di febbraio

Solicello di febbraio
che sorridi lieve lieve,
sulle siepi e sulle case
già si liquefa la neve.
Dopo i giorni cupi e tetri
il tuo raggio com’è gaio
com’è dolce il tuo tepore
solicello di febbraio!
Tu, riscaldi i poverelli
solicello chiaro e mite
più non tremano gli uccelli
sulle piante intirizzite
e i vecchietti freddolosi
siedon già sulle panchine
mentre sciamano s’intorno
variopinte mascherine.
Solicello di febbraio
già la livida bufera
si allontana e cede il passo
alla rosea primavera;
già si schiudono le gemme
canta il passero sul tetto
solicello di febbraio
solicello benedetto!

(P. Ruocco)

…………………………………………..

Speranza

C’è un grande albero spoglio
in mezzo all’orto; pare
che soffra e non si possa
coprire e riscaldare.
Vola sui rami nudi
un passero sperduto
e cinguetta più forte
in segno di saluto.
Geme l’albero: “Un tempo
fui giovane e fui bello;
candidi fiorellini
erano il mio mantello…
Il passero cinguetta:
“O vecchio albero, spera…
Si sciolgono le nevi;
verrà la primavera.

(M. Dandolo)

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Febbraio
Questo è febbraio: tipo di mese
corto e amaro, spesso scortese.
Folate fredde taglian la faccia,
Agli usci aperti danno la caccia;
van brontolando dentro i camini,
fermano il volo degli uccellini,
e, se furiose soffian sul mare,
lo fan di spume tutto arricciare.
Neanche un fiore sopra la terra…
E quelle rose? Sono di serra.
Forse lontano, sotto i bei cieli
del mezzogiorno, gemmano i meli,
ma a tramontana con l’aria greve
neppure l’ombra di un bucaneve.
E’ meglio quindi stare al riparo…
Questo è febbraio corto ed amaro.

(G. Folgore)

………………………………………..

Febbraio
Nuvoli, vento, neve, acqua, tempesta!
E’ arrivato febbraio, febbraietto!
“Ah, febbraietto, corto e maledetto”
gli gridan tutti: “Vattene alla lesta!”
Corre via febbraietto e sembra dire:
“Allegri, chè l’inverno è per finire!”
E allegro per il colle e per il piano,
ora pota le viti il buon villano,
mentre le vie, le piazze cittadine,
empie un gaio vociar di mascherine.

.(U. Ghiron)

…………………………………………….

Febbraio
Ecco qua il più piccino,
gaio, breve, mingherlino,
tutto trilli e sonatine,
canti, balli, mascherine,
tutto frizzi ed allegria
che spumeggia e corre via.
Ecco, appena cominciato
già è passato…
In un soffio se ne va
e di tutto quel frastuono,
nulla, nulla resterà.

(Hedda)

………………………………………………..

Febbraio
Se ridi, o febbraio piccino,
col sole sia pure d’un dì,
è un riso che dura pochino,
pochino pochino così.
Appena quel tanto che basta
a fare cantare le gronde
dell’acqua mutevole e casta
che lascia la neve che fonde.
Ma basta quel primo turchino,
quel po’ d’intravvista speranza
a dare una nuova fragranza
al cuore e al destino.

(R. Pezzani)

……………………………………………………………

La prima viola
E’ nata la prima violetta
tra la fresca erbetta
del prato
e ha detto facendo l’inchino:
“Cantate,
il bel tempo è vicino!”

(B. Marini)

…………………………………………………..

Vien febbraio
Vien febbraio
mese gaio
che folleggia
che passeggia
con la maschera sul viso,
con la celia, col sorriso
che fa il chiasso per le strade
mentre ancor la neve cade.

(Malfatti Petrini)

……………………………………………..

Febbraio
Oh febbraio piccolino,
non è vero che tu sia
proprio un mese malandrino.
Fra i tuoi giorni di bufera
e di freddo, tu ci porti
un pochin di primavera.
Se nel cielo ride il sole,
spuntan subito, sul greppo,
una primula e due viole.
Poi tu allunghi la giornata
più di un’ora e ci regali
qualche bella mascherata.
Non sei dunque malandrino,
o febbraio piccolino.

(T. R. Correggi)

…………………………………………..

Febbraio
Se ti dicon, febbraietto,
che sei corto e maledetto,
non avertene per male:
è un proverbio che non vale.
Il tuo gelido rovaio,
un ricordo di gennaio,
presto viene e presto va
e paura non ci fa.
Oh, nemmen quella tua neve
ci sgomenta, così lieve
che un respiro di tepore
basta a scioglierne il rigore.
E se ancor ti coglie il gelo
e s’addensan nubi in cielo,
basta un raggio del tuo sole
a dar vita alle viole.
Poco dura la bufera
se alle porte è primavera;
non è vero, febbraietto,
che sei corto e maledetto.

(F. Castellino)

………………………………………………..

Febbraio
Febbraio, bizzoso,
cattivo, cattivo,
perchè tante nubi?
Perchè tanto gelo?
Eppure nel cuore
tu sogni e racchiudi
il tenero azzurro
d’un lembo di cielo
e porti negli occhi
un raggio di sole
ch’è più luminoso
più bello che mai.
Febbraio bizzoso,
dov’è primavera?
Oh, dimmelo piano!
Tu ridi: lo sai.

(G. Aimone)

…………………………………………

Febbraio
Oh febbraio piccolino,
non è vero che tu sia
proprio un mese malandrino.
Fra i tuoi giorni di bufera
e di freddo, tu ci porti
un pochin di primavera.
Se nel cielo ride il sole,
spuntan subito, sul greppo,
una primula e due viole.
Poi tu allunghi la giornata
più di un’ora e ci regali
qualche bella mascherata.
Non sei dunque malandrino,
o febbraio piccolino.

(T. R. Correggi)

…………………………………………..

Febbraio
Se ti dicon, febbraietto,
che sei corto e maledetto,
non avertene per male:
è un proverbio che non vale.
Il tuo gelido rovaio,
un ricordo di gennaio,
presto viene e presto va
e paura non ci fa.
Oh, nemmen quella tua neve
ci sgomenta, così lieve
che un respiro di tepore
basta a scioglierne il rigore.
E se ancor ti coglie il gelo
e s’addensan nubi in cielo,
basta un raggio del tuo sole
a dar vita alle viole.
Poco dura la bufera
se alle porte è primavera;
non è vero, febbraietto,
che sei corto e maledetto.

(F. Castellino)

……………………………………

I doni

Primavera vien danzando,
vien danzando alla tua porta.
Sai tu dirmi che ti porta?
Ghirlandette di farfalle,
campanelle di vilucchi,
quali azzurre, quali gialli;
e poi rose, a fasci e a mucchi.

E l’estate vien cantando,
vien cantando alla tua porta.
Sai tu dirmi che ti porta?
Un cestel di bionde pesche
vellutate, appena tocche,
e ciliegie lustre e fresche,
ben divise a mazzi e a ciocche.

Vien l’autunno sospirando,
sospirando alla tua porta.
Sai tu dirmi che ti porta?
Qualche bacca porporina,
nidi vuoti, rame spoglie,
e tre gocciole di brina,
e un pugnel di morte foglie.

E l’inverno vien tremando,
vien tremando alla tua porta.
Sai tu dirmi che ti porta?
Un fastel d’aridi ciocchi,
un fringuello irrigidito;
e poi neve, neve a fiocchi
e ghiacciuoli grossi un dito.

La tua mamma vien ridendo.
vien ridendo alla tua porta,
sai tu dirmi che ti porta?
Il suo vivo e rosso cuore,
e lo colloca ai tuoi piedi,
con in mezzo, ritto, un fiore:
Ma tu dormi e non lo vedi…

(di Angelo Silvio Novaro)

Le stagioni, i mesi, le settimane, i giorni

Ebbe la primavera coi bei fiori.
Ebbe l’estate con i suoi colori.
Ebbe l’autunno coi grappoli d’oro.
Ebbe l’inverno, con il suo lavoro
di trine e di merletti: erano i bianchi
ghiaccioli e neve, a fiocchi lenti e stanchi.
Fu un anno come gli altri, coi suoi mesi,
con le stagioni e con le settimane:
una fila di giorni che rimane
nel ricordo di chi li ha bene spesi

(di Gioia Vanni)

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Le stagioni

Prima viene Primavera
con i fiori sulla pianta,
poi Estate calda e chiara
quando la cicala canta,
poi Autunno bruno e quieto
con castagne e foglie rosse,
poi Inverno infreddolito
con starnuti, gelo e tosse.

(di R. Piumini)

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Febbraio

E’ febbraio monellaccio molto allegro e un po’ pagliaccio;
ride, salta, balla, impazza,
per le vie forte schiamazza;
per le vie e per le sale
accompagna il Carnevale.
Se fra i mesi suoi fratelli
ve ne sono di più belli,
il più allegro e birichino,
sempre è lui, ch’è il più piccino.
(M. Vanni)
………………………………………………………………………………………..
 
FEBBRAIO
Vengo subito dopo la merla,
il mio freddo è come una sberla,
sono il mese dei travestimenti,
balli, canti e divertimenti.
Colombina ed Arlecchino
Balanzone e Meneghino,
Pantalone e Pulcinella,
scegli la maschera quella più bella.
Sono il più piccolo dei miei fratelli,
per arrivare faccio balzelli.
Ogni quattr’anni, mi allungo di un giorno,
ma l’anno dopo piccino ritorno.
Non sono un sarto, non son calzolaio
non sono dottore e non porto il saio,
ma delle chiacchiere son buongustaio
è stato un piacere, io sono Febbraio.
 
http://www.educabimbi.it/filastrocca-di-febbraio/

San Martino

Raccolta di poesie per San Martino

San Martino

 San Martino

fece un gesto davvero carino

Tagliò un mantello con la sua spada

e lo diede ad un poverello sulla strada:

Il povero lo ringraziò

e Dio dall ‘ alto lo premiò,

tolse dal cielo quel grigio colore,

caldo e sole , mandò con amore.

Così ogni anno c’è San Martino,

che porta l’ estate che dura un pochino!

Federico Goffi

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San Martino

La nebbia a gl’irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;

ma per le vie del borgo
dal ribollir de’ tini
va l’aspro odor dei vini
l’anime a rallegrar.

Gira su’ ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando:
sta il cacciator fischiando
su l’uscio a rimirar

tra le rossastre nubi
stormi d’uccelli neri,
com’esuli pensieri,
nel vespero migrar.

Giosuè Carducci.

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San Martino 

Per la campagna triste e lontana
gelida soffia la tramontana.
Martino scende dal suo destriero
c’è un poverello lungo il sentiero…
Non ha vestito, casa non ha,
a riposarsi come farà?
Il cavaliere toglie il mantello,
metà lo dona al poverello.
Oh, meraviglia: si rompe il cielo…
E si diffonde dolce un tepore,
qua e là tra l’erba rispunta il fiore.
Dal cielo scende, premio divino,
sempre l’estate di San Martino.

 L. Cerutti

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San Martino

Nero il cielo era;
la pioggia fitta al suol precipitava
nè una casa nè una roggia
al meschin si presentava
avanza sconfortato,
le sue gambe eran tremanti
ecco un giovane soldato
si presenta a lui davanti
snello biondo ardito e bello,
ei sta ritto sul cavallo
guarda e subito il mantello
svelto taglia senza fallo
ne dà mezzo al poveretto,
che l’indossa, e il donatore
fissa. Dice ” Benedetto,
sia per sempre il tuo buon cuore.”
Il meschino era Gesù,
e Martin si prosternava
ora non pioveva più,
ecco il cielo rischiarava
riapparì smagliante il sole,
s’udì dolce un’armonia
gelsomini, rose, viole,
infioravano la via.
(N. Giustino)
—————————–

San Martino

Umido e freddo spunta il mattino,
ed a cavallo va San Martino
Quand’ecco appare un mendicante,
lacero e scalzo vecchio e tremante
Il cavaliere mosso a pietà,
vorrebbe fargli la carità
Ma nella borsa non ha un quattrino,
e allora dice Oh poverino
Mi spiace nulla io posso darti,
ma tieni questo per riscaldarti
Divide in due il suo mantello,
metà ne dona al poverello
Il sole spunta e brilla in cielo,
caccia la nebbia con il suo velo
E San Martino continua il viaggio,
sempre allietato dal caldo raggio.
Nero il cielo era;
la pioggia fitta al suol precipitava
nè una casa nè una roggia
al meschin si presentava
avanza sconfortato,
le sue gambe eran tremanti
ecco un giovane soldato
si presenta a lui davanti
snello biondo ardito e bello,
ei sta ritto sul cavallo
guarda e subito il mantello
svelto taglia senza fallo
ne dà mezzo al poveretto,
che l’indossa, e il donatore
fissa. Dice ” Benedetto,
sia per sempre il tuo buon cuore.”
Il meschino era Gesù,
e Martin si prosternava
ora non pioveva più,
ecco il cielo rischiarava
riapparì smagliante il sole,
s’udì dolce un’armonia
gelsomini, rose, viole,
infioravano la via.
(N. Giustino)
—————————–

San Martino
Se passa un cavaliere con un pennacchio rosso
sull’elmo è san Martino, senza mantello indosso.
Il sole novembrino che stacca foglie gialle,
pelliccia bionda e soffice gli cade sulle spalle
(R. Pezzani)
———————————-

La leggenda di San Martino

San Martino sul destiero
galoppava, galoppava,
tutto avvolto nel mantello,
tutto assorto nel pensiero.
Nero il cielo, freddo il vento
ed un turbine di foglie…
Era autunno. San Martino
galoppando udì un lamento.
“Muoio”, un poverello
ripeteva irrigidito.
San Martino con la spada
tagliò a mezzo il suo mantello.
Che tepore! Al poverino
gli ritorna sangue e vita,
or ch’è avvolto nel mantello
del pietoso San Martino.
Ricomincia a galoppare
nel grigiore il cavaliere
quando tiepido il bel sole,
per prodigio, ecco riappare!
D’un azzurro intenerito
che ricorda primavera
si sinnova tutto il cielo,
pare il mondo rifiorito.
(Olga Siniscalchi)
———————————–

Altre poesie qui
Recita per San martino qui

Lavoretti, addobbi e letterine di Natale

PALLINE DI NATALE DI POLISTEROLO PER IL SANTO NATALE RIVESTITE CON CORDONCINO

Photobucket

PALLINE CON CORDONCINO rosso e dorato e rifinite con margherite bianche e roselline rosse

Pallina decorata con la tecnica del decoupage

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Pallina rivestita con stoffa rossa e dorata

Tutorial al seguente Link  http://uncinettoericamo.wordpress.com/2014/02/06/palline-di-natale-di-polistirolo-rivestite-con-stoffa/

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Pallina tutta dorata

Pallina di velluto rosso

Palline con Stelle di Natale

Angeli celestini

e non poteva mancare le renne..

Centrotavola con angelo.Pallina decorata con il decoupage

Fuoriporta augurale con Babbo Natale su Tegola

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Angelo natalizio con tegola e fiore rosso tra i capelli

ANGELO CON il corpo di nastrino E BANDANA

Con la pasta di sale colorata con la tempera si possono creare simpatiche decorazioni per l’ albero di Natale

Albero decorato con soggetti vari di pasta di sale,

Stelle per addobbare l’ aula

Schema

ANGELO CON LANTERNA

Schema

Schema

Angelo dorato

Cuore stella aula Natale Schema

CUORE natalizio con passerotto

Natale lavoretto addobboSCHEMA

Angelo con stella cometa

addobbo aula nataleSCHEMA

STELLA CON IL CAPPELLO

Schema

STELLA COMETA

FASE I

FASE II

FASE III

FASE IV

Per ultimo incollare i vari pezzi.

STELLA A QUATTRO PUNTE

Schema fase I

Schema fase II

FUORIPORTA

Con un cono un simpatico portacaramelle e un bellissimo angioletto

Letterina con Carta riciclata

Scarponcino Schema

Schema

Albero delle ricette natalizie tradizionali

Alberello con il das (Usare lo schiacciapatate per l’ effetto rialzato dei ramoscelli)

Angeli con il das

Letterina Schema Medaglione con il decoupage

Albero di natale e casetta da appendere in aula o sull’ albero di Natale

Albero di bottoni

Giuseppe, Maria e Gesù nella mangiatoia

da “Piccola peste” anni 4 (Emma Valle) MiròLetterina schema

Clicca sull’ immagine

Letterina schema

LA STORIA DI BABBO NATALE DA STAMPARE E COLORARE

STAMPA

Photobucket

Schema
sacra famiglia,Natale“MIRO'”

Schema1 Schema2

Natale,scatolina. sacra famigliaMIRO'”

schema

Cose da Bambini”C.Fabbri”clicca

clicca
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Schema
Photobucket Photobucket

Schema

Schema Fiocchi di neve


Figure geometriche

figure geometriche.

Figure geometriche

TRIANGOLO mi han chiamato
da tre punte son formato
sono un po’ spigoloso,
ma non son pericoloso
Son QUADRATO e son perfetto
assomiglio a un fazzoletto,
se mi allungo un pochino
faccio un bel RETTANGOLINO.
http://www.tiziana1.it/figure_geom.htm

—————————————–
Figure geometriche

Son quadrato e son perfetto,
assomiglio a un fazzoletto,
se mi allungo un pochettino
faccio un bel rettangolino.
Triangolo mi han chiamato,
da tre punte son formato,
sono un poco spigoloso,
ma non son pericoloso.
Sono un cerchio e son rotondo,
giro spesso nel bel mondo,
giro in tondo in bicicletta
con l’auto o la motocicletta.
Filastrocche.it

———————————————-
Il triangolo
Il triangolo poverino
ha tre lati solamente,
tre punte birichine
e assomiglia a una collina
M.G.

———————————————-

Le filastrocche delle forme

Son quadrato e son perfetto
assomiglio a un fazzoletto,
se mi allungo un pochettino
faccio un bel rettangolino.
Triangolo mi han chiamato,
da tre punte son formato,
sono un poco spigoloso
ma non son pericoloso.
Sono un cerchio
e son rotondo,
giro spesso
nel bel mondo;
giro in tondo
in bicicletta
con l’auto
e la motocicletta.

(M.O.Orio)

———————————————-

Il triangolo
Triangolo mi hanno chiamato,
perché di tre punte
sono formato.
Occorre stare attenti
a come pungo
perché non sono curvo
come un fungo.

(da “Didattica operativa” ed. Del borgo scuola)

———————————————-

Il rettangolo

Rettangolo mi hanno chiamato,
perché son più lungo
di un quadrato.
Assomiglio ad un grosso portone,
a una finestra
e ad un palazzone.

(da “Didattica operativa” ed. Del borgo scuola)

———————————————-

Il quadrato

Son quadrato e son perfetto
assomiglio a un fazzoletto.
Quattro lati e quattro punte
nei quadretti e nelle porte.

(da “Didattica operativa” ed. Del borgo scuola)

———————————————-

Il cerchio

Sono un cerchio tondo tondo
giro spesso per il mondo.
Con le ruote ed i palloni
delle auto e i torpedoni.

(da “Didattica operativa” ed. Del borgo scuola)

——————————–

Il fantapaese

Conosco un paese

Dalle forme perfette

Ben disegnato

Con tante casette.

Il parco e’ rotondo

Il piu’ bello del mondo,

Ci giocano i bimbi a far girotondo.

I cortili quadrati

Han ben 4 lampioni,

Se vuoi puoi giocare

Ai 4 cantoni.

E hanno 3 punte

Tutti i tetti

Sia quelli larghi

Che quelli stretti.

Di forma rettangolare

E’ la piazza centrale,

Saltarci dentro

E’ un gran divertimento.

Fonte


Le forme

Il quadrato apre il cassetto

E si nasconde nel fazzoletto.

Presto portatemi qui il fazzoletto

Dalla forma….(quadrata)

Mentre il tondo quatto, quatto

Va a infilarsi soto un piatto.

Ora voglio vedere il piatto che

ha la forma….(rotonda).

Un triangolo un po’ speciale

S’e’ nascosto dentro un segnale.

Chi mi trova un segnale

di forma….(triangolare).

Ben nascosto dietro a un righello

C’e’ il rettangolo piu’ snello.

Vediamo chi e’ piu’ svelto a trovare

La forma…(rettangolare).

Fonte

—————————————-

Le disavventure di Aldo Cambio

Aldo cambio di Guastalla
era tondo come una palla,
abitava in un villino
circondato dal giardino.

Passeggiando sul vialetto
inciampò in un sassetto,
cadde a terra, si schiaccio
e un QUADRATO diventò.

Fu portato all’ospedale
perchè s’era fatto male,
per sei giorni digiunò
magro magro si trovo.

Quando scese giù dal letto
barcollava il poveretto,
la sua forma ancor cambiò
e un RETTANGOLO restò.

La sua mamma Gelsomina
gli diè pane e vitamina,
Aldo cambio s’ingrassò
la sua testa s’allungò
e perfino s’appuntì:
fu un TRIANGOLO così.

Fonte


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I diritti dei bambini

 

Giornata mondiale dei “DIRITTI DEL BAMBINO”

La Convenzione ONU sui Diritti dell’infanzia è il più completo ed importante strumento normativo internazionale di promozione e tutela dei diritti dell’infanzia.
È entrata in vigore il 2 Settembre 1990 dopo essere stato approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 Novembre del 1989.
Esprime un largo consenso su quali siano gli obblighi degli Stati e della comunità internazionale nei confronti dell’infanzia e codifica e sviluppa in maniera significativa le norme internazionali applicabili ai bambini.
Tutti i paesi del mondo (eccetto Somalia e Stati Uniti) hanno ratificato questa Convenzione.
La Convenzione è stata ratificata dall’Italia il 27 maggio 1991 con la legge n. 176.
Oggi aderiscono alla Convenzione 193 Stati, un numero che supera quello degli Stati membri dell’ONU.
La Convenzione è composta da 54 articoli e da due Protocolli opzionali[1]
La Convenzione è uno strumento giuridico vincolante per gli Stati che la ratificano e un riferimento dove è evidente ogni sforzo compiuto in cinquant’anni di difesa dei diritti dei bambini.  http://it.wikipedia.org/wiki/Convenzione_internazionale_sui_diritti_dell’infanzia

Clicca sull’ immagine per i diritti dei bambini da colorare

Manifestazione sui Diritti dei Bambini anno scolastico 2015/2016

(dai bambini delle maestre Donadio, Peluso,  Vitagliano  e Iadicicco)

Fonte materiali :maestramery e da maestragemma

diritti alla libertà di espressionei diritti dei bambinidirittidiritti alla libertà di espressioneDiritti dei bambinidiritto ad essere nutrito

Diritto alla nascitadiritto alla vita

 

Progetto scuole a confronto

 

Schede da scaricare  :

frutto autunnale con stelle filanti

SPECIALE AUTUNNO

Lavoretto:uva con palloni 

Uva ricoperta con farina di mais

Uva con farina

Alcuni cartelloni , disegni, addobbi e lavoretti fatti per la stagione autunnale

 

Ombrello per riparare i fiori in autunnomuralescon porta autunnaleAlbero autunnale addobbato con foglie animatezucche.jpg

 

 

 

 

 

autunno3

 

autunno2 autunno1 autunno

autunno2013 004gufetti alla finestra.jpg1

vendemmia halloween 008     frutto autunnale con stelle filanti

uva da appendere festa mamma


vendemmia h 001
vendemmia h 002

 

autunno

autunno alberello

autunno1

Castagna con sacchetto del pane

NATAle pupazzi 011

 

zucca1

 
lavoretti addobbi 003
lavoretti addobbi 002
lavoretti addobbi 001

 

 

autunno2013 003

 

 

 

 

 

Prato ricoperto da foglie secche

parete autunno

Addobbo parete

 

 

porta autunnoquattro stagioni

Le quattro stagioni                                                Porta autunnale

 

Cestino ricoperto di foglie per addobbare l’ aula.

cestino

Festa delle castagne 012

Ricicliamo le bucce di caldarroste

 Schema 

 

decorazione autunnale alla finestra ghirlanda autunnale mele addobbo albero di mele bambina con ombrello bambino con ombrello folletto autunnale folletto autunnale1 addobbo autunnale con foglie animate autunno addobbo per porta autunnale scoiattolo addobbo autunnale uva addobbo

Consulta altri link

Schede di pregrafismo:autunno

DISEGNI DA COLORARE

La castagna

Orso da colorare

Laboratori e poesie

IL RICCIO

Occorrente: PATATA

                 SPAGHETTI

CARTONCINO NERO

CARTONCINO ROSSO

PRATICARE TANTI FORI SULLA PATATA(INSEGNANTE)

SPEZZARE GLI SPAGHETTI

DISEGNARE E RITAGLIARE SUL CARTONCINO OCCHI E BOCCA E INCOLLARLI SULLA PATATA

IL RICCIO E’ PRONTO

L’alberello autunnale

Occorrente:

Cartoncino bristol bianco

Pastelli a cera marrone

Foglie raccolte in giardino

Pinzatrice

nastro adesivo

Spieghiamo ai bambini che in autunno cadono le foglie

Portiamoli in giardino a raccogliere rametti e foglie

Disegniamo su un cartoncino un tronco di albero

Invitiamo i bimbi a colorarlo

Attacchiamo i rami e le foglie con la pinzatrice o il nastro adesivo

Ed ecco che in aula avremo un bellissimo albero autunnale

scuola 002

Semplice da realizzare con materiale da riciclo

Make a Paper Bag Fall Tree

http://shar.es/E3YLH

ESTATE:POESIE

Estate

Il ciliegio

Ho un ciliegio nell’ orto

proprio sotto al muretto vecchio,

rugoso e storto,

che rinnova il mantello ad ogni primavera;

e tra le nuove foglie,

quando viene la sera, i passeri raccoglie.

Nel sussurrar del vento,

tra il cinguettar vivace, parla, sereno e lento:

– Son vecchio, ma mi piace

allargare i miei rami nell’ aria cilestrina,

udir questi richiami di sera e di mattina…

-Se poi i dolci frutti- un passero gli dice

-te li mangiano tutti, ancora sei felice’

-Ma sì!- lieto risponde il ciliegio.

-La vita di queste annose fronde se non

dona….è finita.

G. Fanciulli

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MARE

M’affaccio alla finestra, e vedo il mare:
Vanno le stelle, tremolano le onde.
Vedo le stelle passare, onde passare:
un guizzo chiama, un palpito risponde
Ecco sospira l’acqua, alita il vento;
Sul mare è apparso un bel ponte d’argento .
Ponte gettato sui laghi sereni,
Per chi dunque sei fatto è dove meni .

Giovanni Pascoli

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FESTA NEL BOSCO

Va la lucciola sicura

nella notte scura scura.

Per volare sopra il prato

ha il fanale incorporato.

C’ è una festa nei paraggi,

proprio sotto i grandi faggi.

Le compagne in lunga fila

sono almeno cinquemila.

Hanno teso una ghirlanda

sopra il palco della branda.

Si fa luce tutt’ intorno

come fosse ancora giorno.

tutto il bosco canta e balla,

e qualcuno gioca a palla,

Senza filo e senza presa

ogni lucciola sta accesa.

Quando poi sorge il mattino,

ecco, spegne il lumicino

M.Vago, PICO il mio primo FOCUS

n° 42- Agosto 2011

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HO L’ ESTATE

Ho l’ estate tra le mani

un’ anguria a fette larghe.

Ho l’ estae nelle gambe

sfido il vento e corro via.

Ho l’ estate sotto i piedi

è sdraiata dappertutto.

Ho l’ estate nella testa

sogni lunghi e sere chiare.

ho l’ estate nella gola

ha sapore di gelato

G.Quarenghi

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PAESE DELLE VACANZE

Il Paese delle Vacanze
non sta lontano per niente:
se guardate sul calendario
lo trovate facilmente.
Occupa, tra Giugno e Settembre,
la stagione più bella.
Ci si arriva dopo gli esami.
Passaporto, la pagella.
Ogni giorno, qui, è domenica,
però si lavora assai:
tra giochi, tuffi e passeggiate
non si riposa mai.

(Gianni Rodari)

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VACANZE PER TUTTI

Filastrocca vola e va
del bambino rimasto in città.
Chi va al mare ha vita serena

e fa castelli con la rena,
chi va ai monti fa le scalate

e prende la doccia delle cascate..
E chi quattrini non ne ha?
       Solo resta in città:
si sdraia al sole sul marciapiede,

       se non c’è un vigile che lo vede,
       e i suoi battelli sottomarini
       fanno vela nei tombini.
Quando divento Presidente

       faccio un decreto; a tutta la gente:
– Ordinanza; numero uno:
in città non resta nessuno;
ordinanza che viene poi,
tutti al mare, paghiamo noi;
inoltre le Alpi e gli Appennini
sono donati a tutti i bambini.
Chi non rispetta il decreto

va in prigione difilato.

(G. Rodari)

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Estate

Un tuffo nel cielo d’estate.
L’uccello ritrova
la gioia perduta
tra i campi pieni di sole
e di chicchi di grano maturo.
Il bimbo
ora pensa a giocare.
E tempo di correre al mare.
(A.Russo)

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 Estate

 

Ardono i seminati,
scricchiola il grano,
insertti azzurri cercano ombra,
toccano il fresco.
E a sera
salgono mille stelle fresche
verso il cielo cupo.
Son lucciole vagabonde.
crepita senza bruciare
la notte dell’estate.
(P.Neruda)

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Il mese di giugno

 

Filastrocca del mese di giugno,
il contadino ha la falce in pugno:
mentre falcia l’erba e il grano
un temporale spia lontano.
Gli scolaretti sui banchi di scuola
hanno perso la parola:
apre il maestro le pagelle
e scrive i voti nelle caselle…
“Signor maestro,per cortesia,
non scriva quel quattro sulla mia:
Quel cinque,poi,non ce lo metta
sennò ci perdo la bicicletta:
se non mi boccia,glielo prometto,
le lascio fare qualche giretto”.
(G.Rodari)

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La capinera

Il tempo si cambia: stasera
vuol l’acqua venire a ruscelli.
L’annunzia la capinera
tra li àlbatri e li avornielli:
tac tac.
Non mettere, o bionda mammina,
ai bimbi i vestiti da fuori.
Restate, che l’acqua è vicina:
udite tra i pini e gli allori:
tac tac.
Anch’essa nel tiepido nido
s’alleva i suoi quattro piccini:
per questo ripete il suo grido,
guardando il suo nido di crini:
tac tac.
Già vede una nuvola a mare:
già, sotto le gocce dirotte,
vedrà tutto il bosco tremare,
covando tra il vento e la notte:
tac tac.
(G. Pascoli)

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Cicala!

 

Cicala!
beata te,
che sopra il letto di terra
muori ubriaca di luce.

 

Tu sai delle campagne
il segreto di vita,
e il racconto della vecchia fata
che nascere sentiva l’erba
rimane nascosto in te.

 

Cicala!
Beata te.
Che muori sotto il sangue
di un cuore azzurro.
La luce è Dio che scende,
e il sole
breccia per dove filtra.

 

Cicala!
Beata te.
se senti nell’agonia
tutto il peso dell’azzurro.

 

Tutto il vivo che passa
dalle porte della morte
va con la testa bassa
e un’aria bianca assonnata.
Con parola di pensiero.
Senza suoni…
Tristemente,
coperto dal silenzio
ch’è il mantello della morte.

 

Cicala!
Beata te.
T’avvolge nel suo mantello
lo Spirito Santo stesso
ch’è luce.

 

Cicala!
Stella sonora
sopra i campi addormentati,
vecchia amica delle rane
e dei grilli neri,
hai sepolcri d’oro
nei raggi vibranti
del sole che ti colpisce dolcemente
nel vigore dell’estate,
e il sole porta via la tua anima
per farla luce.

 

Il mio cuore diventi cicala
sopra i campi divini.
Muoia cantando lentamente
nel cielo azzurro ferito
e quando starà per spirare
la donna ch’io so
lo sparga con le sue mani
nella polvere.

 

E il mio sangue sopra il campo
sia limo dolce e rosato
dove le zappe affondino
gli stanchi contadini.

 

Cicala!
Beata te!
se ti feriscono le invisibili spade
dell’azzurro.
(
Federico Garcia Lorca)

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ESTATE 
 
Viva l’ estate, i fiori,
le farfalle,le ciliege rosse,
le zucche gialle!
Viva la rondine
che in ciel vola,
viva la fine della scuola!
Care vacanze
siete arrivate
al cuor di tutti
gioia portate
(M. ARGILLI)  
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LUGLIO

 
 
 
LUGLIO SI TUFFA IN UNA PISCINA
NUOTA FELICE E POI SIEDE IN POLTRONA
RIPOSA AL SOLE POI LEGGE UN PO’
“CHE PACCHIA ” GLI DICE IL SUO AMICO TOTO’
FINCHE’, DURA LA VACANZA
NON CHIUDERTI IN UNA STANZA
AI COMPITI PENSERAI TRA UN POCHINO
ASCOLTA ME E FATTI UN PISOLINO
 
freschi di luce
 
(Rosa Dattolico)
 
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L’ ESTATE
L’ estate…
.canta la cicala nel prato
.L’estate…le api succhiano i fiori.
L’ estate nell’ erba si rotola giù.
L’ estate…nello stagno si sguazza allegra
L estate….dovrebbe
durare tutto l’ anno!
da 101 Filastrocche per 4 stagioni
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LA COCCINELLA
 
Piccola coccinella,
così agile,
così bella,
sempre vai,
voli, ti posi,
poi risali
ancora su
nel grande spazio
del cielo blu
da 101 Filastrocche per 4 stagioni
 
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ESTATE  

viene il tempo degli alberi

alti nel cielo azzurro

viene il tempo dei fiori

alti nell’ erba verde.

E il cielo acchiappa nuvole

bianche come vele.

ELISABETH BORCHRS

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NEL VENTO IN ESTATE

Quando le stelle

discorrono piano nel cielo,

nel vento di estate,

carico di profumi,

un filo sottile va su e giù

lievemente

e nessuno lo sa.

Yin Fu

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Le Lucciole

Misteriose e timide

scoppiano le lucciole

mille luci piccole su e giù.

Pulci che scintillano

cimici che brillano

ride il cielo nella barba blu.

Solo chi le ha viste sa com ’ è

briciole del sole che non c’è

luminose lucciole

friggono le nuvole

mille fuocherelli in libertà.

Torce che si spengono

e poi si riaccendono

chi le accende e spegne non si sa

solo chi le ha viste sa  com’è

briciole del sole che non c’è

fiamme nanerottole

cometive frivole

pizzi che di luce nella sera

stelle che punzecchiano

raggi che ridacchiano

fiaba forse finta invece vera.

R.Piumini

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Notte d’Estate

E’ una bella notte d’estate.
Tengono le alte case
aperti i balconi
del vecchio paese sulla vasta piazza.
Nell’ampio rettangolo deserto,
panchine di pietra, evonimi ed acacie
simmetrici disegnano
le nere ombre sulla bianca arena.
Allo zenit la luna, e sulla torre
la sfera dell’orologio illuminata.
Io in questo vecchio paese vo passeggiando
solo, come un fantasma.

A Machado

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I segni dell’estate –
Se le cicale cantano sugli alberi del viale
se il frumento è diventato giallo e ha i grani duri
se i fiumi hanno appena una vena d’acqua
se le rondini vanno alte fino a scomparire nel cielo
se nel giardino sono fioriti i girasoli
se la fontana mette voglia di bere
se si sente il ronzio della trebbiatrice e nelle aie
se, per la pioggia,  il cielo tuona e lampeggia
se il pastore sale con il gregge ai pascoli più alti.
vuoI dire che è giunta.

Renzo Pezzani

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In vacanza

Lunedì ho lasciato la città e

son partito per il mare:

Corse,tuffi,nuotate,

giornate spensierate,

scorpacciate di gelati:

fragola,melone,pesca,

lampone,pistacchio,limone

poi tanto, tanto cioccolato

e una nuvola di panna

da gustare con la mamma.

Rosa Dattolico  da REPORTER

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IL MARE

Un mare di onde turchine

regala sorrisi di schiuma.

Ridono il mare e i bambini

e tra gli schizzi azzurrini

guizzano squame di luce.

Di notte le piccole stelle

si tuffano in fondo al mare

mentre nel cielo la luna

rimane stupita a guardare

Rosa Dattolico Da Reporter

 

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Le lucciole

Le lucciole d’ estate

fanno un bel firmamento

sul prato, dove il grillo

accorda il suo strumento,

per far la serenata

che porta odor di fieno,

quando nasce la notte

ed  il silenzio è pieno.

L.Carpanini

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ESTATE

Quando la terra

è calda e matura,

quando di sera

cerco frescura,

quando la valle

è piena d’ oro

e le cicale

gridano in coro,

quando le gole

sono assetate

ecco l’ estate

R. Piumini

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ESTATE

Calda estate tutta d’ oro

che cos ‘ hai nel tuo tesoro?

Pesche, fragole, susine,

spighe e spighe senza fine;

Prati verdi e biondi fieni,

lampi, tuoni, arcobaleni;

giorni lunghi, notti belle,

colme di lucciole e di stelle.

R. Rompato

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Il caldo

Che giorni caldi, caldi

che affanno di calura:

darei tutti i miei soldi

per un pò di frescura.

Che ora d’ afa, d’afa,

sotto il gran sole rosso:

è come se una stufa

soffiasse fuoco addosso.

Che caldo, caldo, caldo,

mi sento soffocare:

ma il vento maremaldo

perchè  non vuole soffiare?

da Rimelandia

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E’ arrivata l’ estate

E’ arrivata l’ estate 

con tanto grano

e i fiori di melograno.

E’ tempo di vacanza!

Chi va al mare

a nuotare

chi in montagna

a passeggiare

I grilli son canterini

e allegri giocano i bambini

tutto è rigoglioso

semplicemente meraviglioso!

Io piccola peste

MIRO’ EDITORI

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FILASTROCCA DI MEZZA ESTATE

Filastrocca di mezza estate

fuggono presto le giornate…

Il più bel gioco non può finire:

é subito l’ ora di andare a dormire

G. Rodari

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SPIGA DORATA

Spiga dorata

spiga cresciuta

in un campo di grano

d’ amore annaffiata.

Niente e nessuno

ti toglie il profumo

che si espande nel pane

e che sa di estate

Mirò Editori” Io piccola peste” 

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CHE  FA IL SOLE

“Dimmi bel sole”

chiede il bambino

“che fai levandoti al mattino?”

Risponde il sole

“spengo le stelle,

che della notte

son le fiammelle.

Fasci di rosa

spargo sul mare,

tutta la terra

vado a destare.

Bacio coi raggi

fiori e uccellini,

batto ai balconi,

sveglio i bambini.

A. Cuman Petile

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Il mare

Ma che bello il mare blu

Ora mi tuffo a testa in giù:

non solo voglia di nuotare

ma tanta voglia di esplorare.

Prendo allora pinne e occhiali

e poi via per i fondali!

Qui c’è tanta compagnia:

quanto plancton, che allegria!

Ci sono alghe, coralli

stelle marine e pesci colorati….

E poi ricci , polipi

e più in là una grossa conchiglia….

Ma che bello spettacolo: una meraviglia.

il trenino delle stagioni

V. Contaldi – G. Ortolani

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Filastrocca del mare

Mare di onde, mare di mare
Se tu mi culli sto qui ad abitare
Mare di cielo, mare di sabbia
Se tu mi abbracci mi passa la rabbia
Mare di sole, mare di fuoco
Se tu mi scaldi sto qui ancora un poco
Mare di aria, mare di vento
Se tu mi parli sono contento.

Sabrina Giarratana

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La voce del mare

La voce del mare nella conchiglia
ascolta il bambino e si meraviglia.
“Pronto? Ti aspetto” il mare dice
“ho navi e isole per farti felice”.
Vorrebbe rispondere il bimbo al mare:
“Prepara i pesci, verrò a pescare…!”.
Ma non è certo di parlar bene
la lingua dei pesci e delle sirene.

Gianni Rodari

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Filastrocca delle vacanze

O poffare, o perbacco
Luglio é qui tutto d’un tratto!
Ma che caldo, ma che sole,
tu lo sai quel che ci vuole?”
Fa la mamma all’improvviso
Al suo bimbo, col sorriso.
“Qui ci vuole un grande tuffo
In quel mare color puffo!
O meglio ancora, un buon gelato
da gustare su un bel prato!”
E ad agosto che facciamo,
Come ghiaccio ci sciogliamo
in montagna noi andremo
e al fresco resteremo,
su e giù per i sentieri,
con stambecchi e corvi neri!
L’mportante é divertirsi,
stare freschi e rilassarsi:
con gli amici, col papà,
con la nonna e chi verrà,
con il gatto, il cane e il pesce
tutti insieme ci si riesce!

Fonte

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Filastrocca delle vacanze

Filastrocca delle vacanze,
che incomincino le danze:
c’é chi salta, c’é chi balla,
c’é chi gioca con la palla,
c’é chi corre a perdifiato,
c’é chi mangia un bel gelato,
chi rincorre un aquilone,
chi accarezza un bel micione,
chi colora un gran disegno
e lo fa con tanto impegno
c’é chi nuota in mezzo al mare,
chi in montagna vuol restare
é importante veramente
stare insieme a tanta gente,
gialle, verdi, rosse e d’oro,
delle vacanze fai tesoro!

Fonte

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Filastrocca delle vacanze

Filastrocca delle vacanze
con le bibite ghiacciate
con le belle passeggiate
con le feste nelle piazze
le vacanze sono arrivate
le scuole sono finite
tutti al mare
a nuotare, a correre
e a saltare
per finire stanchi
tutti a riposare.

Fonte

 

Lavoretti e biglietti per lafesta del papà

 

Vogliamo regalare al nostro papà un  vestito nuovo e bellissimo?

Occorre:

  •  un cucchiaio di legno
  •  cartoncino colorato
  • colla

Riportiamo  le Sagome del vestito per papa’ sul cartoncino, ritagliamo e incolliamo

cucchiaio papà elegante

Il vestito è pronto!

BIGLIETTO PER LA FESTA DEL PAPA’
biglietto papà 2015biglietto 2015 papa'1 biglietto aperto 2015)

SCHEMA BIGLIETTO

Un treno pieno di amore per papà

biglietto treno per la festa del papà1

biglietto treno per la festa del papà2

 

 

 

Filastrocca pregrafismo festa del papà

papà

 

Per i più piccoli sono state preparate una coppa e una coccarda da colorare

 

coppa papa' coppa pa

coccarda papà coccarda papà

 

Biglietto festa del papà

biglietto papà Sei sempre nel mio cuore1 biglietto papà Sei sempre nel mio cuore2

 

 

 

Regaliamo al nostro papà un abbraccio grande grande……

lavoretto papa'

lavoretto papa'

lavoretto papa'

lavoretto papa'

lavoretto papa'

Vari lavoretti

Schema gilet
Schema cravatta

Per la festa del papà simpatiche barchette con i gusci delle noci

Link utili:
Vitadamamme lavoretti realizzati da bambini
MaestrasabryLavoretti

rosalbacorallo
Sottocoperta biglietti per papà

Lavoretti , addobbi e letterine per Natale

renna

Schema della renna

angelo celeste

Schema dell’ angelo

angelo grande

angelo di carta

Angeli con tulle e merletto

angeli 001

stelle natalizie
Per questi simpatici addobbi occorre:Scagliola, formina per dolci e tovagliolini per il decoupage

Angelo  facile da realizzare e appendere in aula
rotoli Natale 002

rotoli Natale 001

Renna per addobbare l’ aula

Soggetti natalizi con rotoli di carta igienica

rotoli Natale 004

albero con stelle riciclate

stella 2014
Clicca per stella di Natale schema

campanella
Campanelle con agrifoglio
alberello con cucchiai
Albero di Natale con cucchiai
presepe
Presepe con abbassalingua

NATAle pupazzi 013

Babbo Natale con cucchiaio di plastica

NATAle pupazzi 008

Babbo Natale con piatto di plastica per addobbare l’ aula

ALCUNI STRISCIONI:

1

Striscione AUGURI

Striscione BUON NATALE

SCHEMA Stella

stella per natale

Procedimento della stella qui

Fuoriporta con nastro e pannolenci

PALLINE DI NATALE DI POLISTIROLO RIVESTITE CON CORDONCINO

   

pallina con cordoncino

PALLINE CON CORDONCINO  rosso e  dorato e rifinite con margherite bianche e roselline rosse

Pallina decorata con la tecnica del découpage

pallina con stella decoupage

Pallina rivestita con stoffa rossa e dorata

pallina con stoffa

Pallina tutta dorata

Pallina di velluto rosso

pallina con Stelle di Natale

pallina con Angeli

e non poteva mancare la renna!

Pallina ricoperta da nastro dorato

pallina-rivestita-con-nastro

Centrotavola con angelo.Pallina  decorata con il decoupage

Fuoriporta augurale con Babbo Natale su Tegola

Angelo natalizio con tegola e fiore rosso tra i capelli

2014-01-07 09.54.37

stella tridimensionae

Stelle per addobbare l’ aula

Schema

 

angelo cn lanterna

Schema ANGELO CON LANTERNA

 

th_lavoretti013

Angelo dorato Schema

Schemi di addobbi vari:

Schema cuore con stella

CUORE natalizio con passerotto SCHEMA

SCHEMA Angelo con stella cometa

STELLA CON IL CAPPELLO

 Schema

stella con cappello

STELLA COMETA

stella

                       FUORIPORTA

Con un cono si può realizzare  un simpatico portacaramelle e un bellissimo angioletto per Natale

Letterina con  Carta riciclata

    Scarponcino  Schema  

Schema

Albero delle ricette natalizie

 

Alberello con il das (Usare lo schiacciapatate per l’ effetto rialzato dei ramoscelli)

 Angeli con il das

  Letterina

Schema Biglietto di Natale a forma di alberello con stella natalizia gialla!
biglietto albero

schema biglietto albero

Clicca stella di Natale schema

stella di Natale schema

  Medaglione con il decoupage

Albero di natale e casetta da appendere in aula o sull’ albero di Natale

Albero di bottoni

Giuseppe, Maria e Gesù nella mangiatoia

da “Piccola peste” anni 4 (Emma Valle) MiròLetterina schema

         Clicca sull’ immagine     

Letterina schema

 LA STORIA DI BABBO NATALE DA STAMPARE E COLORARE

                                             

Cose da Bambini”C.Fabbri”clicca

Clicca per stampare la letterina

 

addobbo con stella cometa

Schema di addobbo per aula

 

Schema Fiocchi di neve

            
               

NATAle pupazzi 003

NATAle pupazzi 004

Con tre triangoli e un cerchietto si può creare questo simpaticissimo angelo da appendere in aula.

Dolcini per l’albero

dolcetti-per-albero

ALTRE PALLINE RIVESTITE

Alberi,  ghirlande,stelle e alberelli  con la cannucce di carta

albero con libroalbero con cannucce

ghirlanda-con-cannucce              ghirlanda-con-cannucce

alberello-con-cannucestella-verde

fiocchi di neve (5) fiocchi di neve (4)

fiocchi di neve (3) fiocchi di neve (6)

 

 

 

 

Schema DEI FIOCCHI DI NEVE

 

Alberelli ricoperti di nastro e lana.

albero di rasoalbero con lana

Rotoli di carta igienica,vecchi giornali e riviste per alberi di Natale riciclosi.  

albero con libroalbero riciclosoalbero con rotolialbero di natale
albero dell'avvento

albero con libroalbero riciclosoalbero con rotolialbero di natalealbero con sottotorta

paesaggio con stuzzicadenti- lavoretto scuola

AUTUNNO

La vendemmia

L’uva è matura
la schiaccio con bravura
schiacciando si fa il vino
lo metto dentro al tino
ne bevo un bicchierino.

Facciamo un giro tondo
giriamo intorno al mondo
mi gira già la testa
di vino non ne resta
tutto l’ho bevuto
per terra son caduto
non riesco più ad alzarmi
comincio ad addormentarmi!

dal Web

 

Autunno Saporito

Ecco, è arrivato l’autunno,

tanti bei regali

ci ha donato.

 Tanti funghi con un bel cappello

e castagne saporite  in ricci spinosi.

Uva e vino a volontà,

 foglie variopinte

che volano di qua e di là,

tante zucche e frutta a volonta’,

ecco l’autunno che gran bontà!

Maestramaria

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AUTUNNO

 Il cielo ride un suo riso turchino

benché senta l’inverno ormai vicino.

Il bosco scherza con le foglie gialle

benché l’inverno senta ormai alle spalle.

Ciancia il ruscel col rispecchiato cielo,

benché senta nell’onda il primo gelo.

é sorto a piè di un pioppo ossuto e lungo

un fiore strano, un fiore a ombrello, un fungo

Marino Moretti


Piove piove dappertutto

Cielo grigio. Tempo brutto.
Piove, piove dappertutto.
Fan la doccia i fiorellini
nelle aiuole dei giardini
e, nell’orto, il seminato
beve l’acqua d’un sol fiato.
Io, se piove, non mi cruccio
vado a spasso col cappuccio.

http://www.filastrocche.it


Autunno

Il gatto rincorre le foglie
secche sul marciapiede.
Le contende (vive le crede)
alla scopa che le raccoglie.

Quelle che da rami alti
scendono rosse e gialle
sono certo farfalle
che sfidano i suoi salti.

La lenta morte dell’anno
non è per lui che un bel gioco,
e per gli uomini che ne fanno
al tramonto un lieto fuoco.

G. Rodari

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AUTUNNO

Quando la terra
comincia a dormire
sotto una coperta
di foglie leggere,
quando gli uccelli
non cantano niente.
Quando di ombrelli
fiorisce la gente,
quando si sente
tossire qualcuno,
quando un bambino
diventa un alunno.
Ecco l’autunno!

di Roberto Piumini

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L’uva e il vino

Mangia l’uva caro bambino
ma, dammi retta, non bere il vino!
Solo gli adulti ne posson bere
e, se han giudizio, solo un bicchiere.
-Sai?- dice l’uva- L’uom mi calpesta,
ma gli faccio girar la testa.
G.Terenzi

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Uva bianca, uva nera

 Questa è la tiritera
dell’uva bianca e nera
dell’uva sopraffina
che fa venire l’acquolina.
Questa è la filastrocca
dell’uva prelibata
che si scioglie in bocca
come una marmellata.
Questa è la cantilena
dell’uva saporita
che fa la pancia piena
e più dolce la vita.

(da”Enciclopedia deiRagazzi”,Mondadori) 

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FUNGO

Dentro al grande bosco c’è un fungo modello

quando piove funziona da ombrello

quando c’è il sole che brucia le piante

dà un frescolino così riposante

Dicono i grilli e le formiche tra loro:

“Compare fungo sei proprio un tesoro!”

E lui risponde modesto:”MA no, no,

ognuno a questo mondo fa quello che può!”

C.Kubler “Giorni d’autunno”, Bergamo, Atlas

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La filastrocca del vino

Dalla pergola nasce l’ uva:

prima è acerba,poi matura.

La raccoglie il contadino

E la schiaccia dentro al tino

Bolle il mosto giorno e notte,

Poi finisce nella botte.

Nella botte si riposa

Finche’  è un vino e color rosa

Dopo tante settimane va riempire la damigiana

Fonte  WEB

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Cadon le foglie

Cadon le foglie, come farfalle:

ve n’è di rosse, ve n’è di gialle,

volteggiano un momento

e partono col vento.

E la povera pianta, là, nell’aria,

rabbrividisce nuda e solitaria

 da “Raccogli idee” ed. Tresei scuola

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AUTUNNO

E’ l’ autunno su in montagna,

già matura è la castagna,

esce fuori dal suo riccio per vedere

chi ci sta. Chi ci sta?

“Sono il fungo,eccomi quà!

Proprio dietro a quel castagno

dove fa la tela il ragno

la marmotta impellicciata

è già mezza addormentata,

c’è un cartello…

Non voglio essere disturbata!

E’ proprio l’ autunno che vien nel bosco,

tra tutte le cose io la riconosco.

Scuola infanzia “Musile di Piave

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IL TEMPORALE

Che succede?Or è un momento

calma e gaia era la terra;

e di colpo….pioggia, vento,

lampi e tuoni in ciel fan guerra….

Son scomparsi gli uccellini,

treman l’erbe e i fiorellini,

e le piante….oh, che pietà,

par si spezzino a metà.

A Pozzi

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DOPO LA PIOGGIA

Dopo la pioggia vien il sereno,

brilla in cielo l’ arcobaleno:

è come un ponte imbandierato

e il sole vi passa, festeggiato.

E’ bello guardare a naso in su

le sue bandiere rosse e blu.

Però lo si vede- questo è male-

soltanto dopo il temporale.

Non sarebbe più conveniente

il temporale non farlo per niente?

un arcobaleno senza tempesta,

questa sì che sarebbe una festa.

Sarebbe una festa per tutta la tera

fare la pace prima della guerra

G.Rodari

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L’RCOBALENO

 

Finito è il temporale.

E’ venuto il sereno,

e, lungo il cielo, sale

gai l’ arcobaeno,

Nitid, belli e nuovi

sette coor vi trovi

Ci trovi, senza fallo,rosso, arancione, e giallo.

, sol che guardi in su,

ci trovi il verde e il blu.

C’E’ l’ indaco, e in fondo,

la tinta delle viole,

Oh, come bello il mondo,

quando rsplende il sole

(da IL TESORO,Utel)

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Autunno

L’autunno e’ arrivato
e tutto quantoha trasformato:
prati,foglie, frutti e fiori
hanno cambiato i colori.
Mentre cadono le foglie
lo scoiattolo raccoglie
con le zampe piccoline
ghiande, noci e noccoline.
Poi prepara,un po’ curioso,
il giaciglio del riposo
e aspetterà da mattino a sera
 che ritorni la primavera……
(Segui il filo…Agnese Marchegiani)

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La castagna

La castagna rotondetta

nella teglia buchettata

danza, salta, piroetta,

con la bocca spalancata.

Fa versacci a più non posso

perché il fuoco ch’è vicino,

che le arriva quasi addosso,

la solletica un pochino.

Le s’inchina la testina,

ed il cuore le si dora

come un cuor di pratolina.

L’aria, intorno, odora, odora.

 E. Gerin

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La castagna
 
C’è un frutto rotondetto
di farina ne ha un sacchetto,
se la mangi non si lagna
questo frutto è la castagna.
La castagna in acqua cotta,
prende il nome di ballotta.
Arrostita e profumata,
prende il nome di bruciata.
Se la macino è farina:
dolce,fine,leggerina;
se la impasto che ne faccio?
un fragante castegnaccio
(Anonimo)
 
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LA CASTAGNA
 
E’ bella la castagna;
è liscia e ben vestita;
è un frutto di montagna,
è dolce e saporita
Se vien dalla pignatta
col nome di ballotta,
se vien dal paiolo
col nome di mondina,
se vien dalla padella col nome di bruciata,
la castagna bella
è subito mangiata
(Renato Colleri)
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La castagna

di Rosalia Calleri

È bella lo castagna,

è liscia e ben vestita,.

è un frutto di montagna,

è dolce e saporita.

Se vien dalla padella

col nome di bruciata,

lo castagnetta bella

è subito sbucciata.

Se vien dalla pignatta

col nome di ballotta,

per tutti i denti è fatta,

perché nell’acqua è cotta.

Se vien dal paiolo

col nome di mondina,

va giù come di volo,

ché tutta si sfarina.

Se vien dal seccatoio,

si serba per l’annata:

e con piacer l’ingoio

che sembra zuccherata.

Insomma in cento modi

si mangia lo castagna,

cantiamo pur le lodi

del frutto di montagna.

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LE FOGLIE

ma dove andate,

povere foglie gialle,

come tante farfalle spensierate?

Venite da lontano o da vicino?

da un bosco o daun giardino?

E non sentite la malinconia

del vento stesso che vi porta via?

(Trilussa)

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Albero autunnale

Già matura

la foglia pel sereno suo distacco

discende

nel cielo sempre verde dello stagno.

Nel calmolanguore della fine, l’autunno s’immedesima.

Dolcissima

la foglia s’abbandona al puro gelo.

Sott’acqua

con incessanti foglie va l’albero al suo dio.

(J. Guillen Orfeo)

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 IL fungo

Il cielo ride un suo riso turchino,

benchè senta l’inverno ormai vicino;

il bosco scherza con le foglie gialle,

benchè l’inverno senta già alle spalle;

ciancia il ruscel col rispecchiato cielo

benchè senta nell’onda il primo gelo

e sorto è appiè d’un pioppo ossuto e lungo

un fiore strano, un fiore a ombrello: un fungo

Marino Moretti

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L’autunno

Biondo autunno, che ci porti?

Uva, fichi, noci a staia,

e granturco in mezzo all’aia.

Pioggia e vento alle montagne

mucchi, al fuoco, di castagne.

(Romana Rompato)

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  Foglie rosse, foglie gialle

Foglie rosse, foglie gialle,

volan via come farfalle:

resta nudo l’alberello,

piange un poco e si dispera.

“Ma verrà la primavera!”

lo conforta l’uccellino.

“Fiori e nidi tu riavrai

e in letizia canterai!”

 (G. Gasparini)

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Autunno

L’autunno comincia il suo gioco

dipinge le foglie di croco,

le indora;

se sbaglia le strappa,

le dona al vento che scappa.

Accende l’ultimo lampo,

saluta chi semina il campo,

la rondine che trasvola,

i bimbi che tornano a scuola.

Ma, a un tratto… dov’è la sua gioia?

L’autunno fa il broncio,

si annoia,

piagnuco la pioggerellina

monotona e fina fina.

(D. Rebucci)

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La filastrocca delle frutta

Gira, gira,

s’arrivasse

nel paese delle frutta che,

si dice, ha una stagione!

E ci fosse proprio tutta,pera, fragola, popone,

quella bella frutta sana,

melarancia, melagrana,

quella bella frutta fina,

l’albicocca, la susina,

quella bella frutta aspretta,

uva spina, nespoletta,

giuggioletta di montagna;

e il marrone, e la castagna;

e, tra i pampini a corona,

l’uva buona!

E ci fosser le nocciole

e le mele lazzerole

con le noci tutte quante

tutte insieme sulle piante,

tutte insieme nel corbello;

ce ne fossero mai tante

da giocarci a rimbalzello,

da poterne regalare,

da poterne dare a tutti

da poterne (che allegria!)

far razzia!

(Térésah)

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Le castagne

Le castagne, sgusciate

fuori dagli acuti ricci,

son dagli alberi arsicci

quasi tutte cascate.

Son cascate di quando

in quando al suolo nero

con un tonfo leggero,

con un murmure blando;

son tornate monde

alla lor terra bruna

e liete, perchè ognuna

il suo bene nasconde.

Ognuna sa che un giorno

sarà, per una cena,

quello che è il pane, appena

vien levato dal forno,

e mammine e figlioli

sogna affamati e chini,

ed ombre di camini

e fumo di paioli.

(M. Moretti)

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L’ estate se ne va

senza fare rumore

e impigliati tra i rami

lascia pezzi di sole.

Foglie rosse,gialle,brune

foglie d’ oro e di fuoco.

Poi l’ albero

ha un brivido di freddo.

Ha sentito l’ autunno

(Francoise Bobe)

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Autunno

Guardo fuori e sei arrivato,

come ogni anno sei tornato

il tempo passa passa il tempo,

sole, pioggia in un momento,

ma rimane un assaggino

dell’ estate…… a San Martino

A SANTI 2010 ED. del Borgo

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Mazzolino di foglie

Foglie secche lungo la via

sotto le scarpe far melodia,

volan leggere se l vento le toglie

mille coriandoli fatti di foglie

Un mazzolino ne ho conservate

per colorare le fredde giornate

A SANTI 2010 ED. del Borgo

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Poesie in bottiglie

Vola vola  fogliolina

io ti prendo cara piccina,corro corro e tu scappi via

fatti prendere amica mia,

ora ti porto nella bottiglia

dormirai con la tua famiglia

A SANTI 2010 ED. del Borgo

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L’autunno

Quando la terra
comincia a dormire
sotto una coperta di foglie leggere,
quando gli uccelli non cantano niente.
Quando di ombrelli fiorisce la gente,
quando si sente tossire qualcuno,
quando un bambino diventa un alunno.

Ecco l’autunno.

R. PIUMINI

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Autunno

Cosa succede in questo bosco?
lì c’è un cappello , lo riconosco,
ora è sparito ma sono sicura,
c’era un omino in miniatura.
Eccolo, ascolta ,lo senti scappare,
ridere, correre e ruzzolare.
“Gnomo ti ho visto,non fare il furbino,
vieni e giochiamo insieme un pochino…”
Niente da fare, non mi risponde,
sotto i funghetti ,lo so si nasconde
e da quel ramo, sotto una foglia
un altro gnomo di ridere ha voglia.
Ecco, sul capo mi cadon due ghiande
poi una pigna e una castagna.
e da quel buco sull’albero grande
un altro gnomo lancia acqua e mi bagna.
Oh, che tipetti svelti e curiosi
sono sti gnomi così dispettosi!
Da dietro un sasso , sbuca piccino
un altro gnomo e mi fa l’occhiolino.
“Vieni ti prego, fatti guardare “.
ma quello ride e si mette a scappare.
Aghi di pino mi cadono addosso,
schizzi di fango dall’orlo di un fosso,
corteccia d’albero appena staccata
sulla mia testa già tutta arruffata.
Senti che ridono, i birichini
sembrano proprio tanti bambini.
Ora su un tronco mi fanno trovare
frutti di bosco, per farsi perdonare,
fragole , more, mirtilli ,lamponi ,
ma che carini, sti gnomi birboni!

Testo A. Turchetti la Filastrocchiera Ill. James Browne


Motivo autunnale

Soffia sui campi la tramontana;

gli alberi scuote.

e dai rami inariditi

stacca le morte foglie.

Il vento le sparge,

lontano per i campi:

restan sol i neri fusti

che tristi agitano i rami spogli.

(P. Javorov)


Nebbia

Che nebbione,stamattina!

E’ sparito il campanile

che saliva verso il cielo.

Stan sugli orli delle strade

case grigie,senza forma:

la città sembra che dorma.

Ombre frettolose e rade

se ne vanno imbacuccate

lungo i muri rattristati,

perché il sole non li scalda.

Poche macchine per via

romban piano, i fari accesi.

Vanno i tram,scampanellando

tra quei veli cinerini

che nell’aria stan sospesi.

E le piante mute e spoglie

sono ancora in doppia fila

lungo i viali? O son fuggite

a riprendersi le foglie

in gran mucchi rastrellate?

E l’antenne sopra i tetti

si son forse distaccate

dai legami con la terra

per poter dormire un poco?

Nel nebbione, stamattina,

tutto può sembrare un gioco

misterioso.

(B. Paltrinieri)


 La prima pioggia

Scendon le gocce della prima pioggia

che sui selciati ancor timida batte,

mentre settembre lietamente sfoggia

l’ardore delle sue bacche scarlatte.

E le foglie chiacchierine

parlano dell’autunno che ritorna

e che sotto la pioggia fine fine

di pampini e di bacche agile s’adorna.

(M. Moretti)


Bosco d’autunno

Ha messo chiome il bosco d’autunno.

Vi dominano buio, sogno e quiete.

Né scoiattoli, né civette o picchi

lo destano dal sogno.

E il sole pei sentieri dell’autunno

entrando dentro quando cala il giorno

si guarda intorno bieco con timore

cercando in esso trappole nascoste.

(B. Pasternak)


L’autunno
L’autunno ha bussato,
che cosa ha portato?
Un cesto di mele,
un cucchiaio di miele,
le pere mature,
le noci un po’ dure,
dei grappoli d’oro,
cornacchie nel coro,
il profumo dei funghi,
pomeriggi un po’ lunghi,
la nebbia fitta fitta,
una scolaretta zitta zitta,
la zucca tonda e gialla,
una stanca farfalla,
un tappeto di foglie accartocciate,
le strade lunghe, grigie e bagnate,
tanti quaderni da riempire,
tante castagne da abbrustolire.
Ciao autunno, sei arrivato,
quante cose ci hai portato!
Marzia Cabano