Filastrocche sull’ alimentazione

Filastrocca per mangiare

Non mi piace la frittata
e neppure la crostata
il filetto non mi va giù
la bistecca mi torna su
Voglio mangiare un’ insalata
bianca freschissima e profumata
fatta con petali di margherita
una bontà da leccarsi le dita
La voglio ancora a Pasqua e a Natale
la margherita non può far male

L.Grande,Le nuove filastrocche ,Rizzoli

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L’ARANCIA

Sono figlia del sole, profumo, son vera,
son tutta rotonda che sembro una sfera.
Spremuto, il mio succo, rimane eccellente,
disseta, fabene, ed è nutriente.
Non do mal di pancia:
ho buccia e semini e sono
…l’ arancia

Fati Fulvia”Percorsi Evolutivi” Ed. ARDEA

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La focaccia

Il pollice vuol fare una focaccia.
L’indice pronto la farina staccia.
Il medio fa la pasta e la lavora,
e l’anulare la focaccia indora.
Ma restano i fratelli a bocca asciutta
che mignolino se la mangia tutta.

(R.Rossi)

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I PISELLI

Siamo verdi e piccolini

Stiamo tutti ben vicini

stretti stretti nel bacello

ch’è di un verde così bello.

siamo buoni, siam frateli

e ci chiamiamo….piselli

Filippo Falsina”Percorsi Evolutivi” Ed. ARDEA

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I piatti preferiti

Per una bambina
di nome Fiorenza
mangiar la pappa
è una penitenza.
Cento ne pensa,
mille ne inventa
e cucchiaio e forchetta
son sempre vuoti:
che disdetta!
I piatti preferiti
son: l’aereo minestra,
giù in picchiata
dalla finestra.
La bistecca indovinello,
sotto il tavolo,
in tinello.
Il pollo spadaccino
che fa zac! Zac!,
nel lavandino.
E come piatto del giorno:
patate ballerine al forno!
Finché resta
la pazienza,
c’è polenta scappata
dalla credenza.

(di A.Mari)

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Filastrocca per mangiare sano

Caramelle, caramelle
rosse gialle verdi: belle!
Ma se guardi da vicino
vi sta scritto in piccolino
sulla carta luccicante:
“Qui c’è dentro un colorante!”
Buono questo bel biscotto!
ma se cerchi, sotto sotto,
sulle varie confezioni
ci sta scritto “Con aromi”.
Coloranti? Aromi? Eh, no!
A mangiarli non ci sto.
Preferisco un dolce frutto:
la natura ci dà tutto
quanto serve per star bene;
mentre il resto non conviene!

(A.Roda)

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IL LATTE

Il latte è una bontà, bevine ogni giorno in grande quantità!
Son di latte: lo yogurt ed il gelato
Il burro, la panna e il formaggio prelibato
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I LEGUMI

Sono semi di tanti formati crudi o cotti van mangiati.
Sono molto nutrienti. Fanno bene alle ossa e ai denti
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L’ACQUA

Forse l’acqua, tu non lo sai, che se manca sono guai.
Guarda un po’ nella giornata Quanta acqua hai consumata!
Ora sai che se ne và, bevine in grande quantità.
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I CEREALI

Con i chicchi del buon grano,

macinati piano piano,
si prepatra la farina,

bianca e leggera e morbidina.
Con la farina che si cucina?

Torte, pane e pasticcini,
pasta e grissini.

Se qualcosa ho dimenticato:
dillo tu se l’hai mangiato!

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LE PROTEINE

Nome difficile proteine per i bambini e le bambine.
In molti cibi le puoi trovare ma di tutto devi mangiare.
Un pò di questo! Un po’ di quello per poter crescere forte e bello.

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Assaggia tutto!

“No, questo non piace. E quello non mi va.

Che schifo quella roba: puah, puah e puah!”

“Non sai quello che dici. E’ solo un bla, bla, bla.

Assaggia proprio tutto, impara novità!

Per ogni cibo nuovo: hurrà, hurrà, hurrà!”

Cecchi Mela

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Le ciliege

In un tempo davvero assai lontano,

tanto che a pensarlo sembra strano,

un mago fece un grande sortilegio…

E che inventò? L’albero di ciliegio.

Ci passò sotto il resto dei suoi giorni

raccontando di fate e unicorni.

E le ciliege, a forza di ascoltare,

crescevano più buone da mangiare.

Una sera il mago alzò lo sguardo

e dichiarò di essere un vegliardo,

ma prima di lasciare questo mondo

fece un ultimo sforzo assai fecondo.

“Crescete, frutti belli, sempre in coppia.

Ognuna non sia sola ma sia doppia!

Si sa che una ciliegia tira l’altra…

Come una storia ingenua e una scaltra.”

Cecchi Mela

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Saranno buoni i pomodori

Saranno buoni i pomodori

a forma di stelle multicolori?

gli spinaci gialli e blu

mi piaceranno un po’ di più?

farò grandi scorpacciate

di carote ricamate?

diventerò davvero golosa

di zucchine a righe rosa?

e come saranno i fagiolini

con la buccia a quadrettini?

sono solo bizzarre stranezze

o nascondono schifezze?

Quarenghi Giusi

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Filastrocca merendina

Filastrocca merendina

Non è un pranzo, è piccolina

Frutta fresca di parole

Tutta maturata al sole

Nelle bucce consonanti

Vitamine nutrienti

Nelle polpe di vocali

Proteine naturali

Nelle rime d’uva passa

La tua mente non ingrassa

Non imbroglia, non confonde

Filastrocche di poeti

Per merende!

Tognolini Bruno

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Schede precalcolo (Scuola infanzia)

Storie di dislessia

Tra i disturbi di apprendimento rientra la dislessia che si manifesta con una poca rapidità e minore correttezza della lettura rispetto all’ età cronologica e alla classe frequentata .
In base all’età risultano deficitarie la lettura di lettere, di parole e non parole,di brani.Anche se la diagnosi può essere effettuata(esperto) solo al termine della seconda -terza classe, già nella scuola dell’ infanzia è possibile fare una valutazioni dei prerequisiti visivi indispensabili per la lettura.

Un team di ricercatori dell’università di Padova guidato da Andrea Facoetti ha dimostrato che i bambini con problemi di attenzione visiva possono essere gli stessi che svilupperanno la dislessia

Il ruolo degli insegnanti è importane non solo per il suo riconoscmento,ma anche per individuare le caratteristiche cognitive per il raggiungimento del successo formativo attraverso l’ utilizzo di strumenti compensativi Per chi volesse approfondire questo tema può scaricare gratis i due libri seguenti:

DEMONE BIANCO
Un’ insolita compagna

Letterine,lavoretti,striscioni e poesie per la festa della mamma

STRISCIONE “SEI LA REGINA DELLA VITA MIA”

I PARTE

  
II PARTE

Letterina con poesia di Toto’ “SI FOSSE N’AUCIELLO”

Letterina “Fiori per mamma”

Letterina “vaso di rose”
Letterina

Letterina “Un fascio di cuori “

Letterina “Paperetta con mamma”
Letterina”Pioggia di cuori e …”

FIORE da ritagliare

SEI LA REGINA DELLA CASA

LAVORETTI

POESIE

Altri link:
Mammafelice
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POESIE SUI CINQUE SENSI

I cinque sensi

Con gli occhi tutto vedo;
fiuto col naso odori.
L’orecchio mi fa intendere
i suoni e i rumori,
col gusto posso i cibi assaporare
e col tatto ogni cosa
sentire oppure toccare.

(da “Noi e loro”, Anna Maria Parisi, ed. Emmerre libri)

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Filastrocca dei cinque sensi

 

Occhio che vedi le luci e i colori
Dimmi se anch’io sono fatto di fiori
Orecchio che senti i rumori e i suoni
Quando io grido, la voce ha dei tuoni?
Naso che senti le puzze e i profumi
Dimmi se anch’io faccio odore di fumi
Lingua che senti il dolce e il salato
Il mio sapore lo hai mai asaggiato?
Mano che tocchi la forma e il colore
Questo tamburo che senti è il mio cuore
(http://www.melavisione.rai.it/)

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NEL MIO VISO

Nel mio viso

c’è un nasetto

birichino

e un po’ all’ insù.

lui respira

lui annusa

il profumo

d’ ogni fior

RESPIRARE

ANNUSARE

col nasetto

io potrò.(bis)

Nel mio viso

ci son gli occhi

vispi e belli

come me.

Loro guardano

curiosi

tutto quel

che intorno c’è:

GUARDARE

CURIOSARE

con gli occhietti

ip potrò.(bis)

Nel mio viso

c’è la bocca

rossa,rossa

fatta a cuor.

Lei sorride

manda baci

mangia zucchero e torron.

MANGIARE

BACIARE

con la bocca

io potrò.(Bis)

(I quaderni di Margherita, Il sè corporeo) di V.Dorigo Orio, Orio editrice

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Cinque tesori da scoprire

Cinque tesori noi abbiamo

cinque tesori da scoprire

sono utili in verità

per scoprire la realtà
Due occhietti spalancati

mi permetton di guardare

vedo i fiori nei giardini

e sui rami gli uccellini.
Sul viso guarda caso

ho un bellissimo nasino

tra gli odori sempre stà

Curiosando qua e là
Rit: Cinque tesori noi abbiamo

cinque tesori da scoprire

sono utili in verità

per scoprire la realtà.
Tutto sento sai perchè?

ho due orecchie e son per me

pronte sempre ad ascoltare

ogni tipo di rumore.
Con il gusto io so dire

questo è dolce questo no

e distinguere io so

se è buono oppure no.
Rit: Cinque tesori noi abbiamo

cinque tesori da scoprire

sono utili in verità

per scoprire la realtà.
Con le piccole manine

mille cose posso fare

conoscere, salutare

ed anche accarezzare
Rit: Cinque tesori noi abbiamo

cinque tesori da scoprire

sono utili in verità

per scoprire la realtà.

http://www.maestrasabry.it/forum/viewtopic.php?f=20&t=176

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I cinque sensi

Amaro, acido, salato, dolce chi lo sà?
La mia bocca lo dirà,
indovina il sapore giusto
la lingua è il senso del gusto.
Due tonde finestre aperte sul mondo
è rosso, verde, grande, piccolo, quadrato o rotondo?
Usa i tuoi occhi con curiosità
il senso della vista te lo illustrerà.
Liscio, ruvido, caldo, freddo, morbido o duro?
Con le mani e la pelle uso il tatto e son sicuro.
Profumato, puzzolente o inodore?
Col mio fiuto scopro ogni odore;
uso il naso come un matto
mi presento son l’olfatto!
Suoni e rumori in quantità
le mie orecchie senton già.
Io tra i sensi son il più … sentito
vi saluto son l’udito!

www.filastrocche.it

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I cinque sensi

Occhio che vede
del prato i colori,

Naso che sente
il profumo dei fiori.

Lingua che assaggia
la cioccolata

Mano che tocca
la dolce crostata.

Orecchio che senti
soavi canzoni
ascolta del ciel il rumore dei tuoni

www.filatrocche.it

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I CINQUE  SENSI

Copro gli occhi,

non vedo più il sole ( 2 volte)

chiudo la bocca,

non escon parole ( 2 volte)

tappo le orecchie,

non sento i rumori ( 2 volte)

stringo il naso,

non sento gli odori ( 2 volte)

lego le mani,

non tocco più niente ( 2 volte)

ma il cuore batte

continuamente

http://www.maestrasabry.it/forum/viewtopic.php?f=20&t=176)

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CON IL NASINO

Ho un naso tondo e birichino

lo guardo e penso: “Com’è carino|!”

Questo nasino mi permette di annusare

i biscotti che la mamma sa preparare

Mentre salgo gli scalini

annuso i profumini:

“Che bello, ci sono i pasticcini!”

ALBERO AZZURRO 5

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A che serve?

A che serve quel nasino? A odorare per benino

E gli orecchi che san fare? Tutti e due sanno ascoltare.

E con gli occhi puoi cantare? No di certo sol guardare!

Pur la bocca sa guardare? Ma che dici? Sa gustare le vivande che in cucina mi prepara la mammina.

(da “Ed.Linguistica nella scuola Materna”Raffaello editrice)

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FILASTROCCA DEL  NASO

Stanne certo, non è caso

in ogni testa c’è un bel naso,

sul viso di un nanetto

di sicuro c’è un nasetto,

sulla faccia di un omone

certamente c’è un nasone.

Sul volto di un bambino

si vede un bel nasino.

E sul viso di un pagliaccio?

Stanne certo c’è un nasaccio!

?????????

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NASO TOMMASO

Filastrocca del naso Tommaso
che non si sa se apposta o per caso,
decise senza permesso o biglietto
di andare a zonzo per il visetto.
- Orecchio mi fai posto?
L’orecchietto: “ Ci penserò”
- Boccuccia mi fai posto?
- Io posto non ne ho.
S’arrampicò, allora, sui capelli
ma tutti insieme quelli
gli fecero un solletico noioso.
E quel naso Tommaso curioso
che, senza permesso o biglietto,
era andato a zonzo nel visetto,
ritornò al suo posto contento
di sembrare un bel monumento:
e, se lo cerchi, sta lì,
da novecentonovantanove giovedì.

(P.L.Albertini)

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IL NASO DI TOMMASO

Ieri, proprio pe caso,

ho incontrato il mio amico Tommaso.

Aveva un gran raffreddore,

il suo naso era un….frullatore.

Gli ho detto: Non devi sudare più!

Mi ha risposto solo: ETCIU’!

Chicco e Milly ( Stefanelli, Graziani)

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I MIEI OCCHI

I miei occhi sono vispetti,

e anche furbetti.

Loro mi fanno vedere

tutto quello che devo

sapere.

I miei occhi sono blu,

di che colore ce li hai tu?

A. MONTALI

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GLI OCCHI

Due finestre sul nostro viso,

che si illuminano col sorriso,

di tanti colori,tutti brillanti,

son belli davvero come diamanti.

E quando per scherzo, ne strizzi uno,

vuol dire che sei d’ accordo con qualcuno.

Chicco e Milly ( Stefanelli, Graziani)

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GLI OCCHI

 

Con gli occhi posso guardare:

lontano, vicino di lato;

posso leggere un libro,

vedere un cartone animato.

Posso ancora:

incantarmi a guardare le stelle,

un fiore appena sbocciato

o un bruco che corre nel prato.

 Quante cose posso fare,

con il semplice guardare!

Anche l’occhietto,

uno sguardo furbetto.

Fare gli occhiacci,

a chi  fa un dispetto,

e, sotto le feste di Natale,

strabuzzare gli occhi per un dono regale.

E quando la mamma mi grida un po’ arrabbiata:

“ non fare questo, zitto! e mangia l’insalata!”

io chiudo gli occhi per non sentire

poi comincio anche a starnutire.

E proprio quando non ne posso più,

anche una lacrima mi viene giù.

(Di Vincenzo Riccio)

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LA MIA BOCCA

Mangio e parlo con la bocca

una parola e un’ albicocca,

una canzone ed un panino

un saluto ed uno spuntino.

E’ una rima un poco sciocca

questa simpatica filastrocca!

Chicco e Milly ( Stefanelli, Graziani)

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Le orecchie

Ai lati della testa

l’ attenzione è sempre desta.

Ogni orecchio è molto attento,

grazie a lui il suono sento.

Se il rumore è troppo forte….

Noi chiudiamo bene le porte

Chicco e Milly ( Stefanelli, Graziani)

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LE ORECCHIE

Zitte,zitte sotto i capelli stanno

eppure tutto sentono.

Sentono ogni suono,

ogni rumore riconoscono

e la maestra ascoltano.

A memoria hanno imparato

la voce del papà se è arrabbiato,

e il tono dolce della mamma,

quando è ora della nanna.

A.Montali

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LE MANI

Le mie manine

sono paffute e birichine,

giocano con le macchinine,

si divertono con le bamboline.

Mimano le canzoncine,

e colorano con le matite tutte le mattine.

Le mie manine sono due,

e sono come le tue

ALBERO AZZURRO 5

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Ho soltanto due manine

HO SOLTANTO DUE MANINE

ma tante cose mi fan fare:

mi fanno salutare,

accarezzare

e disegnare

Le mie picoole manine,

mi fanno colorare

tagliare e giocare

e tante altre cose

che ancora dovrò imparare!

Maria

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TUTTO DI ME

Con la testa so pensare, fare cenni e salutare

e con gli occhi so vedere,ammonire o ammiccare.

Con le orecchie posso udire cose belle e cose rare,

con il naso so annusare, starnutire e respirare.

Con la bocca so parlare, masticare e spezzettare.

Con le braccia so nuotare,stringere forte e abbracciare.

Con le mani posso battere,aiutare e accarezzare

e poi gomiti e ginocchia posso stendere e piegare

con le gambe correre forte, passeggiare e saltellare.

Per finire dei miei piedi qualche cosa vi dirò:

san ballare strane danze africane, pop e rock.

WWW.trool.it

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Il trenino

Quando sento il trenino: tu, tu, tu
Si che c’è un bel rumore: tu, tu, tu
Sarà elettrico o a vapore: tu, tu, tu
Ciuffe, ciuffe va lontano: tu, tu, tu

Rit.
Quando sento il trenino: tu, tu ,tu
Quando sento la campana: din don dan
Quando sento la sirena: uah, uah, uah

E domenica è festa: din don dan
Però passa lesta lesta: din don dan
Lascia il posto al lunedì: din don dan

Rit.
Quando sento il trenino: tu, tu ,tu
Quando sento la campana: din don dan
Quando sento la sirena: uah, uah, uah

Ecco è la polizia: uah, uah, uah
Prende i ladri e porta via: uah, uah uah
In prigione li porteranno: uah, uah, uah

Rit.
Quando sento il trenino: tu, tu ,tu
Quando sento la campana: din don dan
Quando sento la sirena: uah, uah, uah

Quando sento il cannone: boom, boom, boom
Spara piombo oppure paglia: boom, boom, boom
Per combattere la battaglia: boom, boom, boom
Chissà quando finirà: boom, boom, boom

Rit.
Quando sento il trenino: tu, tu ,tu
Quando sento la campana: din don dan
Quando sento la sirena: uah, uah, uah

Quando sento il silenzio: sst, sst, sst
Da Milano a Palermo: sst, sst, sst
Tutto quanto è più che fermo: sst, sst sst
Dormon tutte le città: sst, sst, sst

Rit.
Quando sento il trenino: tu, tu ,tu
Quando sento la campana: din don dan
Quando sento la sirena: uah, uah, uah

Quando sento il battimano: clap, clap, clap
Grido viva il campione: clap, clap, clap
È un divo del pallone: clap, clap, clap
La sua squadra vincerà: clap, clap, clap

Rit.
Quando sento il trenino: tu, tu ,tu
Quando sento la campana: din don dan
Quando sento la sirena: uah, uah, uah
È proprio un bel baccano

www.filastrocche.it

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La natura si è risvegliata e

ed ecco pronte delle schede di pregrafismo,adatte ai bambini dell’ ultimo anno della scuola dell’ infanzia e il primo della primaria.sulla primavera e sulla Santa Pasqua.
Le schede sono state realizzate con POWER POINT.
Basta cliccare sul link , stampare e colorare a piacere
180

Schede “Pregrafismo di primavera”

Striscione da colorare sulla primavera

UOVA DA COLORARE CON MERLETTO E FARFALLA;PASQUA.
Buona pasqua pregrafismo scuola

Pasqua

Pasqua

 C’è una chiesetta

sulla collina

con i fiori di pesco

ed una bambina

C’è una chiesetta

con le campane

suonano forte

e si senton lontane,

suonano a festa

e brillan nel sole;

è il giorno di Pasqua

è risorto il Signore

C. Zogo

 PASQUA

 Dall’uovo di Pasqua
è uscito un pulcino
di gesso arancione
col becco turchino.
Ha detto: “Vado,
mi metto in viaggio
e porto a tutti
un grande messaggio”.
E volteggiando
di qua e di là
attraversando
paesi e città
ha scritto sui muri,
nel cielo e per terra:
“Viva la pace,
abbasso la guerra”.

Maria Loretta Giraldo

PASQUA

Vogliamo quando è Pasqua

dentro i giorni e le notti

rotolarci nei prati

e raccontare novelle

mentre col naso in aria

nella sera noi tutti

canteremo l’ amore

e conteremo le stelle

Giuseppe Pontremoli

PASQUA

Dentro un uovo di buon cioccolato
vorrei tanto ci fosse una cosa,,,
non un puffo, un anello,un soldato,
ma un momento di festa gioiosa.
Voglio dirti proprio per questo
ho pregato per voi ieri sera
perché oggi sia un giorno lieto.
Una Pasqua di speranza vera.
 R. Fontana

DALL’UOVO DI PASQUA

Dall’uovo di Pasqua
è uscito un pulcino
di gesso arancione
col becco turchino.
Ha detto: “Vado,
mi metto in viaggio
e porto a tutti
un grande messaggio”.
E volteggiando
di qua e di là
attraversando
paesi e città
ha scritto sui muri,
nel cielo e per terra:
Viva la pace,

abbasso la guerra”.

G.Rodari

E’ Pasqua

Alla Pasqua
Dell’anno passato
Un palloncino
Mi era scappato.
Mi era scappato
Nell’alto del cielo,
Io lo guardavo
E piangevo piangevo.
Anche quest’anno
Un pallone è volato
Ma io ho riso
Felice e beato.
Il palloncino
E’ andato lassù
Ma io quest’anno
Non p iango più.

Roberto Piumini

PASQUA

A festoni la grigia parietaria
come una bimba gracile s’affaccia
ai muri della casa centenaria.

Il ciel di pioggia è tutto una minaccia
sul bosco triste, ché lo intrica il rovo
spietatamente, con tenaci braccia.

Quand’ecco dai pollai sereno e nuovo
il richiamo di Pasqua empie la terra
con l’antica pia favola dell’ovo.

Guido Gozzano

 

Buona Pasqua

Nei miei sogni ho immaginato
un grande uovo colorato.
Per chi era? Per la gente
dall’oriente all’occidente:
pieno, pieno di sorprese
destinate ad ogni paese.
C’era dentro la saggezza
e poi tanta tenerezza,
l’altruismo e la bontà,
gioia in grande quantità.

Tanta pace, tanto amore
da riempire ogni cuore.

(Mirò Editore)

Il pulcino marziano

Ho visto , a Pasqua, sbarcare
dall’uovo di cioccolato
un pulcino marziano.
Di certo il comandante
di quell’uovo volante
di zucchero e cacao
con la zampa ha fatto ciao.
E il gatto. Per la sorpresa
non ha detto neanche: “Miao”.

(G.Rodari)

La pace

Non importa chi tu sia,
uomo, donna,
vecchio o fanciullo,
operaio o studente,
o commerciante:
se ti chiedono
qual è la cosa
più importante
per l’umanità
rispondi
prima
dopo
sempre
la pace, la bontà.

(Li Tien Min)

 Poesie in napoletano

O ‘ TORTANO

Era na’torta ch’era asciuta male:
nu poc’e nzogna, cicole ‘e maiale,
‘o lievito, a farina, e un buco in mezzo.
Na’ torta pezzottata, ‘e poco prezzo.
Venette Pasqua. Gesù, risuscitato,
s’accorgette di quant’era affamato.
“Guagliò, stongo dijuno a viernarì:
aggia magnà, sinò torn’a murì!
Se po sapè cherè chesta ciambella?
A vederla nun pare troppo bella, ma è bona!
Tiene proprio un gran sapore! ‘A voglio …


CASATIELLO
Pasqua, Gesù è risorto.
Tutto è bello, pure pecchè
se mangia ‘o casatiello.
Rotunno, gruosso, grasso e sapurito,
‘o vide, e te rinasce l’appetito.
Che d’è, te ne vuò fa sulo na’ fetta?
Cu chella ce può fa Pasqua e Pasquetta.
Salame, pepe, nzogna, acqua e farina,
e nu’ sacco ‘e formaggio pecorino:
ce vonno pur’e cicole ‘e maiale, ca so’ pesante

MO’ CHE PASCA VENE
mo’ che pasca vene
nu ce sta niente che ce mantene
nu pranzetto prelibato,
e po’ Ova e al ciuculato

Quanno po’ vene ‘a Pasquetta,
ce ne jamme , senza fretta,
a fa gita fuori porta;
e mangna’ : colombe e torta!

Nel frattempo, sai che bello,
strafugamme quacche agnello;
mentre nu faccimme nu cacchio,
ce magnamme pure l’abbacchio!

E ‘o tacchino? Niente male…
si’ vabbe’, nun e’ Natale,
ma a famme e’ quel che e’…
c’o magnamme, e poi tant’e’

Pe contorno, patatine,
‘nzalatella e verdurine,
” rinforzino” con la frutta…
chiane chiane mica tutta!”

tutto sape e gran fragranza
ma po’ staie sicuro te cresce ‘a panza!

http://pulcinella291.forumfree.it/?t=53559093

Leggenda della pastiera napoletana

Un’antica leggenda racconta che sulla spiaggia le mogli dei pescatori lasciarono nella notte delle ceste con ricotta, frutta candita, grano e uova e fiori d’arancio come offerte per il “Mare”, affinché questo lasciasse tornare i loro mariti sani e salvi a terra e con una rete colma di pesci. Al mattino ritornate in spiaggia per accogliere i loro consorti notarono che durante la notte i flutti avevano mischiato gli ingredienti ed insieme agli uomini di ritorno, nelle loro ceste c’era una torta: la Pastiera. Un’altra leggenda narra invece che la pastiera accompagnasse le antiche feste pagane per il ritorno della primavera; difatti gli ingredienti conservano una forte valenza simbolica. Ecco allora la ricotta, addolcita dallo zucchero: trasfigurazione delle offerte votive di latte e miele tipiche delle prime cerimonie cristiane. Il grano: augurio di ricchezza e fecondità. Le uova: simbolo di vita nascente. L’acqua di fiori d’arancio: presagio di primavera. La versione odierna, probabilmente fu messa a punto in un antico monastero napoletano rimasto ignoto: anche questa, tuttavia, è una supposizione. Comunque sia andata, ancor oggi sulla tavola pasquale dei napoletani questo dolce non può mancare. http://www.unplinapoli.it/info.asp?id=13

ALTRA LEGGENDA 
“Currite, giuvinò! Ce stà ‘a pastiera!”E’ nu sciore ca sboccia a primmavera,e con inimitabile fragranzasoddisfa primm ‘o naso,e dopp’a panza.Pasqua senza pastiera niente vale:

è ‘a Vigilia senz’albero ‘e Natale,

è comm ‘o Ferragosto senza sole.

Guagliò,chest’è ‘a pastiera.Chi ne vuole?

Ll’ ingrediente so’ buone e genuine:

ova,ricotta,zucchero e farina

(e’ o ggrano ca mmiscato all’acqua e’ fiori

arricchisce e moltiplica i sapori).

‘E ttruove facilmente a tutte parte:

ma quanno i’ à fà l’imposto,ce vò ll’arte!

A Napule Partenope,‘a sirena,

c’a pastiera faceva pranzo e cena.

Il suo grande segreto ‘o ssai qual’è?

Stu dolce pò ghì pure annanz’ o Rre.

E difatti ce jette. Alludo a quando

il grande Re Borbone Ferdinando

fece nu’ monumento alla pastiera,

perchè facette ridere ‘a mugliera.

Mò tiene voglia e ne pruvà na’ fetta?

Fattèlla: ccà ce stà pur’ a ricetta.

A può truvà muovendo un solo dito:

te serve pe cliccà ncopp ‘ a stu sito.

Màngiat sta pastiera,e ncopp’ a posta

dimme cumm’era: aspetto  na’ risposta.

Che sarà certamente”Oj mamma mia!

Chest nunn’è nu dolce: è na’ poesia!”

http://www.pastiera.it/

DOPO LA LEGGENDA  LA RICETTA

Ingredienti (per 8 persone): Base, 300 g di farina, 150 g di burro, 150 g di zucchero, 1uovo + 2 tuorli, sale. Ripieno, 500 g di ricotta, 250 g di grano tenero tenuto a bagno per 2 giorni, 1/2 l di latte fresco, 300 g di zucchero, 100 g di arancia e cedro canditi, 30 g di acqua di fiori d’arancio, 6 uova, 2 limoni, cannella in polvere, sale.
Preparazione: Scolate il grano che avrete tenuto in ammollo 2 giorni. Cuocetelo 20 minuti in una pentola coperta con l’acqua. Scolatelo.
Intanto in una casseruola mettete a bollire il latte, aggiungete il grano, la buccia di limone grattugiata, un pizzico di cannella, un pizzico di sale e un cucchiaio di zucchero semolato. Cuocete a fuoco basso, finchè il grano non avrà assorbito tutto il latte (2 ore circa, aggiungendo latte se necessario). Versate il grano cotto su di un largo piatto sgranatelo con una forchetta e fatelo raffreddare. Intanto preparate la pasta: mescolate la farina con lo zucchero, il burro, e le uova, lavorando il tempo strettamente necessario ad amalgamare gli ingredienti. Formate una palla e fate riposare in frigorifero mentre preparate il ripieno. In una terrina lavorate la ricotta con lo zucchero, finchè diventa cremosa. Unite 2 pizzichi di cannella, un po’ di scorza grattugiata di limone, i canditi tritati finemente e l’acqua di fiori d’arancio. Mescolate bene, amalgamate i tuorli delle uova (tenete da parte 4 albumi) e aggiungete il grano. Togliete la pasta dal frigorifero, dividetela, mettendone da parte un terzo, tiratela con il mattarello fino a ridurla in una sfoglia non troppo spessa. Imburrate uno stampo da crostata a bordo alto e foderatelo con la pasta; tirate la pasta rimasta e tagliatela a striscioline. Montate a neve fermissima 4 albumi e incorporateli delicatamente al ripieno; versatelo quindi dentro la sfoglia e ricoprite con le strisce di pasta disposte a losanga, schiacciandole leggermente ai bordi per fissarle. Passate il dolce in forno preriscaldato a 180° per 1 ora e 10′ circa. Togliete la pastiera dal forno, lasciatela raffreddare e cospargetela di zucchero a velo.

ALTRE POESIE

Fantasiweb

Filastrocche.it



Festa del papà

O’ Faro

Se dinto o’ core tuo
io putesse trasì
truvarria certamente
o’ bene ca dico io.
Nu bbene appassiunato
ca nun se ver ‘a fora,
chillo me fa sèntere
sicuro e forte ancòra.
Oggi che è a festa toia
te voglio dì papà:
chello ca ‘mpietto palpita
t’ può cunsulà.
Tu brill nmiezzo o’ mare
e io son a varchetella
ca s’adda arreparà.
Riest allummnato sempre
faro da vita mia.
Sulo accussì sto core
a via non perdarrà
 
 
 ESSERE PAPA’
 
Io lo so cosa vuol dire essere papà:
vuol dire posare il giornale
quando i tuoi bimbi ti chiedono
<Papà giochiamo?>
e tu rispondi di si con un sorriso strano
Essere pap vuol dire stare attento
alla bimba più piccina
mentre la mamma, in cucina,
riscalda il latte o prepara la pappa.
Essere papà vuol dire anche
avere mani grandi, a volte stanche,
ma sempre pronte a carezzare la fronte,
ad asciugare due lacrime,
a comprare un pallone,
e, perchè no? a mollare
quando ci vuole , un ceffone
Certo, perfino un bimbo lo sa
non è facile essere papà
(M. Martillaro)
 
 
 
Per la festa del papà
   
Il sole caldo e grande per me
papà sei tu
quando mi stringi al cuore
freddo non ho più.
Dal mare profondo e immenso
paura non ho più
quando mi sei vicino tu.
nel cielo stellato
la stella più bella
papa’  sei tu.
Vorrei donarti il mondo
ma il mondo mio
papà sei tu.
 
(A.Misti)

 
  Il babbo

Chi lo vuole un babbo pelato
che quando torna è sempre arrabbiato
che non mi manda fuori a giocare
quando in casa non so cosa fare,
che alla sera va al caffè
e non resta a giocare con me?
Che quando è preoccupato
non vuole essere disturbato?
Se lo scambi con il mio
ti regalo anche mio zio:
ci ho ripensato: “Non lo vendo,
per questa volta me lo tengo”.

(da “Raccogli idee” ed.Tresei scuola)

Un papà di serie “A”

Ho un papà fenomenale,
un papà, di serie “A”.
Sembra proprio un generale quando gli ordini mi dà.
Quando la sveglia suona di primo mattino
lui brontolando la mette sotto il cestino,
poi si rassegna a saltar fuori dal letto,
cerca i calzini e fa cadere il cassetto!
Ho un papà meraviglioso, un papà eccezional.
Ma non renderlo nervoso quando legge il giornal…
Non mi castiga, cerca di farmi ragionare;
poi soddisfatto di avermi risolto la questione
chiede alla mamma:- E’ quasi pronto il minestrone?-
Ho un papà lettera”O”
il più forte che conosca.
Ma in segreto vi dirò:
-Non sa far male ad una mosca!-
Quando ritorna dal suo lavoro in seicento
mi abbraccia forte e io lo bacio contento.
Anche a cercare per tutto il mondo, lo so,
Un babbo come te non troverò…
E’ per questo che ti dico:
- Sei per me il miglior amico
e ti canto la per la:
VIVA, VIVA IL MIO PAPA’-.
(da “Percorsi Evolutivi”)
 
 
 
 
PAPA’
 
 Caro papà
con te vicino
mi sento felice
e più carino
Quando mi guardi
 e mi dai la mano
possiamo andare molto lontano
Per la tua festa, caro papà
ti auguro tanta felicità.
 
 
Festa del papà
 
Papà sono felice
quando usciamo tenendoci per mano.
Non so se te ne accorgi,
non so se tu lo sai, sono felice
pechè non lo facciamo mai.
Andiamo sempre in macchina
sempre con gli altri
e mai noi due soli per mano
Sono felice lo sai?
Anche se stiamo zitti, mi parla
 la tua mano, mi dice:
“Su coraggio,noi andremo lontano”
 
   
 
 
PAPA’

Papà fermati un momento
voglio parlarti
Sai che cosa nel cuore sento?
sento di amarti
sai perchè ti voglio bene?
perchè tu vuoi bene a me,
le tue giornate sono piene
e non pensi mai a te.
Quando ho la mia mano nella tua
provo un senso di riposo,
niente mi fa più paura,
mi sento forte e coraggioso
Papa’, pensa a quello che ti ho detto
e se sei contento dammi un bacetto
 

Un messaggio per papà!

 Sempre teso e preoccupato,
qualche volta un pò arrabbiato,
tempo libero non hai
e non stiamo insieme mai;
poi la sera tu sei stanco,
posso solo starti accanto
e abbracciarti stretto stretto
sul divano o nel tuo letto!
Io con te vorrei giocare
ma tu hai sempre da fare;
dai,su,fermati papà,
lascia tutto e vieni qua!
Senti il tuo telefonino:
chi ti chiama è il tuo bambino,
il messaggio del mio cuore è:
“Tu sei il papà migliore!”

 

AL BABBO LONTANO

Caro uccellino che volando vai,
il babbo mio di certo tu vedrai:
digli che è tanto buono il suo bambino,
e che spesso gli manda un bel bacino,
digli che gli vuol bene e che lo aspetta:
vola, uccellino, vola vola in fretta!
di A. Cuman Pertile

Aiuto emergenza amore
 
In ogni parte del mondo sono tante e’ una certezza
le persone che lavorano per la nostra sicurezza.
Se incontri un incidente lungo la via
chiami il 113 e arriva la polizia.
Se divampa all’improvviso un incendio non da poco
telefona al 115 dei vigili del fuoco.
E’ accaduto un fatto grave al telegiornale di ieri?
Qualcuno col 112 ha fatto arrivare i carabinieri.
Se una persona non sta bene per qualche circostanza
col 118 arriva il dottore con l’ambulanza.
Quando nel traffico cittadino hai bisogno di una mano
di certo ti puoi rivolgere ad un vigile urbano.
Ma se hai un po’ di paura e vorresti una carezza
se ti sei fatto male e ti abbatte la tristezza
se volessi fare un gioco o magari stare in braccio
o ti senti un poco solo e vorresti un caldo abbraccio
fa come me! Un bel salto e opla’
Finisco dritto dritto tra le braccia di papa’.
Non servono altri numeri, grido:
“Papa””
e in un secondo io divento il bambino piu’ sicuro del mondo!
Auguri papa’ mio, amico caro dei giochi miei.
Auguri papa’ mio e grazie che ci sei!
WWW.FILASTROCCHE.IT

 
IL MIO PAPÀ-BAMBINO

Indovinate chi ce l’ha
il più bravo dei papà?
Sono stato fortunato
sin da quando sono nato:
il più fantastico che c’è
è toccato proprio a me!

Ti ringrazio mio Gesù
perché me l’hai dato Tu.
Quando lui mi è vicino
torna ad essere bambino
per giocare insieme a me
e capire i miei perché.

Io gli chiedo di giocare
e lui è lì ad ascoltare
detto fatto, in un baleno,
lui cavallo, io cavaliere!
Per il mondo galoppiamo
monti e valli attraversiamo…

Se siam stanchi di giocare
cominciamo a “favolare”
tante storie inventiamo,
insieme noi ci divertiamo.
Questo è mio papà-bambino
che mi è sempre vicino.

(Santina Luzzi)

 
 
ADESSO IL TRADIZIONALE DOLCE PER QUESTA FESTA:
 

Zeppole di S.Giuseppe

Ingredienti:
500 gr. di farina     10 uova intere
100 gr. di burro     1/2 l. acqua

Preparazione:

Fate riscaldare in una casseruola l’acqua, il burro e una presa di sale: appena  accenna a bollire incorporate la farina in un solo colpo mescolando rapidamente con un cucchiaio di legno fino a che il composto non si stacca dalle pareti del recipiente ( questa fase dura circa 10 minuti ) . Fate raffreddare l’impasto.   Aggiungete, mescolando e uno alla volta,  i tuorli e gli albumi. Versate il composto in una siringa da pasticciere con l’uscita larga a stella e formate delle ciambelline con il buco al centro ( se siete bravi potreste formarle direttamente nell’ olio dove vanno fritte ). Friggetele in olio extravergine molto caldo rigirando le zeppole tre o quattro volte in modo da avere una cottura uniforme. Sono cotte quando assumono un bel colore dorato. Se sono venute bene si gonfiano e non assorbono olio. Stendetele su carta da cucina in modo da assorbire l’olio in eccesso. Ora vanno farcite, tagliandole a metà, con crema pasticcera e guarnite con due amarene sciroppate sistemate in due punti opposti o un cucchiaino di marmellata di amarene. Spolveratele con zucchero a velo e ,se piace, cannella.

IN ALTERNATIVA CUOCETELE AL FORNO a 200°

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VIVA CARNEVALE

Pregrafismo di carnevale

Striscione carnevale colorato


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Unità didattica :Inverno

          

Abbiamo introdotto l’ argomento con la lettura di un breve testo seguita da una conversazione.

L’ uccellino CIPI’

In un grande bosco, viveva un uccellino di nome Cipì. Cipì era tuo giallo, allegro e piccolino e tutto il giorno volava di ramo in ramo cantando e chiacchierando con tutti gli animaletti che incontrava, senza preoccuparsi di costruire una casetta per ripararsi dal freddo che si stava avvicinando. Tutti i suoi amici cominciavano a chiudersi nelle loro casette e man mano che i giorni passavano, il bosco diventava sempre più freddo e silenzioso. L’inverno era arrivato portando pioggia, freddo e neve e Cipì incominciò a sentire molto freddo, perciò si lamentava e disperava. All’improvviso sentì una vocina che lo chiamava, si guardò intorno e intravide da lontano un pupazzo di neve che gli offriva il suo cappello come casetta e la sua sciarpa per coprirsi e riscaldarsi dal freddo

Abbiamo chiesto cosa  ci donava l’ inverno

Come ci proteggiamo dal freddo, vento e neve

Perché Cipì si lamentava , chi lo aveva aiutato e come

I bambini al termine si sono impegnati a colorare le fasi salienti del racconto , a ripetere la poesia precedentemente presentata

Nella  seconda fase dell’ unita’ abbiamo chiesto ai bambini di colorare un cilindro di carta  e  completare il pupazzo di neve che aveva offerto aiuto a Cipì

L’argomento sarà ripreso con :la frutta e verdura invernale,indumenti e mezzi di riscaldamento e sarà completata con schede ch riprenderanno i temi trattati

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