Lavoretti,striscioni e altro per l’accoglienza a scuola

Lavoretti,striscioni e altro per l’accoglienza a scuola

Maestramaria

Lavoretto-Aquilone per il primo giorno di scuola.

Anche se le vacanze sono appena iniziate,  già pensiamo a come accogliere i bambini a settembre e a come fare per rendere allegro e speciale il loro primo giorno di scuola.
Quest’anno propongo questo simpatico lavoretto che da un lato,ricorda le vacanze appena  trascorse e dall’altro, augura ai bimbi di prepararsi a volare per i sentieri della vita
Per poter  realizzare questo lavoretto basta pochissimo materiale:

  • Cartoncino
  • Stecche di gelato
  • Pennarello nero
  • Nastro bianco

aquilone arancionetris aquilonigruppo aquiloni

Per rimanere in tema , ecco un simpatico striscione colorato e da colorare, per addobbare l’ aula o l’ atrio della scuola

B Benvenuti 2016 colorato

PDF STRISCIONE ” BENVENUTI “

b da

PDF STRISCIONE ” BENVENUTI DA COLORARE”

Altro lavoretto: orsetto per l’accoglienza da donare ai bambini il primo giorno di scuola,

orsettoorsetto aperto

insieme a tanta tenerezza,sorrisi e rassicurazioni.

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Le sorelle Agazzi

sorelle agazzi

Rosa e Carolina Agazzi nascono a Volongo (1866 – 1870), comune Cremonese.
L’infanzia delle due sorelle trascorse nella casa dello zio arciprete tra caldi ideali della famiglia, patria,religione. Dopo aver frequentato studi nella scuola di Brescia iniziano il loro percorso di insegnamento a Nave, borgata rurale della stessa città. Su suggerimento di Pietro Pasquali, il loro direttore, decidono di fondare una nuova scuola materna a Mompiano nel 1896:100 bambini in una sacrestia, dove si stabilisce spontaneamente il principio dell’aiuto reciproco: ogni grandicello aiuta e assiste uno più piccolo.

i bambini più grandi
Gli esercizi di vita pratica conferiscono alla scuola lo spirito e l’atmosfera domestica così come il giardinaggio che i bambini praticavano. I contrassegni, nati a Forcello, rappresentano sussidi di osservazione perchè, a ciascuno di essi, corrispondono cose vere. Negli asili del tempo esistevano già gli armadietti per appendere le cose del bambino e questi armadietti erano contrassegnati da numeri. Rosa Agazzi ebbe l’idea di sostituire i numeri con un simbolo o un oggetto. Simboli e disegni però dovevano essere utilizzati secondo gradualità. Per il bambini piccoli (3 anni) dovevano venire usate le immagini di oggetti vari ma con nome bisillabe. Per i bambini medi (4 anni) oggetti della vita pratica, di parole trisillabe. Infine, per i bambini più grandi (5,6 anni) figure geometriche con parole plurisillabe.Secondo l’Agazzi, l’uso dei contrassegni, abituava il bambino a tenere in ordine e a riconoscere le proprie cose e a sistemare le proprie idee e a sviluppare il linguaggio.
 Il modello della loro scuola ebbe molto successo e inaugurò l’era dell’attivismo italiano.
Il bambino per le sorelle Agazzi doveva vivere a scuola un ambiente familiare, deve stimolare la sua creatività mentre l’educatrice riveste un ruolo di madre. A tal proposito Carolina nel 1906 pubblica un opuscolo di consigli alle mamme e sulla collaborazione tra famiglia e scuola in cui esprimeva i compiti dell’asilo che, doveva offriva una vita di movimento ordinata in una forma di educazione in cui i piccoli si muovono continuamente purchè sia “per fare” qualcosa. Era fondamentale l’asilo anche per imparare la lingua italiana e prepararlo così alla scuola elementare. Seguivano poi i compiti della famiglia che, considerato che all’asilo imparavano a lavarsi, a prepararsi a spolverare, non lo doveva sostituire in queste incombenze. Il metodo come esperienza e intuizione è il protagonista di tutto il percorso di apprendimento del bambino. I bambini vengono avvicinati principalmente al giardinaggio e alla cura degli animali, imparano così ad avere un rapporto positivo anche con l’ambiente. Le attività pratiche non si limitano all’educazione al fare ma assumono anche dimensione estetica in quanto, oltre a sviluppare il principio fondamentale dell’ordine, sviluppano anche il senso dell’armonia e della bellezza
La scuola materna deve essere progettata in modo tale che rispecchi l’ambiente familiare, non c’erano banchi, non si alzava la mano, non aveva etichette ed era sciolta dalle convenzioni tradizionali,
quindi organizzata, sotto molti aspetti, come una piccola casa, dove il bambino può svolgere attività domestiche come a casa propria. La scuola materna è una scuola in cui soprattutto si agisce, si parla, si vive come in famiglia.
Il materiale didattico era costituito quindi da:
un giardino: con animali e piante.
museo delle cianfrusaglie: una sala adibita a museo che raccoglie materiali ritrovati dai bambini come spaghi, rocchetti e sassolini. Tutto il materiale era riunito per forma,colore,funzione,grandezza e stimolavano l’osservazione,la logica,la classificazione la sensorialità, somiglianza/dissomiglianza, forme geometriche, esercizio linguistico.Il materiale veniva definito dalle sorelle “cianfrusaglie senza brevetto”, proprio perchè era ciò che i bambini possedevano e portavano nelle tasche perciò non preordinato e prestabilito. L’educatrice oltre ad avere un gran cuore e amare i bambini doveva insegnare con ottimismo, avere un gran senso del dovere, di ordine e doveva creare a scuola un clima di sicurezza e stabilità
Contrassegni di cui sopra.
Riferimenti:
Il metodo delle Sorelle Agazzi Ed. La Scuola
https://it.wikipedia.org/wiki/Sorelle_Agazzi

Poesie per pensionamento

Viva la pensione

Che allegria, che festa,

niente più corse da fare,

care amiche vi vogliamo salutare

che la vostra pensione sia speciale,

che i vostri giorni siano particolari,

belli, spensierati e

che i vostri hobby possiate coltivare!

Vi porteremo sempre nel cuore

e tutti gli anni passati insieme

saranno il nostro tesoro!

M.G.

Filastrocca delle maestre in volo

Tu dici che sei vecchia e andrai in pensione
Ma noi non ti crediamo, mia maestra
È troppo grande questa tua passione
Sei più felice a scuola che in palestra
Anche se ti stanchiamo tutti i giorni
Quando vai a casa poi ritorni
Comunque tu decidi come credi
Chissà nel tuo futuro cosa vedi
Io penso che se una maestra vola
Ovunque lei si appoggia fa una scuola.

di Sabrina Giarratana

 

Ode alla pensione

Sono giunta alla stagione
della bella mia pensione,
di quel tempo senza orario
ove tutto è straordinario….
Bello è il tempo anche se piove,
vedo tutte cose nuove
godo il ritmo e la bellezza
pari a un’altra giovinezza,
che non è quella degli anni
perchè lungi dagli affanni
dona giusta sensazione
della gran liberazione!
Niente scade e non c’è fretta,
ogni cosa è li’ che aspetta,
l’orologio non occorre
basta quello della Torre
che rintocca di lontano
e mi dice di andar piano…
Lenti i passi sul selciato
del percorso ritrovato
ove vado a camminare
suggeriscono di andare
ogni giorno più lontano…
Guardo il palmo della mano
nella linea del destino,
leggo il cenno del Divino
fermo impresso a ricordare
che c’è tempo per Amare,
per gustare una primizia,
anelare alla Giustizia,
misurar la Temperanza,
dare vita alla Speranza.
La mia vita sta sospesa,
il domani è una sorpresa,
e saprà Madre Natura
dispensare l’avventura
finalmente meritata
perchè tutta guadagnata
regalando amore tanto
col sorriso e con il pianto!


Redazione Vivere Jesi

 

Una maestra da hit parade
Quanta fretta, ma dove corri, dove vai ? Se ci ascolti per un momento, capirai,
il momento della pensione,
presto arriverà, di noi ti puoi fidar.
Puoi parlarci dei tuoi problemi, dei tuoi guai i migliori in questo campo siamo noi
è una ditta specializzata
fai un contratto e vedrai
che non ti pentirai.
Hai scoperto talenti e non hai sbagliato mai.
Hai saputo sfruttare le nostre qualità dacci solo la tua mail
e ti mandiamo al concorso
per la celebrità.
Non vedi che è un vero affare non perdere l’occasione sennò poi te ne pentirai.
Non capita tutti i giorni
di avere qui tanti alunni, tante colleghe, che si fanno in quattro per te.

Avanti non perder tempo firma qua
è un contratto, è legale, è una formalità
tu ci credi alla pensione
e noi faremo di te
Una maestra da hit parade.
Quanta fretta, ma dove corri, dove vai ?
Che fortuna che hai avuto ad incontrare noi. Tanti alunni, tante colleghe
siamo una società, di noi ti puoi fidar.
Non vedi che è un vero affare
non perdere l’occasione
sennò poi te ne pentirai.
Non capita tutti i giorni di avere qui tanti alunni, tante colleghe, che si fanno
in quattro per te.
Avanti non perder tempo firma qua
è un contratto, è legale, è una formalità
tu ci credi alla pensione
e noi faremo di te
Una maestra da hit parade
Una maestra da hit parade
Una maestra da hit parade!!!!!!

A

Alla mia cara maestra Rita
Cara maestra Rita sei una rosa fiorita, sei una maestra formidabile e davvero amabile. Quando ci
facevi fare storia
ci regalavi tanta gloria.
Spero di rivederti presto
il mio più grande desiderio è questo. La tua immensa pazienza,
il tuo grande amore
conserverò per sempre nel mio cuore, in un posto sicuro e nulla potrà cancellarlo, lì per sempre starà!!
MARZIA ZICCHINA

 

LA MAESTRA MIGLIORE DEL MONDO
Cara maestra Rita,
il tuo bel sorriso
mi mette le ali e
mi porta in paradiso.
Sei una maestra formidabile
e nello spiegare insuperabile.
Sei dolce e paziente con tutta la gente ma soprattutto con noi bambini
che facciamo sempre i birichini. Io lo so che maestra come Te
al mondo non ce n’è!
BEATRICE SERAFINO

 

PER ME LEI E’ ……
PER ME LEI E’
BELLA COME UNA ROSA IN PRIMAVERA,
FA RISPLENDERE LA LUCE VERA
NEI MIEI OCCHI;
E’ AMICA ANCHE DEI RANOCCHI.
LA SUA VOCE E’ LIEVE E BELLA:
LEI PER ME E’ COME UNA STELLA!
NOI NON SIAMO STATI GLI ALUNNI MIGLIORI, MA PER LEI NOI SIAMO COME FIORI!!!
LE VOGLIAMO BENE!!!!!!
Ginevra Dabini

 

PER MAESTRA RITA
CARA MAESTRA RITA, TI VOGLIO MOLTO BENE, MI MANCHERAI MOLTO PERCHE’ SEI STATA UNA MAESTRA PREFERITA.
QUANDO DETTAVI POESIE
AVEVI UNA VOCE VELLUTATA.
L’ODORE DELLA TUA PELLE PROFUMAVA DI ROSA APPENA SBOCCIATA.
ANCHE SE NON CI SARAI
TI CONSERVERO’ CON ME!
QUESTA POESIA E’ DEDICATA A TE PERCHE’
SEI STATA MOLTO SPECIALE!
Marta Teruzzi

 

UN SALUTO DALLE COLLEGHE CHE HANNO LAVORATO CON TE
ANNA
Cara Rita,
dopo 42 anni di servizio onorato
in pensione ti hanno mandato.
Con il consueto affettuoso sorriso
fai illuminar tutto il tuo viso,
per l’atteso momento sopraggiunto
e per il meritato riposo raggiunto.
È questa forse l’occasione migliore
per ringraziarti del tuo buonumore,
dei tanti progetti insieme realizzati,
delle lunghe riunioni ad orari inoltrati,
della disponibilità e della collaborazione,
che ti hanno contraddistinto in ogni situazione.

 

DANIELA
Ti indirizziamo queste semplici parole per esprimere quanto ci duole
doverti salutare, ahimè, a malincuore,
ma con tanto affetto nel cuore.
… Parole dense di gratitudine sincera,
per te e per la tua lunga e brillante carriera
Quello stesso affetto che ci fa ogni momento ricordare
le ore e gli istanti trascorsi al tuo fianco a insegnare con fervida passione
e amorevole attenzione,
sempre rivolte alle persone
e a coltivare ogni umana relazione.

 

MARISA
Per i tuoi numerosi studenti,
vivaci, allegri e sorridenti,
sei sempre stata una vera maestra di vita,
un esempio positivo di ispirazione … infinita.
Anno dopo anno tra banchi e libri di scuola sono cresciuti e attraverso i tuoi preziosi insegnamenti sono diventati assai competenti .
Per le tue tante colleghe d’avventura,
esuberanti, festose e con qualche acciaccatura,
sei sempre stata una leale compagna di lavoro,
di padronanza, passione e pazienza un vero capolavoro, per l’altruismo, la gentilezza e la scrupolosa devozione siam per te pieni di profonda ammirazione.

 

MICHELA
Cara Rita,
speriamo ancora di ritrovarci,
anche solo per salutarci,
per scambiarci sui fatti quotidiani differenti opinioni, per raccontarci della vita le più belle emozioni,
per rivivere anni d’affetto e rendere l’amicizia dell’esistenza vera la più dolce delizia.

 

ORNELLA
Ci sono esperienze che lasciano il segno.
Ci sono persone che ti entrano dentro.
Ci sono incontri che ti trasmettono tanto.
Ci sono nomi che ti riecheggiano accanto
che nei cuori di chi li ha conosciuti veramente riaccendono valori e ricordi continuamente.

 

LAURA
Ci sono esseri umani capaci di regalarti tutto questo solo con la semplicità di un piccolo grande gesto.
È il piccolo grande gesto dell’insegnamento,
svolto con passione e talento
che fra tutti i mestieri che giran nel mondo di cultura e formazione è forse il più fecondo.

 

PATRIZIA
Dal primo all’ultimo giorno di scuola nessuna persona si è sentita mai sola perché la tua presenza ci ha abituato
a ricever quanto di più importante sperato. Per tutti noi sei sempre stata, cara Rita, come per l’equipaggio, la nostra vela …
… perché qui a Mortara
ci hai lasciato l’insegnamento più bello: insieme si cresce e si matura,
insieme si lavora e si studia,
insieme ci si vuol bene,
insieme si sorride al futuro che viene,
ed io che l’ultima collega sono stata,
mi ritengo di essere stata molto fortunata!!!!!!!!!

FORSE PIU’ CHE UNA COLLEGA SPECIALE,
SEI STATA PER TUTTI “ LA MAESTRA IDEALE”

 

VIVA LA RITA
Viva la Rita
indaffarata a correggere i testi
e a ritoccare quei quaderni un po’ spenti sempre così precisa!
Viva la Rita
una collega che non ama apparire sempre pronta però a intervenire
con estrema decision.

 

“I giorni della scuola”
Domani quando io mi sveglierò
la scuola cominciare sì dovrò;
mi sento tanto spaventato, sai,
alla mamma ho confidato che
desidero una maestra dolce e tanto buona proprio uguale a te
e tanti amici pronti ad imparare insieme a me …
Rit.
Allora corri e vieni, vieni con me, alla Olivelli c’è un posto per te; apri la tua mente alle novità,
i giorni della scuola vivi in libertà. Allora corri e vieni, vieni e vedrai, potrai imparare e crescere per affrontare il domani,
con gioia e serenità!

Amarla o non amarla si potrà,
dipende solamente dalla tua volontà, ma certo libero tu sarai
se con lo studio imparerai.
E per i compagni rispetto e conoscenza comprare credo tu non potrai;
ma è con amore che dentro di te coltivarli e custodirli dovrai!
Rit.
Allora corri e vieni, vieni con me, alla Olivelli c’è un posto per te; apri la tua mente alle novità,
i giorni della scuola vivi in libertà. Allora corri e vieni, vieni e vedrai, potrai imparare e crescere
per affrontare il domani, con gioia e serenità!
Musica

Allora corri e vieni, vieni e vedrai potrai imparare e crescere
per affrontare il domani,
con gioia e serenità!
Per affrontare il domani, con gioia e serenità!!

Fonte

 

Biglietti per alunni e maestre per la fine dell’ anno scolastico

Biglietti per alunni e maestre per la fine dell’ anno scolastico

Maestramaria

Trovare le parole per ringraziare e salutare i bambini al termine di un anno o ciclo scolastico, può esser molto difficile.
I piccoli crescono con noi maestre, ci accompagnano per un tratto della nostra vita e diventano pezzi del nostro cuore .

E’ veramente difficile trovare le parole per lasciarli e salutarli, per fortuna ci sono le poesie che ci aiutano ad esprimere i nostri sentimenti ….

.

QUELLO CHE RESTA

E adesso non sono più la tua maestra,
ma rimarrai qui, dentro la testa,
dentro il mio cuore e in mezzo ai miei pensieri
anche quando io sarò per te già ieri.
Per me sei ieri, oggi e anche domani,
sei stato il bimbo dato alle mie mani
per diventare ragazzo e uomo vero,
per fare cose di cui puoi andare fiero.
Ma in fondo io so già quello che resta
sarò per te per sempre la maestra
e tu per me non…

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Poesie per la mamma

Letterina per la festa della mamma

Mamma

Mamma, che a noi sempre

pensi,

Come una trottolina

Sempre in movimento,

Fermati un momento!

Ti offro tè e pasticcini,

Così insieme saremo un

pochettino.

Giocoliereitaly

Auguri mamma

Se io fossi, mamma, un uccellino
che vola nel cielo profondo
vorrei offrirti il mio canto
più dolce, soave, giocondo.
Se io fossi, mamma, una stella
che brilla nel bruno firmamento
donerei a te la luce più bella
con amore e baci a cento a cento.
Ma essendo solo un bambino
e non avendo che il cuore,
ti voglio stare vicino
per dirti tutto il mio amore.
E.Ottaviani

Voglio le rose

Voglio le rose
sbocciate in tutti i giardini del mondo,
io voglio le rose
di un tenero giallo
e quelle di un rosso profondo;
e voglio le rose
che vincon con loro candore
la neve dei monti.
Le voglio sfogliare
davanti ai tuoi passi;
mammina,
perchè con un ritmo di danza
tu possa avanzare,
e possa sognare,
sul soffice vario tappeto,
di avere una bimba
così tenera e buona
che mai ti darà anche solo una spina.

(B. Battistella)

Mamma nastrino

Tutte le mamme del mondo hanno i nastrini.
Tanti nastrini lunghi e colorati
che legano i loro cuori a quelli dei loro bambini.
Nastrini invisibili, di stoffa molto elastica,
che possono allungarsi, allungarsi, allungarsi…
Accorciarsi, accorciarsi, accorciarsi……..
Se la mamma lavora lavora lavora
e al bambino vengono i puntini delle coccinelle,
il raffreddore degli elefanti, la tosse degli asini.
Se la mamma resta a casa e il bambino va a scuola, il primo giorno, otto ore che sembrano otto anni.
Il tamburo del cuore batte:
«tu-tum, tu-tum, pronto-pronto».
L’altro tamburo risponde:
«tu-tum, tu-tum, eccomi, un po’ di pazienza!».
Mamma e bambino si parlano. Da cuore a cuore. In una lingua misteriosa che solo loro capiscono.”

Tratto da “Mamma nastrino e papà luna” di E. Nava-Ed Piemme Franca

fonte

Il mio bene

Ti voglio bene mamma…come il mare!
Non basta: come il cielo! No, più ancora.
Mamma, ci penso già quasi da un’ora,
eppur quel nome non so trovare.
Il nome di una cosa grande grande
che ci sta dentro il bene che ti voglio.
Una balena, forse, o un capodoglio.
Oh, mamma, non mi far tante domande.
So che quando ritorno dalla scuola
i gradini li faccio a rompicollo
per l’impazienza di saltarti al collo,
e il cuoricino, puf, mi balza in gola.
Ti voglio bene quando sei vicina
e quando non ci sei: quando mi abbracci:
ti voglio bene anche se mi sculacci.
Sei soddisfatta, adesso, o no, mammina?

Di Lina Schwarz

Ti voglio tanto bene

Ho pregato un poeta
di farmi una poesia
con molti auguri per te,
mammina mia;
ma il poeta ha risposto
che il verso non gli viene;
così ti dico solo:
ti voglio bene!

Lina Schwarz

Grazie mamma

Grazie mamma
perché mi hai dato
la tenerezza delle tue carezze,
il bacio della buona notte,
il tuo sorriso premuroso,
la dolce tua mano che mi dà sicurezza.
Hai asciugato in segreto le mie lacrime,
hai incoraggiato i miei passi,
hai corretto i miei errori,
hai protetto il mio cammino,
hai educato il mio spirito,
con saggezza e con amore
mi hai introdotto alla vita.
E mentre vegliavi con cura su di me
trovavi il tempo
per i mille lavori di casa.
Tu non hai mai pensato
di chiedere un grazie.
Grazie mamma!

Judith Bond

ALLA MIA MAMMA

Quando apro i miei occhi al mattino
la mia mamma mi viene vicino,
mi accarezza pian piano la testa
poi sorride e i suoi occhi fan festa.
Non ci sono, lo so, mamme brutte,
ma la mia è la più bella di tutte.
Se son triste sa sempre che fare,
sa cantare, ballare e giocare.
Se, correndo, mi faccio un po’ male,
la mia mamma ha un rimedio speciale:
mi dà un bacio e così, per magia,
tutto il male che avevo va via.
Voglio dirle tantissime cose,
regalarle bellissime rose
e una casa che sembra un castello,
col giardino, ma senza il cancello.
Chiamo tutti i bambini del mondo
e facciamo un bel girotondo
con la mamma che ride e poi dice:
“Son contenta se tu sei felice!”

Elio Giacone

Festa della mamma

La fata più bella

Non ha , sui capelli, una stella

né, in mano, la bacchetta fatata,

eppure ogni mamma è una fata,

la fata più buona e più bella!

Perché vive solo d’ amore;

è così grande il suo cuore

che tutto, ai suoi figlioli, perdona.

La mamma è la fata più bella

perché pieno di luce il suo viso;

così, quando va in paradiso,

diventa del ciel una stella!

E. Ottaviani

……………………………………………………………………..

Prima di nascere

” Prima di nascere dov’ ero?”

” Tu eri già dentro ogni mio pensiero,

dentro i miei sogni di felicità

nei pensieri di mamma e papà!”

” Dai mamma, adesso non m’ imbrogliare

lo sai di cosa volevo parlare!

Prima di nascere stavo benone,

sicuro e comodo nel tuo pancione!”

Rid. da Prima di nascere, di Gianni Rodari

……………………………………………………………………..

Per la tua festa dolce Mamma

ho raccolto i fiori più belli del nostro giardino.
Ho colorato il disegno più speciale,
ho cercato tra i ricordi la storia più bella.

Tutto questo per fartene dono,

anche se, il fiore più bello, i colori più accesi,

e la storia più speciale nella mia vita,
sei tu Mamma!

Auguri, è la tua festa!

STEPHEN LITTIEUORD

………………………………………………………………………

Mamma

La casa senza mamma
è un fuoco senza fiamma,
un prato senza viole,
un cielo senza sole.
Dove la mamma c’è
il bimbo è un piccolo re,
la bimba reginella,
la casa è tanto bella.

di Renzo Pezzani

………………………………………………………..

Grazie mamma
perché mi hai dato
la tenerezza delle tue carezze,
il bacio della buona notte,
il tuo sorriso premuroso,
la dolce tua mano che mi dà sicurezza.
Hai asciugato in segreto le mie lacrime,
hai incoraggiato i miei passi,
hai corretto i miei errori,
hai protetto il mio cammino,
hai educato il mio spirito,
con saggezza e con amore
mi hai introdotto alla vita.
E mentre vegliavi con cura su di me
trovavi il tempo
per i mille lavori di casa.
Tu non hai mai pensato
di chiedere un grazie.
Grazie mamma.

di Judith Bond

………………………………………………………..

L’angelo della famiglia

Vuoi sapere, bambino mio, quale fu per
la tua mamma il più bel giorno della sua vita?
Fu quello in cui, una mattina, ella si avvicinò
dolcemente alla tua culla e sollevò
piano piano i veli che ti coprivano.
Tu le tendesti i tuoi braccini rosa e per
la prima volta balbettasti: Mamma

di C. Juranville

in inglese
The angel of the family

Do you want to know , my child , who was to
your mom the best day of his life ?
That was when, one morning , she came
your crib and gently lifted
slowly the veils that you covered .
Thou tendesti your braccini pink and
the first time balbettasti : Mom
…………………………………………………………………..

La parola più bella

Mamma. Nessuna parola è più bella.
La prima che si impara,
la prima che si capisce e che s’ama.
La prima di una lunga serie di parole
con cui s’è risposto alle infinite,
alle amorose, timorose domande
della maternità.
E anche se diventassimo vecchi,
come chiameremmo la mamma
più vecchia di noi?
Mamma.
Non c’è un altro nome.

di Marino Moretti

……………………………………………………………………………………..

Una mamma moderna

La mia mamma è tanto bella,

si prepara come una stella:

si tinge i capelli, si mette il trucco,

e il mio papà…..rimane di stucco!

Pulisce la casa in continuazione,

con i prodotti in promozione,

tira i panni dalla lavatrice

e, se sono bianchi, è strafelice

Prepara pranzetti prelibati

con i cibi surgelati.

Al supermercato riempie il carrello

di detersivi, bibite e girelle.

Fa la tassista per la palestra,

i compleanni e altre feste.

Guida la panda o anche la SKoda

senza curarsi se è fuori moda.

Ha il computer e non lo usa:

non è portata si sente confusa!

Usa tanto il telefonino,

anche per parlare con la vicina:

Conosce tutte le canzoni

di D’ Alessio e di Baglioni,

di Renato Zero e di Pausini,

tutti suoi beniamini.

Io sono contento

che la mia mamma sia così

e pagherei per vederla ogni dì.

Vorrei vederla mattina e sera,

non per un giorno, per la vita intera!

Per coprirla di infinite carezze,

di tanti bacini e gentilezze,

per ringraziarla

per quel che ha fatto

per questo figlio un pò distratto

e non ha colto in tempo reale

d’ avere….una mamma davvero speciale!

Adele Sibilio

………………………………………………………………………………………..

Che cos’ è una mamma

Una mamma è come un albero grande

che tutti i suoi frutti dà:

per quanti gliene domandi

sempre uno ne troverà.

Ti dà il frutto, il fiore e la foglia,

per te di tutto si spoglia,

anche i rami si toglierà.

Una mamma è come un albero grande.

Una mamma è come una sorgente.

Più ne toglie acqua e più ne getta.

Nel suo fondo non vedi belletta:

sempre fresca, sempre lucente,

nell’ombra e nel sole è corrente.

Non sgorga che per dissetarti,

se arrivi ride, piange se parti.

Una mamma è come una sorgente.

Una mamma è come il mare.

Non c’è tesori che non nasconda,

continuamente con l’onda ti culla

e ti viene a baciare.

Con la ferita più profonda

non potrai farlo sanguinare,

subito ritorna ad azzurreggiare.

Una mamma è come il mare.

Una mamma è questo mistero:

tutto comprende, tutto perdona,

tutto soffre, tutto dona,

non coglie fiore per la sua corona.

Puoi passare da lei come straniero,

puoi farle male in tutta la persona.

Ti dirà:

Francesco Pastonchi

………………………………………………………………………………………….

Dincello, mamma mia
Oggi mamma m’ha ditto:
guardeme ‘nfaccia e dimme ‘a verità,
te veco triste e afflitto
figlio mio bello dimme c’aggia fà?
Parla sinceramente
io te sò mamma e nun me puo ngannà,
rispunne onestamente
si vuo fà pace nce vaco io a parlà.
Dincello mamma mia
c’ ‘a voglio sempe bene,
c’ ‘a porto dint’ ‘o core,
c’ ‘a tengo dint’ ‘e vene,
è tutta ‘a vita mia
nun m’ ‘a pozzo scurdà,
sta femmena è d’ ‘a mia
essa ha da riturnà.

Mammema nci ha parlato
ll’a ditto piccerè tu che vuò fà?
Pecchè ll’he abbandonato,
figlieme senz’ ‘e te nun pò campà.
Povera mamma mia
comme na santa ll’he ghiuta a prià,
ritorna figlia mia
songo na mamma e nun m’ ‘o può annià.

Dincello mamma mia
c’ ‘a voglio sempe bene,
c a porto dint’ ‘o core,
c’ ‘a tengo dint’ ‘e vene,
è tutta ‘a vita mia
nun m’ ‘a pozzo scurdà,
sta femmena è d’ ‘a mia
essa ha da ritumà.

Antonio De Curtis (Totò)

…………………………………………….

‘A MAMMA

Chi tene ‘a mamma si che furtunato,
pecché na mamma vale nu tesoro
nun ‘mborta ca tenesse pate é ssore
à mamma é n’ata cosa,
na cosa eccezzionale difficele a spiegá.
Essa ca sempe veglia, essa ca spia sempe,
essa ca sape tutto, senza l’addumanná .
‘A mamma è na gendarma ca patria nun pó dá,
e quanne sta’ in pericolo a primma che si chiamme
é sempe chella llá.
‘A mamma é na putenza a nun puté emitá,
a mamma na sapienza ca l’arte nun pó fá.

Armando Torre

…………………………………………………………………..

Canta canta per la mamma

Canta canta per la mamma

una bella ninna nanna

fai un bella dormitina

fino a domattina

anche se nel giorno della tua festa

tutto il mondo si desta

Scuola Arcobleno Coordinamento diAngela Latini

La spiga infanzia

………………………………………………………………………………………..

Conosco una cosa

La pietra si consuma,

la stoffa si consuma

è naturale,

ma conosco una cosa

che non si sciupa mai:

è la guancia della mamma

sempre pronta

a prendere i bacini che le dò

e che non si consuma neanche un pò

Scuola Arcobleno Coordinamento di Angela Latini

La spiga infanzia

………………………………………………………………………………………..

MADONNINA

T’ ho portato un fiorellino

che trovai lungo il cammino;

lo raccolsi solo per te.

E’ un fioretto appena aperto

che ti piaccia sono certo,

così umile com’è

Or ti prego, Madonnina,

per il babbo e la mammina

per chi vive intorno a me.

La mia casa benedici,

la mia scuola e i miei amici,

e chi affida il cuore a te

(R. PEZZANI)

……………………………………………………………………………………………………

LA MADONNA

La Madonna bella e buona

sotto i piedi tieni la luna;

La Madonna buona e bella

sopra il capo ha una stella;

una stella di splendore

che sorella par del sole.

(ANONIMO)

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MADONNA DI MAGGIO

Se batti alla porta del Cielo
con la tua preghiera,
subito t’apre la Madonna
con mano leggera.

E dice: ” Ti son mamma anch’io;
che cosa vuoi, piccino?
T’ascolto, sai; ti voglio bene
come al mio Bambino”.

Poi reca i tuoi pensieri buoni
ai piedi del Signore,
mentre sale l’odor di rose
dai giardini in fiore.

http://www.mammaebambini.it/poesie-preghiere-e-testi/festa-della-mamma-2/

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Maggio di Teresah

« Viva maggio, mese d’oro! »
Canta il coro
degli uccelli
pazzerelli
sulle gronde
tra le fronde;
« Viva maggio, mese d’oro! »
« Viva maggio, mese bello! »
Canta il bimbo
ridarello,
con le rose più odorose,
le ciliegie
saporose…
« Viva maggio, mese bello!»

………………………………………………………………………………………….

La mamma
di Martina da http://www.filastrocche.it

La mamma è la persona
Che ti vuole bene sempre,
che tutto da’, senza nulla chiedere.
Ti coccola e ti rimprovera,
ti sprona e ti consola nella tristezza.
Ti da’ i baci prima di dormire
Ti ascolta e sorveglia il tuo sonno.
Mamma per me sei tutto,
appaghi ogni mio desiderio.
Voglio stare con te sempre

………………………………………………………………………………………..

Alla Mamma
di Eleonora da http://www.filastrocche.it
Mamma, sei una persona speciale.
Severa, ma affettuosa,
pronta a perdonare e lodare.
IL tuo cuore è grande
grande come il mare;
come il cielo sereno
è il tuo sorriso;
il tuo cuore è un porto sicuro
contro i mali della vita.

………………………………………………………………………………………..

AVE

Nella valle piccolina

sta una dolce Madonnina;

la salutano gli uccellini,

le campane e i bambini.

la saluta anche il mio cuore:

“Ave, o mamma del Signore,

benedici la mia vita,

fammi buona e così sia”:

(HEDDA)

………………………………………………………………………………………..

LA MADONNA

La Madonna bella e buona

sotto i piedi tiene la luna;

La Madonna buona e bella

sopra il capo ha una stella;

una stella di splendore

che sorella par del sole.

(ANONIMO)

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MAMMA

GIACOMO PARILLO

Tu che me mbarat a camminà
Mo’, m taggia scurdà.
Tu t preoccupav si m riv nu cucchiariell cucente
Mo’ t s’affligge u core sul si teng nu mal e dente,
Mo’ me fatt ruosso cu tanta stient
So passat sti iuorni comm’a nient
Ce simm spartut e stamm luntani
Ma i te penso sul guardenno i mani.
I me risollevo pur cu i muorzi chiù amar
Pecchè “mamma” è a parola chiù car,
Ne puonn esse cient e te tarttano cu bianchi guant
Ma e mamma ce ne sta una sultant.
Si a mamma e una sola!
Curva, Storta o comm sia
A mamma chiù bella e chiù cara è a mamma mia!

………………………………………………………………………………………..

PER LA MIA MAMMINA

di TOTO’

Si fosse n’auciello

Si fosse n’auciello

ogni matina vurria cantà

ncoppa ‘ fenesta toia:

“Buon giorno mamma mia,

bungiorno, ammore!!!..

Pò vurria zumpà

ncoppe ‘e capille

e,chianu chianu,

comme na’ carezza

stu beccuccio

accussì piccirillo

mme te mangiasse

‘e vase a pezzechillo…

si fosse nu canario

o nu cardillo

………………………………………………………………………………………..

A cchiù sincera

Tengo na ‘nnammurata

ca è tutt’ ‘a vita mia.

Mo tene sittant’anne, povera mamma mia!
Cu chella faccia ‘e cera,
sotto ‘e capille janche,
me pare na sant’Anna
cu ll’uocchie triste e stanche.
Me legge dint’ ‘o penziero,
me guarda e m’anduvina
si tengo nu dulore
si tengo quacche spina.

TOTO’

………………………………………………………………………………………………….

‘A mamma

Nun è maj fredda a casa addò stà ‘a mamma
che cu nà carezza te scarfa e te cunsola
e cò calor suoje te scarfe pure ‘o core.
Quanne te sient triste, sule e abbandunato
te piglia cù na mano
e mentre te guarda dint a l’uocchie suje
mille raggi ‘e sole
che te danno a forza pè putè campà.
‘A mamma…
comme sone bell ‘mmocca stà parola…
‘a tengo e ‘a facio intussecà!

pecche’ l’amore e mamm’ e na’ ricchezz

E’ com o mar nun fernesce mai.

Pur l’omm chiù trist e malament.

Semp’ buon’ si vuo ben a’ mamm’

A’ mamm’ tutt da e nient cerch.

Ma si te vede chiagnere…

senza sapè ò pecché

t’abbracc’ e dice figlio:

ie chiangne ‘nziem à te.

-Dal web-

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Mamma

Mamma mia tu dice semp:

“Fa o’ brav, famm cuntent!”

Allor je pens’ eddic:

“Si tenesse tanta sold

t’ accattass oro e brillant,

int’ ana villa co’ ciardin

te facess fa a’ riggina.

Ma mo so piccirill

e sold nu’ ne teng

te done nu vasill

e te facc’ cuntent,

e po te dic, mamma mia

tu si a riggina da vita mia!”

dal web

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Persone male informate
O più bugiarde del diavolo
Dicono che tu sei nato
Sotto a una foglia di cavolo!

Persone male informate
O più bugiarde del diavolo
Dicono che sono nato
Sotto a una foglia di cavolo!

Altri maligni invece
Sostengono senza vergogna
Che sei venuto al mondo
A bordo di una cicogna!

Altri maligni invece
Sostengono senza vergogna
Che sono venuto al mondo
A bordo di una cicogna!

Se mamma ti ha comperato
Come taluni pretendono
Dimmi: dov’è il negozio
Dove i bambini si vendono?

Se mamma mi ha comperato
Come taluni pretendono
Diteci: dov’è il negozio
Dove i bambini si vendono?

Tali notizie sono
Prive di fondamento:
Ti ha fatto la tua mamma
E devi essere contento!

Tali notizie sono
Prive di fondamento:
Mi ha fatto la mia mamma
E sono molto contento!
Tali notizie sono
Prive di fondamento:
Mi ha fatto la mia mamma
E sono molto contento!
E sono molto contento!

Gianni Rodari

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Auguri mamma

Se io fossi, mamma, un uccellino

che vola nel cielo profondo vorrei

offrirti il mio canto più dolce, soave, giocondo.

Se io fossi, mamma, una stella

che brilla nel bruno firmamento

con more e baci a cento a cento.

Ma essendo solo un bambino

e non avendo che il cuore,

ti voglio stare vicino

per dirti tutto il mio amore

(da “Raccogli idee” ed.Tresei scuola)

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Ho fatto un mazzolino

Ho fatto un mazzolino,

coi fiori del giardino,

li ho colti stamattina,

insieme al mio papà.

Sono i fiori per la tua festa,

cara mamma eccoli qua.

Una rosa perchè ti voglio bene,

una viola perchè sarò ubbidiente,

un papavero, non so perchè,

un non ti scordar di me.

Un mughetto insieme ad un gelsomino,

da quest’oggi sarò sempre più buono,

una primula vuol dire che,

il primo pensiero sei per me.

Qualche ciclamino,

perchè dimentichi che sono biricchino

un girasole, una margherita,

perchè tu sei il fiore della vita.

(dal Web)

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Il mio bene

Ti voglio bene mamma…come il mare!

Non basta: come il cielo!

No, più ancora.

Mamma, ci penso già quasi da un’ora

eppur quel nome non so trovare.

Il nome di una cosa grande grande

che ci sta dentro il bene che ti voglio.

Una balena, forse, o un capodoglio.

Oh, mamma, non mi far tante domande.

So che quando ritorno dalla scuola

i gradini li faccio a rompicollo

per l’impazienza di saltarti al collo,

e il cuoricino, puf,

mi balza in gola.

Ti voglio bene quando sei vicina

e quando non ci sei:

quando mi abbracci:

ti voglio bene anche se mi sculacci.

Sei soddisfatta,

adesso, o no, mammina?

(Lina Schwarz)

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L’isola sicura

Se di notte hai un po’ di paura

c’è sempre un’isola che è sicura.

Se il male ti tiene sveglio

vai nell’isola e stai già meglio.

Se al mattino presto

ti desti a ruzzolar nell’isola resti.

Se nel cielo balena un lampo,

vai nell’ isola e trovi scampo.

Per tutti i bimbi alti una spanna

isola grande è il lettone della mamma.

(da “Raccogli idee” ed. Tresei scuola)

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Una telefonata

Mamma amata,

mamma adorata

ho per te una telefonata.

Quante parole avevo trovate,

le avevo in mente se ne sono andate!

Ora le sento nel mio cuoricino,

se vuoi udirle, fatti vicino!

Son grandi, son troppe

e non le so ridire.

Poggia l’orecchio al petto

e stai a sentire… Senti?

Lo senti quanto bene ti voglio?

Allora tieni bene la cornetta

e…non fare imbroglio.

(da “Raccogli idee” ed.Tresei scuola)

———————————————-

Alla mamma

Oh, mamma scusami

se mi confondo perché è da poco

che sono al mondo!

Accetta questi fiori che oggi

ti dono con la promessa

di essere buono.

(da “Raccogli idee” ed.Tresei scuola)

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Son tutte belle

Son tutte belle le mamme del mondo…

Belle quando vegliano

il loro tesoro

e quando lo sollevano

sulle loro candide braccia.

Belle quando lo reggono forti

sul fronte della vita.

Belle le mamme

quando leniscono ferite profonde

e consolano amare delusioni.

Belle nel loro cuore

pieno di sogni e di carezze,

e di ninne nanne d’amore.

(S.Lawrence)

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FILASTROCCA DELLA MAMMA IMPERFETTA

C’era una mamma, una madre madrona,
la mano a saetta, la voce che tuona.
Più che un bambino voleva un soldato
Ma poi crebbe un hippie tutto arruffato.

C’era una mamma, un po’ mamma e un po’ chioccia,
di libertà ne lasciava una goccia,
le nacque una bimba paracadutista
adesso è una stuntman professionista.

C’era una mamma vegana e pittrice,
viveva di tofu col figlio, felice.
“quanti bei posti dipingerai?”
Ma invece il suo Adolfo guidò il Terzo Reich.
Filastrocca del figlio perfetto
Scolpito, pensato come un angioletto
Tu lo volevi un po’ simile a te
e invece “sorpresa!” decide da sé.

C’era una mamma, femminista di razza,
mutande bruciate e tette giù in piazza,
ma ebbe una figlia, un clone di barbie
che va da Intimissimi e spende i miliardi.

C’era una mamma ingessata e ingegnera
sinapsi a quadretti, compita ed austera,
ma il figlio non legge ogni giorno i listini
compila gli oroscopi, descrive destini.

C’era una mamma Bocca di Rosa,
si dice puttana, io dico sciantosa,
il figlio giurò per la castità,
un frate trappista, in povertà.

C’era una mamma, una santa, una suora,
conosce l’amore, ma il piacere lo ignora,
crebbe un bambino, un chierichetto,
fa il pornoattore, un artista del letto.
Filastrocca del figlio perfetto
Scolpito, pensato come un angioletto
Tu lo volevi un po’ simile a te
e invece “sorpresa!” decide da sé.

Filastrocca della mamma imperfetta.
La mamma perfetta un figlio lo accetta.

Enrica Tesio, scrittrice

La parola più bella

sulle labbra del genere umano è “Madre”,

e la più bella invocazione è “Madre mia”.

E’ la fonte dell’amore, della misericordia,

della comprensione, del perdono.

Ogni cosa in natura parla della madre.

(Kahlil Gibran)

Ti regalo mamma…

Ciò che so fare con le mie mani

che duri sempre, non solo domani.

Ciò che nasce dal mio pensiero,

frutto d’amore e d’affetto vero.

E’ più prezioso del diamante,

perchè nulla al mondo è più importante,

per me che non son grande abbastanza,

di te mamma e della tua vicinanza.

(Rosalba – Aprile 2011)

Mamma mia

Mamma mia, te tengo attuorno
d’ ‘a matina nfin’ a sera;
vierno pare Primmavera
mò ca staje sempre cu me.

Si fa viento tu me parle,
mmiez’ ‘o mare sento: “Figlio!”.
Si me serve nu cunziglio,
dint’ ‘o scuro viene tu.

Mamma mia, mamma mia bella…
Quanta vote penzo a quanno
se pò dì ca dint’ a n’anno
ce vedevemo sì e no!

Giuvinotto me sentevo
capuzziello, preputente…
Te sò figlio overamente
mò ca nun te tengo cchiù.

Eduardo De Filippo (1945)

Pagliaccio:bandierine,lavoretti,disegni,cartellone

Basta un piccolo disegno di  pagliaccio da colorare liberamente e delle simpatiche bandierine con la scritta “Viva Carnevale ” per addobbare l’aula e vivere il Carnevale in un clima gioioso e di festa.

Per un lavoretto semplice basta invece: stampare  le sagome ,ingrandirle a proprio piacimento ,riportarle su cartoncino, ritagliarle ,assemblarle e  ricreare  un pagliaccio che vi accoglie a braccia aperte.

Con un unico disegno tante sono le cosa che si possono fare…a voi la scelta!

 

 

schermata 2018-12-27 alle 16.36.47

 

schermata 2018-12-27 alle 16.39.36

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Angelo celesteAngelo giallo

                       

 PICCOLI ANGELI

Piccoli angeli
dalle ali bianche,
chissà come sarete stanchi
di volare
nella notte blu,
per portare ai bimbi
i doni di Gesù.
Fermatevi un pochino
accanto al mio lettino;
vi faccio posto sul mio guanciale
perchè possiate un poco riposare;
parleremo insieme pian pianino :
mi narrerete di Gesù Bambino…

(da “Cose nuove” Ed F.lli Fabbri)

————————————-

Filastrocca di Natale

faccio un albero speciale

di palline e caramelle

con la polvere di stelle.

Faccio un albero a colori

che rallegri tutti i cuori

e poi scrivo tra i regali

“Siamo tutti quanti uguali”

Giuseppe Bordi

——————————-

Buon Natale

E’ la musica del cuore

che ci riempie di colori

coni canti di Natale

e la festa generale.

Vi auguriamo tanta gioia

ed un anno senza noia.

tanti auguri e sono tanti

BUON Natale

a tutti quanti

da  Storilandia -Ed. L’ arcobaleno -Lucia Caselli

—————————

MAGICHE SFERE DI NATALE

Dal mio albero pendono magiche sfere
e hanno dentro le cose più vere.
C’è la sfera dell’amicizia
che è un po’ come la liquirizia:
tiene dentro il dolce e l’amaro
ma è davvero un bene assai raro.
C’è la sfera dell’uguaglianza
e ci sta dentro la differenza
che nel mondo esiste ed è bello:
pur chi è diverso è mio fratello.
C’è la sfera della pace
che diffonde la più grande luce
colpisce gli occhi, entra nel cuore
ed esce fuori sotto forma di amore.
C’è la sfera della libertà,
povero l’essere che non ce l’ha;
la libertà di vivere a modo mio
senza mai offendere né uomo, né Dio.
Dal mio albero pendono magiche sfere
che scintillando rendono calde le sere,
magiche sfere di Natale
tengono dentro tutto ciò che vale!

di Germana Bruno

————————————-

E’ nato Gesù
Il gregge stanco ansando riposava
sotto le stelle nella notte fonda.
Dormivano i pastori. Il tempo andava.
Qund’ecco una gran luce il cielo inonda.
E’ mezzanotte. Ed ecco un dolce canto
suona per l’aria, in armonia gioconda.
Si destano i pastori, al gregge accanto,
e ascoltano: “Sia gloria a Dio nei cieli
e pace in terra all’uomo!”. O dolce incanto!
E’ nato un bimbo tutto luce e amore.
In una stalla, avvolto in pochi veli,
povero è nato e pure é il Re dei cieli.
E dice a tutti: “State cuore a cuore,
come fratelli! Non odiate mai!
L’anima che perdona è come un fiore.
Chi crede in me non perirà mai”.
Ettore Bogno
————————————-
L’albero di Natale

C’è un misterioso alberello
venuto chissà da quali foreste,
Che tutti gli anni sotto le feste
spunta in un angolo del tinello.
E’ inverno, e gli alberi fuori dormono tutti
ma questo, al caldo di casa, dà fiori e dà frutti:
son mele lucenti, cristalli di neve, stelline d’ottone
rimaste sepolte un anno dentro una scatola di cartone.
L’albero adesso è come un re vestito da festa
che ha per corona una stella cometa in cima alla testa.
Nel bosco dei rami, tra dolci e dolcetti, svolazzano senza fine
uccelli angioletti e lucciole di mille minuscole lampadine.
Quando poi viene la notte delle notti, lustrini, mele stelle d’argento,
nell’albero che fa da cielo formano un piccolo firmamento….
sopra un presepio disperso dove un bambino, giocando,
nel gran silenzio dell’universo torna a venire al mondo.
Mario Faustinelli

…………………………………..

C’era un silenzio

C’era un silenzio
come d’attesa
lungo la strada
che andava in chiesa;
e fredda l’aria
di notte, in quell’ombra
là solitaria.

C’eran le stelle
nel cielo invernale;
e un verginale candore di neve,
ma rado e lieve.

C’era una siepe,
nera stecchita;
parea fiorita
di biancospino.

E mi teneva
– oh mio sogno lontano! –
mia madre per mano.

E nella tiepida
chiesa, che incanto!

Fra lumi e un denso
profumo d’incenso
e suono d’organo
e voci di canto,
ecco il Presepe
con te, Bambino…

PIETRO MASTRI
————————————-
Preghiera di Natale

Questa notte nel mio lettino,
pregherò Te, Gesù Bambino.
Dona, Ti prego, il tuo perdono
a tutti quelli che buoni non sono.
Alla mia mamma e al mio papà
dona, Ti prego, felicità.
A tutti quelli cui voglio bene,
fa’ che leggere siano le pene.
Fa’ che gli uomini d’ogni color
trovino sempre soltanto amore
dal web
————————————

I colori del Natale

A Natale c’è il verde degli abeti luccicanti
che rallegra i cuori a tutti quanti.
A Natale c’è Babbo Natale vestito di rosso
che porta regali a più non posso.
A Natale c’è il manto della neve bianca
che a toccarla mai ti stanca.
A Natale c’è l’arancione delle clementine
su ogni tavola tutte le mattine.
A Natale c’è il marrone dei dolci squisiti
che vorresti non fossero mai finiti.
A Natale c’è il blu del cielo stellato
che copre il bambino appena nato .
A Natale c’è nero delle notte più bella
illuminata dal fulgore della stella.
C’è poi un qualcosa che non ha colore
ma ti fa batter forte il cuore
E’ il sentimento che si chiama AMORE.
Se c’è intingerai il pennello
e farai ogni tuo giorno più bello.
Alessandro Malaguti
Fonte

………………..
Un mondo di auguri
Stingi le mie mani,
io stringo le tue:
se prendiamo molte mani
non saremo più in due.
Uniamole con gioia,
formiamo un girotondo e questo
sarà il Natale più felice del mondo.
Scambiamoci un sorriso,chiamiamoci fratelli
saranno questi i doni più magici e più belli.
dal web

………………………………………..

Buon Natale
A Natale non si fanno cattivi
pensieri ma chi è solo
lo vorrebbe saltare
questo giorno.
A tutti loro auguro di
vivere un Natale
in compagnia.
Un pensiero lo rivolgo a
tutti quelli che soffrono
per una malattia.
A coloro auguro un
Natale di speranza e di letizia.
Ma quelli che in questo giorno
hanno un posto privilegiato
nel mio cuore
sono i piccoli mocciosi
che vedono il Natale
attraverso le confezioni dei regali.
Agli adulti auguro di esaudire
tutte le loro aspettative.
Per i bambini poveri
che non vivono nel paese dei balocchi
auguro che il Natale
porti una famiglia che li adotti
per farli uscire dalla loro condizione
fatta di miseria e disperazione.
A tutti voi
auguro un Natale con pochi regali
ma con tutti gli ideali realizzati.

Alda Merini

…………………………..

Gesù Bambino

Gesù Bambino vestito di bianco
Gesù Bambino vestito di bianco
porta i tuoi doni a chi è forte
e a chi è stanco,
porta i tuoi doni a grandi e piccini
Gesù Bambino che ami i bambini.

Gesù Bambino vestito di blu
porta i tuoi doni a chi vuoi tu,
porta i tuoi doni che son sempre veri,
Gesù Bambino di oggi e di ieri.
Tanti Auguri con un girotondo.
Tanti Auguri a tutto il mondo.
da :Filastrocche.it
——————————-
In punta di piedi

In punta di piedi la mia sorellina
vuol l’albero decorare.
Allunga piano le sue braccine
la mamma e il babbo vuole aiutare.
Appende un angioletto dorato
sotto una bella stellina,
lo copre col filo dorato
e gli fa ciao con la manina.
In punta di piedi il mio fratellino
vuol l’albero decorare.
Un bastoncino di zucchero appende
pero’ io so che lo vuol mangiare.
Con un bel fiocco, legato alla porta,
appende poi una campanella
accanto al cavallino di legno
che tira la carrozzella.
In punta di piedi il babbo
vuol l’albero decorare
un festone di luci appende
che tutto quanto lo fa brillare.
Prende poi il mio ornamento,
la cosa piu’ bella
in braccio mi solleva e mi fa appendere
lassu’ in cima la lucente stella.

Charles e Debra Ghigna
————————————–
Er presepio

Ve ringrazio de core, brava gente,
pé ‘sti presepi che me preparate,
ma che li fate a fa? Si poi v’odiate,
si de st’amore non capite gnente…

Pé st’amore sò nato e ce sò morto,
da secoli lo spargo dalla croce,
ma la parola mia pare ‘na voce
sperduta ner deserto, senza ascolto.
La gente fa er presepe e nun me sente;
cerca sempre de fallo più sfarzoso,
però cià er core freddo e indifferente
e nun capisce che senza l’amore
è cianfrusaja che nun cià valore.
Trilussa – Le migliori poesie
——————————————

E’ NATALE

E’ Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.
E’ Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.
E’ Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.
E’ Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
E’ Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
E’ Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.

Madre Teresa di Calcutta

——————————————

Bambino Gesù, asciuga ogni lacrima

Asciuga, Bambino Gesù, le lacrime dei fanciulli!
Accarezza il malato e l’anziano!
Spingi gli uomini
a deporre le armi
e a stringersi in un universale abbraccio di pace!
Invita i popoli,
misericordioso Gesù,
ad abbattere i muri
creati dalla miseria
e dalla disoccupazione,
dall’ignoranza
e dall’indifferenza,
dalla discriminazione e dall’intolleranza.
Sei tu,
Divino Bambino di Betlemme,
che ci salvi,
liberandoci dal peccato.
Sei tu il vero e unico Salvatore,
che l’umanità spesso cerca a tentoni.
Dio della pace,
dono di pace
per l’intera umanità, vieni a vivere
nel cuore di ogni uomo e di ogni famiglia.
Sii tu la nostra pace
e la nostra gioia!

Giovanni Paolo II

——————————————–

 

Disegni sull’inverno

Poesia sull’inverno con disegni da stampare liberamente,colorare e assemblare in un simpatico libretto per la stagione invernale . Inverno Le nuvole sono nere, quanta pioggia vien dal cielo! Ecco adesso viene l’inverno con la neve e con il gelo. Brr! che freddo ci sarà! Che altro mai ci porterà? Con le buone e dolci arance, mandarini e mandarance. Poi la festa di Natale e alla fine il Carnevale. Spogli ha i rami l’alberello e il nonnino infreddolito resta accanto al fuocherello. Gli animali della terra dormon tutti nella tana, ma io corro sulla neve ché i vestiti son di lana! R. Marra STAMPA IL PDF  DA COLORARE

DA COLORARE

Lavoretto invernale

Siamo in pieno inverno ,fa freddo ed è il momento giusto per  questi alberelli da realizzare con pochi e semplici passaggi.

Basta, infatti stampare ,ritagliare e incollare su un’abbassalingua l’alberello.

Tutti insieme, gli alberelli, formeranno un bosco innevato e bianchissimo.

Per la sagoma degli alberelli clicca qui

Poesie per Natale

PICCOLI ANGELI

Piccoli angeli
dalle ali bianche,
chissà come sarete stanchi
di volare
nella notte blu,
per portare ai bimbi
i doni di Gesù.
Fermatevi un pochino
accanto al mio lettino;
vi faccio posto sul mio guanciale
perchè possiate un poco riposare;
parleremo insieme pian pianino :
mi narrerete di Gesù Bambino…

(da “Cose nuove” Ed F.lli Fabbri)

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Buon Natale

E’ la musica del cuore

che ci riempie di colori

coni canti di Natale

e la festa generale.

Vi auguriamo tanta gioia

ed un anno senza noia.

tanti auguri e sono tanti

BUON Natale

a tutti quanti

da Storilandia -Ed. L’ arcobaleno -Lucia Caselli

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MAGICHE SFERE DI NATALE

Dal mio albero pendono magiche sfere
e hanno dentro le cose più vere.
C’è la sfera dell’amicizia
che è un po’ come la liquirizia:
tiene dentro il dolce e l’amaro
ma è davvero un bene assai raro.
C’è la sfera dell’uguaglianza
e ci sta dentro la differenza
che nel mondo esiste ed è bello:
pur chi è diverso è mio fratello.
C’è la sfera della pace
che diffonde la più grande luce
colpisce gli occhi, entra nel cuore
ed esce fuori sotto forma di amore.
C’è la sfera della libertà,
povero l’essere che non ce l’ha;
la libertà di vivere a modo mio
senza mai offendere né uomo, né Dio.
Dal mio albero pendono magiche sfere
che scintillando rendono calde le sere,
magiche sfere di Natale
tengono dentro tutto ciò che vale!

di Germana Bruno

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E’ nato Gesù
Il gregge stanco ansando riposava
sotto le stelle nella notte fonda.
Dormivano i pastori. Il tempo andava.
Qund’ecco una gran luce il cielo inonda.
E’ mezzanotte. Ed ecco un dolce canto
suona per l’aria, in armonia gioconda.
Si destano i pastori, al gregge accanto,
e ascoltano: “Sia gloria a Dio nei cieli
e pace in terra all’uomo!”. O dolce incanto!
E’ nato un bimbo tutto luce e amore.
In una stalla, avvolto in pochi veli,
povero è nato e pure é il Re dei cieli.
E dice a tutti: “State cuore a cuore,
come fratelli! Non odiate mai!
L’anima che perdona è come un fiore.
Chi crede in me non perirà mai”.
Ettore Bogno
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L’albero di Natale

C’è un misterioso alberello
venuto chissà da quali foreste,
Che tutti gli anni sotto le feste
spunta in un angolo del tinello.
E’ inverno, e gli alberi fuori dormono tutti
ma questo, al caldo di casa, dà fiori e dà frutti:
son mele lucenti, cristalli di neve, stelline d’ottone
rimaste sepolte un anno dentro una scatola di cartone.
L’albero adesso è come un re vestito da festa
che ha per corona una stella cometa in cima alla testa.
Nel bosco dei rami, tra dolci e dolcetti, svolazzano senza fine
uccelli angioletti e lucciole di mille minuscole lampadine.
Quando poi viene la notte delle notti, lustrini, mele stelle d’argento,
nell’albero che fa da cielo formano un piccolo firmamento….
sopra un presepio disperso dove un bambino, giocando,
nel gran silenzio dell’universo torna a venire al mondo.
Mario Faustinelli

…………………………………..

C’era un silenzio

C’era un silenzio
come d’attesa
lungo la strada
che andava in chiesa;
e fredda l’aria
di notte, in quell’ombra
là solitaria.

C’eran le stelle
nel cielo invernale;
e un verginale candore di neve,
ma rado e lieve.

C’era una siepe,
nera stecchita;
parea fiorita
di biancospino.

E mi teneva
– oh mio sogno lontano! –
mia madre per mano.

E nella tiepida
chiesa, che incanto!

Fra lumi e un denso
profumo d’incenso
e suono d’organo
e voci di canto,
ecco il Presepe
con te, Bambino…

PIETRO MASTRI
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Preghiera di Natale

Questa notte nel mio lettino,
pregherò Te, Gesù Bambino.
Dona, Ti prego, il tuo perdono
a tutti quelli che buoni non sono.
Alla mia mamma e al mio papà
dona, Ti prego, felicità.
A tutti quelli cui voglio bene,
fa’ che leggere siano le pene.
Fa’ che gli uomini d’ogni color
trovino sempre soltanto amore
dal web
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I colori del Natale

A Natale c’è il verde degli abeti luccicanti
che rallegra i cuori a tutti quanti.
A Natale c’è Babbo Natale vestito di rosso
che porta regali a più non posso.
A Natale c’è il manto della neve bianca
che a toccarla mai ti stanca.
A Natale c’è l’arancione delle clementine
su ogni tavola tutte le mattine.
A Natale c’è il marrone dei dolci squisiti
che vorresti non fossero mai finiti.
A Natale c’è il blu del cielo stellato
che copre il bambino appena nato .
A Natale c’è nero delle notte più bella
illuminata dal fulgore della stella.
C’è poi un qualcosa che non ha colore
ma ti fa batter forte il cuore
E’ il sentimento che si chiama AMORE.
Se c’è intingerai il pennello
e farai ogni tuo giorno più bello.
Alessandro Malaguti
Fonte

………………..
Un mondo di auguri
Stingi le mie mani,
io stringo le tue:
se prendiamo molte mani
non saremo più in due.
Uniamole con gioia,
formiamo un girotondo e questo
sarà il Natale più felice del mondo.
Scambiamoci un sorriso,chiamiamoci fratelli
saranno questi i doni più magici e più belli.
dal web

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Buon Natale
A Natale non si fanno cattivi
pensieri ma chi è solo
lo vorrebbe saltare
questo giorno.
A tutti loro auguro di
vivere un Natale
in compagnia.
Un pensiero lo rivolgo a
tutti quelli che soffrono
per una malattia.
A coloro auguro un
Natale di speranza e di letizia.
Ma quelli che in questo giorno
hanno un posto privilegiato
nel mio cuore
sono i piccoli mocciosi
che vedono il Natale
attraverso le confezioni dei regali.
Agli adulti auguro di esaudire
tutte le loro aspettative.
Per i bambini poveri
che non vivono nel paese dei balocchi
auguro che il Natale
porti una famiglia che li adotti
per farli uscire dalla loro condizione
fatta di miseria e disperazione.
A tutti voi
auguro un Natale con pochi regali
ma con tutti gli ideali realizzati.

Alda Merini

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Gesù Bambino

Gesù Bambino vestito di bianco
Gesù Bambino vestito di bianco
porta i tuoi doni a chi è forte
e a chi è stanco,
porta i tuoi doni a grandi e piccini
Gesù Bambino che ami i bambini.

Gesù Bambino vestito di blu
porta i tuoi doni a chi vuoi tu,
porta i tuoi doni che son sempre veri,
Gesù Bambino di oggi e di ieri.
Tanti Auguri con un girotondo.
Tanti Auguri a tutto il mondo.
da :Filastrocche.it
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In punta di piedi

In punta di piedi la mia sorellina
vuol l’albero decorare.
Allunga piano le sue braccine
la mamma e il babbo vuole aiutare.
Appende un angioletto dorato
sotto una bella stellina,
lo copre col filo dorato
e gli fa ciao con la manina.
In punta di piedi il mio fratellino
vuol l’albero decorare.
Un bastoncino di zucchero appende
pero’ io so che lo vuol mangiare.
Con un bel fiocco, legato alla porta,
appende poi una campanella
accanto al cavallino di legno
che tira la carrozzella.
In punta di piedi il babbo
vuol l’albero decorare
un festone di luci appende
che tutto quanto lo fa brillare.
Prende poi il mio ornamento,
la cosa piu’ bella
in braccio mi solleva e mi fa appendere
lassu’ in cima la lucente stella.

Charles e Debra Ghigna
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Er presepio

Ve ringrazio de core, brava gente,
pé ‘sti presepi che me preparate,
ma che li fate a fa? Si poi v’odiate,
si de st’amore non capite gnente…

Pé st’amore sò nato e ce sò morto,
da secoli lo spargo dalla croce,
ma la parola mia pare ‘na voce
sperduta ner deserto, senza ascolto.
La gente fa er presepe e nun me sente;
cerca sempre de fallo più sfarzoso,
però cià er core freddo e indifferente
e nun capisce che senza l’amore
è cianfrusaja che nun cià valore.
Trilussa – Le migliori poesie
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E’ NATALE

E’ Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.
E’ Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.
E’ Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.
E’ Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
E’ Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
E’ Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.

Madre Teresa di Calcutta

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Bambino Gesù, asciuga ogni lacrima

Asciuga, Bambino Gesù, le lacrime dei fanciulli!
Accarezza il malato e l’anziano!
Spingi gli uomini
a deporre le armi
e a stringersi in un universale abbraccio di pace!
Invita i popoli,
misericordioso Gesù,
ad abbattere i muri
creati dalla miseria
e dalla disoccupazione,
dall’ignoranza
e dall’indifferenza,
dalla discriminazione e dall’intolleranza.
Sei tu,
Divino Bambino di Betlemme,
che ci salvi,
liberandoci dal peccato.
Sei tu il vero e unico Salvatore,
che l’umanità spesso cerca a tentoni.
Dio della pace,
dono di pace
per l’intera umanità, vieni a vivere
nel cuore di ogni uomo e di ogni famiglia.
Sii tu la nostra pace
e la nostra gioia!

Giovanni Paolo II

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La Cometa

Sono la Cometa

di Natale.

Ardo nel firmamento;

Illumino i presepi;

riposo sulle punte degli abeti;

prometto pace alla terra

e doni ai bimbi buoni….

Ma voi mi fate certe confusioni!

perchè, con tutta la vostra scienza,

non avete ancora scoperto

che di bimbi cattivi non c’è n’è?

“Filastrocche in cielo e in terra” Einaudi

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Natale

Brilla in cielo una stella

con la coda lunga e bella,

s’ ode dentro la capanna

una dolce ninna nanna.

C’è un Bambino biondo biondo

col visetto tondo tondo,

che riceve doni e fiori

dagli umili pastori.

(da ” Un mondo di scoperte” ed. Ardea)

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Il Natale dei bambini

Il Natale è di tutti

ma ancor più dei bambini

perchè sono i più vicini

all’ amor di Gesù.

Vanno e vengono per casa

tutti presi nell’ attesa.

Il presepe coi Re Magi

l’ alberello di Natale:

tutto è pronto, tutto è bello

sta tornando il Bambinello.

Tutto vostro è il Natale,

o bambini tanto cari,

custoditelo nel cuore

perchè insegna solo amore

(da ” Un mondo di scoperte” ed. Ardea)

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Un abete speciale

Quest’anno mi voglio

fare un albero di Natale

di tipo speciale,

ma bello veramente.

Non lo farò in tinello,

lo farò nella mente,

con centomila rami

e un miliardo di lampadine,

e tutti i doni che non stanno

nelle vetrine.

Un raggio di sole

per il passero che trema,

un ciuffo di viole

per il prato gelato,

un aumento di pensione

per il vecchio pensionato.

E poi giochi, giocattoli,

balocchi quanti ne puoi contare

a spalancare gli occhi:

un milione,

cento milioni di bellissimi doni

per quei bambini

che non ebbero mai un regalo di Natale,

e per loro ogni giorno all’altro è uguale,

e non è mai festa.

Perché se un bimbo

resta senza niente,

anche uno solo, piccolo,

che piangere non si sente,

Natale è tutto sbagliato.

(Gianni Rodari)

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L’albero dei poveri

Filastrocca di Natale,
la neve è bianca come il sale,
la neve è fredda, la notte è nera
ma per i bimbi è primavera:
soltanto per loro, ai piedi del letto
è fiorito un alberetto.

Che strani fiori, che frutti buoni
oggi sull’albero dei doni:
bambole d’oro, treni di latta,
orsi dal pelo come d’ovatta,
e in cima, proprio sul ramo più alto,
un cavallo che spicca il salto.
Quasi lo tocco…

Ma no, ho sognato,
ed ecco, adesso, mi sono destato:
nella mia casa, accanto al mio letto
non è fiorito l’alberetto.
Ci sono soltanto i fiori del gelo
sui vetri che mi nascondono il cielo.
L’albero dei poveri sul vetro è fiorito:
io lo cancello con un dito.

(Filastrocca di Natale di Gianni Rodari “ Filastrocche in cielo e in terra”)

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Bambinello di nome Redentore

Ogni anno a Natale
nel giardino della terra
nasce il Bambinello Gesu’,
biondo e ricciolino,
con due occhi sprazzi di cielo,
la boccuccia bocciolo di rosa,
il nasino batuffolo di neve,
e due piccole orecchie
per dolci ninna nanne
cantate dalla mamma.
Ogni di’ dell’anno
nel giardino della terra
nascono bimbi bianchi, gialli, mori
che aspettano da ogni cuore
gioia, pace ed amore.
Tutte le mamme e tutti i papa’
offrono coccole, baci e carezze,
ma dal giardino della terra
con le braccine tese,
quel Bambinello biondo e ricciolino,
di nome Redentore
continua a chiedere
ancora uno sguardo d’amore.

http://www.filastrocche.it

……………………………………………………………..

E’ NATALE

E brilla la cometa

Che ha segnato il cammino.

Sono davanti al re, Santo Bambino,

Tu, re dell’universo,

Ci hai insegnatostyle

Che tutte le creature

Sono uguali,

Che le distingue

Solo la bontà

Il desiderio di solidarietà

Gesù fa che il mio mondo

Sia più buono ,

che nel mio cuore

vive a dolcezza.

Fa che il tuo dono

In me si accresce sempre

E il male ormai
sconfitto,scompaia!

U.SABA

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Filastrocca di capodanno

Filastrocca di capodanno:
fammi gli auguri per tutto l’anno:
voglio un gennaio col sole d’aprile,
un luglio fresco, un marzo gentile;
voglio un giorno senza sera,
voglio un mare senza bufera;
voglio un pane sempre fresco,
sul cipresso il fiore del pesco;
che siano amici il gatto e il cane,
che diano latte le fontane.
Se voglio troppo, non darmi niente,
dammi una faccia allegra solamente.

Rodari G.

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Un biglietto a Gesù Bambino

Ho legato a un palloncino

un biglietto con l’invito,

verso il cielo l’ho spedito

al signor Gesù Bambino.

“Qui le cose vanno male

vieni solo per Natale

con le bambole e i trenini

per la gioia dei bambini.

Vedi solo cose belle

poi ritorni tra le stelle.

Spicca un volo sulla terra,

resta almeno un anno intero

vieni presto per favore

c’è bisogno del tuo amore.”

Pilat-Taddei

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Aria ‘Natale

Già venneno ‘e bengale….

E torna ‘o zampognaro pè sta via…

Tornano e bancarelle sù ‘e pasture,

for’ ‘e puteche tornano a sorridere

(cu chistu freddo!) ‘e Bamminielle annure.

Torna Natale!

I’ pure, io pure torna a credere

A tutto chello ca nun credo cchiù!

Da “Poeti Napoletani”

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A Babbo Natale

Babbo Natale, che scendi sul tetto,
nella mia lettera oggi ti ho scritto
che un bel regalo è un mio diritto.
Un gioco magico che mi diverta,
che ogni giorno sia una scoperta.
Voglio trascorrere in sua compagnia
tante giornate in allegria.
Ridere, correre, poter giocare
e se son stanco, poi chiacchierare…
Ma se ci penso per questo non c’è
meglio di un bimbo come me…
Babbo Natale sai che ti dico?
Io per regalo voglio un amico!

http://www.filastrocche.it/

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LO SCIOPERO DI BABBO NATALE

Da novembre poi, pian piano,
pensan a me che son lontano.
Più che a me, ad un regalo.
La mia fama ormai è in calo!
Chi pensa al Babbo sol soletto
brontolone e un po’ vecchietto?
Non passa mai qui il tempo al Polo
ed io resto sempre solo.
Vorrei almeno una cartolina
dal Giappone o dalla Cina,
dall’Italia o dal Perù,
ma che arrivi fin quassù;
che mi faccia compagnia.
e nel cuor metta allegria.”
“Dai babbino, non far capricci!
Abbiamo già dei grossi impicci:
ci son pacchi da incartare
e i dolciumi da glassare.”
“Rudolph, renna, amica cara,”
dice poi con voce amara,
“M’è venuto un gran sospetto
che ti racconto ora di getto:
Sono amato dai bambini
per i doni e i regalini.
Per loro sono un gran panzone,
potrei andare anche in pensione.
E le loro letterine?
Non son più tanto carine.
Voglio questo e voglio quello,
anche se sono un po’ monello.
Non esiste il “per piacere”:
pare quasi sia un dovere
portar loro tanti doni
anche se non sono stati buoni.
Sono stanco, sono anziano;
me ne sto sul mio divano,
sorseggiando un the bollente,
assaporando il non far niente.
Vediamo un po’ cosa succede
se quest’anno resto in sede.
Sarà strano un po’ il Natale
di sicuro assai speciale.”
“Ma babbino stai scherzando?
Il Natale sta arrivando.
Metti giubba e pantaloni,
carichiamo i pacchi e i doni.
Questo altr’anno ti prometto,
i bambini, è presto detto,
ti scriveranno letterine
dalle spiagge e le colline,
dai monti o la riviera,
dal safari o la crociera.
Penseranno un po’ più a te
e, magari, un po’ anche a me.
Egoisti non saranno:
t’ameranno tutto l’anno.”
“E va bene, amica mia:
m’hai convinto e così sia.
Partiamo in giro per il mondo
Sono buono, lo sai, in fondo.
Ma ai bambini voglio dire,
e tu non mi puoi zittire,
una giusta verità
che forse un po’ li annoierà:
Ogni tanto, a noi anziani,
bisogna tendere le mani.
Un sorriso od un pensiero
ci fan felici per davvero.
Ora andiamo presto su,
scioperar non voglio più.”
Filastrocca tutta matta
con i bimbi è pace fatta.
Babbo Natale è già partito
e lo sciopero è finito.

http://www.filastrocche.it

………………………………

Contro i botti di Natale

Piccerille,

che ghiagnite a’ scola,

piccerilli,che nun ce jate,

si tenite chi ve consolao

site sule e abbandonate…..

Se tenite tutte vicine

o tenite tutte luntane…

si sperite,

nnanz ‘e vetrineo’ ridenno

sbattite e mmane

Piccerille pe’ stu Natalenu’

sparate tracche ne botte….

appiciate sulo ‘ bbengale

comme sono” la mezzanotte

”Nu sapite Gesù c’a dettoPrimme’

e scennere a cielo’nterra?“

Nu sparate!

stateve zitto…..

ca già se spara nguerra!!!!!”

dal Web

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Poesia napoletana

PECCHE’ SULO A NATALE?

‘O suono ‘e na zampogna

na smania ‘e vulè bbene,

N’albero chino ‘e luce

nu desiderio ‘e pace.

Se stenne ‘a mano pure

a n’antico rivale

se sprecano l’augurie,

è ggià, pecch’è Natale.

Sarrà p’ ‘o clima ‘e festa

che porta ‘a ricurrenza,

‘o core cagna veste

ritrova na cuscienza.

‘Sta vita,

pe’ nu juorno diventa na livella

e ‘a ggente tutt’attuorno

chisà, pare cchiù bella!

Pure n’ommo ‘ nfamone

carezza n’animalenun

fà cchiù ‘o fetendonele

pare narurale.‘

O popolo ‘e stu munno,

arravugliato ‘e male,

diventa bbuono ‘nfunno…..

Pecchè sulo a Natale?

Luciano Somma
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Babbo Natale

Lo conoscete il vecchio barbuto
rosso il vestito di spesso velluto
rosso il cappuccio, la grossa cintura
fatta di lucida pelle assai scura?
Bianca la barba, lieto bonario
solo per un giorno del calendario
gira portando fiori e balocchi
sotto la neve che scende a fiocchi
voi lo sapete chi è quel tale
col sacco in spalla?…
Babbo Natale!
Sorelle De Benedetti
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GESU’ BAMBINO

Mettiti in un angolino,
e sussurra a Gesù bambino.
Chiedi aiuto,chiedi perdono,
chiedi la benedizione.
Promettendo di fare il buono,
aspettando il suo dono.
Guarda il cielo,aspetta la stella,
in questa notte magica,
tutto quello che gli chiederai,
da lui sicuramente otterrai!
(Jana Styriakova)
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E’ Natale

E’ Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
E’ Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
E’ Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.
Madre Teresa Di Calcutta
———————————————–
A Gesù Bambino

La notte è scesa
e brilla la cometa
che ha segnato il cammino.
Sono davanti a Te, Santo Bambino!
Tu, Re dell’universo,
ci hai insegnato
che tutte le creature sono uguali,
che le distingue solo la bontà,
tesoro immenso,
dato al povero e al ricco.
Gesù, fa’ ch’io sia buono,
che in cuore non abbia che dolcezza.
Fa’ che il tuo dono
s’accresca in me ogni giorno
e intorno lo diffonda,
nel Tuo nome.
U. Saba
—————————————
E’ nato Gesù

Il gregge stanco ansando riposava
sotto le stelle nella notte fonda.
Dormivano i pastori. Il tempo andava.
Quand’ecco una gran luce il cielo inonda.
E’ mezzanotte. Ed ecco un dolce canto
suona per l’aria, in armonia gioconda.
Si destano i pastori, al gregge accanto,
e ascoltano: “Sia gloria a Dio nei cieli
e pace in terra all’uomo!”. O dolce incanto!
E’ nato un bimbo tutto luce e amore.
In una stalla, avvolto in pochi veli,
povero è nato e pure é il Re dei cieli.
E dice a tutti: “State cuore a cuore,
come fratelli! Non odiate mai!
L’anima che perdona è come un fiore.
Chi crede in me non perirà mai”.

(Ettore Bogno)

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Il mago di Natale
di Rodari G.
S’io fossi il mago di Natale
farei spuntare un albero di Natale
in ogni casa, in ogni appartamento
dalle piastrelle del pavimento,
ma non l’alberello finto,
di plastica, dipinto
che vendono adesso all’Upim:
un vero abete, un pino di montagna,
con un po’ di vento vero
impigliato tra i rami,
che mandi profumo di resina
in tutte le camere,
e sui rami i magici frutti: regali per tutti.

Poi con la mia bacchetta me ne andrei
a fare magie
per tutte le vie.

In via Nazionale
farei crescere un albero di Natale
carico di bambole
d’ogni qualità,
che chiudono gli occhi
e chiamano papà,
camminano da sole,
ballano il rock an’roll
e fanno le capriole.
Chi le vuole, le prende:
gratis, s’intende.

In piazza San Cosimato
faccio crescere l’albero
del cioccolato;
in via del Tritone
l’albero del panettone
in viale Buozzi
l’albero dei maritozzi,
e in largo di Santa Susanna
quello dei maritozzi con la panna.

Continuiamo la passeggiata?
La magia è appena cominciata:
dobbiamo scegliere il posto
all’albero dei trenini:
va bene piazza Mazzini?

Quello degli aeroplani
lo faccio in via dei Campani.

Ogni strada avrà un albero speciale
e il giorno di Natale
i bimbi faranno
il giro di Roma
a prendersi quel che vorranno.

Per ogni giocattolo
colto dal suo ramo
ne spunterà un altro
dello stesso modello
o anche più bello.

Per i grandi invece ci sarà
magari in via Condotti
l’albero delle scarpe e dei cappotti.
Tutto questo farei se fossi un mago.

Però non lo sono
che posso fare?

Non ho che auguri da regalare:
di auguri ne ho tanti,
scegliete quelli che volete,
prendeteli tutti quanti.

……………………………….
La Befana

Giovanni Pascoli

Viene viene la Befana
vien dai monti a notte fonda.
Come è stanca! La circonda
neve, gelo e tramontana.
Viene viene la Befana.
Ha le mani al petto in croce,
e la neve è il suo mantello
ed il gelo il suo pannello
ed il vento la sua voce.
Ha le mani al petto in croce.
E s’accosta piano piano
alla villa, al casolare,
a guardare, ad ascoltare
or più presso or più lontano.
Piano piano, piano piano.
Che c’è dentro questa villa?
Uno stropiccìo leggero.
Tutto è cheto, tutto è nero.
Un lumino passa e brilla.
Che c’è dentro questa villa?
Guarda e guarda…tre lettini
con tre bimbi a nanna, buoni.
guarda e guarda…ai capitoni
c’è tre calze lunghe e fini.
Oh! tre calze e tre lettini.
Il lumino brilla e scende,
e ne scricchiolan le scale;
il lumino brilla e sale,
e ne palpitan le tende.
Chi mai sale? Chi mai scende?
Co’ suoi doni mamma è scesa,
sale con il suo sorriso.
Il lumino le arde in viso
come lampada di chiesa.
Co’ suoi doni mamma è scesa.
La Befana alla finestra
sente e vede, e s’allontana.
Passa con la tramontana,
passa per la via maestra,
trema ogni uscio, ogni finestra.
E che c’è nel casolare?
Un sospiro lungo e fioco.
Qualche lucciola di fuoco
brilla ancor nel focolare.
Ma che c’è nel casolare?
Guarda e guarda… tre strapunti
con tre bimbi a nanna, buoni.
Tra la cenere e i carboni
c’è tre zoccoli consunti.
Oh! tre scarpe e tre strapunti…
E la mamma veglia e fila
sospirando e singhiozzando,
e rimira a quando a quando
oh! quei tre zoccoli in fila…
Veglia e piange, piange e fila.
La Befana vede e sente;
fugge al monte, ch’è l’aurora.
Quella mamma piange ancora
su quei bimbi senza niente.
La Befana vede e sente.
La Befana sta sul monte.
Ciò che vede è ciò che vide:
c’è chi piange e c’è chi ride;
essa ha nuvoli alla fronte,
mentre sta sull’aspro monte.

……………………………………….

Lettera a Gesù

M. Lodi

Caro Gesù,

dà la salute a Mamma e Papà

un pò di soldi ai poverelli,

porta la pace

a tutta la terra,

una casetta a chi non ce l’ha

e ai cattivi un pò di bontà.

E se per me niente

ci resta sarà

lo stesso una bella festa.

———————————————–
E’ Natale !

E’ Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.
E’ Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.
E’ Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.
E’ Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
E’ Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
E’ Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.
di Madre Teresa di Calcutta
——————————————————–
Lo zampognaro

Se comandasse lo zampognaro
Che scende per il viale,
sai che cosa direbbe
il giorno di Natale?”Voglio che in ogni casa
spunti dal pavimento
un albero fiorito
di stelle d’oro e d’argento”.Se comandasse il passero
Che sulla neve zampetta,
sai che cosa direbbe
con la voce che cinguetta?
“Voglio che i bimbi trovino,
quando il lume sarà acceso
tutti i doni sognati
più uno, per buon peso”.Se comandasse il pastore
Del presepe di cartone
Sai che legge farebbe
Firmandola col lungo bastone?” Voglio che oggi non pianga
nel mondo un solo bambino,
che abbiano lo stesso sorriso
il bianco, il moro, il giallino”.Sapete che cosa vi dico
Io che non comando niente?
Tutte queste belle cose
Accadranno facilmente;se ci diamo la mano
i miracoli si faranno
e il giorno di Natale
durerà tutto l’anno.
di Gianni Rodari
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Il pellerossa nel presepe
Il pellerossa con le piume in testa
e con l’ascia di guerra in pugno stretta,
come è finito tra le statuine
del presepe, pastori e pecorine,
e l’asinello, e i Magi sul cammello,
e le stelle ben disposte,
e la vecchina delle caldarroste?
Non è il tuo posto, via, Toro Seduto:
torna presto da dove sei venuto.
Ma l’indiano non sente.
O fa l’indiano.
Ce lo lasciamo, dite, fa lo stesso?
O darà noia agli angeli di gesso?
Forse è venuto fin qua
ha fatto tanto viaggio,
perché ha sentito il messaggio:
pace agli uomini di buona volontà
di Gianni Rodari
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Filastrocca di Capodanno

Filastrocca di Capodanno
fammi gli auguri per tutto l’anno:
voglio un gennaio col sole d’aprile,
un luglio fresco, un marzo gentile,
voglio un pane sempre fresco,
sul cipresso il fiore del pesco,
che siano amici il gatto e il cane,
che diano latte le fontane.
Se voglio troppo non darmi niente,
dammi una faccia allegra solamente.
di Gianni Rodari
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L’Abete di Natale
di Gianni Rodari

Chi abita sull’abete
tra i doni e le comete?
C’ è un Babbo Natale
alto quanto un ditale.
Ci sono i sette nani,g
li indiani, i marziani.
Ci ha fatto il suo nido
perfino Mignolino.
C’è posto per tutti,
per tutti c’è un lumino
e tanta pace
per chi la vuole
per chi sa
che la pace
scalda anche più del sole
——————————————–
Luce, Pace, Amore

La pace guardò in basso
e vide la guerra,
“Là voglio andare” disse la pace.
L’amore guardò in basso
e vide l’odio,
“Là voglio andare” disse l’amore.
La luce guardò in basso
e vide il buio,
“Là voglio andare” disse la luce.
Così apparve la luce
e risplendette.
Così apparve la pace
e offrì riposo.
Così apparve l’amore
e portò vita.
di L. Housman
——————————————-
Natale, un giorno

Perché
dappertutto ci sono cosi tanti recinti?
In fondo tutto il mondo e un grande recinto.Perché
la gente parla lingue diverse?
In fondo tutti diciamo le stesse cose.Perché
il colore della pelle non e indifferente?
In fondo siamo tutti diversi. Perché
gli adulti fanno la guerra?
Dio certamente non lo vuole.Perché
avvelenano la terra?
Abbiamo solo quella.

A Natale – un giorno –
gli uomini andranno d’accordo in tutto il mondo.
Allora ci sarà un enorme albero di Natale
con milioni di candele.
Ognuno ne terrà una in mano,
e nessuno riuscirà a vedere l
’enorme albero fino alla punta.
Allora tutti si diranno “Buon Natale!”
a Natale, un giorno.
di Hirokazu Ogura
————————————————–
A NATALE PUOI

A Natale…
Puoi portare un sorriso tra la gente
a chi non dorme dentro
a un letto e vive senza il tetto
a chi la pace fa sperare
tra le bombe da evitare
a chi non ha più denti da mostrare
e nessuno a cui parlare
a chi non mangia mai abbastanza
e ha perso la fiducia e la speranza
a chi restano poche ore
e agonizza all’ospedale
a chi è solo senza i figlia
chi cerca il suo papà e una mamma non ce l’ha
a chi non sogna più
a Natale un bel dono puoi portare
dal negozio del tuo cuore
che regala tanto amore.
Pabela
http://www.raccontioltre.it/1739/a-natale-puoi/
————————————————————–
Cos’ è il Natale

Cos’ è il natale senza:
un albero da guardare,
le luci da ammirare,
gli addobbi da osservare?
Cos ’ è il natale senza:
un dolce da spiluccare,
un torroncino da scartare,
un cenone da gustare?
Cos’ è il natale senza:
un canto da intonare,
le campane da ascoltare,
un augurio da scambiare?
Cos’è il natale senza:
il profumo delle pizze,
l’ odor de baccalà
e il cenone da preparare?
Cos’è il natale senza:
una guancia da accarezzare,
un dono da scartare
una stretta di mano
per augurare BUON NATALE?
————————————-
NATALE DI BONTA’

In questo giorno speciale
voglio spiegare
cosa vuol dire Natale.
Natale significa donare:
donare ai poverelli
e a chi non ha niente !
Natale significa amare:
amare tutte le genti,
poveri, ricchi e potenti
Natale significa ringraziare:
ringraziare Gesù
per l’ amor che ci ha donato!
………………………………………………………….
.Lettera a Gesù Bambino

Ho chiesto a Gesù Bambino
di farmi un regalino,
un dono piccolino ,
da dare a tutti i bambini
con dentro pace, bontà e allegria,
per fare una magia
“Un girotondo di pace intorno al mondo”
………………………………………………………………….

E’ nato Gesù

Il gregge stanco ansando riposava
sotto le stelle nella notte fonda.
Dormivano i pastori. Il tempo andava.
Qund’ecco una gran luce il cielo inonda.
E’ mezzanotte. Ed ecco un dolce canto
suona per l’aria, in armonia gioconda.
Si destano i pastori, al gregge accanto,
e ascoltano: “Sia gloria a Dio nei cieli
e pace in terra all’uomo!”. O dolce incanto!
E’ nato un bimbo tutto luce e amore.
In una stalla, avvolto in pochi veli,
povero è nato e pure é il Re dei cieli.
E dice a tutti: “State cuore a cuore,
come fratelli! Non odiate mai!
L’anima che perdona è come un fiore.
Chi crede in me non perirà mai”

Ettore Bogno

……………………………………………………………..
Al Bambin Gesù
Senti, Gesù Bambini,
ascolta un momentino:
davanti alla capanna
prego per Babbo e mamma.
Lo sai che son piccino
e sono un buon Bambino,
ma un pò disubbidiente
( i capricci fo per niente!).
Vorrei non farlo più
( T.Macrecelli, Guida Didattica per la Scuola Materna,Sei)
……………….

Natale
E l’angelo volò sotto le stelle
vide un castello con tre grandi porte
e sulle porte nove sentinelle.
L’angelo del Signore gridò forte: “E’ nato!”
E l’angelo volò sotto le stelle
e vide tre pastori in una corte
presso un fuoco, ravvolti in una pelle.
L’angelo del Signore gridò forte: “E’ nato!”
I pastori si misero in cammino
coi montoni, le pecore, gli agnelli,
e per la prima volta Gesù bambino apparve
a tre pastori poverelli.
(S. Plona)
………………………………….
La buona novella

Ascoltate la novella
che portiamo a tutto il mondo:
è di tutte la più bella,
è fiorita dal profondo.
Nella stalla, ecco, ora è nato
un dolcissimo bambino.
La Madonna l’ha posato
sulla paglia: poverino!
Ma dal misero giaciglio
già la luce si diffonde,
già sorride il divin Figlio
ed il cielo gli risponde.
Quel sorriso benedetto
porti gioia ad ogni tetto!
(Giuseppe Fanciulli)
…………………….
Il mio Natale
Cari, sereni,semplici Natali
della mia felice infanzia,
quando lo scoppiettìo del ciocco,
la vigilia, la famiglia riuniva,
ognuno con i suoi sogni e speranze,
che le faville rapivano,
su su per il camino,
mentre la mamma preparava
perla Madonna e Gesù Bambino:
sulla tovaglia di bucato
il cibo da noi lasciato
e pel il bambino, così piccolino,
oltre a fasce e camicino,
ma che fosse ben stirato,
per cambiare il Neonato,
biscotti ,latte e un uovo
con spillo sul portauovo.
E….via: presto a letto, buoni buoni,
perchè Gesù portasse tanti doni.
(Valeria Pistelli)
……………………………………………
Nasce Gesù

Campana piccina
che attendi lassù
intona il tuo canto
che nasce Gesù.O stella, stellina
che brilli lassù,
ravviva il tuo lume
che passa Gesù.O cuore piccino
che attendi quaggiù
prepara i tuoi doni
che nasce Gesù.
(Luisa Nason)
…………………………………………..
Voglio farti gli auguri a colori

perché sia Natale sia dentro che fuori:
sia bella la casa, la strada, la festa,
sia buona la cena e quello che resta.
E siano buoni biglietti e pensieri,
parole di oggi e quelle di ieri.

E allora eccoti auguri arancione
che sanno di zucca, arancia e melone,
che portino aria di grande allegria
in ogni casa, compresa la mia.

Un monte di auguri di un verde frizzante,
che diano gioia in cambio di niente,
che mandino odore di boschi e racconti,
di foglie, di muschio e di rossi tramonti.

Un mare di auguri dipinto di blu,
che portino gioia a chi vuoi tu
e faccian tornare la fantasia
a chi l’aveva perduta per via.

Auguri gialli, pieni di sole,
per riscaldare tante parole
e per guardare con simpatia
chi ti sta intorno, chiunque sia.

E ancora auguri di un rosso lucente
che parlino al cuore di tutta la gente,
per stare insieme vicino al fuoco
a raccontarsi o a fare un gioco.

Infine auguri arcobaleno
perché il Natale sia sereno
e riporti dentro a ogni cuore

pace,speranza,gioia,amore
Fonte

E’ Natale

E’ Natale, è Natale,
chi sta bene e chi sta male:
c’è chi mangia il panettone,
lo spumante ed il torrone:
ed invece in qualche terra
i bambini fan la guerra.
Caro mio bel Bambinello
fa’ che il mondo sia più bello
e con gli uomini in letizia
tutti in pace ed amicizia.
Ad ognuno fai trovare
ogni giorno da mangiare.
Della neve ogni fiocco
tu trasformalo in balocco
che poi cada lì vicino
ad ogni piccolo bambino.
Manda a tutti il proprio dono
e fammi essere più buono.

dal web

Letterina di Natale

Letterina di Natale,
sotto il piatto del papà
sta tranquilla, zitta e buona
finché lui ti troverà.
Quando poi, finito il pranzo,
saran letti i miei auguri,
saran lette le promesse
per il tempo che verrà,
letterina te ne prego
tu per me non arrossire:
per quest’anno le promesse
io ti posso garantire,
perché quel che ho scritto dentro
sarà proprio tutto fatto.
Letterina di Natale
sta tranquilla sotto il piatto.
Fonte

AUGURI A COLORI

Voglio farti gli auguri a colori
perché sia Natale sia dentro che fuori:
sia bella la casa, la strada, la festa,
sia buona la cena e quello che resta.
E siano buoni biglietti e pensieri,
parole di oggi e quelle di ieri.

E allora eccoti auguri arancione
che sanno di zucca, arancia e melone,
che portino aria di grande allegria
in ogni casa, compresa la mia.

Un monte di auguri di un verde frizzante,
che diano gioia in cambio di niente,
che mandino odore di boschi e racconti,
di foglie, di muschio e di rossi tramonti.

Un mare di auguri dipinto di blu,
che portino gioia a chi vuoi tu
e faccian tornare la fantasia
a chi l’aveva perduta per via.

Auguri gialli, pieni di sole,
per riscaldare tante parole
e per guardare con simpatia
chi ti sta intorno, chiunque sia.

E ancora auguri di un rosso lucente
che parlino al cuore di tutta la gente,
per stare insieme vicino al fuoco
a raccontarsi o a fare un gioco.

Infine auguri arcobaleno
perché il Natale sia sereno
e riporti dentro a ogni cuore
pace, speranza, gioia, amore.

http://www.filastrocche.it/contenuti/auguri-a-colori/

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Nasce Gesù

Luisa Nason

Campana piccina
che attendi lassù
intona il tuo canto
ché nasce Gesù.
O stella, stellina
che brilli lassù,
ravviva il tuo lume
ché passa Gesù
O cuore piccino
che attendi quaggiù
prepara i tuoi doni
che nasce Gesù.
————————–

Babbo Natale viene di notte

Babbo Natale viene di notte
viene in silenzio a mezzanotte
dormono tutti i bimbi buoni
e nei lettini sognano i doni

Babbo Natale vien fra la neve
porta i suoi doni la dove deve
non sbaglia certo conosce i nomi
di tutti quanti i bimbi buoni.
http://www.Babbonatale.biz
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Babbo Natale non sbaglia mai

Babbo Natale sale in soffitta
spolvera e spolvera la vecchia slitta.
Parte dal Polo a gran velocità
vola sui paesi su tutte le città.
Scende in silenzio piano pianino,
senza rumore dal tuo camino.
Porta mille regali e tu lo sai,
ma stai sicuro non sbaglierà mai!
Vola nel cielo tra la neve in fermento
lascia una scia tutta d’argento.
http://www.fantasiaweb

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L’albero di Natale

Si accendono e brillano
gli alberi di Natale.
Si accendono e radunano
grandi e bambini intorno.
I rami si trasformano
con bacche rosse e fili d’or.
Si accendono e brillano
gli alberi di Natale!
Fra i cantici degli angeli
intorno al Bambinello
riposa nella culla
lo scalda l’asinello.
I rami verdi toccano
la capannuccia di carton
e l’albero illumina
la culla del Signor.
da “Percorsi” ed.Raffaello editrice.

—————————————

L’alberello

In ogni casa decorato e bello
trova il posto un alberello.
Sotto i rami tanti regali:
dentro che ci sarà?
Sono regali di valore:
amicizia,
affetto,
amore.

da “Guida Fabbri”, Fabbri Editori.
————————————-

UN OMONE GRANDE E GROSSO

È un omone grande e grosso
che si sforza a più non posso,
di dar un po’ di felicità
in ogni casa dove lui va!

Viene da un luogo molto lontano
dove si lavora a tutto spiano,
per preparare giochi e trastulli
da portare a tutti i fanciulli!

Per far alla svelta ed esser puntuale
si serve di una slitta fenomenale,
trainata da renne che procedon sicure,
volando nel cielo senza dubbi o paure!

Nel buio della notte deve trovare
ogni casa dove si deve recare,
si ferma sul tetto e prende il suo sacco
che contiene dei bimbi ogni pacco!

Ma lui preferisce non entrar dalla porta
ne ha un’altra pronta di scorta,
scende deciso giù dal camino
mentre dorme nel letto ogni bambino!

Poi consulta la lettera in mano
che ha ricevuto nel suo paese lontano,
depone con cura il dono richiesto
e riparte subito per far al più presto!

Avrai già capito chi è il personaggio
che con la sua slitta è di passaggio,
e nella notte che precede il Natale
porta ad ogni bimbo il suo dono speciale!

Di Gritta Maria Grazia( Fantasiaweb)

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“L’ANGIOLETTO DEL PRESEPIO”
L’angioletto del presepio
Fa un lavoro faticoso:
è attaccato alla capanna
senza ferie né riposo.
Con le ali sempre aperte
Lui non teme il raffreddore,
con la scritta “Gloria in cielo”
fa la guardia al redentore.
Forse a lui piacerebbe
Di volare un po’ più su,
ma da sempre l’angioletto
resta accanto al suo Gesù.

http://www.paoline.it

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Filastrocca di natale

Filastrocca di Natale,
fiocchi di neve sul davanzale,
un sorriso d’angioletto
sulla capanna con il tetto.

Filastrocca bimbo bello
nato tra il bue e l’asinello.
Tiene il figlio sul suo cuore
mamma Maria con tanto amore.

Filastrocca tutto tace,
viene nel mondo un Re di pace.
Filastrocca notte santa,
ogni bambino nel mondo canta.

http://www.paoline.it

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Filastrocca del presepio

Uno è il bambino
bello e ricciolino.
Due l’asinello
col bue suo fratello.
Tre re sapienti
i Magi coi turbanti.
Quattro i pastori
che vanno da Gesù.

Cinque le donne
coi manti e con le gonne.
Sei pescatori
che a sera stanno fuori.
Sette caprette
che il latte servirà.
Otto angioletti
e il coro si farà.

Nove bambini
che vanno per la via.
Dieci stelline
nel cielo e così sia.

http://www.paoline.it

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Angioletti

Angioletti fate piano
ad entrar nella capanna
c’è Gesù che fa la nanna
se vedessi com’è bello
piccolino bianco e rosa
sulla paglia si riposa.
Dalle stelle egli è disceso
dalle stelle tutte d’argento,
angiolini che portento.

da “Raccogli idee” ed.Tresei scuola.

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La notte di Natale
Nella notte fredda e bianca
la Madonna è tanto stanca.
Gli angioletti più piccini
son venuti a lei vicini.
Uno spolvera le stelle

ed accende le più belle,

manda in cielo la cometa
con un lungo fil di seta.
Uno va sul campanile,
uno corre nell’ovile,
per suonar le campanelle,

per destar le pecorelle.
Ora in groppa all’agnellino
trotta trotta il più piccino,
chiama il bue e l’asinello

per scaldar il Bambinello.

Uno dice al pastorello:
– Presto, accendi il focherello!
Troppo freddo, troppo gelo,
per Gesù che vien dal cielo.
Con le piume delle ali,

uno ha fatto due guanciali

e li pone nella culla

per Gesù che non ha nulla.

Per Gesù che è poverino,
per Gesù che è piccolino;

ma che porta tanto amore
tanta pace nel suo cuore.

da “Progetto infanzia”,ed. Raffaello.

Schede didattiche per l’ ultimo anno della scuola dell’ infanzia e prime classi primaria.

 

Precalcolo:schede e libricini

Schede didattiche per l’ ultimo anno della scuola dell’ infanzia e prime classi primaria

 

Festa dell’albero

SOTTO L’OLIVO

Cara Anna, ti scrivo da sotto l’olivo.

Il viso levato

a guardar dalle foglie,

godendo del vento

che gioca e raccoglie

i rami e i pensieri

di oggi, di ieri,

i pensieri di sempre

che sotto l’olivo

si fanno leggeri.

G.Bellot, La torta storta

Nuove Edizioni Romane

AMICO ALBERO

Le mie radici scendono giù

sotto la terra sempre di più.

Mi prendo l’ acqua,mi trovo da qui

e resto fermo,fermo così

Guarda il mio fusto che mi sostiene,

quant’è robusto,sto proprio bene!

E’ tutto legno,tocca anche tu,

sopra è la chioma,guarda lassù.

Nato da un fiore,che poi è un frutto

dal frutto al seme e questo è tutto.

Il seme è piantato mi ha dato la vita

e sono un albero,è una storia infinita!

http://www.paoline.it

da Io….I Saperi del bambino

Toc toc chi è che bussa

Chi è che bussa sul mio tronco?
chiede il castagno e vede un ragno.
Sono io, lo scoiattolino,
con la farfalla gioco a nascondino!
Sono io, lo scoiattolino,
ti ringrazio e faccio un bell’inchino!

Chi è che bussa sul mio tronco?
chiede il pino e vede un uccellino.
Sono il picchio che picchia forte
con un vermetto dalle zampe corte.
Sono il picchio che picchia forte
ma non butto giù le porte!

Chi è che bussa sul mio tronco?
l’abete chiede e una talpa vede.
Sono io con il castoro
alla ricerca di ristoro.
Sono io con il castoro,
tu per noi sei un tesoro!

http://www.paoline.it

da Io….I Saperi del bambino

FILASTROCCA DEGLI ALBERI

Alberi verdi, rossi e gialli
coprite il cielo come mantelli.
Vi veste la primavera
di mille colori
e l’aria profumate
con i vostri fiori.
In autunno
perdete le foglie
vi preparate a dormire
perché l’inverno sta per venire.
Arriva di nuovo
la bella stagione
il tempo migliora,
il cielo si colora,
e voi alberi spogli
tornate a vivere
con nuovi germogli.

Classe 2^B, Ozieri”S.Gavino”

Fonte

Festa a scuola
Mamma, lo sai che abbiamo fatto festa
a scuola, stamattina? Allineati
dapprima; e poi, con il maestro, in testa
a piantar gli alberelli siamo andati.
E ne abbiamo piantati un per ciascuno,
ma bello come il mio non è nessuno:
svelto, diritto, a cuspide perfetta,
verde cupo nel folto e chiaro in vetta.
Un per ciascuno, eravamo in cento:
Ora cento alberelli al sole, al vento,
come fiere sentinelle se ne stanno…
e pensa che bel bosco diverranno!

(L. Salvatore)

Il pioppo

Il pioppo nell’azzurro
è un vivo tremolio di grigio e argento;
fa in mezzo ai rami il vento
lento sussurro.

G. Camerano

Alberi

Alberi!
Frecce voi siete
dall’azzurro cadute?
Quali tremendi guerrieri
vi scagliarono?
Sono state le stelle?
Vengon le vostre musiche
dall’anima degli uccelli,
dagli occhi di dio.

F. Garcia Lorca

Pini in cortile

Crescono i pini
di fronte alla scala.
Toccano coi rami il muro
della casa dai tegoli bruni;
e di mattina e di sera
li visita il vento e la luna.
Nelle tempeste d’autunno
sussurrano un verso vago;
contro il sole d’estate
ci prestano un’ombra fresca.
Nel colmo della primavera
una pioggia sottile, a sera,
riempie le loro foglie
d’un carico di perle pendule;
e alla fine dell’anno,
il tempo della gran neve
stampa sui loro rami
una trina lucente.

Fonte

Pioppi al tramonto

lo so chi colora
di rosso, nell’ora
già prossima a sera,
il cielo, soffuso d’un pallido blu:
i giovani pioppi
a specchio nell’acqua laggiù.
Li ho visti piegare il pennello
dell’agile chioma
e intingerlo dentro il ruscello
di liquida porpora, sempre a quell’ora.
Poi, subito ritti, con zelo
svettando, striare di rosso
la pagina chiara del cielo.
So’ ancora
che l’ultimo pioppo del fosso,
nel suo folleggiare monello,
si lascia sfuggire talora
qua e là qualche macchia vermiglia
che a nube sospesa somiglia.
E allora i fratelli
gli fanno a rimprQvero un vivo brusio…
che poi lentamente si smorza
nel sonno che avvolge
le cose

Poesia di Gina Vaj Pedotti

————————-

Albero secco

Un albero secco
fuori dalla mia finestra
solitario
leva nel cielo freddo
i suoi rami bruni:
Il vento sabbioso la neve e il gelo
non possono ferirlo.
Ogni giorno quell’albero
mi dà pensieri di gioia,
da quei rami secchi
indovino il verde a venire

Wang Ya-Ping

————————–

L’ albero primaverile

Sempre fermi,

sempre ritti

sempre zitti,

come impavidi soldati,

stanno i buoni alberi,

armati sol di foglie e fiori e frutti,

di cui fanno doni a tutti.

Tutti danno quel che hanno

e per sè tengono solo

un gorgheggio d’ usignolo

un fischiettio di fringuello

un sussurro di ruscello

D. Valeri

——————————————-

L’albero
C’è un grande albero spoglio
in mezzo all’orto: pare
che soffra e non si possa
coprire e riscaldare.
Vola sui nudi rami
un passero sperduto,
e cinguetta più forte
in segno di saluto.
Geme l’albero: Un tempo
fui giovane e fui bello:
candidi fiorellini
erano il mio mantello.
Il passero cinguetta:
Oh vecchio albero, spera!
Si scioglieran le nevi:
verrà la primavera.
di Milly Dandolo
——————————————-
Come un albero
Vorrei essere una fronda
di magnolia
che sfiorisce nel sole.
Non betulla che spoglia
si consegna
alle nebbie d’autunno.
Non abete, che uguale
nel suo verde
non conosce il mutar
della stagione.
Emma Bernacchi
————————————–
Poesia di F. Davini –
Nel mio cortile –
Nel mezzo del mio cortile
c’è un grazioso alberello.
E’ fiorito in aprile;
ma d’inverno, che stecco
sulla neve nero e secco!
Gli sorrisi e dissi: tu,
quel meschino alberello
che di neve aveva il mantello?
Non ti riconosco più!
Ma ecco, a un po’ di vento,
i petali, in un momento,
tutti giù.
Oh! Dura poco il fiore;
ma il frutto viene poi.
Così è pure di noi.
——————————————-
Nella foresta
Nella foresta, in mezzo alla radura,
nocchieruta, ruvida, frondosa,
invecchiava placida una quercia,
considerata un gigante.
E nascondeva il cielo con le foglie
ad una giovane betulla, C’era
umido, come dentro a una prigione,
sotto la sua rigida corona.
In un’afosa notte di tempesta
piombò sulla foresta ammutolita,
come una scure di tagliente acciaio,
il luccichio azzurrognolo d’un fulmine.
Breve, secco, imbroccato,
fu come un tiro preciso.
E si anneriscono i rami,
presero il volo le foglie.
Trasali la quercia. Troppo tardi.
Mandò un gemito e cadde tramortita.
I pini al mattino la piansero,
con lacrime Piene di sole.
Ma la sottile giovane betulla
si spolverò dai rami la rugiada
e, rompendo in un riso squillante,
si tese verso la luce.
V. Solouchin
————————————————————-
Gli alberi
Dove sono gli alberi qui la vita trova
cento beatitudini: fiori, frutti, ombre,
profumi, canti, colori, ricchezze, salute…
Sui pendii montani ove si torce, battuto
dai venti e ferito dalle folgori, l’albero
ghermisce con le radici la terra e l’aiuta
dalle frane; rompe col tronco tenace il peso
sdrucciolevole delle nevi ed evita le valanghe;
contende le prode al ruinoso torrente; fiacca
i venti, protegge dalle piogge improvvise e
dal sole meridiano i pastori e i greggi.
A valle, vive sui margini dei poderi e delle
colture. Segue le strade; si sporge dal muro
degli orti; stormisce lungo argini e canali; si
lascia abbattere, spartire in ceppi e fascine,
in tavole bianche che il falegname sega,
incide, inchioda per la vita e per la morte.
(Di Renzo Pezzani)
————————————————
Nel bosco
Nel bosco ogni vecchio gigante
sia abete, sia quercia, sia pino,
ha intorno, ai suoi piedi, un giardino
di piccole piante.
Son muschi, son felci, son fiori,
e fragole rosse e lichene
cui l’albero antico vuol bene
suoi teneri amori.
E mentre le fronde superbe
protende più su verso i cieli
ai pensa a quegli umili steli
nell’ombra, fra l’erbe.
(L. Schwarz)
———————————————
Gli alberi
Non hanno voce, ma li senti a volte
cantare: son gli uccelli che hanno il nido
fra ramo e ramo, in un angolo fido
ove è dolce sostare. Nella folta
chioma s’impiglia il vento e anch’esso suona
a lungo e geme e ride e narra fole
meravigliose. Se li indora il sole
gli alberi sono una presenza buona.
A notte offrono asilo agli sperduti
abitanti del bosco, hanno le braccia
aperte a tutti. Un giorno, se a Dio piaccia,
saranno legna e fuoco: i benvenuti.
(Di Massimo Grillandi )
—————————————————-
L’albero
Se non ricordi, io ti dono
la fresca ombra d’estate,
chiamo le dolci piogge
sulle sementi che han sete,
ti porgo resine e balsami
per ritemprarti in salute.
E quando il vento d’autunno
senza pietà mi dispoglia,
giungendo foglia su foglia
preparo il letto agli armenti
che ti dan cibo e vestito;
e quando il gelido inverno
col tramontano è alle porte,
mi struggo senza un lamento,
in fiamma per darti calore.
E a prrmavera, coi nidi
risorgo, e porgo alla terra
profumi e canti …
Vincenzo Bosari
—————————————————-
.
Il Pioppo
Sotto la brina il pioppo è di cristallo:
se lo tocchi l’infrangi; e piomba al suolo
con tintinnio di frantumate lastre.
Lo diresti un altissimo zampillo
che un incanto invetrò; ma dentro è vivo,
e lo strazia desìo di primavera.
« Oh, mai più tornerà la primavera,
pensa. – Mai più. Son vecchio.
Non mi resta foglia sui rami,
uccello che mi canti
in vetta, linfa nelle vene, strido
di cicala sul tronco. E ciascun giorno
che passa, accresce il gelo; e già mi sento
vicino a morte ».
Ma un mattino, il sole
rompe l’algore: scioglie in molle pianto
sugli stecchiti rami il vel di ghiaccio:
torna la linfa e il verde: giovinezza
ritorna, e n’ha sì gran sorpresa il pioppo
ch’ogni sua foglia, anche se tace il vento,
trema di gioia: anche la notte, in sogno,
trema di gioia in ogni foglia il pioppo.
Ada Negri
————————————————–
L’ albero nel cortile
Un albero era nato, non si sa come,
in un angusto cortile presso una brutta
via affollata di vecchie case.
Quel povero albero s’era levato dritto dritto
sul magro stelo cinereo, con evidente sforzo,
con evidente pena, quasi angosciato nel
desiderio di vedere il sole e l’aria libera, dalla
paura di non avere in sé tanto rigoglio e
arrivare oltre i tetti delle case che lo
circondavano. E c’era arrivato!
Luigi Pirandello
—————————————————–
Festa degli alberi
Mamma, ho pensato a te mentre piantavo
l’alberello pel bosco che verrà.
Ti piace l’ombra sull’erbetta morbida?
Quell’alberello, mamma, crescerà. …
Crescerà come cresce il tuo bambino:
avrà forza, salute, gioventù.
E noi passeggeremo sotto gli alberi
che abbiamo visto, piccoli, laggiù.
M’hanno detto che gli alberi ed i boschi
sono un tesoro della patria mia.
E’ vero, mamma? – E’ vero, sì mio piccolo:
ma sono anche bellezza e poesia.
Milly Dandolo
————————————

Piantiamo l’albero nuovo

Passa novembre; guarda: nell’aria
l’ultima foglia va solitaria,
come se il giallo corpo non voglia
dare alla terra, povera foglia!
Sui rami, tesi come in preghiera,
va una speranza di primavera.
Piantiamo (è tempo!) l’albero nuovo
lungo le frane, sopra ogni rovo;
per tutto, dove manca l’incanto
del verde, cresca l’albero santo.
Di boschi forti più lieta sia,
più ricca e bella l’Italia mia.

A. Simoni
——————————-

Filastrocca dell’albero

Albero abbraccio e respiro del mondo
Strade radici che arrivano in fondo
Chissà da dove arriva il tuo suono
Suono che parla di un cuore buono
Chissà da dove arriva il tuo canto
Canto di foglie, che vibra d’incanto
Mentre ti ascolto, ti parlo e ti penso
E il mio discorso diventa denso:
Tieniti stretto a questa terra
Cresci più libero che in una serra
Afferra il cielo, portalo a noi
Tendi i tuoi sogni più in alto che puoi
E se qualcuno ti vuole strappare
Tu vienimi a chiamare.

Sabrina Giarratana

Le forme geometriche:cerchio,quadrato,triangolo, rettangolo

Poesia, lavoretti e sagoma delle figure geometriche.

Ma che strana famigliola.

Ma che strana famigliola!
Son gufetti birichini, simpaticissimi ,carini
e con il pancino di tante formine.
C’è il gufetto viola ,tutto accessoriato con il pancino QUADRATO.
Il rosa rosa più carino ha la pancia a TRIANGOLINO.
Il verde si chiama Coriandolo, ha la pancia a RETTANGOLO.

Il CERCHIO che ama le feste,

riempie la pancia del gufetto celeste.
Eccovi questa strana famigliola
che ci saluta con un bellissimo HOLA.

126maestramaria

Schema gufetti

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