Coccarde e attestato per la festa dell’ albero

Maestramaria

FESTA DEGLI ALBERI

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Festa dell’albero

SOTTO L’OLIVO

Cara Anna, ti scrivo da sotto l’olivo.

Il viso levato

a guardar dalle foglie,

godendo del vento

che gioca e raccoglie

i rami e i pensieri

di oggi, di ieri,

i pensieri di sempre

che sotto l’olivo

si fanno leggeri.

G.Bellot, La torta storta

Nuove Edizioni Romane

AMICO ALBERO

Le mie radici scendono giù

sotto la terra sempre di più.

Mi prendo l’ acqua,mi trovo da qui

e resto fermo,fermo così

Guarda il mio fusto che mi sostiene,

quant’è robusto,sto proprio bene!

E’ tutto legno,tocca anche tu,

sopra è la chioma,guarda lassù.

Nato da un fiore,che poi è un frutto

dal frutto al seme e questo è tutto.

Il seme è piantato mi ha dato la vita

e sono un albero,è una storia infinita!

http://www.paoline.it

da Io….I Saperi del bambino

Toc toc chi è che bussa

Chi è che bussa sul mio tronco?
chiede il castagno e vede un ragno.
Sono io, lo scoiattolino,
con la farfalla gioco a nascondino!
Sono io, lo scoiattolino,
ti ringrazio e faccio un bell’inchino!

Chi è che bussa sul mio tronco?
chiede il pino e vede un uccellino.
Sono il picchio che picchia forte
con un vermetto dalle zampe corte.
Sono il picchio che picchia forte
ma non butto giù le porte!

Chi è che bussa sul mio tronco?
l’abete chiede e una talpa vede.
Sono io con il castoro
alla ricerca di ristoro.
Sono io con il castoro,
tu per noi sei un tesoro!

http://www.paoline.it

da Io….I Saperi del bambino

FILASTROCCA DEGLI ALBERI

Alberi verdi, rossi e gialli
coprite il cielo come mantelli.
Vi veste la primavera
di mille colori
e l’aria profumate
con i vostri fiori.
In autunno
perdete le foglie
vi preparate a dormire
perché l’inverno sta per venire.
Arriva di nuovo
la bella stagione
il tempo migliora,
il cielo si colora,
e voi alberi spogli
tornate a vivere
con nuovi germogli.

Classe 2^B, Ozieri”S.Gavino”

Fonte

Festa a scuola
Mamma, lo sai che abbiamo fatto festa
a scuola, stamattina? Allineati
dapprima; e poi, con il maestro, in testa
a piantar gli alberelli siamo andati.
E ne abbiamo piantati un per ciascuno,
ma bello come il mio non è nessuno:
svelto, diritto, a cuspide perfetta,
verde cupo nel folto e chiaro in vetta.
Un per ciascuno, eravamo in cento:
Ora cento alberelli al sole, al vento,
come fiere sentinelle se ne stanno…
e pensa che bel bosco diverranno!

(L. Salvatore)

Il pioppo

Il pioppo nell’azzurro
è un vivo tremolio di grigio e argento;
fa in mezzo ai rami il vento
lento sussurro.

G. Camerano

Alberi

Alberi!
Frecce voi siete
dall’azzurro cadute?
Quali tremendi guerrieri
vi scagliarono?
Sono state le stelle?
Vengon le vostre musiche
dall’anima degli uccelli,
dagli occhi di dio.

F. Garcia Lorca

Pini in cortile

Crescono i pini
di fronte alla scala.
Toccano coi rami il muro
della casa dai tegoli bruni;
e di mattina e di sera
li visita il vento e la luna.
Nelle tempeste d’autunno
sussurrano un verso vago;
contro il sole d’estate
ci prestano un’ombra fresca.
Nel colmo della primavera
una pioggia sottile, a sera,
riempie le loro foglie
d’un carico di perle pendule;
e alla fine dell’anno,
il tempo della gran neve
stampa sui loro rami
una trina lucente.

Fonte

Pioppi al tramonto

lo so chi colora
di rosso, nell’ora
già prossima a sera,
il cielo, soffuso d’un pallido blu:
i giovani pioppi
a specchio nell’acqua laggiù.
Li ho visti piegare il pennello
dell’agile chioma
e intingerlo dentro il ruscello
di liquida porpora, sempre a quell’ora.
Poi, subito ritti, con zelo
svettando, striare di rosso
la pagina chiara del cielo.
So’ ancora
che l’ultimo pioppo del fosso,
nel suo folleggiare monello,
si lascia sfuggire talora
qua e là qualche macchia vermiglia
che a nube sospesa somiglia.
E allora i fratelli
gli fanno a rimprQvero un vivo brusio…
che poi lentamente si smorza
nel sonno che avvolge
le cose

Poesia di Gina Vaj Pedotti

————————-

Albero secco

Un albero secco
fuori dalla mia finestra
solitario
leva nel cielo freddo
i suoi rami bruni:
Il vento sabbioso la neve e il gelo
non possono ferirlo.
Ogni giorno quell’albero
mi dà pensieri di gioia,
da quei rami secchi
indovino il verde a venire

Wang Ya-Ping

————————–

L’ albero primaverile

Sempre fermi,

sempre ritti

sempre zitti,

come impavidi soldati,

stanno i buoni alberi,

armati sol di foglie e fiori e frutti,

di cui fanno doni a tutti.

Tutti danno quel che hanno

e per sè tengono solo

un gorgheggio d’ usignolo

un fischiettio di fringuello

un sussurro di ruscello

D. Valeri

——————————————-

L’albero
C’è un grande albero spoglio
in mezzo all’orto: pare
che soffra e non si possa
coprire e riscaldare.
Vola sui nudi rami
un passero sperduto,
e cinguetta più forte
in segno di saluto.
Geme l’albero: Un tempo
fui giovane e fui bello:
candidi fiorellini
erano il mio mantello.
Il passero cinguetta:
Oh vecchio albero, spera!
Si scioglieran le nevi:
verrà la primavera.
di Milly Dandolo
——————————————-
Come un albero
Vorrei essere una fronda
di magnolia
che sfiorisce nel sole.
Non betulla che spoglia
si consegna
alle nebbie d’autunno.
Non abete, che uguale
nel suo verde
non conosce il mutar
della stagione.
Emma Bernacchi
————————————–
Poesia di F. Davini –
Nel mio cortile –
Nel mezzo del mio cortile
c’è un grazioso alberello.
E’ fiorito in aprile;
ma d’inverno, che stecco
sulla neve nero e secco!
Gli sorrisi e dissi: tu,
quel meschino alberello
che di neve aveva il mantello?
Non ti riconosco più!
Ma ecco, a un po’ di vento,
i petali, in un momento,
tutti giù.
Oh! Dura poco il fiore;
ma il frutto viene poi.
Così è pure di noi.
——————————————-
Nella foresta
Nella foresta, in mezzo alla radura,
nocchieruta, ruvida, frondosa,
invecchiava placida una quercia,
considerata un gigante.
E nascondeva il cielo con le foglie
ad una giovane betulla, C’era
umido, come dentro a una prigione,
sotto la sua rigida corona.
In un’afosa notte di tempesta
piombò sulla foresta ammutolita,
come una scure di tagliente acciaio,
il luccichio azzurrognolo d’un fulmine.
Breve, secco, imbroccato,
fu come un tiro preciso.
E si anneriscono i rami,
presero il volo le foglie.
Trasali la quercia. Troppo tardi.
Mandò un gemito e cadde tramortita.
I pini al mattino la piansero,
con lacrime Piene di sole.
Ma la sottile giovane betulla
si spolverò dai rami la rugiada
e, rompendo in un riso squillante,
si tese verso la luce.
V. Solouchin
————————————————————-
Gli alberi
Dove sono gli alberi qui la vita trova
cento beatitudini: fiori, frutti, ombre,
profumi, canti, colori, ricchezze, salute…
Sui pendii montani ove si torce, battuto
dai venti e ferito dalle folgori, l’albero
ghermisce con le radici la terra e l’aiuta
dalle frane; rompe col tronco tenace il peso
sdrucciolevole delle nevi ed evita le valanghe;
contende le prode al ruinoso torrente; fiacca
i venti, protegge dalle piogge improvvise e
dal sole meridiano i pastori e i greggi.
A valle, vive sui margini dei poderi e delle
colture. Segue le strade; si sporge dal muro
degli orti; stormisce lungo argini e canali; si
lascia abbattere, spartire in ceppi e fascine,
in tavole bianche che il falegname sega,
incide, inchioda per la vita e per la morte.
(Di Renzo Pezzani)
————————————————
Nel bosco
Nel bosco ogni vecchio gigante
sia abete, sia quercia, sia pino,
ha intorno, ai suoi piedi, un giardino
di piccole piante.
Son muschi, son felci, son fiori,
e fragole rosse e lichene
cui l’albero antico vuol bene
suoi teneri amori.
E mentre le fronde superbe
protende più su verso i cieli
ai pensa a quegli umili steli
nell’ombra, fra l’erbe.
(L. Schwarz)
———————————————
Gli alberi
Non hanno voce, ma li senti a volte
cantare: son gli uccelli che hanno il nido
fra ramo e ramo, in un angolo fido
ove è dolce sostare. Nella folta
chioma s’impiglia il vento e anch’esso suona
a lungo e geme e ride e narra fole
meravigliose. Se li indora il sole
gli alberi sono una presenza buona.
A notte offrono asilo agli sperduti
abitanti del bosco, hanno le braccia
aperte a tutti. Un giorno, se a Dio piaccia,
saranno legna e fuoco: i benvenuti.
(Di Massimo Grillandi )
—————————————————-
L’albero
Se non ricordi, io ti dono
la fresca ombra d’estate,
chiamo le dolci piogge
sulle sementi che han sete,
ti porgo resine e balsami
per ritemprarti in salute.
E quando il vento d’autunno
senza pietà mi dispoglia,
giungendo foglia su foglia
preparo il letto agli armenti
che ti dan cibo e vestito;
e quando il gelido inverno
col tramontano è alle porte,
mi struggo senza un lamento,
in fiamma per darti calore.
E a prrmavera, coi nidi
risorgo, e porgo alla terra
profumi e canti …
Vincenzo Bosari
—————————————————-
.
Il Pioppo
Sotto la brina il pioppo è di cristallo:
se lo tocchi l’infrangi; e piomba al suolo
con tintinnio di frantumate lastre.
Lo diresti un altissimo zampillo
che un incanto invetrò; ma dentro è vivo,
e lo strazia desìo di primavera.
« Oh, mai più tornerà la primavera,
pensa. – Mai più. Son vecchio.
Non mi resta foglia sui rami,
uccello che mi canti
in vetta, linfa nelle vene, strido
di cicala sul tronco. E ciascun giorno
che passa, accresce il gelo; e già mi sento
vicino a morte ».
Ma un mattino, il sole
rompe l’algore: scioglie in molle pianto
sugli stecchiti rami il vel di ghiaccio:
torna la linfa e il verde: giovinezza
ritorna, e n’ha sì gran sorpresa il pioppo
ch’ogni sua foglia, anche se tace il vento,
trema di gioia: anche la notte, in sogno,
trema di gioia in ogni foglia il pioppo.
Ada Negri
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L’ albero nel cortile
Un albero era nato, non si sa come,
in un angusto cortile presso una brutta
via affollata di vecchie case.
Quel povero albero s’era levato dritto dritto
sul magro stelo cinereo, con evidente sforzo,
con evidente pena, quasi angosciato nel
desiderio di vedere il sole e l’aria libera, dalla
paura di non avere in sé tanto rigoglio e
arrivare oltre i tetti delle case che lo
circondavano. E c’era arrivato!
Luigi Pirandello
—————————————————–
Festa degli alberi
Mamma, ho pensato a te mentre piantavo
l’alberello pel bosco che verrà.
Ti piace l’ombra sull’erbetta morbida?
Quell’alberello, mamma, crescerà. …
Crescerà come cresce il tuo bambino:
avrà forza, salute, gioventù.
E noi passeggeremo sotto gli alberi
che abbiamo visto, piccoli, laggiù.
M’hanno detto che gli alberi ed i boschi
sono un tesoro della patria mia.
E’ vero, mamma? – E’ vero, sì mio piccolo:
ma sono anche bellezza e poesia.
Milly Dandolo
————————————

Piantiamo l’albero nuovo

Passa novembre; guarda: nell’aria
l’ultima foglia va solitaria,
come se il giallo corpo non voglia
dare alla terra, povera foglia!
Sui rami, tesi come in preghiera,
va una speranza di primavera.
Piantiamo (è tempo!) l’albero nuovo
lungo le frane, sopra ogni rovo;
per tutto, dove manca l’incanto
del verde, cresca l’albero santo.
Di boschi forti più lieta sia,
più ricca e bella l’Italia mia.

A. Simoni
——————————-

Filastrocca dell’albero

Albero abbraccio e respiro del mondo
Strade radici che arrivano in fondo
Chissà da dove arriva il tuo suono
Suono che parla di un cuore buono
Chissà da dove arriva il tuo canto
Canto di foglie, che vibra d’incanto
Mentre ti ascolto, ti parlo e ti penso
E il mio discorso diventa denso:
Tieniti stretto a questa terra
Cresci più libero che in una serra
Afferra il cielo, portalo a noi
Tendi i tuoi sogni più in alto che puoi
E se qualcuno ti vuole strappare
Tu vienimi a chiamare.

Sabrina Giarratana

Le forme geometriche:cerchio,quadrato,triangolo, rettangolo

Poesia, lavoretti e sagoma delle figure geometriche.

Ma che strana famigliola.

Ma che strana famigliola!
Son gufetti birichini, simpaticissimi ,carini
e con il pancino di tante formine.
C’è il gufetto viola ,tutto accessoriato con il pancino QUADRATO.
Il rosa rosa più carino ha la pancia a TRIANGOLINO.
Il verde si chiama Coriandolo, ha la pancia a RETTANGOLO

.
Il CERCHIO che ama le feste,

riempie la pancia del gufetto celeste.
Eccovi questa strana famigliola
che ci saluta con un bellissimo HOLA.

126maestramaria

Schema gufetti

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Poesie per Natale

Raccolta di poesie per Natale

Maestramaria

Angelo celesteAngelo giallo

                       

 PICCOLI ANGELI

Piccoli angeli
dalle ali bianche,
chissà come sarete stanchi
di volare
nella notte blu,
per portare ai bimbi
i doni di Gesù.
Fermatevi un pochino
accanto al mio lettino;
vi faccio posto sul mio guanciale
perchè possiate un poco riposare;
parleremo insieme pian pianino :
mi narrerete di Gesù Bambino…

(da “Cose nuove” Ed F.lli Fabbri)

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Buon Natale

E’ la musica del cuore

che ci riempie di colori

coni canti di Natale

e la festa generale.

Vi auguriamo tanta gioia

ed un anno senza noia.

tanti auguri e sono tanti

BUON Natale

a tutti quanti

da  Storilandia -Ed. L’ arcobaleno -Lucia Caselli

—————————

MAGICHE SFERE DI NATALE

Dal mio albero pendono magiche sfere
e hanno dentro le cose più vere.
C’è la sfera dell’amicizia
che è un po’ come la liquirizia:
tiene dentro il dolce…

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Canti di Natale

La Madonna è andata al mercato

La Madonna è andata al mercato
ha lasciato Gesù addormentato,
l’ha lasciato all’angelo rosa
che pensa sempre ad ogni cosa.
Tutto ad un tratto si sveglia il bambino,
grida, forse gli cresce un dentino….
L’angelo rosa non sa cosa fare
e gli altri angeli manda a chiamare
la la la la la la
Pronto prontissimo l’angelo lilla
gli da una tazza di camomilla,
l’angelo verde tace e riflette,
forse le fasce son troppo strette,
di corsa arriva poi l’angelo d’oro,
prova a cantar con tutti un bel coro
ma il bimbo strilla a perdifiato,
la Madonna è sempre al mercato
la la la la la
L’angelo bianco con l’alto parlante
va in giro e informa ogni passante,
l’angelo giallo gli fa le smorfiette,
ma il bimbo piange e non la smette,
l’angelo azzurro gli suona il violino,
l’angelo blu gli massaggia il pancino,
ma il bimbo piange è disperato,
la Madonna è sempre al mercato
la la la la la
Torna la Madonna lo guarda ed esclama:
“Il mio bambino ha solo un po’ fame!”.
Volano gli angeli vanno al mercato,
ma quando tornano è già addormentato:
son tutti uguali i bimbi del mondo
frignano, strillano, gridano, piangono,
cadono, s’alzano, ricadono giù
anche se il bimbo si chiama Gesù.
Fonte

Ascolta

L’alfabeto del Natale
continua qui

Crisantemi per la commemorazione dei defunti

Commemorazione dei defunti:poesie e lavoretti.

Maestramaria

Lavori dedicati al 2 novembre

crisantemi preparazione

crisantemo finito

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https://126maestramaria.files.wordpress.com/2011/10/crisantemo-001.jpg?w=113&h=150one dei defunticrisantemo per defunti————————————————————

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Scheda da colorare qui

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Crisantemo con la digitopittura

fiori per i defunti

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IL colore giallo

Schede e disegni per il colore giallo

Maestramaria

Impariamo a riconoscere il colore “GIALLO”con queste semplici schede da stampare e colorare

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C’era il giallo

C’era il giallo del sole a mezzogiorno.
C’era l’azzurro del cielo e del mare,
che insieme al giallo del sole
formava il verde del prato.
C’era il rosso del fuoco
che si univa al cielo delle viole
e al sole fino al colore del tramonto.
C’era il nero della notte
che scuriva il giallo, l’azzurro e il rosso
e scriveva tante parole
per raccontare tante novelle
anche alle stelle.

(da “Il rosso va dal gallo” Mondadori)

i limoni gialli Schede per il colore giallo

La luna e le stelle Schede per il colore giallo

Cavallucci gialli Schede per il colore giallo

ALCUNE  ATTIVITA’:

Cavalluccio marino colorato con tempera e ricoperto di sabbia.cavalluccio

Incolliamo tanti pezzettini di carta colorata.incolliamo pezzi di carta giallastella gialla

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Bandierine per Halloween

Simpatiche bandierine con zucche da colorare per Halloween.

Come fare?

Basta cliccare sull’immagine ,stamparle e magari con un lavoro di gruppo colorarle. 

bandierine halloween

E per rimanere in tema ecco due poesia sulle zucche di JOlanda Restano
C’era una zucca

C’era una zucca tanto carina
Sopra il ripiano della cucina
Che si annoiava di noia noiosa
Ché pur essendo allegra e curiosa
là sulla mensola a quell’altezza
il tempo era solo tedio e tristezza.
Poi un bel giorno di ottobre inoltrato
provò un sussulto e il cuor fu turbato;
sentì una forza arrivare dall’interno,
dentro la polpa scatenò l’inferno:
ruppe la scorza, si spezzò un sogghigno,
si aprì un sorriso un poco maligno;
spalancò gli occhi luminescenti
pronti agli sguardi più fosforescenti!
Ora era zucca da battere i denti
pronta alla notte dei morti viventi:
mai più la noia e il tedio infin
ora era zucca per Halloween!

Mille zucche

Mille zucche sogghignanti
con cappelli stravaganti
stanno sopra l’alto muro
dietro al cimitero scuro!
Nella notte più paurosa
ogni zucca è portentosa
piena zeppa di magia:
che spavento, mamma mia!
Sopra il muro sogghignanti,
cogli occhioni luccicanti,
assaporano il terrore
che fa fare un tuffo al cuore!
Orrorifica risata,
lascia l’anima gelata,
e fa batter forte i denti:
che paura dei morti viventi!

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Le quattro stagioni

Le quattro stagioni raffigurate da simpatiche casette di uccellini.

Ogni casetta ha le caratteristiche e i colori delle stagioni che rappresentano.

Le puoi stampare sia in bianco e nero che colorate o semplicemente  stampare  la sagoma della casetta e dei vari elementi ,riportarli su cartoncino e ricomporre  a tuo gradimento.

 

 

autunno portaprimavera porta

 

 

 

 

 

Buon lavoro!

 

 

autunno colorato casetta

 

 

 

 

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schema casetta base

il signor autunno

Poesie sull’autunno

L’autunno
L’autunno ha bussato,
che cosa ha portato?
Un cesto di mele,
un cucchiaio di miele,
le pere mature,
le noci un po’ dure,
dei grappoli d’oro,
cornacchie nel coro,
il profumo dei funghi,
pomeriggi un po’ lunghi,
la nebbia fitta fitta,
una scolaretta zitta zitta,
la zucca tonda e gialla,
una stanca farfalla,
un tappeto di foglie accartocciate,
le strade lunghe, grigie e bagnate,
tanti quaderni da riempire,
tante castagne da abbrustolire.
Ciao autunno, sei arrivato,
quante cose ci hai portato!
Marzia Cabano

AUTUNNO

Il cielo ride un suo riso turchino

benché senta l’inverno ormai vicino.

Il bosco scherza con le foglie gialle

benché l’inverno senta ormai alle spalle.

Ciancia il ruscel col rispecchiato cielo,

benché senta nell’onda il primo gelo.

é sorto a piè di un pioppo ossuto e lungo

un fiore strano, un fiore a ombrello, un fungo

Marino Moretti

Piove piove dappertutto

Cielo grigio. Tempo brutto.
Piove, piove dappertutto.
Fan la doccia i fiorellini
nelle aiuole dei giardini
e, nell’orto, il seminato
beve l’acqua d’un sol fiato.
Io, se piove, non mi cruccio
vado a spasso col cappuccio.

http://www.filastrocche.it

Autunno

Il gatto rincorre le foglie
secche sul marciapiede.
Le contende (vive le crede)
alla scopa che le raccoglie.

Quelle che da rami alti
scendono rosse e gialle
sono certo farfalle
che sfidano i suoi salti.

La lenta morte dell’anno
non è per lui che un bel gioco,
e per gli uomini che ne fanno
al tramonto un lieto fuoco.

G. Rodari

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AUTUNNO

Quando la terra
comincia a dormire
sotto una coperta
di foglie leggere,
quando gli uccelli
non cantano niente.
Quando di ombrelli
fiorisce la gente,
quando si sente
tossire qualcuno,
quando un bambino
diventa un alunno.
Ecco l’autunno!

di Roberto Piumini

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L’uva e il vino

Mangia l’uva caro bambino
ma, dammi retta, non bere il vino!
Solo gli adulti ne posson bere
e, se han giudizio, solo un bicchiere.
-Sai?- dice l’uva- L’uom mi calpesta,
ma gli faccio girar la testa.
G.Terenzi

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Uva bianca, uva nera

Questa è la tiritera
dell’uva bianca e nera
dell’uva sopraffina
che fa venire l’acquolina.
Questa è la filastrocca
dell’uva prelibata
che si scioglie in bocca
come una marmellata.
Questa è la cantilena
dell’uva saporita
che fa la pancia piena
e più dolce la vita.

(da”Enciclopedia deiRagazzi”,Mondadori)

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FUNGO

Dentro al grande bosco c’è un fungo modello

quando piove funziona da ombrello

quando c’è il sole che brucia le piante

dà un frescolino così riposante

Dicono i grilli e le formiche tra loro:

“Compare fungo sei proprio un tesoro!”

E lui risponde modesto:”MA no, no,

ognuno a questo mondo fa quello che può!”

C.Kubler “Giorni d’autunno”, Bergamo, Atlas

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La filastrocca del vino

Dalla pergola nasce l’ uva:

prima è acerba,poi matura.

La raccoglie il contadino

E la schiaccia dentro al tino

Bolle il mosto giorno e notte,

Poi finisce nella botte.

Nella botte si riposa

Finche’ è un vino e color rosa

Dopo tante settimane va riempire la damigiana

Fonte WEB

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Cadon le foglie

Cadon le foglie, come farfalle:

ve n’è di rosse, ve n’è di gialle,

volteggiano un momento

e partono col vento.

E la povera pianta, là, nell’aria,

rabbrividisce nuda e solitaria

da “Raccogli idee” ed. Tresei scuola

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AUTUNNO

E’ l’ autunno su in montagna,

già matura è la castagna,

esce fuori dal suo riccio per vedere

chi ci sta. Chi ci sta?

“Sono il fungo,eccomi quà!

Proprio dietro a quel castagno

dove fa la tela il ragno

la marmotta impellicciata

è già mezza addormentata,

c’è un cartello…

Non voglio essere disturbata!

E’ proprio l’ autunno che vien nel bosco,

tra tutte le cose io la riconosco.

Scuola infanzia “Musile di Piave

——————————————————————

IL TEMPORALE

Che succede?Or è un momento

calma e gaia era la terra;

e di colpo….pioggia, vento,

lampi e tuoni in ciel fan guerra….

Son scomparsi gli uccellini,

treman l’erbe e i fiorellini,

e le piante….oh, che pietà,

par si spezzino a metà.

A POZZI

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DOPO LA PIOGGIA

Dopo la pioggia vien il sereno,

brilla in cielo l’ arcobaleno:

è come un ponte imbandierato

e il sole vi passa, festeggiato.

E’ bello guardare a naso in su

le sue bandiere rosse e blu.

Però lo si vede- questo è male-

soltanto dopo il temporale.

Non sarebbe più conveniente

il temporale non farlo per niente?

un arcobaleno senza tempesta,

questa sì che sarebbe una festa.

Sarebbe una festa per tutta la tera

fare la pace prima della guerra

G.Rodari

——————————————————————

L’RCOBALENO

Finito è il temporale.

E’ venuto il sereno,

e, lungo il cielo, sale

gai l’ arcobaeno,

Nitid, belli e nuovi

sette coor vi trovi

Ci trovi, senza fallo,rosso, arancione, e giallo.

, sol che guardi in su,

ci trovi il verde e il blu.

C’E’ l’ indaco, e in fondo,

la tinta delle viole,

Oh, come bello il mondo,

quando rsplende il sole

(da IL TESORO,Utel)

——————————————————————

Autunno

L’autunno e’ arrivato
e tutto quantoha trasformato:
prati,foglie, frutti e fiori
hanno cambiato i colori.
Mentre cadono le foglie
lo scoiattolo raccoglie
con le zampe piccoline
ghiande, noci e noccoline.
Poi prepara,un po’ curioso,
il giaciglio del riposo
e aspetterà da mattino a sera
che ritorni la primavera……
(Segui il filo…Agnese Marchegiani)
————————————————————-

La castagna
La castagna rotondetta

nella teglia buchettata

danza, salta, piroetta,

con la bocca spalancata.

Fa versacci a più non posso

perché il fuoco ch’è vicino,

che le arriva quasi addosso,

la solletica un pochino.

Le s’inchina la testina,

ed il cuore le si dora

come un cuor di pratolina.

L’aria, intorno, odora, odora.

E. Gerin
—————————————————————-

La castagna

C’è un frutto rotondetto
di farina ne ha un sacchetto,
se la mangi non si lagna
questo frutto è la castagna.
La castagna in acqua cotta,
prende il nome di ballotta.
Arrostita e profumata,
prende il nome di bruciata.
Se la macino è farina:
dolce,fine,leggerina;
se la impasto che ne faccio?
un fragante castegnaccio
(Anonimo)

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LA CASTAGNA

E’ bella la castagna;
è liscia e ben vestita;
è un frutto di montagna,
è dolce e saporita
Se vien dalla pignatta
col nome di ballotta,
se vien dal paiolo
col nome di mondina,
se vien dalla padella col nome di bruciata,
la castagna bella
è subito mangiata
(Renato Colleri)
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La castagna

di Rosalia Calleri

È bella lo castagna,

è liscia e ben vestita,.

è un frutto di montagna,

è dolce e saporita.

Se vien dalla padella

col nome di bruciata,

lo castagnetta bella

è subito sbucciata.

Se vien dalla pignatta

col nome di ballotta,

per tutti i denti è fatta,

perché nell’acqua è cotta.

Se vien dal paiolo

col nome di mondina,

va giù come di volo,

ché tutta si sfarina.

Se vien dal seccatoio,

si serba per l’annata:

e con piacer l’ingoio

che sembra zuccherata.

Insomma in cento modi

si mangia lo castagna,

cantiamo pur le lodi

del frutto di montagna.

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LE FOGLIE

ma dove andate,

povere foglie gialle,

come tante farfalle spensierate?

Venite da lontano o da vicino?

da un bosco o daun giardino?

E non sentite la malinconia

del vento stesso che vi porta via?

(Trilussa)

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Albero autunnale

Già matura

la foglia pel sereno suo distacco

discende

nel cielo sempre verde dello stagno.

Nel calmolanguore della fine, l’autunno s’immedesima.

Dolcissima

la foglia s’abbandona al puro gelo.

Sott’acqua

con incessanti foglie va l’albero al suo dio.

(J. Guillen Orfeo)

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IL fungo

Il cielo ride un suo riso turchino,

benchè senta l’inverno ormai vicino;

il bosco scherza con le foglie gialle,

benchè l’inverno senta già alle spalle;

ciancia il ruscel col rispecchiato cielo

benchè senta nell’onda il primo gelo

e sorto è appiè d’un pioppo ossuto e lungo

un fiore strano, un fiore a ombrello: un fungo

Marino Moretti
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L’autunno

Biondo autunno, che ci porti?

Uva, fichi, noci a staia,

e granturco in mezzo all’aia.

Pioggia e vento alle montagne

mucchi, al fuoco, di castagne.

(Romana Rompato)

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Foglie rosse, foglie gialle

Foglie rosse, foglie gialle,

volan via come farfalle:

resta nudo l’alberello,

piange un poco e si dispera.

“Ma verrà la primavera!”

lo conforta l’uccellino.

“Fiori e nidi tu riavrai

e in letizia canterai!”

(G. Gasparini)

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Autunno

L’autunno comincia il suo gioco

dipinge le foglie di croco,

le indora;

se sbaglia le strappa,

le dona al vento che scappa.

Accende l’ultimo lampo,

saluta chi semina il campo,

la rondine che trasvola,

i bimbi che tornano a scuola.

Ma, a un tratto… dov’è la sua gioia?

L’autunno fa il broncio,

si annoia,

piagnuco la pioggerellina

monotona e fina fina.

(D. Rebucci)

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La filastrocca delle frutta

Gira, gira,

s’arrivasse

nel paese delle frutta che,

si dice, ha una stagione!

E ci fosse proprio tutta,pera, fragola, popone,

quella bella frutta sana,

melarancia, melagrana,

quella bella frutta fina,

l’albicocca, la susina,

quella bella frutta aspretta,

uva spina, nespoletta,

giuggioletta di montagna;

e il marrone, e la castagna;

e, tra i pampini a corona,

l’uva buona!

E ci fosser le nocciole

e le mele lazzerole

con le noci tutte quante

tutte insieme sulle piante,

tutte insieme nel corbello;

ce ne fossero mai tante

da giocarci a rimbalzello,

da poterne regalare,

da poterne dare a tutti

da poterne (che allegria!)

far razzia!

(Térésah)

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Le castagne

Le castagne, sgusciate

fuori dagli acuti ricci,

son dagli alberi arsicci

quasi tutte cascate.

Son cascate di quando

in quando al suolo nero

con un tonfo leggero,

con un murmure blando;

son tornate monde

alla lor terra bruna

e liete, perchè ognuna

il suo bene nasconde.

Ognuna sa che un giorno

sarà, per una cena,

quello che è il pane, appena

vien levato dal forno,

e mammine e figlioli

sogna affamati e chini,

ed ombre di camini

e fumo di paioli.

(M. Moretti)

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L’ estate se ne va

senza fare rumore

e impigliati tra i rami

lascia pezzi di sole.

Foglie rosse,gialle,brune

foglie d’ oro e di fuoco.

Poi l’ albero

ha un brivido di freddo.

Ha sentito l’ autunno

(FRANCOISE BOBE)

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Autunno

Guardo fuori e sei arrivato,

come ogni anno sei tornato

il tempo passa passa il tempo,

sole, pioggia in un momento,

ma rimane un assaggino

dell’ estate…… a San Martino

A SANTI 2010 ED. del Borgo

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Mazzolino di foglie

Foglie secche lungo la via

sotto le scarpe far melodia,

volan leggere se l vento le toglie

mille coriandoli fatti di foglie

Un mazzolino ne ho conservate

per colorare le fredde giornate

A SANTI 2010 ED. del Borgo

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Poesie in bottiglie

Vola vola fogliolina

io ti prendo cara piccina,corro corro e tu scappi via

fatti prendere amica mia,

ora ti porto nella bottiglia

dormirai con la tua famiglia

A SANTI 2010 ED. del Borgo

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L’autunno

Quando la terra
comincia a dormire
sotto una coperta di foglie leggere,
quando gli uccelli non cantano niente.
Quando di ombrelli fiorisce la gente,
quando si sente tossire qualcuno,
quando un bambino diventa un alunno.

Ecco l’autunno.

R. PIUMINI

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Autunno

Cosa succede in questo bosco?
lì c’è un cappello , lo riconosco,
ora è sparito ma sono sicura,
c’era un omino in miniatura.
Eccolo, ascolta ,lo senti scappare,
ridere, correre e ruzzolare.
“Gnomo ti ho visto,non fare il furbino,
vieni e giochiamo insieme un pochino…”
Niente da fare, non mi risponde,
sotto i funghetti ,lo so si nasconde
e da quel ramo, sotto una foglia
un altro gnomo di ridere ha voglia.
Ecco, sul capo mi cadon due ghiande
poi una pigna e una castagna.
e da quel buco sull’albero grande
un altro gnomo lancia acqua e mi bagna.
Oh, che tipetti svelti e curiosi
sono sti gnomi così dispettosi!
Da dietro un sasso , sbuca piccino
un altro gnomo e mi fa l’occhiolino.
“Vieni ti prego, fatti guardare “.
ma quello ride e si mette a scappare.
Aghi di pino mi cadono addosso,
schizzi di fango dall’orlo di un fosso,
corteccia d’albero appena staccata
sulla mia testa già tutta arruffata.
Senti che ridono, i birichini
sembrano proprio tanti bambini.
Ora su un tronco mi fanno trovare
frutti di bosco, per farsi perdonare,
fragole , more, mirtilli ,lamponi ,
ma che carini, sti gnomi birboni!

Testo A. Turchetti la Filastrocchiera Ill. James Browne

Motivo autunnale

Soffia sui campi la tramontana;

gli alberi scuote.

e dai rami inariditi

stacca le morte foglie.

Il vento le sparge,

lontano per i campi:

restan sol i neri fusti

che tristi agitano i rami spogli.

(P. Javorov)

Nebbia

Che nebbione,stamattina!

E’ sparito il campanile

che saliva verso il cielo.

Stan sugli orli delle strade

case grigie,senza forma:

la città sembra che dorma.

Ombre frettolose e rade

se ne vanno imbacuccate

lungo i muri rattristati,

perché il sole non li scalda.

Poche macchine per via

romban piano, i fari accesi.

Vanno i tram,scampanellando

tra quei veli cinerini

che nell’aria stan sospesi.

E le piante mute e spoglie

sono ancora in doppia fila

lungo i viali? O son fuggite

a riprendersi le foglie

in gran mucchi rastrellate?

E l’antenne sopra i tetti

si son forse distaccate

dai legami con la terra

per poter dormire un poco?

Nel nebbione, stamattina,

tutto può sembrare un gioco

misterioso.

(B. Paltrinieri)

La prima pioggia

Scendon le gocce della prima pioggia

che sui selciati ancor timida batte,

mentre settembre lietamente sfoggia

l’ardore delle sue bacche scarlatte.

E le foglie chiacchierine

parlano dell’autunno che ritorna

e che sotto la pioggia fine fine

di pampini e di bacche agile s’adorna.

(M. Moretti)

Bosco d’autunno

Ha messo chiome il bosco d’autunno.

Vi dominano buio, sogno e quiete.

Né scoiattoli, né civette o picchi

lo destano dal sogno.

E il sole pei sentieri dell’autunno

entrando dentro quando cala il giorno

si guarda intorno bieco con timore

cercando in esso trappole nascoste.

(B. Pasternak)

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Autunno Saporito

Ecco, è arrivato l’autunno,

tanti bei regali

ci ha donato.

 Tanti funghi con un bel cappello

e castagne saporite  in ricci spinosi.

Uva e vino a volontà,

 foglie variopinte

che volano di qua e di là,

tante zucche e frutta a volonta’,

ecco l’autunno che gran bontà!

Maestramaria

 

ALTRE POESIE QUI

Progetti didattici

La pagina dedicata ai progetti didattici si arricchisce di nuovi e utili attività da  utilizzare nella scuola.

Alcuni esempi:

Ed. affettiva “La scatola delle emozioni”

Ed. alimentare“Ortoallegro””Raccontacibo”

Ed. ambientale “Il bosco parlante”

Ed. ambientale “Area verde Palazzina”

Ed.ambientale”Acqua in bocca”

Ed. ambientale ” Riciclando”

Storiella sulla vendemmia da colorare

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Progetto interdisciplinare “Il vino in classe”

Maestramaria

Dall’uva al vino: simpatica storiella sulla vendemmia(nuova versione) da stampare e colorare

LA FILASTROCCA DEL VINO

DALLA PERGOLA NASCE L’UVA:

PRIMA ACERBA,POI MATURA.

LA RACCOGLIE IL CONTADINO

E LA SCHIACCIA DENTRO AL TINO.

BOLLE IL MOSTO GIORNO E NOTTE,

POI FINISCE NELLA BOTTE.

NELLA BOTTE SI RIPOSA

FINCHE’ E’ VINO COLOR ROSA.

DOPO TANTE SETTIMANE

VA A RIEMPIRE LE DAMIGIANE,

MA LI’ DENTRO NON VUOL STARE:

ORA E’ PRONTO DA INFIASCARE.

PER LA FESTA DI FAMIGLIA

PASSA POI NELLA BOTTIGLIA;

NEI BICCHIERI VIEN VERSATO

E DA TUTTI E’BEN GUSTATO

A.FASSER

 UN GRAPPOLO D’UVA  DIVENTATO VINO

UN  GRAPPOLO  D’UVA  ERA  MOLTO FELICE

DI  VIVERE SU UNA GRANDE  VITE  CON  I  SUOI  AMICI.

UN GIORNO ARRIVO’ UNA CONTADINA

E INIZIO’A VENDEMMIARE.

IL GRAPPOLO D’UVA ERA SPAVENTATO E DISPIACIUTO

DI LASCIARE LA SUA CASA.

AI SUOI AMICI CHIEDEVA:

-COSA STA FACENDO QUESTA BELLA CONTADINA?

PERCHE’ CI METTE IN QUESTO TINO?

PERCHE’ CI PIGIA?-

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Lettera di ringraziamento per i nonni

Dedica ai nonni per la manifestazione a loro dedicata in occasione della loro festa

Cari nonni, oggi siamo quai a scuola per festeggiarvi e ringraziarvi di tutto quello che fate per noi.
Oggi è la festa degli angeli custodi e non è un caso che si festeggiano i nonni!
Si!,cari nonni! perché voi siete i nostri angeli custodi, ci regalate tanto amore e con noi siete affettuosi e generosi.
Sempre pronti a darci una mano e a perdonare le nostre marachelle e
a viziarci viziate un pochino.
All’occorrenza, però sapete dire anche di no e con una sorriso e una carezza ci regalate tanta tenerezza.
E per esprimere la nostra riconoscenza e per ringraziarvi di tutto ciò che fate vi dedichiamo una piccola filastrocca e qualche ora di divertimento insieme.
maestramaria

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I MIEI ANGELI CUSTODI

I MIEI ANGELI CUSTODI SIETE VOI,

SEMPRE PRONTI AD AMARMI,

SEMPRE PRONTI A COCCOLARMI,

SEMPRE PRONTI A DONARMI UN SORRISO

E A FARMI SENTIRE PREZIOSO COME UN FIORDALISO,

SEMPRE PRONTI A DONARMI UN DOLCETTO

E A REGALARMI TANTI BACETTI!

Maestramaria

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Accoglienza: striscioni,segnalibri e cartelli per aula.

Accoglienza a scuola

Maestramaria

Striscione di BENTORNATI con  fiori da stampare colorato o da colorare.

BENTORNATI  DA COLORARE

BENTORNATI COLORATO

Ancora fiorellini per questi simpatici segnalibri da donare a bambini il primo giorno di scuola

segnalibri colorati

e allegri cartelli per le porte dell’aula per accogliere i bambini.

barchetta colorataStampa il Pdf dellaBarchetta colorata

barchetta da colorare

Stampa il Pdf della Barchetta da colorare 

 Benvenuto con fiori da colorare

Benvenuti con fiori COLORATO

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Poesie, e risorse varie per  l’accoglienza .

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Accoglienza a scuola:lavoretti e cartelli per aula

ACCOGLIENZA

Tanti piccoli e graziosi elefantini, realizzati con cartoncino e con gli stecchi dei gelati, daranno il benvenuto a scuola ai nostri bambini e…elefantini

elefantino rosa

cartelli colorati e ricchi di palloncini rallegreranno le porte delle aule.

Clicca sulle immagini per il pdf dei cartelli e qui per la sagoma del lavoretto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Poesie di Luca Gilioli

Poesie  sugli alberi di Luca Gilioli,giovane autore modenese più volte primo classificato  in concorsi  letterari relativi alla saggistica breve e alla poesia.

L’albero più prezioso

l’albero più prezioso era
quello colpito dal fulmine.

si trovava in fondo al vialetto,
unico del filare a essere stato
squarciato durante una tempesta.
non aveva più foglie per offrire
riparo dal sole, non aveva più
rami per sostenere casette e
volteggi di altalene, e poiché
erbacce e rifiuti ne infestavano
il terreno, i passanti concordavano
sulla necessità di abbatterlo.

ma quello colpito dal fulmine
era l’albero più prezioso, perché
dal suo tronco un sussurro
attirava i bambini, e quando
il loro orecchio si avvicinava
alla corteccia, quel sussurro
diveniva una voce distinta, che
diceva: “Non sostate sotto gli
alberi durante i temporali”.
Luca Gilioli
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Rifugio per sempre
… “devo correre verso
un albero, accovacciarmi
ai suoi piedi, e piangere:
le lacrime penetreranno
nel terreno e arriveranno
alle radici e così, all’istante,
il tronco potrà crescere
più largo, più forte, e mi
offrirà maggiore protezione”…
questo mio nonno ripeteva
nei suoi ultimi giorni nel
delirio dei ricordi. questo
mio nonno pensava quando
lui, bambino, cercava rifugio
tra gli alberi mentre le bombe
squassavano il cielo e la terra.

Luca Gilioli

Lettere da stampare per striscioni o festoni

Lettere da stampare per comporre cartelloni o striscioni

Maestramaria

LETTERE DA STAMPARE  PER COMPORRE FESTONI E STRISCIONI PER OGNI OCCASIONE.

BASTA CLICCARE SULLA LETTERA CHE SERVE E STAMPARLA.

POTETE SCEGLIERE TRA I TANTI MODELLI QUELLO CHE CHE PIU’ VI PIACE E REALIZZARE DEI LAVORI ADATTI A QUALSIASI EVENTO.

alfabeto

ABCDEFGHIJKLMN

O -PQRSTUVWXYZ

Stampa lalfabeto


ABCDEFGHIJKLM

NOPQRSTUVWXYZ

Stampa tutto…

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Puzzle con stecchi di gelato

Puzzle con stecchi di gelato per colorare e divertirsi giocando. In estate i bambini amano i gelati ,i ghiaccioli sono tra quelli preferiti per la sensazione di freschezza che regalano e per gli stecchi che inevitabilmente conservano, a volte ne hanno  tantissime e non si decidono a buttarli via. Cosa fare per riutilizzarli ? Come […]

Manifestazione di fine anno

scenografia

E’ ormai consuetudine salutare l’anno scolastico con una piccola recitina.

La manifestazione ha trattato temi inerenti il progetto“IO SONO COSI'”che  ha coinvolto i bambini durante tutto l’anno scolastico.

Con il progetto si è cercato di adempiere ad uno dei compiti previsti dalla scuola dell’infanzia, ossia:

  •  Accrescere l’autostima
  • Sviluppare  il senso d’identità personale

Sviluppare la identità vuol dire vivere serenamente tutte le dimensioni del proprio io, stare bene…,imparare a conoscersi e a sentirsi riconosciuti come persona unica e irripetibile…, e sicuri nell’affrontare nuove esperienze in contesti diversi.”

Le finalità hanno riguardato tutti  i campi di esperienza in particolare:

  • Il corpo in movimento
  • Il sé e l’altro

Dal  progetto “IO SONO COSI’” e dalle risorse utilizzate (canti,poesie,ballo) è nato un piccolo copione che i bambini hanno dedicato a tutti i presenti.

Tutti i piccoli sono stati coinvolti, tutti hanno affrontato la paura del microfono, tutti  hanno avuto fiducia in se stessi e nelle proprie capacità , tutti hanno partecipato con interesse e tutti ,compreso i presenti ,si sono diverteti molto.

Sono stati bravi, hanno fatto emozionare noi e i genitori !

Qualche lacrimuccia è scappata!

Tra applausi, saluti e ringraziamenti i bambini hanno ricevuto una piccola dedica da  noi insegnanti, con la  promessa di essere sempre presenti nei nostri cuori!

 

A TE……

TI ABBIAMO CRESCIUTI PER TRE ANNI

ADESSO VOLA IN ALTO COME UN AQUILONE

E GUARDA IL MONDO CON OCCHI NUOVI.

OGNI TANTO PERO’,

PENSA A NOI

CHE TI ABBIAMO SEMPRE

NEL NOSTRO  CUORE.

Maestramaria

 

pergamena

 

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Altre risorse per la fine dell’anno scolastico 

Altri progetti 

Altri copioni 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dedica ai bambini che lasciano la scuola dell’infanzia

Biglietto per salutare i bambini che passano alla primaria.

 

Ai nostri cuccioli

Visi impauriti, sguardi nel vuoto,

pensiero fisso verso la mamma,

e ore a chiedere del suo arrivo.

Giorno dopo giorno

lo sguardo si è acceso ,

gli occhi si sono illuminati

e tanti giochi sono stati inventati.

Tanti amici avete trovato,

E mille  sorrisi sgargianti

hanno sostituito le lacrime

 sul vostro viso.

Al mattino

con un bacetto salutate la mamma

 e a capofitto vi immergete nei giochi.

Siete cresciuti!

 Con noi, dei piccoli ometti

e signorine

siete diventati,

adesso però, vi  dobbiamo lasciare.

Vi auguriamo ogni bene e vi promettiamo

di rimanere sempre nel nostro cuore.

Che i vostri sogni possano avere ali grandi!

Le vostre maestre

126maestramaria

ai nostri cuccioli

Altre risorse qui 

Poesie

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